Lo spazio è un posto vuoto

L’inizio

Il monitor di bordo segnalava l’avvicinamento al suolo di Giove e lo squillo della sirena imperversava per tutta la nave. John si svegliò di soprassalto, era finalmente arrivato a destinazione. Di corsa si diresse verso il suo armadietto, prese l’equipaggiamento e fissò quella fotografia che sei mesi prima, quando era partito, aveva affisso sullo sportello. Era una foto di famiglia, l’unica che sia mai riuscita ad immortalare tutti i suoi parenti più stretti. Alcuni erano mancati poco dopo e altri erano partiti, perdendosi di vista. “Nonno, ora sarai fiero di me?” – Pensò tra sé. Chiuse l’armadietto e raggiunse la cabina di pilotaggio, attivò i comandi manuali e così iniziarono le operazioni di atterraggio. John era l’unico membro dell’equipaggio. Il Governo Terrestre non credeva in questa missione e consentì il viaggio di un solo uomo, per spendere la minor quantità di Corone Governative possibile. Il Partito del Progresso aveva tentato invano di promuovere riforme a vantaggio delle esplorazioni spaziali. In quei tempi il progresso veniva visto come uno spreco di denaro dal Partito della Tradizione, il quale sosteneva invece che l’idea vincente fosse chiudersi nelle conoscenze fino ad allora acquisite. L’atterraggio avvenne senza troppi problemi, John tirò un sospiro di sollievo e spense i motori. Diede un’occhiata al radar di bordo ma non era stato captato nulla, era il momento di contattare la base. “Qui John Nemo, missione Iovem, sono atterrato nel pianeta” – diceva al microfono – “Richiedo autorizzazione per uscire dalla nave”. Nessuna risposta. Riprovò altre quattro volte ma la situazione non cambiò. Pensava fosse a causa della densa atmosfera del pianeta che le comunicazioni fossero interrotte. Raggiunse il portellone e lo aprì, quasi senza pensarci…

Ciò che si trovò davanti era qualcosa che mai aveva immaginato di trovare in un pianeta così lontano.

Che cosa ha trovato John, una volta aperto il portellone?

  • Un dio caduto, indebolito dalla stupidità e dalla cattiveria umana. (0%)
    0
  • Un umano, che è scappato dalla Terra in segreto. (40%)
    40
  • Una razza aliena sconosciuta, che per secoli ha scrutato la vita sulla terra e ha un grande consiglio da dargli. (60%)
    60
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7 Commenti

  1. Ciao Haxe,
    un po’ corto il tuo incipit…
    Tuttavia, l’ho trovato interessante.
    Ti direi di sfruttare i caratteri messi a disposizione per il prossimo episodio, di rileggere prima di pubblicare (al fine di trovare migliore collocazione alle parole, nella costruzione delle frasi), ed infine di lasciare spazio alla fantasia, sempre in linea con la coerenza di cui si è già parlato.
    Aspetto il prossimo e seguo.
    Ciao.

  2. Voto anch’io la razza aliena.
    Sono d’accordo con JAW sulla coerenza, ma non sul fatto che è meglio evitare i racconti. Benché ti suggerisco di non esagerare, lasciare vuoti da approfondire successivamente ed evitare troppi tecnicismi perché non c’è molto spazio per le spiegazioni, è necessario introdurre il lettore nel mondo della fantascienza e farla calare nel contesto. Un tizio che va su Giove non basta a farti capire che mondo è, specie se i contatti con la terra sono interrotti.

    Ciao 🙂

  3. Vada per la razza aliena.
    Ciao, Haxe.
    Sono un po’ pignolo sulle ambientazioni fantascientifiche, diciamo che scegliendo Giove come meta del tuo viaggio non ti sei semplificando la vita 🙂
    Pianeta gassoso, gravità fortissima, cicloni inimmaginabili…
    Perché te lo scrivo: per la tua biografia, dalla quale mi sembra di capire che sei ben disposto verso i suggerimenti e i consigli. Il primo consiglio che mi sento di darti è: attenzione all’ambientazione, deve sempre essere il più possibile coerente con le conoscenze attuali. Direi che “coerenza” è una parola d’ordine per la fantascienza. Certo non è l’unica. Un’altra cosa che è meglio evitare sono i “racconti”: spiegare per filo e per segno la società futura che hai in mente non è una buona idea. È meglio che le informazioni che servono al lettore vengano fuori naturalmente dalle situazioni e soprattutto è fondamentale non esagerare nelle informazioni, perché è quasi sempre inutile e controproducente. Nel tuo caso: so che hai pensato un intero futuro, ma a me lettore può non interessare sapere subito perché l’astronauta è partito da solo, così come tutte le notizie sulla situazione politica della terra
    Sono cose che servono a te per costruire il tuo mondo, e visto che le hai pensate è naturale che ce le voglia far conoscere, ma spesso non è una buona idea 🙂
    In sostanza, letto il tuo primo capitolo, il mio consiglio è: racconta meno, fa che le ciò che ci serve per godere del racconto ci arrivino dalle situazioni che i tuoi personaggi vivono.
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw
      Ho letto il tuo commento il giorno in cui l’hai scritto ma ho voluto aspettare per riprendere in mano questo sito. Hai perfettamente ragione in tutto ciò che hai detto e ti ringrazio dei consigli. In questi mesi ho letto e ho cercato di migliorare, proverò a continuare la storia seguendo i tuoi consigli e quelli degli altri 🙂
      Spero che i prossimi capitoli possano essere di tuo gradimento e aspetterò, se vorrai farlo, un tuo commento
      Ciao, a presto

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