Da che parte stai, Margherita?

Dove eravamo rimasti?

Approfondiamo: Una confessione importante. Qualcosa potrebbe cambiare? (75%)

Un regalo.

Stamattina Bea ha aperto la porta di casa per andare a scuola qualche secondo prima di me. Ero ancora seduta sul divano ad infilarmi le scarpe quando mi ha guardata, traballante, dicendo:

“Mamma ho trovato un regalo!”

Stringeva tra le mani un pacco evidentemente troppo pesante per le sue braccia spaghetto, dal quale sporgeva un biglietto di cartoncino rosso. Tutto completamente ricoperto di carta di giornale. Mi sento spesso sotto attacco in questo periodo. Probabilmente questo pacco mi avrebbe fatto paura se non avessi riconosciuto immediatamente la calligrafia.

Margherita. Solo il mio nome, nient’altro.

Quella “e” così ricurva, l’eleganza della “i”, lunga e distesa come la gamba tesa di una ballerina classica. E poi quel punto alla fine del mio nome, un rituale. “Metto sempre un punto alla fine del mio nome, per chiuderlo, proteggerlo, per metterci un confine. Dovresti farlo anche tu”.

Non riesco ad alzarmi, mi tremano le gambe e Bea mi guarda con gli occhi dolci di sempre. Vuole che io apra il regalo, lo so, me lo sta chiedendo. Io continuo a fidarmi di quelle lettere che mi ricordano il passato, una sola persona.

L’incarto è fatto da articoli di giornale: riconosco la testata, gli autori, ci sono anche io. Ma come è possibile? Sono in grado di riconoscere una sola persona in mezzo a mille dalla sua calligrafia e quella persona si chiama Achille.

Ma… Achille, dove sei? Che cosa sta succedendo? Non puoi essere tu.

Ritorno alla realtà. Achille non può aver scritto il mio nome sopra questo pacco, Achille non è più qui, per quello che ne so potrebbe anche essere morto. Beatrice  è in pericolo, ancora una volta per colpa mia. E non vuole mollare la presa.

Devo nascondere quel pacco,  respirare aria fresca.

Con  la promessa che apriremo insieme il regalo più tardi lascio che Bea vada a scuola a piedi con i nostri vicini. È follemente innamorata del loro cane; questa concessione mi regala l’etichetta di “mamma migliore del mondo”. Sapessi amore, quante cose ti sto nascondendo. Sapessi quanta strada ancora prima di poter essere la migliore..

**

Un serie infinita di fogli bianchi e gialli perfettamente accoppiati a due a due sul lato lungo. Niente di più. Un pacco di fogli. Fogli bianchi e gialli.

Carta di giornale. Il mio nome scritto sopra ad un cartoncino rosso, dietro una sola parola: Confesso. Come diavolo si collegano queste cose? Che significato possono avere? Ma soprattutto, chi?

E’ inutile che io faccia finta di niente, ho bisogno di mio marito. Mi manca, non voglio continuare a lottare da sola.

Ho bisogno di parlare con qualcuno.

Lo cerco dall’altra parte della casa, nello studio che si è ritagliato in mansarda. Lo trovo addormentato sopra ad un mucchio di documenti che riconosco. Articoli che ho scritto, interviste, bozze..allora mi pensi ancora eh? Nella mano destra una tazza di caffè.

Lo amo.

Ci sono delle cose che non si possono spiegare, una di queste è la sensazione sovra terrena che deriva dall’amore. O forse è proprio l’amore stesso a non potersi spiegare.

Quando si sveglia riguardiamo insieme quei fogli. Poggiati sul tavolo davanti a noi sembrano un rebus dalla soluzione indecifrabile.

“Cosa pensi di fare?”

 

“Aspettare..che mi venga un’idea o che qualcuno mi dica qualcosa.”

 

“Auguri..”

 Avrei potuto aspettare una vita.

La risposta  è arrivata puntuale qualche ora dopo da quello scricciolo di mia figlia. Come promesso, dopo scuola, le ho mostrato parte del regalo.

Non puoi giocarci però Bea, mi servono per lavorare. Sono fogli molto costosi.”

Ora sono brava anche a dire le bugie.

“Posso prendere questi allora?”

 

“Si, l’incarto prendilo pure, sono fogli di giornale..”

 

Dopo qualche minuto l’ho sentita canticchiare in salotto. Mi sono fermata ad ascoltare guardandola incuriosita. Ritagliava un’immagine da un pezzo dell’incarto.

