Una vacanza da urlo (di Munch)

Dove eravamo rimasti?

E ora che facciamo? Convinciamo l'addetta del banco dell'autonoleggio a noleggiarci l'auto facendo scene madri davanti a tutti (100%)

L’apocalisse vista (e sentita) da vicino

Ok, qui urge ideare un piano e al più presto! Simona continua risoluta la sua marcia verso il banco dell’autonoleggio (e io la guardo atterrita, anche se dentro di me sento nascere un “Tanta stima, sorella!”) mentre la signorina continua a sorriderle. A un certo punto avviene qualcosa che non mi aspetto: Simona si ferma di colpo, estrae con disinvoltura il cellulare dalla sua borsa dalle dimensioni epiche e se lo porta all’orecchio destro, scansando con un gesto sapiente quell’impalcatura autoportante di color giallo-biondo che lei si ostina a chiamare capelli. Dice: “Pronto”… ma il cellulare non ha squillato! Suppongo che finga che fosse in modalità silenziosa, quindi comincia a intavolare una fitta e fittizia conversazione fatta di ‘Oh no!’, ‘Sei sicuro?’ e di ‘Secondo te quanto tempo le rimane?’, accompagnati da smorfie di dolore e preoccupazione, con un contorno di sospiri angosciati.  Finalmente allontana il telefono dall’orecchio e lo ripone nella borsa-caverna. Mentre copre i due metri che la dividono dalla signorina-tutta-denti, noto che i suoi occhi sono coperti da un velo (il Tavor mi fa partire un ghigno del tipo “che paracula!” e mi affretto a girarmi dall’altra parte, nella speranza che Durbans non mi abbia cuccata).

Il dialogo che ascolto mi fa scompisciare interiormente (porca paletta, non posso esternare nulla).

Mentadent Lady: “Buongiorno”

Simona (con voce bassa e un po’ tremolante): “Ho prenotato una Fiat Panda per oggi alle ore 11. Se possibile, vorrei averla subito. Mi ha appena chiamato mio cugino dicendo che mia nonna ha le ore contate. Pensavo di avere più tempo e invece…” La signorina annuisce, trasformando il suo sorriso fisso in un sorriso di comprensione, mentre Simona le fornisce il cognome e le porge la patente con una disinvoltura mai vista. Io mi ghiaccio e trattengo il respiro.

Il sorriso della signorina finalmente si spezza (cominciava a irritarmi le cornee) e lei esclama: “Ma questa patente è scaduta e per di più da nove mesi! Non posso assolutamente darle l’auto, mi spiace!”

Oddio, oddio, oddio, sento avvicinarsi l’apocalisse…. E infatti Simona, con una mossa ben studiata, getta a terra la borsa-caverna e ci si accascia sopra, scoppiando in singhiozzi inframmezzati da parole incomprensibili tipo “nonna”, “bambagia”, “perdonare”. Il mondo si ferma: la gente e il brusìo tipico dell’aeroporto si arrestano di colpo come in un “un, due, tre, stella” e tutta l’attenzione viene catapultata su Simona. Io sono indecisa tra il voler morire (dalla vergogna) e il volermi sedere di fianco alla mia amica e scoppiare con lei in un pianto alla “Spank” (per i superstiti degli anni ’80 che si ricordano di questo buffo cagnolino parlante e poco intellegibile). Le labbra di Pasta-Del-Capitano ora formano una O, poi la sento borbottare qualcosa imbarazzata, una sorta di giustificazione, presumo. Intanto tutti i presenti la fissano con un misto di sorpresa e disapprovazione. Vedo Simona aprire un occhio, poi richiuderlo e continuare a piangere. Finalmente dice, alzando  la voce di modo che tutti possano sentirla: “Ma io come faccio ora ad arrivare in tempo a salutare per l’ultima volta mia nonna?! Come faccio a raggiungere la bambagia senza la macchina? Eh, come faccio?! Perché io so che qui in Sardegna non esistono i mezzi pubblici! Se non arrivo in tempo non me lo potrò mai perdonare e vi riterrò responsabili” e giù di nuovo con i pianti! I residui del Tavor purtroppo non mi impediscono di sentire l’abominio: ha veramente detto BAMBAGIA?! Noooo! Ecco, ora ne ho la certezza: voglio morire!

E ora?

  • Rimaniamo senza auto e dobbiamo escogitare un’altra soluzione. (100%)
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  • Ci si avvicina un signore dal forte accento sardo che, impietosito dalla scena, ci offre un passaggio verso la Barbagia per poter dare l' (0%)
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  • Kukident si intenerisce e ci affitta l’auto, contravvenendo a tutte le regole e rischiando di perdere il lavoro (0%)
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