Arteria

Una bella famiglia

Siamo quattro gemelle, nate da una madre surrogata di cui non conosciamo l’esistenza.

I nostri genitori, dopo svariati e infondati tentativi, non si arresero mai all’idea di non poter avere figli e un giorno, decisero di andare a San Pietroburgo al Centro di fecondazione in vitro.

Dopo aver versato un ingente somma di denaro per ottenere un utero in affitto, la sconosciuta madre dopo aver portato a termine la gravidanza, ci consegnò ai nostri attuali genitori i quali non immaginavano che fossimo addirittura in quattro.

L’evento non creò nessun problema anzi, fummo accolte con entusiasmo dai nostri genitori che avevano sempre amato formare una famiglia numerosa.

Io Lizzie, insieme alle mie sorelle Vera, Amelia, Darja andammo a vivere in una grande casa a Richmond, Virginia.

Passammo anni magnifici, io personalmente conservo ancora dolci ricordi lontani finché un giorno, nostra madre si ammalò gravemente e nemmeno compiuti quattro anni, ci lasciò.

Nostro padre era sempre molto impegnato nel proprio lavoro e noi, passavamo molte ore da sole con delle babysitter che anziché badare alla nostra incolumità , preferivano rimanere attaccate ore e ore al proprio cellulare per chiacchierare con chissà chi, lasciandoci libere di fare tutto quello che volevamo.

Cosa potrebbero mai combinare le quattro sorelline, da sole?

  • Giocare con la babysitter (8%)
    8
  • Andare a caccia di avventure nel bosco adiacente la grande casa (85%)
    85
  • Annoiarsi terribilmente e guardare per ore la TV. (8%)
    8
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163 Commenti

    • Ciao Pinusa.
      Qualcuno mi ha consigliato di continuare a scrivere perché se scrivo soltanto per me stessa non posso fare progressi.
      Se non c’è mai nessuno a correggere gli errori, rischio di rimanere impantanata in una palude stagnante.
      Stare qui è un ottimo esercizio per me.
      Quindi probabilmente si, tornerò con qualche altra storia.
      Grazie per il commento 😀
      Ilaria

  1. Ciao Ilaria, sono contento che tu sia riuscita a finire il tuo racconto e far capire il perché di Arteria.
    Il finale affrettato è dovuto esclusivamente a una mancanza di caratteri e va bene così. In Delitto e Castigo troverai una situazione totalmente diversa 😀
    Spero davvero che le mie critiche costruttive siano servite a qualcosa, anche perché esternandole ho imparato anche io qualcosa.
    A presto 🙂

    • FueGod!
      Sante critiche costruttive!
      Ho imparato più qui che in nessun altro posto al mondo.
      Sono davvero soddisfatta, sento di aver appreso qualcosa di importante grazie a voi che mi avete fatto notare gli errori.
      Felice che questa esperienza sia servita anche a te😀
      Spero di rileggerti un giorno.
      Grazie infinite.
      Ilaria

  2. Bel Finale Ila…
    l’immagine pulsante dell’arteria nella bottiglietta, il male che tenta di ingannare riportandoti nel passato e nei momenti felici… e poi il sangue che cola nella terra, nella radice dell’albero simbolo della rinascita,questo come ogni horror che si rispetti fa’ presagire malefici ritorni.

    • Ciao Vivi Gollo
      Hai capito quello che ho cercato di esprimere e sono felice che tu abbia potuto comprendere appieno la trama!!
      È una bella sensazione 😊 ti ringrazio!
      Grazie per avermi seguita sin qui 😃 e per i tuoi commenti.
      Ciao !
      Ilaria

