LA FORESTA BLU

Il suo piccolo mondo...

Aprì gli occhi: anche quella mattina gli uccellini cantavano e tutto nella sua casetta di legno era come sempre. Si alzò dal sottile materasso che aveva posizionato in un angolo della stanza e si avviò verso la porta di casa. Non rimaneva mai troppo tempo lì dentro, i luoghi chiusi lo infastidivano. Arrivato alla porta, la spalancò e davanti a lui si mostrò in tutto il suo splendore la foresta. Finalmente era primavera inoltrata, la stagione che preferiva: la natura in tutto il suo splendore rifioriva e i fiori appena sbocciati rendevano il paesaggio più colorato. Gli alberi si stagliavano verso il cielo alla ricerca della luce, come gli uccellini affamati ricercano la mamma pronta a nutrirli. Non amava nulla più del bosco in cui viveva e pur non avendo mai visto nient’altro oltre a quel suo piccolo paradiso per lui non poteva esserci niente di più meraviglioso. Come ogni mattina si avvicinò al ruscello che si trovava poco distante dalla sua capanna di legno; una volta giunto lì si specchiò nell’acqua:
“Sono proprio un cumulo di rottami”
pensò.
Effettivamente Robbie era diverso dagli altri: possiamo definirlo una specie di robot, ma unico in se stesso. Chi lo aveva creato, evidentemente, non aveva molti materiali in buono stato a disposizione per costruirlo e così Robbie risultava essere un vero e proprio insieme di materiale riciclato. Era un patchwork di lamine di metallo, tinte e spessore diversi, tenuti insieme da bulloni arrugginiti. Forse non era sempre stato così, ma pensandoci bene non se lo ricordava. Il suo creatore aveva però avuto l’idea di renderlo particolarmente sveglio e intelligente, inoltre aveva la capacità di provare emozioni. Per questo motivo Robbie lo amava, pur non apprezzando la scelta dei materiali che lo costituivano. Il poter provare emozioni e vivere dei suoi pensieri era ciò che lo rendeva più felice e soddisfatto di se stesso. Chiunque lo vedesse chiedeva chi lo avesse costruito, ma di quell’uomo non si sapeva nulla e Robbie stesso non si ricordava di lui. Molte volte aveva fantasticato sul volto del suo creatore e aveva anche provato a dargli un nome: Bob, un nome corto e simpatico. Infatti immaginava proprio così il suo creatore: non troppo alto, molto divertente, con due grossi baffoni che gli coprivano parte delle guance e due occhialoni spessi. Pensare a lui lo rendeva felice, ma allo stesso tempo si chiedeva:
Perché mi ha lasciato qui e non mi ha portato con sè? Perché mi ha creato?
Ogni giorno questi pensieri circolavano nella mente di Robbie che, per quanto si impegnasse, non riusciva a trovare una risposta. Il bosco in cui abitava era una riserva naturale dove più o meno in tutte le stagioni dell’anno molti visitatori venivano per passare una giornata immersi nella natura o fare un po’ di campeggio. Robbie era diventato la mascotte della riserva: chiunque andasse al parco, giovane o anziano faceva una foto con lui. Durante i weekend o i giorni festivi, quando il parco pullulava di persone, Robbie era felice, si sentiva apprezzato e amato da tutti. Negli altri momenti, però, si sentiva terribilmente solo, tutto il silenzio che lo avvolgeva per la maggior parte del tempo era spesso troppo eloquente. In quei giorni la sua mente vagava senza alcuna meta e si ritrovava a fissare una margherita contando i petali o a osservare assorto nei suoi pensieri le foglie degli alberi che danzavano al ritmo del vento. Il mondo visto con i suoi occhi era molto più luminoso e raggiante, infatti Bob aveva posizionato due lenti molto spesse al posto degli occhi e questo faceva vedere a Robbie ogni cosa come se fosse in 3D: il mondo lo avvolgeva letteralmente. Il momento del giorno che preferiva era il tramonto: solitamente era difficile vederlo oltre le fronde degli alberi, ma Robbie, che conosceva il bosco come le sue tasche, aveva trovato un posto in cui gli alberi si diradavano e all’imbrunire si sedeva su un masso osservando il sole tramontare oltre le folte chiome degli alberi. Si sentiva come uno spettatore che osserva lo spettacolo del mutamento della natura. Le tinte del rosso dipingevano le foglie degli alberi fino a farle sembrare arancioni e il sole diventava di un rosso vivido e intenso. Quei colori erano meravigliosi, ma non appena quello spettacolo terminava, la foresta diventava scura e le foglie si trasformavano gradualmente da arancioni a nere.
La riserva era circondata da un altissimo muro: molto spesso  Robbie si era avvicinato pensando di superarlo, ogni volta qualcosa lo frenava. Chissà com’era il mondo oltre il muro… La stessa curiosità che lo attraeva a quella parete di calce e mattoni era ciò che lo bloccava nella riserva. E se oltre il muro il mondo fosse stato  crudele e senza pietà? Aveva visto molte persone uscire dalla riserva a malincuore, cosa le attendeva oltre il muro?

Nel prossimo capitolo...

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43 Commenti

  1. Ciao AUI,
    un capitolo intriso di fantasia, carina l’immagine della bimba che realizza un plastico del locale.
    Certo che questo marinaio è proprio un tipo fuori dal comune, chiama il locale LA FORESTA BLU, lo addobba con salvagenti, botti e reti da pescatore e tiene scorta di carte geografiche anziché nautiche… Nelle avventure di un robot ci può stare. Vediamo dove ci portano Robbie e il suo amico. Io ho votato per l’oggetto e aspetto il nuovo episodio.
    Alla prossima!

  2. Buongiorno Auri, hai descritto benissimo i nuovi personaggi… Bellissima anche l’idea del mare come un’immensa foresta blu. Sono incuriosita dal ragazzo, ma credo che un indizio in più a questo punto della storia sarebbe utile…
    Quindi alla fine ho optato per la bambina.
    Bravissima!! A presto 😀

    • Ciao Nao,
      Sono felice che sei riuscita a immaginare bene i personaggi.
      Probabilmente nel prossimo capitolo includerò sia la bambina che il ragazzo…Caratteri permettendo😜
      Grazie per il tuo prezioso commento e a presto 😊

    • Ciao Allegra,
      la gioielliera aveva indicato a Robbie questo locale perché si chiama Foresta Blu come il luogo che dà il nome al carillon. Non ti so dire chi possa ricordarti il marinaio… ma è probabile che somigli a qualcuno…
      Alla prossima e grazie per il tuo commento 😊

  3. Ciao AUI,
    bentornata. Sono passati mesi e, devo essere sincera, non ricordavo molto della storia letta mesi fa.
    Non posso certo rimproverarti, avrai avuto i tuoi buoni motivi, ma spero che ora ti andrà di continuare la storia senza interruzioni. 🙂
    Bene, direi che nel bar incontra un ragazzo con una destinazione non comune.
    Un piccolo appunto: se scrivi piccolo, non occorre il diminutivo zainetto, si è già inteso che si tratta di uno zaino di piccole dimensioni, ma è un dettaglio.
    Aspetto il nuovo episodio, alla prossima!

    • Ciao Allegra,
      Mi scuso anche con te per il lungo momento di assenza… da ora in poi sarò sempre costante nella pubblicazione dei capitoli 🙂.
      Grazie per il tuo appunto, non me ne ero proprio resa conto, anche se sono finezze fammele notare così posso migliorarmi.
      Grazie per il tuo commento e al prossimo episodio!

  4. Buongiorno Auri, mi è piaciuta moltissimo la descrizione della città in un lento risveglio, così come la vecchietta che compare all’improvviso… Sono curiosa ancora di più per il prossimo episodio, ho votato per un ragazzo perché mi sto scervellando per immaginare la destinazione 😉

    • Ciao Nao,
      Sono felice che la descrizione e ti sia piaciuta, anche io ne ero abbastanza soddisfatta 🙂
      Se vincerà l’opzione del ragazzo sarò felice di svelare la destinazione a cui ho pensato 😊
      A presto e grazie per il tuo commento.

  5. Robbie riceverà dei consigli dal gioielliere.
    Ciao AUI,
    molto carina la descrizione del carillon.
    Un piccolissimo appunto: Robbie è un robot, giusto? Allora non gli servirà mangiare.
    Bisogna prestare sempre molta attenzione a ciò che si scrive, è importante che ci sia coerenza. Se il piccolo Robbie si alimenta in altro modo, allora dovresti spiegare prima come lo fa, in modo che il lettore sappia che, quando qualcuno parla con lui di mangiare, intende quel tipo di alimentazione.
    Con questo ti saluto e ti auguro una buona giornata.
    Alla prossima!

    • Ciao keziarica,
      Grazie per il tuo consiglio molto apprezzato, effettivamente Robbie non ha bosogno di nutrirsi…
      Nel capitolo è il guardiano del parco a dirgli che se deve comprare del cibo gli serviranno dei soldi. Ho immaginato il guardiano come un uomo molto buono e generoso, ma allo stesso tempo un po’ goffo. È così abituato a Robbie e alle sue sembianze che si è dimenticato che è un robot. Forse nel capitolo non si capisce questo aspetto, avrei dovuto spiegarlo.. Sicuramente nei prossimi farò più attenzione 😅
      Grazie per il tuo commento e a presto🙂

  6. Cara Auri, il carillon è bellissimo, me lo sono proprio immaginata bene grazie alla tua bella descrizione. Mi ricorda molto quello del film della bella e la bestia… È davvero dolce Robbie, e il mistero della foresta blu si fa intricato… Sono curiosissima!!😊
    Non vedo l’ora di leggere il prossimo, a presto!

    • Ciao Nao,
      Sono contenta che il carillon ti sia piaciuto, effettivamente è ispirato a quello della bella e la bestia: mi era piaciuto troppo non potevo non inserirne qualche particolare.😉
      Il mistero in qualche modo doveva infittirsi e non vedo l’ora di scoprire come potrà evolversi, anche grazie ai vostri consigli.
      A presto e grazie del tuo commento 🌹

  7. Ciao AUI,
    molto delicato il tuo secondo episodio. Mi è piaciuto molto, mi sono piaciute le parole dell’anziano, e il messaggio di speranza che traspare dalle sue parole e dalle tue.
    Molto bene, continua così.
    Io dico che gli ha lasciato una cartolina. Vediamo se può servire a trovarlo.
    Alla prossima!

    • Ciao keziarica,
      Grazie per i tuoi complimenti sono felice che il capitolo ti sia piaciuto e spero di continuare in modo positivo anche con i prossimi capitoli.
      Qualsiasi sia l’opzione più votata il dono di Bob sarà un buon punto di partenza per l’avventura di Robbie…vedremo come si evolveranno le cose.
      Grazie per aver letto e commentato.
      A presto!😃

  8. Bentornata Auri, non preoccuparti per il ritardo, ho fatto di peggio 😉
    E direi che l’attesa è stata premiata con questo bellissimo capitolo.
    Robbie è davvero molto sensibile e la storia del vecchio con l’armonica lo ha davvero colpito… Sono sicura che presto scoprirà in prima persona cosa vuol dire vivere nel mondo esterno.
    Nel frattempo voto carillon, visto il suo amore per la musica penso che un regalo simile sarebbe stato molto apprezzato.
    Buona notte, a presto! <3

    • Ciao Nao,
      Sono felice che per te l’attesa sia stata premiata…
      Ovviamente Robbie non rimarrà ancora per molto nella riserva…
      Mi divertirò molto a descrivere il carillon nel caso sia l’opzione più votata🙂
      Grazie per il tuo commento.
      Buonanotte e a presto 🌹

  9. Anch’io voto per il muro.
    Non è facile scrivere un racconto con un solo personaggio: la mancanza di dialoghi rende un po’ troppo monolitica la scrittura. Ti consiglierei di rendere più evidenti i pensieri di Robbie.
    A metà tra fiaba e avventura, il racconto è tutt’altro che facile da portare avanti con originalità.

    • Ciao Cap.riccio,
      Grazie per aver letto l’incipit, essendo al primo capitolo non ho voluto introdurre i personaggi che appariranno prossimamente. La mia idea era quella di descrivere l’ambiente in cui il nostro personaggio ha fino ad ora vissuto. Sicuramente con il continuo della storia apparriranno nuovi personaggi e i dialoghi saranno presenti.
      Cercherò nel prossimo capitolo di evidenziare maggiormente i pensieri del protagonista.
      Grazie per i tuoi consigli e buona giornata.

    • Ciao Alex,
      Sono contenta che ti ispiri il personaggio direi che è una cosa importante per leggere la storia con interesse 🙂
      Sono curiosa anche io di vedere come proseguirà la storia perché so già che i vostri consigli e le vostre idee mi porteranno su strade diverse da quelle che pensavo di percorrere…
      Grazie per il commento, buona giornata e alla prossima.

    • Ciao Keziarica,
      Non avevo pensato che la mia storia potesse ricordare Pinocchio, ma pensandoci bene ci sono delle analogie. Se riuscirò nel prossimo capitolo toccherò un po’ tutti i punti che ho inserito nelle opzioni, soffermandomi maggiormente su quello più votato. In ogni caso non ho intenzione di svelare teoppi particolari 😉
      Grazie per il commento e alla prossima

    • Ciao Gnana,
      Ti ringrazio per aver letto l’incipit e spero che andando avanti la storia possa piacerti. Per quanto riguarda il voto… immaginavo che il muro avrebbe intrigato molti, ma in ogni caso parlerò ancora della foresta perché mi sembra giusto farlo.
      Alla prossima

    • Buongiorno Nicholas,
      Spero di riuscire a farvi sognare ne sarei molto felice!
      L’idea del robot mi è venuta proprio per rendere la storia più intrigante e particolare.
      La trama l’avevo inventata da bambina e adesso l’ho ripresa per migliorarla grazie ai vostri consigli 🙂
      Passerò sicuramente!
      A presto

  10. Buongiorno Auri, hai avuto una bellissima idea, e la storia mi incuriosisce tanto. Mi è piaciuta moltissimo la parte in cui descrivi i sentimenti di Robbie, e in cui dici che il silenzio per lui era fin troppo eloquente… Tutte le descrizioni sono bellissime! È anche interessante il collegamento di una storia che assomiglia forse un po’ a una fiaba con interrogativi seri e esistenziali… A presto!?

    • Buongiorno Nao,
      Spero che la storia possa continuare a piacerti e ad intrigarti come l’incipit..
      Le descrizioni sono la parte che amo di più scrivere e sapere che piacciono mi soddisfa molto🙂.
      In realtà ero indecisa se inserire la storia nel genere fiaba, ma poi ho deciso di metterlo nell’avventura.
      A presto e buona giornata 🌹