Fai la brava, Silvia.

Dove eravamo rimasti?

Una volta in bagno cosa farà la povera Silvia? Mangerà una Fisherman's, l'ultima, per rinfrescarsi alito e idee (40%)

La fortuna avanza!

(àèìòù 😉 )

Silvia si guardò allo specchio con espressione di assoluta incredulità. Quello era senza dubbio il peggiore appuntamento nella storia degli appuntamenti.

Era indecisa sul da farsi; se tornare in sala e approfittare del fatto che non le occorreva più fare bella figura per svuotare il buffet o continuare a sceneggiare sperando in un miglioramento. Considerò il fatto che Pino, pur vendendo pollo, non sembrava stanco di mangiarlo e forse, valutò Silvia, gareggiando contro di lui avrebbe perso. Non aveva portato con sè che dieci euro per comprarsi le sigarette, non poteva permettersi di pagare la cena.

Frugò all’interno  della borsetta in cerca di una caramella per schiarisi le idee quando afferrò le chiavi della propria auto.

Qualche minuto più tardi, Silvia era in macchina che guidava verso il primo distributore di sigarette. Era fuggita dal locale confondendosi con i camerieri tutti vestiti di nero e, prima di uscire, aveva lanciato un’occhiata a Pino, quasi colta da un attimo di pena. Vedendolo pulirsi i denti con uno stuzzicadenti e risucchiare ciò che aveva appena estratto, Silvia uscì di fretta, inorridita.

Di perdere il lavoro non le importava più di tanto, anzi, aveva sperato più volte di essere licenziata, ma ogni volta che aveva combinato qualche casino l’aveva sfortunatamente passata liscia.

Era quasi a casa quando si accorse che nella piazza del centro commerciale all’angolo stavano dando una festa. Sembrava una sagra; Silvia intravide giostre e luci colorate, gente che beveva birra e bambini che correvano felici.

Parcheggiò. Considerato il fiasco della serata, per non essersi truccata  e vestita bene invano, avrebbe fatto un giro.Le squillò il cellulare.

Il cuore le balzò in gola; che scusa avrebbe potuto inventarsi con Pino? Mentre cercava il cellulare nella borsa, le capitò in mano il pacchetto di caramelle, prese l’ultima e se la infilò in bocca.

“Ciao Ma” la salutò Tommy. Silvia sospirò sollevata.

“Ciao amore, dove sei?”

“Torno a casa stanotte. Volevo chiederti se puoi lasciarmi 20 euro sulla tavola che devo darli ad un amico che… mi ha comprato un panino…”

“20€ di panino?!”

“Eh, era un mega paninazzo, ma’.” disse. “Devo andare!” 

Silvia scosse la testa quando lui riattaccò; Tommy era più fantasma di suo padre. 

Una volta raggiunta la piazza, iniziò ad avere le sue solite strane visioni. Le paperelle da pescare con il bastone, erano vive, dai colori accesi e starnazzavano a tempo. I bambini che correvano avevano la coda, uno da volpe, l’altro da tigre. Rise quando vide la madre di uno di loro scodinzolare la propria di coda, una tonda e paffuta, da coniglio. La donna le lanciò un’occhiataccia e se ne andò sculettando la propria codina batuffolosa.

“Come è andato l’appuntamento?” le domandò suo padre, affiancandola. Silvia sollevò gli occhi al cielo.

“Ti farà piacere sapere che è stato un disastro.” Rispose, riprendendo a camminare.

C’erano talmente tante cose da vedere!  Un uomo portava a spasso un gregge di radio funzionanti, tenedole al guinzaglio. Silvia rise, scuotendo la testa.

Suo padre la stava seguendo. Quando Silvia sentì un neonato piangere si voltò verso la voce affranta e si accorse che una donna stava cercando di consolare il bambino. Ma guardando meglio vide che le facce dei due erano contrapposte e il neonato in fascia aveva un’aria matura, mentre la donna vestita da sera aveva il viso rugoso da neonato e strillava, con tutta la voce che aveva in gola.

