TULIP TILTON E LA BOTTEGA DELLE FARFALLE

Dove eravamo rimasti?

NEL PROSSIMO EPISODIO TULIP... CONOSCERÀ UNA DONNA (54%)

ESTER

Tulip dormì un sonno vuoto e quando aprì gli occhi la luce nella sua casa era cambiata. Ogni cosa apparve immersa in un bagliore aureo, impalpabile, che profumava d’autunno.

Poco dopo apparve sulla porta Gabriel, con il suo volto bonario e la bisaccia a tracolla. Tra le mani reggeva un cencio di tela scura, chiuso alla sommità con un nodo. L’uomo chiese di poter entrare e Tulip assentì. Gabriel aprì il piccolo involto e ne tirò fuori una pagnotta fumante. Lo stomaco del giovane si destò brontolando, Tulip allungò una mano, afferrò il pane e fece per portarselo alla bocca.

«Attento!» gli urlò l’uomo «Brucia.»

Tulip abbassò lo sguardo sulla crosta bruna e poi lo riportò su Gabriel che gli disse: «spezzalo, vedrai che si raffredderà prima.»

Il ragazzo seguì il consiglio e lo spezzò in due, un soffio fragrante scaturì dalla divisione e invase l’intera stanza.

Una metà della pagnotta fu mangiata e l’altra conservata nel cencio.

«Ora possiamo andare!» Affermò Gabriel.

«Andare dove?» chiese Tulip.

«Ho un altro posta da farti conoscere.» E uscì, seguito dal giovane amico.

Il sentiero che percorsero era stretto, fiancheggiato da mura in rovina e lastricato di pietre scure dagli angoli aguzzi. Fu dopo aver camminato a lungo che giunsero a una riva.

Il fiume scorreva limpido tra insenature sabbiose, di colore rosa. Alla frescura della riva contribuivano le chiome fitte di alberi enormi a cui Tulip non seppe dare un nome.

A poca distanza, sedeva una donna. Era magra e aveva la pelle diafana sotto la veste che svolazzava nella brezza. I capelli erano molto lunghi, simili a fili d’oro.

Stava con il capo chino e pareva singhiozzare.

«Chi è?» chiese Tulip.

«Si chiama Ester Sullivan. È qui da molto tempo.»

«Perché piange?»

«Per il rimpianto, le persone vengono qui a piangere i loro errori, le loro mancanze. Per questo lo chiamiamo il Fiume del Rimpianto. Dicono che non esistesse prima, che siano state le lacrime dei sofferenti a crearlo.»

Tulip rimase a fissare le acque limpide e rumorose, domandandosi quante lacrime e quanto dolore servissero per creare un fiume come quello.

Poi si diresse verso la donna.

«Aspetta!» gli urlò Gabriel. «Ester, non vuole essere disturbata»

Ma quando Tulip le fu accanto, si accucciò e le prese la mano, Ester alzò lo sguardo e, per la prima volta dopo secoli, sorrise.

«Perché piangi?» le chiese il ragazzo.

«Ho perso il mio bambino.»

«E dove lo hai perso?» Domandò Tulip candido.

«Nel fiume, tanti anni fa.»

«Perché vieni qui? Questo posto non fa che ricordartelo.»

«Perché io voglio ricordare, è mia la colpa, l’ho affogato io…»

«Le tue lacrime aumentano il potere del fiume, altri innocenti potrebbero venirne inghiottiti, smetti di piangere, Ester.»

La donna sollevò la testa per la seconda volta e guardò l’altro stranita.

«Sei così giovane» gli disse corrugando la fronte «e sei così saggio.»

Tulip sorrise, infilò una mano nella tasca dei calzoni e tirò fuori il temperino dal manico rosso e il rudimento di una farfalla di legno. In silenzio prese a intagliare, sotto gli occhi della donna e di Gabriel, che ammirava la scena in lontananza.

Ci volle quasi un’ora, ma alla fine la farfalla fu pronta. Tulip se la mise su un palmo e soffiò sulle ali raccolte. Quelle si schiusero e si tinsero di un giallo acceso.

«Ecco,» disse il ragazzo porgendo l’oggetto alla donna «questa è per te. Vivrà un solo giorno, ma per te varrà una vita intera.»

Ester fissò l’animaletto di legno, ne ammirò il corpo snello e le ali sottili.  Tulip raggiunse Gabriel e con lui riprese la via del ritorno, mentre la farfalla si librava in volo disegnando spire di polvere gialla nell’aria.

