Là dove le cipolle non fanno piangere

Dove eravamo rimasti?

E adesso, l’immagine cosa vi suggerisce? - Misteriose vibrazioni (62%)

VIBRAZIONI

Dopo dieci giorni di estenuante attesa che si facesse viva, ho cominciato a pensare che il numero che mi aveva dato fosse fasullo.

Così, per togliermi ogni dubbio e smettere di tormentarmi, le ho mandato un messaggio proponendo di raggiungerla a Milano.

Jolyana mi ha sorpreso, rispondendomi subito di sì: «Volentieri. Sabato alle 11 all’entrata dell’Hangar Bicocca.»

Ho letto per ben tre volte il testo, per essere sicuro che non fosse una visione.

Il luogo dell’incontro mi stupisce. Mi suona nuovo. Conosco un po’ Milano e, sinceramente, mi aspettavo qualcosa di “classico”: tipo Piazza Duomo oppure nelle vicinanze, invece…

Voglio avere conferma che non si tratti di un errore, provo a chiamarla ma non risponde. Allora le mando un messaggio vocale: «Ciao. Senti… per sabato, dov’è esattamente questo posto?»

La sua risposta non si fa attendere: «Lascia stare i mezzi… meglio prendere un taxi. Vedrai che ti piacerà…»

Mi basta, non chiedo altro. Cerco in internet informazioni sull’Hangar. Alla fine, concludo che non è difficile da raggiungere. 

Non le ho detto che è mia intenzione arrivare a Milano la sera prima. Ci rimarrò per alcuni giorni, ospite da un mio amico. Ho preso delle ferie arretrate, l’azienda è stata pure contenta di non dovermi pagare.

Sono strafelice. La solitudine libera e malinconica a cui mi ero abituato, ora mi sembra in bilico. Per la prima volta, mi lascio andare senza opporre resistenza.

Di colpo, mi risveglio dal torpore emotivo: uno squillo persistente mi segnala una telefonata in arrivo. Compare all’improvviso, da dietro le nuvole delle mie divagazioni mentali, come il bagliore intenso e invadente di una luna nascosta.

Da quando io e Jolyana ci siamo salutati alla stazione, sono subissato dai messaggi di Marina. Parole piene di sarcasmo e risentimento.

Non si è mai comportata così.

M’inquieto ma rispondo.

«Nic?»

«Sì.»

«Perché non ti vado bene?»

«In che senso? Mi vai benissimo. Forse non come vuoi tu.»

«Sei freddo ed egoista, ecco cosa sei. Non te ne frega niente dei sentimenti altrui.» mi accusa, stizzita.

«Non capisco… cosa significa?» farfuglio, furioso contro la mia esitazione.

«Sì… continua a fare finta di non capire…» mi rimprovera.

Scocciato, tronco subito: «Ancora indovinelli! Finiamola qui, chiaro?»

«Certo. Chiarissimo!» chiude la chiamata.

È diventata gelosa del nulla…

Che si aspetti da me una specie di fedeltà sentimentale? Assurdo… sa benissimo che la nostra storia è finita.

Sarò forse privo della necessaria sensibilità, fatto sta che trovo irragionevole il suo atteggiamento astioso nei miei confronti.

Una cosa però ho capito: lei mi attribuisce il potere di leggere il suo pensiero. Non mi crede, quando sostengo che è una facoltà che davvero non possiedo. Si sente svalutata e presa in giro.

Paradossale… si adira con me e mi provoca, prendendosela con i miei versi. Pensare che non li ha mai letti… Io li custodisco in modo maniacale, non faccio leggere nulla neanche agli amici più stretti…

Parliamoci chiaro, di noi due, è lei a soffrire di supponenza divinatoria. È convinta dell’infallibilità della sua intuizione.

Una volta, mi ha addirittura “diagnosticato”: «Tu non ti conosci affatto. Se proprio vuoi sapere, un giorno ti sposerai.»

«Non mi conosco? Bazzecole!» replicai.

Dov’è scritto che ci sia una ricetta universale per la ricerca di se stesso?

Ognuno la fa a modo suo: pensando, sentendo, vivendo senza pensare né sentire, sentendo senza pensare o vivere!

È ovvio che io non sono proprietà sentimentale di nessuno. Tanto più, rifiuto l’idea di diventare l’ossessione di chicchessia.

Sto bene dentro le mie contraddizioni e ci resto. Mi calzano a pennello.

Ritorno sul messaggio di Jolyana e clicco sul suo profilo: la “Notte stellata” di Van Gogh.

Questa notte ti assomiglia, è intrigante, piena di contrasti indecifrabili.

Mi sembri distante e irraggiungibile come un altissimo cielo blu, ma le vibrazioni della tua presenza mi arrivano, misteriose e palpabili, come non mai.

Mi rendo conto che i miei sentimenti sono confusi, e non riesco a definirne la vera natura. So per certo che mi sto lasciando trasportare dall’attrazione che sento per lei, come se fosse calamitato da un destino già scritto.

Le ho fatto un po’ di corte, anche lei a modo suo l’ha fatta a me… e adesso che sto per incontrarla di nuovo, la mia sicurezza vacilla.

Cosa faremo? Cosa le dirò? 

Un turbinio di pensieri mi assale: e… se mi ha mentito su quel tale Juan e ne è ancora innamorata? Solo così si spiegherebbe l’attaccamento eccessivo a quella stilo…

E… se ha accettato di vedermi ma avesse un altro?

E… se non ha un altro, cosa prova per me?

Così riflettendo, m’incammino verso il primo bar che trovo.

La musica molto alta di Havana riempie tutto lo spazio del locale. Per una volta non mi sento disgustato dal tormentone, perché richiama alla mia memoria Jolyana.

Sorseggio un caffè bollente, mentre dico a me stesso: troppe domande… meglio credere di aver sbagliato a immaginare, mi aiuterà a cacciare via dalla testa i miei sospetti gelosi.

Immagine

Quale frase vi suggerisce l’immagine? Se vi va di dirmi anche il perché…

  • - Capogiri e piccoli sbandamenti. (29%)
    29
  • - Il cerchio si apre. (18%)
    18
  • - Tra cielo e terra, ballano i nostri sogni. (53%)
    53
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175 Commenti

  1. Ciao Maria, in questo capitolo ho apprezzato le sensazioni intense che sei riuscita a rendere attraverso frasi come queste:
    “In sua presenza, a volte ho la sensazione di perdere l’equilibrio. È come se girassi su me stesso mentre la terra intorno a me gira in senso contrario. Mi sento vagare nello spazio, come se fossi caduto nel ballo vorticoso e solitario di un sogno, tra cielo e terra.”
    Riesci a calarmi ogni volta in un’atmosfera diversa, quasi magica 🙂
    Per questo direi che l’opzione “sfidiamoci la realtà, per farla coincidere con il sogno” sia perfetta.

  2. Soli, indifferenti al mondo circostante…
    Ancora una volta perché ho lasciato che fosse l’immagine in allegato a suggerirmi la scelta.
    Se devo dire a me il capitolo è piaciuto molto.
    Hai marcato molto di più il genere, attribuendo al tuo poeta un modo di pensare e di fare tipicamente maschile: brava davvero.

  3. Ciao Maria
    Io direi di sfidare la realtà e poi vedere se coinciderà col sogno.
    Caspita…questa storia è molto coinvolgente.
    Mi intriga e mi spinge a leggere e a voler sapere, come andrà a finire questo corteggiamento.
    Ciao!
    Ilaria

  4. Ciao maria,
    ho votato TRA CIELO E TERRA, BALLANO I NOSTRI SOGNI, è stato immediato il collegamento al gioco che facevo da bambina, il girotondo, una quinta dimensione in cui uguaglianza, gioia e possibilità (attaccata con forza al concetto di gioco) la fanno da padroni. Aspetto impazientemente che la storia prenda una bella impennata, vorrei uno svelamento 🙂 A presto

