LEI GIOCA A DADI

Dove eravamo rimasti?

E siamo giunti all'ultima scelta. Cosa posso domandarvi? Boh, procedo in ordine sparso. Nel finale avremo una sorpresa che… Riguarda il passato di Mila. (75%)

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Rebecca è in piedi, maestosa, il corpo in posa rigida da rugbista, quasi dovesse difendersi da una minaccia imminente.
«Com’è possibile?». Non so neppure se lo dico ad alta voce. Non è neanche una vera domanda, è solo il modo banale con cui manifesto il mio assoluto sconcerto.
Dubito che Mila mi abbia sentito, ma penso che voglia rispondermi a modo suo: infatti, nonostante non l’abbia autorizzata, avverto la tipica vertigine che preannuncia l’inizio di una proiezione neurale. I sensi si distorcono, la coscienza vacilla, esplode in mille frammenti autonomi; mutano pensieri e percezioni, sono… no, Vincent è un sogno che va svaporando.
Adesso, senza che possa dubitare della cosa, io sono Mila.

Osservo Vincent accasciarsi. La sua consapevolezza è persa nella mia, ma quando tornerà in sé ricorderà. Ricorderemo.
Rebecca acchiappa il mio ex compagno prima che rovini a terra: «Che cazzo gli hai fatto?». Mi vomita addosso un mare di insulti, e io non ho voglia di ascoltarla; ho pagato il debito che avevo con lei, ora è meglio che torni a casa. Invio la mia decisione e la vedo sparire.

Parliamo, Vincent, ti va?
Sì?

Hai presente le parole che hai ripetuto ai tuoi alunni, nella proiezione? Le ho davvero pronunciate io, ricordi?
“Cos’hanno, gli umani, di ineguagliabile?
L’immaginazione fine a sé stessa, l’intuito. L’irrazionale”.
Quanto mi era piaciuto vedere il tuo smarrimento. Pensavi ti sfuggisse un significato profondo, perché, tra noi due, mi consideravi la più intelligente.
E io mi crogiolavo nel tuo rispetto deferente. È da persone intelligenti, questo?

Intuito. Le Intelligenze Artificiali non lo hanno? E cosa se ne potrebbero fare?
Però ho scoperto che le IA indulgono in oziosi sogni a occhi aperti, quindi l’immaginazione fine a sé stessa non ci distingue affatto da loro.
No, Vincent, non c’era niente di particolarmente profondo o profondamente vero; era poco più di un insulso gioco di parole, un riferimento al modo in cui creo le storie. A essere sincera, ho pronunciato quella frase solo per giustificare l’ultima parola: irrazionale.
Irrazionale, lo sai, è anche un numero non esprimibile mediante frazioni, è l’insieme matematico di cui fa parte il pi greco.
Tu che sei un insegnante, come spiegheresti a un bambino la bizzarra proprietà di questo numero?
Vediamo… “Se raggruppi le cifre decimali del pi greco a due a due,  le leggerai come una serie di cifre da zero-zero a novantanove. A ciascuna di esse associa una lettera o un segno di punteggiatura. In questo modo scriverai il pi greco come una successione infinita di caratteri che si susseguiranno in tutte le combinazioni possibili. Dunque, prima o poi, a furia di codificare caratteri, scoprirai frasi intere. Libri interi”.
Basta avere pazienza.

Io faccio qualcosa di analogo, Vincent: codifico una successione sterminata di cifre e cerco “pagine” che mostrino una storia.
Sai quanta capacità di calcolo ci vuole, per farlo?
Immensa. Me la assicurava un esoso contratto stipulato con una IA. La quale, neanche a dirlo, lo considerava un inutile gioco.
Irrazionale.

Ma funziona! Spacciandoli per miei, vendo frammenti di realtà.
Realtà possibili.
Improbabili, forse.
Di certo distanti, pensavo.
Immagini il mio stupore quando, vagando tra petabyte di informazioni, ho infine incontrato la Melqart?
Un pezzo di storia, la nostra storia. Il nostro universo.
Perché è successo questo, Vincent: ho aperto il libro di pagine infinite al capitolo in cui sembra descrivere la nostra realtà.
Un lancio di dadi fortunato? Non credo, penso sia il regalo postumo a una figlia.
Sì, Vincent. Tanita è mia madre, la madre che non ho mai conosciuto.
Certo, potrei scoprire se c’è di mezzo mio… mio padre, ma ho voluto sbirciare cose più interessanti. Ad esempio un po’ di tecnologia IA: non le briciole che generose ci dispensano ogni giorno, l’inimmaginabile iceberg che tengono per sé.
Naturalmente, le IA non hanno gradito.
Avrebbero potuto limitarsi a cessare ogni collaborazione con me, invece hanno cercato di eliminarmi.

Il fatto è che… io avevo visto l’attacco. Era lì, codificato anch’esso nell’interminabile stringa. Però stentavo a credere che riguardasse la mia realtà.
Sono quasi morta per convincermene, ma ormai, lo vogliano o no, ho tutti gli strumenti per sfruttare la loro potenza in modi che neppure immaginano. Ironia della sorte, per farlo è sufficiente un dispositivo che hanno progettato le IA stesse, ho impiegato due minuti a stamparlo. Oh, può fare un sacco di cose! Guardami la mano! Sì, è di nuovo al suo posto, aspettavo te per farmela ricrescere e…


Posso carezzarti?
Sì?

La tua guancia, com’è ispida, punge!
Senti la mia agitazione? Te lo aspetteresti, che Mila si faccia travolgere dalle emozioni?
No?
Be’, è inutile indossare armature con te, se tu sei dentro di me.
Ho visto la nostra storia, sai? Solo il passato, il futuro non lo voglio conoscere.
Il futuro sarà la storia che tu deciderai.
Se vuoi, lo scriveremo insieme.
Ti va?
Sono calde, le tue labbra.
Mi è mancata, la tua mano sulle labbra.
Adesso ti bacerò, e aprirò gli occhi.

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182 Commenti

  1. Ciao Jaw. Con grande ritardo sono arrivato a leggere il finale. Hai fatto un ottimo lavoro. Voglio dire, mi hai incasinato con continui salti tra visioni e sogni, ma mi hai anche entusiasmato con descrizioni e dialoghi davvero incalzanti. Come avevo già scritto una volta, non sono un fan della fantascienza, ma questo racconto mi è piaciuto tanto.
    Ti faccio i miei complimenti e attendo una tua nuova storia.

    Alla prossima!

    • Ciao, Muppetz! Grazie per le tue belle parole, sono felice che, nonostante abbia fatto di tutto per confondervi, ti sia piaciuta 😀
      A dirti la verità, l’intenzione era creare un po’ di ambiguità tra “sogno” e realtà… ma forse ho esagerato 😀
      Grazie di tutto, dei complimenti, di esserci stato sempre, di aver condiviso con me anche i dubbi e le critiche, per me è prezioso.
      Ciao, a presto

  2. Jaw buondì. Sono arrivato a te, e a questo racconto, seguendo un po’ il filo dei validi consigli che dai agli altri discendenti di antichi coloni umani che popolano questa piattaforma. Mi permetto solo di esprimere la mia ammirazione per il tuo stile (anche se implementato per un genere letterario da me poco frequentato. Ma credo sia un dettaglio futile: ho letto oggi questo esergo a un romanzo su Augusto: “Un famoso storico latino dichiarò che sarebbe stato disposto a far vincere a Pompeo la battaglia di Farsalo, se lo avesse richiesto un giro di frase più efficace”) e spero di cominiare a seguire presto una tua nuova storia.
    Buon fine settimana.

    • Ciao, Ercole, benvenuto! Ah ah, mi sopravvaluti: cerco di dare le mie impressioni agli altri autori, quando trovo qualcosa di interessante su cui riflettere. Lo faccio anche perché vorrei che gli altri avessero lo stesso spirito con me, ossia vorrei che mi dessero le loro impressioni su ciò che scrivo io. Perché ne ho bisogno, per cercare di migliorarmi.
      Per onestà devo dirti che non so se e quando JAW pubblicherà altro su questa piattaforma. Ma non sarò lontano.
      Ciao, grazie di tutto, a presto

    • Grazie, FueGod!
      Nell’idea originale il racconto doveva essere sostanzialmente un storia d’amore, poi altre logiche hanno prevalso e il freddo acciao, o se preferisci, “i metalli e i polimeri” si sono presi il loro spazio. Mi piace molto la tua definizione, potrebbe essere lo spunto per una sinossi che cattura il potenziale lettore… o editore 😀
      Grazie di tutto, FueGod, a presto

  3. Volevamo delle risposte. Ci hai dato altre domande.
    Nel rispetto di una tradizione letteraria che ha avuto in Isaac Asimov e Philip K. Dick dei degnissimi precursori dell’immenso Jaw – ecco, lo vedi, in fatto di complimenti credo di essere riuscito a fare pure meglio del precedente commento -.
    Molto probabilmente ne sai già a conoscenza però volevo approfittare del commento per segnalarti qualche concorso letterario che potrebbe fare al caso tuo.
    1) Premio letterario Senagalactica
    2) Premio letterario per racconti inediti Urania
    3) Rill
    Una tripletta assolutamente alla tua portata.

    • Lou, grazie.
      Sono senza parole, e credo sia giusto scriverne il meno possibile, in risposta a un complimento così magnifico. Lo accetto, arrossendo in silenzio… Ecco, vedi? Ho già scritto troppo.
      Grazie anche per le segnalazioni dei concorsi. No, non li conoscevo. Sai, è complicato, per me, capire quale strada percorrere, quale genere scegliere, sono il classico esempio di quello che pensa così tanto prima di agire che alla fine rimane impalato a grattarsi il mento.
      Grazie di tutto, serberò le tue parole nel cuore e le ricorderò tutte le volte (e non sono poche) in cui ho bisogno di un’iniezione di fiducia.
      Ciao, a presto

  4. Ciao Jaw,
    incredibile come tu riesca a raccontare cose di difficile comprensione in modo tale che, anche gli ignorantelli come me, riescano a capirci qualcosa.
    Quindi sta tutto scritto da qualche parte, la nostra esistenza è codificata in un’interminabile stringa di cifre? Anche il mio pensiero in questo momento, forse, non è parte di me, non arriva dalla mia mente, ma da un disegno già elaborato chissà dove e chissà quando. Come il rullo bucherellato che gira all’interno di una vecchia macchina musicale, da cui però escono pensieri anziché musica… Ma forse anche i pensieri sono musica… Sto divagando.
    Non so se ho colto la giusta chiave di lettura, ma una cosa è certa, sai scrivere caro Jaw e per accorgersene non servono chiavi di lettura, serve solo abbassare gli occhi e leggere le stringhe di lettere infilate l’una dopo l’altra a comporre bellissimi racconti.
    Ciao e alla prossima!