“Sai papà?” disse, con un sorriso sul viso. “Credo che le caramelle di Tommy non siano caramelle.”

“Mavà?”

Passarono insieme davanti ad un banco dove una donna, che Silvia vide possedere dei lunghi baffi, invitava i passanti a giocare.

“I baffi non sono un’allucinazione.” Le bisbigliò suo padre.

“Ditemi quanti fagioli ci sono esattamente in questa baccinella e vincerete un weekend a Lamon, il monte fagiolo!”

“1324” disse una donna, posando 1€ sul banco. La baffuta e poco piaciuta prese la moneta.

“Mi dispiace.”
“1780!” tentò un uomo.

La donna scosse la testa.

“Come si fa a sapere che non barate?” domandò un ragazzino.

Ella mostrò un busta e spiegò che a fine serata avrebbe rivelato il numero all’interno.

Il padre di Silvia sparì in un istante per ricomparire subito dopo.

“Dove sei andato?” gli domandò la figlia, esterrefatta.

“Non indovineranno mai se continuano a sparare cifre così alte. Son solo 347.”

Silvia lo guardò sorpresa, poi si avvicinò al banco. Prese 1€ e lo sbattè sul tavolo, guardando con aria di sfida la rivale pelosa.

“347” disse, decisa.

Questa spalancò gli occhi e a Silvia parve quasi che tutti intorno e lei iniziassero ad applaudire, che dal cielo fossero iniziati a piovere coriandoli colorati e che in sottofondo avessero messo il ritornello di “We are the champions” dei Queen.

In realtà tutto continuò normalmente, solo la donna dei fagioli prese il microfono e con estremo poco entusiasmo, disse:
“Abbiamo una vincitrice, signore e signori!”

A Silvia fu allungato un assegno falso. Non ricordava di essere stata così felice da tanto tempo.

Ho capito che la povera Silvia fa tenerezza un po' a tutti e allora diamogliela una gioia! Nel prossimo capitolo

  • Silvia farà soldi! Anche se... (14%)
    14
  • Silvia avrà una grande idea! Anche se... (64%)
    64
  • Silvia incontrerà un uomo aitante che perderà la testa per lei! Anche se... (21%)
    21

Voti totali: 14

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108 Commenti

  1. Ciao Flow!
    Anche questo episodio è stato fatto bene, brava!
    Mi sarebbe piaciuto vedere la reazione di Pino… ce ne parlerai nel prossimo episodio?
    Inoltre, cosa simboleggiano le vocali ad inizio episodio? Non capisco se si tratta di un errore, o hanno un significato nascosto.
    Ciao, ti auguro un buon proseguimento di settimana!

  2. Ciao Flow! Il tuo racconto è sempre più divertente. Silvia è adorabilmente sfortunata, mi sembra di averla davanti agli occhi mentre gira allucinata per la sagra. Hai un bel ritmo, con te non ci si annoia mai. Continua, voglio vedere cosa capita a Silvia!
    Ho votato per l’uomo aitante: dopo il venditore di pollo, si merita una consolazione!

  3. Rieccomi, Flow. Ho votato per l’idea, le buone idee sono molto più rare dei soldi e possono… calamitarli 😀
    Il pollivendolo è una persona orribile 😀
    In compenso Silvia ha un ottimo self control, visto che pensa di avere una brutta malattia ma la prende con serenità olimpica 😀
    Molto divertenti questi due capitoli, a questo punto però mi viene il dubbio che tra gli effetti collaterali delle mentine del ragazzo ci sia anche la chiaroveggenza 😀
    Ciao, ti auguro ottimi giorni

  4. Ho votato incontrerà un uomo che perderà la testa, perché io adoro questo personaggio sopratutto nella sua vita sentimentale. Mi sto appassionando a questo racconto sia perché lei mi sembra un reincarnazione di Hugly Betty e quindi mi incuriosiscono le sue avventure, sia perché mi fa ridere. Hai una fantasia spettacolare Flow, ti sei inventata cose che io a stento riesco a immaginare. Aspetto con ansia il prossimo!
    Baci.

