La variabile

Dove eravamo rimasti?

Che gioco sceglierà Agnese? Obbligo o verità (57%)

Il Bruco

“Agnese, sono anni che non bevo”
“Perfetto, durerà pochissimo allora…”
“Scelgono sempre le donne cosa bere giusto?” ammiccò Vittoria
“Sempre, tesoro”
“Vodka liscia”
“Vittoria, sei finita”
“Certo, mezza sega”
Mario si alzò e si avvicinò al tavolo con fare solenne, ordinò agli sfidanti di tenersi per mano, poi contò fino a tre, simulò un colpo di pistola e i due si fiondarono sui bicchieri, Paolo fu così rapido che quasi riuscì a bere e capovolgere il bicchiere quasi nello stesso momento.
“Chiedi, Paolo, su” disse Vicky in segno di resa
“Obbligo” 
“Merda”
“Bevine un altro dolcezza”
Agnese cercò un cenno di consenso da parte dell’arbitro, che arrivò puntuale. Ne versò un altro. Vittoria bevve d’un fiato.
“Obbligo. Versati uno shot sulla pelata, stronzo”
Paolo fece per protestare ma Mario fu impassibile.
“Che schifo, questa me la paghi” disse Paolo mentre si faceva la doccia con la vodka.
“Bene. Verità dolcezza, tocca a te, su, fuori la variabile”
“Il solito permaloso”
“Oh, aspetta di sentire la mia… vedrai. Prima le signore comunque”
Viola sapeva che il gentiluomo del gruppo era sempre stato Mario e che Paolo non gliela avrebbe mai fatta passare liscia.
“Bene. Ragazzi, non so se avete fatto caso alla cosa, ma in dieci anni sono visibilmente ingrassata. A un certo punto mi sono chiusa, non riuscivo più a vivere senza di voi e per parecchio tempo non sono più uscita di casa: sono rimasta per anni e anni e anni confinata in camera mia. Ora immaginate Vittoria, che passa dalle quattro sedute di spinning a settimana ai quattro pasti ipercalorici quotidiani intervallati da schifezze e sedentarietà quasi totale. Come potete ben immaginare, la mia predizione di conservare il culo più bello della mia generazione fatta dieci anni prima è andata a farsi benedire in men che non si dica”
“De gustibus Vicky” cercò di rincuorarla Agnese
“Già, tu hai venduto l’anima al diavolo e sei praticamente uguale a dieci anni fa, ti credo che sei ottimista. Scherzo Agnese, ma se vuoi lasciarmi il numero del diavolo, fa pure”
“Sta seduto vicino a Viola, chiedilo a lui direttamente”
“Simpatica, davvero simpatica”
“Ragazzi, facciamola finire, le medie le avete finite da vent’anni ormai” Mario si era cucito il ruolo di arbitro addosso.
“Perfetto, grazie signor arbitro. Il punto è che io potrei aver imbrogliato, in maniera indiretta, due volte. La prima è stata quando mia madre mi raccontò di aver visto Agnese in giro: lì ho capito che tutti voi eravate andati oltre, e che io mi ero invece barricata dentro, quasi a cercare di conservarmi quanto più autentica possibile in attesa del nostro incontro, pur avendo trasformato totalmente il mio corpo. La seconda volta che ho imbrogliato è stata in metro, quando quella che ora ho capito essere tua figlia mi ha lasciato il tuo messaggio. L’ho seguita con lo sguardo, sperando che tornasse da te, ma ho visto poi che ti eri curata di farla accompagnare da tuo padre.
La mia variabile dunque, qual è secondo voi?”
“Il tuo cambiamento fisico?” chiese Paolo
“No, maniaco” 
“Forse la musica?” 
“Quasi, Violetta bella”
“La sua variabile è la prospettiva”
“Ma quanto è intelligente quella testa riccia lì?” chiese Vittoria
“Esatto, Mario mio. Io ho cambiato punto di vista, anzi come piace dire a me ho cambiato punto di vita… Lo so è una battuta pessima, ma rende bene il concetto: credevo che essere sovrappeso, diciamolo, obesa, fosse dovuto alla mia depressione, che ero diventata così perché non mi andava bene nulla e che mi stessi autodistruggendo, ma poi, quando ne sono venuta fuori, paradossalmente, ho cominciato ad amarmi di più, senza dover modificare il mio corpo. Penso che la mia storia possa essere riassunta così: c’era una volta una farfalla, che per paura di vivere solo un giorno, si rifugiò al sicuro della sua crisalide e divenne un bruco. Ho capito che nessuno ha il diritto di scandire i ritmi della nostra felicità e i canoni di ciò che per noi è bello o meno, nemmeno la vostra assenza forzata. Non pretendo che nessuno capisca la mia scelta, ma è proprio quello che mi auguro da quando ho scelto di mollare tutto, compresa la vecchia me e mettermi a suonare per strada. Perché a un certo punto capisci che cercare di comprendere spesso ti vieta di goderti le cose. Nemmeno io alla fine so perché sto meglio così, ma ho capito che la vita è piena di momenti dove ci sentiamo smarriti, inadeguati, non voluti bene e soli e che bisogna acchiappare per i capelli ogni possibile causa di felicità, anche se magari non è proprio quello che avevamo idealizzato. Quindi eccomi, dieci anni dopo, con venticinque chili in più, senza un lavoro vero e proprio, senza sapere quanto guadagnerò domani, senza nessuno. Felice di essere bruco e strisciare piano, prendendomi il mio tempo, piuttosto che farfalla e bruciare la propria felicità in cambio di ventiquattro ore di bellezza. 
Arbitro, chieda al Signor Paolo se la risposta è soddisfacente”
Mario pose la domanda all’amico, che annuì.
“Bene tocca a me adesso. Obbligo o verità Paoletto?”
“Obbligo”
“Perfetto”

Cosa chiederà Vittoria a Paolo?

