TRASH

Dove eravamo rimasti?

Cosa ne farà Rino dei sacchetti pieni di pezzi di cadavere? coinvolgerà Joe il barbone (46%)

Fantasmi da vivi, umani da morti

I denti di Rino stridevano, i denti della lama mangiavano.

Carne, ossa, legamenti, fluidi corporei: tutto finiva sul grande telo di plastica.

Finito il lavoro raccolse i pezzi e li divise in vari sacchetti molto resistenti. Infilò ognuno di loro in una busta di plastica nera. Anche il telo fece la stesse fine.

Ricavò una ventina di sacchi, che chiuse con il nastro americano lasciato dal suo defunto proprietario.

Spuzzò un po’ di deodorante.

Alla televisione stavano passando il solito servizio sui senzatetto, che pativano il freddo, che rischiavano la morte e blablabla: gli venne subito in mente Joe, un vagabondo della zona.

Rino decise che la casa colonica era il posto ideale per depositare quei sacchi. La spazzatura infestava da anni il cortile di quell’abitazione e la gente continuava ad ammucchiare rifiuti di ogni genere: qualche sacco in più non faceva certo la differenza. La cosa migliore sarebbe stato seppellirli, ma Rino era spaventato dall’idea di avvicinarsi troppo a quella casa.

Guardò l’orologio e decise di fare una doccia, poi sarebbe andato a cercare Joe: probabilmente a quell’ora era al bar.

Joe il barbone se ne stava solo soletto in un angolo del bar-tabaccheria Colpo Grosso, lì vicino, quattro tizi stavano parlando di un certo SUV vittima di atti di vandalismo.

Joe li vide uscire all’esterno del locale e li notò scambiarsi occhiate d’intesa all’arrivo di Rino Metalli, che entrò nel locale e chiese due birre in bottiglia.

Il gestore aveva lo sguardo impegnato e sognante. Alla TV, due modelle, dalle vaporose acconciature, si stavano spogliando lentamente.

Appoggiò una banconota sul bancone, prese le birre e si avviò verso Joe:

“Una birra in cambio di una cortesia” esordì Rino sforzandosi di essere cordiale.

La mano del senzatetto si protese tremante e Metalli gli indicò l’uscita con la testa.

Passarono accanto ai quattro tizi, che all’improvviso si fecero silenziosi. I loro sguardi si appiccicarono ai due uomini e li osservarono percorrere la strada bianca che portava verso la casa colonica.

“Devi aiutarmi a disfarmi di certi sacchetti di spazzatura”

“Per una cassa di queste ti svuoto il garage e te lo imbianco pure” rispose Joe tra una sorsata e l’altra “dove te li devo portare?”

“Lì, alla discarica della casa colonica.” rispose Rino ammiccando alla silhouette della costruzione che si stagliava a cento metri da loro, retroilluminata malamente dal riflesso di lontani lampioni.

“No, lì no: quella casa è maledetta, lo so bene io!” farfugliò Joe.

La sua voce tremava e il suo sguardo non riusciva a staccarsi dalla casa che dormiva nella penombra.

“Se mi aiuti ti pos…”

“Ma guarda un po’: allora è vero che qui vengono a scopare i finocchi!”

Rino si girò, le sue mani stringevano ancora il colletto del giubbotto di Joe. Riconobbe subito i quattro uomini: abitavano tutti vicino a lui.

I quattro tizi si avvicinarono e Rino capì subito le loro intenzioni:

“Vecchio di merda, adesso ti diamo una lezione!”

“Così impari a rovinare le auto degli altri!”

“Tu rovini le auto degli altri e non te ne frega un cazzo, vero?”

“Sei un menefreghista del cazzo!”

“Giuro su Dio che te ne darò così tan…ehi, avete sentito?”

Rino e Joe erano immobili: due lame di ghiaccio avevano preso il posto delle loro spine dorsali.

Il vento faceva sbattere lo sportello di una vecchia lavatrice.

Tònk. Tònk.

“Portiamoli nella casa!”

“Se ci lasciate vi posso dare questa” disse Rino aprendosi il giubbotto e mostrando la sua collana.

“Fermi fermi, che il vecchio Rino ci vuole fare un regalo: ma guarda che bella catena d’oro che ha al collo Rino. Ragazzi, dite grazie a Rino!”

“Grazie Rino.”

“Molte grazie, Rino.”

Dove hai messo la catena?

“Chi ha parlato?”

Il silenzio calò all’improvviso, così come il vento.

“CHI CAZZO A PARLATO!!!”

Eri tutto ciò che avevo.

L’ombra di un uomo, sgraziata e crepitante, si stava dirigendo verso di loro.

I quattro tizi erano sbigottiti e i loro piedi sembravano incollati per terra. Rino prese Joe sottobraccio e si lanciò dietro un cumulo di calcinacci. Da lì s’infrattarono sotto gli incolti arbusti che separavano la strada bianca da quella asfaltata. Corsero a perdifiato fino al bar, dove si lasciarono andare pesantemente su due sedie di plastica.

“Porca di una troia!” esclamò Rino.

Aveva visto l’ombra avvolgere i quattro uomini.

La spettrale morsa si era stretta attorno a loro, senza pietà. Li aveva strizzati come spugne, facendo spalancare loro le bocche, disegnando espressioni grottesche sulle loro labbra che gridavano senza emettere suono. Aveva compresso fino allo spasimo gli organi interni, fino a farli esplodere.

Quegli sguardi, traboccanti di terrore, erano rimasti impressi nel cervello di Rino: aveva ancora nelle orecchie il rumore delle ossa che si frantumavano come grissini. Corpi spezzati in migliaia di punti e poi sgretolati e poi aspirati e poi rigurgitati sui mucchi di ciarpame.

Erano diventati cenere.

“Quella casa è maledetta” disse Joe tra sé e sé.

“Cosa sai di quella casa?” chiese Rino.

