INDIGO CALM

SISTER MORPHINE

Quando Ty Stevens, Tyrone Douglas Stevenson all’anagrafe, si svegliò quel pomeriggio, la testa gli scoppiava e lo stomaco continuava a contrarglisi nel disperato tentativo di liberarsi. Aveva voglia di bere, brividi gelidi serpeggiavano sotto la pelle facendolo tremare. Si infilò nella doccia, lasciò che l’acqua diventasse bollente e scivolò con la schiena lungo la parete fredda, accovacciandosi sotto il getto, con le braccia a cingere le ginocchia piegate, su cui aveva appoggiato la testa. Rimase in quella posizione un’eternità. Quando ne uscì non stava né meglio né peggio, aveva bisogno di bere, di farsi, di perdersi nel mondo dell’altro sé, il mondo di Ty e delle sue puttane, il mondo in cui tutto era possibile: suonare per ore senza neanche accorgersi della pelle mancante sui polpastrelli che sanguinavano, fare interviste fino alle sei del mattino dopo una sbornia lunga una vita. Aveva bisogno di trovare Kyra o Doyle, uno qualsiasi, purché portasse la roba, ma Kevin aveva deciso che: no, non poteva più continuare così, e lo aveva chiuso in quella stanza del cazzo. In una stanza d’albergo da tremila dollari a notte dove non si poteva avere nemmeno il servizio in camera.

Avevano litigato per ore, Kevin aveva anche accennato un pianto. Ty non se l’era sentita di continuare, tutta quella situazione gli faceva venire il voltastomaco. Si sentiva un topo in trappola, e non aveva nulla a cui aggrapparsi per venirne fuori. Kevin era il batterista del gruppo. Uno a posto, lontano dalle droghe, dalle bevute colossali. Lontano anche dalle ragazzine in shorts che gravitavano intorno alla band dai tempi del primo album. Si conoscevano da una vita, il che corrispondeva, più o meno, a quindici anni e Ty gli voleva bene, a modo suo. Ma in quel momento avrebbe potuto ucciderlo con le sue stesse mani. Si, ma non lo fece. Lo lasciò uscire dalla stanza con il suo rammarico e la sua faccia contrita del cazzo. Fanculo anche a te Kev, disse alla stanza ormai vuota, non ho tempo per le stronzate nostalgiche.

Dopo un po’ cominciò ad avvertire i morsi del mostro. L’astinenza stava prendendo sembianze assurde, occhi spiritati e fauci spalancate che si tingevano di colori accesi, i colori del fuoco e del freddo che gli colava sulla fronte e lungo la schiena, perdendosi da qualche parte tra la pelle madida e il pavimento. Il mostro aveva fame e lui non aveva nulla da dargli in pasto, a parte la sua anima, ma non era sicuro che l’avrebbe accettata. Gli azzannava lo stomaco, facendolo piegare in due. Gli irrigidiva i muscoli delle gambe, provocandogli crampi dolorosi e prolungati.

Stava impazzendo. Stava per morire e nessuno si curava di lui. Aveva bisogno di qualcosa, possibile che non se ne rendessero conto.

«Hey!», urlò con una voce che stentò lui stesso a riconoscere. «Heeeey!» ma nessuno rispose e a lui non restò altro da fare che cingersi i fianchi con le braccia e piegarsi a vomitare nel water.

Ma non era sempre stato così, c’erano stati i giorni in cui aveva letto l’orgoglio negli occhi di sua madre, mentre trasmettevano il primo video della band sulla rete nazionale, i giorni dei primi concerti fuori dello stato e poi fuori della nazione, le prime ragazze ad aspettarlo fuori, sotto la pioggia o al caldo torrido, davanti agli alberghi nei posti più sperduti del mondo. Quelli erano i tempi d’oro di Ty Stevens, poi tutto si era accartocciato su sé stesso ed era marcito.

Era a questo che pensava, fissando l’uomo che era diventato, nello specchio. Prima che tutto si facesse buio, prima che qualcuno bussasse alla porta ed entrando lo trovasse disteso, con la faccia nel suo stesso vomito e la pelle appiccicata alle piastrelle rosse, di un bagno orrendo, che pareva l’anticamera dell’inferno.

«Tirati su, Ty. Avanti, amico, mettiti seduto.» la voce era distante e Ty non riuscì a riconoscerla. Lo sentiva armeggiare sul suo braccio, sentiva il freddo del pavimento sotto i glutei e le cosce nude. Avvertì un lieve pizzicore, proprio alla base della nuca e un’ondata di calore corse lungo tutto il suo corpo, avvolgendolo infine come in un bozzolo tiepido, fatto di luce soffusa e musica. Sembrava la sua musica, le sue vecchie composizioni, quelle di quando andava al liceo e suonava in camera per ore. Le stelle, il vento tiepido dell’inizio di quell’estate. Chi c’era accanto a lui? Vedeva una sagoma, ma non poteva scorgerne i lineamenti. Le lanterne cinesi danzavano nel vento e lui voleva una sola cosa: dormire.

«mi dispiace bello, ma andava fatto.»

Ty percepì quel suono, ma non riuscì ad elaborarne il senso. Cosa andava fatto? Fatto? Si, amico, sono fatto di brutto, pensò o forse lo aveva detto. Avrebbe sorriso ma non ne aveva la forza.

La porta del bagno si chiuse. Passi veloci si spensero pian piano nella stanza attigua. Una porta si chiuse.

Una porta si chiude e poi si riapre, chi entra?

  • Kevin (88%)
    88
  • il manager della band (13%)
    13
  • una cameriera (0%)
    0
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250 Commenti

  1. Ciao Keziarica.
    L’ottima scrittura di cui hai fatto mostra ci ha portato fino all’ultimo capitolo. Probabilmente ti sarebbe servito il doppio dello spazio per mettere sul braciere tutta la carne che avevi preparato (perdona la metafora). Troppi personaggi per questo poco spazio, ma è capitato tante volte anche a me: uno crea la trama e poi vuole farcirla con tanti volti, identità, quando in realtà ne bastano davvero pochi. Due per cominciare e poi, quando serve, ne aggiungi altri. Questa è la mia filosofia.
    Comunque ancora complimenti per le descrizioni e per la colonna sonora che ci ha accompagnato in queste settimane.
    A presto!

    • Ciao Muppetz,
      è quello che mi ripetete tutti, quindi credo proprio di averci messo troppi personaggi, troppi intrecci, forse funzionerebbe meglio in un racconto lungo.
      Comunque sono arrivata alla fine, e vi ringrazio tutti per esserci stati e per aver dato il vostro contributi con consigli mirati e sempre corretti.
      Ho in testa già un altro racconto e credo ne vedrete presta la nascita…
      Se vi andrà ovviamente.
      Sono felice comunque che le descrizioni e la colonna sonora ti siano piaciute!
      Alla prossima!

  2. Bellissimo racconto,carico di Sentimento:
    Amore, Gelosia, Amicizie Tradite…e alla fine arriva il Colpo di Scena.
    Peccato che questo sia un racconto breve perché secondo me aveva ancora tanto da dire e chi lo sa’ se primo o poi non lo farà… BRAVA CONTINUA COSÌ!!!