D’un tratto la sabbia si fece più scura, gli alberi si ritirarono, lasciando il posto a una radura più arida e più calda. Ester sedeva in riva al fiume, ma l’ansa era più larga e pigra e, in lontananza, poteva sentire il rumore della falegnameria e l’odore del gasolio che permeava l’aria.

«Mamma!» urlò un bimbetto con i calzoncini azzurri, mentre scendeva a rotta di collo dal pendio di una collinetta erbosa.

Ester balzò in piedi, il piccolo la raggiunse e lei lo prese tra le braccia portandoselo al petto.

«Jimmy… » sussurrò.

L’odore di suo figlio le strinse il cuore, la gioia, si fuse col dolore.

«Perché piangi mamma?» le chiese il piccolo col faccino ancora appoggiato sul suo seno.

«Perché mi manca il mio bambino.» rispose lei.

«Ma io sono qui, mamma.»

Lei sorrise e lo strinse più forte.

«Ma te ne andrai, come quel giorno.»

Il bimbo si scostò e indicò un punto a poca distanza.

Ester vide qualcuno muoversi nella luce accecante del sole, un uomo, il suo uomo.

Vide le sue mani sulla testa del piccolo e il corpo di Jimmy sparire sott’acqua.

«No!» urlò lei tendendo la mano.

Lacrime calde le rigarono il viso. «Io, io credevo di… Loro mi hanno detto che io… Oddio!»

Jimmy le strinse il volto tra le mani paffute e le baciò le labbra.

La farfalla si posò sulla riva e raccolse le ali intagliate.

L’odore di gasolio svanì, insieme ai rumori della segheria e nell’aria rimase solo il profumo di un nuovo giorno.

 

NEL PROSSIMO EPISODIO ACCADRÀ QUALCOSA DI ...

  • ROMANTICO (29%)
    29
  • SORPRENDENTE (29%)
    29
  • SPIACEVOLE (43%)
    43

Voti totali: 7

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68 Commenti

  1. Ciao Allegra, ho scoperto da poco il sito e mi sono appena imbattuto nella tua storia. Ho letto in un colpo solo i primi tre episodi e voglio davvero farti i complimenti, sia per la proprietà di linguaggio che per le descrizioni a mio parere estremamente evocative. Ho apprezzato molto soprattutto nel secondo episodio la presentazione di Dora, che offre consigli in cambio di ricordi, ma anche questo terzo episodio è ricco di elementi interessanti. Sono curioso di continuare la lettura. Per il prossimo episodio voto per un po’ di romanticismo 🙂

  2. Non so più cosa aggiungere se non che vorrei tanto rubarti il talento e scrivere come te. Riesci a dar vita a luoghi, emozioni e, a quanto pare, anche a farfalle di legno 🙂
    Una dolce poesia questo capitolo. Visto che sono un pessimista cronico voto per spiacevole e attendo con ansia il seguito.

    • Ciao Danny,
      sei troppo gentile.
      Vorresti rubare il mio talento, e perché mai? Tu ne hai da vendere!
      La cosa che mi lascia perplessa è che ho faticato parecchio a tirare fuori questo capitolo, come dicevo a Naomi, ci ho messo un sacco di tempo e impegno, poi le cose sono venute fuori in un lampo e si sono sistemate sullo schermo, così, come se fossero sempre state lì, ma ce ne ho messo per scovarle… 😉
      Alla prossima!

  3. Sorprendente! Dannatamente sorprendente!
    Hai creato un momento magico, anche se “rovinato” (notare le virgolette) dal momento triste. Solo che non ho capito esattamente cosa aveva fatto la donna: ha affogato lei il bambino perché…?

    La farfalla di legno che prende vita è assolutamente fantastica ^_^

    Ciao 🙂

  4. “Le tue lacrime aumentano il potere del fiume…”
    Bello e profondo, Allegra, continui a farci vivere emozioni!
    Il tuo realismo narrativo mi spaventa, pensa che camminando insieme ai tuoi protagonisti
    ho avuto paura di ferirmi agli angoli aguzzi delle pietre scure lastricate.
    Ho letto il capitolo appena mi è arrivata la notifica sul telefonino e la mia votazione propende per
    “Sorprendente”, perché potrebbero aprirsi scenari molto interessanti!
    Facciamo in modo che i giorni che varranno abbiano sempre un buon profumo!
    Ciao e buon lavoro.
    (Un’ultima cosa) Se ti va, ho scritto l’ultimo capitolo che riguarda Manuel e Chantal.

