Gloria al Re Nero

Dove eravamo rimasti?

Chi si opporrà al nostro Re? Un essere umano speciale, capace, per un motivo non noto, di vedere oltre il Suo potere. (80%)

Un sacrificio per amore

Pum pum pum Il rumore era costante e si ripeteva da ormai un paio d’ore nella mente assonnata di Ela. Pum pum pum era ormai sveglia, ne era cosciente, ma parte di lei voleva solo voltarsi dall’altra parte nel letto e ricominciare a dormire, solo che pum pum pum.

«Fred puoi andare a controllare cos’è questo rumore infernale?»

Ela attese, ma di suo marito nemmeno l’ombra.

«Fred?» La donna, tenendo la testa sotto il cuscino, tastò l’altro lato del materasso.

«Fred? Dove sei?»

Ela tolse allora la testa da sotto il suo riparo e si diede un’occhiata in giro: la stanza era buia e di suo marito nessuna traccia.

«Guarda cosa mi tocca fare e tu non metterti a scalciare proprio ora, intesi?»

Mentre scendeva le scale, iniziò, stranamente, a pensare a quello che era stato. Potrebbe essere appena tornato dal bar, non credi? Potrebbe essere ubriaco e… Lei però non voleva dare ascolto a queste cose, il suo uomo era diverso ora, il suo Fred aveva imparato la lezione. O si, la lezione. Ma quale? Anche a lui piaceva darti delle lezioni, lezioni che lasciavano il segno, ricordi? Pum pum pum.

Il salotto era immerso nel buio più totale, l’unica luce proveniva dalla cucina e anche il rumore pareva arrivare proprio da lì.

Ela, scrollatasi di dosso i cattivi pensieri, si avvicinò alla porta, mise la mano sul pomello e aprì; per un istante la vocina dentro di lei tornò, gridandole di non farlo, ma inutilmente.

«Fred, sei tu?», improvvisamente il rumore cessò.

«Fred?»

Anche se non l’avrebbe mai ammesso, avrebbe voluto scappare da quella stanza, avrebbe voluto chiudere la porta dietro di se e darsela a gambe solo che… perché? Si domandava la parte razionale del suo cervello. Perché? Qui non c’è alcun mostro, qui c’è solo tuo marito… così Ela prese la peggiore decisione della sua vita: accese la luce e vide.

«Ciao tesoro. C’è qualcosa che non va?»

La voce di Fred era atona, come se l’interlocutore addetto alla parola dentro di lui, non fosse lì. Ma questo non era il peggio, no, assolutamente; il marito di Ela, in modo molto accurato, si disse poi la donna in uno dei suoi successivi incubi, si era scuoiato la mano sinistra.

I muscoli erano visibili, così come le ossa che, meccanicamente, cercavano di farsi largo attraverso tutto il sangue che era fuoriuscito dall’operazione. Fred rideva, mentre teneva la mano scuoiata ferma sul tavolo. «Amore… la tua… mano!»

Gli occhi del marito di Ela si riempirono in un baleno di un’oscurità innaturale e fredda.

«Cosa?»

Fred non continuò la frase, si limitò a colpire. Su e giù, su e giù il batticarne che teneva nella mano destra, colpì per tre volte il lembo scuoiato e, a ogni colpo, Ela si credeva sul punto di vomitare, ma, a ogni colpo, nulla di tutto questo accadeva. Dopo i tre boati alzò la mano macilenta e la mise sopra una bacinella.

«Non posso permettermi di sprecarne nemmeno una goccia, altrimenti che sorpresa sarebbe?», Ela non capiva, come avrebbe potuto?

«Il tuo compleanno, non ricordi? Volevo prepararti una torta con le mie mani.»

Senza aggiungere altro, Fred mise di nuovo la mano sul tavolo e, tenendo l’utensile d’acciaio ben premuto su ciò che rimaneva del suo polso sinistro, tirò, mozzandosela di netto. Fu in quel preciso istante che il bambino scalciò, dando il via al vomito e alla costernazione più profonda di cui la mente di Ela fosse capace. Suo marito, come uno zombie, riempì una scodella con gli avanzi del suo arto e gliela porse.

«Ecco, tutta d’un sorso.»

Quelle parole furono come una scossa elettrica per Ela. Lei, che lo aveva sposato, forse più per paura che per amore, lei, che non lo aveva mai contraddetto, altrimenti? Altrimenti ti avrebbe fatto a pezzi. Riprenditi dannazione, combatti! Fallo per tuo figlio! Con un gesto repentino della mano lo colpì, gettando a terra la tazza.

«Io rivoglio mio marito!», Ela iniziò a piangere.

«Non è vero, tu non vuoi il vecchio Fred, che ti picchiava, che non ti faceva godere a letto, che non ti ascoltava. E il Re Nero lo sapeva. Ecco perché sono andato da Lui, tu stessa me lo consigliasti, volevo cambiare, volevo essere migliore.»

L’uomo tacque per un istante, poi bevve dalla tazza.

«Ora sono pronto a darti tutto me stesso. Fino all’ultimo pezzo.»

Impassibile, le porse di nuovo il frutto del suo sacrificio.