  5. Finalmente l’ha capito che le caramelle non sono esattamente caramelle ahahah. In questo capitolo ti sei sbizzarrita con la fantasia Flow, e ho trovato particolarmente divertenti le descrizioni che hai fatto delle visioni alla festa in piazza. Ho votato per “Silvia farà soldi, anche se…” Vediamo cosa ti inventerai la prossima volta 😀 Buona serata

    • Eh si, tra le tante cose che Silvia deve migliorare di sé, direi che il suo ruolo di madre è uno dei più importanti. È un po’ troppo permissiva e credulona questa donna! Eppure… ne conosco parecchie di mamme così; non posso promettere quindi che cambierà! Lo scopriremo, insieme! Ciao T, grazie di essere ripassata 😉

  6. Diamole questa grande idea, dai. Anche se temo che non avrà conseguenze interamente positive, non so perché.
    Però il fatto che il papà morto sia più intuitivo e rapido di comprendonio che lei non fa molto onore a Silvia. A meno che questa apparizione paterna in realtà non sia solo una proiezione della sua coscienza che le dice “sveglia, Silvia! Vivi!” 😉
    Molto carino, questo capitolo, forse servirebbero a tutti le caramelle di Tommi, per riuscire a godersi le sagre e fiere paesane, XD

    • Ciao B,
      Non so se sia il subconscio di Silvia a farla agire, ma certo dovrebbe darsi una svegliata, senza dubbio! Le pastiglie sembrano aiutarla 😀

      Sai, io vivo all’estero e ti confesso che una delle poche cose che mi manca davvero dell’Italia son proprio le sagre e le fiere.. a Londra non esistono, mentre nel mio paese natale in estate è bellissimo! Anche senza pastiglie, te lo assicuro. Però con tanti Spritz (sono padovana!), quello si! A presto con Dario e Medeis all’ultimo round; we’re all ready!

      • Ahah, ok, ma se ci suggeriamo così le idee e poi le usiamo, si rischia di fare spoiler… cercherò di stare sul generico.
        (non ci sono molto riuscito, mi spiace 🙂 )

        La prima: quanti altri adulti dalla vita frustrante conoscerà Silvia, pressappoco? Gente che per il proprio relax può permettersi di… spendere più di Tommy?

        La seconda: con questa puoi spaziare in campi molto più vasti. Quante volte tutti noi pensiamo “vorrei essere una mosca sul muro per sentire… per vedere…” Silvia, a quanto pare, ha la sua mosca personale in grado di… riferire 🙂

  7. Ciao Flow. Volevo passare dalla tua storia, e così eccomi qua. Sai, è una storia molto tenera, come un cammino di formazione. Il ritmo tiene bene, e ti stai giocando bene le apparizioni del padre. Sono curioso di sapere quale idea avrà Silvia, sperando che gli effetti collaterali non siano così pesanti. Buona scrittura 🙂

  8. Ciao Flow,
    con l’aiuto dell’ultima caramella avrà una grande idea, anche se… Non so cosa t’inventerai, ma con una fantasia così non credo che avrai alcuna difficoltà a trovare uno spunto divertente.
    Le radio funzionanti portate a spasso come cani mi ha fatto ridere e il ritorno del padre con il suggerimento vincente è un altro spunto divertente, tenuto conto che l’assegno è pure falso.
    Brava Flow, mi piace questa storia. Ma ora che le caramelle sono finite?? Occorre una grande idea, appunto!
    Alla prossima!

