DI DENTINI DA LATTE E ALTRE MAGIE

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo entreremo in un mondo nuovo. Cosa preferite? Una città incastonata tra il verde della giungla e il blu del profondo oceano. (36%)

“Ma… già si defila l’avorio da latte!”

Dall’apertura nella parete proveniva l’inequivocabile stridio metallico di un treno in frenata.
Giuditta spinse Dante dentro e col suo rigido corpaccione occupò lo spazio tra il battiscopa scostato e il muro. Era rivolta verso la cameretta, in attesa di qualcosa.
Dava le spalle al topolino, sembrava incurante del fatto che lui avrebbe potuto imboccare le scale e scappare chissà dove.
Erano proprio quel “chissà” e quel “dove” a bloccare Dante.
Anche se… il profumo che sentiva provenire da basso era proprio invitante… se avesse dato retta al proprio istinto…
“Profumo?”, si chiese. Già, ma di cosa?
“Di latte, risate e cuscino caldo sotto la guancia”, si disse.
Ma che razza di pensieri assurdi! Mangiare il parmigiano per la prima volta gli aveva forse dato alla testa? Il fatto è che il profumo gli faceva pensare a… ma certo, a un dentino!
Era questo, dunque: profumo di denti da latte!
«Ma allora…». Un rapido ticchettio in avvicinamento gli fece capire il piano di Giuditta.
«Non sai resistergli, eh, Livia?», diceva Lablatta ridendo, «Vieni, vieni da me, piccola».
Attratta dal profumo invitante, Olivia stava cadendo in trappola.
Lo scalpiccio delle sue zampe di smalto accelerò fino a farsi sincopato: la sciagurata correva incontro alla sua aguzzina.
Dante non poteva stare a guardare, si lanciò verso Giuditta, ma era così poco abituato alle sue nuove proporzioni e appendici che inciampò nella propria coda, rotolò e si fermò urtando polpacci secchi e puntuti. Nello stesso momento, Olivia saltò addosso a Lablatta sbilanciandola. L’ostacolo involontario di Dante fece il resto: Giuditta cadde all’indietro di testa.
Vi fu un rumore nauseante, in tutto simile a quello di una mora marcia che si schianta a terra, quindi un’esplosione di schizzi violacei giunse a lambire le zampe del topino; Dante scorse il guizzo candido della cagnetta superarlo e imboccare le scale mobili, ma non reagì, era paralizzato dal raccapriccio:
«Aah! Lablatta! La testa! Che orrore!», gridava. Fu sul punto di svenire vedendo Giuditta alzarsi in piedi, ma l’artropode si tolse via ciò che restava della mora copricapo e mostrò testa integra e occhi infuocati; subito corse all’inseguimento di Olivia. Come una sposa con lo strascico, il topino tenne stretta in mano la punta della coda e si lanciò dietro di lei.