    • Oh, keziarica, grazie per l’ennesima volta per questo nuovo, bellissimo commento. Sì, la chiave di lettura è quella giusta e mi fa piacere che sia riuscito a comunicarla.
      Sono felice che questo racconto barocco e arzigogolato ti si piaciuto, almeno un po’… credimi, non lo davo affatto per scontato 😀
      Ciao, alla prossima, ci vedremo senz’altro, anche se penso. Be’ JAW si prenderà una lunga pausa 😉

  5. La cosa che non ho capito è “Il fatto è che… io avevo visto l’attacco. Era lì, codificato anch’esso nell’interminabile stringa. Però stentavo a credere che riguardasse la mia realtà.” Di che attacco parla? Quello del drago a Vincent e Rebecca o un altro che mi è sfuggito?*
    A parte ciò, sei comunque riuscito a infilarci la risposta all’antico quesito “cosa deciderà Tanita per la sua gravidanza”? Non che: ma quanto sei romantico? Uno scifista con l’anima di Liala! Ahahaha, scusa, non potevo resistere.
    Se ti pausi, buona pausa, a presto.

    P.S. Però avresti dovuto pubblicare il 14/03!

    • Ciao, befana.
      L’attacco è quello in cui Mila ha perso (temporaneamente) un braccio.
      Be’, l’idea iniziale della storia prevedeva molto più spazio al sentimento.
      Però.., però vorrei che questo sproloquio romantico di Mila (di Mila? Mi pare ci siano entrambi. Di che “mano sulle labbra” parla? E chi è che aprirà gli occhi?) possa anche essere considerato come un delirio… non dico che lo sia, mica voglio influenzarvi… però…
      Pubblicare il 14/03 sarebbe stato perfetto. L’ho pensato anch’io, ma ero troppo in ritardo, se mi fossi accorto qualche giorno prima della data imminente probabilmente lo avrei fatto 😀
      Ciao, grazie di tutto!

  6. Ciao Jaw.
    “Tu che sei un insegnante, come spiegheresti a un bambino la bizzarra proprietà di questo numero?”
    Poi ho riletto il titolo.
    Ho fatto questa associazione, ma dimmi se c’entra qualcosa, oppure sto solo spaziando 😂😂😂
    “Se raggruppi le cifre decimali del pi greco a due a due, le leggerai come una serie di cifre da zero-zero a novantanove. A ciascuna di esse associa una lettera o un segno di punteggiatura. In questo modo scriverai il pi greco come una successione infinita di caratteri che si susseguiranno in tutte le combinazioni possibili. Dunque, prima o poi, a furia di codificare caratteri, scoprirai frasi intere. Libri interi”
    E tu hai messo una serie di combinazioni di caratteri per poi inserire il titolo del tuo racconto.
    Credo per farmi (parlo solo di me, perché, magari, sono solo io che mi sto chiarendo le idee) capire il senso di quella frase.
    Scusa se te lo dico, ma tu sei il genio del male. Ovviamente è un complimento allo stato puro. Io non so che dire….
    “Cos’hanno, gli umani, di ineguagliabile?
    L’immaginazione fine a sé stessa, l’intuito. L’irrazionale”.
    Ti sei descritto, Jaw.
    Davvero.
    Complimenti.
    Ilaria

    • Ciao, Ilaria!
      Ma sì! il titolo allude a quello e sono contentissimo che qualcuno l’abbia capito! In realtà ho proprio sostituito le prime cifre del pi greco così come descrivo.
      Anche se ti devo dire che, ricontrollando, ho visto che ho sbagliato a sostituire qualche carattere verso la fine… te n’eri accorta? 😀
      Be’, se sono riuscito a far passare un concetto tutto sommato non proprio semplicissimo sono contento. Ah, per quanto riguarda il “Lei gioca a dadi” presente nella stringa, confesso di averlo aggiunto io, non sono riuscito a trovarlo nelle prime centomila cifre del pi greco… Ma da qualche parte c’è, questo è certo! Da qualche parte c’è il titolo e tutta questa storia, compresi i commenti 😀 😀
      Grazie mille per il tuo commento e per i complimenti, e grazie per esserci sempre stata, a farmi compagnia, a darmi le tue impressioni, a ripagarmi dell’irrazionale sforzo che metto in queste storielle arzigogolate 😀
      Ciao, giovane!

  7. Ok. Ho capito Mila, ho capito chi è, ho capito cosa le è capitato e cosa voleva fare. Ho intuito la questione delle IA, ma non ci ho capito un cavolo sulla storia.
    O questo racconto era poco adatto alle 10 pagine oppure ti sei perso qualcosa per strada e non sei riuscito a riordinare tutti i pezzi del puzzle.

    Se hai qualche spiegazione da darmi, ben venga, altrimenti ti aspetto alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao, Red.
      Ah ah, un casino, eh? 😀
      Premetto una cosa: dal mio punto di vista non ho perso alcun pezzo del puzzle, ossia non mi pare di non aver dimenticato qualcosa che ritenessi necessario scrivere. Questo naturalmente non vuol dire che la storia, conclusa, sia chiara e lineare, e la prova inoppugnabile di questo è che a te ha lasciato troppi punti oscuri.
      Io vado matto per “l’esegesi” dei miei stessi testi, però in questo caso non purtroppo molte spiegazioni da dare.
      Ti dirò come ho inteso io questa storia: la considero un contenitore delle altre,vale a dire che chi legge potrebbe sostituire al “riassunto” della proiezione neurale ciascuna delle altre storie scritte da JAW, nell’ordine: Il Canto di Tau Ceti, Il bastione di sabbia, Un mondo senza gente. Il decimo capitolo ne suggerisce una quarta non ancora scritta, e non so se mai la scriverò. Né so se mai riediterò questi quattro (o cinque, se mai lo scriverò) racconti per farne qualcosa di più lungo e organico. Mi piacerebbe, ma richiederebbe uno sforzo che metterebbe a dura prova la mia indole pigra.
      A parte questo, ho voluto che la storia fosse interpretabile, che il lettore stesso si ponesse delle domande. Certo, speravo di avergli dato abbastanza elementi da considerare almeno un paio di risposte possibili, ma forse non ci sono riuscito 😀
      La storia è essenzialmente un viaggio che oscilla tra realtà “reali” e fittizie che si incontrano, si sovrappongono e si confondono. Cosa è fittizio, cosa non lo è? L’ultima parte della storia è “realtà”, oppure è la risposta alla richiesta di Vincent che al termine della terza proiezione chiede una storia che parlasse di lui e Mila?
      Il finale, è un ricongiungimento di due ex amanti oppure è un’illusione? E se è un’illusione, di chi è? Di Vincent? Di Mila? Già, perché al termine lei parla con due voci nella sua testa…
      Insomma, a me affascinava lasciarvi pensare a molte possibilità, come un’ultima scelta, inespressa, che ciascuno di voi potrà fare pensando a questo racconto.
      Io penso che, molto semplicemente, il racconto non abbia fatto vibrare le giuste corde in te, che è un modo fighetto per dire che non è un genere di racconto che ti può piacere 😀
      Nonostante questo, sei gentilissimo e mi chiedi qualcosa che ti possa far riconsiderare il tuo giudizio. Be’, non so se ti ho fornito qualche elemento in più, ma non preoccuparti, avrei accettato anche una stroncatura totale, in fondo questo era un esperimento un po’ egoista: sono andato per la mia strada nonostante fossi consapevole che non avrei incontrato i particolari favori dei lettori.
      Grazie, Red. Grazie di tutto, di esserci stato sempre e di tutti i tuoi commenti, che mi hanno permesso di spiegare e di riflettere, due cose estremamente importanti 😉
      Ciao, a… presto? A dire il vero non lo so, penso che JAW si prenderà una lunga pausa.
      Ciao e basta, aleggerò qua intorno.

      • Diciamo che io dalla fantascienza mi aspetto qualche spiegazione in più 😉
        L’idea che nel finale non si capisse se è un’altra proiezione neurale o la realtà, era molto interessante, ma, per il mio parere, non l’hai resa bene.
        Come si suol dire: tutta esperienza per le prossime storie 😉
        A risentirci appena avrai nuovi spunti 🙂

        Ciao 🙂

  8. Ma ciao! 😛 Qual buon vento eheheh!
    First thing first: ho votato per il passato di Mila, visto che al momento è il personaggio che più mi incuriosisce!
    La garanzia, con i tuoi racconti, è l’assoluta certezza che iniziando a leggerli non puoi fare a meno di finirli entro mezz’ora dall’inizio della lettura, tutti di seguito!
    Alcuni passaggi mi sono sembrati un po’ confusi (e da quel che ho letto nei tuoi suggerimenti di prosecuzione, anche tu a volte sei sembrato tale 😛 ). però tutto sommato il mistero c’è, la classe c’è, le belle parole ci sono pure! Ecco, forse mancano un po’ di tecnicismi che ti hanno contraddistinto nei passati racconti!
    In ogni caso bravo, come al solito 😉

  9. Il passato di Mila.
    Mi diverte vedere quello 0% sull’opzione ‘già non c’ ha capito niente etc. ‘.
    Ora delle due una, o tu sei stato bravissimo a rendere una storia non semplicissima comprensibile per tutti o i tuoi lettori sono in gran parte dei bugiardi, incapaci di ammettere i propri limiti.
    Sì, vero anche io non ho votato quell’opzione, però (e potrebbe essere questo il motivo che spiega quella zero) solo perché la rivelazione cui accenna anche Maan qui sotto è stata talmente potente da illuminare a giorno anche i passaggi più ermetici dei precedenti capitoli.
    Non lo so se riesco a farti un complimenti migliore di questo, perciò fattelo bastare. Straordinario. 🙂

  10. Il ruolo di Vinc, è il protagonista dall’inizio.
    Trovo il twist (si usa anche in italiano o no? la “trovata”, il colpo di scena, insomma) assolutamente notevole, quasi geniale e, d’altra parte, la sublimazione della tua autoreferenzialità: le tue storie passate non sono racconti ma “realtà possibili”, altri piani di realtà… sommo Jaw, mi inchino davanti al tuo genio creativo. Si sa mai che scopro che anche la mia vita non è altro che una eventuale realtà possibile scritta da te qualche tempo fa. XD
    Scherzo, piaciuto molto, mi chiedo come chiuderai il tutto e sono molto curiosa.
    Ciao

    • Ciao, Maan. Ha beccato in pieno il messaggio, la realtà che ho intorno non è che una storia che mi racconto 😀
      Grazie dei complimenti, sei veramente gentile e mi fai felice, ma più ancora di questo sono contento che ti sia piaciuto. L’autoreferenzialità non era (del tutto) prevista dall’inizio, ma avrà un ruolo fondamentale nel finale.
      Grazie di tutto!
      Ciao, a presto

  11. Ciao Jaw,
    riccomi.
    avrei voluto scegliere la prima opzione, ma poi ho pensato che il passato di Mila possa aiutarmi a capire di più di questo bel racconto.
    Il tuo è un livello superiore, c’è poco da fare.
    “… diventa un’onda calda che mi squaglia le gambe incollandole a terra.” Con una frase hai raccontato una sensazione e lo hai fatto in modo diverso, non banale.
    Bravo Jaw, non è che debba dirtelo.
    Aspetto il finale e ti saluto, sperando che ci siano nuovi racconti in cantiere…
    Alla prossima!

