Cielo e Abisso

Dove eravamo rimasti?

Come reagirà il monaco al desiderio di Manuel? Si offrirà di accompagnarlo nell'avventura, anche per capire il motivo per cui i Portatori di Luce hanno interrotto la tregua. (46%)

Quando l’abito fa il monaco…Il monaco guarda fisso gli occhi di Manuel per un lungo istante.

«Chi ti dice sia un fratello?».

Lo sguardo del ragazzo si fa ancora più meravigliato.

«Mio Dio, una sorella?».

Scatta subito in piedi, guardandosi intorno come in cerca di qualcosa di stabile, di un appiglio che non faccia crollare tutte le finte certezze con cui ha vissuto fino a quel giorno: la sua famiglia, i suoi amici… la convinzione di essere un po’ diverso dagli altri, ma che in fondo tutti si sentono un po’ così, no? Ha un momento di cedimento, si appoggia al muro, poi si scuote, fortificato dall’aspettativa di conoscere l’unica verità fondante della sua vita, benché dolorosa. Non era da tutti, infatti, avere come sorella l’Anticristo, la persona che avrebbe condotto l’intera umanità alla perdizione.

«Chi sono i miei genitori? Chi mi ha portato qui?» chiede camminando avanti e indietro, in preda al nervosismo. «Devo conoscerla, devo vederla… non può essere cattiva, è mia sorella!»

Il monaco si avvicina a lui, gli mette una mano sulla spalla. «Vieni con me e vedi tu stesso. Il nostro destino è scritto, ma la Provvidenza è stravagante… concede sempre un’alternativa.». Di colpo, si rivolge all’uomo a terra, ora quasi rinsavito. «Tu ci porterai da Lei, vile serpente.».

L’oscuro individuo fino a quel momento era rimasto muto e immobile, nella speranza che si dimenticassero della sua presenza e potesse sgattaiolare fuori dalla porta non appena ce ne fosse stata l’occasione.

«Piuttosto la morte!» sputa in un ghigno rauco. Incomincia ad arretrare verso la porta.

«Dove credi di andare?!» tuona il monaco ancorando a terra il nero saio dell’uomo col piede. «Sai, il tuo abito è proprio della mia misura…». Si avventa su di lui. «Manuel, dammi una mano, se ci tieni ad andare in fondo in questa storia!» urla mentre cerca di togliergli i vestiti di dosso. “Buon Dio, abbi misericordia della mia anima” pensa, mentre costringe l’uomo a spogliarsi.

Una volta indossato il saio nero, con l’aiuto di Manuel viene fatta mettere al Portatore di Luce la cocolla bianca del monaco. Poi gli vengono legate le mani e tappata la bocca con del nastro adesivo.

«Bene, e adesso che facciamo?» chiede Manuel.

«Il piano sarebbe quello di infiltrarsi. Farò finta di essere uno di loro. Tu verrai con me. Ci inventeremo qualcosa.».

«E lui?» chiede Manuel accennando all’uomo con le mani legate.

«Potrebbe tornarci utile…».

«Io non mi fido di lui.».

«Oh, nemmeno io. È per questo che ci sarà d’aiuto.» dice il monaco aprendo la porta.

«Dove stiamo andando di preciso?» chiede Manuel trascinando con sé l’uomo travestito, che continua a lamentarsi e agitarsi nel tentativo di fuggire.

«Ho una mezza idea.». Rovista nel saio del Portatore di Luce e ne estrae le chiavi di un’auto. «Seguimi.».

«Sai guidare?».

«Ragazzo, secondo te mi sposto volando?».

«Scusami, hai ragione. Mi aiuti con questo qui? Non sta fermo un attimo.».

Lo prendono insieme e lo trascinano fino all’auto parcheggiata qualche centinaio di metri più avanti, nei pressi di una strada sterrata collegata a una strada provinciale poco più lontana. Si ritrovano davanti a un SUV nero dai finestrini oscurati. Era impossibile da fuori capire chi ci fosse dentro. Il monaco preme il pulsante della chiave di accensione. I fari del veicolo lampeggiano e le chiusure di sicurezza delle portiere scattano.

«Facciamolo salire su.».

Lo costringono a entrare nella parte posteriore dell’auto e chiudono la portiera. Il monaco fa per salire al posto di guida, ma si ferma un attimo per rivolgersi a Manuel.

«Stiamo andando dritti nella tana del leone, ragazzo. Sta’ sempre allerta, ok?». Con il pollice disegna una croce sulla sua fronte e recita una preghiera di benedizione.

“Che Dio ce la mandi buona.” pensa fra sè.