«Io non volevo questo, io volevo solo aiutarti…».

Fred fece per avvicinarsi, ma Ela indietreggiò e in quel preciso istante, Lui, per la prima volta, le parlò: «Gloria al Re Nero

Per un momento, il figlio che portava nel grembo smise muoversi, come se fosse morto.

«Ti ha parlato, non è così?».

Ela non rispose, terrorizzata, si limitò a voltarsi e a correre via, lontano da quella casa e da quell’orrore; ma più correva, più si rendeva conto di sentirlo ancora, dentro di lei, ovunque.

Avrebbe voluto morire, ma non ci riuscì, così continuò a errare, capace solamente di chiedersi quanto il Suo regno, avrebbe impiegato a inghiottire ogni cosa

Qual'è lo scopo ultimo del nostro Re?

  • Distruggere l'umanità, per punirla. (0%)
    0
  • Evolvere l'umanità, per renderla migliore. (60%)
    60
  • Soggiogare l'umanità, per dominarla. (40%)
    40
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

29 Commenti

  1. Ciao Lorenzo,
    mi sono persa un capitolo, l’ho recuperato oggi.
    Interessante il monologo, va a toccare temi all’esistenza in cui molti di noi possono riconoscersi, per questo o quell’altro verso. Il lavoro, la casa, la macchina, le vacanze, fare una vita monotona che non ti piace e che, nella migliore delle ipotesi, ti porterà a invecchiare e a gioire del rimborso al netto di una vita intera dei contributi versati.
    Se non fosse per l’anima che si tinge di nero e il cuore che ghiaccia nel petto, il re nero sarebbe la soluzione a molti mali, purtroppo non vi si può fare ricorso oppure sì?
    Aspetto il nuovo capitolo e ti saluto.
    Alla prossima!

  2. Ciao Lorenzo, sto seguendo questa storia dall’inizio e innanzitutto volevo farti i miei complimenti, mi sta piacendo molto!
    Questo capitolo era cosi scorrevole e coinvolgente che l’ho letto in pochissimo e, arrivata in fondo, ero dispiaciuta che fosse finito. Ci tenevo a farti i complimenti per le descrizioni perchè, mentre leggevo, la scena si formava nitida nella mia mente e questa cosa non mi succede spesso con i testi che leggo.
    Ho molto apprezzato la presenza di una figura femminile, mi ha aiutato a entrare ancor di piu nella storia.
    Aspetto impaziente il seguito 😀 Nel frattempo ho votato per ‘evolvere l’umanità’!

  3. Ciao Lorenzo,
    ottimo episodio, carico di terrore. Mi ha ricordato FRAGILE. A GHOST STORY. Lo hai mai visto?
    Molto azzeccata anche la canzoncina (l’hai inventata tu?), le musiche per bambini negli horror rendono sempre molto bene. Vedi THE NIGHTWATCH nella scena quando Nick Nolte… Ops stavo per spoilerare 😉
    Bene, dunque, hai fatto un buon lavoro.
    Aspetto il nuovo capitolo, ho votato per l’essere umano speciale.
    Alla prossima!

  4. Ciao Lorenzo,
    ho votato le mani, mi ha colpito la descrizione della mano che si apre, molto convincente.
    Hai fatto un bel lavoro, la ricerca della porta, quasi si stesse cercando l’indirizzo di un medico, il fondo di un pozzo. L’unico appunto è sul dialogo tra il fratello e il protagonista, non ho capito subito chi avesse ucciso chi, non sempre occorre specificare, ma a volte farlo rende più comprensibile il testo.
    Alla prossima!

    • Prima cosa: grazie mille per avermi seguito sin qui. Apprezzo davvero i tuoi consigli e sì, una delle mie problematiche, con questo tipo di scritti così brevi, è la difficoltà di dare chiarezza a pensieri che necessitano di un più ampio respiro. Grazie ancora, farò del mio meglio.

  5. “La notte era buia e senza stelle, fredda come il ventre di una donna sterile”
    Questa è la frase che mi è piaciuta di più.

    Dato che mi immagino il Re Nero come una creatura che si nutre di “energia psichica”, non ha senso che abbandoni la sua attuale “vittima”, che costringerà a cercare una nuova persona da soggiogare e avere più fonte di cibo.

  6. L’incipit promette bene, attenzione che ci sono dei passaggi abbastanza confusi tra le riflessioni del protagonista. Sebbene tutto faccia pensare a una creatura esterna, mi ricorda un cortometraggio molto bello che mi fa pensare che la storia possa farsi più angosciante se il Re Nero fosse nell’uomo che parla.

  7. Ciao Lorenzo,
    mi piacciono gli horror, quindi mi sono fiondata a leggere il tuo incipit. Direi che il re nero è un essere esterno che riesce a soggiogare le vittime, che poi sarebbero i carnefici… Perché sono assassini, o no?
    Il protagonista lo conosce in tenera età, in fondo è alle porte dell’adolescenza che cominciano i tre sintomi. Vediamo dove ci porta il tuo racconto, intanto ti saluto e alla prossima!
    p.s. ottima esposizione, una sola cosa: prima di “Tarzan”, all’inizio, manca una preposizione?

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi