TULIP TILTON E LA BOTTEGA DELLE FARFALLE

ARRIVO A BLACK EDGE

Erano le cinque e tre quarti di un pomeriggio piovoso di fine novembre, quando Tulip Tilton fece la sua comparsa a Black Egde.

Sotto il cielo carico, una promessa di pioggia aleggiava tra i rami delle querce incolori che costeggiavano alte mura di pietra. Il viale d’ingresso era ampio e si apriva in uno slargo polveroso alle cui estremità si diramavano tre sentieri. Tulip camminava un poco storto, per via del fagotto di stracci che pendeva dalla sua spalla destra. Camminava sul sentiero centrale, lambito ai due lati da un’erba verde e brillante, popolata da bassi meli spogli e alberi di magnolia.

«Buonasera!» disse qualcuno al suo passaggio. Tulip girò il naso aguzzo a destra e a manca alla ricerca della fonte del saluto. Non vide nessuno.

«Buonasera!» ripeté la stessa voce e fu allora che lo scorse, appollaiato sul ramo più basso di un albero, un uomo con i capelli scuri e arruffati che sorrideva aggrottando le folte sopracciglia.

«Buonasera!» gli rispose allora Tulip, ma quello volse il suo sguardo altrove e ripropose il suo saluto al vento.

«Si chiama Percy Lack, lascialo perdere, non è tipo con cui fare amicizia. Gli piace stare di vedetta, aspetta il ritorno di qualcuno, non ho mai capito di chi.» disse una voce dietro di lui, Tulip si voltò e si trovò di fronte un ragazzo alto e quadrato e con la capigliatura leonina.

«Arrivi da molto lontano? Sembri… diverso.» Il ragazzo gli si affiancò e con un gesto svelto posò la mano sulla spalla dell’altro con l’intento di alleggerirlo dal suo carico. «Lascia che lo porti io,» gli disse sorridendo «pare pesante.»

Tulip sorrise a sua volta, anche se i suoi occhi non parvero lasciarsi coinvolgere, e con un gesto fulmineo cambio posto al fagotto, passandolo sulla spalla opposta. «Grazie,» disse in uno squittio «preferisco portarlo da me!»

«Come vuoi. Non sarò certo io a farti cambiare idea.»

Subito intorno ai due si radunò una piccola folla. Occhi indagatori su volti inespressivi si accesero di curiosità, in una cacofonia d’accenti e timbri; domande ed esclamazioni si alzarono fino a raggiungere il cielo.

«Lasciate passare il ragazzo!» Tuonò un uomo anziano con i capelli raccolti in una coda, fili argentati erano sfuggiti al controllo del legaccio e aleggiavano intorno al suo viso come animati da vita propria.

«Buonasera… »

Tulip rimase in silenzio.

«Come ti chiami ragazzo?» chiese allora il vecchio.

«Tulip,» rispose piano «Tulip Tilton»

«E che nome è?» chiese una voce tra il nugolo di curiosi.

«Un nome come un altro!» Ribatté lui con prontezza, come se a quella domanda avesse dovuto rispondere per tutta la vita.

Qualcuno rise, qualcun altro lo fissò inebetito. Il vecchio gli si fece accanto e lo osservò più da vicino: il naso appuntito, gli occhi grandi e smeraldini. I denti sporgenti sopra un mento sfuggente, lo facevano somigliare a un roditore.

«Che succede qui?» Urlò qualcuno dalla cima delle scale che conducevano alla cittadina.

La piccola folla si disperse immediatamente. Qualcuno chinò il capo, altri si limitarono a indietreggiare.

Con passo fermo, un uomo alto e robusto, in un abito scuro, si avvicinò percorrendo il piccolo viale.

«Tu sei?» domandò.

Tulip notò che il baricentro dell’uomo non era in asse con il resto del corpo e si chiese come riuscisse a mantenere l’equilibrio.

«Si chiama Tulip,» disse il ragazzo robusto che si era offerto di portare il fagotto «Tulip Tilton.»

«E che nome è?» chiese l’uomo alto con un nervo d’ironia nella voce.

«Un nome come un altro» replicò il vecchio con la coda, e in quel momento Tulip capì di avere trovato un amico.

«Cos’hai lì?» domandò allora l’uomo frugando con lo sguardo il fagotto in spalla al ragazzo.

