un mondo che di distrugge

un confine distrutto

meno tre,due,uno…friuuuu, eravamo appena decollati dalla terra e già mi mancava, eravamo io e Jeremia, entrambi con molta esperienza spaziale ma nessuno dei due era mai andato così lontano. eravamo molto emozionati, sedavamo a bordo del CUOMOX 5000, un innovativo razzo spaziale rosso fuoco e dentro totalmente rivestito di carbonio. il razzo  era diviso in tre aree: a stanza di pilotaggio con due sedili, super tecnologica e con una marea di pulsanti, poi c’era la stanza per vivere e ibernarci, cosa fondamentale per fare quel viaggio e infine la sala portale, mancava ancora molto per usare quella sala quindi per ora la lasciavamo chiusa. Mi diressi verso la sala per l’ibernazione, per arrivare a Plantonia mancava ancora molto, circa 400 anni, per questo era fondamentale ibernarsi. Entrai nella macchina e mi addormentai. 400 anni dopo il razzo si fermò e la cabina si riaprì, ero triste, avevo una depressione enorme, pensavo a me così giovane e pensavo ai miei cari sulla terra, ormai tutti morti. morti su una terra che non conoscevo più, mi consolavo solo pensando al fatto che stavamo per vedere Plantonia, fin da quando ero piccolo desideravo vedere quel meraviglioso pianeta e ora, ora ero lì pronto, lo riuscivo a vedere: un pianeta immenso, brulicava di vita, era verde come uno smeraldo; la vegetazione dominava il tutto. ero pronto a scendere, mi diressi verso il portale ma… Jeremia dov’era, tornai indietro per vedere nella cabina ma niente. Non c’era, cominciai a cercarlo e chiamarlo, andai nella sala di pilotaggio e l’avevo trovato o quasi, avevo trovato le sua ossa, non si era ibernato ed era morto lì, la cintura di sicurezza era incastrata e lui rimase come incatenato a quella maledetta poltrona. mi guardai intorno e il mio sguardo cadde sul finestrone che dava sullo spazio ma cosa è quello, nella mia mente balenò una stessa immagine a quella a cui stavo assistendo, era una cometa e si stava schiantando contro di noi. Corsi verso il portale, lo collegai e esso si illuminò, mi buttai dentro e…Stunk, diedi una forte testata su un’albero, mi rialzai dolorante e senza indugio ho iniziato ad esplorare, era tutto come immaginavo, tutto verde e fiorito, specchi d’acqua incontaminata, mi ricordava molto la terra nelle ricostruzioni, prima che noi umani la distruggessimo, continuai ad avventurarmi, enormi alberi luminosi, animali dai colori abbaglianti, un vero paradiso. Ero capitato in un posto incantato ma io lo avrei goduto poco anzi no, sarei morto solo come un cane in quel posto, il mio razzo era distrutto.

Sheee! sentivo un sibilo, mi girai di botto e davanti a me vidi un omino molto piccolo, circa un metro e cinquanta, aveva la pelle mulatta ma non mi attaccava, mi guardò e disse:

-chi sei, come sei arrivato qui?!

-sono Frank, u astronauta terrestre, sono arrivato qui con un razzo che però è stato distrutto da una cometa.

gli raccontai la mia storia, lui mi offrì riparo e aiuto che io dovetti per forza accettare, mi portò al loro villaggio, era enorme, interamente costruito in legno, ordinato e ben strutturato.

il piccolo omino raccontò il mio problema ai suoi compaesani, tutti quanti iniziarono a costruire un nuovo razzo che mi potesse riportare sulla terra ma, pensandoci NO! Fermai tutti e gli chiesi se potevo rimanere a vivere con loro, in quella splendida società basata su ottimi ideali e autogestione, loro risposero con un unanime si, lasciammo il razzo iniziato per metà e con una massiccia dose di legno iniziammo a costruire la mia nuova casa, la sera stessa era pronta, così iniziò la mia nuova vita nel villaggio e in quella stupenda società.

passerà veramente bene la sua vita su Plantonia?

  • sono indeciso/a scegli te a sorpresa!! (50%)
    50
  • Instinto umano (25%)
    25
  • Capo contro (25%)
    25

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2 Commenti

  1. Ciao Alessandro,
    L’incipit é interessante, mi ricorda un film visto tempo fa, di cui non ricordo,il,titolo.
    Noto una certa ingenuità nell’esposizione, i tempi verbali subiscono variazioni non appropriate e ci sono molte fatti esposti in poche battute, avresti potuto dare meno informazione e tenerne qualcuna per il seguito.
    Comunque, siamo solo,all’inizio, vediamo come procede.
    Per il prossimo mi piacerebbe fare un giro del nuovo pianeta e conoscere qualcuno.
    p.s. mi pare strano che l’abitante Di Plantonia parli la lingua del nuovo arrivato…

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