Fecero le scale a grandi balzi; Dante atterrò sul pianerottolo quando già Lablatta si chinava per attraversare una soglia bassa. Le andò dietro e si ritrovò in una galleria dove, accanto a una banchina stretta, stazionava un treno a misura di topino.
La scritta sui vagone recitava: “MT – METRO-TOPOLITANE”.
Un’insegna luminosa appesa all’alto soffitto della stazione chiariva: “ITALIA – SESTO S.GIOVANNI – VIA BACH 3”.
A pochi passi da lui, Olivia indietreggiava impaurita dall’avanzare minaccioso della bieca Giuditta. Purtroppo per quest’ultima, le porte del treno si aprirono in quell’istante; lei si volse verso il vagone e impietrì.
Dopo qualche secondo in cui non accadde nulla, decine di creature irsute si catapultarono fuori dal treno. Erano… be’ si sarebbero detti della stessa specie di Dante, vale a dire l’anello mancante dell’evoluzione tra topo e papà. Però davano l’impressione di essere del tutto a loro agio, in quei panni: chi col pastrano, chi con un borsone da palestra; alcuni dall’aspetto giovanile, con tanto di auricolari e sacca in spalla. Insomma, la classica, variegata fauna che si può trovare in una qualsiasi metropolitana del mondo… se si sorvola su alcuni particolari, tipo facce pelose e orecchie paraboliche.
Il profumo che Dante aveva sentito in cima alle scale era adesso molto più forte e inebriante: esalava dai loro borsoni, zaini e sacche.
Erano colleghi, insomma, di certo più esperti e abili di lui, giacché era evidente che loro, il dentino, erano riusciti a conquistarselo.
Come un branco organizzato di lupi, i topini circondarono Lablatta.
«Carlotta, malnata!», urlò uno.
«No, Caronte IV, non vedi che è Loretta?», suggerì un secondo.
«Dici?», traccheggiò un terzo.
«Vi sbagliate, è Isotta, o forse sua sorella Ombretta», quacchierò un quarto.
«È Giuditta!», dichiarò Dante, nella speranza di interrompere la stucchevole scenetta.
Si voltarono all’unisono a guardarlo, poi di nuovo verso l’insetto: «Quale che sia il tuo nome», sentenziò un topino tracagnotto, non avrai scampo! All’attacco!».
Scoppiarono due grovigli: uno fisico, di code e zampe, e uno acustico, di squittii e blattecci, ovverosia cicalecci emessi da blatte. Ciuffi di peli volavano d’intorno, denti troppo enormi per essere scappati dalle bocche dei topini intrepidi rimbalzavano in ogni direzione!
Spettatore attonito del marasma, fu un puro caso se Dante si accorse che Olivia, poco più in là, entrava circospetta nel vagone da cui erano usciti i roditori vendicatori. Un suono breve avvertì che il treno stava ripartendo.
Il topino si affrettò a saltarci dentro prima che le porte si chiudessero.
Olivia era due file più in là: accucciata sotto i sedili, tremava.
Dante avanzò prudente verso di lei, ma…

Vi chiedo scusa, il viaggio verso la destinazione che avete scelto durerà un capitolo più del previsto. Eravamo rimasti a un “ma”:

  • Olivia è a un tiro di starnuto, ma qualcuno precede Dante e se la porta via. (55%)
    55
  • Olivia è così vicina a Dante che il suo fiato gli appannerebbe gli occhiali, se ce li avesse, ma qualcuno si intromette. (18%)
    18
  • Olivia è a due passi, ma quella coda imbranata si è impigliata tra le porte! (27%)
    27
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97 Commenti

  1. Assolutamente indeciso, alla fine ho votato Giuditta ^_^

    Ciao Erri. Non mi è arrivato l’avviso di risposta ma mi sono accorto in tempo della continuazione e così eccomi qua. La narrazione è sempre più fantastica: la fatina micina è eccezionale e così pure il Dentino Zanna Negativo (o Zanna Meno) dal valore esorbitante. Finora la storia non ha mai perso tono ed io sono sempre più entusiasta 😀

    Continua così.
    Ciao 🙂

  2. Rieccomi Erri!
    Dopo un lungo periido di assenza sono tornata e ho letto tutto d’un fiato gli ultimi quattro capitoli…
    Che dire, mi sono piatti tantissimo e, sfidando la mia naturale repulsione per questi insetti, vorrei proprio sapere che fine ha fatto Giuditta!
    Buona notte serena e senza interruzioni, speriamo!

    • Buongiorno, Dhalya. Proprio tu dovresti sapere che non ti devi preoccupare di raggiungermi in ritardo 😉
      Sono felice che la storia ti stia piacendo, magari, se vince l’opzione Giuditta, avrai modo di affrontare la tua fobia e scoprire che questi graziosi insetti possono essere interessanti.
      La notte è passata serena e senza interruzioni, quindi ti ringrazio in ritardo, sicuramente il tuo augurio ha avuto effetto 😀
      Ciao, buona giornata

  3. Bellissimo questo capitolo, Erri!
    Sei bravo a descrivere le cose, i personaggi, le situazioni, sai richiamare alla mente le immagini con quello che scrivi. Mi pareva quasi di vedere una cartone animato, di quelli belli, mentre leggevo. Qualcuno dovrebbe pensare di contattarti per comprare i diritti dell’opera e farne qualcosa di più grande.
    complimenti!
    Aspetto il prossimo e dico che Olivia creerà confusione!