    • Ciao Vivi,
      grazie tanto per aver seguito e per i commenti.
      Credo che potrebbe anche diventare qualcos’altro, in fondo la critica più presente è stata rivolta all’abbondanza di personaggi e magari un po’ alla trama. Pensando ad un progetto più ampio le cose potrebbero risultare differenti.
      staremo a vedere.
      Ti aspetto per il prossimo e spero ti andrà di seguire anche quello!

  3. Cioa K (per la terza volta nello spazio di pochi minuti, ma questo è dovuto alla mia tempistica).
    Mi ero persa il finale!
    Ti confesso che non è la parte che ho preferito: mi sembra un po’ incollato stretto lì, senza lo spazio che meriterebbe.
    Kate, la gelosia di Kevin che non era mai emersa prima, risultano un po’ buttati lì e raccontati per chiudere il cerchio. Però questa è solo la mia impressione e non ho idea di cosa mai avrei potuto combinare io con una trama così complessa, faciole commentare a posteriori!
    In ogni caso, il racconto mi è piaciuto molto e le atmosfere sono bellissime, la scelta musicale per il finale, poi… applausi!
    Al prossimo racconto, carissima.

  4. Un buonissimo finale, complimenti.
    Una trama ben congegnata, con un po’ troppi attori in scena forse, ma con atmosfere efficaci e una colonna sonora adeguata.
    Un esperimento a mio modo di vedere riuscito solo in parte.
    Forse, come ha scritto qualcuno, avresti avuto bisogno di più spazio, non solo per sviluppare al meglio la trama, ma anche per definire e caratterizzare al meglio i personaggi.
    Sono sicuro che saprai fare tesoro dei molti consigli utili dei tuoi lettori già dal prossimo.

    • Ciao Lou,
      Assolutamente sì, i vostri commenti sono al sicuro nella mia testa. Ne terrò conto sicuramente per il prossimo racconto e non solo.
      Ti ringrazio per aver avuto la pazienza e la costanza di arrivare fino in fondo.
      Spero di ritrovarti al prossimo racconto, che comincerò con i consigli in una mano e la penna, si fa per dire, nell’altra!
      Grazie e alla prossima!😊

  5. E dunque hai finito anche questa!
    Del racconto mi rimangono, potenti, le atmosfere torbide, la malinconia che lo permea, molte sensazioni che ti fanno apprezzare la lettura in modo quasi indipendente dal dipanarsi della trama.
    È vero, lo spazio è stato un po’ sacrificato, proprio perché hai creato intrecci e situazioni complesse che hai comunque saputo ricondurre a un finale coerente. È vero, l’impressione è che il racconto si possa espandere, anche parecchio, per prendersi gli spazi che si merita.
    Brava, complimenti e auguri per questa nuova fatica conclusa!
    Ciao, a presto

    • (ecco, il commento è partito monco di due righe… boh)
      Dicevo: l’impressione è che il racconto si possa espandere, anche parecchio, per prendersi gli spazi che si merita. Ma anche così è piacevolissimo ed equilibrato, e dimostra una volta di più la tua bravura.

      Ciao di nuovo

      • Ciao Jaw,
        Grazie per tutti e due i commenti! 🙂
        Sono felicissima anche solo per il fatto che la mia storia timabvia lasciato delle sensazioni. Questa cosa mi piace, mi fa pensare che, in qualche modo, sono riuscita a trasmettere qualcosa.
        Vorrei svilupparlo questo racconto, perché coniuga le mie due grandimpassioni passioni.
        Ti farò sapere… intanto penso al prossimo, anche se non so decidere il genere.
        Ciao Jaw, grazie infinite per aver letto, so che lo hai fatto con attenzione, come sempre.
        Alla prossima!

      • Ciao Jaw,
        Grazie per tutti e due i commenti! 🙂
        Sono felicissima anche solo per il fatto che la mia storia timabvia lasciato delle sensazioni. Questa cosa mi piace, mi fa pensare che, in qualche modo, sono riuscita a trasmettere qualcosa.
        Vorrei svilupparlo questo racconto, perché coniuga le mie due grandi passioni.
        Ti farò sapere… intanto penso al prossimo, anche se non so decidere il genere.
        Ciao Jaw, grazie infinite per aver letto, so che lo hai fatto con attenzione, come sempre.
        Alla prossima!

  6. Secondo me meritava più spazio questo finale e il racconto in generale. Perché è ben scritto, mi piace soprattutto per come hai ricreato personaggi del mondo musicale e atmosfera noir. Ecco qualche dettaglio in più per la scena finale o per ricapitolare ai lettori le varie morti/intrighi li avrei graditi ma comunque complimenti, mi piace leggerti. Al prossimo credo.

  7. Ciao Keziarica
    Che dire. Hai indossato il tuo abito più elegante con questo racconto!
    Il noir e il giallo ti calzano a pennello, spero che continuerai su questa strada perché con questo racconto, hai dimostrato di avere carattere e stile.
    Davvero complimenti!
    Rimango in attesa dei tuoi prossimi racconti, ho letto che presto ti cimenterai con una nuova storia.
    A presto allora!
    Ilaria

  8. Un finale senza vincitori in cui sono tutti dei maledetti colpevoli.
    Molto rock ‘n’ roll 😀
    Io personalmente avrei ucciso anche Kevin, così, tanto per chiudere il cerchio.
    Come per il tuo primo racconto, ho apprezzato particolarmente l’atmosfera.
    Spero di leggerti ancora,

    a presto

    • Ciao Napo, grazie
      Credo di capire cosa intendi. E un po’ come quando racconto immaginando che gli altri capiscano cosa intendo, mi perdo negli abbellimenti e,a volte,mi crogiolo nel racconto dei dettagli. Il vostro aiuto e prezioso. Non e facile leggersi con gli occhi del lettore, almeno non per me. Ora capisco cosa intendono gli editors quando parlano della necessità di un occhi esterno…
      grazie infinite per essere arrivato in fondo anche questa volta.
      Alla prossima!

  9. Arrivata alla fine non posso che ringraziarvi per i commenti, per aver letto, per aver ascoltato e mosso critiche costruttive, che mi hanno dato spunti di cui tener conto per il prossimo racconto.
    Avrei voluto chiudere con un mio pezzo: indico calm, appunto, ma non sono riuscita ad ottenere un risultato apprezzabile, credo che Riviera Paradise serva egregiamente allo scopo.
    Ci vediamo prestissimo con il prossimo.
    grazie 🙂

  10. Accidenti Keziarica, quando dicevi che qualcuno doveva uscire di scena, intendevi proprio di “farlo fuori”! Ciò mi fa sentire vagamente colpevole…😁😉
    L’atmosfera è sempre più intrigante, molto noir poliziesco anni settanta, tanto che mi aspetto da Keller una conclusione in stile Ellery Queen. Per questo voto un arresto.
    Comunque vada a finire, bel lavoro!

  11. Rieccomi, keziarica. Ho votato per l’arresto, un altro arresto oltre Angela, si intende.
    Bello. Il taxi sotto la pioggia, la camminata successiva, il flashback. Molto bello ed espressivo. Atmosfere rese benissimo, scrittura scorrevole e coinvolgente. Ti faccio una piccola osservazione solo perché è un giallo: quanto è sospetto Kevin che afferma che, non essendo tossico, non sa quali sono gli “strumenti del mestiere” e quindi non ha notato niente di strano nella scena del delitto?
    Perché ‘sta storia del cucchiaino la so pure io che… ho sei anni e mezzo 😀
    Ciao, buona settimana!