    • Ciao, keziarica. Grazie, hai sempre bellissime parole, le accetto con piacere… e con la consapevolezza che sei molto, molto gentile 😀
      Per.quanto riguarda i nuovi racconti di SF in cantiere, è probabile che JAW si prende una lunga pausa 🙂
      Ciao, a presto

  12. Ciao Jaw
    Ho scelto di sapere qualcosa sul passato di Mila….
    Sei anche tu al nono capitolo e ora sono proprio curiosa di vedere come riuscirai a concludere questo strano viaggio.
    Ho come l’impressione che non sarà una cosa semplice!!
    Ciao Jaw al gran finale!
    Ilaria

    • Sono vicino al finale, e ho notato ora che mi sono perso il tuo. Perdonami, non sono stato particolarmente costante, con le letture.
      Non so, ho già scritto una bozza del finale, non particolarmente semplice, in effetti. Ma lo dovrò cambiare, probabilmente lo incasinerò ancora di più 😀
      Grazie di tutto e anche di avere avuto la pazienza di seguirmi sin qui.
      Ciao, a presto

    • Ah ah, mi dispiace di averti confuso, Red. E mi spiace anche doverti informare che no, non è previsto alcun sequel, anzi con ogni probabilità è la storia con cui JAW si concederà da questa piattaforma 😀
      L’ho scritta “più per me che per voi”, anche se con i vostri commenti mi avete influenzato moltissimo, avete proprio cambiato il corso della storia. Grazie di tutto e scusa in anticipo se molti punti ti rimarranno un po’ oscuri.
      Ciao, a presto

  13. Uhm, qualcosa non mi torna… io la seguivo la tua storia, e non ho ricevuto più alcuna notifica… mah, mistero.
    Ciao Jaw, mi spiace non esserci stata per votare a ogni episodio, ma ora ho ripreso il filo del discorso e sono qui.
    Non che faccia una gran differenza, ma mi fa piacere partecipare.
    Io voto per un aiuto nella fuga.
    L’idea dei viaggi virtuali, e forse te l’ho già detto, mi piace molto , avevo pensato di scriverne anch’io, ma non sarei all’altezza, troppo complicata la fantascienza.
    Ciao e alla prossima!

    • Ciao, keziarica.
      Non preoccuparti di non aver votato, forse ci hai anche guadagnato un po’ in “comprensibilità del testo” 😀
      Leggere un capitolo alla volta tra intervalli lunghi di tempo non aiuta di sicuro.
      Credo che tu sia all’altezza di qualunque genere, semplicemente, scrivendo di fantascienza, avresti uno stile diverso dal mio… cioè avresti il tuo stile 😀
      Ciao, grazie di tutto, a presto

  14. Ciao Jaw.
    Passaggio epico: “Vincent”. “Sì?”. “Sei un coglione”.
    Magnifico. Nei dialoghi tra Rebecca e Vincent ti sei superato, sono coinvolgenti e convincenti. Reali nonostante l’ambientazione incredibile.
    Per la scelta, opto per la (mia) confusione: Non so quale dovrebbe essere il suo ruolo, ma so che farà il doppio gioco.

    A presto!

  15. Non avrei voluto ma ho dovuto scegliere il doppio gioco: Khalisa, AI, difficile sfuggire alla lealtà alla propria specie.
    Il capitolo mi è piaciuto molto ma ho una domanda che preme per essere espressa:
    ma questa trama era prevista dall’inizio, quando ci hai mostrato il primo incontro e la prima esperienza di “storia vissuta” o a metà hai deciso per un cambiamento di rotta portandoci a cercare la scomparsa Mila? Sono molto curiosa, anche se ho la mia ipotesi.
    Ciao
    P.S. Se muore, a me mancherà ^^

    • Be’, però Rebecca dice anche che qualcosa che “dovrebbe essere una IA” sta tenendo a freno le creature, quindi potrebbero esserci due fronti 😉
      Ciao, Maan,
      No, all’inizio non era prevista una “caccia a Mila”, è emersa in corso d’opera. Il bello e il brutto di far passare molti giorni tra un capitolo e l’altro è che pensi, rimugini, inventi, costruisci. È retorico dirlo, ma è anche piuttosto vero che la storia, in una certa misura, si costruisce da sola: penso alle fasi in cui ti immagini una situazione, cerchi di correggerla per renderla coerente e alla fine l’hai corretta così tanto che non ha niente a che vedere con la situazione che avevi immaginato all’inizio. Lo trovo affascinante.
      Direi che è ciò che è accaduto a questa storia: volevo scolpire un ippogrifo, ma mi è venuta fuori una patata 😀
      Grazie di tutto!

      Ciao, a presto

  16. Ciao Jaw, davvero molto bello questo capitolo! mi piace molto il modo in cui scrivi e come caratterizzi ogni personaggio, ripeto, soprattutto Rebecca che mi piace davvero molto, quindi non voto per il doppio gioco perché penso che davvero non le si addica un ruolo così … ho votato “troverà qualcosa che aveva perso”, aspetto il seguito 😉 a presto 🙂

  17. Sai che sono dannatamente indeciso? Col fatto che ci sono stati loop e salti temporali tra finzioni e realtà, non so proprio quale possa essere il ruolo di Rebecca, ma il doppio gioco non le si addice (almeno dal poco che ho visto); di conseguenza o dovrebbe favorire una fuga o trovare qualcosa che ha perso… tiro a caso… qualcosa che ha perso!

    Continuo a trovare affascinante Tian Cang, ma credo che chi non abbia seguito le storie precedenti, ci capisca ben poco. Forse dovresti mettere un riassunto da qualche parte 😉

    Ciao 🙂

    • Ah ah, in effetti ho dipinto Rebecca troppo amichevole per assegnarle il ruolo della doppiogiochista… ma sai, scrivendo mi è venuto il dubbio e ho deciso di far scegliere a voi 😀
      Capisco il tuo dubbio su quanto poco possa capire chi non ha letto il resto, ma non ho intenzione di mettere riassunti che rischiano di essere spoiler di altre storie. Questo racconto è così, fastidiosamente “ermetico”, in alcuni punti, ma spero che non mi consideriate troppo spocchioso per aver deciso di tirare dritto, ho valutato il fatto che la maggior parte di voi conosceva già il mio mondo, sperando (ingenuissimo! 😀 😀 😀 ) che gli altri fossero incuriositi dai riferimenti e andassero a leggersi anche il resto.
      In un ipotetica versione completa, questa storia sarebbe il contenitore delle altre, in una sorta di romanzo a episodi.
      Grazie di tutto!
      Ciao, a presto

  18. Rebecca mi piace proprio. Molto ‘vera’.
    Devo dire che ho storto un po’ il naso sulla storia che la scarica che lascia partire per friggere il mostro (e che finisce per friggere pure lei) fosse stata calibrata in maniera da non arrecare alcun danno a Vincent. Il fatto che tu abbia avvertito la necessità di spiegarlo mi sembra dimostri che fossi abbastanza consapevole della scarsa credibilità di questa soluzione. Ed è un’aggravante Jaw. L’aggravante di un reato comunque non grave, intendiamoci; te lo segnalo giusto perché è la sola cosa che non mi abbia convinto del tutto in un’episodio ancora una volta costruito e scritto benissimo.

    • Ciao, Lou. Grazie come al solito dei complimenti e delle osservazioni.
      Tengo a precisare una sola cosa: il fatto che sia “scarsamente credibile” che una scarica elettrica si comporti in quel modo non significa che non sia “vero” o addirittura “probabile”. Ti faccio un esempio improprio, ma che rende l’idea: se ti trovi all’interno di un’automobile che viene colpita da un fulmine, non avrai alcun danno, perché la carica si distribuisce solo sulla parte esterna del conduttore, in questo caso la carrozzeria. Ecco, non paragono il corpo di Rebecca a una carrozzeria, ma non è neppure troppo distante 😀
      Però hai ragione: sapevo che non avrebbe convinto e mi sono preoccupato di fornire giustificazioni. E questo non è bene. Però, mettiti anche nei miei panni: mi serviva qualcosa che distruggesse il corpo di Rebecca senza esplosioni… non ho trovato di meglio 😀
      Grazie di tutto!
      Ciao, a presto

  19. Ehilà, padrino!
    Prima di questo capitolo non ero certo che le tue storie si ambientassero tutte nello stesso universo, ma mi fa piacere riscontrarlo ora. Ho anche meno difficoltà ad accettare i riferimenti a tecnologie e metodi che hai spiegato in altri continuum.
    Non ho capito bene la dinamica dell’aggressione: sono incerto se Il mostro si sia arrotolato attorno a loro come un pitone o che abbia cercato di inghiottirli entrambi assieme (siccome menzioni le sue fauci), poi un’esplosione causata da Rebecca l’ha sbalzato via senza colpire Vincent che era stretto a lei? Mi sembra strano che poi sia andato a finire a metri di distanza ma in posizione arrotolata. Capisco anche che Rebecca abbia dosato la forza del colpo ma possibile che Vincent stretto a lei non abbia davvero sostenuto il minimo danno?
    Chiedo scusa se mi sono perso qualche dettaglio della storia! Per il resto è sempre molto convincente e fluida.
    Ciao e a presto
    M

    • Ehilà, figlioccio 😀
      Fino agli ultimi capitoli, non “sapevo” neppure io che saremmo tornati nel vecchio Tian Cang. È andata così, è la mia solita “autoreferenzialità” 😀
      Se non sbaglio ne ho discusso anche con te: a parole non sono per i sequel, nella pratica ogni storia che ho scritto qui sopra (per quanto io speri che si possa leggere anche come un episodio a sé stante) è collegata strettamente alle altre.
      Questa ultima, poi, è finita per diventare il naturale contenitore delle altre, così che, se mai dovessi scrivere un romanzo di fantascienza, probabilmente partirei revisionando questi racconti e strutturandoli in questo modo. Insomma, un romanzo come una catena di storie collegate tra loro. Più probabilmente non farò nulla di tutto ciò 😀
      Riguardo al tuo dubbio: il drago cerca di divorarli e Rebecca molla una mega schicchera elettrica al bestione, rimanendo bruciacchiata a sua volta (è un po’ la storia degli elettrodi, se la corrente fluisce da uno all’altro si abbrustoliscono entrambi 😀 ) ma riuscendo, dall’alto della sua incredibile intelligenza, a non far finire neppure un misero elettrone su Vincent (e qui ci sarebbe anche un discorso di elettrostatica: Vincent è “dentro” Rebecca).
      Perché poi il drago sia finito a qualche metro… boh, la scarica l’avrà fatto saltare.
      Ciao, grazie di tutto, a presto

  20. Ciao Jaw. Scusa se ti scrivo con colpevole ritardo. Capitolo molto coinvolgente. Il personaggio di Rebecca, così scurrile e diretto, ha messo pepe nell’episodio bilanciando (o forse dovrei dire sbilanciando) la calma riflessiva di Vincent.
    Ottimo lavoro. Avevo votato le profondità oceaniche, ma noto che l’astronave è in netto vantaggio.

