Basta ammazzare il gatto

Batuffolo

Il diavolo infine disse: «Con il gatto ammazzato, vivrai in eterno. E qualcuno, qui, si arricchirà.» E sparì facendogli l’occhiolino.

***

«Basta ammazzare il gatto, basta ammazzare il gatto, basta ammazzare… il gatto, certo!»

Gianni sogghignò allo specchio mentre con il rasoio eliminava l’ultimo ricciolo di schiuma sotto il mento. “Disoccupato sì, trasandato mai.” Completò l’opera con della colonia invecchiata quanto lui negli ultimi mesi. Era pronto.

Tre piani più sotto, uscendo dal portone, incrociò come di consueto la signora Pinuccia. “Batuffolo ha le ore contate”, pensò sadico Gianni sfoggiando un insolito sorriso a 32 denti in direzione dell’odiata vicina, che invece insisteva nella tacita smorfia con cui lo salutava ogni mattina, da quindici anni. Ciò che Gianni non sapeva era che, a farle arricciare il naso, fosse semplicemente il lezzo nauseante della sua acqua di Colonia. Gianni s’incamminò a passo sostenuto per la via principale del borgo umido di pioggia appena caduta, stretto nel suo pastrano tortora e con lo sguardo fisso di chi avanza con precisi pensieri in testa: era ancora eccitato per il patto stipulato e la notte insonne non sembrava pesare sul suo fisico di mezza età, se non sotto forma di due grosse borse ai piccoli occhi scuri. Da meno di 12 ore la sua vita aveva ripreso ad avere uno scopo, “ammazzare il gatto”, ma non c’era tempo da perdere: 10 tramonti, gli aveva concesso il diavolo. “Non pochi, ma pur sempre di un gatto parliamo!” pensò, stringendo la 24 ore vuota che si trascinava appresso per non far vedere ai conoscenti che era stato licenziato; ben consapevole delle insidie che potevano celarsi in un “mostro morbidoso” come Batuffolo. Così quel giorno Gianni non salutò Angelo e Mario, i vecchi del bar con cui quotidianamente oziava nonostante la profonda invidia che il loro status di pensionati gli suscitasse. Avrebbe fatto un giro diverso e poi sarebbe rientrato in anticipo rispetto al suo orario “di lavoro”. “Tolta la vecchiaccia dai piedi, potrò fare indisturbato il mio agguato a Batuffolo”.

La “vecchiaccia” ossia la signora Pinuccia, in realtà d’età poco più grande e ancora in esercizio presso la biblioteca comunale, era infatti solita lasciare il proprio animale domestico libero di aggirarsi nel cortile condominiale, per poi riprenderselo in casa nel pomeriggio. Gianni doveva agire prima. “Ma in che modo?” Era quello il dilemma che l’attanagliava mentre da una buona mezzora s’aggirava nel quartiere come una faina in un pollaio. Ogni tanto un brontolio di fame era ciò che i passanti potevano ascoltare del suo borbottio interiore. Convinto che una sosta e la pancia piena gli avrebbero consentito di ragionare meglio, si fermò su una panchina al centro della piazza in cui si ergeva la chiesa e tirò fuori dalla tasca del giaccone una banana sgraffignata dal bancone del vecchio Leopoldo, il fruttivendolo con cui era in debito di decine di frutti sin da ragazzo. La finì in due secondi, ma prima di riprendere il filo delle macchinazioni ai danni di Batuffolo, guardò con disprezzo la croce in cima al campanile: “Vedi, se tu avessi ascoltato le mie preghiere, ora una povera bestiola innocente non sarebbe in pericolo!” Come punizione per quel rimprovero all’Onnipotente, provò per la prima volta una fitta allo stomaco nell’immaginare la brutta sorte che sarebbe toccata alla soffice palla di pelo che negli anni era diventata la mascotte del condominio. Ma la pena durò poco: non era mai stato un tipo empatico né un animalista e i gatti, poi, non li aveva mai sopportati. “Fama da star, senza sforzo alcuno: in confronto, la vita di un cane è davvero da cani”. Lui, licenziato a una manciata d’anni dal pensionamento e costretto ad arrabattarsi con la farsa della valigetta da impiegato finché non avesse trovato una nuova occupazione, riteneva ora ancora più appropriata la condizione che il diavolo gli aveva imposto per realizzare il suo desiderio di eterna ricchezza. Sogghignò tra sé, una seconda volta, come davanti allo specchio prima di uscire di casa. Poco dopo si irrigidì: qualcosa si stava strusciando contro la sua gamba sinistra. «Per Dio, un gatto!» esclamò saltando su dalla panchina. La bestiola miagolò arruffando il pelo per lo spavento e corse a rintanarsi sotto un’auto parcheggiata poco distante. Gianni alzò gli occhi alla croce: “Che sia un segno?” pensò. Si rigirò verso l’auto con uno scintillio luciferino nelle pupille: ma il gatto non c’era più. «Nah, non devo farmi tentare dal Signore! Non è con lui che ho fatto accordi stanotte. E poi, “il gatto” è ben diverso da un gatto qualsiasi…» Ma che IL gatto da sacrificare fosse proprio Batuffolo, lo aveva deciso lui solo.

Il rintocco della campana gli ricordò che era giunta l’ora di rientrare. Esattamente all’imbocco della propria via, dopo varie opzioni scartate, trovò quella a lui congeniale: “Sì, è così che ammazzerò Batuffolo!”

Nei panni di Gianni, come ammazzereste il gatto?

  • Lo investo (50%)
    50
  • Lo avveleno (25%)
    25
  • Lo soffoco (25%)
    25
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91 Commenti

  1. Ciao tinarica vuoi sapere cosa mi è piaciuto? Tutto il capitolo naturalmente. L’originalità …Comunque ti dirò che questo diavolo mi è proprio simpatico. ..
    L’anagramma ….ah ah ah
    Finale a sorpresa quello poi è il massimo brava!!!

  2. Ho difficoltà a comprendere l’anagramma anche se l’idea mi è piaciuta con la svolta sulle slot ben descritta. Ho scelto l’opzione “si ubriaca e finisce sul palco”. Gianni avrà ancora un bel da fare per combattere il suo diavolo.
    Al prossimo. Ciao

    • Ciao Melina, grazie. L’anagramma è reale e non premeditato quindi mi sono dovuta arrangiare a dare un senso anche vago con le lettere a disposizione. Tradotto sarebbe: quando finisce il disco di Mina (muto), la birba Donna ossia la slot darà 4 miao ossia riferito ai 4 simboli di gatto uguali). E, sì, c’è ancora un capitolo intenso prima del finale. A presto!

  3. CIAO TINARICA,
    VOTO PER IL PARTY A CASA DELL’AVVOCATO.
    CHE SIA DAVVERO ARRIVATO ALLA CONCLUSIONE DELLA MISSIONE, SENZA BISOGNO DI AMMAZZARE IL GATTO… UHM, MI PARE TROPPO SEMPLICE, AVRAI SICURAMENTE QUALCHE ALTRO ASSO DA GIOCARE.
    BELLO L’EPISODIO, BELLA LA DESCRIZIONE DEGLI AMBIENTI E DEL DERELITTO DEDITO AL GIOCO. SIAMO QUASI ALLA FINE, SONO CURIOSA DI SAPERE COME ANDRÀ A FINIRE!
    ALLA PROSSIMA!

  4. Ciao Tinarica. Sono arrivato solo ora e ho letto con piacere tutti i capitoli. Devo dire che l’ultimo è quello che mi è piaciuto di più. L’apparizione del diavolo nelle vesti di uomo sandwich l’ho trovata geniale e divertente. Continuo a seguire la storia con piacere e ovviamente ho votato per un ritorno del diavolo 🙂

  5. Ciao Tinarica:)
    Quando ho visto il titolo del tuo racconto e letto la trama ho pensato: “Cosa mai potrebbe riuscire a scrivere qualcuno con una traccia del genere?”. Il tuo racconto mi ha fatta sorridere in piu’ di qualche punto, e’ davvero ben scritto ed e’ originale; mi sono letta tutti e 7 i capitoli in una volta.
    Alla fine, altra cosa che ti fa onore, tutte e tre le opzioni mi piacevano e ho ADDIRITTURA appoggiato pollice e indice sotto il mento con tanto di “mmm” prima di scegliere quale preferivo, perche’ erano tutte allettanti, visto il genere divertente. Ho optato per un tentativo di riapacificamento con Dio, ma non credo che sara’ quello che accadra’ nel prossimo capitolo, che attendo trepidante 😀 Bel lavoro, ciao!

    • Ciao Flow, piacere di averti incuriosito e divertito: mi è venuta questa idea un giorno che viaggiavo in auto verso i monti, sinceramente non so cosa stessi pensando per arrivare a questa trama :D! Poi mi sono buttata, solitamente non scrivo racconti humor ma sta piacendo anche a me, devo dire. Grazie per i complimenti e anche per aver descritto il momento meditabondo della tua decisione: in fondo è anche bello scoprire le “storie” dietro a ciascun lettore/autore. La tua opzione non va per la maggiore, ma non si sa mai… Al prossimo, allora.