«Solo la mia biancheria intima» rispose Tulip.

«Uhm» grugnì l’altro. Alzò una gamba e usando l’altra come perno si voltò con un unico movimento.

Forse era un militare, pensò Tulip osservandolo, ma il pensiero scivolò via in fretta e proprio mentre si allontanava languido, il vecchio gli si parò dinanzi e gli porse la mano callosa e ruvida: «Mi chiamo Gabriel, benvenuto a Black Edge!»

Il ragazzo sbatté le grandi ciglia e sorrise porgendo a sua volta la mano piccola e fredda.

«Accidenti, ne hai sangue in corpo? Sei ghiacciato!» gli disse il vecchio con la mano ancora stretta intorno a quella del giovane.

«Tulip!» chiamò qualcuno dal varco.

Una donna con corti capelli argentati agitava una mano nella sua direzione dall’ultimo gradino delle scale. Il ragazzo non diede segno di riconoscerla.

Lei si avvicinò e con un lieve sorriso gli disse: «sono Sabrina, ti ricordi di me?»

Tulip scosse il capo.

«Non importa, ti ricorderai. Vieni, ti mostro la tua nuova casa.»

Gabriel li guardò sparire oltre il varco scuro, gli occhi acquosi si velarono per un istante, poi la pioggia prese a cadere sui prati e sul selciato chiaro e i pensieri svanirono lievi, come lieve era il fraseggio della pioggia sui fili d’erba.

TULIP PASSA LA GIORNATA SEGUENTE CON GABRIEL E CONOSCE MEGLIO CHI?

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68 Commenti

  1. Ciao Allegra, ho scoperto da poco il sito e mi sono appena imbattuto nella tua storia. Ho letto in un colpo solo i primi tre episodi e voglio davvero farti i complimenti, sia per la proprietà di linguaggio che per le descrizioni a mio parere estremamente evocative. Ho apprezzato molto soprattutto nel secondo episodio la presentazione di Dora, che offre consigli in cambio di ricordi, ma anche questo terzo episodio è ricco di elementi interessanti. Sono curioso di continuare la lettura. Per il prossimo episodio voto per un po’ di romanticismo 🙂

  2. Non so più cosa aggiungere se non che vorrei tanto rubarti il talento e scrivere come te. Riesci a dar vita a luoghi, emozioni e, a quanto pare, anche a farfalle di legno 🙂
    Una dolce poesia questo capitolo. Visto che sono un pessimista cronico voto per spiacevole e attendo con ansia il seguito.

    • Ciao Danny,
      sei troppo gentile.
      Vorresti rubare il mio talento, e perché mai? Tu ne hai da vendere!
      La cosa che mi lascia perplessa è che ho faticato parecchio a tirare fuori questo capitolo, come dicevo a Naomi, ci ho messo un sacco di tempo e impegno, poi le cose sono venute fuori in un lampo e si sono sistemate sullo schermo, così, come se fossero sempre state lì, ma ce ne ho messo per scovarle… 😉
      Alla prossima!

  3. Sorprendente! Dannatamente sorprendente!
    Hai creato un momento magico, anche se “rovinato” (notare le virgolette) dal momento triste. Solo che non ho capito esattamente cosa aveva fatto la donna: ha affogato lei il bambino perché…?

    La farfalla di legno che prende vita è assolutamente fantastica ^_^

    Ciao 🙂

  4. “Le tue lacrime aumentano il potere del fiume…”
    Bello e profondo, Allegra, continui a farci vivere emozioni!
    Il tuo realismo narrativo mi spaventa, pensa che camminando insieme ai tuoi protagonisti
    ho avuto paura di ferirmi agli angoli aguzzi delle pietre scure lastricate.
    Ho letto il capitolo appena mi è arrivata la notifica sul telefonino e la mia votazione propende per
    “Sorprendente”, perché potrebbero aprirsi scenari molto interessanti!
    Facciamo in modo che i giorni che varranno abbiano sempre un buon profumo!
    Ciao e buon lavoro.
    (Un’ultima cosa) Se ti va, ho scritto l’ultimo capitolo che riguarda Manuel e Chantal.