Una volta saliti sull’auto, accende il navigatore satellitare e analizza gli ultimi percorsi effettuati.

«Come immaginavo.» dice fra sé con tono grave.

Gira la chiave di accensione.

Cos'ha scoperto il monaco sul navigatore satellitare?

  • L'ultimo indirizzo in memoria corrisponde al luogo in cui opera il Sommo Abate dell'ordine di San Michele Arcangelo. (67%)
    67
  • Il navigatore satellitare richiede un codice di attivazione senza il quale scatta un allarme con posizione GPS diretto a tutti i Portatori di Luce nei paraggi. (11%)
    11
  • Il losco individuo, prima di arrivare nel suo eremo è passato a casa dei genitori adottivi di Manuel. (22%)
    22

Voti totali: 9

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107 Commenti

      • Ale, in una storia del genere ci sono un sacco di spunti: per esempio per scovare i tratti del fratello potresti spulciarti l’Apocalisse di Giovanni, dalle parti del 13, laddove si dice che chi non avrà il marchio della bestia non potrà né vendere né comprare… chi ha l’intelligenza calcoli il numero (sappiamo qual’è) etc. Il punto è che pochissimi sanno che il numero sei nella cabala è rappresentato dalla lettera “waw” (una specie di doppia w) e che indica il blocco, lo strozzamento, la difficoltà. Quindi, se ci pensi bene, anziché sei sei sei si tratta di waw waw waw, che assomiglia molto a www (!) e indica un sonoro “Io ti blocco,io ti blocco, io ti blocco!…
        Spero di esser stato d’aiuto…

        Naturalmente ti invito a leggere il mio nuovo capitolo e se hai suggerimenti per me io li appunto, in molti si stanno spendendo per suggerirmi nuove evoluzioni, e tu sei il benvenuto.

        Un caro saluto,

        Bob

    • Ti ringrazio di cuore 🙂 Quale opzione hai votato? In questi giorni sono un po’ fermo perché sto dedicando il mio ( sfortunatamente poco 🙁 ) tempo libero alla stesura di un Horror per un concorso letterario. Comunque penso di scrivere il seguito di Cielo e Abisso nel week end 😉 Sono molto affezionato a questa storia. In parte mi riguarda personalmente, come ha notato qualcuno qui sotto. 🙂 Mi spiace davvero per lo stato di “fermo” attuale. Grazie mille davvero per il commento.

      A presto.

      Ale

  1. Manuel, son contento tu abbia scritto questo racconto. E’ molto bello. E non è molto lontano dalla verità e dal momento storico in cui ci troviamo. Son curioso di vedere dove arriverai. Fatto sta che è scritto molto bene e ti faccio i complimenti.
    In più sono molto devoto a San Michele Arcangelo….
    Attendo il proseguimento…
    Nel frattempo continuo con il mio racconto sull’Apocalisse… se ti interessa, visto che siamo in tema vai a leggerlo. Si chiama “l’apocalisse di Thomas”

    Marco

  2. Accidenti… ero rimasto indietro all’episodio 2… la vicenda è davvero… gli aggettivi che mi vengono in mente sono riduttivi… coinvolgente, appassionante, etc etc… c’è qualcosa in più che chiama in ballo le mie verità più profonde, come spiegare a parole? Senti ma poi devi mettere tutto insieme e chiedere a qualcuno che te la pubblichi (o quantomeno come e.book, che credo venga via quasi gratis). Ciaooooooooooo

  3. Bello!
    Ho votato un Manuel spaventato ma vedo che é in minoranza. E io che immaginavo cosi tante emozioni lo preoccupassero 🙂
    Non capivo perché rifacesse il letto ma poi ho fatto 2+2: voleva far sembrare la stanza vuota da ospiti.
    Che sangue freddo!

  4. Come scrive Luca, vorrei che si ampliasse il novero dei personaggi: renderebbe ancora più complessa e intrigante la storia. Il terzo personaggio potrebbe essere una chiave di volta nella storia, ma non deve consentire a Manuel di ricordare l’identità del monaco … mi piacerebbe che la sua identità rimanesse”oscura” fino all’ultimo capitolo.

    p.s. ovviamente complimenti!! 🙂

  5. Sarei tentato dalla soluzione onirica, ma sarebbe troppo “abituale”. Invece, una lunghissima caduta senza fine, che, proprio nel momento in cui stava per raggiungere la dimensione angelica, lo conduca nelle oscurità infernali e demoniache, non mi dispiacerebbe. Le cadute sono continuamente parte della nostra esistenza. Mi piacerebbe la descrizione di una di esse.

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