    • Buongiorno, Allegra! Grazie, arrossisco!
      Ti voglio confessare uno dei miei sogni più megalomani: mi immagino un giorno, tra qualche decennio, non prima 😀 , portare al cinema un nipote, guardare con lui un film di animazione e scoprire che…. mi hanno rubato la sceneggiatura! 😀 😀
      Sarebbe una soddisfazione. Dici che è improbabile? Uhm, lo penso anch’io, ma lo trovo un po’ meno improbabile della possibilità che qualcuno mi paghi per quello che scrivo 😀
      Ah ah, scusa, non ti meriti questo humor nero, ammesso che sia humor.
      Tornando serio, o rimanendo serio ma in modo un po’ diverso, ti ringrazio veramente tantissimo, perché sono commenti come il tuo che mi fanno capire che mi piace ciò che sto facendo, mi fa capire che la scrittura è un hobby che si ripaga da solo mille volte più dell’impegno che mi richiede.
      Ciao, ci vediamo presto

  4. E Giuditta?
    Trovo inquietante se non terrificante che anche i dentini da latte possano essere mercificati con tanto di quotazione più o meno esorbitante. Ignorando queste implicazioni horror, il capitolo è molto divertente. Ripensandoci, anche il controllore che domanda bolle e permessi anche qui è altresì inquietante… quindi non so se prevalgano le sfumature orrorifiche o quelle poeticobuffobambiniche… il che forse è ancora più spaventoso. Insomma, cominci a farmi paura. 😉
    Non ho colto l’etimologia Di Biancostuggio, cioè, bianco sì

    • Buongiorno, befana. Ah ah, ma non sono i topini a mercificare per primi i dentini lasciando il soldino? Poi, ovviamente, la dottrina del plusvalore impone che qualunque cosa abbia mercato può essere venduta e rivenduta a prezzo sempre maggiorato 😀
      Si tratta di capire cosa ne fanno i clienti finali, di questi dentini 😀
      Stuggio è una parola che, a seconda delle zone, ha significati leggermente diversi: astuccio, contenitore. Nel mio caso, direi “ripostiglio nascosto”.
      Ti ringrazio un sacco di tutto, ci vediamo presto.

  5. Ma… la coda si è impigliata! Anche io non riuscirei a controllare una coda da topo, se mi spuntasse da un giorno all’altro… Povero Dante, non una che gli fili liscia! 😛
    Sempre più divertente, bellissima questa parte:
    “la classica, variegata fauna che si può trovare in una qualsiasi metropolitana del mondo… se si sorvola su alcuni particolari, tipo facce pelose e orecchie paraboliche.”
    Non ho ben capito come abbia fatto Giuditta a rimanere viva dopo essersi spiacicata, ma in fondo è sempre così: i cattivi non muoiono mai 😉
    Buona serata, e buona settimana! 🙂

    • Buonasera, Naomi! Felicissimo che tu stia trovando il racconto divertente 😀
      Riguardo a Giuditta: quando è caduta di testa si è sentito un rumore come di mora marcia che esplodeva perché in testa, a mo’ di copricapo, Lablatta aveva appunto una mora marcia (lo avevamo notato nel secondo capitolo) 😀
      Solo che Dante, all’inizio, ha creduto che si fosse rotta la zucca 😀
      Grazie un sacco di tutto, ci vediamo presto

  6. Avevo scelto qualcuno si intromette ma mi sa che non vince.
    Non so dove ti inventi ste cose: la metro zeppa di padri-topini con le borse zeppe di dentini caduti mi ha fatto morire, me la sono immaginata, già che le stazioni e scale mobili delle metro di questo mondo non profumano di buono!
    E una menzione speciale per il topino che, allertato dall’esperienza, si muove con la coda tra le mani come lo strascico di una sposa. Che poeta!