  3. Finale in cui hai dovuto comprimere un bel po’ di spiegazioni/risposte/chiarimenti e questo indubbiamente ha pesato… Se si poteva fare meglio? Certo che sì, si può sempre fare meglio ma direi che te la sei cavicchiata.
    Ho letto che vuoi dedicarti un po’ alla lettura adesso e fai bene.
    Caspita Delitto e Castigo!
    E come faccio a consigliarti altro? Avrei voluto dirti che chi scrive horror deve leggere horror, dai classici (Poe, Lovecraft, Shelley, Stoker, M.R.James, Benson, Le Fanu, Stevenson, etc.) ai contemporanei (Koontz, Campbell, Barker, King, etc.)…
    Ma tu dici che vuoi leggere Delitto e Castigo… E allora niente, buona lettura e basta.
    P. S. Se vuoi riprovarci il mio consiglio è di farlo con una storia tutta nuova.
    Lascia perdere sequel, prequel e roba così… Ciao

    • Ciao Lou
      Purtroppo il finale è una spina nel fianco.
      Devi ridurre il tutto ai minimi termini.
      Ma se vuoi far capire alcuni tratti del racconto che non sono stati spiegati bene, è una mossa necessaria specialmente negli horror.
      Eh già, mi sto cimentando in delitto e castigo. I classici non li prediligo ma credo che questo sia quasi un obbligo leggerlo.
      Comunque non leggo soltanto un libro alla volta e mi piace anche cambiare genere ogni tanto!!!
      La mia libreria è sommersa dai libri di Stephen King, Brown, Cornwell, Yoshimoto, Bambaren insomma di tutto un po’, non credo sia un difetto dopotutto😊 ma se hai dei titoli da consigliarmi, fatti avanti 😀 e sarò lieta di poterli leggere.
      Non credo che Arteria avrà un seguito o prequel.
      Concordo sullo scrivere una storia nuova.
      Grazie per tutto Lou, è sempre un piacere leggerti.
      A presto.
      Ilaria

      • Fai benissimo a diversificare le letture, altroché… Io sono un divoratore di classici e su quelli potrei darti parecchie dritte.
        Preferirei però indicarti qualche lettura che potrebbe essere funzionale al tuo percorso ‘horror’.
        Cominciamo da King. Se proprio devo dirla tutta io preferisco il King novelliere al King romanziere. Alcuni suoi racconti sono delle vere chicche. Tra tutte le raccolte le mie favorite sono ‘A volte ritornano’ e ‘Scheletri’ (la migliore di sempre resta ‘Stagioni Diverse’ ma lì di horror ce ne è pochino).
        Se non le hai lette cerca di recuperarle: meritano davvero.
        Se vuoi scrivere horror ‘devi’ assolutamente leggere anche Koontz. Ha scritte molte cose buone ma il suo capolavoro resta Phantoms. In Italia è invece difficile reperire i lavori di altri due maestri contemporanei del genere: Campbell e Barker (quello di Hellaraiser). Se riesci a trovare qualcosa compralo e basta.
        Per ora mi fermo qui ma se hai bisogno chiedi pure. Ri-ciao

        • Ciao Lou!
          Ma lo sai che i titoli che mi hai dato di King li ho già letti tutti?
          Però ho ordinato dietro tuo suggerimento, Barker e Koontz!
          Tra l’altro, il film Hellraiser mi è piaciuto tantissimo…paura!
          Grazie infinite davvero. Li leggerò molto volentieri 😊😊😊😊
          a presto!!!
          Ilaria

  4. Ciao, Ilaria. Grazie a te per aver accolto con spirito costruttivo i miei suggerimenti. Lo avrai capito, le osservazioni che ti faccio e ti facciamo tutti sono mediate dal gusto personale, quindi vanno analizzate bene e “comprese”, intendendo questo termine come “fatte proprie”, ossia prendendone ciò che c’è di buono (se c’è) e declinandolo in base alla propria sensibilità.
    In questo finale vedo molta capacità immaginativa. Direi che è il tuo punto di forza, la fantasia viva e le immagini efficaci. Io sono tra quelli che alla perfezione formale priva o quasi di contenuti prediligono la storia, l’immaginazione, appunto, l’azione. Però è indubbio che la forma è fondamentale e andrebbe migliorata costantemente.
    Rimanendo al finale, mi pare abbastanza evidente che hai dovuto comprimere molte cose in poche righe, col risultato che la seconda parte appare troppo “raccontata”. Considera sempre che non è necessario che tu scriva tutto ciò che hai in mente, fai delle scelte. Anche se ti sembrano dolorose, il racconto se ne avvantaggia, risultando più lineare e incisivo.
    In ogni caso, il finale mi è piaciuto.
    In ogni caso, è bello constatare i tuoi miglioramenti, di cui sei l’unica responsabile: hai speso grande impegno e passione per chiudere il tuo racconto nel migliore dei modi.
    Direi che è l’essenza del buon allenamento 🙂
    Ciao, Ilaria, a presto