“Fantasmi da vivi e umani da morti” balbettò Joe.

Cosa succederà nel prossimo episodio?

  • Joe e Rino si sbarazzeranno definitivamente dei sacchi (27%)
    27
  • Rino ha una crisi (9%)
    9
  • Joe racconterà la triste storia della casa/discarica (64%)
    64
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247 Commenti

  1. Ciao Massimo, niente male devo dire, proprio niente male.
    Hai scritto una storia che parte bene e arriva meglio, mi piacciono molto i personaggi, entrano con garbo affiancando il protagonista senza mai rubargli la scena, lo sorreggono e accompagnano verso il finale che è proprio ben congegnato.
    Mi piace il ruolo che sei riuscito a cucire per la signora con la falce, è un attimo dolce/amaro niente male.
    Nel complesso una storia che ho letto con piacere.
    Ti dico sinceramente che inizio a seguirti, a presto.
    pienne

    • Ciao Pienne,
      leggere il tuo commento mi ha dato tanta soddisfazione, per cui ti ringrazio tantissimo.
      Se ti piacciono i personaggi ti segnalo uno spin off che ho creato con il mio pseudonimo: il racconto si chiama DELITTO EROTICO e lo trovi nella sezione EROS.
      Grazie mille “l’inseguimento” e per l’apprezzamento dimostrato.
      A rileggerci.

  2. Rieccomi, Massimo.
    Allora, il capitolo finale mi è piaciuto: è raccontato molto bene, c’è la tensione, il filo umoristico che alleggerisce il raccapriccio di scene altrimenti splatter. Insomma, ribadisco, mi è piaciuto.
    Devo però ammettere che l’ho trovato un po’ slegato dal resto della storia, lasciandomi un dubbio: ciò che abbiamo letto sono le ultime mosse della partita di Rino con la morte? (Tra l’altro, per inciso: la Trista Mietitrice ha trovato una forma di reincarnazione niente male 😀 ) E come devo interpretare le varie vicende che si sono susseguite? La bimba, la catenina, Sprangalaporta…
    Sembra quasi essere una vicenda che scorre in parallelo rispetto all’epilogo, che peraltro le ruba la scena.
    Credo non sia necessario ribadire che questo è solo il mio punto di vista che riflette miei personalissimi gusti, ma mi pare giusto manifestarti i miei dubbi.
    Spero anche che non sia necessario sottolineare che trovo sempre molto piacevole leggerti e molto valido il tuo stile.
    Ciao, ci rivediamo presto 😉

    • Ciriciao Erri,
      i dieci capitoli sono un’unica storia, che si svolge e che dura meno di ventiquattro ore.
      I fatti hanno portato Rino a conoscere prima Sprangalaporta e poi Joe.
      Insieme hanno “liberato” la bambina, restituendole la collana; Joe si è ritrovato in mezzo col solo scopo di aiutare, ma essendo il corpo di Joe giunto ormai al capolinea ecco che la Morte ha l’intuizione: vede infatti Rino sempre più in difficoltà…i fatti delle ultime ore lo hanno provato molto, accelerando i tempi della dipartita… la Morte capisce ed ecco quindi che chiede il permesso a Rino per usufruire del suo corpo per continuare la sua missione qui sulla terra.
      E’ solo la mia interpretazione del misterioso ingranaggio della morte in salsa horror 😀

  3. Accipicchia, quel povero, triste, inacidito fallitone di Rino diventa niente popodimeno che il grande braccio artigliato della Signora Morte: che finale!
    Davvero riuscito, questo raconto-inno alla spazzatura, bravo!
    Ciao
    P.S. Se davvero non hai mai letto Benni, corri ai ripari. Magari cominciando dal Bar sotto il mare, il suo Decamerone

    • Grazie😊
      Un racconto spazzatura partito una domenica mattina dopo il mio consueto giro ai bidoni mi ha portato alla Signora con la Falce…la vita non finisce mai di stupire😉
      Felice che ti sia piaciuta questa mio esperimento di genere, che proprio horror non è.
      Benni lo inserisco tra le cose da leggere: grazie per il titolo!

    • Ciao Giò,
      Noto con piacere che sei ancora tra noi 😂😂😂
      Grazie, sei troppo gentile, davvero.
      Non saprei se l’horror è il mio genere: questo è stato piú una specie di esperimento di scrittura…adesso come adesso non saprei che GENERE scegliere per una nuova storia…vediamo che mi dice il cervello☺️
      Io attendo il tuo nuovo capitolo: quando arriva?

  4. Ciao 2.0,
    Complimenti per la storia e per il finale che spiega il perché del tanto rancore che riempie il protagonista…..
    Alla fine quasi ero dalla parte del buon Rino….puretto🦁
    La storia dicevo mi è piaciuta tanto che l’ho riletta da capo tutta in fila 🔝
    Spero che continuerai a scrivere perché hai uno stile molto personale….🍀
    Banana Joe

  5. Ciao Massimo. Che dire? La storia secondo me ha sempre avuto un po’ i toni di un romanzo di Un Stefano Benni. Un po’ surreale, un po’ tragico, ma capace di suscitare riflessioni. Il finale è perfettamente inscritto in ciò. La giusta vendetta per tutto ciò che ha sopportato, ma comunque un po’ amara.
    Spero davvero che continuerai a scrivere.

  6. Racconto agro agro ma non troppo. Anche se appare un perdente, uno che ha subito ingiustizie senza riuscire mai a riscattarsi completamente, il protagonista suscita nel lettore simpatia e slanci di solidarietà. Sicuramente è merito tuo, che hai saputo caratterizzare bene i personaggi e l’ambientazione; un cocktail ben shakerato di realtà e simbolismo.
    Bravo Massimo.