  5. Rieccomi, Maria. Ho votato “capogiri e piccoli sbandamenti”, i miei, nel vedere l’opera, e ti lascio libertà interpretativa sul movente del mio pensiero.
    Interessante che non abbia elencato la terza opzione: “pensando senza sentire o vivere” 😉
    Jolyana sta minando tutte le sicurezze del protagonista, al contrario di Marina, che col suo atteggiamento gli permette di “definirsi per negazione”: sa bene che non la ama, sa bene che preferisce l’indipendenza a una vita con lei.
    Intrigante 🙂
    Ciao, ti auguro un’ottima serata

  6. Ciao Maria.
    Il nostro Nic è un po’ frastornato da queste donne… Sembra uno dei danzatori del dipinto, e appare anche come un sognatore, un tipo che vive di molte fantasie, insomma uno che si fa prendere dai suoi “film” mentali.
    È anche per questo che ho scelto la danza dei sogni tra cielo e terra.
    A presto
    Ilaria

  7. Ho letto ora tutti gli episodi e non posso altro che dire: Complimenti!
    È un racconto che ti prende soprattutto per delle frasi che ti fanno comprendere meglio il sentimento e l’emozione che il protagonista prova in quel momento.
    Ho scelto la frase “Tra cielo e terra, ballano i nostri sogni.” perchè alla fine tutto ciò che stanno vivendo i due è un insieme di sensazioni che vagano fra cielo e terra, pensate e vissute, ma pronte per essere realizzate così come si realizzano i sogni!!

  8. Quel quadro mi ha sempre fatto girare la testa… Perciò dico capogiro e piccoli sbandamenti. Ho recuperato anche il precedente. Scusa ma fatico proprio a star dietro a tutto in questo periodo.
    Sei bravissima a descrivere le donne, ma d’altronde sei una donna, e il loro mondo di rapportarsi all’universo maschile. Sulle diagnosi e le profezie di mia moglie ci potrei scrivere un libro.
    Un solo appunto.
    Che riguarda invece i pensieri del tuo poeta: a volte ho come la sensazione che tu abbia qualche remora a calarti fino in fondo nei panni di un uomo.
    Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. Offenderei la tua intelligenza.
    Ciao

    • Ciao Lou
      ti ringrazio delle belle parole e, soprattutto, di essere presente.
      Posso solo intuire, quello che volevi dire riguardo “alla mia remora” di calarmi infondo nei panni del protagonista. La tua osservazione mi ha fatto pensare che l’io narrante mascile non sia funzionando a dovere. 🙂
      Quando Jaw mi ha scritto in un commento che il protagonista è pieno di sfaccetature e domandato: “Però, un individuo così complesso non rischia di esserlo troppo, per il lettore?”, non mi sono trovata molto d’accordo.
      La complessità è intrigante, l’ovvio spesso mi annoia e fa sorgere dei dubbi 🙂
      Tuttavia, gli devo dare ragione nel senso che magari molti lettori si aspettano di trovare, alla sezione “Rosa”, un racconto più sdolcinato, che si attenga ai normali cliché.
      grazie ancora della lettura e del commento.

  9. “lei mi attribuisce il potere di leggere il suo pensiero. Non mi crede, quando sostengo che è una facoltà che davvero non possiedo. Si sente svalutata e presa in giro.“
    Credo sia un difetto di quasi tutte le donne, o forse è colpa degli uomini che non riescono a capire i loro ragionamenti contorti? 😜
    Stavolta il quadro mi ha spiazzato, non so davvero come lo collegherai, ma sono ancora più curiosa.
    Voto “tra cielo e terra ballano i nostri sogni” perché quando ho letto questa opzione ho visto l’immagine in maniera totalmente diversa, e non so… Mi ha colpito di più, penso che ci stia a pennello.
    Buonanotte!