  6. Ciao, cosa mi è piaciuto di più? La descrizione del diavolo l’ho trovata originale e divertente .come sempre hai dimostrato di avere fantasia e soprattutto di scrivere bene ,complimenti!.ho votato per il ritorno del diavolo per vedere se il protagonista riuscirà a capire cosa vuole il diavolo da lui ,oltre l’anima….ah ah

  7. Voto per la riapparizione del Diavolo sandwich!
    Molto bello e divertente questo episodio, Tinarica. Brava!
    Mi perdo le notifiche alla tua storia, chissà perché.
    Il messaggio in fondo alla bottiglia, molto originale, e così anche l’apparizione del satanasso dalla tromba del grammofono. Insomma, un ottimo lavoro.
    Alla prossima!

    • Gianni ha un senso dell’umorismo tutto suo… E forse anch’io :). Cioè è un po’ il senso del racconto giocare con i possibili significati delle parole e anche sull’interpretazione soggettiva di alcune frasi come quella iniziale del diavolo. Grazie per il voto, vediamo se mi toccherà fare un mix anche nel prossimo capitolo, potrebbe essere assurdo e simpatico quindi. Spero. Ciao.

  8. Io un dialogo con il diavolo lo vedo bene dopo una imprecazione in chiesa.
    Simpaticissimo, questo Gatto: rivedi uno dopo vent’anni e lo chiami col nomignolo odioso di Bamboccio come allora.
    Spero che tu abbia un finale piacevole in serbo per il povero Gianni, non sarà una cima né un santo ma fin’ora gli va tutto storto.
    Andiamo a sentire Belzebù 🙂

  9. Ciao Tinarica
    Complimenti per il miscuglio cabarettista – motociclista. Questo Enzo il Gatto mi ha ricordato un po’ Kalabrugovic 😂.
    Ho scelto osteria, perchè mi immagino che Gianni sia stato ubriaco al punto di avere avuto una visione: quella di parlare col diavolo e fare un patto con lui. Un patto che magari, dato il suo stato di ubriachezza, potrebbe aver fraintesò. ..

  10. Ciao devo dirti che mi piace come scrivi.ho votato osteria perché penso che solo dopo aver bevuto,forse qualche bicchiere di troppo ,si possa fare patti col diavoloaspetto il prossimo capitolo.

  11. Ciao Tinarica,
    bello questo episodio, quello che preferisco finora. È scritto ben scritto e tutto sta nel punto giusto.
    Brava.
    Io ho scelto il grammofono e la soffitta, non resisto a questi due elementi e spero tanto che la mia scelta sia anche quella di altri, per leggerne nel prossimo capitolo.
    Alla prossima!

  12. Ciao Tinarica,
    il motociclista potrebbe prestarsi al sacrificio: moto da sabotare, per esempio…
    Credevo che Gianni avesse dato il via al suo piano, accendendo il fuoco, ma era solo una fantasia, ci sono cascata, lo ammetto.
    Adesso vediamo che succede, aspetto il nuovo episodio.
    Alla prossima!

  13. ciao Tinarica, ho votato per il cabarettista, forse perché il motociclista è un po’ anonimo e il maestro di Yoga si presume persona dedita alla meditazione che non merita istinti omicidi. Il cabarettista invece… un po’ equilibrista, un po’ istrione, si presta meglio.
    A presto!

  14. simpatica la tua storia, mi piace anche lo zampino che il Diavolo ci mette per dare avvio al tutto. Una sorta di horror umoristico o di umorismo nero…
    I gatti o li ami o li odi, si potrebbe dire, ma nel caso di Gianni li devi odiare per forza, per motivi di sussistenza materiale e poi ammazzare un gatto non è mica come accoppare un uomo. Insomma, è certamente più giustificato.
    Il tema richiama il famoso racconto di Poe, evidentemente il gatto suscita istinti assassini.
    Ho votato fuoco, ma in fondo ogni opzione va bene… per raggiungere l’obiettivo di ammazzare Gatto. O gatto.

    • Ciao namor, grazie per il tuo voto e commento. Mi fa piacere ti stia piacendo il racconto, direi anche io “umorismo nero” anche se è la prima volta che provo a cimentarmi con questo genere. Il racconto di Poe, senz’altro più inquietante, mi pare di averlo letto ai tempi del liceo. Beh i gatti sono sicuramente animali affascinanti, a me piacciono molto ma non sono neanche una “fissata”. E Gianni beh è più un pazzoide che altro… già che si fida del diavolo… A presto.

  15. Hello Tinarica, bella idea, ho l’impressione che non finirà bene per il nostro ammazza gatti, si sa il diavolo fa le pento ma i coperchi..?
    Sono curioso, hai imbastito una storia carina, il personaggio, spiantato e sicuramente assassino quanto me, attira simpatie.
    A presto
    pienne

  16. Ho scelto fuoco, anche se ho paura di sapere cosa ne farà… ciao Tinarica.
    Un bel capitolo lineare e scorrevole. Il povero “re” persiano mi mette addosso una gran pena, quel diavolaccio di Gianni cosa escogiterà?
    Aspetto il prossimo episodio per scoprirlo, ho idea che, comunque, non sarà nulla di buono.
    Alla prossima!