  12. Purtroppo mi sono perso la votazione a ben tre capitoli; mi succede spesso di non riuscire a stare dietro a tutti i racconti perché non ho abbastanza tempo da dedicare al sito, non essere riuscito a seguire ogni puntata di questo racconto però mi dispiace particolarmente perché, a mio modestissimo parere, è davvero un gran bel racconto: storia accattivante, buon ritmo, descrizione accurate in grado di proiettarti la scena come se la stessi vedendo sul grande schermo e persino una curata colonna sonora. Ti faccio ancora una volta i miei complimenti e ti chiedo scusa per averti privato di degli incipoints (quelli delle mie votazioni mancate) che meritavi moltissimo.
    Ad ogni modo ho votato per il ricordo ma sono sicuro che qualunque sia il finale non deluderà.

  13. Letto tutto d’un fiato, una bella storia noir. I personaggi sono ben distinti e delineati e non mi aspettavo la svolta. Manca solo un gran finale! Per me finisce con un arresto!
    Ps. Attenta solo al titolo, magari “here comes the light” o “the light comes” suonerebbero più genuini.

  14. Rieccomi. Greed! Alla fine se ne è andato proprio lui, peccato. Per l’ultimo episodio vorrei un arresto (un giallo i dovrebbe chiudere con un arresto, no?).
    Bella questa versione di Fields of Gold, non la conoscevo, come non conoscevo Eva Cassidy, bella voce e vita sfortunata. Un po’ come Ty.
    Aspetto l’ultimo capitolo per le considerazioni finali, comunque sempre molto brava nelle descrizioni e nella scrittura in generale.
    A presto!

    • Sei automaticamente il mio preferito!! SRV É IL MIO GUITAR HERO! ho una pagina Facebook dedicata a lui. Avrei potuto scegliere Elmore o Etta James per “the sky is crying” ma Stevie é Stevie! 😍😍😍
      Aldilà di questa esternazione da quindicenne invasata, grazie. Grazie per aver letto, commentato e ascoltato.
      Alla prossima!

  15. Ciao Keziarica.
    Johnny.
    Gli altri due sono secondo me, in qualche modo importanti per la storia.
    La mia scelta però è in minoranza…🤔
    Attenderò il resoconto.
    Capitolo molto interessante, scritto benissimo, senza una sbavatura e perfettamente in stile noir.
    Wooooww
    Bravissima.
    Ilaria.

  16. Io Greed l’italiano lo terrei, si è guardato nello specchio(o forse nella sua anima) e ha vacillato… forse deve dirci ancora qualcosa prima di andarsene.
    Voto Johnny!
    Finalmente l’ ingresso della fidanzata di Ty chissà se proprio lei gli darà pace o vendetta.

  17. Facciamo Johnny anche se in solitaria… Altro capitolo che conferma le tue doti.
    La pioggia fa molto noir. Ultime tre righe fantastiche. Quel picchiettare (dei frammenti di vetro sulle caviglie) secondo me è da ripensare. Ma è un’opinione, ben inteso. Ciao.

  18. Eliminiamo Salvatore.
    Ti abbiamo fatto notare che ci sono troppi personaggi e ora li stai facendo fuori?
    Speriamo che non applichi lo stesso metro di giudizio per i lettori allora! 😀
    Bello questo clima semiapocalittico della città in preda al caos. Mi viene da pensare che le atmosfere al limite del surreale ti vengano naturali 🙂

  19. Salvatore ma solo perché gli altri due non ricordo più chi sono. Aiuto, ci sono troppi personaggi, mi serve un promemoria 🙂
    Io la ex fidanzata la aspettavo da un po’, felice di averla incontrata. Quindi Ty lo sapeva?
    Pubblichi a una velocità folle, per me, non riesco a starti dietro ma adoro le tue immagini, cole quei pensieri fradici che si disgregano come carta bagnata e macera.
    E una soundtrack ineccepibile. 👏👏👏👏

    • Ciao Maan,
      grazie, anche per lo sforzo che ti costringo a fare. Lo so che i personaggi sono tanti e che è difficile tenere conto di tutto, specie quando si hanno molte altre cose da fare, altre storie da seguire e tempo da aspettare tra un capitolo e l’altro che, comunque, distanzia dalla storia…
      nonostante la mia velocità di pubblicazione. Non riesco a farne a meno. 😉
      Spero che almeno, in qualche modo, la trama sia comprensibile.
      alla prossima!

    • Ciao Maria,
      la pioggia può essere estremamente malinconica, fastidiosa, romantica ed è ottima per fare da sfondo a un noir o a una crime story, come viene chiamato il nostro giallo nel mondo. Ha il ritmo giusto, ha il suono giusto e il gusto look per creare atmosfera. io amo la pioggia, e la uso spesso anche in altri contesti.
      Ti ringrazio per il passaggio e per il complimento e spero ti andrà di seguirmi fino alla fine, tanto manca poco 😉

  20. Che ne so io, è un italiano, no? Fallo sparire questo Salvatore Gregori.
    Scusa se ti ho parafrasato per indicare l’opzione che ho scelto.
    Mi piace come scrivi, come rendi le atmosfere. Sei brava. Continuo ad essere un po’ confuso sulla trama, ma ormai divento ripetitivo e mi astengo dal ripeterlo oltre. Condivido la scelta di sfoltire la massa di personaggi in scena.

    • Ciao Napo,
      ahahah facciamolo sparire qualcuno dei personaggi… Immagino che a molti avrebbe fatto piacere che molti non venissero neanche presentati. Ma è una rock band, intorno ci girano un sacco di persone. Io sono solo una povera matta a cui piace scrivere, mi metto lì e magari neanche li vorrei citare, ma quelli spingono e strepitano, vogliono una parte… Tutti vogliono una parte, è lo show biz. 🙂
      A parte gli scherzi, grazie per i complimenti, fatti da te assumono un valore anche maggiore.
      Spero di riuscire a rendere più comprensibile la trama con gli ultimi due capitoli.
      Alla prossima!

  21. Freddy, ovvio.
    Capitolo coinvolgente. Hai descritto molto bene l’introspezione di Gregori in un contesto non proprio elegante 😁😁😁
    Mi è piaciuto, il mistero si infittisce.
    Ho sorriso leggendo: «Che ne so io, sei italiano no? Fallo sparire!», mi hai fatto ricordare l’atmosfera de “Il padrino”.
    Brava Keziarica.
    Ilaria_S

  22. Ciao Keziarica. Altra bella prova sotto il profilo della resa descrittiva, con le immagini ci sai fare, c’è poco da fare. Che si trattasse di un flash-back a me è parso abbastanza chiaro.
    Resta il problema irrisolto della gestione di tanti personaggi nella stessa scena/momento.
    È una delle cose più difficili da fare (bene). Se è un modo per metterti alla prova, complimenti per il coraggio. Per quel che mi concerne è un tipo di situazione che evito come la peste, troppo complicato. Questo non vuol dire che sia sbagliato provarci, però le critiche a mio parere ci stanno. Lou Ann Burton, non per parziale omonimia e nemmeno per ragioni legate all’attinenza del testo alla storia. Solo perché adoro la sua voce. Ciao

    • Ciao Lou,
      Grazie per il complimento. Hai ragione la gestione dei personaggi e difficile, ma ho voluto provarci e nella mia testa, a cui purtroppo ho accesso solo io (nel senso che immagino sempre che gli altri vedano quel che immagino-e non è così) I personaggi sono chiari e ben delineati. 😂😂 peccato che non la vedano così tutti i lettori. Spero vorrete perdonarmi 😊.
      Alla prossima.
      p.s. le critiche ci stanno sempre, e servono pure!!
      P.s. del p.s. Lou Ann Barton é grande!