    • Ciao K,
      Mi fa tanto piacere sapere che certe scene di ciò che scrivo ti divertano; so dai commenti che leggo in giro che sai, anche tu come Napo e Befana Profana, essere anche una giudice abbastanza critica quindi sentire che il racconto si sta evolvendo e ritrovarvi qui a dirmi che sta andando bene, mi riempie di orgoglio!

      Eh si,le caramelle son finite; Silvia si deve sbrigare a pensare a qualcosa per non sprofondare nella sua vecchia routine pre-addiction 🙂 staremo a vedere! A presto!

  9. Premessa, non avrei mai letto un humor forse se non avessi scritto sotto il mio racconto.
    Ti dico solo che ho iniziato a seguire la storia. Sai scrivere, è una narrativa molto leggera e scorrevole, senza “intoppi”. Mi piace molto come riesci con facilità a continuare la storia in base alla richiesta degli utenti. E mi diverte tantissimo la storia di Silvia! Complimenti Flow!
    Attendo con ansia il continuo, e ho votato per una bella mangiata perché io così farei :D!
    Baci.

    • Anche io mi farei una gran mangiata a questo punto; magari finendo prima di Pino così mi risparmierei pure i soldi per il caffè e il dolce 😀

      Grazie di essere passata; a volte scoprire generi nuovi può essere una buona cosa. Io sto iniziando a leggere gialli e fantasy; mai letti prima!
      A presto:)

  10. Siccome è il suo capo, scappare mollandolo lì mi sembra rischioso. Io le farei fare una scorpacciata e poi trovare il modo di non arrivare ultima per far pagare lui.
    Povera stella, le darai una soddisfazione a questa Silvia, prima della fine del racconto? Che qui si ride, si ride, ma la poraccia ha una vita da istigazione al suicidio 😉

    • Ciao Befana,
      giusta osservazione quella del lavoro! E anche la scorpacciata vorace per non arrivare ultima e pagare il conto ci starebbe bene!

      Non preoccuparti, Silvia mi ricorda in modo non troppo vago mia madre (o me nel futuro?) quindi si, gliela daremo una gioia…se vorrete voi, più che altro! ;D

  11. Ciao Flow!
    Sono stato assente per un bel po’ di tempo, ma ho recuperato gli ultimi tre capitoli!
    Mi hai fatto davvero ridere molto in ogni capitolo, complimenti!
    Bellissima la parte in cui indossa gli abiti cinesi: è una di quelle che ho amato di più!
    E che dire poi della cena…
    Ho votato per la fuga, a presto!

  12. Flow ormai i tuoi capitoli sono diventati per me un appuntamento fisso e una garanzia di divertimento. Tra lo shopping cinese, le invettive simpatiche del padre e la cena abbuffata, anche questa volta sono morto dal ridere. Per quanto la situazione sia sempre surreale, i tuoi personaggi sono davvero reali e tangibili, e la loro comicità deriva anche dalla facilità con cui ci permettono di immedesimarci. Brava, attendo il prossimo episodio e nel frattempo voto per “deciderà di scappare dal ristorante”.

  13. Ciao Flow,
    io scapperei dal ristorante ma sono troppo curiosa di sapere cosa vedrà Silvia dopo un’altra caramella speciale.
    Mi diverte molto questa storia, Silvia – che detto tra noi ha la mia età – è un personaggio strambo, triste in qualche modo e un po’ alieno al resto del mondo. Mi piacciono le battute con il padre morto e il modo in cui tenta di porre rimedio a una vita scialba che non promette nulla di buono. L’appuntamento galante non poteva andare peggio, lui è orribile, ma sono sicura che la nostra amica riuscirà a trovare un modo divertente per venirne fuori, almeno spero 😉
    Alla prossima!