    • Buongiorno, keziarica!
      La questione “blattecci” è per me complessa: non mi illudo che questa sia una storia per bambini, se non altro perché qua sopra nessun bambino la legge (qualche ragazzino/a sì, però 😀 ). E allora perché mettere quella frase? Non ne sono sicuro neanche io, so solo che ero cosciente che la spiegazione sarebbe risultata pleonastica e forse irritante ma non l’ho voluta togliere. Penso di aver voluto strizzare un’occhio al “bambino che è in voi”, dandovi per un attimo l’illusione che stiate leggendo una storia per bambini.
      Sì, penso sinceramente che sia questo.
      “Quacchierò” e “roditori vendicatori” hanno invece lo stesso movente, diciamo musicale (o, se non ti piace la musica che fanno, cacofonico 😀 ).
      Nello scambio di battute riferito ai nomi della blatta c’è un giochino abbastanza scoperto:
      Urlò Uno
      Suggerì un Secondo
      Traccheggiò un Terzo (traccheggiò???)
      A quel punto mi serviva una parola con la q per “il quarto” e per sottolineare il gioco precedente e anche il fatto che il giochino era durato fin troppo, ho voluto inventare una parola palesemente inesistente. Allo stesso modo, roditori al posto di topi perché fa rima.
      Non sono gli unici esempi, in realtà ci provo spesso, con alterni risultati 😀
      Ti ringrazio un sacco del commento e di tutto, ci vediamo presto

  7. Fuji, meno male che non vi ho portato a destinazione: c’è stato un interessantissimo pareggio dell’ultimo minuto. Così ho tempo di pensare a qualcosa 😀
    Grazie a chiunque abbia messo questo ultimo voto! Per il voto e perché mi permette di fingere di averlo fatto apposta, a non portarvi subito in città 😀
    Buona serata a tutti!

    • Buonasera, Athelas! Che carina, grazie! Sai, Erri Porta era partito con l’idea di scrivere storie per bambini. Poi, si sa, qualche volta la realtà prende strade diverse e non previste. Alla fine non so quanto un pubblico sotto i – quanti? Dieci? Dodici? – diciamo quattordici anni possa trovare piacevoli i racconti che mi sono ritrovato a scrivere. Ma, se riesco a far tornare bambina una lettrice adulta, la cosa mi va benissimo comunque, o anche di più: è una magia, diversa, ma pur sempre una magia! 😀
      Grazie un sacco, ci vediamo presto!

  8. Ciao Erri
    Ma quant’è carina questa storia?? Mi piace da matti!
    È scritta benissimo, davvero complimenti. Ho letto i capitoli con molta curiosità ma soprattutto ho immaginato tutte le scene delle trasformazioni, la cagnetta ristretta poverina, lui topo insomma uno spasso! Mi hai fatto sorridere. È una storia davvero esilarante a parte la blatta che per quanto possa essere simpatica, mi fa venire i brividi 😂😂😂😂 (ho dei problemi con gli insetti 😂).
    Scelgo la città incastonata.
    Ciao
    Ilaria

    • Buongiorno, Ilaria, benvenuta!
      Ti ringrazio un sacco per i complimenti e sono felicissimo di leggere che questi tre capitoli sono stati per te “uno spasso”! Direi che è lo scopo del racconto 😀
      Eh, lo so, le blatte hanno qualche problema sociale, mica solo con te 😀 , ho approfittato della loro sgradevole nomea per farne la Cattiva della storia.
      Ciao, ci vediamo presto

  9. Non sapevo cosa scegliere, ma visto che ci si accede con le scale mobili di una metrotopolitana, vada per la metro(to)poli.
    Questo capitolo mi è piaciuto davvero molto, mi ha fatto ridere: preferisco quando immaginazione e inventiva frizzano e lazzano senza sovraccaricarsi di riccioli, pieghe damascate e dettagli superflui e invasivi.
    A me per il cane non è dispiaciuto, sarà che sono gattara? O allora che , se non è traumatizzato il padrone che è diventato un sorcio, perché dovrebbe esserlo il cane che è rimpicciolito?
    A me la cosa che turlupina è “ma che denti c’ha sto Eberardo”? Già, poveretto c’ha un nome che lascia stare, ma pure id enti stregati. Sempre meglio che cariati, oppure no?
    Amitiés

    • Buonasera, befana. Ah ah, fai molte giuste riflessioni:
      La metropolitana presuppone una metropoli…. ed è naturale immaginare che la metrotopolitana non sia da meno 🙂 , se ci avessi pensato avrei messo tre metrotopoli nelle tre opzioni 😀
      Va be’, magari, dopo il primo tratto percorso sotto terra, racconto un tragitto extraurbano in treno.
      Sul cane: ma sì, non lo voglio trattare troppo male… e poi, appunto, mi sembra che sia una storia in cui tutti sono disposti a non farsi paralizzare dagli strani eventi, anche Olivia li accetterà di buon grado! 😀
      Sulla magia del dentino avrò modo di ritornare 😉
      Lietissimo che il capitolo ti sia piaciuto!
      Ciao, befana, possa il potente spirito della Variopinta Ittifauna Provenzale esserti propizio! 😀