  23. Rieccomi, keziarica. A me la scelta è sembrata obbligata, perché mi pare che “qualcuno ha voluto che piovesse” 🙂
    La bravura che traspariva in EDDIE sta trovando in questo racconto una manifestazione compiuta. La storia è equilibrata, ben costruita, avvincente. Direi che sei una bella novità di TI, se non fosse che sei piuttosto una solida conferma 😀
    Complimenti!
    Se posso permettermi un unico appunto: sappiamo che questo del settimo è un flashback perché l’hai annunciato nelle opzioni, e del resto essendoci futuri cadaveri non è difficile capirlo. Ma forse non sarebbe stato inopportuno mostrarlo nella storia.
    Ciao, complimenti ancora, ti auguro un ottimo weekend

  24. … La pioggia di mattina continua a cadere
    Come le lacrime che cadono dai miei occhi
    Mentre mi siedo nella mia stanza fissando la tenebra
    Questa è la pioggia negli stessi vecchi blues….
    Scelgo il Malinconico Blues e l’immagine della pioggia che cade come lacrime e che forse lava via il dolore il pentimento la fiducia e l’amicizia tradita…

  25. Ciao.
    Non conoscendo questi pezzi, mi affido al titolo: Same old blues.
    Ho faticato a ricordare tutti i personaggi in gioco nella storia, mi sono un po’ incasinato. L’atmosfera rimane molto tesa e ora le luci si sono spente: potrebbe scapparci un altro morto. Chi lo sa?
    A presto!

    • Ciao Muppetz,
      All’inizio del racconto mi avevi scritto che il tuo tentativo di scrivere un giallo rock non era andato benissimo. In effetti non é semplice, mi sono resa conto che nei gialli, più che negli altri racconti di genere, occorre una salda progettazione narrativa. Spero di tirare i fili,in questi ultimi capitoli, in modo da dare ai lettori che fino qui hanno seguito, un finale degno del genere. I personaggi sono molti, hai ragione, il fatto che tu abbia fatto confusione e che altri abbiano dovuto rileggere per rimettere a posto i pezzi, mi dice che non ho fatto un buon lavoro. Cercherò di fare meglio con il prossimo progetto.
      Sono felice di aver scoperto questa piattaforma, sono felice che qualcuno abbia voglia di leggere e commentare quel che scrivo, questo ē per me una grande ricompensa!
      Alla prossima.

  26. “Staring out at the gloom
    That’s the rain in the same old blues”
    Ho scelto questa, forse lo stile non è quello degli Indigo ma la trovo adatta.
    Io “sei un italiano o no?” l’ho capita e mi è anche piaciuta, ha un gusto americano, come il racconto 🙂
    Ciao

    P.s.
    Ma i titoli dei vari capitoli sono le canzoni del gruppo?

      • Felice di aver ricambiato il favore, ne uscirà un’ottima tracklist 😉
        Confesso che non conoscevo Freddy King nonostante adori la musica black… e mi spingerei oltre, il rock n’ roll è un modo diverso di chiamare il rhythm n’ blues… ok, forse esagero 😀
        Grazie mille per la lettura di “Preck”, è sempre bello ricevere commenti a vecchi racconti, li fa sembrare ancora “vivi” 🙂

    • Ciao Maria.
      Grazie per essere tornata a leggere e commentare.
      A proposito della frase: essendo una scrittrice in erba (nonostante l’età), ho letto e continuo a leggere e seguire consigli sulla scrittura creativa. Uno dei consigli che ho trovato e quello di ascoltare le conversazioni degli altri per imparare a scrivere con maggiore realismo. La frase, nelle mie intenzioni, voleva essere una sorta di battuta infelice nei confronti di un uomo italiano all’estero. “Che ne so io” ē un modo di dire tra gente comune, almeno tra quelli che conosco io😊.
      Alla prossima.

  27. Non conosco nessuna delle tre, per cui ho votato IT’S RAINING. LOU ANN BARTON. Perdonami ma non sono un gran “ascoltatore” di musica 🙂
    Per quanto riguarda il capitolo invece, si è scoperto che in effetti qualcuno voleva morto Ty, altri invece no. E tra poco ce lo dirai, non è vero?
    Ciao e al prossimo…

  28. Same old blues. Per la canzone, che mi suona bene di sottofondo, e per il significato del titolo, la “solita vecchia tristezza”, quella tristezza che affiora nel vedere quanto, da sempre, valga più il denaro che l’amicizia. Same old story riscritta da te in maniera impeccabile. Comunque sono convinta che riuscirai a sorprendermi, tirando fuori dal cappello un finale ad effetto perché, in realtà, mi hai fatto mettere qualche tassello in più nel puzzle, ma senza svelare più di tanto. Mi piace molto! Aspetto con trepidazione il seguito! 😉

    • Ciao Alealex,
      Sono felice che il mio tentativo di fare chiarezza ti sia risultato utile🙂.
      Same old blues é un bellissimo pezzo di Freddy King che ha per me un significato tutto particolare. Hai centrato il punto: la mia idea era che attraverso i testi e la musica, le sfumature nei pezzi, si arrivasse a capire di quale sentimento si sarebbe parlato nel prossimo capitolo. Grazie per aver colto l’intenzione e grazie per i complimenti. Spero di non deluderti.
      Alla prossima!

  29. SO YOU WANTED TO RAIN.
    E abbiamo scoperto il motivo della morte del chitarrista.
    E tutti gli altri invece?
    Beh, ormai siamo in dirittura d’arrivo. Immagino che a breve lo scopriremo.
    I personaggi sono tanti, forse un po’ troppi per racconti così corti. Non è facile gestirli tutti.
    Il giallo è un genere difficile, io non credo che riuscirei mai a scriverne uno degno di tale nome. Forse però dovrei trovare il coraggio di provarci, almeno per una questione di principio.
    Ciao K,

    a presto

    • In realtà c’è ancora la morte di Primo da capire.
      Ciao Fue,
      Felice che tu abbia scelto Doyle, uno dei miei preferiti.
      Sai, non pretendo di gestire tutti i personaggi, alcuni fanno solo da contorno, come é normale anche nella vita di tutti i giorni, non tutti devono avere un ruolo determinante, a volte servono solo a dare corpo alla storia, ma questa é la mia opinione e,da principiante quale sono, immagino di potermi permettere qualche piccola ingenuità. 😉
      Intanto ti ringrazio per aver letto e commentato, come sempre.
      Alla prossima!

