Come pane per le colombe.

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà tra Paloma e Ricardo? Lui cerca di baciarla (80%)

Il braccialetto

Dammi mille baci

Viviamo, mia Lesbia, e amiamo
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto.

Catullo

Paloma attendeva che la venissero a prendere dopo scuola. Era seduta su una panchina sotto un pioppo, la quale ombra le accarezzava le coscie bianche e ossute. Era stanca, voleva tornare a casa per riposarsi ma l’autista e la macchina, mandati da suo padre, non erano ancora arrivati. Perciò Paloma sedeva su quella panchina, per ripararsi dall’afa di luglio, ma soprattutto per nascondersi da sguardi innopportuni. Da tempo si era accorta delle occhiate furtive che il maestro le rivolgeva. Per lei era qualcosa di sconcertante, ma molto di più lo era il fatto che quelle occhiate le davano piacere.

Ricardo era appena uscito dall’aula quando si accorse che, lanciando uno sguardo verso il cortile, Paloma era ancora li. Immediatamente, alla vista di quel corpicino, di quei capelli al vento, raccolti un pò alle estremità con un fermaglio perlato, il capo chino verso le sue coscie, poco coperte dalla cartella, Ricardo iniziò a sentire un fuoco, un calore, una vampata infernale dentro di sè. Era come se qualcosa lo stesse torturando, come se una fatale scossa gli stesse attraversando la schiena per finire sul suo dannato membro. Sapeva di non poter parlare di sentimenti, sapeva di non poter parlare di amore, ma di attrazione, semplice attrazione.

Paloma era ancora seduta su quella panchina, quando il suo autista e la macchina sbucarono dietro l’angolo. Paloma, notandoli, si alzò in fretta e con quelle gambe così fini e diafane, li raggiunse. Stava per salire a cavallo quando si accorse di non avere con sè il suo braccialetto. Panico. Paloma e il braccialetto non si erano mai separati prima di allora. Era un regalo di sua madre, la sua mamma morta poco tempo prima.

Ricardo, che stava guardando dall’alto la scena, si accorse che Paloma era fuori di sè. La vide rientrare a scuola, salire le scale, e se la sitrovò di fronte… I loro occhi si incrociarono a malapena… Paloma sembrava pensare ad altro… Quando finalmente si accorse della sua presenza gli disse “Salve maestro, ha per caso visto un braccialetto?”. Ricardo, sconvolto dal fatto che Paloma gli avesse rivolto la parola proprio in quel momento, quando erano da soli, rispose che non lo aveva visto. Allora Paloma cominciò ad agitarsi.. e Ricardo, ritornando finalmente in sè, vide Paloma come una sua studentessa con un problema da risolvere, e compito di un maestro è quello di aiutare i propri allievi a risolvere i problemi. Così si propose come aiutante. Aiutò Paloma a ritrovare il suo braccialetto, che poi si era nascosto semplicemente sotto il banco della studentessa.

“Grazie di cuore, signor maestro. Senza il suo aiuto, non sarei mai riuscita a ritrovarlo” disse Paloma.

“Non hai da ringraziarmi. Dovevi solo calmarti un pò ed avere fiducia in te stessa. Sei una ragazza eccezionale, Paloma, e devi rendertene conto”.

Dopo quelle parole, Paloma iniziò a guardarlo in modo diverso e Ricardo se ne accorse. Ed ecco che quel fuoco che sentiva poco fa, ritornò impetuoso e si fece sentire, tanto da sconvolgere come non mai il maestro.

Ricardo avanzò verso la ragazza, le prese la mano, la portò verso il suo petto, l’avvicinò a sè e le diede un bacio casto su quelle dolci labbra, sottili e rosee.

Quale personaggio sarà presentato nel prossimo episodio?

  • La nonna di Paloma (0%)
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  • L'autista (33%)
    33
  • Il padre di Paloma (67%)
    67

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