  • Di rimanere con Viola, nonostante tutto. (13%)
    13
  • Di bere ancora e di raccontare la sua variabile da ubriaco (25%)
    25
  • Di raccontare la sua variabile guardando Viola dritta negli occhi (63%)
    63

Voti totali: 8

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

45 Commenti

  1. Ciao Andrea,
    sono una voce fuori dal coro, ma devo dirlo; a me il tuo incipit non ha fatto impazzire. E lo dico non per essere stronza o cosa, per carita’,io non sono nessuno per fare da giudice, ma solo perche’ dopo tanti commenti positivi, penso sia bello anche realizzare come siamo tanti al mondo e quanti gusti diversi ci siano in esso. Della serie che anche quando qualcuno ti dice che non sei bravo, tu continua a scrivere, CHETTIFREGA:)

    Ovviamente non sto dicendo che non sai scrivere o che il tuo racconto non e’ bello, anzi, riconosco che e’ scritto benissimo e che la storia puo’ essere avvincente, semplicemente i personaggi non mi sono simpatici (specialmente Agnese) e il racconto in se’ non mi ha trasmesso cio’ che magari altri invece hanno fatto.
    Mi auguro che tu non te la sia presa e abbia capito cosa intendevo dire, perche’ ero in buona fede, giuro:)
    Spero di leggere presto qualcos’altro di tuo, ciao!

  2. Proprio bella, complimenti Andrea
    Hai scritto una storia che mi ha preso tantissimo, parte benissimo, completa fin dall’inizio di tutto quello di cui ha bisogno per essere una bella storia.
    L’unico appunto che mi viene da farti e sulla suddivisione dei capitoli, avrei trovato un modo differente per passare da una storia all’altra, sfumandole tra di loro, forse.
    Aspetto comunque il seguito con interesse
    A presto
    pienne

    • Sul passaggio tra un capitolo e l’altro non posso che darti che ragione, ma il formato dei 5000 caratteri mi ha un poco costretto a fare così (non sai inoltre quanti tagli a dialoghi e altro ho dovuto fare).
      Ti ringrazio per il commento positivo, e complimenti per il tuo racconto.

  3. Ciao Andrea
    L’episodio scorre bene, come scorrevano bene i precedenti.
    Un dettaglio: se la foto stava nel portafoglio da dieci anni e Viola ne aveva quindici allora, ora ne ha venticinque. I conti non tornano. poiché si preparano a un incontro dieci anni dopo l’università, oppure ho capito male io?
    Riguardo alle opzioni… no, così non vale…sono una specie di girotondo trai cinque, tra chi riceve e chi manda i messaggi 🙂 Sarebbe più interessante, introdurre qualche variante, un evento, un’idea che facesse uscire o entrare qualcuno nel cerchio.

  4. Agnese e Mario, Viola e Paolo, Viola e Vittoria… Insomma stai creado degli intrecci interessanti. Curiosa di sapere il seguito, come sempre. Ma finora mi sembrano tutti “buoni” , cacciami un personaggio che vela un che di cattivo. Oppure uno buono che in realtà è un finto buono, ma si vedrà solo alla fine..

  5. Per niente scontato il personaggio di Viola. Intelligente e amara la battuta finale sulla testa pelata. Ma sinceramente sono più curiosa di sapere di Mario e la sua cicatrice.. Facciamo presto il giro dei personaggi e torniamo a lui!! No piacerebbe scoprire qualcosa di dark in almeno

  6. Ciao Andrea, finalmente sono riuscita a registrarmi.
    Anche se sono di parte ti assicuro che riesco a restare obiettiva. Sei bravo e il tuo modo di scrivere è fluido e accattivante. Non smettere, vai avanti.
    Ti voglio bene. Un abbraccio

  7. Qualcuno dirà che sono imparziale perchè sei figlio della mia stessa terra, ma già da un pò ho commentato i tuoi status su Fb chiedendoti di sviluppare questo tuo talento. Andrea ti prego, non smettere di scrivere.
    Quello che ho letto è una visione molto cinematografica del racconto, leggendo riesco ad immaginare come una macchina da presa si muova e cosa farebbe inquadrare il regista. Attendo il resto, spicciati a scrivere!

  8. Ciao Andrea
    vai come un treno a pubblicare… non sarà facile seguirti 🙂
    il capitolo scorre bene, il dialogo con se stesso e con a figlia (che sa il fatto suo nonostante l’età) è mostrato bene.
    Mi chiedo perché ce l’abbia con il cane 🙂
    Riguardo alle opzioni, non so cosa votare in quanto Agnese scrive: “Ho già scritto a Vittoria, Paolo e Viola.”
    vabbè, diamo la voce a una donna: Viola.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Usando i nostri servizi dai acconsenti all'uso dei cookie maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi