Influenza

La scopata del venerdì sera

Parcheggiando, Dario sorrise, per la prima volta della giornata. Non capitava spesso di trovare un posto libero sotto casa: il presagio di una bella serata. Oltre tutto era venerdì.

Tenne aperto il portone per Chiara che usciva a correre con l’inseparabile Jack Russell. «Non stancarlo troppo», scherzò, ottenendo un sorriso. Non aveva ancora capito cosa pensasse di lui. Erano quasi tre mesi che aveva traslocato nel palazzo. Si sorridevano e salutavano a ogni incontro ma tutto ciò che aveva ottenuto da lei finora erano il suo nome e quello del cane, Russ. Ironica o priva di fantasia? Non aveva ancora trovato la risposta, anche se la domanda che gli premeva davvero era se fosse interessata a andare a letto con lui.

In casa, l’odore di chiuso gli fece storcere il naso. Avrebbe dovuto alzarsi prima, la mattina, per trovare il tempo per aprire le finestre e cambiare l’aria. Ma il suono della sveglia lo sorprendeva ogni giorno un po’ più stanco e svogliato. Alzò le tapparelle e aprì i doppi vetri: il rumore della strada gli strappò una smorfia, ma era meglio della puzza di stantio. Accese lo stereo e si stappò una birra, l’unica cosa che in frigorifero non mancava. Avrebbe forse dovuto fare un po’ di spesa, ma rimandò con un’alzata di spalle: mangiava raramente a casa e non avrebbe avuto i bambini fino al fine settimana successivo. C’era tempo.

Sul telefono, diede un’occhiata alle risposte al messaggio spedito in invio multiplo qualche ora prima. Tutti i suoi amici gli davano buca. Uno aveva la cena dal cognato, l’altro l’anniversario di matrimonio, Andrea il piccolo con il morbillo. «Ringrazia quella cogliona no-vax di tua moglie», sibilò portando la bottiglia alle labbra. Anche Aldo era occupato: a quanto pare la storia con la collega stava diventando seria.

Fece una smorfia: non voleva uscire da solo. Certo, andando al night, le probabilità di trovare volontarie per una scopata erano alte, ma preferiva andare sul sicuro. Tanto più che il venerdì successivo, con i bambini, non ne avrebbe avuto l’occasione. La soluzione era evidente: Laura.

«Ciao bellissima, come stai? Scusa se ti chiamo così tardi, ma sa che c’è? Mi è venuto un attacco di malinconia stasera, rientrando a casa. Ho annullato l’impegno che avevo, una cazzo di festa, uno di quei troiai pieni di coca, tette al silicone e finti amici. Sono stanco di queste finzioni, ho voglia di una persona vera, di stare con qualcuno che mi conosce. Muoio dalla voglia di vederti»

«Non sarà che cercavi una che dice di sì, te la porti a letto e poi non la chiami per mesi ma è così scema che ti risponde appena legge il tuo nome sul telefono?»

«No, amore, che dici, se è tanto che non chiamo è perché, mi conosci, sono sbadato. Ti penso da stamattina. Andiamo a cena dove vuoi tu, giuro che ti faccio passare una serata da favola. E se non vuoi fare niente di più… intimo, dopo, giocheremo al primo appuntamento»

«Che ne dici di quel posto nuovo, il “Bistrot des amis”? Mi hanno detto…»

«Là no di sicuro, stella, ci sono stato con un cliente la settimana scorsa: della merda. Gli ho lasciato una recensione che se la ricorderanno. “Meriterebbero di farsi avvelenare” ho scritto. L’ho anche postato su Twitter»

«Sei senza pietà, lo sai che ormai sei una star, se metà dei tuoi contatti diffonde…»

Dario rise. «Star, non esageriamo, ci sono diversi spiriti illuminati che apprezzano la mia ironica intelligenza»

«E la tua umile modestia»

«Vuoi che sia umile? Mi inginocchio, dai Laura, permettimi di essere il tuo cavalier servante, questa sera»

«Va bene, scegli tu dove si cena, passi a prendermi tra due ore?»

*

«Dario, ma che fai? Torna a letto, sono le tre, cazzo»

«Dormi, stella, non volevo svegliarti, mi rivesto e vado»

«Guarda che puoi restare, Sara è da suo padre»

«Mi conosci, non dormo bene fuori casa… e poi domattina devo andare a correre, mi alzo presto»

«Va bé, vedi di non mettere una recensione pure a me, eh?»

«Ma che dici, scema che sei, dormi, ti chiamo».

Laura sbuffò e si rigirò nel letto.

Dopo la doccia, si rese conto di non avere ancora sonno. Prese una birra e si buttò sul divano. Su un canale di cui ignorava l’esistenza, trasmettevano “Psycho”. Adorava Hitchcock, anche se non era il suo film preferito.

Si mise comodo e prese il telefono: erano ore che non dava un’occhiata a Twitter, per galanteria, aveva concentrato tutta la sua attenzione su Laura.

Scorse la lista di notifiche. Una ventina di nuovi follower solo quella sera, era a quasi novemila. Una star, sorrise. Una star del cazzo con dei seguaci cazzoni.

“Intramontabile Psycho: niente di meglio per chiudere in bellezza, dopo la sacrosanta scopata del venerdì”, digitò, ottenendo in pochi secondi diversi cuori e faccini ammiccanti. Cazzoni che non dormono, mormorò soddisfatto. Lesse la risposta di Medeis.

“Un capolavoro. Ero sicuro che lo guardassi anche tu”

Si coprì con un plaid. Rilassarsi davanti a un buon film dialogando con qualcuno che considera intelligente e interessante quello che dici: un’ottima prospettiva.

Fu il rumore a ridestarlo.

Cosa ha svegliato Dario?

  • La sveglia del telefonino: ha dimenticato di disinserire l'allarme per il week-end (10%)
    10
  • Il campanello: suonano alla porta (70%)
    70
  • Il telefono: una chiamata di Laura (20%)
    20
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142 Commenti

  1. Rieccomi, befana. Ho votato che lo contatta e che risponde.
    Mi rendo conto di essere vecchio quando leggendo qualcosa di meno “soft” del solito mi impressiono a pensare a squartamenti e sangue e supplizi… Mi dirai: “E quando lo scrivi tu non ti impressioni?”.
    In realtà, non tanto, e questo, in fin dei conti, mi fa capire che se reagisco così empaticamente è perché la tua scrittura mi ha permesso di avvicinarmi a Chiara, di sentirla vera e umana e quindi di patire per lei.
    Insomma, brava!
    Ciao, ottimi giorni a te!

  2. Socrate, la disse Socrate! “Più conosco le persone più amo il mio cane “:D
    Cmq questo capitolo mi ha fatto pensare che eliminarmi da fb è stata una gran scelta, ero davvero stanca di leggere commenti molto simili a quelli che scrivi nel racconto; ho preferito stendermi due fette di salame negli occhi e fingere non esista sul serio gente che possa pensare che qualcuno meriti certe cose, specialmente le donne colpevoli di essere donne.
    Bla bla bla.
    Riceverà una risposta 🙂

    • Credo che Socrate disse “più apprezzo gli animali”, la variante del cane è attribuita a Madame de Sevigny… non so se si nota 😉 ho fatto un po’ di ricerche, ma la varietà di attribuzioni e fonti per queste citazioni è tale che ho preferito restare vaga 🙂
      Sui social si leggono gli stessi orrori che si sono sempre sentiti nei bar di paese o sui tram, solo che con i social la platea di chi deve subire certe perle è molto più vasta.
      le opzioni pareggiano, spero in un altro voto per far pendere la bilancia, ancora.
      Grazie, Flow, a presto

    • Il Fuegodcentrismo è bellissimo!
      Se pensi quello che penso che tu pensi, allora penso che pensi male 😉. Anche perché se hai idee chiare sei più avanti di me: ho una storia e un finale in testa dall’inizio ma ancora abbastanza vaghi e da plasmare.

  3. Ciao B,
    non trova notizie ma lo contatta e riceve risposta.
    Inizi a farmi paura! Chi sarà questo Medeis, o questa? Il fatto che la vittima non sia stata stuprata, così almeno mi è parso di capire, potrebbe lasciare spazio anche a questa ipotesi.
    Ma chi lo sa, riesci sempre a tenere il filo della storia senza inciampi rivelatori, quindi non mi resta che aspettare per sapere come andrà a finire.
    Alla prossima!

    • Se ci sia stata violenza carnale non si sa: il cadavere è stato straziato, quello credo lo potrebbe dire solo l’autopsia e non è immediata. Se Dario ha ragione e il colpevole è il suo follower il movente è una sorta di « punizione morale », il castigo carnale non è detto ne faccia parte. Oddio, mi sto incartando in dettagli orrendi, basta.
      Forse se non inciampo è perché la parte del racconto che avevo chiara ormai l’ho scritta: il finale è le spiegazioni sono ancora abbastanza vaghe nella mia mente, devo cercare di dargli sviluppo coerente 🙂
      A presto

    • Anche scrivendolo ero un po’ a disagio: la cosa del marito violento mi serviva per giustificare che la polizia partisse su altre piste « sicure », e per spiegare gli atteggiamenti alterni di Chiara. Però i femminicidi o come li si voglia chiamare sono un soggetto così importante e presente che mi infastidiva usarli per i fini di un racconto di puro divertissement. È per quello che poi anche se mi dicevo che i titoli di giornale non osavano abbastanza pur avendo scritto che non si facevano scrupoli con i dettagli più ignobili, non sono riuscita a farli più morbosi e trash. Non me la sentivo.
      Ora vorrei andare verso il racconto di paura classico, vedremo.
      Grazie 🙂

    • In qualche modo finirò. In effetti, mi sono resa conto che la storia come l’avevo in testa nella struttura dei dieci capitoli di qui non ci entrava, ho scremato, piallato, tolto, sperando restasse interessante lo stesso. Non so ancora come ma finirà nei capitoli che restano, non mi piacciono i racconti parte uno parte due. In ogni caso non da scrivere 🙂
      Ciao e grazie

  4. Ciao Befana. Ti faccio i miei complimenti per la storia e per il protagonista (odioso) che hai creato. Ti seguo con piacere perché sono davvero curioso di sapere come andrà a finire. Ho votato per Dario che indaga da solo perché mi sembra la scelta più coerente con la sua personalità. Un saluto e a presto 🙂

  5. Opto anch’io per l’ipotesi che Dario indaghi da solo, ma in realtà non ce lo vedo e non pensavo che tu volessi dare questo tipo di curvatura alla trama del racconto. Scrivi bene e, se volevi scrivere qualcosa di veramente fastidioso – protagonista con i suoi pensieri e situazione generale – ci sei riuscita.

    • Non sono sicura che parliamo della stessa curvatura ma l’idea di base è sempre stata thriller-horror, sono rimasta vaga con il genere perché non sapevo quanto riuscissi ad andare nell’horror entro lo spazio di questi capitoli. Perché non ce lo vedi a cercare informazioni da solo? Non sembra uno che ha molta fiducia negli altri.
      La sgradevolezza è voluta: ci si può identificare o almeno provare empatia per uno così poco empatico? Scrivendo mi ci immedesimo, ma leggendo? Forse la storia che avevo in mente non si può costruire nella scatola di TI, ma non so neanche se saprei scriverla in una struttura più vasta.
      È un tentativo, vedo se riuscirò a svilupparlo e chiuderlo con un finale.

  6. Non dice nulla a Rizzi e comincia a indagare da solo.
    Ciao B,
    Dario è il classico galletto a cui non piace sentirsi dire di no, e non trova altro modo per sfogarsi che guardare un porno e raccontare quanto avvenuto sui social, per trovare conforto in chi la pensa come lui, in chi gli darà appoggio. Hai reso bene l’idea, tanto che mi è proprio stato sulle balle, il caro Dario. Questo significa dare spessore al personaggio, far sì che susciti sentimenti nel lettore, tu hai questa capacità, brava B.
    Alla prossima!

    • Mi è spuntato il tuo commento mentre rispondevo a Tinarica, magia della censura di TI 😉
      Ho pensato Dario come uno di quelli entrati nella vita con grande autostima e aspettative (buoni a scuola, popolari, corteggiati, successi nello sport) e che alla maturità si rendono conto di non aver avuto la vita cui ambivano e si sfogano facendo il donnaiolo, lo spiritoso, il galletto, poi ora coi social la platea è gigantesca. Purtroppo nello spazio qui tutto ciò mi è rimasto fuori, ed è rimasta soprattutto la parte son ganzo e le donne cadono ai miei piedi.
      A sua discolpa, poi si pente delle sparate contro di lei, ma ha già sparlato.
      Poveretto, spero non me ne voglia, ma mi piaceva l’idea di un protagonista sgradevole ma che comunque è la vittima e l’eroe della vicenda. Il lato sgradevole sembra riuscito 😄
      Grazie, K, sei sempre molto buona

    • Mi fa molto piacere se dici che funziona: avevo il capitolo ben chiaro in testa ma in stesura faceva 2800 caratteri di troppo. Ho passato due giorni a tagliare scremare e riformulare, perché doveva per forza chiudersi così e non prima.
      Grazie del supporto 🙂

  7. Ciao B,
    Bel capitolo! Un po’ rabbioso; per un attimo ho pensato fosse scritto sul serio da un uomo ‘in lite’ con le donne. C’è da dire che sei entrata bene nella visione di Dario, o meglio, di qualunque uomo respinto dopo mezz’ora di strisciamenti; effettivamente a volte noi donne sappiamo proprio dar fastidio. Molto veritiere anche le frasi malvagie rivolte a lei sul social; quante volte se ne son sentite di queste cattiverie gratuite spacciate per giusti punti di vista. Secondo me nel prossimo episodio Dario dovrebbe confessare tutto per aiutare l’ispettore a trovare il colpevole, ma forse la lucidità mancante del momento potrebbe portarlo a farsi prendere per un sospettato 🙂 al prossimo capitolo! E se vuoi passa da me, seppur solo per darmi qualche parere onesto, critica costruttiva o qualche consiglio su come migliorare. Ciao!