    • Carissimo Jaw
      Grazie per aver lasciato il tuo ultimo commento.
      Sono belle parole le tue, che mi danno un po’ di speranza. La maggioranza di voi è navigato, ha scritto moltissime storie molte delle quali, sono bellissime e farebbero invidia anche agli autori più famosi.
      Io sono soltanto all’inizio ma spero piano piano, di riuscire a scrivere ancora e magari in una maniera più consona e corretta.
      Qui su the incipit mi sono sentita come una scolaretta che cercava di capire un compito di matematica 😂😂
      Quindi è vero quanto tu affermi: ci ho messo impegno e fatica e ti sono davvero grata per tutti i consigli che porterò sempre con me.
      Se tu mi dici che la fantasia è il mio punto di forza, vorrà dire che continuerò in questa direzione 😃
      Ciao Jaw e in bocca al lupo per tutte le storie che scriverai.
      A presto!
      Ilaria

  5. Ciao Ilaria,
    anche la tua storia è giunta al termine. Molto originale l’idea dell’arteria che viene distrutta ma che riversa il proprio sangue, malvagio, nel terreno. Magari dando la possibilità all’essere che aveva posseduto Amelia di poter tornare a fare del male attraverso l’albero?
    Qui ci sono i presupposti per un nuovo racconto carico di terrore!
    Bella storia, hai una grande immaginazione horror. Quindi ti aspetto con un nuovo racconto e ti ringrazio per avermi citato, è stato un piacere leggerti e commentarti.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica
      Per ora mi dedicherò alla lettura.
      Magari riuscirò finalmente a leggere “delitto e castigo”😎
      Da quando sono finita su the incipit, ho dovuto per questioni di tempo, tralasciare le mie letture ma ora ricomincerò alla grande.
      Ovviamente continuerò a seguire le storie ma se per qualche periodo non scrivo, avrò più tempo anche per rituffarmi nei miei amati libri 😘
      Grazie per i commenti, per le opinioni e per i consigli.
      A presto
      Ilaria_S

  6. Grazie per essere riusciti a portarmi sin qui.
    Mi avete fatto crescere e sicuramente ho migliorato il mio imperfetto modo di scrivere.
    Vorrei ringraziare personalmente chi ha avuto la pazienza di supportarmi in questo cammino, ma non potendo farlo per ovvie ragioni, mi limiterò ad elencare i nomi di chi mi ha dato la possibilità di crescere grazie alle CRITICHE COSTRUTTIVE:
    JAW
    KEZIARICA
    FUEGOD
    DIEGOZUCCA
    NAPO

    Con stima,
    Ilaria

    A presto 🙂

    Ilaria

  7. Ciao Ilaria. Ancora un capitolo tosto, con immagini belle forti che non lasciano indifferente nemmeno il più navigato dei lettori di genere ( e puoi fidarti perché sull’horror sono abbastanza navigato 😉 credimi). Resta da vedere come gestirai il finale. Finale nel quale Amelia proverà a sbarazzarsi della sorella perché ha scoperto la sua vera natura. Ciao

    • Ciao Lou è un piacere leggerti.
      Se sei riuscito ad immaginare le scene come le ho descritte, non posso che essere strafelice.
      Se sei navigato in questo genere, saprai anche tu che è molto difficoltoso trovare un contesto in cui provocare un po’ di inquietudine. Purtroppo tra film e libri, sembra che sia stato già fatto e scritto proprio tutto.
      Molte persone non riescono a capire quanto sia faticoso scrivere un horror perché all’interno si mescolano molti altri generi: fantasy, avventura, noir. So che tu mi capirai.
      Grazie davvero, a presto 😀
      Ilaria_S