  30. Ciao Keziarica. Dunque innanzitutto devo farti i complimenti per la ricercatezza di alcune descrizioni, è più che evidente che hai lavorato molto su questo aspetto. Ti dirò di più, io credo che tu vi abbia dedicato così tanto tempo ed attenzione da aver sottostimato l’importanza di una necessaria (e nei gialli imprescindibile) chiarezza espositiva dei fatti oggetto della narrazione. Non lo so. Io un po’ mi ci sono perso. Forse avrei dovuto rileggerlo. Ma non è mai un bene che si sia costretti a rileggere per capire. Per questo motivo faccio anche fatica a scegliere tra le opzioni… Vado un po’ a istinto e dico Taxi (magari la curiosità del tassista potrebbe darti la giusta occasione per chiarire alcuni punti). Ciao

    • Ciao Lou,
      Grazie per i complimenti relativo alle descrizioni. Lo so, mi perdo un po’. Avrei dovuto progettare la trama ma volevo tentare di scrivere una storia facendomi guidare dalle opzioni dei lettori. Leggo l’opzione e scrivo il capitolo, ho un’idea generale in testa ma non ho pianificato nulla. Forse il giallo non è il mio genere o forse dovrei studiare un po’ di più ..
      Grazie per il commento
      Alla prossima!

  31. Gli ultimi istanti di Primo sono veramente intensi e l’immagine di Kasinsky che ruba il contratto dalla tasca di quel povero corpo ancora caldo arriva forte come un pugno allo stomaco.
    Scelgo il flashback… nel passato Co sarà qualche dettaglio che aiuterà a comprendere l’origine del male…

    • Ciao Muppetz,
      rileggo più volte prima di pubblicare e lì per lì non rilevo nulla, poi pubblico, rileggo e li vedo: i refusi!
      Grazie per aver letto e per il commento.
      I vostri consigli, ragazzi, sono preziosi. In fase di editing, semmai deciderò di pubblicare qualcosa, terrò conto di quanto mi è stato segnalato perché c’è sempre da imparare anche alla mia età!
      🙂

  32. Scelta musicale azzeccatissima 🙂
    Ho letto i commenti sotto, anch’io ho trovato qualche difficoltà a orientarmi nelle prime righe, forse con una frase tipo: “Primo stava sdraiato sul pavimento, a metà strada tra l’ascensore e la porta dell’ufficio di Kasinky” o qualcosa del genere 🙂 dettagli comunque, il capitolo mi è piaciuto, e parlando di dettagli, la foto della madre sopra la cassaforte la trovo una chicca, sottolinea di più il suo comportamento.

    In taxi, una corsa verso l’ospedale…

  33. Kasinsky è proprio uno stronzo, è un personaggio che mi urta il sistema nervoso. Le sue caratteristiche sono descritte bene perché rendono l’idea di che razza di persona sia.
    Scelgo il flashback. Anch’io ho bisogno di capire un po’ di più.
    Ciao!
    Ilaria_S

  34. Devo confessare che non ho capito molto questo capitolo , anche rileggendolo e tornando indietro al quinto capitolo. Non mi è chiara l’ambientazione, la relazione tra la stanza, l’ascensore, il capo della sicurezza e gli altri personaggi. Chi può avere sparato?
    Forse un flashback può aiutare a capire.
    L’episodio tecnicamente è scritto molto bene, ma ho l’impressione che tu ti sia dimenticata che i lettori devono capire l’ossatura della storia. I personaggi li puoi abbozzare e lasciare che il lettore se li immagini come vuole, ma la trama deve essere chiara nei suoi tratti essenziali. Ma forse sono solo io a essere confuso…

    • Ciao Napo,
      Hai ragione, non è la prima volta che mi fanno notare questo difetto. Purtroppo, nonostante io cerchi di fare molta attenzione, qualcosina scappa e torno a commettere l’errore di pensare che chi legge possa vedere quello che io immagino scrivendo.
      Nella mia testa io immagino l’arrivo al piano di un ufficio si apra su un anticamera, dove si trova una sorta di reception, dove sta una segretaria o un assistente, pronta a far presente al capo, la cui porta dell’ufficio si trova poco distante, che qualcuno é arrivato e aspetta di essere ricevuto. Scrivendo che Primo, seguito dagli altri due, infila la porta, pensavo si capisse che passava dall’uffficio di Kasinsky allamticamera ma, evidentemente non era così scontato. Il fatto che tu sia dovuto tornare indietro a rileggere significa che ho fallito nel mio intento, quindi ti ringrazio per avermelo segnalato e spero di evitare di commettere in seguito lo stesso errore.
      Farò del mio meglio per dare una struttura più solida alla trama, anche se non so se posseggo gli strumenti per farlo.
      Alla prossima!

  35. Indietro nel tempo in un flashback.
    Capiremo finalmente cosa sta succedendo?
    Il perché?
    Moriranno tutti alimentando la brama autodistruttiva del rock n roll?
    Mi è venuta voglia di whiskey, ma è ancora troppo presto per bere. Opterò per un caffè.

  36. Mi piacerebbe capire meglio i retroscena che hanno portato fino a questo punto. Voto per un flashback che dia qualche indizio sul Deus ex machina della situazione attuale.
    Molto suggestivo il racconto di Primo morente.
    Mi intriga sempre di più. 😊

  37. ciao Keziarica
    hei…… ho riletto il capitolo accompagnata dal ritmo dei Creedence.
    Chi fermerà la pioggia? Ovviamente nessuno tranne Dio forse.
    Mi sto perdendo, ritorniamo a noi.
    Bella la scena della deflagrazione al buio. Credo che qualcuno colpirà Primo.
    Mi hai catapultato proprio nell’atmosfera. Brava!
    alla prox
    Ilaria_S

  38. Primo Martinez non la racconta giusta, quella chiamata anonima è alquanto sospetta, dunque penso sarà lui a prendersi la pallottola. Altro capitolo avvincente, complimenti. Comunque le canzoni a fine capitolo sono una gran bella trovata, non so perché ma mi ricordano i finali ad effetto di alcune puntate di serie TV.
    Sono curioso di sapere come si evolverà la situazione.

    • Ciao Adam,
      eh già, il caro Primo non ce la conta giusta… Intanto voleva abbandonare il gruppo, stringendo un accordo con il buon vecchio Lou, e poi si vedrà.
      La possibilità di aggiungere link ai capitoli, è impagabili. Esprimere a parole un’emozione a volte non basta. Il lettore, con l’ausilio della musica o delle immagini, può meglio comprendere lo stato d’animo dell’autore, nel preciso istante in cui questi conclude una frase.
      Grazie per il complimento, spero di rivederti al prossimo e ti auguro una buona settimana!

  39. Per adesso è il mio capitolo preferito, forse anche per la citazione di Chandler 😉
    Mi accodo alla maggioranza, Primo è stato colpito.

    P.s.
    Ogni volta che leggo un capitolo, penso che un’ambientazione a cavallo tra i settanta e gli ottanta sarebbe perfetta per il racconto.

