Simposium

Ci incontreremo ancora

Come un grande specchio uno stagno rifletteva la fredda luce della luna che rischiarava i giardini del castello con la sua spettrale presenza. La placida e plumbea superficie dell’acqua era, a tratti, rigata dalla presenza di colorate ninfee che galleggiavano come navi all’ancora in un porto riparato dal vento. All’improvviso un fresco soffio d’aria scosse le chiome degli alberi e d’un tratto il riflesso del bianco volto della luna fu spezzato da dolci increspature.

Una figura femminile coperta da un cappuccio era ferma sul bordo della pozza d’acqua, come ad attendere qualcosa o qualcuno che non sarebbe mai arrivato. Oltre le mura il trambusto della battaglia era ormai una dolente nota nella sinfonia della notte. Una calda lacrima percosse la dolce curva dello zigomo della giovane e arrivata al mento si staccò per infrangersi tra le acque dello stagno.

– Signora, mi rincresce che non sia venuto ma non possiamo attendere oltre, il castello non reggerà l’assedio ancora a lungo.-.

Come avrebbe potuto arrendersi all’idea di non rivederlo mai più? Il quesito la divorava e neanche la paura dei ciò che accadeva a pochi passi da lei riusciva a placare il suo desiderio di poterlo incontrare anche solo per un’ultima volta.

– Che cos’è l’amore se non un sacrificio?-

– Non credo di capire, mia signora.-

– Hai mai amato qualcuno? Hai mai pensato di sacrificare te stesso in nome del tuo amore?-

– N-no, purtroppo no.-

un macigno irruppe nella fortezza abbattendo le mura della Sala Grande.

– Vattene James, scappa! Dì loro che non c’ero, puoi ancora avere un futuro… permetti all’amore di trovarti, e quando succederà, capirai perché sono rimasta.-

con un cenno del capo il ragazzo si allontanò

– Spero possiate ritrovarlo!- disse immergendosi nell’oscurità.

Disperata ma determinata Pandora si levò il cappuccio e i suoi capelli corvini scesero con grazia sulle strette spalle per adagiarsi dolcemente sulla schiena. Guadagnò velocemente la piazza principale con un solo desiderio: rivedere Epimeteo. Il cozzare di lance e scudi risuonava con note cristalline nell’aria permeata dall’odore di sangue e sudore. Tutt’intorno alla ragazza gli uomini cadevano ma ritrovare il suo amato era più importante di qualunque altra cosa. All’improvviso la ragazza si arrestò come se la strada sotto i suoi piedi fosse finita e di fronte a lei ci fosse un profondo dirupo: davanti ai suoi occhi Epimeteo era intento a combattere contro un soldato nemico. Che cosa avrebbe potuto fare per aiutarlo? Nel momento in cui si decise a muovere un passo una freccia scoccata dall’esterno delle mura la trafisse. Dolore, un’immenso dolore la pervase: le gambe cedettero e nel cadere la sola cosa che riuscì a fare fu emettere un disarticolato urlo di sofferenza. Epimeteo la vide e mosso dall’incontrollabile bisogno di salvare la sua amata trafisse con un rapido affondo il malcapitato soldato che stava combattendo. Ogni falcata delle sue gambe sembrava un’interminabile volo nella corsa verso la sua amata. Furono attimi interminabili quelli per raggiungerla ma alla fine fu lì, insieme a lei. Pandora era ancora cosciente ma in un caldo lago di sangue: era chiaro a entrambi che quelli erano i loro ultimi istanti insieme.

– Perché sei tornata?- disse con voce rotta dal pianto

– Perché non mi hai ascoltato? Resisti amore mio, ti farò curare…-

Pandora alzò l’indice della mano destra e lo appoggiò sulle labbra di Epimeteo, come per zittirlo

– Sappiamo benissimo che non ce la farò. Sono andati via tutti quanti, siamo soli, io e te.-

– Non puoi arrenderti così! Non puoi arrenderti…-

– Me ne andrò felice sapendo di averti guardato negli occhi un’ultima volta. Baciami adesso così che il sapore delle tue labbra mi accompagni nel mio ultimo sonno. Non è un addio amore mio: un giorno ci rivederemo te lo prometto.- il ragazzo si chinò verso Pandora e le diede l’ultimo bacio mentre la vita abbandonava il corpo della sua donna. Adesso era rimasto da solo e con l’ultimo respiro di Pandora era svanita anche la sua ultima ragione di vita.

Che cosa succede ad Epimeteo adesso che Pandora è morta?

  • In preda al dolore per la perdita della sua amata si arrende alla vita che lo attende. (50%)
    50
  • Si solleva ancora scosso e va a combattere contro i soldati rimasti fuori dalle mura. (50%)
    50
  • Si uccide e attende che la vita lo abbandoni stringendo la mano di Pandora. (0%)
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11 Commenti

  1. Ciao,
    Ho trovato interessante il fatto che fosse un uomo a scrivere un racconto romance, ancor più interessante ho trovato il viaggio nel tempo. Mi piacciono i viaggi nel tempo e vorrei scrivere un racconto anch’io su questo tema.
    il racconto certamente scorre. Solo ti direi, come consiglio, di rileggere bene prima di pubblicare.
    “Perse il respiro per qualche attimo quando una pesante mazza colpì la sua dura armatura in pieno petto e disorientato dal dolore cadde in terra” in questa frase, aldilà della mancanza di punteggiatura, c’è una rima che stona. Probabilmente ti è sfuggita, capita. E’ solo per farti capire cosa intendo.
    Detto questo, aspetto il prossimo e ti seguo.

    • Grazie mille del feed 🙂 Hai ragione, alle volte rileggendo il testo appena scritto non noti piccoli refusi, che però si evidenziano a un’analisi più profonda. Mi fa piacere che ti sia piaciuta l’idea iniziale. Appena avrò del tempo in più darò una sbirciata anche alla tua storia. Alla prossima 😉

  2. Rieccomi, mi è piaciuto molto il barlume di umanità che lo porta a chiedersi se era ancora l’uomo di cui Pandora si era innamorata.
    Hai descritto molto bene la sua disperazione.
    Per dargli un po’ di tregua voto che si risveglierà in un prato, ma anche le altre opzioni mi attiravano. 🙂
    Alla prossima!

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