  10. “Compare all’improvviso, da dietro le nuvole delle mie divagazioni mentali, come il bagliore intenso e invadente di una luna nascosta.” Basta questa frase a riempire il capitolo.
    Non fraintendermi, mi è piaciuto tutto. Questa volta l’ho trovato più coinvolgente, con la messa a nudo dei sentimenti del poeta, che è un po’ tornato a quello che era nel primo episodio.
    Tra cielo e terra, ballano i nostri sogni. Un po’ perché mi piace la frase e un po’ perché è a questo che mi fa pensare il girotondo.
    Ciao Maria, alla Prossima!

  11. Ciao Maria, eccomi.
    Nonostante le mie remore per il genere rosa, il tuo racconto mi ha molto incuriosito.
    Scelgo di seguirti perché voglio proprio vedere dove mi porterà il “poeta’ e il suo egocentrismo.
    Scrivi molto bene, davvero complimenti.
    A presto,
    Ilaria

  12. Eccomi qui, e felice di esserci. La tua storia merita molto, e non lo dico per gratitudine. Articolo meglio:

    Delle varie cose che mi piacciono della narrazione, sei abile nel non appesantire mai la prima persona, e soprattutto il presente. Scrivere al presente è un incubo! Ma nel tuo caso me ne accorgo appena.
    Il tuo stile ha una cosa che al mio manca. Sai staccarti da terra e perseguire concetti astratti, poetici o filosofici, anche per diversi periodi in sequenza mentre io (forse per paura di perdermi o di sembrare trito) tendo sempre a tornare al flusso narrativo, a chiedermi il quando, chi e dove della narrazione. Per cambiare similitudine, tu ti comporti da sceneggiatrice, io da regista. E’ una cosa che dovrò imparare a fare.
    Infine, mi piace come stai presentando il personaggio in “pillole”, attraverso i suoi pensieri, che potrebbero essere veritieri o ‘gonfiati’ dal suo ego, che è una presenza costante nel racconto e lo definisce.
    Seguo e voto! Conosco “Notte Stellata”, e mi ha sempre trasmesso una strana sensazione di mistero, quindi vado per la tre.
    Buona scrittura.
    Massimo

    • Ciao Massimo e ben arrivato
      Sei stato di parola…
      Sono contenta che tu abbia apprezzato i capitoli. Da quello che scrivi, vedo che sei un lettore attento 🙂
      In effetti, la mia idea è proprio di caratterizzare in maniera costante e coerente il protagonista, attraverso i suoi pensieri, azioni e reazioni. Cerco di evidenziare anche le sue contraddizioni, che sono il sale e il pepe del suo carattere 🙂
      Non è facile o scontato, tenendo conto che è un io narrante maschile.
      grazie della lettura e del tuo commento.
      a presto

  13. Ciao Maria, scusa il ritardo, ho votato “gioiosa inquietudine” perché da sempre la “Notte Stellata”, come molti altri quadri di Van Gogh, mi trasmette un misto di gioia e inquietudine: i colori accesi insieme ai colori freddi, le luci nel buio… Comunque vedo che la mia scelta non è stata votata da quasi nessuno, quindi sono felice di non scombussolarti tutto, dato che hai già quasi ultimato il prossimo capitolo.
    La storia si fa sempre più intrigante, continuo a dirlo, ma ogni volta lo diventa di più 😉 … Alla prossima!

  14. Rieccomi, Maria. Ho votato misteriose vibrazioni, l’energia è una sola e la gioiosa inquietudine mi appare alquanto ossimorica. Non ha peli sulla lingua, la ragazza, almeno per ciò che le interessa. Però è ambivalente, perché scopre il gioco di lui ma non rivela il suo… Gioca una partita che vuole vincere, però le regole del gioco chi le conosce?
    Ciao, ti auguro un ottimo anno

  15. Ciao Maria,
    ti è scappata una T nel nome della fidanzata o è proprio un’altra persona?
    Per dirti la verità, questo capitolo mi ha coinvolto meno degli altri. Non che sia mal scritto, è perfetto per come è confezionato. Ma mi è parso più freddo rispetto agli altri, ovviamente è solo una mia impressione.
    Ti aspetto col prossimo e dico Misteriose Vibrazioni.
    Alla prossima!