  10. Ciao Erri, anche io come Red ho apprezzato la trovata della cagnetta ristretta, l’importante è che entro la fine della storia torni com’era, poverina 😉
    Mi immagino un bimbo che ascolta le tue fiabe, penso che chiunque rimarrebbe a bocca aperta.
    Bello, bellissimo, mi dispiace ripetere sempre commenti simili ma è ogni volta tutto davvero perfetto 🙂
    Buona settimana!

    • Buongiorno Naomi. Il tuo commento è bellissimo e mi imbarazza. Complimenti sinceri come i tuoi, anche ripetuti mille volte, non possono che farmi piacere ogni volta che li ricevo. Quindi figurati se devi dispiacerti! Ti ringrazio, perché contribuisci ad allietarmi la giornata.
      Quando una lettrice o un lettore mi fa sapere che qualcosa che ho scritto le/gli è piaciuto, io mi dico che con quella lettrice, o lettore, ho qualcosa in comune, qualcosa che traspare da ciò che scrivo e che sono riuscito a trasmettere. So bene che sono lontano dalla perfezione, anzi, credo che non esita neppure una “Perfezione”. Esistono alcune storie che piacciono ad alcune persone. Io sono felice che le mie piacciono a te. E sono lusingato – moltissimo – da ciò che aggiungi: far rimanere a bocca aperta i piccoli lettori è la mia massima aspirazione.
      Io spero che sia vero, almeno per una piccola parte di loro 😀
      Grazie, Naomi, di vero cuore.
      Come vedi, anche i miei ringraziamenti sono ripetitivi, ma mi auguro che tu li possa gradire comunque, quanto io ho gradito il tuo commento 😉
      Ciao, buoni giorni!

  11. Assolutamente fantastico! Io voto ghiaccio e neve, visto che fa freddo. A differenza degli altri, ho trovato molto azzeccata la trovata del cagnolino-dentino affinché questo “oggetto” ora possa muoversi liberamente e far sudare le proverbiali 7 camice a chiunque voglia acchiapparlo.

    Avanti a tutta velocità! ^_^

    Ciao 🙂

    • Buonasera, Red. Esatto, l’idea era proprio quella di rendere il dentino “semovente”, otre che di cominciare ad identificarlo come un oggetto dalle proprietà magiche.
      Credevo di poter essere tacciato di banalità, ma non di scarsa chiarezza 🙁 e anche 😀
      Forse – chissà? – non avrei dovuto usare il termine “avorio” per riferirmi al “materiale dei denti”. Per quanto, tecnicamente, non sia mica sbagliato.
      Sono felicissimo che il capitolo ti sia piaciuto, ti ringrazio di tutto, ci vediamo tra poco.

  12. E dov’è la metro-topo-litana?
    Non so che bisogno ci fosse di rimpicciolire la cagnetta… Già è sparito Dante, sai che scompiglio in famiglia?
    Invece è molto ben riuscito lo scambio di battute tra Dante e Giuditta e l’inattesa apertura verso il nuovo mondo.
    Una metropoli nel deserto.

  13. Mi ero dimenticata di seguire la storia! Comunque ho risolto, e menomale che sono arrivata in tempo 🙂
    Non finirai mai di stupirmi con la tua fantasia, adesso abbiamo un Dante topo… e quindi direi una metrotopolitana (e confermo di aver letto metropolitana 😉 )
    Aspetto il prossimo, ogni tuo capitolo è frizzante e trasmette sempre il buonumore 😀

    • Buonasera, Naomi! Grazie un sacco del commento e dei complimenti carinissimi! Non preoccuparti di essere in ritardo o in anticipo, a me fa piacere sapere che mi leggete, presto o tardi conta poco! E comunque il ringraziamento è doppio, perché hai sbloccato il pareggio delle opzioni 🙂
      È vero, avrei dovuto pubblicare oggi il terzo capitolo, sono un po’ in ritardo ma nei prossimi giorni vedrà la luce. Spero che ti piacerà.
      Ciao, ottimissimo weekend a te e alla tua famiglia 😉