  8. Ciao befana.
    Ho votato paura. Perché? Perché è bello vedere “gli stronzietti” in difficoltà, soprattutto se c’è di mezzo la paura.
    Cade per così dire la “maschera “. E ora vorrei vedere la vera faccia di Dario😎
    Ciao!
    Ilaria

  9. Rieccomi, befana. Ho votato per la paura.
    E infine è comparso anche il lato umano dell’influencer: un tenerone col proprio figliolo e con una solida morale da esibire sui social. Per fortuna in quest’ultimo capitolo è tornato il marpione che mi ero immaginato. Insomma, anche queste apparenti contraddizioni gli danno spessore, lo rendono verosimile. A essere onesto trovato un solo punto poco verosimile, e cioè lo scambio in cui i piccioncini commentano la prestanza fisica di lui, mi è parso un po’ forzato. Però, lo sai, è solo una mia impressione.
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana

    • Dici che son contraddizioni? Io di grossi stronzi con solidi valori condivisibili ne conosco più d’uno 😀
      Sullo scambio di battute che citi non lo vedevo forzato: lo sborone chiama il,complimento e lei glielo concede. Mi sembrava più forzata la cena e la seduzione, ma lo spazio è quello che è e ho accelerato le tappe. Tanto sappiamo più o meno tutti come funzionano certe cose, i lettori useranno l’immaginazione 😄

  10. Ciao Befana,arrisentirci!
    Mi son letta i capitoli d’un fiato appena aperti gli occhi stamattina,perché il tuo modo scorrevole di scrivere (adoro l’aggiunta di alcuni dettagli semplici ma d’effetto che metti) e il racconto in sé, molto piacevole hanno reso la lettura facile e veloce.
    Dario è un bel personaggio, quello che io considero un uomo al 100%; fissato con le donne, un po’ menefreghista e anche un po’ montato, nel suo mondo dove lui è una star!:) voto la paura per il prossimo episodio: di cosa potrebbe aver paura un tizio così? Della vecchiaia che avanza? Di perdere il lavoro o i figli? Dell’amore ossessivo di questa bella Chiara o al contrario del suo amore non ricambiato? Vedremo:)

    • Pensavo a una paura un po’ più concreta di così, la storia tendenzialmente vorrebbe spingersi in direzione horror. Non so se Dario sia uomo a 100%, di sicuro ha una bella percentuale di stronzaggine 😉 e ha tutte le caratteristiche che gli hai attribuito. Però non è cattivo. Forse.
      Ciao, Flow, prima o poi riprendo anche il filo del tuo racconto, sono un po’ incasinata anche a seguire i miei, in questo periodo 🙂

  11. Un bellissimo racconto, mi sono letta in un fiato tutti e 5 i capitoli. Commento a distanza di qualche tempo perch la conessione dalle mie parti fa arrabbiare. Spero di leggerti presto!!
    Se ti va passa a dare un’occhiata al mio racconto, l’ho ripreso dopo parecchio tempo 🙂

  12. Ciao B,
    i dialoghi ti riescono proprio bene, filano lisci e danno proprio l’idea di poter essere “ascoltati”.
    Il caro Dario avrà di che temere nel prossimo episodio, ma non so se sarà la cara vicina a procurargliela, la paura.
    Devo confessarti che non mi sono fatta troppe domande su come l’eroe abbia raggiunto il piano superiore, mio fratello lo faceva da un finestra all’altra, senza scala telescopica, quando era ragazzo… 😉
    Alla prossima!

    • Dici? È stato parecchio sofferto questo capitolo, nei dialoghi e non solo, le scene “romantiche” mi sono sempre ostiche. Più lo rileggevo e ritoccavo più mi sembrava artificioso, l’ho pubblicato per non pensarci più. Sulla scaletta tra i balconi non mi sono posta dubbi, nel quartiere in cui sono cresciuta le chiavi scordate erano abbastanza frequenti, si scalava dai balconi a piani più bassi ma credo che anche al terzo sia fattibile. Pericoloso, ma fattibile 😉
      Ciao e grazie.
      P.S. non ho mai detto da dove e da chi verranno paura orrore eccetera 🙂

    • Non intendevo quello: non soffre di vertigini normalmente, ma a quell’altezza un po’ di strizza gli viene. Ma per cuccare, questo e altro (si dirà ancora cuccare? non credo).
      Dario è un po’ sborone, ma con scaramanzia intendevo “non si sa mai che uno si rompa o sia difettoso”, non che presuma di snocciolare 3 performance di seguito 😆
      Sapevo che tu avresti scelto l’orrore 🙂

    • Ma la tua idea sarà simile ai dubbi di Fue God?
      Pensavo che il capitolo, costretto dall’opzione “concentrato solo su Chiara”, risultasse troppo piatto e insipido nella storia, se ha suscitato congetture almeno a qualcosa è servito 🙂
      La paura vince, a quanto pare

  13. Quale demone porte tutti gli autori che seguo a pubblicare nuovi capitoli a poche ore gli uni dagli altri?
    Non vedo l’ora di vedere Dario in difficoltà. Speravo già nella scala…
    Keziarichizzandomi mi sono chiesto: al piano superiore ma in un’altra verticale? qual era l’angolazione della scala, in funzione della distanza tra i due balconi e ipotizzando un dislivello di circa tre metri?
    Al prossimo giro Paura, grazie.