  17. Ciao Tinarica, eccomi a leggerti con piacere direttamente al 3^ capitolo. Molto divertente questo racconto ben scritto. Complimenti. Ho scelto la terza opzione con il weekend di tempo per scervellarsi sulla sua condizione povero Gianni . Ho acquistato il tuo libro . Ciao a presto

    • Ciao FueGod e grazie per essere tornato. Mi fa piacere ti sia piaciuto questo capitolo. In realtà i due tizi sono semplicemente i due vecchi del bar con cui ogni tanto Gianni ozia (ho fatto un piccolo accenno a loro nel primo capitolo), probabilmente sono sfuggiti ai lettori… Ma ora vediamo se avranno ruoli particolari o meno, siete già in due a incuriosirvi in maniera inaspettata, quindi chissà… Al prossimo allora!

  18. Ciao Tinarica,
    Rieccomi!
    Subito ho pensato che i due, alla fine, fossero Angeli… poi ho capito che si trattava di due amici al bar.
    Direi che Gianni é preoccupato perché ha solo il weekend per progettare il gatticidio… ho trovato Questo capitolo meno spumeggiante rispetto agli altri due, anche se ben scritto.
    Ci si vede al prossimo.
    Buona settimana!

  19. Eh, bé, ci butti lì il pet sitter, come non vederci lo zampino del diavolo? O almeno come non potrebbe vedercelo Gianni.
    Sei stata più veloce di me, Tinarica, sono venuta per commentare il primo capitolo e mi trovo il secondo!
    Certo che con uno che pensa di poter stirare un gatto con una bici, la vedo dura la carriera di serial animal killer 😉
    Io ai miei due mostri dico spesso “se non la pianti, ti faccio fuori”, ma è un’espressione affettuosa, lo sanno che sono loro i padroni di casa.
    Vediamo cosa combina ancora .questo consumatore di rosso da discount.
    Ciao

    • Ciao Befana, grazie di essere passata a commentare. In genere preferisco non aspettare troppo tra un capitolo e l’altro, per non perdere il ritmo e far sì che il lettore si ricordi la storia che sta seguendo. Gianni è un personaggio grottesco, con evidenti problemi di vario tipo :D. Come dici, ma chi può pretendere di farla a un gatto? D’altronde, il compito glielo ha dato un diavolo… A presto, buona giornata.

  20. Ciao Tinarica,
    finalmente, bentornata!!
    Wow, che incipit! Mi piace molto, anche se ho trovato difficile scegliere tra le tre opzioni, l’idea di ammazzare un gatto non mi sorride proprio per nulla… Ma si tratta di Humor, perciò.
    Hai bello stile asciutto e vai liscia come l’olio, lo sai che mi piace il tuo stile!
    Ora non resta che aspettare il prossimo episodio, nella speranza che qualcuno salvi il povero batuffolo.
    Alla prossima!
    p.s. ottimo anche il tuo bel libro
    Brava!

  21. Buonasera.
    A parte averlo letto tutto d’un fiato, il capitolo ha toccato un problema che mi assilla molto da vicino. Come unica “critica” se così vogliamo chiamarla, ti consiglierei di andare a capo ogni tanto, così, tanto per dare una tregua al lettore.
    A parte questo, devo dire che la tua idea è davvero ben congegnata, ammazzare un gatto per diventare ricchi non mi sarebbe mai venuta in mente.
    Detto ciò, con le tue prime opzioni ci vuoi far diventare potenziali assassini di gatti.
    Premesso che ne ho tre in casa(non per mia scelta) la cosa mi garba assai. Però, non sarei mai capace di soffocarli, tanto meno investirli di proposito. Per cui, la scelta del veleno mi sembra obbligatoria, a patto che sia indolore e insapore, povere bestie…
    Seguo, naturalmente, buona Pasqua.

    • Buonasera Anonimus60, grazie per averlo letto e per il consiglio: in realtà ho problemi di formattazione qui su the Incipit perché infatti quando carico il mio testo da word a qui e sistemo gli a capo e poi pubblico non riesco sempre a mantenerli esattamente come vorrei. Se hai suggerimenti anche su come usare meglio proprio la piattaforma the Incipit, sarò più che lieta di rimediare nei prossimi capitoli.
      Quanto all’idea: se stimolante, sono contenta. A me i gatti piacciono e spero a nessuno venga realmente in mente di fare loro del male. Ma ho voluto un attimo osare chiamandoli in causa in questo modo… E poi c’è ancora tanto da capire su “il gatto” e quale sia il messaggio di fondo che vorrei dare al racconto, ma beh, se segui, lo scoprirai :). Grazie per il tuo voto e auguri di buona Pasqua.

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