“Cosa ritagli Bea?”

 

“Una lucertola mamma, guarda che carina.”

Sento ogni muscolo del mio corpo contrarsi.

 

Achille, allora sei davvero tu.

 

Strappo il giornale dalle mani di Beatrice che impietrita rimane a guardarmi. La lucertola mi guarda dritto negli occhi. È stata incollata sopra ad un articolo.

Ti riconosco. Si, so che cosa dover ricordare.

Solo adesso vedo delle parole sottolineate in matita. Cerco di riordinarle ma sento la testa abbandonarmi e cadere giù insieme alle gambe.

**

Continua. Ti sono vicino.”

Non può essere una coincidenza, ma non può nemmeno essere tutto vero.

Eppure nessuno può ricordare quella storia della lucertola. Nessuno a parte me e Achille.

Devo trovarlo.Se è ancora vivo io devo trovarlo. Farsi avanti così del resto è un invito.Ma come posso fare?COME, SENZA IMPAZZIRE?

Ancora una volta mia figlia mi stupisce. Mi ha visto piangere, le abbiamo raccontato che sono molto triste perché non riesco a parlare con un mio vecchio amico.

“Perché non gli scrivi una lettera mamma? Lo sai fare bene.”

Sai una cosa piccola mia? Certo che scriverò una lettera. E la lascerò davanti a casa, come un regalo. Speriamo che se la venga a prendere.

Mi sento matta, ma è l’unica speranza a cui mi posso aggrappare.

Tutte le sicurezze di Margherita vengono messe in dubbio. Achille sembra essere tornato. Continuiamo con:

  • Una scelta difficile. (0%)
    0
  • Il contenuto della lettera. (67%)
    67
  • Una reazione. La lettera finirà nelle giuste mani? (33%)
    33

Voti totali: 6

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59 Commenti

  1. Il discorso del punto alla fine del nome ed il messaggio cifrato nascosto attorno ad un regalononregalo sono state due gemme che hanno veramente dato l’idea di un ulteriore alzarsi del tuo livello qualitativo. Ora nel prossimo capitolo mi aspetto più carte scoperte e più carne al fuoco.

    Continua così.
    Sono orgoglioso di te 🙂

  2. Lascio che le mie tempie esplodano e vorrei che tutto il mondo attorno a me facesse lo stesso.

    Wow.

    Cresci a ogni capitolo come scrittura…. e la gestione della narrazione dei fatti alternata al pensiero è resa ottimamente…

    Ho votato per la confessione… tempo di fare luce e di capire di più. Guidaci 🙂

    Brava davvero 🙂

  3. Ciao Serenamente,
    una confessione. Siamo al quinto capitolo e potrebbe starci bene qualche indizio in più.
    Ti riesce bene il racconto dei sentimenti, brava.
    Aspetto il nuovo episodio per capire qualcosa di più, per aggiungere altre tessere al puzzle e arrivare alla verità.
    Alla prossima!

  4. Ci sono persone che quando scrivono in prima persona “poetizzano”, con tutte quelle similitudini e metafore, pensieri reconditi, riflessioni profonde, attenzioni ai dettagli “inutili” (che pero’ in realta’ servono!)… Tipo te.
    Di cio’ che ho letto fino ad ora piu’ che la storia in se’ che ancora non ho compreso del tutto mi e’ piaciuto il tuo metodo di scrittura, Tutte queste riflessioni, a volte anche ironiche, mi catturano.
    Complimenti!
    Ero indecisa tra la confessione importante che potrebbe dare qualche svolta alla storia e l’ufficio devastato; alla fine ho scelto per liberare Margherita da quel luogo che sembra non piacerle per niente. A presto!

  5. Ottimo capitolo chiarificatore. Spiegate un po’ di cose ma non troppe. Ho votato per la decisione di Margherita dopo l’incendio. Essendo questo un capitolo forse interlocutorio (ma necessario) mi aspetto nel prossimo un ritorno all’azione. Attendo con ansia 🙂

  6. Stai dosando i fatti e le emozioni senza sbagliare di un grammo fino ad ora.
    Comincia a delinearsi la storia in profondità…e la curiosità aumenta.
    Continua così. Sempre più fiero di te ad ogni capitolo.