    • Ciao K, come vedi sei una bambina anche tu! Sono contenta che il racconto ti diverta; so che l’humor non è un genere facile e neanche mai troppo apprezzato (rischia sempre di ridicolizzare qualche categoria di persone che possono riconoscersi tra i lettori ), quindi fino ad ora mi sento soddisfatta. Non è certo un capolavoro che richieda chissà che sforzo mentale, potrebbe scriverlo un bambino un racconto simile, ma sta filando liscio intanto che penso ad una storia di un altro genere:) il mio bambino sta crescendo ed inizio ad avere più tempo per scrivere, evviva! Ti aspetto da te al tuo ultimo capitolo!

  14. Ciao Flow, divertente questo capitolo. L’uomo migliore rimane certamente il padre e Pino è proprio quel cafone che mi ero immaginata! Merita di meglio lei, io direi che fugge dal ristorante anche se suppongo sarebbe stato divertente metterla in balia di allucinazioni proprio ora. Al prossimo.

  15. Ho deciso: lo vedo bene come tipo da all you can eat.
    Il « ci sono le verdure » mi ha fatto molto ridere, tra l’altro è una frase che mio marito potrebbe usare! 😂
    Ti confesso che « è così che si flirta auna certa età » detto da una che immagino avere la quarantina mi ha fatto un po’ storcere il naso. A una certa età a chi? Ahahaha
    Ma si sta assuefacendo? Questa volta la mentos le ha fatto degli effetti meno pirotecnici che le precedenti. O ero io che li ero affezionata alle giraffe e mi sono mancate 😉
    Avanti con l’appuntamento « romantico »

    • Oh che carina che sei passata, grazie 😀
      No, no, guarda che era il giovane poliziotto a fissare inorridito la scena e a chiedersi se e’ cosi’ che si flirta “a quella eta’ “. Silvia come hai potuto vedere ci sguazza bene invece in questi amoreggiamenti vecchiostile. Non so perche’ dico “vecchiostile”, ma tutte le amiche che ho si sono fidanzate grazie a Facebook e simili, sara’ per quello.

      Va bene, la giraffa ormai e’ andata, ma ci infilero’ qualche altra visione strana cosi non sentirai piu’ la sua mancanza. A presto 😉

  16. Ciao Flow,
    mi sa tanto che i sono persa un capitolo, poco male, ho recuperato.
    Molto divertente, la storia sta prendendo una piega davvero molto divertente. Direi che uno che serve pollo fritto e patatine non potrebbe mai portare la sua bella in un altro locale, la porta a casa, con i parenti, che si risparmia pure.
    Non credevo che Silvia fosse così anziana… Nel senso, oltre i cinquanta almeno.
    E ora che le Fisherman’s sono quasi finite che si fa? Aspetto il prossimo episodio e ti auguro una buonissima giornata!

    • Ciao K,
      Grazie di aver trovato il tempo di passare da me!
      Sai, in realtà io credo che Silvia abbia sui 47-48 anni, solo che visto che non si tiene molto su (come forse avrai notato 😀 ), non deve avere molto giro in ambito amoroso-sessuale. Pino è meno appetibile degli operai a torso nudo, ma è un uomo! C’è a chi questo basta e avanza!

      Giusto il ragionamento della concorrenza da non finanziare, effettivamente. Vedremo!
      Ciao e alla prossima! Buonissima serata a te:)

    • Ciao Carlotta, grazie mille di essere passata e delle belle parole! 🙂

      Rispondendo qui al tuo precedente commento, anche il mio primo incipit era basato su una storia che avevo scritto quando avevo 15 anni; non aveva un finale, ma piu’ di dieci anni dopo l’ho elaborato e grazie a questo sito che ti aiuta ad avere piu’ sbocchi sono riuscita ad inventare una storia che avesse un inizio ed una fine. Sono sicura che riuscirai anche tu a completare il tuo e ti divertirai nel farlo:) In bocca al lupo!

    • Pensavi potesse trattarsi di uno di quei fustacchioni del cantiere dove Silvia pulisce i vetri? Di sicuro lo avrebbe preferito anche lei! Ma come diceva sempre la mia cara nonnina, si prende quello che passa in convento! E il galletto di Pino e’ una garanzia. 🙂
      Ciao T, a presto!