    • Se cadeva dalla scala il racconto era finito al 5 capitolo. Poi dici a me che gli voglio male?
      Normalmente d’ora in poi non avrà più dubbi, solo decisioni da prendere.
      Tu scherzi, ma in realtà avevo pensato di precisare che i due appartamenti erano in diagonale: scaletta obliqua e prodezza da acrobata, poi non sapevo come farlo brevemente e mi sono detta chi se ne frega. Ognuno può immaginare l’impresa come vuole. Ho evitato l’arrampicata sulla grondaia, mi sembrava eccessiva 😉

      Tornando all’antipatia, ho cercato di non strafare, gli ho dato anche lati “buoni” (e poi ci sono donne a cui i tipi “non devo chiedere mai” piacciono). In realtà mi interessava il protagonista “antipatico” perché è troppo facile immedesimarsi sempre con l’eroe buono generoso e simpatico. Se uno è stronzo, merita che gli succedano cose brutte? Si può simpatizzare con uno stronzo, in certi casi? Non so se riuscirò a elaborare e risolvere la cosa, ma l’intenzione c’è.

      Ciao, signor Napo

  14. Eccomi, in ritardo ma ci sono. Seguirò anche questo racconto, lo spunto è buono e la scrittura anche, come sempre. Stai però attenta perché la personalità dell’autrice è come al solito invasiva e più che evidente. Credo che tu sappia cosa intendo. Quindi voto per informare la Polizia, che è ciò che farebbe Marezia ma che mai Befana sceglierebbe per non castrare la storia du Dario.

    • Napo, i tuoi messaggi “in codice” mi risultano sempre di sibillina comprensione. Vuoi dire che la mia antipatia per il personaggio è evidente? O che lo faccio agire come agirei io?
      In ogni caso, anche se avesse dovuto chiamare la polizia (al momento pare proprio escluso), lo avrebbe fatto in puro stile Dario: “non è colpa mia”. (Pensavo alla telefonata anonima)
      Non pensavo che l’opzione “fica e basta” avrebbe vinto: sono spiazzata e devo ancora ben trovare come organizzare il capitolo, colpa mia, mi lascio sempre sopraffare da opzioni che ho dato io.
      🙂

  15. Ciao B. Perdonami!
    Ero convinta di aver cliccato su SEGUI LA STORIA, ma, evidentemente, non l’ho fatto.
    Molto intrigante questa storia. Interessante e originale l’idea del maniaco che mette in pratica i suggerimenti letti sui social. Una sorta di stalker/ ammiratore, immagino. Sono curiosa di sapere come prosegue, so che non mancherà la suspance e che saprai condurre il racconto alla grande.
    Alla prossima!

    • Figurati! Io faccio segui-storia su pochissimi racconti (per lo più se mi pare abbiano bisogno di punti) perché questo account è legato alla mia mail principale e mi ritroverei con troppi messaggi dal sito. Così a volte mi scappa qualcosa e recupero tutto quando passo.
      Ho un’idea abbastanza precisa sulla linea della storia, ho però paura che male si adatti allo spazio e ala forma dei 10 capitoli (anche per questo sono lunghissima tra un capitolo e l’altro), vedremo cosa ne verrà fuori. Ma grazie della fiducia 🙂

  16. Visto quanto, penserà alla vicina e poi anche a Medeis, se avrà il tempo 😉

    Una cosa simpatica di ‘sto tizio è questa: “Amava quei week-end. Non ne aveva mai saltato uno. Non voleva essere uno di quegli stronzi che, fallita la relazione di coppia, dimissionano da padri”. Anche se è un st… di solito, mi piace il fatto che continui ad essere un padre 🙂

    Ciao 🙂

    • Sì, non voglio caricaturarlo troppo, è stronzo ma uno che si preoccupa dei figli, degli animali, del rispetto degli altri (almeno secondo la sua interpretazione). Che benefici possano avere i figli da un modello di padre come quello è un’altra questione da dibattere 😉
      Ciao e grazie

    • Hai ragione, mi sono espressa male. Quello che non ho messo nella domanda per problemi di spazio, e speravo fosse implicito, è che di sicuro aiuta Chiara, il punto era se nel capitolo ci concentriamo solo su quello o pensa anche a Medeis e in che modo lo fa.
      Su chi da sempre ragione sono d’accordo con te, e io aggiungerei anche di chi sorride sempre e ancor di più di chi è amico di tutti. Quelli sono i più falsi! 🙂
      Ciao, T.

  17. buongiorno Befana,
    Secondo me c’era troppa ansia per scrivere questo capitolo, non sei stata incisiva come nei precedenti, lo sento un po troppo affrettato, quasi buttato li.
    Sarà una mia impressione, direi comunque di rimetterci il pepe che c’era prima.
    ciao, a presto (non mi deludere)
    pienne

    • Fretta di sicuro non ce n’era, direi che questo è il capitolo per cui ho usato più tempo tanto nella riflessione che nella stesura e soprattutto per lasciarlo “decantare” e rileggere a freddo. Io lo trovo nel solco degli altri e rispecchia quello che avevo in mente. Il che non vieta assolutamente che a te non sia piaciuto, ci sta, ma è solo colpa mia non della fretta! 😉
      Sul non deludere non saprei, faccio sempre quel che posso. Ciao

  18. ciao BP, ho optato per la scelta al momento più votata. Non può ancora crederci davvero, probabilmente si tratta di una mera coincidenza, poi non ricorda nemmeno la discussione nel forum…
    Racconto ben scritto, personaggio antipatico/odioso, ma non del tutto, in particolare quando comincia a sentirsi sorpassato dai più giovani.