  14. Cieo Erri,
    bello questo capitolo!
    Il tono innocente di Dante e quella voce appena sarcastica con cui parla Giuditta sono descritti benissimo, tendono a fondersi con le pupille del lettore e non uscirgli più. 😉

    Il fatto che hai scritto “Sapiens” al posto di “Sapiens Sapiens” fa capire che sei informato sulle novità, non come la maggior parte delle persone che conosco. 🙂
    Bravo, Erri! Alla prossima e buona giornata! 🙂

  15. I racconti vanno letti con cuore e occhi di lettore. Se ci si mette a fare i tecnici della scrittura creativa, si perde il gusto della lettura. Questo racconto va letto lasciando spazio al bambino che c’è in tutti noi. Sarà pure un’immagine abusata quella del bambino che c’è in noi, ma per questo racconto andava assolutamente rispolverata.
    L’airbugs mi sarebbe piaciuto…

    • Buonasera, cap. Riccio! Che piacere i nuovi lettori, benvenuto! Guarda, a proposito di bambini, parli con uno che crede che l’unica differenza tra bambino e adulti è che il secondo non fa cose che gli piacerebbe fare perché gli hanno insegnato che non si può. Quindi, nel mio caso, non c’è grossa differenza tra bambino che è in me e bambino che è fuori 😀
      Boh, forse perché sono nato già un po’ vecchio… e questo mi pare in contraddizione con… Oh, basta!
      Ti ringrazio un sacco del commento e di esserci, ci vediamo presto.

  16. Ho scelto la sciacquovia anche s emi fa un po’, senso: la metrotopolitana è troppo telefonata e promossa ;p
    Ti ho già scritto (più di una volta, temo: sono tendente al bofonchiamento reiterato) che faccio fatica quando eccedi con la tua barocca sovrabbondanza di dettagli destinati a far dire “wow! Che fantasia ” e spalancare la bocca a tutti i tuoi “bambini” lettori. Quetso capitolo non è solo barocco, pure rococò 😉 però mi ha fatto sorridere più di una volta lo stesso. E anche sudare freddo, pensando a tutte le volte in cui sono stata “topino” dei denti, l’ho scampata bella. Fortuna che i miei rampolli hanno passato l’età. Mi è andata bene.

    Ciao

    P.S. Piccola parentesi autobio: il passaggio sul “soldino? sono 5 euro!” mi ha fatto molto ridere. Una volta, in assenza di monete, mi trovai anch’io a mettere un cinquino. Il problema fu la reazione del pargolo. “primo dente 1 euro, tre settimane fa 2 euro, questa volta 5. Presto sarò ricco”. La citazione non è testuale ma piuttosto fedele: immagina i due sedicenti “topini” impallidire pensando di dover presto tirar fuori il libretto degli assegni al momento dei molari da latte! Insomma, per me questo racconto potrebbe essere quasi un horror! ^^

    • Buonasera, befana. Uhm, mi sa che devo preoccuparmi, perché non pensavo che questo capitolo fosse barocco, né tanto né poco. Immagino ti riferisca al collirio, o al tango… No, nessun intento di stupire con effetti speciali (al massimo di infastidire con scene banali), solo due immagini che mi piaceva evocare e che non pensavo di aver reso in modo arzigogolato… Mi sbagliavo, evidentemente.
      La tua progenie ha un futuro assicurato nell’alta finanza.
      Grazie un sacco del commento, dei complimenti e Delle osservazioni, ci vediamo presto

      • No, arzigogolato no, non ci sono parti attorcigliate e poco chiare, solo una profusione di dettagli e descrizioni fisiche. Giuditta l’abbiamo vista tutti, in tutti i dettagli, visivi e sonori, con tanto di clangore di spiedini e labbra cremisi. (tra l’altro la tua padronanza degli aggettivi mi lascia stupefatta). Ma è un problema di gusti miei. La sola cosa che veramente trvo brutta è la definizione di “OGM blatt-umano” che trovo poco fantasioso (come espressione, non il concetto) e poco “narrativo” però anche lì sono sempre gusti miei. Mica scrivi per me! ^^

  17. Questa sì che è una favola moderna in piena regola, anche se l’hai catalogata come avventura, e anche molto originale e divertente. L’ho letta immaginando un film della Pixar.
    Sai bene che nessuno legge sillaba per sillaba, quindi tutti abbiamo letto ‘metropolitana’. Chi dice il contrario è una scimmia dispettosa (non ci saranno scimmie in questa storia, vero?).
    Che metrotopolitana sia.