  16. Ciao, Maria
    È pieno di sfaccettature, il tuo protagonista, mi ricorda il corso di geometria, in cui mi spiegavano che cono e sfera sono solo le proiezioni sul nostro misero mondo tridimensionale di solidi a quattro dimensioni (spaziali, il tempo è a parte). Però, un individuo così complesso non rischia di esserlo troppo, per il lettore?
    Interpreto la netta variazione di registro tra primo e secondo capitolo come l’inizio di un lungo flashback, ma mi ha stranito parecchio, io l’avrei sottolineata diversamente. O magari mi sbaglio, ma come concilio il poeta del primo col farfallone tormentato degli altri tre, se non con la rappresentazione della stessa persona plasmata dalle esperienze?
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw
      mi ha fatto piacere trovare il tuo commento, sei un lettore che fa attenzione ai particolari 🙂
      Parlando di complessià, trovo che sia più complesso il modo in cui ho concepito il racconto, rispetto alla personalità del protagonista. In effetti, non vedo incompatibilità tra la sua passione per la poesia (come hobby, perché di mestiere fa altro) e tutte le sfumature contradditorie del suo carattere. Sono dell’idea che per essere un artista non basta sapere dipingere, per essere uno scrittore non basta sapere scrivere. Lui s’improvvisa poeta, per passione.
      Hai visto bene, c’è un lungo flashback; la persona presentata nell’incipit è nella fase della maturità (sono passati diversi anni) ed è sicuramente plasmato dall’esperienza di vita.
      grazie ancora del tuo intervento.
      a presto

  17. Ciao Maria, eccomi a leggere curiosa i quattro episodi. Complimenti per l’alone di mistero affascinante che circonda i tuoi personaggi. Karla così sfuggevole…lui così stordito. Molto belle le frasi che lasci per le votazioni. Ti seguirò per conoscere come evolverà la storia. Un abbraccio, a presto.

  18. Eccomi qui 🙂
    l’idea delle immagini mi piace, rende il racconto ancora più evanescente, misterioso, oscuro a tratti, è tutto molto coerente e funzionale, sei molto brava in questo. Nicholas è un uomo che nella vita quotidiana detesterei 🙂 il suo comportamento con Martina, non per moralismo, è decisamente irritante. Lui non mi piace, per recuperare dovrà darsi parecchio da fare e spero che abbia una redenzione 🙂 Per quanto riguarda Karla, non saprei, ho delle sensazioni su di lei ma voglio darle il beneficio del dubbio.
    Al prossimo 🙂

    • Ciao Violatis
      E’ mportante conoscere le sensazioni che il carattere e modo di comportarsi dei due protagonisti suscitano nelle lettrici e nei lettori, perciò ho apprezzato il tuo commento.
      Spero che anche i lettori maschi mi diano la loro prospettiva, mi aiuteranno così a aderire di più alla realtà (costruire un io narrante al maschile è, per me in quanto donna, un esperimento).
      a presto e grazie

  19. Ciao Maria, mi è piaciuto molto il pensiero finale “non ti faccio scappare” e l’improvvisa decisione di accompagnarla in taxi… Sono curiosa di scoprire come mai era così legata alla penna. Complimenti ancora una volta per il tuo stile di scrittura.
    Ho apprezzato molto anche le opzioni finali, e soprattutto quella che ho scelto: “dietro una maschera siamo più veri”
    È una frase molto bella, e secondo me molto vera…
    Alla prossima! 🙂

  20. Mi è piaciuta molto la situazione “tragica” di rendere credibile qualcosa di improbabile a chi ti ascolta. L’ hai resa perfettamente. Io l’ho provata diverse volte e capisco in pieno la sensazione di imbarazzo ed impotenza (anche questa ben resa)

    Bravissima Maria, as usual.

    Continuo a seguire.