    Niente panico e….scrivi <3

  7. Ciao Serenamente,
    hai un bel modo di raccontare le cose, ma te k’ho già detto. 🙂
    molto bello anche questo episodio, la descrizione di Achille mi ha fatto tornare in mente un ragazzino scomparso qualche mese fa, purtroppo con esiti tragici. I personaggi che evocano emozioni sono personaggi riusciti, i tuoi sono vividi e riescono a portare il lettore nella storia, doppiamente brava!
    Alla prossima!
    p.s. qualcosa in più della sparizione.

  8. Wow! Che dire… Già dal primo capitolo la storia mi ha incuriosito, anzi, rapito. Non vedo l’ora di scoprire meglio i personaggi e le loro vicende. Complimenti per come stai andando avanti nascondendo volutamente molti particolari che credo in seguito riserveranno colpi di scena. Ti seguo in attesa del resto.

  9. Visto la quantità di invocazioni, andiamo da Achille.
    Il mistero si infittisce e anche il pathos. Il pericolo tallona Margherita?
    Una storia di cui ancora non sappiamo quasi nulla ma che appassiona molto.
    Ciao
    P.S. Invidio molto l’autocontrollo delka tua protagonista: nessuna carenza di fazzoletti riuscirebbe a bloccarmi le lacrime. Piango a ogni eccesso emozionale, positivo o negativo, ed è una cosa da cui vorrei tanto guarire 😉

  10. Capiamo chi è questo Achille via…

    Entriamo sempre più nelle viscere di questa storia, anche se ancora hai vari punti da chiarirci…è chiaro che ormai hai catturato la nostra attenzione…ora vediamo dove vai a parare.

    L’abitacolo di una macchina è uno scenario potenzialmente infinito per storie e avvenimenti vari: tu ti sei fatta valere utilizzandolo a dovere e non cadendo nel banale.

    Brava piccola T. Continua così 🙂

  11. Questo secondo capitolo mi piace più del primo. La storia sta prendendo una piega interessante e mi pare ben sviluppata, con una progressione in crescendo che suscita la curiosità del lettore. Anche i personaggi sono ben tratteggiati sotto il profilo psicologico, piuttosto realistici. Brava. Voto per una notizia alla radio, anche se non so dove vuoi parare.

  12. Bene bene. Inizi a raccontare e “non raccontare”, ma sempre senza perdere la via, in modo da catturare la curiosità del lettore: stai trasmettendo di avere in mano le redini della tua storia e questo non è poco.
    Altro capitolo ben scritto, con piccole immagini, semplici e ben costruite.

    Io sono qui, nelle prime file, che osservo e mi godo lo spettacolo.

    Continua così.

  13. Ciao,
    avevo letto il primo capitolo che mi aveva provocato sentimenti contrastanti, questo capitolo invece mi piace molto e asta. Quell’alone di mistero poi, sulla paura del direttore, che Margherita dovrebbe avere, questo tempo tolto perché non indaghi… stuzzica la curiosità.
    Propendo per la notizia alla radio

  14. Wow.
    Un incipit NOTEVOLISSIMO.
    A partire dalla scelta del punto di vista infantile, controaltare allo spessore di un concetto come il prendere una posizione e fare delle scelte, passando per alcune immagini ben costruite (il colore del vestitino ricorrente, il gioco di sguardi e altro) fino ad un ritmo ed una scorrevolezza che non è da tutti.
    Qui c’è davvero del “materiale”

    Un ingresso su TI che mi rende particolarmente orgoglioso.

    Continua così, serenamente 🙂

    ( Parliamo della stanza, siamo all’inizio, seguiamo il filo logico degli eventi, senza salti temporali o riflessioni varie)

  15. Ciao Serenamente,
    mi è piaciuto il tono asciutto con cui hai raccontato il primo coinvolgimento morale di Margherita. Brava, molto interessante. Ci sono pochi, minuscoli, refusi a cui si può porre rimedio rileggendo prima di pubblicare e una D eufonica di troppo, ma il testo risulta comunque chiaro e ben scritto.
    Nel prossimo capitolo mi piacerebbe sapere qualcosa della stanza, che parrebbe avere una certa importanza nella storia.
    Ti saluto e seguo.
    alla prossima!

  16. ciao Serena, io proseguirei con la storia, anche senza escludere flashback, se opportuno. E’ chiaro infatti che una scelta è stata fatta e le scelte – in particolare quelle coraggiose – a volte si pagano a caro prezzo. Ma non è detto. Vediamo cosa ci riserva il seguito…

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