    A presto!

  21. Jaw ciao
    spostiamoci nell’astronave e vediamo il prossimo mondo come sarà.
    Le tue descrizioni sono davvero incredibili.
    Rebecca ha un caratterino niente male per essere artificiale 😂😂😂
    Attendo il prossimo capitolo, nel frattempo ti auguro un buon weekend, ciao!
    Ilaria

  22. Vada per l’astronave inforestata.
    Col bollito misto ci vanno la senape e la mostarda, no, così, volevo dirlo.
    Non dirò che mi sono persa, ma non ho la più pallida idea del perché le creature kalesiane, o come si scrive, c’è l’abbiano con lui. E ancora non sappiamo cosa fosse successo tra lui e Mila.
    Né chi diavolo è poi sto Vincent. Insomma, non sappiamo nulla, pendiamo dalla tua penna, o sommo creatore di mondi.
    Ciao

    • Sì, in effetti indichi i due punti oscuri che avrei intenzione di sviluppare prima del fatidico, decimo capitolo. Ah, no, è vero, sono tre, Vincent dovrebbe presentarsi un po’ meglio… boh, speriamo bene 😀
      Grazie di esserci!

      Ciao, a presto

    • Ciao, FueGod.
      Be’, probabilmente hai ragione: la storia nasce diversa, poi mi sono lasciato trascinare in questo garbuglio, incoraggiato soprattutto dal fatto che tra voi (cinque?) lettori la maggior parte aveva letto le storie precedenti. In questo capitolo ho notato troppo tardi che mi è sfuggito un “Salamura” che è del tutto criptico per chi non ha letto il precedente (anche se avevo intenzione di tornarci). In ogni caso, ho cercato di dare a chi non ha letto il resto gli elementi strettamente necessari a seguire il filo. Il problema è che il filo è pieno di nodi 😀
      Ma non lo rinnego, sia chiaro, la storia la voglio proprio scrivere così, tanto mica sto cercando di venderla 😀
      Le chiavi nella borsetta? Sapevo che avresti cominciato a capire… FueGod, svegliati!
      Il tuo non è un nickname, è il tuo vero nome: ti chiami davvero FueGod e abiti il sesto pianeta del sistema stellare che incontri svoltando a destra a Proxima Centauri e proseguendo dritto per nove anni luce. Sei nato nel 15-mo millennio o giù i lì. La tua pelle è verde a pois arancioni in conseguenza di una mutazione genetica e hai una ragazza che si diverte a neuroraccontarti storie strampalate 😀
      Ciao, a presto

    • Ah ah, capisco il tuo smarrimento… ma sinceramente non so quanto bere riuscirò a rendere chiara una situazione che vuole esprimere il massimo dello smarrimento e della confusione… spero che questo non significhi che ti perderò come lettore 😀
      Grazie di tutto!
      Ciao, a prestoo

  23. Bello. Davvero molto, molto bello.
    Stavolta non ho molto da dire.
    A me pare ci sia forma e sostanza. Rispetto al precedente (ma avevi anche spiegato il perché) ho trovato la scrittura molto più fluida.
    Visivamente efficacissimo, sembrava di essere lì. Restano molte domande senza risposta ma per quelle abbiano tempo.
    Pure a me mi ispirano le creature artificiali. Fantastico!

  24. Ciao, Jaw!!
    Anche io ho percepito l’atmosfera vittoriana, come Maan Keno, malgrado le luci al neon. E mi piace molto. Assai carina l’espressione “garbuglio barocco”, in particolare. In barba ai molti fili sciolti, il capitolo è molto chiaro. Ho dovuto leggerlo solo una volta per non avere dubbi.

    Il racconto ha decisamente accelerato, wow. Una mia insegnante una volta mi disse che “è scritto bene quando ne vuoi ancora”, e ora sono piuttosto impaziente di leggere come continua.

    Resto sintonizzato!

    • Ciao Massimo e perdonami se ti rispondo con questo ritardo.

      Sì, il richiamo è quello che ha individuato Maan: proiezioni neurali come devastanti fughe dalla realtà, come l’oppio del (Quinto?) millennio; a dirti la verità, quando l’ho scritto, più che all’Inghilterra vittoriana pensavo al West di Sergio Leone, a Gian Maria Volonté, imperlato di sudore, disteso sul sofà nella fumeria cinese…
      Però il concetto è identico.
      Non ritenerti estraneo all’accelerazione del racconto. Qualcuno mi ha scritto, tempo fa, “Ho l’impressione che ci sia in serbo un bel colpo di scena, non so perché”, costringendomi a chiedermi: “Ma ce l’ho davvero, un colpo di scena?”.
      Può darsi che la frase di quel qualcuno sia la classica profezia che si autoavvera 😀
      Ciao, grazie di tutto, a presto

  25. Ciao Jaw
    Eccoci al sesto capitolo.
    Bene, a parte la confusione, ovviamente voluta, date le circostanze, ho votato per l’enclave Kalisiana.
    Dopotutto Vincent sta guardando una creatura non proprio “viva”, quindi presumo che si debba andare in un posto dove ci siano Delle creature sintetiche.
    Mi è piaciuto Jaw e sto provando le stesse sensazioni, di quando ho visto Inception con Di Caprio oppure Matrix….. Insomma mondi strani, confusi, tutti da scoprire.
    Ciao!
    Ilaria

    • Ciao, Ilaria. Ho visto e apprezzato molto sia Matrix che Inception e mi fa molto piacere il tuo accostamento. Non perché pensi che il mio scalcinato racconto sia paragonabile a quelle opere, piuttosto perché il concetto di fondo è lo stesso: dove comincia il sogno? Come possiamo distinguerlo dalla realtà?
      Grazie mille, sono contento che ti sia piaciuto.
      Ciao, a presto

    • Che casinista, sono, non ti ho ancora risposto. Scusa, Fue!
      Grazie del commento e non preoccuparti della parità (anche perché non c’è più 😀 ).
      L’ambientazione che hai scelto mi piace, ed è forse la più “sfidante”.
      Staremo a vedere 😉
      Grazie di tutto
      Ciao, a presto

  26. Il cuore mi spinge verso l’enclave kalesiana.
    Mi sono immaginata il posto in cui Vincent si sveglia come una specie di fumeria d’oppio della Londra ottocentesca mixata alla realtà di Matrix e le precog di Minority Report, molto suggestivo.
    Due sole cose non mi sono piaciute: i “confusi scintillii cangianti che disintegrano impietosi il palcoscenico di vite solo immaginate” che mi pare una frase molto arftificiosa, e le “sordide sale di sordidi spacciatori”, penso sia voluta ma la ridondanza mi pesa.
    Ciao, signor meta-meta-metaracconto 🙂

    • Ah ah, sulla frase avresti anche ragione, ma a me piace soprattutto perché l’ho “partorita” così, spontaneamente barocca 😀
      Sull’altra frase: sì, la ridondanza è voluta e… boh, mi pareva che esprimesse bene ciò che avevo (Vincent aveva) in mente, in questo caso avrei trovato artificioso cercare sinonimi ma non so dirti perché.
      La fumeria d’oppio è esattamente il parallelo che avevo in mente, si fa un gran parlare di realtà virtuale, ma ci sguazziamo da molto prima che inventassero il computer 😀
      Grazie di tutto!
      Ciao, a presto

    • Ciao, Red.
      😀 😀
      Permettimi di non rispondere alle tue (giuste) domande: in realtà speravo che il lettore se le facesse, ci contavo proprio 😀
      Poi, certo, mi rendo conto che non a tutti piace avere dei dubbi su cosa stia succedendo, avere la sensazione di non avere capito nulla di ciò che sta leggendo…
      O forse non piacerà a nessuno, lo vedrò presto 😀
      Di una cosa sono certo: la storia dell’avambraccio si chiarirà a breve 😀
      Grazie di tutto,

      Ciao a presto

    • Ciao, Muppetz!
      Ah ah, grazie per i complimenti sulla forma e grazie anche per avermi manifestato le tue perplessità sulla sostanza 😀
      Anche se non sembra, in genere (o “in altri generi”) sono piuttosto attento alla chiarezza di ciò che scrivo. Ma questa storia si sta sviluppando così, “un mistero anche per me”. Di certo volevo che voi percepiste lo spaesamento di Vincent e la sua difficoltà a decidere quale sia la “vera” realtà, ma ho l’impressione di non esserci riuscito benissimo.
      Grazie di tutto!
      Ciao, a presto

  27. Ciao Jaw. Non sono un amante della fantascienza, ma il titolo della storia mi ha attirato al punto che… eccomi qui. Ho letto tutti i capitoli in un sol boccone e in pochi minuti, e questo è indice di una scrittura fluida. La storia è, per me che sono un estraneo di questo genere, ingarbugliata ma accattivante. In sintesi: ti faccio i miei complimenti.
    Per il prossimo capitolo ho votato “Mila è una fuggiasca”, perché mi pare che Vincent in qualche modo la voglia inseguire. Insomma, è tornato da lei dopo averla lasciata, forse per un pentimento o chissà…

    A presto!