  21. Ciao Maria,
    il capitolo mi è piaciuto, come sempre. La tua capacità di scrittura è inequivocabile.
    La maschera, o comunque il volto nell’immagine, mi ricorda molto i viaggi di mio padre all’estero, perché ne aveva portate un paio con sé.
    Scelgo “a ogni volto la sua maschera” perché credo che ognuno di noi ne indossi una prima o poi nella vita.
    Alla prossima!

  22. Ciao Maria,
    mi ero fermato al primo episodio, ma ho recuperato in fretta.
    Carino il finale con queste belle immagini; è una cosa che mi piace molto.
    Ho votato a ogni volto la sua maschera, come quella ambigua dietro la quale il protagonista nasconde la sua vera identità, probabilmente anche a se stesso.
    Vediamo dove arrivi 🙂

    a presto

  23. Rieccomi, maria. Ho votato “A ogni volto la sua maschera”.
    Bello come quasi a ogni riga ci metti di fronte alla contraddittorietà del protagonista che sembra mostrare a tutti due facce in rapida successione. Così con i biglietti all’amica, ma anche col barista e in definitiva con Karla.
    Complesso e interessante.
    Ciao, buoni giorni 🙂

  24. Rieccomi, Maria. Ho votato perché si metta in gioco.
    L’immagine che mi è piaciuta di più, in un capitolo pieno di immagini: “… che trascina tristemente il guinzaglio dell’incertezza dietro di sé”.
    Quella più distante dal mio modo di comportarmi: “… sarei solo un tipo pignolo e noioso, di quelli che quando li vedi per strada cambi marciapiede”.
    Ti dirò, tra tutte gli individui che posso incrociare sul marciapiede, non vedo i pignoli come i più minacciosi 😀
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana

  25. Se non si gioca con la palla, si gioca coi sogni.
    Direi che se ne infischia delle regole.
    Una narrazione agevole e disseminata di piccole perle:
    “di cane virtualmente abbandonato, che trascina tristemente il guinzaglio dell’incertezza dietro di sé.” Questa è una, ma ne ho trovate qui e là lungo tutto questo episodio.
    Aspetto il prossimo!

  26. Tracce vaghe e impalpabili 🙂
    “Tracce” visto che immagino il poeta intento a cercare dovunque un segno della presenza della ragazza.

    Ciao Maria, mi è piaciuto tantissimo questo episodio. A mio parere la curiosità insoddisfatta del poeta è il tocco più affascinante del capitolo. Complimenti!
    A presto.

  27. Ciao Maria, mi ha colpito il carattere della ragazza, e la sua riflessione sul quadro… Mi sembra una persona che va oltre le apparenze, e per questo apprezzo molto il personaggio.
    Bellissime le frasi finali, molto poetiche sia l’immagine delle piume che quella della cenere.
    Per continuare con questa atmosfera sospesa, voto per l’ombra della sua presenza, dato che andandosene la ragazza ha lasciato un alone di curiosità e dubbi. 🙂
    Bravissima, la tua delicatezza nello scrivere rende ciò tutto avvolgente e affascinante.
    Buona serata 🙂

  28. Mmmm questo capitolo mi lascia quasi amareggiata 🙂 questa donna è ancora un mistero, voglio sapere di più di lei e soprattutto voglio sapere come parlerai tu di lei. Scelgo braccato da una sensazione indefinita perché è esattamente la sensazione che ho io…ti aspetto 🙂

  29. Ciao Maria,
    Perdonami ero convinta di aver commentato…🙁
    Ovviamente non posso che congratularmi per il tuo scritto, sempre perfetto.
    . Non conoscevo il dipinto, nè il suo autore, così sono andata a curiosare un po’… visto che si parla, tra le altre cose, anche di una fuga dalla coscienza, Voto “braccato da una sensazione indefinita”.
    Alla prossima, curiosa di conoscere il seguito.

