Melancholand

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo si farà la conoscenza di uno strano... Cane (67%)

Visita guidata

«Siamo organizzati…» stava spiegando Ippocrate, mentre avanzavano tra i relitti delle giostre «abbiamo un generatore. Ci fornisce un po’ di caldo, un po’ di luce…facciamo andare qualche giostra…quelle che ancora funzionano…» sospirò «non sono molte, e saranno sempre meno…oh, ecco Clappy…The Joyful Puppy!» esclamò a un tratto.

Una figura bruna si stava dirigendo verso di loro. Quando li notò, cominciò a saltellare battendo le mani, improvvisando un balletto.

«Chi è?» chiese Alice.

«Clappy, la nostra mascotte. La chiamiamo così perché balla battendo le mani…non è adorabile? Il costume è un po’ usurato, ma credo si deduca ancora che Clappy è un cagnolino. Vieni, Clappy!» lo chiamò come si attirano i cani.

Una volta vicino, Clappy si fermò, lasciando cadere le braccia lungo i fianchi e piegando il testone, come una marionetta abbandonata. Il suo costume versava in condizioni pietose. Il pelo, di un castano stinto, era quasi del tutto scomparso, consumato come la coda, ridotta a pochi filamenti.

Henry fece un passo avanti. «CHE SCHIFO! Che odore ha?!»

«Be’…» spiegò Ippocrate «quel costume ha smesso di funzionare insieme al parco. E non può più essere tolto. Clappy non può lavarsi…»

«Ma è disgustoso!» Henry si allontanò inorridito. «Stai piangendo, dentro il costume, perché non provi a tagliarlo?»

«Non rivolgerti a Clappy, lui non parla più. Ci abbiamo già provato a tagliarlo, ma non funziona. È meglio se non vi avvicinate troppo a lui, comunque.»

Clappy si mosse. Estrasse da una tasca un osso di gomma. Lo lanciò in aria, batté le mani e lo riafferrò al volo.

«Bravo, Clappy!» esclamò Ippocrate battendo le mani a sua volta.

Il cane rimise l’osso in tasca e ne estrasse una corda.

Alice rise «…e ora che fa?»

Clappy si avvolse la corda attorno al collo, poi tese il braccio destro verso il cielo, reclinò il capo e oscillò il bacino. Stava imitando un’impiccagione.

«ok…» Ippocrate sembrava a disagio «Clappy è un po’ triste qualche volta…ma Clappy è un bravo cagnolino, vero Clappy?» la mascotte non interruppe il macabro spettacolo.

«Andiamo via…» suggerì.

«Ma quel tipo sta bene?» chiese Tyler preoccupato.

«Oh, benone…penso che a breve ci lascerà.» rispose Ippocrate «vedete, questo posto gioca brutti scherzi…a volte è così assurdo…ma è sempre meglio che stare là fuori.»

«Intende dire che le persone qui dentro sono…strane?»

«Le persone sono molto strane qui dentro. Le persone sono molto strane là fuori. Le persone sono strane. Sono strane le persone che dicono alle altre persone che sono strane. Ma è un fortuna avere due animatori! Uno è Clappy, lo avete conosciuto. L’altro è quel tizio là.»

Indicò un ragazzo che conversava animatamente con una signora in lacrime.

«Lui è Chester the Jester. Un vero mattacchione. Il suo compito, qui, è tirare su il morale di tutti.»

«Non sembra riuscirci molto bene.»

«Infatti è un comico fallito…ma parlerete con lui più tardi, ora voglio farvi fare un tour.»

Svoltò in una stradina, conducendoli verso un impianto fatiscente.

«Questa è una delle giostre che ancora riusciamo a far funzionare. I binari sono arrugginiti…e si traballa un po’, specie nei punti più alti…ma non sempre si perde il controllo.»

Ippocrate armeggiò in un punto della stazione e le carrozze del trenino si illuminarono debolmente.

«In carrozza!»