  5. Ciao Allegra, con questo capitolo mi hai sorpresa, è stato un concentrato di emozioni forti, profumi, odori… In una parola ricordi. Mi hai coinvolto totalmente, soprattutto con l’idea del Fiume del Rimpianto e della farfalla di legno che vive solo un giorno, ma può valere una vita intera. Sembra un’armonia costruita con attenzione in ogni dettaglio…
    L’atmosfera malinconica e nostalgica mi suggerisce la scelta, quindi voto per qualcosa di romantico.

  6. Ciao Allegra, scusa il ritardo…
    Il ricordo del sorriso mi ha colpito molto, ho immaginato l’espressione nostalgica sul volto di Gabriel, i suoi occhi spenti e persi a cercare un’ombra forse dell’immagine della moglie…
    Le descrizioni dei paesaggi sono perfette, stai tracciando un’atmosfera meravigliosa, per questo ho votato per visitare un posto nuovo, anche se sono in minoranza… 😉
    A presto!

  7. Bellissimo capitolo,
    ho percorso insieme a Tulip il percorso verso le cascate della serenità 😀 mi sembra di vederle,come sempre sei bravissima nel descrivere luoghi e personaggi.
    Molto originale l idea del Prezzo da pagare a Dora…attendo il seguito.
    A presto

  8. Caspita Allegra, capitolo letto tutto d’un fiato lasciandomi orfano di parole da pronunciare, solo un piccolo nodo in gola rispetto al sorriso di una moglie, donato come prezzo da pagare, molto alto direi.
    Quello che invidio della tua scrittura, in senso buono ovviamente, è la magnifica descrizione che riesci a fare indicando luoghi e persone, sappi che ti leggerò sempre, in modo tale da rubarti qualche segreto, come segreta è l’ottima trama che stai tessendo.
    Mi incuriosisce Percy Lack.
    Buon lavoro e alla prossima!

  9. Un po’ fiaba e un po’ fantasy, non riesco a smettere di immaginarmi Tulip con i tratti sorcini di Geronimo Stilton e mi chiedo se ci sarà anche qui un mistero da risolvere. Oltre a quello già nell’aria di “è un arrivo o un ritorno?”.
    Mi piace molto, particolarmente quella cosa del dover rinunciare a un ricordo in cambio di un consiglio. Un grosso sacrificio.
    Alla prossima, Allegra

  10. Ciao Allegra.
    Cavolo. Stavolta hai curato tantissimo la punteggiatura. Ho notato lo sforzo che hai fatto per andare a curare questo aspetto, brava.
    Come ha affermato Danny, anch’io non avrei messo la virgola dopo ‘roccia” ma ho letto, nei commenti precedenti, che è stato un refuso bello e buono quindi bene così!
    Il tuo capitolo mi è piaciuto perché hai giocato molto sull’immaginazione e io ho, appunto, ricreato nella mia mente questo posto immaginifico senza alcuna difficoltà.
    Attendo il prossimo. Ciao!
    Ilaria

  11. “Gabriel rimase in silenzio. Lo scroscio intenso dell’acqua sulla roccia, divenne un sussurro, la luce azzurra si affievolì e gli occhi dell’uomo s’intristirono.”
    Meraviglioso, poetico e toccante (anche se io dopo “roccia” non avrei messo la virgola ahah). Questo capitolo mi è piaciuto davvero un sacco. Sto iniziando ad adorare questa storia, nonostante il fantasy come genere non mi entusiasmi. Voto per percy lack e attendo con ansia il seguito 🙂

  12. Ciao Allegra, ora che ho scoperto che K e tu siete la stessa persona, dopo aver letto questo secondo capitolo devo proprio dirtelo; non riesco davvero a capacitarmene. Sarà perché il fantasy è un genere molto molto diverso dal giallo e dall’horror (mah, forse neanche tanto da quest’ultimo), ma trovo che siano due tipi di scrittura così diversi che non mi sembra possibile vengano entrambi dalla stessa penna!
    E, spero di non offenderti perché non-è-assolutamente-mia-intenzione-anzi-sai-quanto-mi-piace-leggerti, sarà che il fantasy non è il mio genere, mentre l’horror mi attira parecchio e il giallo mi rilassa, preferisco lo stile di Keziarica. Allegra è folle, troppo per me:) la padrona dell’albero che viene pagata con i ricordi…carina:) difficile per me immedesimarmi.
    Continuo comunque a seguire e nel prossimo capitolo forse Tulip, che sembra un viaggoatore, visiterà un posto nuovo. Vediamo cos’altro ci troveremo!