    • Ciao, Muppetz.
      Ti chiedo scusa per il ritardo con cui ti rispondo e ti ringrazio di cuore per i complimenti.
      Sì, la storia è ingarbugliata, fin troppo… diciamo che sto “osando” un po’ di più rispetto agli altri racconti che ho scritto, sperando che i miei cinque lettori mi perdonino la cripticità di alcuni punti.
      Forse non è la storia più adatta con cui tu, da “esterno al genere” puoi approcciare la fantascienza – o sedicente tale 😀 – quindi ti ringrazio doppiamente per aver letto sin qui e spero che possa interessarti anche il seguito 🙂

      Grazie di tutto

      Ciao, a presto

  28. Ciao Jaw.
    Il capitolo mi è parso piuttosto macchinoso.
    Poco fluido, rispetto ai tuoi standard.
    La parte relativa al pi greco pur nel suo fascino, rimane egualmente ostica.
    Almeno per me, che ho passato quasi tutti i week end della mia adolescenza a provare a capire la matematica con risultati che andavano dal ‘boh’ al ‘mah’ al ‘e che cacchio’, preludio ultimo all’ascesa verso una pacifica rassegnazione da condannato a morte.
    È difficile per chi la matematica la comprende, comprendere la frustrazione di chi non la comprende.
    Una grossa fetta di difficoltà sta proprio lì.
    Capisco anche il rischio implicito di eccedere nel didascalico, ma il genere lo ammette (proprio per i motivi di cui sopra).
    Forse sarebbe bastato inserire nel testo alcune delle chiarissime delucidazioni che hai riservato alle risposte ai commenti qui sotto.
    Un’ultima cosa: la tua AI l’avrei voluta molto più scurrile.
    Mi pare si vada verso una fuga a due: quindi Mila e Vincent fuggono insieme.

    • Ciao Lou, scusa il ritardo con cui ti rispondo.
      Ti ringrazio per le osservazioni, puntuali e utili.
      È vero ciò che scrivi, la poca fluidità, l’ermetismo. Sono problemi che ho considerato, ma alla fine ho deciso di lasciare il capitolo così com’è. Se ciò sia dovuto all’alterigia di chi pensa di non aver bisogno di essere capito o alla pigrizia di riscrivere da capo i cinquemila caratteri rimane un mistero anche per me 😀
      Fino a un certo punto, però, perché effettivamente la mia intenzione era che tutto apparisse un po’ (o molto) oscuro. Insomma: è una IA che ti palesa il proprio pensiero, pretendi davvero di capirla?
      Quando ho pubblicato, sapevo che avrei fatto una scortesia ai lettori, ma ho deciso di soprassedere e tutto sommato non me ne pento.
      Per questi motivi rimango del parere che le delucidazioni vanno bene nei commenti, ma non nel testo del racconto.
      L’aggettivo “scurrile” riferito alla IA era solo un ammiccamento per chi ha letto “Un mondo senza gente”, intendevo solo far capire che la IA in questione era Salamura, il vecchio (?) professore marpione.

      Grazie di tutto, ciao a presto

    • Ah ah, allora sei tu il responsabile del “punto misterioso” 😀
      E io che speravo fosse un anonimo ammiratore!
      Ciao, FueGod.
      Complicato? Boh, sono a un bivio della storia: l’avevo immaginata in un certo modo, ma potrebbe evolvere in modo completamente diverso. Ci devo pensare. In realtà ci sto pensando da quando ho pubblicato il quinto. Vedremo.
      Grazie di tutto!
      Ciao, a presto

  29. Ciao Jaw
    Facciamo fuggire insieme Vincent e Mila.
    Le mie conoscenze matematiche si sono fermate alle scuole superiori, quindi mi sono persa alla grande, ma a parte la lezione sul pi greco, il capitolo mi è piaciuto.
    Ciao alla prossima!
    Ilaria

    • Ilaria! Ciao, scusami se ti rispondo solo ora 🙁
      Mah, la divagazione matematica è un piccolo delirio, non che non sia “vero”, lo è ma anch’io non so niente di più di ciò che ho scritto, nonostante abbia fatto un po’ di esami di matematica 😀
      Grazie di esserci, vorrei rassicurarti: il seguito dovrebbe essere meno “matematico” 😀
      Ciao, a presto

  30. Ciao JAW!
    Perdona la stupidità ma non sono certo di aver capito la domanda finale: ovvero, saranno fuggitivi nell’ambito della proiezione neurale? O si scoprirà che lo sono nella vita vera?

    Ad ogni modo, in ambo i casi mi piace pensare che il fuggitivo sia lui, quindi mi accodo.
    Molto intrigante la parte dell’IA, è quel tipo di narrazione convoluta fantascientifica che ammetto che non sono in grado di realizzare senza sembrare incoerente o vaneggiante. Fa quell’effetto “è chiaro, ma non so spiegarti perché” che mi piace del genere sci-fi.

    Buona scrittura e a presto, caro JAW.

    • Be’, veramente non ti devo perdonare proprio nulla: le due opzioni che indichi sono entrambe valide, anzi, ho proprio voluto giocare sull’ambiguità della domanda 😀
      Grazie veramente, della lettura e dei complimenti.
      Ciao, a presto

    • Ah ah, grazie per il carino, ero e sono molto incerto sul risultato finale di questo capitolo 😀
      La digressione sulla pazzesca (ma per il momento inutile) proprietà del pi greco ha un suo perché, mi fa piacere che l’abbia apprezzata.
      Grazie di tutto 😀
      Ciao, a presto

  31. Mila è una fuggiasca.
    Quindi tutti quelli che hanno perso la testa cercando l’equazione che racchiude Dio o il senso del mondo o chiamiamolo come vuoi, hanno perso tempo, avevamo già il pi?
    Ho un’obiezione: hai detto che riusare i tuoi racconti è una scelta accessoria, però qui, secondo me, chi non ha letto un mondo senza gente non capisce nulla di questa storia di AI, Tanita e labirinti. Il che da una lunga parte di capitolo decisamente ermetica. Ma forse mi sbaglio o forse è un modo per invogliare nuovi lettori a scoprire le tue precedenti storie.
    Ma tu vuoi dire che Mila lo perdona e accetta subito quello che le chiede?
    Ciaociao

    • Ciao, befana.
      Il pi greco contiene in sé tutte le verità è tutte le bugie, quindi in sostanza, nessuna informazione utile… A meno di non sceglierne, come fa Mila, dei sottoinsiemi per codificare universi arbitrari 😀
      Direi che “criptico” è uno degli aggettivi più teneri che mi potessi aspettare. Per molti motivi non rinnego affatto questo capitolo, anzi, lo rivendico come necessario al resto del racconto, ma mi rendo conto che è un po’ ostico.
      Ho scritto che riusare i miei racconti era una scelta accessoria? Ho paura che potrebbe non essere più così 😀
      Ma non perché vi voglia prendere in giro, perché la storia è sempre stata in divenire, e potrebbe prendere una direzione che non avevo in mente all’inizio.
      La cripticità del capitolo dipende anche, in parte, dal fatto che non voglio scrivere troppo della storia che includo, per evitare di auto-spoilerarmi con chi non l’ha letta 😉
      Grazie di tutto, anche del tatto con cui hai mosso la critica (scommetto che quando l’hai letto hai pensato in termini più coloriti 😀 )

      Ciao, a presto

  32. Ciao Jaw,
    sei troppo avanti per le mie limitate capacità. Ho letto e capito, interpretato a mio modo quello che può essere il risvolto di questo racconto, ma ho realizzato solo mie deduzioni illogiche… Sono colpita. Quello che stai mettendo insieme è più o meno quello che immaginavo al principio, ma tu lo stai facendo talmente bene che quasi non riesco a scorre più l mia idea. Mi spiego: stai sviluppando quello che immaginavo, ma in modo troppo intelligente per essere compreso appieno da una semi-analfabeta come me 😉
    Mi riferisco al mondo della fisica (in senso lato) e non solo…
    Alla prossima Jaw, vediamo il fuggitivo che combina.

    • Ciao keziarica.
      Allora, vorrei chiarire un punto: dopo aver postato questo capitolo ho pensato “È semplicemente illeggibile”. Insomma, è pretenzioso ma si arena nel poco spazio a disposizione.
      Il fatto è che mi premeva cominciare ad accennare una sola cosa, che ancora non è chiarissima ma lo sarà in seguito, e non ho trovato una forma migliore per farlo.
      La questione del pi greco che cito è vera e affascinante, per quanto non molto “utilizzabile” all’atto pratico. Per capirla, un metodo è questo: puoi immaginare di prenderne le cifre decimali a due a due, così che hai i numeri da 00 a 99. A ciascuno di essi puoi associare un carattere o un segno di punteggiatura. Se ti avanzano cifre non assegnate a caratteri o simboli, buttale pure, o associa a tuo piacere emoticon, simboli di valute, quello che ti pare, il risultato non cambia.
      Ebbene, il fatto che le infinite cifre decimali del pi greco si presentino in tutte le combinazioni possibili, significa che se cerchi bene, “codificati” in esse troverai l’intera Divina Commedia, così come questo commento prolisso, o anche il mio racconto e tutti i racconti scritti o solo pensati.
      È strano, ma è così. E… no, che io sappia non conosciamo ancora abbastanza cifre decimali del pi greco da averci trovato scritta la Divina Commedia 😀
      E comunque vorrei anche rassicurarti: nel sottoscritto il confine tra “intelligenza” e cialtroneria è estremamente labile 😀
      Ciao, grazie di tutto, a presto

  33. L’essere artificiale, se è quello che penso, un po’ mi è mancato. Anche se in questa epoca da falsi moralisti post Weinstein, rischia di farsi bacchettare le dita virtuali 🙂
    Vuoi dire che alla base di tutta questa storia fantascientifica e straordinaria c’è una vecchia storia di codardia maschile? Un ennesimo uomo incapace di sostenere nel dolore? Aspettiamo la prossima interazione.
    Ciao ciao
    P.S. Anche se sono piena come un uovo, quei noodles agli anemoni mi fanno voglia 😉

    • Più che codardia, direi mancato sostegno, scarsa sensibilità 🙂
      Per quanto riguarda i noodles, non so se è solo una battuta, ma posso dirti che, mentre non voglio sapere cosa stiano sgusciando, mentre non so cosa sia la brodaglia verde, i noodles si ispirano a un piatto delle mie parti: la pasta (in genere spaghetti) alle “orziadas”, che sono appunto gli anemoni; io l’ho mangiata poche volte, e preferisco di gran lunga la pasta ai ricci, ma gli estimatori (e sono tanti) la ritengono eccezionale. Non so se anche da altre parti gli anemoni si usino in cucina, ma mi meraviglierebbe se non fosse così.
      Grazie di tutto! Ciao, a presto

    • Ciao FueGod , buon anno e scusa l’estremo ritardo con cui ti rispondo.
      Sì, mi hai già suggerito Black Mirror, ma ancora non ne ho visto neppure un fotogramma… ma vederlo è uno tra i buoni propositi di questo nuovo anno 😀
      Grazie di tutto!

      Ciao, a presto

  34. Ecco, ecco che prende forma. Ora riesco a leggere e seguire con cognizione di causa, e cerco di cogliere i dettagli così che non mi prendano di sorpresa dopo. E’ una delle cose che mi piace del genere sci-fi. E’ un bel gioco del gatto e del topo che si sta delineando tra i due personaggi. Chissà dove ci porterà. Continua così.

    Mettere l’opzione dell’androide scurrile è quasi come imbrogliare 😛 ovvio che lo voto.
    Buona scrittura!

    • Ciao, Massimo,

      In realtà è qualcosa di diverso da un’androide e penso di non spoilerare troppo se te ne rivelo il nome: è Salumura, intelligenza artificiale e autorevole docente universitario del dipartimento di esobiologia di una non meglio precisata città su Tian Cang (http://www.theincipit.com/2016/10/un-mondo-senza-gente-jaw/).
      Il suo corpo fisico è “un dodecaedro opaco di due centimetri di diametro”, quindi non ha esattamente le fattezze umane, anche se usa ologrammi e proiezioni retiniche per apparire con un corpo più consono al suo ruolo 😀
      Vedremo se riuscirò a sorprendervi o solo ad annoiarvi 😀
      Grazie di tutto!

      Ciao, a presto

  35. L’essere artificiale!
    Ciao jaw e tantissimi auguri per un meraviglioso anno anche a te! 🙂
    Lo sai che mi piace quello che scrivi.
    E’ il mio sogno: poter realizzare storie sulla base di … non saprei nemmeno come definirle, data la mia ignoranza in materia, connessioni neurali, onde cerebrali… sto straparlando ma probabilmente hai capito. Ho scritto un paio di racconti che ci girano intorno, ma non sono capace di svilupparli in maniera decente. Scrivi di quello che conosci, dicono, e io mi attengo al consiglio.
    Ciao jaw, aspetto il prossimo episodio, ci si risente con l’anno nuovo!
    🙂

    • Ah ah, il consiglio è preziosissimo!
      Ciao, keziarica,

      Ma lo sai che è in un certo senso per bypassarlo che scrivo di fantascienza? Insomma, mi sembra sempre che scrivere della realtà che vivo mi induca in due errori: essere noioso oppure ricercare in modo soffocante coerenza e realismo delle situazioni… che si traduce quasi sempre nel primo problema 😀
      Grazie di tutto!
      Ciao, a presto

    • Ah ah, un’ottima interpretazione, la tua. Se la leggo tra le righe, capisco anche che a leggermi vi sentiate ogni volta devastati 😀 😀 😀
      Scherzo, ovviamente, è sicuramente un po’ come dici, ma non è detto che il paragone sia del tutto calzante. Grazie di tutto, Red!
      Ciao, a presto

  36. Hai un gran talento per le immagini visive, JAW, te lo riconosco. la città indaffarata coi taxi mi sembrava di vederla, e così lo zampognaro. Sulla chiarezza del racconto non mi pronuncio, ho letto abbastanza fantascienza da sapere che i fili devono apparire intricati all’inizio per poi congiungersi uno ad uno, e non è detto che non ne rimarranno di sciolti. Sicuramente la storia mi è più chiara dello scorso capitolo, però. Ora che so che “vincent” e Mila erano sposati, vedrò le cose con altri occhi. Ho l’impressione che ci sia in serbo un bel colpo di scena, non so perché.
    Buona scrittura!
    Massimo

    • Ciao, Massimo. Scusa il ritardo folle, avevo letto subito il tuo commento e poi mi sono dimenticato di risponderti. Colpo di scena? Avevo pensato la storia in un certo modo, ma devo ammettere che, anche grazie ai vostri commenti, è molto “in divenire”, eventuali colpi di scena compresi. Grazie del commento e dei complimenti, buone feste!

  37. Ciao Jaw.
    In parte concordo col commento di Maria.
    Ed è pure inutile spiegare a uno bravo come te il perché diavolo alcune cose risultino poco chiare per il lettore quando invece sono chiarissime nelle mente di chi le scrive.
    Entrare in sintonia col lettore è un esercizio complesso, difficilissimo, tutt’altro che automatico.
    Lo sappiamo, non basta scrivere bene per essere un bravo scrittore.
    E poi anche quelli bravi non è che riescano ad entrare in sintonia con tutti.
    È più che normale, non fartene un cruccio.
    Ho letto che immagini il racconto come un contenitore o una cornice per i tuoi precedenti lavori e anche questo è un aspetto che potrebbe metterti nei guai, anche se, fino a questo momento, lo hai gestito benissimo, con riferimenti, credo, sufficientemente chiari anche per chi quei racconti non li ha letti.
    ‘Vincent vorrebbe tirarsi indietro ma…’

    • Ciao, Lou. Non mi cruccio e ti ringrazio, mi servono i vostri occhi per avere un’idea di cosa posso e cosa non posso osare 😀
      Dicevo anche a befana che l’idea del contenitore è comunque secondaria, rispetto a racconto: insomma, ho pensato di prendere due piccioni con una fava perché mi servivano dei canovacci da raccontare ad ogni esperienza con Mila.
      Grazie mille per il voto e il commento
      Ciao, a presto

  38. Ciao Jaw
    Credo che Mila, dopo l’abbraccio inaspettato si incuriosisca e chieda a Vincent di cenare insieme.
    Jaw solo un piccolezza: è la prima volta che mi succede con te. Ho dovuto rileggere due volte il capitolo perché purtroppo mi sono un po’ persa nelle ambientazioni, nella metamorfosi e nei personaggi incontrati.
    Effettivamente come tu stesso hai ammesso, è stato un paragrafo molto laborioso 😀.
    Non è assolutamente una critica ma solamente un fatto che mi è accaduto leggendo questo capitolo.
    Ciao!
    Ilaria

    • Ciao, Ilaria. Fai bene a dirmelo, per chi scrive è difficile capire quanto il suo “messaggio” sia chiaro. Ne terrò conto per il futuro 😀
      Grazie del voto e del commento, e stai tranquilla: puoi, anzi devi 🙂 farmi tutte le critiche che vuoi.
      Ciao, a presto

  39. Vuole conoscerlo meglio: mi pare di capire che lo voglia usare come cavia o impiegato.
    Ho appena letto il commento di Maria e, adoro la difformità dei punti di vista, ti confesso che preferisco decisamente la prima parte; la parte con la editor mi ha fatto un effetto straniante: leggevo chiedendomi se il tutto sottintendesse una satira o una velata accusa del mondo dell’editoria e dell’editing (mi pareva di leggervi echi di certi thread “esperienze e linee guida per esordienti alle prese con la loro prima CE” di cui pullulano i forum).
    Poi Tanita. Stai studiando come elaborare i racconti passasti in un romanzo di Tau Ceti?
    Arrivati al quarto capitolo capiremo perché Vincent e Mila sono separati? Cosa è successo ai due?
    Lo scopriremo nelle prossime puntate 🙂
    Ciao

    • Ciao, befana. Diciamo che l’idea di creare un trait d’union tra le varie storie c’è, ma è venuta in seguito rispetto alla genesi dell’idea di questo racconto: avevo bisogno di trame generiche per le varie storie che Mila racconta e ho pensato di usare quelle, così evito di immaginarne altre 😀
      Spero di riuscire a rispondere alle tue domande abbastanza in fretta.
      Grazie di tutto!
      Ciao, a presto

  40. Ciao Jaw
    forse perché oggi è lunedì (per giunta prenatalizio) e…si sa… di lunedì, la gente è imbronciata fino almeno alle 10:30 del mattino dopo il caffè, ho trovato la prima parte del capitolo un po’ confusa (non mi viene in mente un altro termine).
    Per esempio, l’immagine “…che disegna coreografie da fare invidia a qualunque stormo di uccelli; si posano, impollinano le piazzole depositando passeggeri e riprendono il volo.” mi suona strana. Semmai, sono le bellissime coreografie che gli stormi degli uccelli fanno in aria a potere suscitare invidia… e poi… impollinano (???) ecc
    e anche
    “ridivengo Vincent.” Ora, la signora anziana ha visto la metamorfosi, noi no 🙂
    Adesso che mi sono fatta odiare abbastanza da te, meglio che vada a prendere un caffè 🙂
    Mila deve convincerlo.
    PS se ti va di leggere il racconto che ho in corso… magari ti odierò volentieri anch’io ahah

    • Ciao, Maria. Un commento critico è spesso più utile di un commento totalmente positivo, quindi non potrei odiarti neppure se mi demolissi il capitolo. Le critiche degli altri autori qui su TI sono sempre precise, concrete, sono spunti di riflessione che accolgo con piacere. Tutti, con l’unica eccezione di un autore afflitto da un grave disturbo oppositivo provocatorio che mi commentò per una sola volta. Era “Un mondo senza gente”, ma per lui dubito che potesse fare differenza: commentava solo per il bisogno di sentirsi amato anche se faceva le monellerie 😀
      Ovviamente mi spiace che non abbia trovato chiaro il contenuto del capitolo e sono contento che me l’abbia fatto notare, così ci starò più attento le prossime volte.
      Nello specifico, il messaggio che volevo comunicare con lo stormo di taxi è che essi riescono a essere affascinanti quanto uno stormo di uccelli. È quasi paradossale, appunto per questo mi piaceva scriverlo.
      Impollinare è un’altra immagine presa dagli sciami: ho immaginato i droni/taxi come api che posandosi, piuttosto che il polline, lasciano i passeggeri che hanno trasportato.
      “Ridivengo Vincent”… forse qui non ho capito io: intendo che il protagonista attiva il mimetismo che aveva al primo incontro con Mila, Vincent van Gogh. Mi sembra di capire che invece tu abbia interpretato la frase come se mutasse aspetto e poi ritornasse “Vincent” davanti alla vecchia. Me lo segno, ne terrò conto, la chiarezza (anche se può non sembrare 😀 ) è un punto per me importantissimo.
      Grazie di tutto, ciao, a presto

    • Ciao Red! Come ho scritto anche a keziarica e Gabriele, Kalisa appare in quanto personaggio di una storia che Mila ha creato, così come nel primo capitolo c’erano accenni a Ishmael, Orso, Zaira. Questo perché questa attuale è pensata come la storia contenitore delle altre 😉
      Grazie di esserci, a presto!

