Da che parte stai, Margherita?

La verità delle lucertole

Quando mi hanno chiesto di scegliere da che parte stare per la prima volta avevo sei anni, indossavo un vestito giallo e bianco a balze, stavo seduta con le gambe penzoloni sull’ altalena del giardino della scuola. Aspettavo il ritorno di Gloria dal bagno per riprendere a giocare prima della fine dell’intervallo.

Davanti ai miei occhi una scena disgustosa: un gruppo di bambini di qualche anno più grandi di m, animato da gran foga, si avventa contro una lucertola troppo lenta per fuggire alla battuta di caccia. Per prima cosa via la coda, poi le zampe, per ultima la testa.

Morte di una lucertola.

Giancarlo scruta la scena dalla mia stessa prospettiva, gambe penzoloni sull’ altalena di fianco alla mia. Ci guardiamo preoccupati, negli occhi la stessa domanda.

Mia nonna dice che alle lucertole la coda ricresce sempre, vedrai che sopravvivrà Margherita, non ti preoccupare.

E la testa?

Giancarlo alza le spalle, si arrende. Mi sono spinta oltre, ho chiesto troppo, siamo troppo vicini alla verità.

Ad un tratto tutto si ferma; il macabro spettacolo sembra trattenere il fiato, qualcosa ha attirato l’attenzione del gruppo. Noncurante, alla nostra destra, Achille Marzotto si dirige verso il bagno. Pantaloni di lino perfettamente stirati, camicia azzurra abbottonata fino al collo, schiena ricurva su sé stessa e andatura incerta.

Achille Marzotto, 3B, una pagella da far invidia a chiunque ma di amicizie neanche l’ombra.

Lo sguardo del gruppo lo segue senza tregua, li vedo confabulare tra loro, ridacchiano. Il più grande si fa avanti, gli blocca la strada, lo obbliga ad alzare gli occhi. In una mano la salma della malcapitata lucertola, nell’altra le guance di Achille.

Stammi a sentire mollaccione, questa entro 10 minuti deve stare dentro alla borsa della maestra Cristiani. Fallo in fretta, se non vuoi fare la sua fine.”

Morte di un cuore bambino.

Ridono tutti ma io sento il battito di Achille arrivare dritto verso il mio. I suoi occhi pieni di lacrime incrociano i miei nel momento prima dell’addio. Se ne va, impercettibile quanto all’,andata, eppure i suoi passi hanno il rumore di bombe a  mano.

Achille viene ritrovato 2 ore dopo agonizzante in un angolo della toilette maschile. Tra le mani ancora la poveretta. Gli è mancato il coraggio di seguire gli ordini ricevuti, si è nascosto paralizzato dalla paura ed ora attende la sua sorte, la punizione per essere sparito per così tanto tempo.

Sospensione, genitori convocati dal preside, scuse ufficiali. Cerco lo sguardo di Giancarlo, siamo testimoni, possibile che si possa solo restare a guardare?

Con la testa mi fa cenno di andare, sposta il mento in avanti. Muovo nervosamente i piedi. Questa decisione potrebbe decidere per me. Non penso a niente di tutto ciò e mi alzo; le balze della mia gonna gialla strisciano tra la folla radunata in giardino per le ricerche, mi apro un varco tra i miei compagni.

Achille in piedi a lato della maestra mi guarda frastornato. Dico la verità tutta d’un fiato. Non chiedo la parola, non alzo la mano, decido da sola che è il momento di parlare. Urlo così forte da sentire male alla gola, sento girare la testa, sento pulsare il cuore in ogni vena. Dove sono le mie gambe? Perché stanno diventando così deboli?

Subito dopo aver scelto da che parte stare per la prima volta, quella dei più deboli, sono svenuta. La maestra Cristiani mi ha portata in una stanza molto simile a quella in cui mi trovo ora.

Le pareti bianche, una scrivania, qualche quadro appeso alle pareti. Qualcuno parla attorno a me, sento una dolce melodia di voci. Che strani effetti collaterali quelli delle scelte che si avvicinano alla verità.

Continuiamo con

  • Chi è Margherita? (11%)
    11
  • E la stanza? (78%)
    78
  • La storia di Achille? (11%)
    11
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59 Commenti

  1. Il discorso del punto alla fine del nome ed il messaggio cifrato nascosto attorno ad un regalononregalo sono state due gemme che hanno veramente dato l’idea di un ulteriore alzarsi del tuo livello qualitativo. Ora nel prossimo capitolo mi aspetto più carte scoperte e più carne al fuoco.

    Continua così.
    Sono orgoglioso di te 🙂

  2. Lascio che le mie tempie esplodano e vorrei che tutto il mondo attorno a me facesse lo stesso.

    Wow.

    Cresci a ogni capitolo come scrittura…. e la gestione della narrazione dei fatti alternata al pensiero è resa ottimamente…

    Ho votato per la confessione… tempo di fare luce e di capire di più. Guidaci 🙂

    Brava davvero 🙂

  3. Ciao Serenamente,
    una confessione. Siamo al quinto capitolo e potrebbe starci bene qualche indizio in più.
    Ti riesce bene il racconto dei sentimenti, brava.
    Aspetto il nuovo episodio per capire qualcosa di più, per aggiungere altre tessere al puzzle e arrivare alla verità.
    Alla prossima!