  30. Tracce vaghe e impalpabili si addicono sia al tuo protagonista che finora ci ha dato solo vaghi indizi – e anche in qualche modo contraddittori – sul suo vero modo di essere, sia all’immagine che hai proposto alla fine dove il pittore ci fornisce solo vaghi indizi per decodificare l’opera: ombre, rincorse, fantasmi.
    Non è dato sapere quale sarà lo sviluppo di questa storia: sarà questo l’incontro voluto dal destino? Per ora le tracce sono vaghe.
    Ho l’impressione che tu abbia cambiato idea, tra il primo e il secondo capitolo, sulla caratterizzazione del protagonista.
    Ti seguirò per capire.

  31. Piuttosto che ragionare sul perché della scelta ho ‘scelto’ di andare a istinto e a istinto ho votato ‘L’ombra della sua Presenza!”.
    Naturalmente ho guardato l’immagine prima di votare e quell’immagine potrebbe avermi condizionato anche se sarei curioso di sapere da te in che modo credi che potrebbe averlo fatto… e così ti rigiro la frittate del perché della scelta 😉
    Quanto all’episodio è scritto bene. Il protagonista ha evidentemente una personalità complessa (e per questo potrebbe aver generato la confusione di cui qui sotto).
    Non ho ben capito se lei si chiama davvero Karla…

    • Ciao Lou
      Certo, l’immagine è ambigua, perciò mi piace e l’ho scelta. Le interpretazioni univoche sono, secondo me, meno interessanti 🙂
      Le ombre ci sono e giocano un ruolo ed è naturale che influenzino la scelta dei lettori attenti e non.
      Perché dici “personalità” complessa? Tutti, chi più chi meno, siamo fatti di luce e ombre 🙂
      Grazie del commento

      • Ecco perché mi piace così tanto tI…
        Allora, se ricordi, nel mio precedente commento, ti avevo avvertito della necessità di mantenere il tuo personaggio coerente all’indole e al carattere che gli avevi attribuito. In effetti, per come egli stesso si racconta nel primo episodio, non sembra proprio il tipo da approccio piacione e questo atteggiamento potrebbe aver generato un po’ di confusione.
        In realtà, però, così facendo, tu non hai affatto tradito la sua identità, piuttosto l’hai arricchita.
        Gli scrittori (e qui parlo da lettore) spesso nel delineare i propri personaggi giocano facile e si affidano a modelli tipi (gli stereotipi per quelli bravi). Se si scelgno, come hai fatto tu, modelli di riferimento più complessi (leggi ‘reali’) la faccenda certamente si complica. Il tuo Poeta, a parer mio, è molto reale e come tutte le persone reali nel relazionarsi con altre persone applica modelli comportamentali che considera adatti alla specifica situazione e agli scopi che si prefigge. Nulla di strano, quindi. Se non fosse che non siamo nel mondo reale ma in un racconto e che non siamo abituati da lettori a personaggi tanto reali (leggi ‘complessi’).
        Se non si è capito (come è probabile) a me questa cosa che hai fatto mi è piaciuta tantissimo… E scusa se mi sono dilungato un po’. Ciao

  32. Se – e dico se – il protagonista di questo episodio è lo stesso del primo, non può che essere braccato da una sensazione indefinita (come mi suggerisce anche l’immagine). Sembra un personaggio multiforme che si lascia molto prendere dal momento e dalla situazione (e questo è più da poeta che da ingegnere) fino al punto da approfittarne.
    Mi è piaciuto molto questo episodio, ma spero con il prossimo di fugare il dubbio che il protagonista sia sempre lo stesso.

  33. Rieccomi, maria. Ho scelto “braccato”, non so, mi pare che calzi bene al protagonista del primo capitolo, che mi sembra inquieto, in cerca, in un certo senso, di una fuga.
    E questo secondo? Molto sicuro di sé, il tizio. Ecco, io in realtà, nonostante la narrazione in prima persona, non sono del tutto persuaso che sia lo stesso protagonista. Ma forse ti riferisci a questo con “Riproduzione vietata”? Il protagonista ha qualcosa che preferisce non mostrare? Boh, staremo a vedere.
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend

  34. Ciao Maria. Eccomi qua. Anche io, come Napo, ho dovuto faticare un po’ per entrare in sintonia con l’io narrante (ma solo perché so benissimo che sei una donna). Ma sai che pure a me per sfottermi mi chiamano Poeta? Solo che io non mi arrabbio mai, perché dovrei? Già questa cosa la dice lunga sul tuo Poeta. Personaggio certamente singolare che potresti fare fatica a gestire. Credo che la difficoltà maggiore potrebbe stare proprio nella necessità di mantenerlo coerente con l’indole che gli hai attribuito. Dovrai fare molta, moltissima attenzione a non sostituirti a lui. Quanto alle opzioni direi che c’è qualcosa di sbagliato (ma ho dovuto faticare per capire cosa, incredibile ma è così).

  35. Incipit intrigante e davvero ben scritto. Ero un po’ titubante ad iniziare un racconto rosa perché sono un novizio del genere, però dopo aver letto il tuo incipit so di essere in buone mani. Molto interessante e, a mio parere, azzeccata la scelta del quadro di Magritte. Complimenti!
    È un’immagine che ti prende.

  36. Ciao Maria,
    da quel poco che ho intuito di te dalla tua storia precedente, questo incipit non mi giunge affatto come un fulmine a ciel sereno, mi sembra che niente sia lasciato al caso, sei sempre piena, minuziosa, attenta. Sono curiosa e sentimentale nell’accezione di Fitzgerald quindi voglio sapere tutto di questa lei 🙂 E’ un’immagine che ti prende, a presto 😉

  37. Bell’incipit, filosofico, mi ha colpito, specie il passaggio sulla grafia… e poi ho un debole per taccuini e poeti, veri o improvvisati, in oltre citi Van Gogh e ho appena visto Loving Vincent 🙂
    Bella anche l’idea del quadro, che per me ha qualcosa di sbagliato 😉

  38. È un’immagine che ti prende…
    Bentornata Maria, mi hai sorpresa con il genere rosa, non mi pare di aver letto storie d’amore firmate da te. Tra l’altro neanche il protagonista, un intellettuale troppo preso da dissertazioni filosofiche, mi sembra un tipo sentimentale. La chiusa però lascia intendere ben altro…
    In bocca al lupo per questa tua nuova avventura 😉

  39. Ciao Maria,
    definire il tuo capitolo come poetico mi sembra troppo poco, leggendolo mi è sembrato di cogliere un significato nascosto dietro ad ogni frase, come se ogni parola fosse stata scelta e perfettamente incastonata nell’insieme.
    Lo stile di scrittura si è adattato al carattere del personaggio, che hai già delineato attraverso le sue riflessioni.
    Seguo volentieri, a presto e complimenti!☺️

  40. Bentornata a scrivere, Maria. Ho cliccato il “segui la storia” ancor prima d’iniziare a leggere.
    È presto per dare un giudizio. Posso constatare che hai scelto un io narrante maschile e questo è insolito per una donna. In realtà però non so se lo alternerai con un io narrante femminile o manterrai il narratore nell’ottica di lui. Leggo che il protagonista è un poeta e questo non mi piace perché non ho mai fatto mistero che scegliere poeti e scrittori come protagonisti mi sa di referenziale. Però in realtà non so se il mestiere (o l’hobby) del poeta sia solo un pretesto come un altro e poi il racconto si evolverà a prescindere dal mestiere del protagonista.
    L’immagine proposta è una di quelle che prende.

    • Ciao Napo
      L’idea sarebbe di continuare la storia con un io narrante maschile. Vediamo come si evolve il tutto e se sarò capace di farlo. Il mio racconto “Parole” aveva un protagonista maschile, non era però narrato in prima persona.
      Questo è un esperimento/sfida. Forse il protagonista non è un vero poeta, infatti dice che lo chiamano” Poeta”. Sono d’accordo con te: meglio non essere autoreferenziale. In ogni caso, se uno in casa fa un po’ di lavoretti con il legno, questo non fa di lui necessariamente un falegname 🙂 🙂
      Grazie per il tuo commento, sempre acuto e interessante.

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