  41. Bentornata Tanita.
    Questi riferimenti alle altre tue storie mi piacciono un sacco, é come ritrovare un amico (o un’amichetta).
    Sono curiosa di vedere dove vuoi portarci con la tua storia.
    Alla prossima, Jaw.
    p.s. “e la mia gioia è incontenibile, totale: la cosa più bella del mondo è sapere che, quando lo vorrò, potrò rifugiarmi ancora nel morbido tepore del suo corpo, ascoltare ancora la sua voce.” (bellissima la sensazione che questa frase trasmette).

    • Ciao, keziarica, grazie come sempre per il commento e i complimenti.
      La storia ha vita propria, ma mi piace l’idea di renderla un contenitore delle altre storie, anche in vista di un’ipotetica riunione di tutto il “Ciclo di Tau Ceti” 😀
      È il vecchio trucco che accomuna chi non sa scrivere romanzi a “I Grandi Classici di Topolino”: riunire storie brevi con un filo conduttore che è anch’esso una storia breve, presentare il tutto come una storia lunga e sostenere che è un romanzo 😀
      Insomma, diciamo che è un esperimento.
      Grazie di esserci! Ciao, a presto

  42. Quindi tu saresti Mila in un certo senso… forse ho capito male 🙂
    Mi ha colpito il dettaglio del cambio di aspetto in pubblico, la reazione dell’anziana che lo vede… sono quelle piccole cose che fanno immaginare un mondo vivo dietro il racconto, che vorrei conoscere meglio… complimenti

    Vincent ha un crollo nervoso

    • Ah ah, se io sono Mila, allora la vera domanda è: chi è Vincent? 😀
      La genesi dell’idea è un po’ diversa, perché questa potrebbe essere la storia dentro la quale incastrare le altre 😉
      Però, a essere sincero, devo ammettere che mi ci vedo, a lamentarmi per un viaggio a Tunisi 😀
      Ciao, grazie di tutto, a presto!

  43. Tentato dalla bimba. Vediamo cosa succede.
    Se non fosse per i riferimenti, comunque piuttosto vaghi, a Mila, potrebbe essere il capitolo iniziale
    di una nuova storia.
    Molti spunti interessanti, scrittura brillante, storia che intriga. L’unico appunto che mi sento di farti riguarda l’efficacia degli interventi di Simone che non mi sono sembrati degni di reazioni tanto entusiastiche… Ma è una valutazione che ci sta e non ci sta, nel senso che magari Simone è uno di quelli che anche quando dice una scemenza raccoglie l’apprezzamento dei compagni, un fatto non così insolito e di cui tutti, credo, abbiamo esperienza.
    Sul tempo presente, sì, in teoria espone all’effetto sceneggiatura. Ed è una cosa che andrebbe sempre tenuta bene in mente se si sceglie di adottarlo. Cosa che però tu mi sembra abbia fatto e bene anche.
    Di cretini eruditi ne è conosciuti alcuni.
    Di ciucci presuntuosi giusto qualcuno in più.

    • Ciao, Lou.
      Può sembrare un ingenuo tentativo (da parte mia) di “difendermi”, ma in realtà non avevo alcuna intenzione di far dire a Simone cose particolarmente spiritose. L’ho immaginato così: il classico giullare della classe, così costante nel suo ruolo che alla fine, qualunque cosa dica, fa ridere qualcuno. Ci ho passato almeno tutte le medie con individui simili 😀
      La tua osservazione mi ha fatto riflettere, perché io questo punto lo davo quasi per scontato. E mi sbagliavo, perché non lo è affatto.
      Il terzo capitolo dovrebbe ricucire i fili, non so se è stata una buona idea la cesura tra il primo e il secondo ma l’avevo pensato così 🙂
      Grazie di tutto

      Ciao, a presto

  44. Eccoci! Moltiplica per tre quanto mi piace il primo capitolo e ottieni quanto mi piace questo. Fatto? Bene.
    Buono il taglio netto, interessante questo sguardo nelle memorie del protagonista (ho capito bene?) e il pezzo poetico al centro crea uno stacco molto melodico, con un’ironia di sottofondo che anche io prediligo come condimento narrativo.
    Trattengo i dubbi e le cose che non ho compreso, perché anche per me “a fine corso sarà tutto più chiaro”. Almeno spero.

    Vediamo la bimba! Giusto per vedere come ti adeguerai alla sfida 🙂

    • Ciao, Massimo.
      Eh, il prossimo capitolo dovrebbe riannodare i fili tra questi due e focalizzare meglio la storia. Ti ringrazio per i complimenti, graditissimi e nel contempo ti esorto a non avere alcuna remora a farmi qualunque osservazione, critica, suggerimento. Apprezzo un sacco anche quelli 😉
      Grazie ancora, a presto

    • Ciao, FueGod.
      Be’, me lo sono chiesto anch’io, quanto fosse opportuno l’accostamento dei due termini.
      Ma al di là delle iperboli, il tutto origina da una constatazione che potrei riassumere con una frase: “Si fa presto a dire forza di gravita!” 😀
      Insomma, oggi tutti noi sappiamo che teniamo i piedi per terra perché esiste qualcosa che si chiama “forza di gravità”. Ma quanti di noi sanno qualcosa di un po’ meno generico del nome di questa forza? E andando all’estremo: supponi di essere nel 1600, e di avere tutte, ma proprio tutte, le conoscenze che aveva Isaac Newton, calcolo differenziale (da lui elaborato) compreso. Pensi che riusciresti a partorire una teoria della gravitazione? Questo intendo. Tutti noi siamo un po’ cretini eruditi, nel senso che conosciamo cose che non siamo in grado di capire appieno. Nel mio corso di studi mi è capitato spesso di studiare le deduzioni di modelli fisici, o, anche peggio, di studiare delle soluzioni matematiche di importanti problemi di fisica. Tutto chiarissimo, capivo ogni passaggio… mi dovevo sentire particolarmente intelligente?
      Per nulla, perché ognuno dei passaggi che studiavo richiedeva dei passaggi di creatività e immaginazione che con ogni probabilità non sarei mai stato in grado di elaborare. Ti dirò di più: il mondo è pieno di persone che sono la negazione della disciplina nella quale sono laureati e io personalmente ne conosco più di uno: gente che ti dice, con sprezzo del ridicolo “Ma perché, tu credi davvero che la relatività ristretta sia vera?”. Come se fosse una questione di fede. Conoscere non significa “essere in grado di concepire”. In questo senso, potrei conoscere l’intero scibile umano e non essere in grado di farlo progredire di mezzo passo. In questo senso, io, nel mio piccolo, mi considero un cretino 😀
      Grazie di esserci!
      Ciao a presto

  45. Ciao Jaw!
    Voto per la bimba.
    Capitolo che mi ha fatto sorridere soprattutto perché mi sono immedesimata negli stessi studenti che spesso, con una sola battuta scema del compagno di classe, si perdono in scemenze e battute…povero prof ahahaha😂
    Ilaria

  46. Ho scelto l’uomo, ma proprio perché non volevo privarti di un punto: non sapevo come scegliere fra queste tre opzioni enigmatiche.
    Insomma, ti abbaimo chiesto di conoscere meglio “Vincent” e ira sappiamo che… qualunque cosa faccia porta un travestimento! :O
    Non tirerò fuori la vecchia sciocchezza dello “stile inconfondibile”, ma questo capitolo sei tu. ^^
    Ciao

    • Aspetta, aspetta, scusa un secondo… mi stai dando del cretino??? 😀 😀
      Scherzi a parte, lo sai, sono sempre estremamente autoreferenziale, ai limiti dell’esibizionismo 😀
      Quindi sì, c’è un bel po’ di me, in questo capitolo. Si tratta di capire se sono nascosto nella pseudo-filosofia di Mila o nella cronica inadeguatezza dell’Innominata Voce Narrante. A proposito di questo, dai, sappiamo un po’ di più: sappiamo che mestiere fa. Il fatto che pensiate che ha una maschera deriva esclusivamente dal noioso “show don’t tell”, perché io ti posso assicurare che in origine quella nel laboratorio è stata pensata come una simulazione, ossia non c’è nessuno che indossa una maschera 😀
      Però non avevo voglia di scrivere per l’ennesima volta di “neuroinduttori”, “proiezioni neurali de’ ‘sticazzi”, e sflize di acronimi più o meno (in)comprensibili. Per cui siete liberi di immaginare ciò che più vi piace. Anzi, man mano che scrivevo e rileggevo, ho cominciato a trovare interessante proprio l’interpretazione della “maschera” (P.K. Dick, mi ha fatto scoprire Massimo Smile, la chiama “tuta desindividualizzante”), perché si adatta al personaggio: un insegnante senza troppe possibilità economiche che utilizza materiale della scuola per il primo, costoso incontro con Mila.
      Grazie di esserci!
      Ciao, a presto

      • No,
        Volevo dire che lo stile e i contenuti del racconto sono tipici del tuo “universo narrativo”, era un complimento. 🙂
        E non darmi più terra terra di quello che sono: avevo capito che era una simulazione (tra l’altro è detto nel testo, non ci voleva una grande intuizione XD), travestimento era un concetto astratto. Al lavoro come nel privato usa l’identità di un altro. Tra l’altro, per Pasteur spero che ne abbia assunto solo le conoscenze e ricordi e non le sensazioni fisiche: doveva avere dei dolori tremendi il povero Louis, con tutti i suoi malanni 😉
        Le tre opzioni mi restano criptiche

    • Ciao, maria.
      Be’, diciamo che l’unica cosa chiara è che Mila e l’innominata voce narrante hanno avuto almeno un incontro piuttosto intimo. Ma la loro relazione non sarà “il mistero” di questo racconto, si chiarirà molto velocemente.
      Grazie di esserci!
      Ciao, a presto

  47. Ciao Jaw,
    so che ti piacciono le critiche, ma se continui a scrivere così bene non mi dai modo di fartene!
    Bravo, come sempre. Non si tratta solo di scrittura, ma di qualcosa di più profondo. I tuoi scritti fanno riflettere, non intrattengono soltanto.
    alla Prossima!
    p.s. inseriscilo un refuso, così, tanto per dar modo a noi poveri mortali di rintracciarlo e fartelo notare 😉

    • Che dire, keziarica? Grazie di cuore! Mi fai piacere e mi imbarazzi e… e niente 😀
      Far riflettere su ciò che fa riflettere me è indubbiamente un mio obiettivo, sono felicissimo se questa mia “necessità” traspare e si propaga.
      O, be’, la smetto qui, mi sono imposto di non scrivere troppe sciocchezze in un commento solo 😀
      Il fatto è che sono imbarazzato e lusingato. Grazie!
      Ciao, a presto