  7. Era ovvio che il vecchio Joe non fosse un semplice barbone. Il fatto che abbia accettato senza rabbia una birra analcolica è forse il punto cardine che fa supporre l’immane saggezza della triste mietitrice.
    Rino avrà la sua vendetta, così imparano quelli del jazz bar a discriminare i disabili.
    In quest’horror dai toni grottesco-demenziali, ci sta davvero di tutto. Devo ammettere che mi sono davvero divertito. Bravo.
    Ciao Max,

    a presto

  8. Ciao Massimo eccomi qui,
    Oddio che dire, mamma mia che bel finale… bella la morte, bella la scatoletta di tonno e bellissime le descrizioni… Davvero sono rimasta senza parole per questo mi è un po’ difficile esprimere al meglio ciò che davvero vorrei dirti! Quindi non mi resta che dire: bravo, bravo, bravo
    Ps. Aspetto una nuova storia, anzi la pretendo! 😂 perché non mi stancherò mai di leggere questi capolavori!!
    A presto 😉

    • Ciao Atharis,
      grazie mille per i complimenti…quella bella scatoletta della copertina dovevo per forza infilarla nel finale 😉
      Per la storia nuova niente da fare: tu non mi fai leggere le tue? io non ti faccio leggere le mie, tiè!
      Ahahahahahah!!!
      Il capolavoro mi sa che l’hai fatto tu, dimostrando sempre affetto per TRASH.
      Grazie mille per la tua simpatica e continua presenza 🙂

  9. “Bollicine amare risalivano la superficie, instancabili e monotone come le diapositive che continuava a visualizzare nella sua testa.” Questa frase è fantastica, davvero.
    Ciao massimo, ottimo finale, degno di un altrettanto ottimo racconto. La morte, nei panni. di Joe, e ora in quelli di Rino che, finalmente, avrà la sua vendetta. Il male trova il modo di arrivare a chi può farsi ospite, per continuare a camminare sulla terra. Rino, con il suo malessere e il risentimento, poteva ed è servito allo scopo.
    Aspetto un nuovo racconto, non farci aspettare troppo.
    Alla prossima!!

  10. Rieccomi, Massimo. Ho votato per la cucina, è l’ambientazione giusta per il finale di una storia che in copertina ha una scatoletta di tonno 😀
    Bello, molto bello il capitolo. La “riesumazione” della bimba è da brividi: toccante, intensa, mi è piaciuta molto. Come mi è piaciuto il detto/non detto (lo spogliatoio?) e il lasciare in sospeso, per poi riprenderlo solo nel finale, lo strano “fenomeno” che ha reso il vecchio Joe vigoroso.
    Ti segnalo solo una cosa: ho avuto difficoltà a seguire il passaggio in cui il fantasma si manifesta a William, perché c’è una transizione tra Joe e Rino, soggetti/spettatori dell’apparizione, e un istante dopo il soggetto diviene William, ma senza che venga esplicitato.
    Non dico che non sia chiaro, si capisce benissimo dal contesto, ma personalmente avrei preferito leggere subito “William” o equivalenti.
    Ciao, bravissimo, ti auguro un’ottima settimana

    • Buon pomeriggio Erri,
      grazie per il commento e per la sempre attenta lettura.
      Mi aggrada assai che ti siano piaciuti i passaggi menzionati.
      Per quanto riguarda la difficoltà nel passaggio:
      C’ho pensato anche io, ma non ho voluto inserire subito il nome poiché mi piaceva il fatto di spaesarebil lettore. L’ho immaginavo mentre leggendo si chiede MA CHI? MA COSA?
      Provo piacere in queste piccole cose😁😁😁
      Buona settimana anche a te😉

  11. Dal terrazzino si possono osservare molte cose…
    Sprangalaporta è troppo figo, secondo me ci sta uno spin-off con lui protagonista.
    Per il resto complimenti, scrivi in una maniera davvero immersiva.
    Attendo il finale col botto.

  12. Io avevo scelto la cucina, perché di solito la pattumiera sta lì e chiudeva bene il cerchio con il titolo, ma mi sa che si esce in terrazzino.
    Bel capitolo e perfetto il finale con questo Joe così inquietante: posseduto? mutante? demone?
    Trepidiamo fino al finale

    • Anche secondo me la cucina era molto adatta, con la luce calda della lampada a sospensione che illumina i pensili sbiaditi… sì, la cucina era la mia opzione preferita, ma vabbè…
      Il vecchio, vecchissimo Joe si sta preparando per il gran finale.
      Rino…beh, Rino…
      😁😁😁😁
      Grazie per la costante presenza e per i sempre preziosi commenti!

  13. Ciao Massimo,
    lo sapevo che William aveva un asso nella manica! L’idea di assorbire lo spirito è originale e anche molto profonda. 🙂
    Io direi di finire la storia sul terrazzino, magari gettando un ultimo sguardo alla casa.
    Molto tenero il momento dell’incontro con Lia, credo che quest’esperienza trasformerà la vita di Rino e lo renderà un uomo migliore… O forse no?
    Vedremo nel finale, è già arrivato? Come vola il tempo!
    Alla prossima!

    • Hey K.
      Hai visto?Sprangalaporta colpisce ancora!
      Mi ha fatto piacere leggere i tuoi apprezzamenti…i puntini di sospensione che hai inserito mi fanno immaginare che hai capito cosa succederà su quel terrazzino…o forse no?
      La storia è incominciata a San Valentino…un paio di mesi scorrono veloce 😉
      Ciao!

  14. Adoro il genere horror, e questa storia ha tutte le caratteristiche del genere. Ho letto tutti i capitoli in pochi minuti. Gli imprevisti ci stanno sempre, vediamo come se la caveranno i nostri contro un fantasma demoniaco.