    • Buongiorno, Napo. Che grande complimento mi fai, grazie infinite! Ho scelto un canovaccio piuttosto semplice, che rasenta (e rischia) la banalità. La sfida è appunto scrivere qualcosa di abbastanza originale percorrendo strade già battute infinite volte. Perciò, non posso garantire che non compaia qualche scimmia 😀
      Grazie ancora, ci vediamo presto.

  18. Ciao Erri! Ben tornato con una nuova fantastica favola che io sono super pronta a vivere con te! 😉

    Capitolo molto carino, mi è piaciuto il tono tranquillo e quotidiano che hai inserito all’inizio. Mi piace anche che, per una volta sia un adulto a vivere una storia fantasy. Poveri adulti, sempre fuori dai giochi e dal divertimento 😛 . Oh, beh… Questa storia è già intrisa di avventura! Continua così, che la mia curiosità lampeggia su ON! 🙂

    Ho votato che nessuno dei due riuscirà ad ottenerla. Ma forse l’ho fatto perché ho sentito troppe persone dire “O tutti o nessuno!” 🙂
    Bravo Erri! Continua così!
    Buona serata! 🙂

  19. Non mi ricordo dove ho letto che non esistono racconti per ragazzi, solo racconti per tutti e racconti per adulti, forse non era proprio così, ma credo si capisca il senso 🙂
    Incipit curioso come sempre, mi sono immedesimato perché condivido l’avversione per i formaggi di Dante, meno la scelta del nome da dare al figlio 😀

    Nelle quattro mani di Giuditta…

    • Buongiorno, Gabriele. La suddivisione che proponi, almeno per quanto mi riguarda, ha molto senso 😀
      Se dovessi definire cosa intendo con “letteratura per ragazzi” userei due parole: sogno e divertimento. Sia ben chiaro, è solo il mio personalissimo punto di vista. Ecco, a me piace scrivere di sogni e ultimamente ho scoperto di prediligere alle ambientazioni e atmosfere seriose o cupe quelle più solari e spensierate.
      Grazie di tutto, anche del fatto di aver fatto sentire meno solo Dante: è ora che il mondo sappia che esistono anche individui che *non amano il formaggio* 😀
      Ciao, ti auguro un weekend ottimo e cheese-free 😀

    • Buonasera, befana. Ah ah, ma sai che potrebbe essere l’odore troppo forte di pecorino sentito in casa di parenti “di paese” in tenera età ad aver causato in “uno” che conosco un’avversione rabbiosa verso ogni tipo di formaggio stagionato? 😀
      Non sa cosa si perde… e mi sa che io non glielo so spiegare 😀
      Ti ringrazio un sacco per il commento, buon weekend!

