La Brigata Gialla

Dove eravamo rimasti?

Dipende solo da voi se questo racconto proseguirà ritornando alla sezione di partito (50%)

Operazione Califfo

Libero non ha detto nulla a Fosco e Cinno per una settimana: doveva prima mettere a punto il suo piano. Per quanto abbia una bella mente, non è stato facile per lui sviluppare una strategia che richiedesse un basso capitale iniziale e il coinvolgimento del minor numero possibile di persone. Però ora che crede di esserci riuscito, dopo avere ripercorso tra sé e sé i punti salienti del piano, è pronto a illustrarlo a Fosco e Cinno.

Oggi, riuniti nella sezione del Partito, in piedi di fronte ai due, esordisce:

«Compagni» e va avanti senza fermarsi per un quarto d’ora buono.

«Ascolta, è uno scherzo?» chiede Cinno alla fine.

«Ragazòl, mi meraviglio di te» gli risponde Libero.

«Non potremmo andare per gradi? Spiegaci solo il punto di partenza.»

Libero accetta la mozione del compagno Cinno e dettaglia la prima fase dell’operazione.

Al mercato del giovedì del paese vicino, Marezia ha notato un vecchio cinese dall’età indecifrabile che però ha una forte somiglianza con l’ex Cavaliere. O forse il contrario, come dice la stessa Marezia: a furia di lifting e botulino, l’ex Cavaliere è diventato il sosia del cinese senza età. Libero è andato a fare un sopralluogo di persona e ha constatato che, a parte i pochi capelli bianchi e il colorito giallognolo, quel vecchio cinese che se ne sta in disparte, seduto accanto a un furgone mentre i figli vendono biancheria, può davvero essere il sosia dell’ex Cav.

«D’ora in poi eviteremo di nominare l’ex Cavaliere» dice a questo punto Libero «Lo chiameremo in codice: Califfo.»

«Comunque io sono contro la violenza» precisa Fosco che non ha capito molto «Siamo mica qui a rifare le Brigate Rosse!»

«Col cinese semmai siamo la Brigata Gialla…» interviene Cinno.

Libero lancia un’occhiata sconfortata ai compagni: «Per fortuna nella prima fase voi due non avete nessun ruolo, tranne quello di anticipare una piccola somma. Ascoltate…».

-o-

Per mettere in atto la prima parte del piano ci sono volute quasi due settimane.

Per prima cosa, Libero ha dovuto convincere Marezia a prendere parte al “gioco”, facendole credere che sia tutto uno scherzo ai danni dei compagni. Così il giovedì lui e Marezia sono andati al mercato e, con la scusa di vedere la merce, hanno iniziato a parlare con i figli del cinese e a interessarsi all’anziano padre. Il vecchio Hu non capisce una parola d’italiano, sembra abbastanza confuso e fuori dal mondo e questo – secondo Libero – in fondo può essere un bene.

La parte più difficile con Marezia è stato però convincerla a coinvolgere nel “gioco” la prostituta nigeriana che batte sulla provinciale appena fuori paese e che tutti chiamano Armida.

«Deve essere per forza una nera, renditi conto» le ha dovuto ripetere più volte Libero prima di convincerla.

L’unica cosa che le ha taciuto è che lui con l’Armida si è già messo d’accordo per il giovedì successivo, pattuendo un compenso di settantacinque euro.

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Ed eccoci al giovedì in cui parte l’Operazione Califfo.

La partecipazione di Marezia non sarebbe stata strettamente necessaria, ma lei ha voluto esserci visto la presenza di Armida.

I tre si dirigono al banco dei fratelli Hu. Il vecchio, per fortuna, è lì seduto in disparte come sempre.

«Salve, ragazzi» esordisce Libero «Posso chiedervi un favore?»

I due cinesi annuiscono in sincrono.

«L’Armida qui» prosegue Libero «per Natale vorrebbe regalare un abito al fratello che sta in Nigeria che ha proprio la taglia di vostro padre. Potreste chiedergli se viene un attimo con noi due banchi più in là dove vendono gli abiti da uomo?»

I due cinesi si guardano perplessi, poi uno dei due va dal padre e gli dice qualcosa.

«Dai, che è fatta» sussurra Libero a Marezia vedendo che il vecchio cinese si avvicina.

Mister Hu fa un leggero inchino. Marezia gli sorride e lo invita a gesti a seguirli. Lei e Libero davanti, Armida e il vecchio cinese dietro. Allo stand degli abiti da uomo, Marezia comincia a cercare il modello giusto.

«Doppiopetto, mi raccomando. Basta solo la giacca» le ricorda Libero.

«Me l’hai detto cento volte! Non so perché mi sono fatta convincere a fare ‘sta roba qua…»

«Intanto io cerco la maglietta girocollo e aiuto l’Armida a preparare la miscela.»

La miscela sarebbe composta da due creme per scarpe, una nera e una testa di moro, da spalmare nella mano di Armida.

«Questa dovrebbe andare bene» grida la Marezia dopo un po’.

Il gruppetto si avvia compatto dietro la tenda che funge da cabina di prova. Marezia aiuta Mister Hu a indossare la maglia girocollo e la giacca doppiopetto. A pennello. Ora Armida si avvicina al cinese e gli accarezza affettuosamente i capelli. L’effetto “chioma d’asfalto” è perfetto. Libero prende lo smartphone e immortala Armida che schiocca un bacio sulla guancia del sosia del Califfo.