    • Ciao Gabriele,
      sì, sarebbe stata la mia ambientazione ideale… Gli anni del Rock ‘n’ Roll, il mondo marcio della discografia… Quando dai concerti, gli artisti e i loro agenti, se ne andavano coi soldi in sacchi di tela, tipo i Led Zeppelin.
      Sì, non ho saputo osare, forse per paura di commettere qualche errore di coerenza con un tempo che, nonostante mi sia appartenuto, non conosco più (parlo del periodo storico, non del mondo della musica).
      Grazie per aver letto e commentato. Il riferimento a Chandler mi è saltato nella pagina quasi da solo, sono felice che ti sia piaciuto.
      Alla prossima!
      p.s. hai avuto modo di leggere i racconti?

  40. Ciao, complimenti per il capitolo. Mi piace molto l’atmosfera del racconto, in generale. Io dico invece Lou: ha appena siglato un accordo e esce di scena, potrebbe creare scompiglio e ulteriori problemi per Primo. Penso che della band sia giusto rimanere sul cadavere di Ty. O alla fine muoiono tutti i musicisti :)? Potrebbe anche essere… Un saluto.

  41. Primo Martinez, senza dubbio.
    Concordo, gli stereotipi mi divertono ma soprattutto sono confacenti all’atmosfera della storia.
    Il pezzo dei Credeence però mi ricorda troppo il grande Lebowsky. Avrei scelto qualcos’altro per il finale ?

  42. Direi Primo (non puoi chiedermi di ammazzare uno che si chiama come me). Scelta giusta, i personaggi cominciavano a essere un po’ troppi, meglio farne fuori qualcuno. :-). Capisco perfettamente cosa intende Napo, però certe storie, con un certo taglio e una certa atmosfera, ‘chiamano’ inevitabilmente gli stereotipi, quindi capisco anche la tua scelta (fa anche quello atmosfera, giusto?).

    • Ciao Lou,
      Eh si, i personaggi sono tanti… pensa che ne manca uno.? Napo é molto attento e i suoi consigli sono sempre molto utili, come lo sono tutti gli altri del resto. Tuttavia, hai ragione anche tu: questo racconto nasce con un taglio classico e, purtroppo o per fortuna (mia), gli stereotipi ci stanno bene.
      Cercherò di non cadere nel banale, ma non sarà facile.
      Grazie molte per la visita e per il commento.
      Alla prossima!

    • Ciao Danio,
      grazie tante. Sono felice che ti sia piaciuto anche questo capitolo. Nemmeno io ho nulla contro il buon Primo, è che ci sono parti da interpretare e chissà che a lui non sia toccata quella del bersaglio…
      Spero di andare avanti bene e spero che mi passi questa dannata influenza, che mi fa vedere tutto fosco e liquido … Anche se il liquido e il fosco con il giallo magari ci “cicciano” pure.
      Alla prossima!

    • Ciao Napo.
      Mi sono preparata delle schede dei personaggi prima di cominciare e a Primo, ahimè, è toccata in sorte la parte del cocainomane.
      Kevin invece è uno pulito.
      Comunque capisco il tuo consiglio e ti ringrazio. Ora, quel che è da vedere, è se io sia capace o meno di creare una storia fuori dagli stereotipi…
      Grazie Napo, come sempre.
      Alla prossima!

  43. Ciao! Secondo me non è il momento di far entrare in gioco altri personaggi in questo momento, ce ne sono già tanti in ballo e si rischia di far confusione. Vediamo in azione questi e cerchiamo di scoprire qualcosa… Magari gli altri Personaggi salteranno fuori quando meno ce lo aspettiamo.

  44. Ciao carissima Keziarica,
    Voto per Primo Martinez.
    Chissà che ruolo avrà, mah! Staremo a vedere.
    Bel capitolo. Come al solito scritto molto bene.
    Una sola cosa ti contesto.
    “Levare le tende”. Questo modo di dire l’hai usato due volte in maniera ravvicinata. Secondo me potevi mettere tranquillamente un semplice “si decidano ad andarsene”.
    Ovviamente è solo una mia piccola constatazione ?
    Ciao alla prossima!
    Ilaria_S.

  45. Purtroppo mi sono perso la votazione per il terzo capitolo ma ho fatto in tempo a votare per il quarto. Due capitoli belli quanto i primi due. Ancora una volta sono rimasto piacevolmente colpito per l’attenzione a particolari dettagli come, ad esempio, il colore verde menta degli ambulatori, a mio parere rendono più vivida la storia.
    Ho votato per nessuno dei due perché preferivo saperne di più sui personaggi già presenti ma a quanto pare le altre due opzioni sono in testa. Ancora complimenti!

  46. Ciao 🙂
    Finalmente ho trovato il tempo per leggere il tuo racconto. I quattro capitoli mi son piaciuti molto, hai saputo ben descrivere il mondo delle rock star celebri e tutto ciò che gravita loro attorno. I personaggi sono ben delineati, compreso il detective, e credo che ne verrà fuori proprio una bella storia.
    Per il prossimo ho votato per il cantante, ormai ci sono tutti ed è l’unico che manca se non sbaglio. Bene, aspetto il quinto e nel frattempo ti auguro un buon inizio settimana 🙂

    • Ciao Dario e benvenuto!
      Grazie, sono davvero contenta che fin qui ti sia piaciuto. Sai, mi piace molto la musica, come immagino a molti di noi qui, e mi piace leggere biografie, guardare i cosiddetti “Rockumentaries” sui grandi della musica. Quindi mi viene abbastanza facile pensare al mondo che deve averli circondati, il tuo complimento mi fa dunque particolarmente piacere.
      In realtà manca ancora la vecchia fidanzata. Ma, forse, è tempo che Primo faccia il suo ingresso in scena!
      Alla Prossima!

  47. Capitolo intenso…l’ immagine della mamma che si allontana nel lunotto posteriore tra le lacrime della pioggia è carica di emozioni, come l’incontro con schiaffo…
    Adesso arriva il black out e… La vecchia Fidanzata.

  48. Il temporale con tanto di black-out mi piace, un’ottimo modo per non disperdere tanti personaggi. Bella l’immagine del lunotto posteriore che si offusca.
    Ma è tuo il pezzo? Al prossimo capitolo chitarra e voce? 🙂

    Primo Martinez…

    Mi pare che prendi bene i consigli e quindi ti segnalo alcuni dettagli (opinabili) che secondo me non vanno, fanne quello che vuoi, ma nel caso ti desse fastidio dimmelo 😉
    “con addosso un cappotto troppo largo e una faccia che le si era invecchiata di almeno dieci anni ” meglio: “con addosso un cappotto troppo largo e una faccia invecchiata di dieci anni.”
    Quando Kevin pensa alle parole della mamma del cantante le virgolette del dialogo non penso siano giuste, avrei messo queste : “” o staccato quel pezzo dal resto con degli asterischi.
    “Eleanor se lo ricordava quel giorno. Il suo Ty che partiva per il mondo…” se scrivi in terza persona limitata, quindi dal punto di vista di Kevin, in questo paragrafo sei saltato nella testa di Eleanor, dovresti segnalarlo, altrimenti è un errore. Avrei aggiunto i dettagli delle lacrime e il freddo quando Kevin ricorda le parole della mamma di Ty.