  15. Ciao Massimo
    A me gli imprevisti piacciono tantissimo (meno agli altri lettori, però 😂😂)
    Vabbè in ogni caso sarà un successo.
    Ehi! Ma dopo un po’ i cadaveri iniziano a puzzare eh! Mister Simpatia lo lasciamo dentro i sacchi? 😋
    Ciaooo
    Ilaria

    • Cara Ilaria,
      mi piace il tuo modo di pensare fuori dal coro e non ti preoccupare che qui d’imprevisti ce ne sono stati e ce ne saranno fino all’ultimo 😀
      I pezzi di Mister Simpatia: oh! io l’avevo proposto di sbarazzarcene definitivamente, ma le votazioni hanno dato una piega diversa alla storia. A questo punto m’inventerò qualcosa. Mi rincuora aver dato al tutto una sequenza temporale brevissima e inoltre quei sacchi sono chiusi bene ehehehehehe.
      alla prossima

  16. Caro Massimo,
    da amante dell’horror, non posso che votare per il… Brivido lungo la schiena. Meno splatter, ma molto più d’effetto.
    Rino ha guadagnato qualche punto con la storia del puliAMO IL QUARTIERE, peccato che le cose semplici e utili, non trovino molto spazio tra le menti poco allenate di certa gente.
    Così, il caro Sprangalaporta, pensa di poter debellare l’anima nera del padre di Lia con della semplice benzina… Uhm, staremo a vedere.
    Attendo il nuovo capitolo!
    Buona Festa e alla prossima!

  17. Rieccomi, Massimo. Anch’io ho votato per il brivido.
    Cosa posso dirti, a parte bravo? La storia si dispiega avvincente, tra l’horror e lo humor, una cosa difficile e che mi piace parecchio. La scrittura è fluente e precisa, è un piacere leggerti. Ah, forse una piccola cosa c’è: non ho ben capito con che criterio Joe e Rino sono scampati al fantasma. A dirti la verità all’inizio avevo capito che i quattro gli avessero rubato la catenina, ma non è così, i due si sono salvati e Joe ha anche puntualizzato che il fantasma ora sa che la catenina ce l’ha Rino. Ecco, sì, questo non mi è chiarissimo.
    Ciao, ti auguro un’ottima Pasqua e felici annessi e connessi

    • Ciao Erri e bentornato da queste parti.
      Mi sono mancati i tuoi sempre attenti commenti.
      Ho dovuto fare mente locale prima di risponderti: evidentemente ti sei sciroppato quanti, 3 capitoli? Il tuo è un gesto impagabile e che apprezzo moltissimo. Dunque:
      Rino Mostrarla catenina è i 4 tizi la prenderebbero pure, ma arriva il antasma che li ghermisce e Joe e Rino riescono a scappare approfittando della situazione. In questo 8 capitolo Sprangalaporta spiega che i fantasmi si inquietano solo quando qualcuno tocca la catena a Rino. Lia per difendere, suo padre per uccidere. Lia viene a sapere della catena nel momento che Mister Simpatia la vuole rubare a Rino. Anche il padre di Lia si manifesta in una circostanza simile, anche se stavolta è Rino che provoca volontariamente la sua inquietudine.
      Sicuramente con l’uomo delle pulizie sono riuscito a spiegarmi meglio, con i 4 tizi sono stato troppo frettoloso e ho dato alcune cose per scontate. Mi scuso e ti ringrazio per il bel commento 😉

  18. Ho riletto 2/3 volte il pezzo dove descrivi Rino….mi sembra che già l’aria scotta….e mi è già venuto un mezzo brivido alla schiena quindi ho votato che……servirebbe un brivido sulla schiena…😳 ciao!

  19. Ciao Massimo eccomi qui,
    Sempre pronta a commentare la tua storia 😂
    Che dire, bel capitolo, mi è piaciuto molto questo pezzo in particolare “Lei riposava in silenzio, stretta nel fetido…” fino a “erano topi”… bellissimo, bravissimo, mi hai fatto immaginare tutto ciò che hai scritto in maniera vivida, come se tutta quella situazione la stessi vivendo io… un cadavere? O meglio dire, uno scheletro? Oddio voglio saperne di più!
    Ps.il sangue mi attira troppo, ma anche il brivido mi piace…forse… incerta voto brivido 😂… aspetto il prossimo capitolo, a presto 😉

  20. Storia alquanto interessante. Macabra, ma con un fascino disarmante. Sono curiosa di sapere se la scatoletta del tonno apparirà anche alla fine o se è stato solo l’elemento scatenante.
    La pazienza non è fra le mie virtù, perciò, che casa sia. Di notte ciò che si vede non è mai ciò che appare.

    Alla prossima.

    PS: copertina magnifica.

  21. Io riprenderei le forze, prima che il clochard novantenne ci resti secco proprio ora.
    Ottima idea di farne l’aedo che racconta tutta la storia (leggenda) della casa. E ottimo anche l’arrivo di William che sdrammatizza e rompe la tensione del racconto di Joe.
    Avevo letto giorni fa ma decidere cosa votare era dura.

  22. Ehi Massimo!
    Eccomi. Dunque. Ho scelto di attendere l’alba e poi andare nella casa ma è la scelta meno quotata.
    Peccato. Perché avrei voluto leggere una sorta di “anteprima”, un qualcosa che potesse succedere, prima di inoltrarsi nella tana del fantasma.
    Può darsi che fatti strani avvengano ugualmente, nel frattempo… Chissà… statemo a vedere!
    Ma complimenti per la copertinaaa!! 😛☺☺
    Ciao!
    Ilaria

  23. Eccola qui la copertina, che bella, te la meriti!
    Bel capitolo che non delude per niente le aspettative,
    Il vecchio è davvero spaventoso, non pensavo potesse reagire in quel modo!… andiamo subito in quella casa, sono fin troppo curiosa.
    Appena riesco a liberarmi dagli impegni, faccio un salto qui, ormai mi sono affezionata alla tua storia, quindi non posso perdermi neanche un capitolo 😄. Ciao, ciao alla prossima!!

  24. Ciao Massimo,
    mi ero persa un capitolo!!! Scusa.
    Intanto, complimenti per la copertina e poi complimenti per il capitolo. Mi stava venendo paura, poi è arrivato William e i pensieri si sono rasserenati. Menomale.
    Mi piacciono le storie di fantasmi, quindi vorrei che andassero subito alla casa e vediamo che succede.
    Alla prossima!

  25. Ciao Massimo!!
    Bel capitolo come al solito, i dialoghi sempre così “””””delicati e fini””””” hahaha mi piacciono un sacco 😂 bravissimo continua così!… complimenti per la copertina ahhahaha è bellissima 😂😂😂
    Ps. Andiamoci subito… aspetto il prossimo capitolo a presto 😉

  26. Complimenti
    Esordisco in questo modo perché è davvero la prima cosa che mi viene in mente di dirti . Forse non avrei messo questa storia nella categoria horror, visto l’umorismo evidente sin dall’incipit, ma credo che se volessi potresti renderlo terrificante perché è chiara la tua bravura.
    Ora vorrei che Joe raccontasse quel che sa sulla casa maledetta.

  27. Ciao Massimo
    Non c’è nulla da dire… bravissimo come al solito. Mi sono piaciute le scene splatter, belli i dialoghi, e bella quella nota di mistero che non guasta mai. Voto per saperne di più sulla casa, ciao ciao 🙂

    Ho visto che sei in classifica complimentoni… quando riuscirò a vedere l’immagine di copertina per tua storia?

    • Ciao Eren,
      sei sempre carinissima con me: grazie!
      Tu non scrivi, però mi vieni a leggere ugualmente: il tuo gesto mi regala molta soddisfazione.🙏🙏🙏
      Si, sono in classifica! Mi piacerebbe moooolto ricevere la copertina: sto provando a inviare messaggi mentali al sito😉 ma è anche vero che semino troppi refusi e da quel lato lì non me la meriterei proprio😂😂😂😂
      Ti auguro una buona giornata!

  28. Ciao Massy!

    Visto che sono molto curiosa, prima che i due si sbarazzino definitivamente dei sacchi, vorrei sapere di più sulla storia della casa.
    La mia curiosità supera il bisogno di azione.
    Scelgo dunque di sapere qualcosa di più sulla casa infestata…dopo, Rino e il barbone, potranno liberarsi tranquillamente i pezzi del cadavere.
    Massimo, il tuo è stato un bel capitolo splatter. E io sono una fan di questo genere….che spesso fa inorridire ma io, invece, ci sguazzo😂😂😂
    L’hai descritto veramente bene 😎
    Il refuso non te lo sto manco a nominare. Tanto so che ti è scappato, e poi so benissimo quanto sale la carogna quando ci si accorge di averlo fatto…ma ormai è troppo tardi per recuperare 😂😂😉
    Aspetto il prossimo!
    Ciau
    Ilaria

  29. Ciao Massimo,
    Joe racconterà della casa, almeno mi piacerebbe che lo facesse. 🙂
    I tuoi capitoli sono uno meglio dell’altro, mi piacciono i personaggi che tiri fuori dal cilindro e le sfumature che gli dai per renderli “visibili” al lettore.
    Aspetto il prossimo, spero di poter incontrare ancora il caro William, in uno dei prossimi episodi.
    Alla prossima!

    • Ciao K
      Riuscire a trasmettere ciò di cui parli mi da grande, grande soddisfazione e mi fa smettere, temporaneamente, di fustigarmi per gli errori che semino qua e là.
      Ma non mi dire che ti stai affezionando a quel bislacco di William Sprangalaporta!?
      Tornerà, tornerà😊
      Il Terapeuta del Paranormale ha promesso a Rino che avrebbe risolto😉
      Alla prossima

    • Ciao Maria,
      Mi ha fatto molto piacere leggere il tuo commento. So che non ami l’horror e se sei qui significa che apprezzi la mia scrittura: grazie mille, davvero.
      Nel primo capitolo è proprio la scatoletta di tonno che fa esplodere un moto di violenza in Rino, che poi riversa sul Suv e poi sull’ uomo delle pulizie. Se non avesse fatto caso a quella scatoletta di tonno, probabilmente la sua triste e asociale vita sarebbe rimasta tale…e invece ecco dove è finito.
      Alla prossima!

    • Aribuongiongiorno Anonimus60,
      Che bello ricevere un commento cosi mattiniero!
      Grazie per le buone parole; a dir la verità questa notte pensavo di aver fatto cilecca…ci sono diversi passaggi che avrei potuto descrivere diversamente…ma che ci vuoi fare? Mi sto allenando ad un modo di scrivere calmo e puntualmente la frenesia mi frega!
      Alla prossima

  30. Ciao Massimo rieccomi!
    Ma sai che quando è comparso il padre della bambina, ho pensato la stessa cosa che ha detto Rino? Ovvero “Porca di una troia”, di solito lo dico quando capisco che presto dovrò spaventarmi 😂 e bene, in questo capitolo mi hai messo addosso un’ansia assurda. Hai descritto in modo fantastico ciò che è successo a quei 4, tanto che sei riuscito a farmelo immaginare e rabbrividire! Bravissimo!
    Ps. Io direi che per prima cosa è meglio sbarazzarci dei sacchi, non si sa mai 😂… Aspetto il prossimo capitolo a presto 😉

  31. Ciao, ho votato per coinvolgere Joe il barbone!
    Bel racconto 🙂 all’inizio non ero proprio convinto del tuo utilizzo di frasi molto brevi e spezzate, tuttavia mi sono dovuto ricredere andando avanti con la lettura.
    Mi piace molto anche l’uso di parole forti che ogni tanto inserisci nel racconto, ho apprezzato molto anche la nota di dark humor qua e là 😛
    Complimenti, ti seguo e aspetto il prossimo capitolo!

  32. Rieccomi, Massimo. Ho votato per coinvolgere il barbone, mettiamo altra… carne al fuoco 😀
    Trovo il modo in cui, in ogni capitolo, metti in gioco il motivo conduttore della storia, la spazzatura, se non geniale, di certo divertentissimo e originale (anche per questo i sacchetti, a mio parere, *non possono* proprio stare in freezer.
    Molta fantasia e ottimamente esposta, complimenti!
    Per il resto, ho la sensazione che già ti scrissi in un commento a “Toni the Lover”: negli ultimi due capitoli hai mollato gli ormeggi e procedendo a ruota libera trovi il tuo vero stile.
    Intendiamoci, non che i primi capitoli non fossero anch’essi piacevolissimi, ma in questi ultimi l’impressione è che ti trovi più a tuo agio a scriverli.
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata.
    P.S.: Interessante l’idea dello spin-off 😀

    • Buongiorno Erri,
      Hai ragione: quando incomincio a scrivere una storia nuova ho davanti mille scenari che piano piano si riducono, facendomi capire le cose con maggior chiarezza, e a quel punto mollo le briglie e “chi mi ama mi segua”😊😊😊
      Grazie mille per il bel commento, buona giornata a te.
      P.s. 😉

  33. Ciao Massimo!
    Abbandoniamo per una volta il benedetto freezer con i pezzi di cadavere dentro. Basta! È una cosa ormai antiquata, passata di moda, obsoleta😉
    Io dico che il Signor Metalli dovrebbe farsi aiutare dal barbone.
    Ma non è che questo Sprangalaporta… è posseduto pure lui🤔🤔🤔🤔
    Mah staremo a vedere.
    Ciao a prestissimo
    Ilaria

  34. Ciao Massimo, ho letto il tuo racconto proprio ieri, e purtroppo non ho avuto il tempo di commentare. Devo farti i complimenti, scrivi divinamente. Sei riuscito a farmi vivere tutto quello che ha vissuto la bambina, ed è davvero una dote! Aspetto pazientemente il seguito.
    Voto il bar, a presto

  35. Ciao di nuovo! Allora..devo confessarti che fino al terzo capitolo non riuscivo a capacitarmi del fatto che stessi leggendo un racconto horror, scusa ma il burbero Rino è davvero divertentissimo e anche il modo in cui racconti la storia, certe uscite tue (x farti un esempio, le continue scatolette di tonno, i botta e risposta tra lui e il piccolo inserviente, o addirittura del biglietto da visita del terapeuta vicino al sexy shop che tra l’altro è nel quarto capitolo) mi hanno fatta sorridere. Ma poi leggendo il racconto della bambina grigia, ecco che ho sentito quella strana adrenalina che mi trasmette l’orrore. Son curiosa di leggere il seguito e ovviamente voto l’agenzia;) ciao!

  36. Ciao Massimo,
    all’inizio non ho capito, e credo fosse tua intenzione, cosa stesse succedendo…
    Poi ecco svelato l’arcano. Un medium. Bravo, bel capitolo.
    “Gli appunti mentali provarono ad insediarsi tra i vari pensieri, idee, progetti, rivelazioni e, non trovando posto, si diedero alla macchia, fuggendo dall’orecchio sinistro.” Trovo fantastica questa frase, il medium è pure un po’ suonato?
    Un piccolo refusino, minuscolo, che a malapena ho notato: “Quando andavo lei me la sfilovo”
    Alla prossima!
    p.s. all’agenzia.

    • Buongiorno K.
      grazie per l’apprezzamento: a quest’ora del mattino ha la forza di un buon caffè.😊
      La questione medium-terapeuta la sto elaborando, non so di preciso dove mi porterà, ma avevo bisogno di inserire un personaggio, come hai scritto tu, un po’ suonato.
      Per i refusi faccio mea culpa; spero che la relazione con la mia nuova app “correttore ortografico” porti presto gli agognati frutti.
      Alla prossima!

  37. Ciao Massimo eccomi di nuovo qui, ormai lo sai già quello che penso :)… devo dire che questo capitolo mi è piaciuto moltissimo, senza togliere nulla agli altri 3, anzi. Ho votato per l’agenzia.
    Attendo il seguito a presto 😉

  38. Ciao Massy
    Io andrei, a questo punto, all’agenzia.
    Il nome “sprangalaporta” mi ha fatto tanto ridere. Meno la storia della bambina di cenere. Poverina che brutta fine.
    Ovviamente hai descritto molto bene gli avvenimenti e ora attendo il prossimo.
    Ciao!
    Ilaria

  39. Il dramma della bambina, un po’ in stile The Ring (quello giapponese, il remake americano non lo ricordo bene), e l’arrivo del sensitivo mi piacciono molto, però, ormai hai capito che so’ pignola, stavolta hai di nuovo fatto di fretta e ci sono un tot di refusi che un po’ sfumano l’effetto della trama. E non ho capito perché il tipo lavi le tracce, vuole evitare che eventuali indagini di polizia gli rovinino gli affari, oppure ha un TOC dell’igiene?
    L’indirizzo dell’agenzia di terapia paranormale è bellissimo.
    Ciao
    P.S. “La visione partì automaticamente” fa un po’ schiaccio sul bottone, non sarebbe meglio un “ebbe immediatamente una visione”, “la visione gli si rivelò immediatamente”, “al solo contatto, fu assalito (pervaso?) da una visione), insomma quello che ti pare ma un po’ più esoterico e meno meccanico? Eh, vabbé, scusa, oggi c’ho voglia di rompere 😉

    • Ciao Maan,
      grazie per papir..ehm..il commento😄
      Incomincio a pensare a questi refusi come ad esseri dotati di vita propria, che scompaiono quando leggo e riappaiano subito dopo…scherzi a parte: devo assolutamente cambiare strategia. Forse devo lasciar decantare il racconto qualche ora, rileggerlo e vedere se gli errori mi saltano agli occhi. Vedrò come fare.
      Grazie per la segnalazione, davvero.
      Per quanto riguarda la scena del mocio e l’uso della parola “automaticamente”: c’è un perché che andrò a riprendere in base all’esito delle elezion..ehm..votazioni.