  5. Ciao Allegra, con questo capitolo mi hai sorpresa, è stato un concentrato di emozioni forti, profumi, odori… In una parola ricordi. Mi hai coinvolto totalmente, soprattutto con l’idea del Fiume del Rimpianto e della farfalla di legno che vive solo un giorno, ma può valere una vita intera. Sembra un’armonia costruita con attenzione in ogni dettaglio…
    L’atmosfera malinconica e nostalgica mi suggerisce la scelta, quindi voto per qualcosa di romantico.

  6. Ciao Allegra, scusa il ritardo…
    Il ricordo del sorriso mi ha colpito molto, ho immaginato l’espressione nostalgica sul volto di Gabriel, i suoi occhi spenti e persi a cercare un’ombra forse dell’immagine della moglie…
    Le descrizioni dei paesaggi sono perfette, stai tracciando un’atmosfera meravigliosa, per questo ho votato per visitare un posto nuovo, anche se sono in minoranza… 😉
    A presto!

  7. Bellissimo capitolo,
    ho percorso insieme a Tulip il percorso verso le cascate della serenità 😀 mi sembra di vederle,come sempre sei bravissima nel descrivere luoghi e personaggi.
    Molto originale l idea del Prezzo da pagare a Dora…attendo il seguito.
    A presto

  8. Caspita Allegra, capitolo letto tutto d’un fiato lasciandomi orfano di parole da pronunciare, solo un piccolo nodo in gola rispetto al sorriso di una moglie, donato come prezzo da pagare, molto alto direi.
    Quello che invidio della tua scrittura, in senso buono ovviamente, è la magnifica descrizione che riesci a fare indicando luoghi e persone, sappi che ti leggerò sempre, in modo tale da rubarti qualche segreto, come segreta è l’ottima trama che stai tessendo.
    Mi incuriosisce Percy Lack.
    Buon lavoro e alla prossima!

  9. Un po’ fiaba e un po’ fantasy, non riesco a smettere di immaginarmi Tulip con i tratti sorcini di Geronimo Stilton e mi chiedo se ci sarà anche qui un mistero da risolvere. Oltre a quello già nell’aria di “è un arrivo o un ritorno?”.
    Mi piace molto, particolarmente quella cosa del dover rinunciare a un ricordo in cambio di un consiglio. Un grosso sacrificio.
    Alla prossima, Allegra

  10. Ciao Allegra.
    Cavolo. Stavolta hai curato tantissimo la punteggiatura. Ho notato lo sforzo che hai fatto per andare a curare questo aspetto, brava.
    Come ha affermato Danny, anch’io non avrei messo la virgola dopo ‘roccia” ma ho letto, nei commenti precedenti, che è stato un refuso bello e buono quindi bene così!
    Il tuo capitolo mi è piaciuto perché hai giocato molto sull’immaginazione e io ho, appunto, ricreato nella mia mente questo posto immaginifico senza alcuna difficoltà.
    Attendo il prossimo. Ciao!
    Ilaria

  11. “Gabriel rimase in silenzio. Lo scroscio intenso dell’acqua sulla roccia, divenne un sussurro, la luce azzurra si affievolì e gli occhi dell’uomo s’intristirono.”
    Meraviglioso, poetico e toccante (anche se io dopo “roccia” non avrei messo la virgola ahah). Questo capitolo mi è piaciuto davvero un sacco. Sto iniziando ad adorare questa storia, nonostante il fantasy come genere non mi entusiasmi. Voto per percy lack e attendo con ansia il seguito 🙂

  12. Ciao Allegra, ora che ho scoperto che K e tu siete la stessa persona, dopo aver letto questo secondo capitolo devo proprio dirtelo; non riesco davvero a capacitarmene. Sarà perché il fantasy è un genere molto molto diverso dal giallo e dall’horror (mah, forse neanche tanto da quest’ultimo), ma trovo che siano due tipi di scrittura così diversi che non mi sembra possibile vengano entrambi dalla stessa penna!
    E, spero di non offenderti perché non-è-assolutamente-mia-intenzione-anzi-sai-quanto-mi-piace-leggerti, sarà che il fantasy non è il mio genere, mentre l’horror mi attira parecchio e il giallo mi rilassa, preferisco lo stile di Keziarica. Allegra è folle, troppo per me:) la padrona dell’albero che viene pagata con i ricordi…carina:) difficile per me immedesimarmi.
    Continuo comunque a seguire e nel prossimo capitolo forse Tulip, che sembra un viaggoatore, visiterà un posto nuovo. Vediamo cos’altro ci troveremo!