E ora per proseguire riprendiamo

  • dai fratelli cinesi (15%)
    15
  • dalla foto da ritoccare (69%)
    69
  • dalla chioma d'asfalto (15%)
    15
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49 Commenti

  1. Sono anch’io per mettere ai voti la decisione. Copertina meritatissima. Adesso mi sembra di comprendere più chiaramente il tuo progetto. La frustrazione dell’elettorato di sinistra di fronte a un personaggio che nonsicapiscenemmenobenecome è sempre riuscito a rigirasela come gli pare qui è resa in tutta la sua furiosa indignazione. Ingenuamente nel precedente commento ti avevo avvertito di un pericolo che non solo avevi già considerato ma che a quanto pare è l’essenza stessa del tuo racconto. Bravo davvero.

  2. Sono passato per caso e ho visto la copertina a un racconto che è solo al terzo capitolo e incuriosito ho deciso di leggerti. Non me ne sono di certo pentito e il premio copertina è meritatissimo. Racconto divertente ma allo stesso tempo fa pensare, il monologo finale del Califfo sembra di sentirlo con la sua voce. Le battute al vetriolo e le frecciate nascoste a volte tra le righe.

    Ho votato per metterla ai voti visto che è un circolo di estrema sinistra, ma vedo che sono al 10%. Ho messo il segui la storia perché amo la satira politica.

  3. Buon pomeriggio Cap.Riccio!
    Questo commento non può prescindere dai miei complimenti, d’obbligo. Trovo in costante miglioramento sia lo stile sia il coinvolgimento derivante dalla trama.
    La satira è piacevole, precisa e puntuale, simpatica e mai banale; è resa, secondo il mio modestissimo parere, in maniera ideale.
    Il tuo esperimento si sta rivelando davvero ben riuscito e mi auguro tu prosegua su questa strada, magari con episodi anche più frequenti perché, ripeto, la curiosità è aumenTATA nel corso della lettura!
    A presto!

  4. Ma che storia deliziosamente satirica e surreale! Hai la mia attenzione. Complimenti per la narrazione che mi porta dritto nel paesino dell’Emilia e nelle coscienze dei tre adorabili vecchietti strappandomi anche qualche sorriso per com’è imbastita. Anche molto originale come storia. Bravo,bravo.
    Buona scrittura
    Massimo

    • Grazie Massimo. Ricambio il bravo bravo con un bravissimo bravissimo, perché il tuo racconto mi piace davvero tanto e lo trovo ben costruito in ogni dettaglio. I personaggi sono tutti vividi e credibili, a cominciare dal gatto Firewall, nonostante l’ambientazione futurista. Meriti un pubblico più ampio.

  5. Primo colpo andato a vuoto. Il califfo è un vecchio marpione.
    Anche se non fai nomi, i riferimenti sono evidentissimi! Ahah, ti vedo male.
    Sarei tentata di dare la parola a Marezia ma temo che ne verrebbe fuori qualcosa di soft, allora voto per Fosco.
    Bravissimo.

  6. Non so da dove ti sia venuta in mente un’idea così interessante, coinvolgente e divertente!
    Devo ammettere che sta funzionando benissimo, la trama è accattivante e i riferimenti alla realtà perfezionano la satira.
    Sono molto curioso di leggere il proseguo.
    A presto!!

  7. Proprio ieri il tuo vecchio cinese in doppio petto blu era da Fazio a straparlare di sicurezza, lavoro, Europa, alleanze possibili e impossibili, comunisti e populisti. Non ci ho capito granché, sarò onesto, e non voglio nemmeno correre il rischio di trasformare questo tuo attualissimo progetto in una tribuna politica. Dopo ieri sera mi sento però in dovere di metterti in guardia: la satira ha sempre faticato molto con B. e questo perché lui fa tutto da solo: è un po’ come provare a prendere in giro un clown, non so se mi spiego. Insomma è dura e anche se sei molto, molto bravo rischi di essere sempre un passo indietro all’originale. 😉
    Ho votato anch’io per la foto da ritoccare. Ciao!

  8. Complimenti, i riferimenti alla tragicomica realtà sono evidenti e ben trattati. La satira è sottile e invoglia parecchio alla lettura, vorrei leggere il proseguo già adesso, scoprire se seguirà gli eventi reali o se li ripercorrerà soltanto per flash. Spero che il fuoco di ideali che anima i nostri cari tre protagonisti non si spenga, come realisticamente temo. Mi è piaciuta molto anche la scena al rientro in casa, con la moglie che commentava la tv, parlandole! L’ho sentita “familiare”. Spero di leggerti ancora presto, ciao!

    • Temo proprio che i tre avrebbero difficoltà a coinvolgere i giovani sulla base di un ideale. Forse potrebbero attrarli solo per l’aspetto goliardico e cinico della loro Operazione.
      A dirti il vero, io stesso mi stupirei se riuscissi a coinvolgere dei giovani nella lettura di questo racconto per i soli riferimenti all’attualità politica.
      Grazie per essere passata a leggere e a commentare.

  9. Il punto di partenza ideale è una domanda.
    Un buon incipit davvero. Attuale e con alcuni passaggi narrativi notevoli per originalità ed efficacia. Satira politica ce n’è poca al momento. Ma credo che questo episodio serva innanzitutto a preparare il terreno.
    Molto bravo.

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