Fai la brava, Silvia.

Fisherman Insapore

“Va bene papa’” disse Silvia, alzando le mani in segno di resa. “Puoi girare per casa mia, ma devo confessarti che fumo e che ogni tanto guardo i porno.”

Si levo’ una scarpa e poi un’altra, lasciandole a terra e si distese sul divano.

Era stato un bel funerale. Va bene, qualcuno aveva pianto, pero’ nel complesso era stato piacevole.

Forse perche’ era consapevole che il padre avesse trascorso un’ottima vita oppure perche’ credeva nella continuazione di essa dopo la morte, Silvia non era rimasta particolarmente scioccata alla notizia della dipartita del genitore.

Con i piedi incrociati sul poggiolo del divano ed un braccio piegato dietro la nuca, la donna chiuse gli occhi.

Che diamine; avrebbero potuto farlo al pomeriggio, comunque, quel funerale. Che’ svegliarsi alle 7 del mattino nel suo giorno libero le era sembrato alquanto ingiusto.

Tommy apri’ la porta del salotto ed entro’ nella stanza.

“Oh, buongiorno!” eslamo’ Silvia, aprendo gli occhi e guardando con aria severa il figlio, ancora assonnato. “Ti ho aspettato in chiesa, lo sai?”

“Ma’, sono andato a letto alle 4” borbotto’ lui, aprendo il frigo ed estraendone il cartone del latte. “Com’e’ andata?”
“Com’e’ andata, mi chiedi?” Silvia si mise a sedere, con aria sbigottita. “Tuo nonno e’ morto ed io son stata circondata da parenti, tra cui zia Adelina…” ebbe un brivido. “E mi chiedi come e’ andata?”

“Pensavo che zia Adelina fosse morta.” commento’ il ragazzo, bevendo dal cartone una lunga sorsata di latte. Si asciugo’ la bocca con la manica della felpa e ripose il latte nel frigorifero.

“Lo pensavo anche io.” rispose sua madre e, guardando nel vuoto e in seguito ad un altro tremito, aggiunse: “Lo penso ancora, sinceramente.”

Il ragazzo ando’ a baciare la fronte della madre.

“Ma’ non te la prendere, ma devo uscire.”

“E dove te ne vai adesso?”

Tommy sorrise, furbo.

“Esco con Elena.” disse. “Sai…quella tipetta di cui ti ho parlato. Te ne ho parlato?”

“Credo si chiamasse Giulia, quella di cui mi hai parlato.”

“Ma no, Giulia non la sento da almeno 2 anni!”

Silvia alzo’ le sopracciglia, sorpresa. “Da quanto tempo e’ che hai iniziato ad uscire con le ragazze, non e’ un po’ presto?”

Tommy sbuffo’ una risata. “Mamma ho quasi 20 anni, te ne farai una ragione un giorno che son cresciuto?”

Usci’ dalla stanza lasciando la madre sola che torno’ a distendersi sul divano, con gli occhi chiusi.

“So gia’ cosa vuoi dirmi.” disse, parlando al nulla. “Che non e’ questo il modo di fare la madre, che dovrei essere piu’ severa. Che di certo non ho imparato dalla mia a comportarmi in questa maniera, perche’ lei col cavolo che si prendeva i pomeriggi di relax sul divano, quella santa donna.” Aprendo gli occhi, sorrise: “Sai una cosa, papa’? Ti voglio bene, ma non credo che mi mancherai troppo.”

Verso sera, dopo aver dormito per quasi tutto il pomeriggio, Silvia si alzo’ dal divano con la schiena incriccata. Indossava ancora gli abiti neri della cerimonia; se li tolse mentre camminava fino alla stanza del figlio, rimanendo tranquillamente in mutande e reggiseno; un completo intimo tutt’altro che seducente, rosa salmone e senza ghirigori, con qualche filo penzolante dovuto al programma sbagliato impostato dell’asciugatrice.

Busso’ alla porta, ma non ricevette alcuna risposta. E, visto che non era mai stata solita rispettare la privacy altrui, entro’.

“Tommy, appena torni a casa ti metto a pulire camera tua con la lingua.” borbotto’, guardando attorno a se’ il disordine che vestiti sporchi, cd a terra e fumetti sparsi per la stanza avevano creato. 

Stava per uscire, nauseata dall’odore di calzetti sudati lasciati in un angolo a marcire quando vide sbucare, da sotto il cuscino del figlio un pacchetto di Fisherman, aperto.

“Proprio quello che mi ci vuole per rinfrescarmi ‘sta fogna.” penso’, mentre prendeva una caramella alla menta e liquirizia e se la infilava in bocca.

Strano, ma vero, la caramella le sembro’ completamente insapore. La succhio’ a lungo comunque fino a che, una volta consumata, non la mando’ giu’, senza masticarla.

“Non fanno piu’ niente come si deve” borbotto’, dirigendosi nella propria stanza per prendere qualche maglione sformato da abbinare ai suoi fedelissimi pantaloni felpati che aveva trovato, come aveva immaginato, nella stanza del figlio.

Brutti erano brutti, ma di sicuro tenevano caldo. E siccome i tempi d’oro erano finiti e tenere i termi accesi costava, Tommy e Silvia se li lottavano, quei dannati pantaloni. Alla fine vinceva sempre lei. Perche’ era sempre a casa piu’ che altro.

Silvia prese una sigaretta dal suo comodino e ando’ ad accendersela in terrazza, con una coperta arrotolata addosso.

“Ho sempre saputo che fumavi.” disse qualcuno alle sue spalle. “Non era difficile intuirlo visto che puzzavi come una ciminiera.”