I ragazzi salirono, mentre Ippocrate prese la guida della locomotiva. Il trenino partì tra cigolii sinistri.

«Attraverseremo un tratto di boscaglia!» spiegò, gridando per farsi sentire «Poi i binari saliranno…vi mostrerò il parco dall’alto. Vedrete!»

Il convoglio avanzò, sussultando tra la vegetazione trascurata.

Ippocrate si voltò «Se non perderemo il controllo durante la salita…né durante la discesa…vi farete un’idea della comunità.»

L’uomo rivolse di nuovo lo sguardo verso la direzione di marcia.

E frenò bruscamente.

«Che succede?» chiese Alice.

Una giovane donna giaceva sui binari.

«Eliza…tesoro…tirati su, dai…»

La ragazza cominciò a piangere «Lui…»

«Lo so, cara…dai torna a casa. Questo affare non ti ucciderebbe…» sussurrò Ippocrate.

La ragazza strisciò via. Ippocrate ripartì con un sospiro.

«Eliza, lei…scappa da una realtà che non accetta.»

«Ovvero?» indagò Alice.

«Il suo ragazzo è morto in modo orribile. Un certo Andrew, mi pare. Un incidente in moto…è crepato tra sofferenze che non possiamo neanche immaginare. Lo hanno raccolto con…be’ non sono certo che siano riusciti a raccoglierlo tutto.» rise «Curioso, è come se qualcuno gli avesse augurato la fine peggiore che potesse fare.»

«E lei è così disperata da buttarsi sotto un trenino in un luna park abbandonato nel mezzo del Wyoming?»

«Così pare…troverà un modo per lasciarci.»

«Come può dire così?» commentò Henry «Sembra che non aspetti altro!»

«Io non aspetto altro, infatti.»

«Ma perché?»

«Perché quando saranno morti tutti, potrò morire anch’io.»

Il treno cominciò a salire a fatica. Quando ebbe raggiunto una certa altezza, si vide la ruota panoramica.

«Stanno facendo andare la ruota!» osservò Ippocrate.

Da una delle cabine più alte emerse una figura.

E si lanciò nel vuoto.

Quale sarà l'attività di Tyler nella comunità?

  • Factotum (0%)
    0
  • Rimozione cadaveri (67%)
    67
  • Guardia (33%)
    33

Voti totali: 6

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23 Commenti

  1. Ciao Erika! Avevo votato orso, ma a quanto pare il cane era più indicato per calzare alla perfezione con tutti i comportamenti inquietanti di Clappy.
    Bello il capitolo, che fa già capire la situazione in cui i ragazzi stanno andandosi ad infilare e introduce già altri 3 personaggi, poi sarà il tempo (e le tue pubblicazioni :D) a dirci quali e quanti di questi saranno importanti e quali marginali.
    Questa volta ero indeciso fra factotum e becchino, perché non credo che a Tyler verrà voglia di proteggere un posto come Melancholand. Credo piuttosto che ad Ippocrate o a qualsivoglia entità malvagia che governa il posto, serva un modo per assoggettare il leader del gruppo e allo stesso tempo, trovare forze fresche per lavori di fatica che nessun altro lì dentro può fare, perché sono tutti morti o comunque più là che qua.
    Spero di non aver preso un granchio, al prossimo capitolo!

  2. Mamma miam Erika… Clappy mi ha fatto una pena infinita……….

    Il capitolo mi e’ abbastanza piaciuto, sicuramente e’ scritto bene e rendeva l’idea di cosa stava accadendo. Certe cose mi hanno lasciata un po’ perplessa, tipo il fatto che i ragazzi non abbiano subito capito che non c’ e’ proprio nulla di divertente in questo parco, visto che hanno gia’ incontrato vari personaggi e sono uno piu’ triste dell’altro… o per esempio il fatto che non facciano una piega quando Ippocrito dice che il trenino NON SEMPRE perde il controllo. Io ci avrei pensato due volte prima di salire.
    In realta’ la storia continua a piacermi molto, solo che forse essendo solo il secondo capitolo avresti potuto far vedere una facciata allegra che convincesse i ragazzi a restare, perche’ secondo me dopo tutte queste tragedie non vedranno gia’ l’ora di andarsene via. E sono appena arrivati.