  40. 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻 Complimenti davvero! Guarda sono rimasta senza fiato… mi è piaciuto molto quando il padre le ha cucito la bocca e soprattutto i pensieri della bambina… il fatto che il padre ripeteva sempre la stessa frase “eri tutto ciò che avevo/ sei come tua madre… “ i versi del maiale mi spaventavano, ma non quanto il pensiero di dover rivedere mio padre” bellissima! Tutto bello…
    ps. Al bar, aspetto il seguito
    A presto 😉

  41. Ciao Massimo, ho trovato questi 3 capitoli molto interessanti, mi piacciono le espressioni che usi e adoro il protagonista… Mi è piaciuta molto la descrizione dell ultimo capitolo “avvertì le fredde unghie…”, fino a “ poi non sentì più nulla” bravo complimenti… mi unisco anche io al club della bambina grigia, intanto seguo e aspetto il seguito 😉

  42. Rieccomi, Massimo. Ho votato per saperne di più su Rino, per la bimba c’è tempo. Bello, dico davvero, molto bello: scorrevole, curatissimo, originale… potrei continuare, ma la cosa più importante, dal mio punto di vista, è che ti tiene incollato alla lettura. Un mix di effetti orrorifici: la realtà grottesca e crudele e il soprannaturale quando meno te lo aspetti. Se poi alla ricetta aggiungi un pizzico di sano umorismo, solo un grande chef sa amalgamare bene tutti questi ingredienti, e tu lo fai alla perfezione. Insomma, mi è piaciuto davvero. Complimenti!
    Ciao, ti auguro un ottimo “fine settimana lungo”.

  43. Bar.
    Ho letto la tua mail stamattina presto e nel fare colazione ho letto il primo episodio… me so’ strozzata il caffè… insomma potevi dirmelo che iniziavi con l’immondizia e robacce varie, così leggevo a stomaco vuoto. 😉 comunque sempre in gamba, caro. Leggo e seguo.

  44. E bambina grigia sia.
    Molto riuscito il passaggio netto dal realismo di violenza squallida della prima parte all’apparizione soprannaturale.
    Che all’inizio resti quasi deluso di questo Rino così piagnucolante e remissivo, di una sua presunta consapevolezza equo-solidale (uno che mangia l’insalata in monoporzioni a imballaggio plastico?!) e invece… è posseduto, lui o l’appartamento.
    Che poi se invece della grigia, sappiamo qualcosa in più di Rino va bene lo stesso, o di tutti e due.
    Ciao

    • Ciao Bef,
      qualcosa in più di Rino, prima o poi, lo scopriremo: sto ancora cercando di capire se è lui il personaggio principale oppure no. Vedremo strada facendo.
      Hai colto dei dettagli a cui tengo molto, la tua lettura è sempre attenta. Sono molto orgoglioso di averti tra i miei lettori.
      p.s.
      hai già individuato il genere della tua prossima storia?

  45. Ciao Massimo eccomi qui 🙂
    Devo dire la verità, mi piacciono tantissimo i tuoi dialoghi, tanto che a volte mi scappa una risata o un sorriso… sono rimasta un po’ scioccata per quanto riguarda le unghie che hanno sfondato tutto fino ad arrivare al cervello ;-; ben fatto!
    Vorrei conoscere di più questa ragazza quindi voto “la storia della bambina”… aspetto un seguito!!
    Ciao 😉

    • Ciao Fue,
      grazie mille per il bel commento: sono molto contento che il mio modo di scrivere ti prenda, davvero.
      A dire il vero ti ho immaginato al bancone del bar, mentre origliavi il dialogo dei 4 tizi.
      Potrei anche aggiungere un personaggio nuovo. Chissà…la tua idea mi ispira.
      Alla prossima 😉

  46. Ciao Massimo!
    Finalmente la storia inizia a diventare horror! Non privarci però della tua sottile ironia, perchè quando l’ironia incontra l’horror si ottengono risultati spettacolari.
    Stephen King “il maestro” lo ha fatto, e sono usciti capolavori come “IT” o “Carrie”.

    P.S: se stanotte non riesco a dormire, è colpa tua.

  47. Allora capitolo non male, finalmente si inizia a respirare un po’di atmosfera horror!

    Non male la prima parte del capitolo, condita con un po’di sana ironia old school. Peccato però che, personalmente, mi ha un po’rovinato la seconda parte, quando è apparsa la bambina grigia stavo ancora sorridendo.

    In ogni caso seconda parte gradevole, avrei preferito giusto un paio di righe in più sulla bambina ma mi accontento e mi slancio verso il nuovo capitolo!

    • Buongiorno Mister,
      mi dispiace averti rovinato la seconda parte, ma è il mio modo di scrivere. Cerco tendenzialmente il cambio veloce, proprio per destabilizzare il lettore. Poi, che ci posso fare, l’ironia non riesco a toglierla del tutto: provo a limitarla, ma non sempre ci riesco 🙂
      Ho tanta strada da fare…
      Grazie per il passaggio e per il commento!

      • Hey Hey non dico che l’ironia sia sbagliata eh, tutt’altro si sposa da dio con l’horror;)

        Adesso che so che tendi a fare cambi repentini di “immagine” passando dall’ironia all’horror e simili, ti dico che ha senso e anzi, alla luce di questo me lo rileggo più che volentieri tenendo a mente questo fatto 😉

        Stay durooo

  48. Ciao Massimo,
    che dire? Ora voglio sapere chi è la bambina grigia, perché è grigia e, soprattutto, perché entra in Rino e lui ne è terrorizzato…
    Bello il capitolo, per qualche istante ho parteggiato per quel rompiballe di Rino, poi è arrivata la vecchia bambina o la bambina vecchia, non saprei, a portare soccorso e allora la mia pietà è finita dritta dritta al cervello dell’uomo delle pulizie.
    Bravo Massimo, aspetto il nuovo episodio.
    Alla prossima!