  4. Ci sono persone che quando scrivono in prima persona “poetizzano”, con tutte quelle similitudini e metafore, pensieri reconditi, riflessioni profonde, attenzioni ai dettagli “inutili” (che pero’ in realta’ servono!)… Tipo te.
    Di cio’ che ho letto fino ad ora piu’ che la storia in se’ che ancora non ho compreso del tutto mi e’ piaciuto il tuo metodo di scrittura, Tutte queste riflessioni, a volte anche ironiche, mi catturano.
    Complimenti!
    Ero indecisa tra la confessione importante che potrebbe dare qualche svolta alla storia e l’ufficio devastato; alla fine ho scelto per liberare Margherita da quel luogo che sembra non piacerle per niente. A presto!

  5. Ottimo capitolo chiarificatore. Spiegate un po’ di cose ma non troppe. Ho votato per la decisione di Margherita dopo l’incendio. Essendo questo un capitolo forse interlocutorio (ma necessario) mi aspetto nel prossimo un ritorno all’azione. Attendo con ansia 🙂

  6. Stai dosando i fatti e le emozioni senza sbagliare di un grammo fino ad ora.
    Comincia a delinearsi la storia in profondità…e la curiosità aumenta.
    Continua così. Sempre più fiero di te ad ogni capitolo.

    Niente panico e….scrivi <3

  7. Ciao Serenamente,
    hai un bel modo di raccontare le cose, ma te k’ho già detto. 🙂
    molto bello anche questo episodio, la descrizione di Achille mi ha fatto tornare in mente un ragazzino scomparso qualche mese fa, purtroppo con esiti tragici. I personaggi che evocano emozioni sono personaggi riusciti, i tuoi sono vividi e riescono a portare il lettore nella storia, doppiamente brava!
    Alla prossima!
    p.s. qualcosa in più della sparizione.

  8. Wow! Che dire… Già dal primo capitolo la storia mi ha incuriosito, anzi, rapito. Non vedo l’ora di scoprire meglio i personaggi e le loro vicende. Complimenti per come stai andando avanti nascondendo volutamente molti particolari che credo in seguito riserveranno colpi di scena. Ti seguo in attesa del resto.

  9. Visto la quantità di invocazioni, andiamo da Achille.
    Il mistero si infittisce e anche il pathos. Il pericolo tallona Margherita?
    Una storia di cui ancora non sappiamo quasi nulla ma che appassiona molto.
    Ciao
    P.S. Invidio molto l’autocontrollo delka tua protagonista: nessuna carenza di fazzoletti riuscirebbe a bloccarmi le lacrime. Piango a ogni eccesso emozionale, positivo o negativo, ed è una cosa da cui vorrei tanto guarire 😉

  10. Capiamo chi è questo Achille via…

    Entriamo sempre più nelle viscere di questa storia, anche se ancora hai vari punti da chiarirci…è chiaro che ormai hai catturato la nostra attenzione…ora vediamo dove vai a parare.

    L’abitacolo di una macchina è uno scenario potenzialmente infinito per storie e avvenimenti vari: tu ti sei fatta valere utilizzandolo a dovere e non cadendo nel banale.

    Brava piccola T. Continua così 🙂

  11. Questo secondo capitolo mi piace più del primo. La storia sta prendendo una piega interessante e mi pare ben sviluppata, con una progressione in crescendo che suscita la curiosità del lettore. Anche i personaggi sono ben tratteggiati sotto il profilo psicologico, piuttosto realistici. Brava. Voto per una notizia alla radio, anche se non so dove vuoi parare.

  12. Bene bene. Inizi a raccontare e “non raccontare”, ma sempre senza perdere la via, in modo da catturare la curiosità del lettore: stai trasmettendo di avere in mano le redini della tua storia e questo non è poco.
    Altro capitolo ben scritto, con piccole immagini, semplici e ben costruite.

    Io sono qui, nelle prime file, che osservo e mi godo lo spettacolo.

    Continua così.

  13. Ciao,
    avevo letto il primo capitolo che mi aveva provocato sentimenti contrastanti, questo capitolo invece mi piace molto e asta. Quell’alone di mistero poi, sulla paura del direttore, che Margherita dovrebbe avere, questo tempo tolto perché non indaghi… stuzzica la curiosità.
    Propendo per la notizia alla radio

  14. Wow.
    Un incipit NOTEVOLISSIMO.
    A partire dalla scelta del punto di vista infantile, controaltare allo spessore di un concetto come il prendere una posizione e fare delle scelte, passando per alcune immagini ben costruite (il colore del vestitino ricorrente, il gioco di sguardi e altro) fino ad un ritmo ed una scorrevolezza che non è da tutti.
    Qui c’è davvero del “materiale”

    Un ingresso su TI che mi rende particolarmente orgoglioso.

    Continua così, serenamente 🙂

    ( Parliamo della stanza, siamo all’inizio, seguiamo il filo logico degli eventi, senza salti temporali o riflessioni varie)

  15. Ciao Serenamente,
    mi è piaciuto il tono asciutto con cui hai raccontato il primo coinvolgimento morale di Margherita. Brava, molto interessante. Ci sono pochi, minuscoli, refusi a cui si può porre rimedio rileggendo prima di pubblicare e una D eufonica di troppo, ma il testo risulta comunque chiaro e ben scritto.
    Nel prossimo capitolo mi piacerebbe sapere qualcosa della stanza, che parrebbe avere una certa importanza nella storia.
    Ti saluto e seguo.
    alla prossima!

  16. ciao Serena, io proseguirei con la storia, anche senza escludere flashback, se opportuno. E’ chiaro infatti che una scelta è stata fatta e le scelte – in particolare quelle coraggiose – a volte si pagano a caro prezzo. Ma non è detto. Vediamo cosa ci riserva il seguito…

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