  19. Ho votato “Lo ignora, è tutta suggestione, ma qualcosa viene a risvegliare il dubbio ancora un po’ di più”. Complimenti, Befana, la tua storia mi appassiona molto e mi inquieta per certi versi. Mi piace per il linguaggio che usi, perfettamente adeguato al personaggio “scomodo” che hai creato. Una curiosità: perché genere “avventura?” A me pare quasi un giallo con delle vaghe tinte horror (spero sia un articolo di fantasia quello della scuoiata, ma non ci giurerei…). Al prossimo.

    • Hai ragione Tinarica: in realtà “avventura” sta per “genere indefinito” ma il sito obbliga a scegliere un genere. Ci sono due spiegazioni, che forse è poi solo una: l’idea di base è abbastanza indecisa tra un horror e un thriller. Non so se per l’idea che ho in testa lo spazio qui sia sufficiente per farne un vero horror in crescendo. E dipenderà anche dalle scelte di chi legge. L’altro lato del problema è che l’ultimo racconto che ho postato qui era un noir ma, non essendoci quell’opzione di genere, l’ho etichettato giallo e, giustamente, mi è stato fatto notare che non ne rispettava i crismi. Per quello stavolta sono rimasta generica. Poi, se diventa horror davvero, magari, chiederò allo staff di cambiare il simboletto. 🙂
      L’opzione che hai scelto è quella che mi ispira di più, ma vedremo. E sì, l’articolo l’ho inventato, non si ispira a nessun fatto reale, ma hai ragione: non si sa mai.
      Ciao e grazie mille

      • Grazie per la risposta alla mia curiosità. Anche io faccio fatica a decidere il genere adeguato. In realtà perché nelle mie storie, fuori di qui, non so né amo essere così netta ma piuttosto mischiare i generi. Non penso a livello promozionale sia una mossa astuta cioè rischio di sembrare “nè carne né pesce”, mentre io so bene dove andare a parare. E mi sembra pure tu, rinnovo i complimenti per lo stile e l’interesse per la tematica affrontata qui. Buona giornata.

  20. Rieccomi, befana. Ho votato per l’approfondimento. Un emerito str0nz0 nel pieno della crisi di mezza età, insomma. Una combinazione decisamente sgradevole. Sai qual è il vero problema? Di barbettine hipster comincio a notarne troppo, intorno alla scrivania 😀
    Mi sono fatto un’idea sul prosieguo, ma riflettendoci è la stessa idea che avevo per “Il delitto del bosco alto”, dubito che sia quella giusta, ma mi piacerebbe un sacco se lo fosse.
    Ciao, ti auguro una settimana da urlo, ma in senso buono 😀

    • Stai dicendo che il colpevole è il barista? 😆
      Dario è sgradevole e in guerra contro chissà chi, forse contro il tempo che passa e la propria incapacità ad essere all’altezza della propria autostima. Al momento sono le sole cose di cui sono certa in questa storia: volevo un protagonista incagabile ma innocente e delle vittime sgradevoli ma pur sempre vittime. Voglio dire, gli scuoiatori di animali per farne moda sono simpatici a pochi, ma nessuno (spero) pensa che meritino di essere scuoiati. Ecco mi piaceva questa cosa del bene/male mescolati. Non so se mi sono spiegata, non so nemmeno s emi sono capita 😉
      Un universo di bene, Erri, eh, sì, le barbe da moda hipster sono come… i jeans con i buchi alle ginocchia

  21. In questo capitolo il nostro eroe sembra un po’ più simpatico, forse perché ha mostrato un apparente lato animalista? Forse perché odia gli hipster e gli open space? O forse è empatia per la sua situazione lavorativa? Magari è solo apprezzamento per i gusti carnivori sanguinolenti.
    Facciamo che qualcos’altro risveglia il dubbio così mettiamo altra carne al fuoco. La mia è solo una suggestione (nel senso di suggerimento 🙂 )

    • Più simpatico non direi, tra gli apprezzamenti sulla segretaria e la convinzione che la sua capa effettui le scelte professionali in base ai dettami dei suoi appetiti. Forse un po’ più sfaccettato, con insicurezze e ferite che lo fanno più umano?
      Se la mettiamo troppo sul fuoco la carne non è più al sangue, hihihi.
      Hai visto che sullo splatter un po’ ci sto arrivando?
      Ciao, Fue
      P.S. Ho bevuto la mia prima IPA. Piaciuta molto. Così, volevo dirtelo 🙂

  22. Bello questo capitolo, l’ho letto molto volentieri.
    Un leggerissimo dubbio, eh? Leggerissimo 😀 😀
    La scena del manichino l’ho molto apprezzata, brava!
    voto per “ma qualcosa viene a risvegliare il dubbio ancora un po’ di più” e attendo con curiosità il proseguo di questa vicenda.