  49. Eh ma che pesantezza questo Rino!! Mamma mia, non lo vorrei come vicino di casa per tutto l’oro del mondo, che poi si lamenta tanto ma, sputa, tira mozziconi dalla finestra…
    Ciao Massimo.
    molto interessante la struttura di questo episodio, i messaggi nelle chat di gruppo, molto attuali, danno un tocco di realismo alla storia.
    immagino evoluzioni catastrofiche, vediamo se sarà lui a soccombere o i vicini…
    Io dico che l’uomo delle pulizie cerca un maestro. Magari mettono su un’associazione a delinquere. 😉
    p.s. ti segnalo un refuso minuscolo: “rassenerandolo”, piccolezze.
    Ciao e passa un bel weekend

  50. Ciao Max!

    Buono anche questo secondo capitolo.Non riesco a trovare nessun errore; però siccome io se non dico qualcosa non sono felice, forse quel “bofonchiò” non ci sta proprio bene. Avresti potuto usare “brontolò”, anche perchè le altre parole sono tutte di un linguaggio colloquiale.
    Sublime la chat di gruppo…

    Sono l’unico che ha votato per la morte del ragazzo ahahahahaha.

  51. Ciao Massimo, un capitolo davvero bello! mi sono piaciute le notifiche sul cellulare, e Ancor di più il fatto che tu abbia illustrato la natura rovinata dall’uomo, e il marciume di ogni singola persona… voto “cerca vendetta” e aspetto un seguito 😉

  52. Bravo Massimo 2.0, questo capitolo strappa più di un amaro sorriso sul degrado a tutto tondo, dall’ambiente all’animo umano.
    Non c’è che dire: stai crescendo come autore.
    Il Maestro votato dagli altri mi sa troppo di riscatto, io immagino che l’uomo delle pulizie cerchi vendetta, così nel prossimo capitolo potresti sguazzare nel cinismo.

  53. Ho scelto « cerca un maestro » perché mi sembrava la più assurda: perfetto!
    Hai riletto più adagio questa volta? Mi è sembrato più curato del solito, o allora, è che mi è piaciuto così tanto che non mi sono distratta a cogliere i refusi 😉
    Quando sale cercando le macchie dimenticate dall’uomo delle pulizie, mi ha ricordato alcuni dei miei vicini.
    E le porte a soffietto nocciola… quante reminiscenze di un’altra epoca! (Il che conferma l’impressione che la tua biografia somigli alla mia: cambia la moglie in marito e il cane in due gatti e praticamente sei me! Ahahaha)
    Spero che Rino, la cui rancorosa asocialità mi suscita affetto, non entri nell’assurda campagna anti sacchetti ma sia indignato dal tenore della polemica e dei polemizzanti. Ora avrà anche un discepolo…
    ciao

    P.S. Dimenticavo: la chat di gruppo « gli taglierei le palle – che psicopatici ci sono in giro » è un’altra perla sublime di amara verità

  54. Trieccomi, Massimo. Ho votato per figlio/figlia
    Un incipit molto, molto interessante. Ciò che scriverò tra poco potrà irritarti o farti piacere, spero la seconda: è l’atmosfera a piacermi parecchio di questo incipit. Un po’ di sangue, un po’ di violenza, ok, è un horror, ci mancherebbe, ma soprattutto molta, molta ironia. Mi piace un sacco, e non può non ricordarmi lo spirito di un fumetto mitico come Dylan Dog… Ma forse mi sono fatto condizionare dal finale della sinossi 😀
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend

  55. L’altro giorno ho visto il Twitt di TI con le prime righe della sinossi e ho pensato « questo è il nuovo incipit di M2.0 » prima di leggere il Nick dell’aitore.
    Penso che viva solo, visto il numero di imballaggi monoporzione che ha buttato. Adoro la coerenza del personaggio che si lamenta della produzione eccessiva di rifiuti e poi usa porzioni individuali e plasticate di tutto, anche della rucola!
    Eccepisco solo sull’uso del « piccolo »: credevo fosse un bambino e quando parli dell’inserviente all’inizio credevo fosse un altro personaggio ancora.
    Il vecchio acido ringhioso e serial killer mi ispira un sacco e una sporta (ma non di rifiuti XD)

    • Eh cara Bef…tu sfondi una porta aperta. Purtroppo i miei refusi&co. sono una brutta gatta da pelare: cerco di impegnarmi sempre, ma alle volte non basta. TEMPO E DEDIZIONE!
      P.s.
      Il “piccolo”, nella prima stesura era ” piccolo uomo delle pulizie”. La mia intenzione era inserire un sinonimo, ma una volta cancellato “uomo delle pulizie” il mio cervello si è distratto e si è dedicato ad altro😄😄
      Grazie mille per il commento: mi ha fatto piacere che dalla sinossi hai intuito l’autore.
      Vengo a leggere il tuo capitolo!

  56. Per carità, con nessuno lo divide!
    Ciao Massimo, ti ho intercettato per caso, leggendo un commento a un altro racconto. Ecco cosa capita a non seguire l’autore, problema ovviato con un click.
    Bello questo nuovo incipit, ho sorriso ma mi ha anche rabbrividire: l’assorbente usato sul cofano e la mano che ci finisce sopra, mamma mia, che porcheria! Scusa la rima, non era voluta.
    Insomma il vecchietto diventerà un serial killer? O qualcuno lo fa fuori nei prossimi episodi?
    Staremo a vedere, intanto ti saluto. Lieta del tuo lesto ritorno.
    Alla prossima!

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