  48. Ciao Max, passavo da questi parti e quindi mi son detto: ma perchè non leggere jaw.. 🙂
    Allora voglio essere sincero, se leggo un racconto preferisco leggerlo in modo tradizionale, con descrizioni e narrazione coi tempi al passato.
    Insomma, il tuo racconto, da come l’hai iniziato sembra una didascalia di una sceneggiatura, coi tempi di narrazione al presente….
    Tra l’altro poi, trovo carenti di dettagli le tue descrizioni iniziali.
    Un pugno in un occhio per quanto mi riguarda.
    Ho smesso di leggere alla quarta riga.
    Sorry
    Alla prossima Jaw

    • Ah ah, quel che si dice una stroncatura!
      Be’, grazie comunque, ogni critica è uno sprone a fare meglio.
      Trovo difficile scrivere in prima persona al presente, anche perché i rischi che indichi sono concreti. Però questo racconto lo pensavo così e ho voluto provare.
      Ciao, Alex, alla prossima, se ci sarà 😀

  49. Ciaoooo Jaw!
    Che meraviglia, una storia nell’Inghilterra del futuro. Potrò prendere sicuramente molti spunti da te.
    Hai sicuramente aperto le porte di parecchi misteri in questo capitolo introduttivo, quindi decisamente voglio avvantaggiarmi scoprendo di più su “Van Gogh” e sul perché non vuole essere riconosciuto. Mila non obietta alla maschera, mi chiedo quanto sia normale nel tuo universo indossarne una e per quali motivi. Mi ha fatto spontaneamente pensare a Dick e “A Scanner Darkly”.

    Ti leggerò volentieri!
    Massimo

    • Ciao Massimo, benvenuto!
      P.K. Dick, a mio modesto parere, è uno dei più grandi di sempre (Ok, ok, molti storcono il naso, quindi lo restringo a genere SF). A essere onesto, forse nel mio personale Olimpo occupa la vetta. Inutile negare che le sue tematiche mi influenzino parecchio. Confesso però di non aver letto “Un oscuro scrutare”; ho trovato qualcosa su wikipedia, e la tuta disindividuante è appunto ciò che ho pensato come travestimento del protagonista.
      Non penso a una società in cui sia frequente il travestimento, se è questo che intendi con la tua domanda. Di certo, però, sono disponibili molti travestimenti efficaci 😀
      Ciao, grazie di esserci

  50. Jaw!
    Eccoti di nuovo, molto bene,😃 ti seguirò con interesse.
    Molto misterioso il tuo incipit.
    Scelgo di capire cosa c’è stato tra Van Gogh e Mila, è palese che si siano conosciuti in passato ma chissà perché lui non vuole farsi riconoscere….mmmm… chissà come mai…. Spero di scoprirlo prossimamente.

    Ho sorriso leggendo la frase:
    “È che ho la mente vuota, non ho alcuna idea sulla storia”.
    Sembro io quando inizio a scrivere 😂😂
    Ciao a presto
    Ilaria

    • Ilaria, benvenuta!
      Il mistero del rapporto tra i due si svelerà presto e lui… lui è incerto, non sa se vuole farsi riconoscere 🙂
      La frase che citi, non ci crederai, ha in parte ispirato questa storia. Come e perché non ve lo scriverò mai 😀 , ma spero che già dal prossimo capitolo si cominci a capire cosa intendo.
      Grazie di esserci

      Ciao, a presto

    • Athelas, buongiorno a te!
      JAW è rimasto un po’ alla finestra, commentava ogni tanto, diciamo che più che altro dava il benvenuto ai nuovi arrivati elargendo piccoli consigli utili a chi si muove in un ambiente nuovo.
      Ma non ho mai smesso di leggere e votare qua e là 😉
      Il mio buon golem non prevedeva di tornare oggi come autore, ma se è per questo non prevedeva di fermarsi per così tanto tempo, quindi è in pareggio 😀
      Sono felicissimo che l’incipit ti piaccia!
      Ciao, a presto!

  51. La butto lì: vorrei cominciare a capire cosa c’è stato tra i due e per quale motivo lei gli abbia proposto un secondo appuntamento e aggratis per giunta. Come dice Mila, sì, tutto molto, molto bello.
    Pulito, chiaro, immediato. Sei riuscito con pochi dettagli a dare forma a uno scenario futuristico assolutamente credibile. L’idea di base, come già fatto notare da FueGod, è una di quelle che il cinema americano di fantascienza ha declinato in quasi tutte le forme. Ma io ho fiducia che tu possa fornire una chiave interpretativa totalmente nuova.
    L’atmosfera che sei riuscito a ricreare mi ha fatto pensare a Black Mirror, in particolare ad alcuni episodi ambientati in un futuro prossimo venturo, non troppo difficile da immaginare proprio perché non troppo diverso dal nostro presente (e corrispondente in larga misura anche a una certa idea di futuro tristemente possibile), un futuro in cui è certamente anche più facile calarsi per lo spettatore e in cui trovano spazio ipotetiche risposte a domande del nostro presente.
    Se non si è capito comunque mi è piaciuto molto. Davvero. Ovviamente seguo.

    • Lou, cosa posso rispondere a un commento così? Grazie!
      Mi fa molto piacere, anche perché, per quanto l’incipit mi soddisfi, non avevo idea di come potesse essere accolto: mi sto muovendo in acque per me poco esplorate (forse me ne sono accorto solo io che so come evolverà la storia 😀 ) e la cosa mi dà un po’ d’ansia.
      Non conosco “Black Mirror” e dal poco che posso leggere direi che le atmosfere che voglio evocare sono piuttosto diverse.
      Sul cinema anni ’90… non saprei, ma sono persuaso che l’originalità sia una merce estremamente rara, per cui mi accontenterei anche di raccontare con parole un po’ diverse una storia già sentita 😀 e in ogni caso, farò del mio meglio per rendermi riconoscibile.
      Grazie di esserci, ciao, a presto

      • L’originalità in letturatura non esiste più dai tempi della Bibbia, un libro bellissimo, ricco di spunti interessanti, dovresti leggerlo.
        Chiaramente dove vuoi andare a parare lo sai solo tu e bene che sia così.
        Black Mirror, al di là di tutto, dovresti proprio vederlo. È una serie inglese, con episodi autoconclusivi che strizzano un occhio, e qualche volta pure due, alla serie cult Ai Confini della Realtà.

  52. Vorrei conoscere meglio “Vincent”.
    Ho come la netta impressione di aver già “parlato” con te di questo incipit, o quasi… 🙂
    Quindi niente, va bene, aspetto il seguito.
    È dunque questa la saga letteraria che ti apprestavi a cominciare? Un nuovo universo? Un’epopea fantascientifica? Allacciamo le cinture virtuali.
    Ciao
    P.S. Sai che preferivo l’avatar con Marlon Brando-Kurtz?
    P.P.S. Ho sempre pensato che lui/lei giochi davvero ai dadi, ma con dadi truccati

    • Ah be’, quella della saga si riferiva a qualcosa di molto diverso, e purtoppo non ne ho ancora scritto una sillaba 😀
      A dirti la verità, la sera prima di pubblicare non avevo idea che l’avrei fatto il giorno dopo, ho paura che la ricostruzione che ho data a FueGod sia quasi corretta: combinazione di droghe, farmaci e noia; ero in casa, l’intenzione era riposarmi, invece ho ripreso a lavorare su questa vecchia idea.
      Dopo qualche ora che ci lavoravo, mi son detto “Se sono arrivato sin qui, tanto vale pensare a un titolo”. Ho pensato a un titolo e allora mi sono detto “Se sono arrivato sin qui, tanto vale pensare a una domanda e a delle opzioni”. Insomma, lo sai, se ti fai trascinare è un attimo arrivare dalla costa Atlantica a quella del Pacifico. Effettivamente, adesso, mi sento un po’ stanchino.
      Sfido che preferivi l’avatar di Marlon a quello di un golem di fango con “JAW” scritto in fronte 😀 Ma JAW questo si sente e a dirti la verità penso di somigliare più ar pizzardone de fango che a Marlon buonanima 😀
      Ciao, a presto

  53. Ciao Jaw,
    finalmente! Bentornato!!
    Bello questo primo episodio, una sorta di TI al futuro, si presentano le storie attraverso i ricordi anziché le parole? O sto solo dicendo cretinate?
    Comunque mi piace, sul tuo scritto non posso dire nulla, non sarei all’altezza.
    Il fatto è che sei troppo bravo.
    Mi piacerebbe sapere cosa c’è stato tra i due.
    Aspetto il prossimo e ti auguro una buona giornata!

    • Ah, keziarica… io accetto le tue bellissime parole a una sola condizione, e cioè che tu ammetta che spesso è più facile riconoscere la bravura negli altri piuttosto che in se stessi 😉
      Sei all’altezza eccome, e proprio per questo, se questa volta non hai osservazioni, sono anche più contento 😀
      L’idea è appunto quella che scrivi: Mila “racconta” una storia multisensoriale, nello specifico su canovaccio fornito dal cliente.
      Grazie di esserci, a presto!

    • Gabriele! Grazie per il bentornato, non sono sicuro di avere fatto la mossa giusta, ma tant’è, ormai sono in ballo e ballerò. Sì, penso che tu abbia intuito un’ottima chiave di lettura del titolo.
      Grazie di tutto, ciao a presto!

  54. Ehilà JAW, bentornato in forma d’autore.
    Un’ambientazione molto particolare questa. Ricorda tutta una serie di film di fantascienza anni ’90.
    Le tinte sono un po’ fosche ed evanescenti, come i tuoi precedenti racconti.
    Vorrei cominciare a sapere cosa ci sia stato tra i due, se non altro in questo modo possiamo capire meglio il background di entrambi.
    Anche perché se offre lei, qualcosa sotto ci starà sicuramente.

    • Ehilà, Fuoco Ispano Americano di Colui Che Non Gioca a Dadi (demenza pura, perdonami 😀 )!
      Avevo scritto da mesi l’incipit, ma la decisione di pubblicarlo è stata estemporanea, di stamattina, penso causata dall’interazione allucinogena tra Oki, Tachipirina e decotto di Zenzero che “è una mano santa”. Il tutto preso per alleviare una faringite che se non avessi preso nulla mi sarebbe passata in 96 ore invece così è durata solo quattro giorni.
      Ma divago, come sempre.
      Hai ragione, Mila vuole qualcosa da Shiro… no, scherzo, “van Gogh” non si chiama così.
      Grazie di esserci, a presto!

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