    • Grazie FueGod,
      Lizzie comunque è destinata a qualcosa.
      Non sarebbe arrivata fin qui a combattere contro la sorella psicopatica e dotata di qualche strano potere.
      L’ultimo capitolo è alle porte e insieme scopriremo il destino di entrambe.
      Grazie ancora per la visita.
      Ciao
      Ilaria_S

  8. Ciao Ilaria,
    Brava! Ho notato un bel miglioramento in corso d’opera. E’ palese che tu ci abbia messo molto impegno e che i consigli abbiano sortito un effetto eccellente, grazie anche alla tua capacità di recepirli e metterli a frutto.
    Questo capitolo è davvero ben riuscito, il terrore si percepisce e le scene sono state descritte con cura a attenzione al contesto.
    Aspetto il finale e ti rinnovo i complimenti!

    • Carissima Keziarica
      Grazie davvero per esserti accorta dei miei sforzi e per i tuoi apprezzamenti.
      Fanno sempre tanto piacere 😃 specialmente se fatti da un’autrice che stimo.
      Ti aspetto con il capitolo finale, a presto.
      Ilaria_S

  9. Lizzie perché possiede la “vista” e quindi saprà come porre termine alle sue azioni demoniaca.
    Veramente inquietante questo “viaggio” e le descrizioni rappresentano perfettamente la scena…
    Curiosissima dell’atto finale.

    • Ciao Vivi Gollo
      È un piacere poterti incuriosire😀
      Siamo arrivati agli sgoccioli e presto il racconto si concluderà.
      Spero di riuscire a suscitare in te un po’ di inquietudine, perché è quello che si dovrebbe provare leggendo questo genere.
      Ciao e grazie
      Ilaria_S

  10. Perché possiede la super vista 😀
    Ciao, Ilaria.
    Un bel capitolo, che conferma l’impegno che stai spendendo su questa storia.
    Per una volta evito di fare noiose analisi e mi godo il dipanarsi della storia e le immagini che sei riuscita a trasmettere.
    Oggi non ho consigli, sono solo curioso di scoprire come riuscirai a chiudere questa storia che, partita con l’incertezza tipica dell’esordiente (ti assicuro che ci sono passati quasi tutti 😀 ), ha poi trovato il binario giusto.
    Ciao, ci vediamo per il finale

    • Ciao Jaw
      Solo per il semplice fatto che qualcuno, in questo caso tu, si accorge di tutti gli sforzi che sto facendo, credimi se ti dico che mi da grandi soddisfazioni.
      Sono un esordiente e sto imparando moltissimo.
      Questa esperienza, mi è servita per migliorare e affinare il mio imperfetto modo di scrivere.
      Grazie davvero per l’appoggio.
      A presto!
      Ilaria_S

    • Ciao Lou, piacere di ritrovarti dalle mie parti 🙂
      Grazie per le belle parole, vuol dire che i miei sforzi per scrivere questo capitolo, sono stati premiati. E’ sempre un piacere riuscire a trasmettere le giuste sensazioni.
      Ti aspetto al prossimo giro.
      Grazie ancora a presto.
      Ilaria_S

  11. Ciao Ilaria,
    complimenti! questo capitolo mi è piaciuto molto. Ottimo anche il finale.
    Le cose si stanno avviando alla conclusione… chissà cosa succederà alle sorelle e quale sarà il loro destino. non resta che aspettare!
    alla prossima!

  12. Finalmente Horror allo stato puro… Bellissima l’immagine strisciante che si avvicina pericolosamente con il suo putrid fiato sul collo e le unghiette taglienti…
    Ma sarà solo la sua immaginazione? Qualcosa mi dice di no ;p

    • Ciao Napo, purtroppo sono alle prime armi ed è giusto che sbagli di continuo ma questa è una passione che ho e mi metto in gioco per imparare e non certo per arrendermi.
      Cadrò e mi rialzerò. Sono qui per questo.
      Le persone come te mi danno la grinta per continuare imperterrita il mio cammino.