  17. Rieccomi, Flow. Ho votato per l’All You Can Eat.
    Molto divertenti questi quattro capitoli, scritti in modo accurato e scorrevole. Lo stile mi pare piuttosto maturo e valido. L’unica cosa che mi lascia perplesso è il proliferare di apostrofi… ti confesso che ho cercato in questa pagina la parola “tastiera” e così sono risalito alla tua sventura: tastiera inglese! 😀
    Esistono alcuni modi per ovviare al problema, ma sono macchinosi, penso che il più efficace sia collegare una tastiera USB italiana, operazione che puoi fare anche su un portatile.
    Altrimenti un “trova e sostituisci tutto” con word o simili ti permetterebbe in pochi passaggi di ovviare al problema (le accentate le trovi tra i caratteri speciali)… salvo poi correggere a mano dove servono davvero gli apostrofi 😀
    Ti segnalo alcuni periodi in cui il proliferare dei gerundi mi ha reso la lettura un po’ meno scorrevole:
    avendo un infarto servendo patatine dannatamente oleose…
    “Oh, buongiorno!” eslamo’ Silvia, aprendo gli occhi e guardando con aria severa…
    … aprendo il frigo ed estraendone il cartone…
    Te lo scrivo perché io tendevo ad abusarne, quindi sono diventato sensibile all’argomento. Ho scoperto che spesso rinunciare ai gerundi rende il periodo più efficace e più ricco.
    Basta, concludo, perdona l’invadenza di questo mio commento chilometrico 🙂
    Ciao, ti auguro un numero di fantastiche giornate pari alle mentine presenti in una bustina di Fisherman’s 😀

    • Commento d’oro, grazie mille Erri.
      Scrivere con gli apostrofi al posto degli accenti in un sito di scrittori e’ effettivamente abbastanza disturbante; credo che prima o poi risolvero’ il problema. La tastiera italiana da collegare al portatile per esempio potrebbe essere una grande idea che non avevo valutato, perche’ ho troppo poco tempo nella vita quotidiana per correggere le parole apostrofate, una ad una 🙂
      Quanto ai gerundi, hai perfettamente ragione; appesantiscono il tutto! E se non mi avessi messo come esempi le mie stesse frasi non avrei riconosciuto l’errore che tendo a commettere spesso!
      Quindi ti ringrazio davvero molto per essere passato:) Buona continuazione!

  18. Bentornata. Sei nel carosello dei racconti consigliati, hai visto?
    Buono anche questo capitolo. Pe la coppia Silvia-Galletto vedrei bene un All You Can Eat.
    Alla prossima (ma se non vai in giro a cercarti lettori commentando i racconti degli altri, è inutile che aspetti più di dieci giorni prima di pubblicare un nuovo capitolo).

  19. Se non vuoi rischiare di finire in parità, devi riservarti il tuo voto (in realtà puoi scegliere l’opzione, ma non ti assegni il punto) alla fine
    Mettiamo in campo un uomo in carne ed ossa e vediamo cosa succede. Vai come un treno. Vai anche veloce come un TGV e non ne capisco il motivo, non si riesce a starti dietro.

    • Che sia quello il mio problema; sforno troppi capitoli in troppo poco tempo? Mi sa che hai ragione. In effetti io non ho iniziato a scrivere qui con l’obiettivo di fare tanti punti o di far leggere qulalcosa di speciale, ma solo con l’intento di scrivere, tanto per; credo di aver frainteso lo scopo di questo sito. Quindi ho sempre voglia di finire una storia per iniziarne un’altra, anche se non è che sia chissà che gran storia. E si che so fare di meglio, giuro 😉 A questo punto credo di aver capito che mi convenga scrivere per me e lasciare questo sito per medio-grandi racconti, tra cui il mio quando sentirò di avere una buona idea. Adesso capisco perché tu non hai iniziato un’altra storia subito. Allora accetto l’ennesimo consiglio e ti ringrazio di avermi presa sotto la tua ala; proverò ad andare più lenta, a leggere più racconti altrui e a scrivere cose con più spessore.

