Male di luna

Il mostro allo specchio

Certe notti mi sveglio di soprassalto. Scivolano lungo le mie guance rivoli di sudore, quasi solcassero il mio viso trapassandolo, mostrando alla luna le ossa lucenti dei miei zigomi.

Già, la luna…Anche questa notte è alta in cielo, piena e tonda come i volti delle donne nei quadri di Botero. Mentre le fisso mi sovviene un ricordo di qualche avvenimento spiacevole che mi ha visto protagonista in sua presenza e del quale ora ho solo un vago ricordo. Cos’è successo?

Fisso di nuovo la luna e una fitta mi trapassa il corpo, passando per il cuore e squartando le viscere, come se una lama lucente cercasse di scovare in me qualcosa che io non conosco.

Un primo sussulto. E una forte, lacerante contrazione del mio corpo mi porta ad inarcare la schiena sul letto della mia camera, dove da una finestra proietta sul mio giaciglio i suoi “raggi” la regina del cielo notturno. Sento il bisogno di liberarmi dei pochi vestiti che mi coprono, sentendoli pesanti come maglie d’acciaio di un guerriero medievale e in un attimo di pura follia mi sovviene che in un passato per me non troppo lontano le odiai e tante ne lacerai; ora sono nudo nel mio letto e mi rendo conto per pochi secondi che qualcosa in me sta cambiando. Non sono più me stesso, sto perdendo conoscenza, mi proietto in un’altra dimensione nel momento in cui il secondo e il terzo dei miei sussulti mi porta ad avere contrazioni sempre più forti. La bocca mi si contorce, stringo le lenzuola tra le mani, sento che ormai ho perso la mia personalità: del mio corpo non c’è più traccia.

Guardo la luna per un’ultima volta con occhi “umani” e lentamente mi lascio soggiogare dalla mia nuova identità: ciò che avviene dopo non riesco a ricordarlo mai.

Mi risveglio il mattino seguente, sempre nel mio letto, riscaldato dai tiepidi raggi del sole, decisamente delicati rispetto ai taglienti raggi lunari. Ho una terribile emicrania, ogni volta è così quando la notte precedente avviene la mia trasformazione. Certo, io credo di trasformarmi, non so in “cosa”. Mi alzo lentamente: sono nudo, infreddolito, sebbene non sia mattino presto, bensì mezzogiorno, o forse l’una…sono inquieto. Decido di farmi una doccia, quasi mi senta “sporco”, ma mentre mi dirigo verso il bagno poso casualmente il mio sguardo sulle mie mani: un brivido lungo la schiena mi fa trasalire quando osservo che tra le mie unghie e sopra il palmo della mano destra ci sono tracce inequivocabili di qualcosa che altro non è se non sangue.

Deglutisco a fatica, è questa la prova più visibile del mio sentirmi sporco, ma la mia inquietudine è legata più al mio animo. Mi lavo con cura, soprattutto le mani, e mentre mi asciugo mi guardo allo specchio, cercando di individuare i segni della mia trasformazione: non c’è nulla di strano, sono uguale agli altri giorni, ma dovrei forse guardare dentro di me per capire cosa mi stia accadendo.

Mi vesto per andare al lavoro: sono un rappresentante di articoli sanitari, abituato ad avere contatti fugaci con le persone e ad essere spesso solo, come sempre del resto. Vivo solo, non ho una compagna né tantomeno figli, amici ne ho sempre avuti pochi: a dire il vero è anche colpa mia, non amo tanto i contatti con gli altri esseri umani. Loro del resto mi evitano.

C’è anche un’altra cosa che mi lascia perplesso: i cani mi detestano, se ne incontro uno questo inizia a latrare oppure a ringhiare; persino il più mansueto nutre odio e terrore nei miei confronti. Perché non parlare poi della mia forza? Certe volte, se sono adirato o in pericolo, ho come un’energia che mi pervade il corpo e mi permette di compiere azioni che per altri umani sarebbero improbabili. Forse non sono umano.

Sospetto esista un legame tra questi “poteri” e la luna, ma non ne ho le prove, o almeno la mia mente si rifiuta di trovarle. I medici ai quali mi sono rivolto hanno più volte ribadito la loro convinzione secondo la quale io sia sanissimo, anzi di una costituzione a dir poco sorprendente. Ormai convivo con questa realtà e ne sono quasi abituato, rassegnato come sono ad avere tremendi spasmi che mi sconquassano durante le notti di luna.

Scendo le scale mi portano al piano terra del condominio dove vivo e come consuetudine il cane della portinaia solitamente mansueto, comincia a guaire non appena sente che sto per avvicinarmi alla portineria. Saluto la signora che sta regolarmente appostata all’interno della guardiola, nonostante non nutra per lei gran simpatia e mi renda conto che lei mi osservi con occhio inquisitore, quasi sapesse qualcosa su di me e temesse che io me ne accorga.

Non sa però che ho letto chiaramente nel suo pensiero che mi ha visto questa notte, mentre scendevo nudo per le scale d’emergenza del palazzo a grandi passi, quasi non fossi umano. Riesco a sentire l’odore della paura che la pervade, la sua giugulare che tamburella affannosamente e, mentre sto per uscire, le lancio un’occhiata che la fa trasalire, facendole capire che “io so”.

La presa di coscienza di sè porterà a cosa porterà?

  • Aumenteranno quegli incubi così reali? (43%)
    43
  • Sparirà dalla circolazione una volta realizzata la sua vera natura? (14%)
    14
  • Sarà il solo con questo "potere"? (43%)
    43

Voti totali: 7

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5 Commenti

  1. Ciao! L’inizio mi sembra quello di un horror non molto spaventoso, e incentrato soprattutto sulla psicologia del protagonista. Molto dettagliata la descrizione di ciò che gli accade quando c’è la luna. L’unica parte che non mi convince molto, è quella in cui legge nel pensiero della portinaia.
    Bravo!

  2. Ti confesso che è stata la tua bio a incuriosirmi. Non amo il genere horror, ma sono curioso di capire cosa vuoi sperimentare. Questo comunque è il sito giusto per sperimentare e confrontarsi.
    Strano questo licantropo che sembra non abbia mai sentito parlare di licantropia. Perché è un licantropo, no? Come minimo dovrà chiedersi se ce ne sono altri come lui.
    Mi dispiace di averti mandato due opzioni in parità. Ti seguo con interesse.

  3. Licantropia? Mi piace…un po’ come tutto quello che riguarda l’horror. Ovviamente è uno dei temi più classici di questo genere narrativo, ma ci sono infiniti modi di renderlo originale, quindi sono curiosa di leggere il seguito. Anche io in precedenza ho scritto un horror e, anche io, ho ripreso uno dei temi più classici (si parlava di una casa infestata da bambini fantasma che nascondevano un segreto).
    Dalla tua biografia deduco che sarebbe superfluo farti i complimenti per la scrittura! 😀
    Buon proseguimento, per il momento facciamo aumentare gli incubi!

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