Silvia si volto’.

“Papa’?!” esclamo’, piu’ con un tono di esasperazione che di sorpresa o spavento. “Che diavolo ci fai qua?”

L’uomo scosse la testa, amaramente.

Cosa rispose l'uomo alla figlia?

  • "Fumare fa male; non hai visto che effetti devastanti ha avuto il fumo sul mia sorella Adelina?" (0%)
    0
  • "Questo posto è una discarica. Dove dormo io?" (50%)
    50
  • "Dimmi che non è vero che ti guardi i porno, per favore " (50%)
    50
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38 Commenti

  1. Se non vuoi rischiare di finire in parità, devi riservarti il tuo voto (in realtà puoi scegliere l’opzione, ma non ti assegni il punto) alla fine
    Mettiamo in campo un uomo in carne ed ossa e vediamo cosa succede. Vai come un treno. Vai anche veloce come un TGV e non ne capisco il motivo, non si riesce a starti dietro.

    • Che sia quello il mio problema; sforno troppi capitoli in troppo poco tempo? Mi sa che hai ragione. In effetti io non ho iniziato a scrivere qui con l’obiettivo di fare tanti punti o di far leggere qulalcosa di speciale, ma solo con l’intento di scrivere, tanto per; credo di aver frainteso lo scopo di questo sito. Quindi ho sempre voglia di finire una storia per iniziarne un’altra, anche se non è che sia chissà che gran storia. E si che so fare di meglio, giuro 😉 A questo punto credo di aver capito che mi convenga scrivere per me e lasciare questo sito per medio-grandi racconti, tra cui il mio quando sentirò di avere una buona idea. Adesso capisco perché tu non hai iniziato un’altra storia subito. Allora accetto l’ennesimo consiglio e ti ringrazio di avermi presa sotto la tua ala; proverò ad andare più lenta, a leggere più racconti altrui e a scrivere cose con più spessore.

  2. Non mi sono mai piaciute le Fisherman…
    Le addette alle pulizie non lavorano la mattina presto nei cantieri, ma solo a fine giornata, Silvia potrebbe fare la banconiera in una rosticceria, ma è strano che il padre nell’allucinazione non le abbia rinfacciato l’odore di fritto. Non mi lasci scelta, devo votare l’opzione tralasciata dagli altri.
    Vai bene così, Flow.

    • Ciao Napo!
      In realta’ mio marito che lavora nei cantieri mi ha sempre detto che le addette alle pulizie sono li’ che girano e che puliscono e che fanno praticamente gli stessi orari loro. Mia madre che ha pulito per un periodo gli uffici degli avvocati iniziava all’alba, prima che questi arrivassero, pero’ in effetti erano uffici ed e’ diverso. Silvia non puzzava di fritto perche’ quel giorno c’era stato il funerale, si sara’ lavata, ci auguriamo! 😀 Comunque anche il superipermercato potrebbe portare qualcosa di positivo, grazie del voto e della tua riflessione anche quest’oggi 🙂

      ps- Le Fisherman non sono mai piaciute nemmeno a me; credo che solo se fossero insapore riuscirei a mangiarle 🙂 Ma dopo questa storia ci penserei due volte a farlo. Alla prossima, buona serata!

      • Non vorrei che il mio ti suonasse come accanimento. Qui va bene tutto, ma se fai un passo nel mondo dell’editoria vedrai quanto accaniti sono gli editor sulla verosimiglianza, anche su temi come questo. In uno studio professionale, dove a volte si lavora fino a sera inoltrata, ci sta che le pulizie si facciano al mattino presto, mentre in un cantiere di solito le pulizie non iniziano prima dell’ora di pranzo. Ma quello che conta è che nell’immaginario collettivo – complici il cinema è la letteratura – le pulizie si fanno di notte. Gli editor seguono l’immaginario collettivo.

        • Lo prendo come un ottimo consiglio, allora. Non me ne intendo, comunque quindi mi fido. Speriamo che vinca la rosticceria o il supermercato anche se la vedo dura x quest’ultima, ma se resta in parità così mi sa che la povera Silvia dovrà fare doppio turno 😀 e l’addetta alle pulizie in cantiere le farà il pomeriggio, promesso 😉

  3. Ciao Flow,
    la banconiera, assolutamente.
    il padre di Silvia è un gran rompiscatole ed è nettamente incontrato con le altre allucinazioni. Che lui non sia un’allucinazione?
    “Non avremmo comunque accettato.” disse l’uomo, alle sue spalle. Silvia si volto’ e lo vide disteso nel letto, a fianco a lei. “Non sei mai stata brava a cucinare; lo sanno tutti.” mi hai fatto ridere con questa frase, semplice, ma efficace!
    Alla prossima Flow!

  4. Eccomi.
    Avevo capito che fosse pomeriggio, invece è notte?
    In ogni caso ho scelto l’opzione addetta alle pulizie, il che le darebbe un’ottima ragione di non volerle fare in casa propria! 😉
    Mi hai fatto ridere con il padre che la rimprovera di non aver pianto al suo funerale e che non vuole andare dalla moglie con il pannolone. E cominciamo a capire perché Silvia non gosse poi così triste della sua dipartita 😉

  5. Ciao Flow, il racconto mi incuriosisce e questa mamma mi sta simpatica per ora. Seguo e voto “Questo posto è una discarica. Dove dormo io?” Anche la scrittura mi piace, salvo una cosa di forma che però mi disturba: che usi gli apostrofi invece delle lettere accentate, tipo “perche'” invece di “perché”. A presto.

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