THE KILLER FAIRIES

IL DIARIO DI RAIN

La signora Smith stava passeggiando nei boschi intorno al suo paese. La vegetazione,tipica della campagna inglese, non le era mai piaciuta. I reumatismi cominciavano a farsi sentire e avrebbe voluto trasferirsi in qualche posto caldo e soleggiato. Peccato che il signor Smith non ne volesse sapere, affezionato com’era al suo paese e al clima piovoso che lo contraddistingueva. Mentre rifletteva in lontananza le sembrò di vedere Jhonny Soders, il suo primo grande amore. Aumento’ il passo cercando di raggiungerlo e chiamandolo a gran voce. Johnny, che non era Johnny, ad un tratto si girò e protese le braccia in segno di accoglienza. La signora Smith e i suoi centocinque  chili si precipitarono verso l’uomo che lentamente stava cambiando aspetto. Al posto del bel viso del suo Johnny vide un teschio sghignazzante con tanto di vermi che gli uscivano dalle orbite. La donna arretro’ inciampando su una radice e cadde a terra con un grosso tonfo. Fece appena in tempo a vedere una nube di strani insetti che le si gettavano addosso assetati di sangue.

Il corpo della signora Smith, fu ritrovato il giorno dopo dal vecchio Stanley, durante la sua solita passeggiata alla ricerca di funghi. In paese si scateno’ subito il caos, le gente dava le sue versioni, alcune molto fantasiose. Fu possibile identificare la donna solo grazie alla fede nuziale, perché aveva il cranio completamente scarnificato. Dopo alcune settimane però il caso venne archiviato come incidente e la gente ci mise una pietra sopra. La donna secondo la ricostruzione era caduta ferendosi ed era rimasta vittima di qualche animale selvatico. Questa versione però non aveva convinto Katrina. La ragazza, che faceva la bibliotecaria nel paese, non riteneva verosimile una spiegazione di questo tipo. Perché accontentarsi della testa con così poca carne, e lasciare intatto il resto del corpo e i nutrienti organi interni? Per un animale selvatico sarebbe stato un grosso spreco. Decise così di fare qualche indagine per conto suo, mossa dalla curiosità e dalla sua sete di conoscenza. Katrina era una ragazza considerata da tutti strana, non frequentava i ragazzi della sua età, non passava le serate al Pub di Roxy e preferiva la compagnia dei suoi gatti a quella delle persone. Abitava in un cottage al limite del piccolo paese, il quale le era stato lasciato in eredità dai suoi amati nonni paterni. Era il suo tesoro, se ne prendeva cura personalmente e si curava bene dal tenere ogni tipo di relazione ben chiusa fuori dalla porta. Quel giorno il sole faceva capolino da grosse nubi grigio-violacee ma questo non la scoraggio’ dal perlustrare il bosco. Non appena arrivo’ nella radura dove avevano trovato la Smith si mise ad osservare il terreno e gli arbusti circostanti. Non c’era nulla di strano, ma la ricostruzione delle “grandi” menti investigative della zona proprio non la convinceva. Ad un certo punto vide qualcosa brillare sotto un albero e si avvicinò per esaminare l’oggetto. Si trattava di un libro di pelle rossa con una scritta dorata sulla copertina. Rain. Aprendolo prese atto che non si trattava di un libro ma di una sorta di diario scritto con inchiostro nero. Lo mise nella borsa e corse a casa ansiosa di scoprirne il contenuto. Una volta raggiunta l’abitazione si sedette in veranda e comincio la lettura.

Caro diario,

oggi è stata una giornata veramente divertente. Sono andata insieme a Rose e Violet al ruscello per fare un bagno. Peccato che dopo poco sono arrivati tre di quegli odiosi umani. Una donna, un uomo e il loro disgustoso piccolo umano che non la finiva più di emettere dei suoni orribili. Violet voleva intervenire subito, ma l’ ho fermata dicendole che non era prudente e che dovevamo aspettare. Allora ci siamo infilate nello zaino degli umani che nel tardo pomeriggio sono ritornati a casa. Violet ha messo nel loro cibo puzzolente un estratto di un fiore soporifero. Si sono addormentati subito quegli idioti. Così siamo uscite dallo zaino e ci siamo recate nella stanza del piccolo umano. Stava dormendo e io e Rose ci siamo divertite un sacco nel vedere come il suo colore passasse da rosa a blu. Che giornata ricca di emozioni!Certo che questi umani sono veramente troppo delicati, che esseri inutili!Dovrebbero sparire dalla zona! Adesso devo andare, alla prossima! 

Katrina chiuse il diario, si sentiva sconvolta . Chi erano questi esseri che vivevano nel bosco? Come facevano ad entrare in uno zaino? Doveva di sicuro essere uno scherzo o il racconto di qualche scrittore dilettante. Mise via il diario, per quel giorno non avrebbe letto più nulla. Verso sera però le venne in mente un particolare accaduto circa un anno e mezzo prima. I coniugi Writh avevano trovato il loro piccolo Lenny soffocato nel suo lettino. Morte in culla era stato detto. Possibile che ci fosse qualche collegamento con quanto letto nel diario? Katrina scaccio’ immediatamente quei macabri pensieri anche se nella sua testa un piccolo campanellino cominciò a suonare.

Cosa vedremo nel prossimo episodio?

  • Katrina getterà via il diario (0%)
    0
  • Conosceremo meglio Rain (38%)
    38
  • Katrina leggera' un altra pagina del diario di Rain (63%)
    63

Voti totali: 8

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12 Commenti

  1. Ciao celeste. Noto con piacere che hai deciso di usare le Faeries del folklore anglosassone in questo racconto. Finalmente qualcuno che non casca nella versione edulcorata da Disney and co ma le prende per quello che sono veramente.
    Sono curioso di saperne di più di questo diario.
    Però, se posso farti un appunto, rileggi i testi prima di inviarli. Ci sono alcuni errori di ortografia. Gli apostrofi al posto degli accenti o la mancata spaziatura dopo un segno di punteggiatura rallentano la lettura.
    Ci sentiamo al prossimo capitolo 🙂

  2. Ciao Celeste,
    eccomi qui, a leggere il tuo nuovo racconto.
    Fate assassine, non leggo molto fantasy, perciò mi giunge nuova e, dunque, originale. Me le vedo pure a svolazzare leggere nell’aria frizzante sopra il lago e tra le pieghe dello zaino chiuso. Vediamo dove ci porterà il tuo racconto. Ho votato Rain e aspetto il nuovo episodio per saperne di più.
    Alla prossima!
    p.s. occhio agli apostrofi al posto degli accenti 🙂

  3. * Siamo abituati a vedere le fate come creature delicate e magiche *
    Sì, certo, vale quasi per tutti. Tranne che per i fan di Arthur Machen che hanno una visione deviata del Piccolo Popolo, non troppo dissimile da quella che proponi tu.
    Conoscere meglio Rain in effetti potrebbe aiutare.
    Idea interessante. Seguo.

  4. Probabilmente sono io che vado a cercare il pelo nell’uovo, ma… se le fate sono abbastanza piccole da entrare in uno zaino, come fa Katrina a leggere senza fatica (o a leggere proprio) il diario di una di queste? Le fate sono forse una specie di mutaforma e possono variare le proprie dimensioni da pochi centimetri a quelle di un umano?

    Detto questo… Katrina leggerà di nuovo, di sua iniziativa o perché attratta/ossessionata da esso, il diario di Rain.

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