      P.S.: Questa è la prima volta in assoluto che scrivo in prima persona.
      Di solito sono abituata a scrivere in terza e ovviamente sono in difficoltà.
      E come dicono i proverbi:
      A goccia a goccia si fa il mare.
      A goccia a goccia s’incava la pietra.
      Ciao Napo e grazie
      Ilaria_S

  13. Visto che ne hai parlato in precedenza, dico il viscido cassiere del supermercato.
    Visione o proiezione mentale?
    Come si è capito mi piace quando le due cose si mescolano nel soprannaturale. Io non sono bravo a cogliere le sottigliezze sintattiche come gli altri qua sotto, però una cosa mi è saltata all’occhio, la frase:
    …ma quello che vedo non è piacevole perché proprio lì c’è mia sorella Amelia.
    Non è piacevole? A me sarebbe venuto un infarto. È questo il punto in cui il pathos deve sfociare nel terrore. A meno che la nostra protagonista non sia dotata di un ferreo aplomb (poffare c’è quel mostro di mia sorella in agguato al buio, che cosa disdicevole), quello che ha visto non è semplicemente spiacevole, ma incredibilmente horror.
    Per il resto bene così, intrigante e bello nel finale col sangue che macchia la neve.

    • FueGod ciao!
      Stavo attendendo il tuo commento 😉
      AHAAHHA effettivamente avrei potuto usare “quello che vedo è disgustoso”, oppure “quello che vedo è sgradevole”, boh lo sai che non mi suona bene?
      Ho preferito usare “piacevole”, ma un aggiunta di “affatto” a “piacevole”, forse sarebbe stato meglio.
      Grazie per la tua segnalazione e grazie per essere passato dalle mie parti.
      Sono contenta che il capitolo ti abbia intrigato.
      Ciao a presto!
      Ilaria_S

  14. Ciao Ilaria. Dunque ho votato per le capsule del tempo che contengono oscuri presagi etc., ma devo ammettere che sono stato un bel po’ indeciso perché anche l’opzione del cadavere del cassiere era suggestiva. Puoi spiegarmi una cosa? Esattamente quale significato hai attribuito al verbo ridondare nella frase ‘il verbo cominciò a ridondare tra le fronde’?. Te lo chiedo perché l’unico contesto in cui lo abbia sentito usare a proposito del vento è quello marinaresco/velistico e lì assume il significato di rinforzare. Quindi ci starebbe pure (anche se non condivido la scelta, esistono, a parer mio, modi più efficaci e immediatamente comprensibili – anche per chi non ha dimestichezza con il gergo dei marinai – per descrivere il vento che si fa più forte e impetuoso).
    E ancora: ‘i cappelli mi si rizzano in testa quando gli stessi mi si sollevano verso l’alto’ . Hai descritto la stessa cosa due volte. Scegli o l’uno o l’altra.
    Sulla trama bene. Mi sembra che tu abbia dato una decisa (e necessaria) accelerata. Ciao. E al prossimo.

    • Ciao Lou!
      Ho utilizzato il verbo ridondare per sottolineare il fatto che il vento da lieve diventa più sferzante, più abbondante, mi ha incuriosito l’accostamento “ridondare e fronde” non so… mi piace il suono d+d.
      Per i capelli invece “si rizzano” per la paura ma si “sollevano verso l’alto” perchè c’è qualcuno che li sta alzando, in questo caso Amelia.
      Spero di averti aiutato a capire maggiormente i miei punti di vista.
      Grazie per essere passata! A presto
      Ilaria_S

  15. Ciao Ilaria,
    ahi ahi la sorella matta è scappata dal manicomio? oppure è solo la fantasia di Lizzie che genera mostri?
    Bello questo capitolo. effettivamente ci sono alcuni errorini, come ha già scritto jaw, ma direi che nel complesso questo è un bel capitolo.
    vediamo come va a finire.
    io dico che trovano messaggi di morte e di oscuri presagi!
    alla prossima!