    • Ciao Gabriele,
      li prendo benissimo i consigli, perché mi aiutano a migliorare. Quindi più ce n’è meglio è!
      La mia intenzione era quella di utilizzare il narratore onnisciente, ma forse ho fallito nell’intento.
      Sul discorso delle virgolette, trattandosi di un ricordo, hai probabilmente ragione tu.
      Per quel che riguarda la faccia invecchiata: la tua versione è certamente più pulita e lineare, ma io volevo dare colore alla frase. Anche qui, forse, avrei dovuto cercare un compromesso: Pensa che nei tagli ho tolto “di botto” … Santi 5000 caratteri ammessi!!
      Si, il pezzo è mio, mi piacerebbe riuscire a suonarlo. E’ un blues minore in RE. Mi farò dare due dritte dal mio maestro di chitarra 😉

  49. Innanzitutto, quando a fine lettura ho cliccato sul link, prima del pezzo Sonny Boy Williamson è partita una pubblicità che aveva per sottofondo Paranoid dei Black Sabbath (e per me è stato importante).
    Venendo al racconto: bene, ma mi dà l’idea che tu l’abbia scritto in fretta, c’era qualche dettaglio da sistemare, anche qualche elemento inutile che forse potevi tagliare (tipo l’incontro detective-medico)… ma questo è solo un mio parere e io non sono certo Dostoevskij.
    Secondo me il pugno arriva dalla madre di Ty, il perché me lo dirai tu. Ciao!

    • Ciao Muppetz,
      Grazie per esserti fermato a leggere e per la considerazione. Effettivamente avrei potuto sintetizzare l’incontro con il dottore. Spiegare serve a poco, meglio,lasciare all’immaginazione del lettore alcuni dettagli. In realtà l’ho scritto in fretta, come sempre, ma l’ho letto attentamente e non ho trovato il modo di migliorarlo, per questo immagino di aver bisogno di un bravo editor nel caso decidessi di pubblicare il miei racconti. ?
      Alla prossima.
      p.s. io preferisco Tolstoj ?

  50. Rieccomi, keziarica. Ho votato per la madre, un po’ perché è l’opzione più strana, un po’ perché forse è anche la più probabile, nel senso che è più facile che la madre si trovi lì.
    Allora, i capitoli scorrono, la lettura è gradevole e mi piace come stai caratterizzando Kevin, con quella sua premura di nascondere la siringa (ma non ci sarà altro dietro? 😀 )
    per onorare l’amico.
    Vedo qualche incertezza in qualche virgola qua e là 🙂
    Non sono un fanatico sostenitore dello “show don’t tell”, insomma, so che ci sono situazioni in cui applicarlo come regola rigidissima non tenendo conto del contesto è semplicemente controproducente o fastidioso, ma mi è saltata all’occhio questa frase:
    “… Johnny Roadcross, il bassista del gruppo, arrivò braccato da uno stuolo di giornalisti isterici…”
    Fornisci nome e cognome della persona e il suo ruolo nel gruppo. Magari potevi distribuire più naturalmente queste informazioni facendocele conoscere dalla voce dei cronisti (che infatti poco dopo chiamano Kevin… allo stesso modo potevano interpellare Johnny).
    Così, giusto per cercare di rendermi utile 🙂 , del resto so quanto i cinquemila caratteri siano tiranni e spesso costringano a compromessi,.
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

    • Ciao Erri,
      Ahia! Con queste virgole proprio non vado d’accordo!
      Per favore mostrami le maledette ed io cercherò di annientarle per la prossima volta! ?
      Fare il nome del bassista era, nei miei intenti, il modo per dare musicalità alla frase, forse la musica l’ho sentita solo io ?, probabile!
      Ti aspetto al prossimo, se vorrai, e grazie!

      • Ciao, keziarica.
        Scusami se ti rispondo con ritardo, ancora non sono riusciti a notificarmi le risposte ai miei commenti.
        Allora, ho riletto attentamente i due capitoli, e ho cambiato un po’ parere: in realtà la maggior parte delle virgole che mi parevano “fuori posto” lo sono solo per me, nel senso che possono essere considerate parte del tuo stile. Diciamo che io scrivendo le stesse cose posizionerei le virgole in modo diverso, ma non posso certo dire che sono “errori”, perché fanno parte della discrezionalità che – per fortuna – ogni autore ha.
        Tuttavia, per farti vedere che ho fatto i compiti 😀 ti segnalo queste tre:
        “… chiese, questa volta, passando…”
        Una delle due virgole mi pare di troppo, io toglierei la prima.
        “Il nome per intero, era Tyrone…”
        Qui invece mi pare che ce ne sia una in meno, il “per intero” è un inciso. Ma andrebbe altrettanto bene senza alcuna virgola.
        “… spesso che chi è vicino alla vittima, nasconda…”
        Anche in questi due casi, sceglierei l’inciso “…, chi è vicino alla vittima, …” o abolirei le virgole.
        In ogni caso, le mie sono poco più che opinioni 🙂
        Ciao, buona giornata.

  51. Ciao Keziarica
    Questo genere ti calza a pennello, permettermi di dirlo.
    Eddie e l’horror mi mancano ma questo giallo è davvero sorprendente. Complimenti davvero! Fila che è una meraviglia, brava.
    Visto che tutti si aspettano Caleman o la madre, io preferisco andare controcorrente e scelgo il fan.
    A volte gli ammiratori fanatici, possono essere davvero imprevedibili (a mio parere)… Vedremo.
    Ciao alla prossima.
    Ilaria_S

    • Grazie Ilaria,
      effettivamente mi seto più a mio agio con questo genere, anche se Eddie manca anche a me! Sai cosa? Con l’altra storia era tutto imprevedibile, tutto accettabile, in qualche modo. Qui le cose sono diverse, deve esserci un filo logico più concreto o la storia se ne va in frantumi. Io ci provo, spero di non combinare casini!!
      Grazie per essere passata e per i complimenti.
      Alla prossima.

  52. Non vorrei sembrarti scortese perché quello che sto per dire va invece inteso come un complimento…
    Non sembri la stessa persona che ha scritto Eddie. Tanto incoerenti erano i capitoli di Eddie nella loro sequenza, tanto coerenti sono questi del nuovo racconto. Complimenti.
    Chase Coleman

  53. E finalmente abbiano il nostro detective.
    Bene K, funziona quasi tutto in questo capitolo. Lo scambio di battute è credibile, pur mantenendo una certa tipicità di genere, e scenari e personaggi sono efficacemente resi.
    Solo una nota (ma è una di quelle che si fanno a quelli bravi per aiutarli a diventare bravissimi): i tappi di un paio di penne etc. non mi dicono molto del tipo di detective che Keller dovrebbe essere, ma se vogliamo dirla tutta manco i baffetti scuri (la barba poco curata magari qualche idea potrebbe suggerirla, ma anche quella per la verità è poca roba). A mio avviso è una parte che andrebbe ripensata. Per il resto benissimo. Per me è il produttore. Ciao.