    • Non so tu, ma a me servirebbero un sacco di prove inconfutabili per farmi credere che qualcuno ammazza le persone che mi sono sgradite. Credo che pure vedendolo ancora farei fatica a convincermi.
      Sono contenta che ti sia piaciuto anche se “ho apprezzato la scena del manichino” un po’ mi preoccupa: quali hobby più “estremi” ci nascondi, oltre a quello della scrittura?! 😉
      Ciao, Massimo, alla prossima

    • Ma figurati, Ercole, leggi quando ti va, io non sono puntuale né a scrivere né a leggere.
      Tanto ci siamo “parlati” lo stesso (gli sdoppiamenti di personalità sono all’ordine del giorno qui, sono sempre io anche quella delle sedute spiritiche all’ikea).
      Anche a me piaceva la scelta dei figli per vederlo con persone che ama, invece mi toccano i colleghi. E ti confesso che mi stanno complicano non poco la vita, ma li ho messi in ballo io, ora pedalo! 😉
      A presto

  23. Voglio assolutamente vederlo con i figli, ha un cinismo disarmante e mi ha infastidito non poco e non poche volte in questi due episodi, per altro scritti egregiamente ma questa non è una sorpresa. Non so se fosse il tuo intento ma sei riuscita a caratterizzare Dario molto bene come un insopportabile narcisista. Che un haters lo emuli o prenda in parola? Che sia lui l’haters bipolare? mah, comunque mi piace.
    Seguo eccetera.

    • Hater? Fan psicopatico? Sdoppiamento della personalità? Entità soprannaturale? Erano gli interrogativi da cui è più o meno partita l’idea, non ti dico per quale risposta mi sono decisa (ammesso che lo sia). 🙂
      Ciao Ale, piacere di ritrovarti, l’opzione figli sarebbe piaciuta anche a me per cercare di trovargli uno spigolino tenero, invece pare che si vada di colleghi. Ho un sacco di idee e di spunti, e un po’ mi sto chiedendo se in 10 capitoli possano starci in modo dignitoso. Non resta che provarci.
      Alla prossima

  24. Rieccomi, befana. Ho votato in settimana con i colleghi perché mi hanno colpito le osservazioni sull’abbigliamento del poliziotto… Evidentemente il tuo protagonista è più a suo agio con gente “di un certo livello”. Se il tuo intento è farmi odiare Dario, direi che sei sulla buona strada 😀
    È bello leggerti.
    Ciao, ti auguro una Pasqua laica e cioccolatosa e una Pasquetta arrostita dal sole che emerge da nuvole fitte di fumo di barbecue 😀

    • Ciao Erri,
      a parte il barbecue direi che il mio weekend pasquale ha rispettato i tuoi auguri.
      Sì, per una volta ho scelto un protagonista che non ispiri né simpatia né tenerezza. Anche se le opzioni per frane uscire un lato buono ve le ho proposte, con la mamma e con i figli, ma mi avete scelto i colleghi, quindi direi che la sua stronzaggine la volete proprio!
      Per la storia, spero di svilupparla come vorrei, anche se ho già diversi dubbi a proposito 😉
      Ciao, moccioso, a presto

  25. A pranzo dai genitori.
    Devo dire che mi sta un poco sugli zebedei questo Dario. Vanitoso, bullo e anche indifferente verso la sofferenza altrui. Per sua fortuna, ha trovato un ispettore calmo e pacato, col mio carattere l’avrei preso per la maglietta e l’avrei sbattuto per bene!
    Ottimo, avanti così e buona Pasqua.

    • Se un ispettore dovesse scaldarsi ogni volta che gli capita di parlare con un tizio arrogante o sgradevole, mi sa che finirebbe spesso in rissa.
      Ammetto che Dario non piace neanche a me, ma, normalmente, non è lui il cattivo della storia. O sì?
      Ciao, Anonimus, grazie del commento

  26. Ciao Befana. Complimenti, il racconto mi prende e anche grazie alla scrittura scorrevole e al personaggio piacevolmente detestabile che hai creato e gestito bene anche nel modo di parlare e agire. Fa anche riflettere sulla responsabilità che si ha scrivendo sui social (specie se x lavoro come me). A presto.