    • Buonasera, Napo.
      Io invece mi chiedo e ti chiedo: se vuoi rivolgerti a Massimiliano, perché non contatti Massimiliano? Non hai una sua mail? Magari siete amici su qualche social, no?
      Però, ti dico la verità, la tua domanda mi incuriosisce. E penso che mi riguardi da vicino, perché effettivamente io sto scrivendo storie che definisco “per ragazzi” (magari lo fossero). Perciò, se mi permetti, provo a darti io una risposta. La mia risposta è: Perché?
      E non rispondermi che non è una risposta, altrimenti vado sul tuo racconto e lo vandalizzo con commenti pieni di “qual’è”.
      Perché, cosa ci sarebbe di male? Se questo Massimiliano avesse deciso di seguire questo filone, cosa farebbe di sbagliato? Pensi che renda meglio in altri ambiti? Gliel’hai mai detto o fatto capire? In ogni caso la tua sarebbe solo un’opinione tra tante, ma lui, se è ragionevole, la ascolterebbe. Hai letto qualcosa di Massimiliano che ti ha convinto di più? Ne sei sicuro? Gliel’hai fatto capire? Sei sempre in tempo.
      Però, anche se tu pensassi che lui è una specie di mago – che so? – della fantascienza e glielo dicessi, sii anche disposto ad accettare che lui non ne sia convinto quanto te.
      Il concetto di doppia verità ti è molto familiare, se non sbaglio. Ecco, l’importante è essere consapevoli che ogni verità è sempre mediata dal singolo individuo.
      Ma magari mi sbaglio, magari pensi che Massimiliano si stia rendendo ridicolo scrivendo storie per ragazzi. Gliel’hai mai detto? Provaci, ti ascolterebbe. Però, intanto, parla con lui. Io, a fatica, riesco a immaginare cosa passa per la mia, di testa, figurati in quella di qualcun altro.
      Sarei anche curioso di sapere se questa vicenda si svilupperà lontano dai riflettori di TI. Nel frattempo, consentimi, posso offrirti la mia esperienza di umile autore di pseudo storie per ragazzi: sappi che ne sono soddisfatto. E neanche poco. L’ultima storia ha avuto una visibilità che non avrei sperato neppure nei miei sogni più ottimistici. E sì che Erri non si fa molta autopromozione. Anzi, ha un atteggiamento disgustosamente snob: risponde e visita solo chi lo cerca per primo e solo quando lo cerca. Però, quando commenta, cerca sempre di essere cortese e sincero.
      Ho lettori, Napo, lettori veri. E più di uno. Pensi che molti autori del genere – che so? – fantascienza possano dire altrettanto? Vedo gli incipoints salire nonostante non ci sia alcun commento, vedo che mi seguono come autore persone che non hanno mai commentato e che non conosco affatto.
      Posso chiedere di più? A TI forse no. Nei tempi d’oro i più bravi di voi potevano contare su una platea di circa cinquanta lettori (con i numeri me la cavo), ma quanti di essi erano veri lettori interessati a ciò che leggevano? Uno su dieci? Io penso meno. Adesso quelle cifre sono solo sogni, anzi, qualcuno probabilmente riuscirebbe a raggiungerle di nuovo, ma a che prezzo? Mendicando voti a destra e a manca, andando in giro per i vicoli della rete invitando a votare per sé? Non in cambio di un pacco di pasta, in cambio di ridicole lusinghe e commenti interessati: “Sei bravo, sei bravissimo, sei un genio”.
      No, grazie. Mi tengo le mie storie per ragazzi che per ragazzi non sono.
      Accetterò i tuoi consigli come l’oro, sempre che il tuo consiglio non sia “scrivi qualcosa di diverso”. O meglio, accetterei anche questo consiglio, ma se fosse doverosamente argomentato.
      Ciao, e nel rispetto delle semplici regole di Erri Porta ti preannuncio che ci vedremo presto.

      • La mia era una mera curiosità, lo giuro. Non c’è nessun giudizio di merito. Sono sicuro che questa storia avrà anche più successo della precedente, ma la mia domanda resta. Sarà che considero TI un luogo di sperimentazione (e per quanto mi riguarda non saprei cos’altro sperimentare) e, siccome ti stimo come autore, mi piacerebbe vederti all’opera su altri generi. Ma anche così va bene, se la consideri una palestra per poi dedicarti alla letteratura per ragazzi.

  20. Rieccoti! 😀
    I genitori sono dolcissimi, direi che ci hai trasportati in una bellissima famigliola… Riesci a scegliere argomenti sempre stranissimi che nelle tue mani diventano meravigliosi… Seguo più che curiosa, e anche secondo me si contenderanno qualcosa che nessuno dei due riuscirà a ottenere 😉
    Buona giornata e buon fine settimana!

    • Buongiorno, keziarica! Il piacere di ritrovarti qui è tutto mio 🙂
      Be’, gli indizi su ciò che sta accadendo sono tanti e convergenti 😀
      Io preferisco vederla come un… sillogismo: sappiamo che il topolino dei denti porta i doni per i denti, Dante porta il dono per il dentino, quindi Dante È il topolino dei denti.
      Grazie infinite di esserci e degli auguri che mi fai, io cercherò di fare del mio meglio 😀
      Ciao, ci vediamo presto

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