    • Ciao Keziarica!
      Jaw mi catapulta ogni volta nella triste realtà degli errori ma è un bene perchè a furia di bastonate ogni volta imparo qualcosa….prima o poi la finirò ahhaahah
      Sono contenta che ti sia piaciuta la trama di questo capitolo,
      Ti aspetto, ciao Keziarica
      Ilaria_S

  16. Il cassiere lepego 😀
    Ciao Ilaria.
    Molto bello questo capitolo, hai reso molto bene il terrore di Amelia durante la visione, usando molto bene le percezioni sensoriali (vista, tatto, olfatto) per farci partecipare delle emozioni della ragazza.
    Alcune note, scusa se sono pedante:
    “Lì avrei trovato sicuramente quanto ci occorreva”.
    Lo cerchi adesso e lo troverai tra poco, l’azione di trovare è futura, “lì troverò”.
    “… con i capelli unti, appiccicati e spettinati che, con il collo piegato…”
    Quel “che” verrebbe logicamente riferito ai capelli (spettinati). Puoi semplicemente togliere il che, mettere un punto e proseguire “Con il collo piegato…”.
    “… le sua smisurate unghia mi stavano affondando”
    Stai seguendo l’azione al presente: le smisurate unghie *stanno* affondando.
    “Così com’era venuta, se n’era andata.”
    È venuta qualche minuto prima, ma se ne va in questo momento: “se ne va”.

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw, ahahahahah il cassiere lepego entrerà nella storia dell’horror zeneize ahahahah!!!
      Non sei pedante per niente!!
      Ho usato questi tempi in quanto immedesimandomi in Lizzie, mentre andava verso il capanno è come se stesse pensando tra se e se ad una “possibilità” ma in effetti ho sbagliato ad usare il condizionale passato, avrei dovuto usare invece il futuro semplice…. aaarchhhh, uffff che fatica la grammatica! Idem per il “che”e per il se ne va.
      Grazie Jaw, sempre esaustivo e dettagliato, ti aspetto con il prossimo capitolo
      Ciao!
      Ilaria_S

  17. Lizzie ha un incontro con Amelia… oops! Triplo pareggio, scusa, non imparo mai.
    Ciao Ilaria.
    La prima cosa che noto è la punteggiatura: nei capitoli precedenti c’era sempre qualche passaggio che mi inceppava la lettura. In questo non ne ho trovato di così evidenti.Il fatto che io non ne abbia notati non significa che non ce ne siano, ovviamente, ma è lampante che da questo punto di vista tu ti sia impegnata parecchio e si vede. Complimenti, quindi. Passiamo a un altro fronte 😀
    Ci sono almeno quattro verbi al passato, se ho contato bene, in una narrazione altrimenti al presente. Potevano, anzi, dovevano essere tutti resi al presente.
    Massima attenzione a questo aspetto, nei prossimi capitoli 🙂
    Comunque un capitolo certamente scorrevole e curato.
    Vedo che FueGod ha già notato l’ascendenza ligure 😀 , pensavo di essere io particolarmente sveglio 😀
    Ma sì, i termini dialettali sono materiale per correttori di bozze 🙂
    Ciao, a presto

    • Carissimo Jaw grazie per continuare a seguirmi e per aver notato i miei sforzi per migliorare.
      Andrò ulteriormente a rivedere i verbi che sono effettivamente altalenanti tra passato e presente.
      Ho cercato di stabilire un tempo ma evidentemente non mi sono impegnata abbastanza ????

      Sul termine dialettale mii sono sbagliata…oh belin! (Ovviamente non è una parolaccia giuro ?????) ahaha

      Grazie davvero,?
      Ilaria_S.

