Barking dogs and shy okapis

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Nel giorno della settimana che precede il sabato e la domenica, ogni impiegato sogna in grande. Erano le ore più belle della giornata, dell’intera settimana. Luca lo sapeva bene.

Con l’arrivo della stagione primaverile cambiavano gli indumenti e sulle persone comparivano i primi capi leggeri, dalle tinte sgargianti. Arancione, verde chiaro, celeste. Tanti punti colorati che camminavano nella folla di strada, il venerdì sera.

La sguardo di Luca incontrò quello dell’ambulante nigeriano che, a metà di Corso Italia, vendeva accendini, fazzoletti e collanine. Si chiamava Osman.

Come stai? Domandò Luca.

Un sorriso bianco lampeggiò sulla faccia del nigeriano.

Che ti do, stasera?

Le mani sue e di Luca si sfiorarono per battere il cinque. 

Prendo un accendino. Uno di questi qui.

Verde?

Il mio colore preferito.

Un euro passò di mano da Luca a Osman.

Dove vai di bello?

Torno a casa, fuori città.

Porti in giro la tua ragazza?

Ma che ragazza.

Il nigeriano sorrise, strizzando un occhio.

Nel vagone della metropolitana Luca si fece strada fino ad un cantuccio sgombro, dove si appoggiò alla barra di sostegno. Accanto a lui, un uomo con aria accigliata leggeva il giornale. La valigetta da lavoro in mezzo alle gambe. Con l’altra mano si teneva aggrappato alla maniglia, come un animale nella giungla urbana del venerdì sera.

Che strana cosa l’odore della metropolitana, pensò Luca. Un amalgama di umidità, respiro e parole della gente. Un etere attraversato da sguardi, da sbadigli e chissà cos’altro.

Un buon numero di passeggeri fissava il monitor del proprio telefono cellulare. Ciascuno strisciando, pestando, sfiorando la superficie dello schermo. A tratti, quando il treno rallentava, all’ingresso di una nuova stazione, tutti insieme sollevavano lo sguardo, per leggere il nome della fermata.

Permesso. Mi scusi… Permesso.

Luca si scansò per lasciar passare un donnone col vestito a fiori, che si apriva strada nella folla, sbocciando tra gli altri passeggeri. Luca fu sbalzato contro una ragazza intenta a leggere il libro che teneva in mano.

Scusa.

Etciù! Esplose lei.

Il libro si chiuse nella sua mano. Con l’altra portò veloce un fazzoletto al naso.

La ragazza si chinò in avanti per guardare ai propri piedi. Poi ruotò su sé stessa. Riesci a vedere il mio segnalibro? Domandò a Luca.

Lui si chinò. Non lo vedo.

Non fa nulla.

All’uscita dal vagone, Luca si avviò lungo la banchina della stazione della metropolitana, in direzione delle scale. Con una mano frugava in tasca in cerca dell’accendino e delle sigarette. Tastò l’interno vellutato della tasca del cappotto. Sfiorò il metallo gelido delle chiavi di casa. Incontrò il calore della plastica dell’accendino verde, che aveva comprato dal suo amico nigeriano, in corso Italia. E tastò un pezzo di carta, un cartoncino rigido, dal bordo spesso. Lo estrasse e lo guardò crucciato.

Il cartoncino era lungo e stretto, con un buco in alto. Era un segnalibro.

Sul segnalibro c'è

  • Un nome femminile e un cognome (0%)
    0
  • Un indirizzo (50%)
    50
  • Un numero composto da nove cifre (50%)
    50

Voti totali: 4

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7 Commenti

  1. Sia la storia che l’ipotetico proseguo mi incuriosiscono e quindi ti seguirò in quest’avventura.
    Il tuo stile è scorrevole, semplice e per nulla forzato. Ho seguito facilmente l’andamento di questo primo capitolo e ho scelto come prossimo indizio l’indirizzo, ma anche il numero andrà bene 🙂
    Buon proseguimento e buon divertimento!

  2. Ho votato un indirizzo.
    Anche se, al momento, sono in minoranza.
    Un buon incipit.
    Scrittura pulita e una buona capacità descrittiva, capace di calare il lettore nella quotidianità del protagonista.
    Il diretto sarebbe opportuno virgolettarlo.
    Per il resto molto, molto bene. Seguo.

    • Ciao Lou,
      Grazie molte. E’ un piacere ricevere i tuoi complimenti. Sono davvero molto apprezzati. Provo a fare del mio meglio per migliorare il testo del prossimo capitolo: virgolettato, scelta del finale, mistero. Spero di continuare a fare bene, in modo da divertire tutti, compreso me. Un saluto, a presto!

  3. Ciao Okapidog,
    benvenuto su TI.
    Sono d’accordo con Encio, sia per il discorso virgolette (o caporali anche, vedi tu) sia per le opzioni, spero anche io che ill numero (opzione che ho votato) non sia il numero di telefono della ragazza, ma qualcosa di più misterioso.
    Il capitolo scorre senza intoppi, a parte un articolo femminile anziché maschile che, tuttavia, si nota appena.
    Vediamo dove vuoi portarci, ti seguo e ti saluto.
    Alla prossima!

  4. Ciao Okapidog,
    benvenuto e complimenti per l’incipit: non c’è nulla di forzato, fuori dalle righe. È piuttosto la descrizione di un normale rientro in metropolitana, che hai però saputo rappresentare molto bene (azzeccata la descrizione dei passeggeri che fissano tutti il telefono e ad ogni fermata alzano lo sguardo… Prendendo quotidianamente il treno è un’immagine che mi è familiare 🙂 ) Mi è piaciuta molto anche l’espressione “giungla urbana del venerdì sera”, è piuttosto evocativa.
    Come consiglio ti direi di usare delle virgolette per aprire e chiudere i discorsi dei personaggi, così da creare un distacco col resto del testo.
    Le tre scelte a fine capitolo non mi hanno convinto troppo.. Mi hanno dato l’impressione che qualunque scelta si faccia, l’obiettivo sia quello di portare Luca a conoscere subito questa ragazza (magari mi sbaglio né). Alla fine ho votato per il numero a 9 cifre, sperando che non sia tanto il numero della ragazza (anche perché che senso avrebbe scrivere il proprio numero su un segnalibro?), ma magari il numero di qualcuno che la ragazza doveva tenere a mente? Boh non saprei.
    Scusa per il commento infinito XD
    Comunque ti seguo con piacere. Buona scrittura e alla prossima 🙂

    • Ciao encio,
      Grazie molte. I tuoi suggerimenti sono molto apprezzati. Le virgolette nei dialoghi, come dicevi, sono molto importanti. Grazie per avermelo fatto notare: non se ne può proprio fare a meno.
      Quanto alle scelte di fine capitolo, ottima osservazione. Ne faccio tesoro per creare, in futuro, dei finali più avvincenti. Al momento, sono già complessi da gestire così (è la mia prima volta in The Incipit), ma ti prometto che farò del mio meglio per divertire te, e me, con questa storia!
      Ancora grazie, un saluto!

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