  20. Non mi sono mai piaciute le Fisherman…
    Le addette alle pulizie non lavorano la mattina presto nei cantieri, ma solo a fine giornata, Silvia potrebbe fare la banconiera in una rosticceria, ma è strano che il padre nell’allucinazione non le abbia rinfacciato l’odore di fritto. Non mi lasci scelta, devo votare l’opzione tralasciata dagli altri.
    Vai bene così, Flow.

    • Ciao Napo!
      In realta’ mio marito che lavora nei cantieri mi ha sempre detto che le addette alle pulizie sono li’ che girano e che puliscono e che fanno praticamente gli stessi orari loro. Mia madre che ha pulito per un periodo gli uffici degli avvocati iniziava all’alba, prima che questi arrivassero, pero’ in effetti erano uffici ed e’ diverso. Silvia non puzzava di fritto perche’ quel giorno c’era stato il funerale, si sara’ lavata, ci auguriamo! 😀 Comunque anche il superipermercato potrebbe portare qualcosa di positivo, grazie del voto e della tua riflessione anche quest’oggi 🙂

      ps- Le Fisherman non sono mai piaciute nemmeno a me; credo che solo se fossero insapore riuscirei a mangiarle 🙂 Ma dopo questa storia ci penserei due volte a farlo. Alla prossima, buona serata!

      • Non vorrei che il mio ti suonasse come accanimento. Qui va bene tutto, ma se fai un passo nel mondo dell’editoria vedrai quanto accaniti sono gli editor sulla verosimiglianza, anche su temi come questo. In uno studio professionale, dove a volte si lavora fino a sera inoltrata, ci sta che le pulizie si facciano al mattino presto, mentre in un cantiere di solito le pulizie non iniziano prima dell’ora di pranzo. Ma quello che conta è che nell’immaginario collettivo – complici il cinema è la letteratura – le pulizie si fanno di notte. Gli editor seguono l’immaginario collettivo.

        • Lo prendo come un ottimo consiglio, allora. Non me ne intendo, comunque quindi mi fido. Speriamo che vinca la rosticceria o il supermercato anche se la vedo dura x quest’ultima, ma se resta in parità così mi sa che la povera Silvia dovrà fare doppio turno 😀 e l’addetta alle pulizie in cantiere le farà il pomeriggio, promesso 😉

  21. Ciao Flow,
    la banconiera, assolutamente.
    il padre di Silvia è un gran rompiscatole ed è nettamente incontrato con le altre allucinazioni. Che lui non sia un’allucinazione?
    “Non avremmo comunque accettato.” disse l’uomo, alle sue spalle. Silvia si volto’ e lo vide disteso nel letto, a fianco a lei. “Non sei mai stata brava a cucinare; lo sanno tutti.” mi hai fatto ridere con questa frase, semplice, ma efficace!
    Alla prossima Flow!

  22. Eccomi.
    Avevo capito che fosse pomeriggio, invece è notte?
    In ogni caso ho scelto l’opzione addetta alle pulizie, il che le darebbe un’ottima ragione di non volerle fare in casa propria! 😉
    Mi hai fatto ridere con il padre che la rimprovera di non aver pianto al suo funerale e che non vuole andare dalla moglie con il pannolone. E cominciamo a capire perché Silvia non gosse poi così triste della sua dipartita 😉

  23. Ciao Flow, il racconto mi incuriosisce e questa mamma mi sta simpatica per ora. Seguo e voto “Questo posto è una discarica. Dove dormo io?” Anche la scrittura mi piace, salvo una cosa di forma che però mi disturba: che usi gli apostrofi invece delle lettere accentate, tipo “perche'” invece di “perché”. A presto.

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