    • No dai,
      non mi permetterei mai di filosofeggiare sul potere dei social. Mi piaceva l’idea di un tizio certo stronzo e egoista, ma come ce ne sono tanti, che ama sparare sentenze, soprattutto ora che è così facile renderle pubbliche. Ma che rifiuta anche solo di porsi la domanda se le sue parole possano avere degli effetti, delle conseguenze.
      Un “io non c’entro” come tanti.
      Sono contenta che ti piaccia, sto cercando di lavorarci seriamente.
      Ciao

  27. Voto per i colleghi :fonte inesauribile per i suoi tweet, oppure di spunti per la vicenda del veleno… Chissà.
    Interessante questo risvolto della storia e molto plausibile visto il periodaccio in cui viviamo. Nella sinossi avevi accennato ma sono stato piacevolmente sorpreso dalla situazione: sono curioso di scoprire fino a che punto nuoceranno i tweet del protagonista.
    Brava

    • Vuoi dire che dovremmo avvelenare anche i colleghi?! 😉
      Ehi, ma come “quanto nuoceranno i suoi tweet”, ma allora non gli dai retta: che c’entra, lui? Non fa altro che esprimere democraticamente il suo parere, non è mica un crimine. XD
      Ciao, Massimo, e grazie

  28. Ciao Befana e ben tornata, alla grande direi.
    Ottimo incipit. Anche se devo ammettere che con un inizio così, avrei catalogato lo scritto, nella zona ‘eros”.
    Ma ovviamente è solo l’inizio, quindi l’avventura sicuramente la troverò più avanti.
    Ho scelto il campanello e vediamo chi ci sarà, dietro la porta.
    Ciao!
    Ilaria

    • Ciao, Ilaria,
      mi era sfuggito il tuo commento.
      Ma come eros? Non c’è nemmeno una mezza scena spinta! Non basta un protagonista un po’ maiale per entrare in quel genere 😉
      Non so se avventura sia il genere adatto, ma non ne trovavo uno migliore, vedremo la direzione che prenderà. Intanto, se ti va, qui c’è il secondo capitolo.

    • Ma davvero riesci a non andare a vedere se ti suonano alla porta? Io, a meno di non essere sotto la doccia, ne sono incapace.
      A quanto pare la sveglia ispira solo te, eppure mi sembrava l’opzione più neutra. Forse per quello.
      Ciao, ondivago Gianluca 🙂

  29. Ciao B,
    bentornata!
    Ottimo incipit, non avevo alcun dubbio. Molto interessante l’esordio del nostro caro Dario, non vedo l’ora che arrivino gli strali, sperando che qualcuno colpisca anche lui!
    Sono curiosa di vedere come andrà avanti il racconto, trattandosi di avventura, non so immagino proprio che piega potrebbe prendere… Quello che so di certo è che sarà un bel racconto.
    Alla prossima!

    • Ti confesso che l’idea (e la voglia) di partenza è a tendenza horror, ma un po’ perché di horror sul sito ce ne sono tanti ,al momento, e pure buoni, un po’ perché non ho le idee chiarissime, un po’ perché con il giallo non giallo mi sono fatta bacchettare, ho deciso di restare vaga per cominciare. Vedremo insieme in che senso evolvere.
      Qualcuno (non farò nomi) mi ha suggerito uno “splatter psicologico”. Se capissi cos’è, potrei intraprenderne la via 😆
      Ciao e grazie come sempre

  30. Ah bene, eccoti qui.
    Un argomento attuale quello di questo incipit. Certo, il social network a cui ti riferisci da quello che mi pare di capire è in leggera discesa rispetto a quello con le immagini filtrate e colorate 😀 Sono sicuro che il nostro Dario abbia un folto seguito anche da quelle parti… anche perché vuoi mettere come gli strali riescano a colpire meglio il faccione in primo piano di qualcuno rispetto alle sentenze da 280 caratteri 😉
    Ho votato per una telefonata di Laura, magari in lacrime perché…

    • Ma poverina, perché vuoi farla piangere.
      Quanto alla dimestichezza con i “social”, credo tu abbia capito la mia imbranataggine da vecchia babbiona. Se parli di FB, Dario mi pare tropo snob, uno che si sente superiore. Se invece parli di IG, forse hai ragione ma non so manco come funziona. Lo immagino grande adepto di tutti i siti in cui si può recensire e dare voti a qualsivoglia attività e persona e di vari social. Twitter ha il vantaggio di facilitare “l’incognito” degli utilizzatori, cosa che (spero) mi sarà alquanto utile.
      Ciao, Fue, a presto

    • Ahahah, Dario non è particolarmente simpatico neanche a me: credo si capisca. Ho cercato di non renderlo troppo odioso ma mi sa che la mia avversione traspare, cercherò di sfumarlo un po’ di più in futuro. In teoria il cattivo non dovrebbe essere lui 😉
      Ciao

    • Pensa che avevo tutto pronto e ho detto “oddio e il titolo”?, perché il file sul mio pc ha il nome provvisorio di “odio virale”, che fa piuttosto schifo, diciamolo.
      Influenza non mi convinceva troppo ma non ho trovato meglio, se dici che è buono, mi dai coraggio.
      Grazie, a presto

      • 😀 ah no, io mi riferivo a “La scopata del venerdì sera”, al capitolo che mi è apparso come notifica. Mi ha colpito questo in realtà 🙂 Ma direi che “influenza” ci sta meglio dell’altro che avevi pensato: fa riferimento agli attualissimi influencer ma dà anche una connotazione negativa da “malattia” quindi penso sia azzeccato per come penso sia il racconto. Vai tranquilla ;)!

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