    • Ciao Flow,
      Non m offendo affatto, i gusti sono gusti.
      Qualcuno una volta mi ha scritto in un commento che aveva riconosciuto il mio stile leggendo un racconto diverso. Credevo che le ripetizioni, i giri di parole per arrivare al dunque, i personaggi, tradissero la mia identità sui due fronti, ma non è così e mi spiace che tu ci sia rimasta male🙂
      Grazie comunque per la fiducia.
      Alla prossima!
      p.s. l’ho detto nella descrizione che sarebbe stato un fantasy alla Allegra😉

  13. Ciao Allegra, ho letto e votato il tuo incipit diversi giorni fa, senza trovare il tempo per commentare…
    Mi hai trascinato subito attraverso le tue parole magiche, e devo dire che mi sono rimaste impresse la spensieratezza e l’atmosfera di infanzia che ho colto in questa prima parte. Complimenti, spero continuerai sullo stesso stile, perché mi piace moltissimo 🙂
    A presto!

  14. Ciao Allegra.
    Ed eccoci nuovamente sul pezzo con una nuova avventura!
    Bene.
    Il tuo incipit è curioso. Come amante del fantasy e del paranormale già immagino cose tipo mondi paralleli, morti-non morti ecc…insomma….sto già pensando a come potrà essere il tuo prossimo capitolo.
    Mi è piaciuto. L’unico neo (purtroppo è la nostra spada di Damocle) è la punteggiatura e ai refusi che dovresti curare di più.
    Ciao alla prossima!
    Ilaria

  15. Ciao Allegra, e bentornata. Come avrai capito, ho apprezzato particolarmente la tua ultima storia, per cui, ora sono molto curioso di vedere come ti destreggerai col genere fantasy. Come inizio non c’è male, mi ha incuriosito. Unica nota, molto soggettiva: quando vengono introdotti molti personaggi mi trovo in difficoltà perché non riesco a capire chi sarà importante e chi no nel prosieguo nella narrazione. Ma, ti ripeto, credo sia un problema solo mio. Ho votato per Gabriel. Ti seguo in attesa del prossimo capitolo 🙂

  16. Rieccomi, Allegra. Ho votato per lo stesso Gabriel, mi pare la scelta più naturale. Un incipit che mi fa pensare tante cose… il paese in cima alle scale, l’aspetto da roditore di Tulip e poi quel nome “Black Edge”… chissà 😉 Di certo sei riuscita a creare un’atmosfera singolare che mi fa pensare al Mondo di Oz da una parte e a un western (ma perché? Boh!) dall’altra. Mi piace! Vedo che non sei riuscita a prenderti una pausa… be’, questo mi pare bello, significa che ti piace ciò che stai facendo. Meglio di ciò che faccio io, che mi prendo le pause sperando di mettere mano a progetti diversi e puntualmente, fuori da TI, non riesco a scrivere mezza riga 😀
    Insomma, bentornata e buona scrittura. Nel frattempo buon tutto!

    • Ciao Erri,
      il genere fantasy non è proprio il mio genere, infatti sarà un fantasy alla Allegra, come ho specificato. Il paese in cima alle scale è una particolarità che il tuo occhio attento ha subito colto, non ti posso nascondere nulla, so che fra meno di un paio di capitoli avrai chiara in mente la situazione…
      Io sto cercando di revisionare una sorta di racconto lungo o romanzo breve, non saprei, per poi farlo editare e pubblicare. È un sogno nel cassetto, quello di pubblicare un libro, che vorrei tanto realizzare.
      Grazie per aver compreso il motivo che mi spinge a tornare con nuove storie, sì, non riesco proprio a smettere e questa formula, i dieci capitoli con i bivi, è la mia preferita.
      Ciao Erri, buon tutto anche a te e alla prossima!

  17. Ciao Allegra, bentornata 🙂 sei mai andata via?
    Inizio carino, finalmente riuscirò a seguire una storia dall’inizio alla fine, partendo dal primo capitolo!
    E sono anche la prima a giocare. Voto per lo stesso Gabriel, sembra avere qualcosa di interessante questo tizio, qualcosa di misterioso che prima o poi scopriremo.

    Mi è piaciuta la parte in cui il vecchio dice: “Un nome come un altro” e Tulip capisce di aver trovato un amico. Molto profonda.
    Ciao!

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