    Comunque che ci saranno parecchi morti e’ evidente, sicuramente si saranno organizzati sulla rimozione dei corpi; invece ho come l’impressione che una volta entrati a Melancholand non si possa piu’ fuggire e quindi credo che Tyler possa essere una guardia.
    Brava, al prossimo capitolo! 🙂

    • Ciao, ti confesso una cosa: per questo capitolo ho dovuto tagliare qualcosa come 2000 caratteri e, fra questi, anche un passaggio in cui Henry proponeva un più sicuro tour a piedi, ma veniva ignorato. Di fatto, i ragazzi non hanno ancora deciso se unirsi alla comunità. Inserirò un passaggio nel prossimo capitolo, magari, in cui i ragazzi manifesteranno l’interesse ad andarsene.

      Grazie mille
      Erika

  3. Bravissima Erika, un inizio molto coinvolgente. Ho visto orso perché, non so bene il motivo, ma mi ricorda l’inizio di non aprite quella porta. Quindi spero che tu scelga l’orso, tanto ho come l’idea che il resto del continuum horror sarà poco sovra e molto naturale. Non tenerci troppo stile spine e sforna quanto prima il secondo capitolo 😉

  4. Wowww, bello scenario e ben scritto, mi piace come questa avventura ha avuto inizio. Son curiosa di scoprirne di piu’, quindi seguo. E ho scelto il cane perche’ finche’ possibile spero di riuscire ad immedesimarmi nella storia, quindi piu’ realistica e’ e piu’mi sara’ facile farlo.
    Buon lavoro 🙂

    • Grazie mille, Flow! Spero che la storia continui a piacerti. Se, come me, sei affascinata dai luoghi abbandonati, credo che ti divertirai!
      Indipendentemente dall’opzione che vincerà, la storia rimarrà comunque sempre realistica (magari a tratti surreale). Nel prossimo capitolo sarà più chiaro che cosa ho in mente…
      Ciao e a presto!

  5. Ciao Erika,
    complimenti, un incipit ben scritto e molto intrigante. Avrei evitato il punto esclamativo dopo quello interrogativo, ma sono scelte tue.
    Non c’è che dire, sicuramente sarà una storia ricca di colpi di scena, dunque scelgo il cane, per non dare troppo campo all’inverosimile, almeno per ora.
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie mille per la lettura e il gentile commento! Leggendo i primi commenti positivi mi sono venute in mente altre idee da inserire nei prossimi capitoli…senza anticipare troppo, ti dico già che non inserirò nulla di troppo inverosimile (non credo che un horror possa permettersi di essere inverosimile, se vuole essere efficace). A differenza delle altre storie che ho scritto, questa avrà dei tratti deprimenti, ma è un tema che voglio comunque trattare.
      Grazie ancora
      Ciao e a presto!
      Erika

  6. Premetto che già con la sola immagina di profilo mi hai attirato. Inoltre mi hai fatto conoscere una canzone dei Linkin Park che conoscevo. E ultima cosa, seppur non per importanza, l’estratto del diario mi ha fatto pensare a “Goodbye Malinconia” di Caparezza.

    Il gruppo fa la conoscenza di uno strano cane. Spero che l’eventuale presenza sovrannaturale sia lui. 🙂 😀

    • Ciao, ti ringrazio per essere passato di qui! Temevo di cadere un po’ nel banale, nella classica storiella dei tizi che vanno in un luogo infestato. Grazie per la fiducia, perché ho intenzione di scrivere qualcosa di molto diverso. Sovrannaturale o no, il cane è un’ottima scelta: ricorda parecchio qualche passaggi odi Shining, se hai letto il libro! 🙂

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