    • Ciao Flow,
      Non m offendo affatto, i gusti sono gusti.
      Qualcuno una volta mi ha scritto in un commento che aveva riconosciuto il mio stile leggendo un racconto diverso. Credevo che le ripetizioni, i giri di parole per arrivare al dunque, i personaggi, tradissero la mia identità sui due fronti, ma non è così e mi spiace che tu ci sia rimasta male🙂
      Grazie comunque per la fiducia.
      Alla prossima!
      p.s. l’ho detto nella descrizione che sarebbe stato un fantasy alla Allegra😉

  13. Ciao Allegra, ho letto e votato il tuo incipit diversi giorni fa, senza trovare il tempo per commentare…
    Mi hai trascinato subito attraverso le tue parole magiche, e devo dire che mi sono rimaste impresse la spensieratezza e l’atmosfera di infanzia che ho colto in questa prima parte. Complimenti, spero continuerai sullo stesso stile, perché mi piace moltissimo 🙂
    A presto!

  14. Ciao Allegra.
    Ed eccoci nuovamente sul pezzo con una nuova avventura!
    Bene.
    Il tuo incipit è curioso. Come amante del fantasy e del paranormale già immagino cose tipo mondi paralleli, morti-non morti ecc…insomma….sto già pensando a come potrà essere il tuo prossimo capitolo.
    Mi è piaciuto. L’unico neo (purtroppo è la nostra spada di Damocle) è la punteggiatura e ai refusi che dovresti curare di più.
    Ciao alla prossima!
    Ilaria

  15. Ciao Allegra, e bentornata. Come avrai capito, ho apprezzato particolarmente la tua ultima storia, per cui, ora sono molto curioso di vedere come ti destreggerai col genere fantasy. Come inizio non c’è male, mi ha incuriosito. Unica nota, molto soggettiva: quando vengono introdotti molti personaggi mi trovo in difficoltà perché non riesco a capire chi sarà importante e chi no nel prosieguo nella narrazione. Ma, ti ripeto, credo sia un problema solo mio. Ho votato per Gabriel. Ti seguo in attesa del prossimo capitolo 🙂

  16. Rieccomi, Allegra. Ho votato per lo stesso Gabriel, mi pare la scelta più naturale. Un incipit che mi fa pensare tante cose… il paese in cima alle scale, l’aspetto da roditore di Tulip e poi quel nome “Black Edge”… chissà 😉 Di certo sei riuscita a creare un’atmosfera singolare che mi fa pensare al Mondo di Oz da una parte e a un western (ma perché? Boh!) dall’altra. Mi piace! Vedo che non sei riuscita a prenderti una pausa… be’, questo mi pare bello, significa che ti piace ciò che stai facendo. Meglio di ciò che faccio io, che mi prendo le pause sperando di mettere mano a progetti diversi e puntualmente, fuori da TI, non riesco a scrivere mezza riga 😀
    Insomma, bentornata e buona scrittura. Nel frattempo buon tutto!

    • Ciao Erri,
      il genere fantasy non è proprio il mio genere, infatti sarà un fantasy alla Allegra, come ho specificato. Il paese in cima alle scale è una particolarità che il tuo occhio attento ha subito colto, non ti posso nascondere nulla, so che fra meno di un paio di capitoli avrai chiara in mente la situazione…
      Io sto cercando di revisionare una sorta di racconto lungo o romanzo breve, non saprei, per poi farlo editare e pubblicare. È un sogno nel cassetto, quello di pubblicare un libro, che vorrei tanto realizzare.
      Grazie per aver compreso il motivo che mi spinge a tornare con nuove storie, sì, non riesco proprio a smettere e questa formula, i dieci capitoli con i bivi, è la mia preferita.
      Ciao Erri, buon tutto anche a te e alla prossima!

  17. Ciao Allegra, bentornata 🙂 sei mai andata via?
    Inizio carino, finalmente riuscirò a seguire una storia dall’inizio alla fine, partendo dal primo capitolo!
    E sono anche la prima a giocare. Voto per lo stesso Gabriel, sembra avere qualcosa di interessante questo tizio, qualcosa di misterioso che prima o poi scopriremo.

    Mi è piaciuta la parte in cui il vecchio dice: “Un nome come un altro” e Tulip capisce di aver trovato un amico. Molto profonda.
    Ciao!

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