  54. Vai così veloce che ero venuta per commentare e votare il secondo e ho trovato il terzo capitolo!
    Mi è piaciuto molto il soffermarsi sulla lunghezza dei corridoi, i muri, Kev che si sente come se la siringa fosse fluorescente nella sua tasca e il d detective che gli dice guarda che lo so, puoi dirmelo.
    Bello! Ok, poco costruttivo come commento, ma per ora non ho altro 🙂
    Ho scelto la madre perché… l’ho letta e mi è piaciuto: sarebbe un bel modo id uscire dalla cerchia ristretta del mondo discografico.
    Ciao

  55. La madre di Ty.
    Il capitolo era scorrevole e “rockeggiante” come piace a me.
    A parte il primissimo paragrafo che mi ha lasciato perplesso. Non mi è sembrato molto scorrevole, un po’ per la forma e un po’ per la punteggiatura. Però poi dal capoverso successivo è andato fluido, come un’onda che si propaga sulla spiaggia sotto i raggi della luna piena 😀 😀 😀
    Ciao K,

    a presto

  56. Iniziato ora il racconto: davvero coinvolgente. Quando pensavo che il travaglio psicologico della vittima nel primo capitolo fosse già un motivo validissimo per seguire il racconto ecco che nel secondo vengo sorpreso da un sagace scambio di battute tra Kevin e Sal. Inoltre devo dire che le ‘maschere’ del genere rock sono presentate e descritte davvero bene: dal produttore avaro ai rapaci paparazzi. Ho votato per l’entrata in scena del detective.

    “I mocassini squittivano mentre conquistava il corridoio” Chapeau!

  57. Concordo con Napo ma, a differenza sua, mi piace lo stile americano, forse troppo 🙂
    Belle le atmosfere e un giallo ambientato nel mondo di un gruppo rock mi incuriosisce.

    La vecchia fidanzata di Ty…

    P.s.
    Grazie mille per i complimenti a Redemption, non capita spesso che qualcuno recuperi vecchi racconti 😉

    • Ciao Gabriele,
      Redemption é un gran bel racconto, meritava di essere letto. Cerco di leggere anche i racconti chiusi degli autori che seguo, se riesco.
      Non so cosa verrà fuori, mi piace la musica e mi piace scrivere, spero di mettere insieme un bel racconto, ma so che non basta la passione, serve anche la forma.
      Grazie per aver letto!
      Alla prossima.

  58. Ciao Keziarica. Scrivi gialli, bene, ti seguo volentieri. Ho letto i primi due episodi.
    C’è qualche piccolo errore di formattazione che manco ti segnalo perché sono sicuro che te ne sarai accorta da sola (solo prenditi un po’ più di tempo per rileggere prima di pubblicare).
    Buone descrizioni e atmosfera. Così come l’idea della storia. Fighissimo il titolo. Mi è piaciuto molto anche la chiusa del secondo, con Kevin che controlla che la siringa sia ancora lì nella sua tasca…
    Per me è già il momento di far entrare in scena un detective. Ciao.

    • Ciao Lou,
      benvenuto!
      Grazie per il commento ma, per favore, segnala segnala che tutto serve a migliorare.
      Napo mi ha dato il tuo stesso consiglio, ma più lascio decantare e più taglio, cambio e pacciugo 🙂 e ti assicuro che l’ho letto dieci volte e che non me ne sono accorta 🙂
      sono felice che il titolo vi piaccia, non ero sicura di usarlo ma, a questo punto, credo di aver fatto la scelta giusta!
      Ciao e alla prossima.

      • È lo spirito giusto. Allora, occhio alla gestione del diretto (uso di maiuscole e della punteggiatura all’interno e all’esterno delle virgolette). E poi ci sarebbe l’accentazione del pronome se stesso, questione da linguisti per la quale ti rimando all’articolo relativo che trovi all’interno del sito dell’Accademia della Crusca… O anche no e te la faccio breve: dunque, anche se non può essere considerato un errore scrivere ‘sé stesso’ (o sé medesimo) con il ‘se’ accentato, in realtà la tendenza è preferire la versione senza accento: ‘se stesso’. È una cosa a cui gli editor tengono tantissimo. Un’autentica fissazione. Ricordatelo se decidessi di proverare a inviare qualcosa a un editore.

  59. Mi piace un casino il titolo. Questo va detto, perché i titoli per me sono una spina nel fianco e li trovo sempre scontati, banali e via dicendo, invece “indigo calm” è “cool”, una buona etichetta del racconto fin qui, poi il cambio genere è fatto in modo deciso e mi pare anche piuttosto sicuro. Seguo con interesse la vicenda!
    E mi piacciono anche i nomi scelti.
    Non ci vedo nulla di male ad iniziare in tempi brevi dei nuovi racconti, probabilmente già sonnecchiava in un angolo della tua testa per aver preso subito piede sulla tastiera. O è l’impeto del momento? Dicci, sono curiosa.

    • Ciao Sicut,
      bentrovata!
      L’idea era lì da un po’, ma in un’altra forma. Il titolo del racconto è in realtà il titolo di una canzone che ho scritto, i versi che tornano in mente a Kevin ne sono una parte. Sono contenta che i nomi dei personaggi ti piacciano, in effetti gli dedico sempre molto tempo.
      Grazie per essere tornata a leggermi.
      Ciao e alla prossima!

  60. Ciao Keziarica,
    Leggo con molto piacere il tuo nuovo incipit.
    Caspita! Qui ci vai giù pesante eh!
    Dai, mi piace questo stile crudo.
    Scelgo Kevin.
    Continua così, ti seguirò anche stavolta.
    Alla prossima allora ?
    Ilaria_S

  61. Ciao. Ottimo incipit: l’unica cosa cosa che non mi è piaciuta è quel “contrarglisi ” alla seconda riga che avrei sostituito con un più semplice “contrarsi”, ma è solo un dettaglio insignificante. Tempo fa avevo scritto anch’io un racconto giallo a tema rock, ma non mi era riuscito bene. Ti auguro maggiore fortuna! Ti seguo.
    E per il prossimo voto Kevin

  62. Ciao, keziarica! Ti sei rimessa in gioco subito, brava!
    L’incipit mi è piaciuto molto. Introspettivo, realistico e sentimentale.
    Niente da dire, complimenti. Se proprio devo fare un appunto, lo farei alla formattazione, forse un po’ troppo compatta, qualche “a capo” in più a me sarebbe piaciuto.
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

  63. Ancora tu? Come mai questa smania di riprendere a scrivere subito?
    Se l’incipit (inteso come vero incipit) si fosse fermato a ‘la testa gli scoppiava’ sarebbe stato perfetto. Poi l’hai rovinato. Il resto però è molto buono: un passo avanti rispetto al racconto che hai appena concluso. Continua cosi, ma non avere fretta. Se hai urgenza di scrivere, scrivi, ma poi lascia decantare il tuo scritto per qualche giorno e infine rileggilo con occhi da lettore. Ti seguo.
    Kevin.

  64. Che inizio da noir americano, mi piace molto. Questa volta ci hai portati nelle emozioni e nel semidelirio di un protagonista non ancora morto. Molto bella la descrizione della crisi di astinenza come un mistero affamato. Io dico che entra Kevin, era lui che tentava di “salvare” T’y.
    Ti faccio notare una piccolezza, ma siccome me l’hanno fatta notare spesso ora ci faccio molto caso: “la testa gli scoppiava e lo stomaco continuava a contrarglisi nel disperato tentativo di liberarsi.” 2 gli e 2 si in così poche parole appesantiscono e imbruttiscono la frase, dovresti tentare di modificarla usando meno particelle pronominali, se possibile.
    A presto

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