  18. Io le manderei tutte in trance.
    La formattazione è ovviamente dovuta alla mancanza di spazio a disposizione. Su questa cosa dovresti lavorarci su, allenarti a tagliare il superfluo e mantenere l’essenziale. Non sapevo cosa significasse lepego, ho dovuto cercarlo. Forse che tra le origini biologiche, oltre alla russia che ci sia anche la liguria :D? Questa è un po’ una mancanza di coerenza narrativa. Per questo sono sempre restio ad ambientare i racconti in terre straniere, o comunque in ambienti “poco familiari”.

    • Ciao FueGod,
      Cavolo ho fatto un gran casino con la parola lepego ??? ma credimi: mi piaceva perché per me, rendeva l’idea ma ho fatto un erroraccio, perdona questa svista!!! E poi scrivere una storia horror e ambientarla in un posto diverso da questo no no…non se ne parla?
      Preferisco stare più attenta la prossima volta!!
      Per la formattazione, sapessi che strazio! Per me è una fatica incredibile accorgermi di aver scritto più di 7000 caratteri ???
      Ogni volta mi viene un colpo. Prima o poi migliorerò a furia di cadere sempre negli stessi errori, no? Lo spero proprio.
      Grazie ancora per arricchire il mio bagaglio di scrittura.
      A presto!
      Ilaria_S.

  19. Ilaria,
    spero che tu abbia un’idea precisa su come portare avanti questa storia, perché io invece sono disorientato. Hai aperto finora tante strade: le capsule del tempo, la forza oscura, la pazzia di Amelia, il serial killer. Non sarà facile ricondurre tutti questi filoni in un’unica trama. Il viscido cassiere (a Richmond si parla il genovese, visto che lo hai definito lepego) dovrà necessariamente avere un ruolo perché gli hai dedicato troppo spazio. Forse anche Stefan farà la sua parte.
    Questa formattazione “tutto unito” senza spazi dopo le virgole e senza a capo è un’esigenza dettata dal limite sul numero di caratteri?
    Io riprenderei le capsule del tempo, perché non possiamo mettere da parte il primo filone che hai aperto.

    Ti ringrazio qui per il commento al mio racconto. I tuoi commenti mi fanno sempre piacere.

    • Ciao Napo!
      Capisco il disorientamento, ora c’è tanta carne al fuoco come si suol dire, ma negli horror preferisco creare un po’ di souspence mista a introduzioni di vari scenari proprio per catturare l’attenzione del lettore perché sennò rischi di cadere nella noia e nel “già visto”.
      È vero! Mi sono incartata nella parola “lepego” ???
      Ma giuro che il cassiere non è affatto genovese… è che rendeva l’idea, mi piaceva questo termine zeneize ma non dovevo inserirlo in questo contesto.
      Ebbene sì Napo, ho dovuto ridurre ai minimi termini la formattazione e le punteggiature…uno strazio per me credimi. So che è puro esercizio ma ci soffro lo stesso ?
      Grazie davvero per continuare a darmi suggerimenti e consigli, a presto.
      Ilaria_S

  20. Ciao Ilaria,
    la storia si fa interessante… per un amante del brivido come me, il serial killer in circolazione e le tre sorelle nella grande casa, sono una combinazione irresistibile!
    Avrei dato più respiro ai dialoghi, ci sono pochi spazi e pochi “a capo”. Ma per il resto direi che sei andata bene!
    Ora non ci resta che vedere come se la cavano le sorelline…
    p.s. non so se “lepego” sia un termine utilizzato a Richmond… Meglio viscido. 😉
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica
      Purtroppo ho dovuto forzatamente rovinare la forma e le punteggiature per sfruttare al meglio i miei 5000 caratteri. Mi dispiace sempre tagliare, cucire, cancellare, cambiare ecc…. Ma è comunque un ottimo esercizio per imparare ad individuare le frasi futili, anche se a me infastidisce parecchio.
      Ormai siamo quasi agli sgoccioli….
      Mi sono incartata con il termine ” lepego”…azzzzz!
      Beh anche con questo capitolo, ho imparato molte cose, grazie davvero per essere passata.
      Ciao
      Ilaria_S

  21. Ciao Ilaria.
    Ho letto i tuoi primi cinque capitoli e dato un’occhiata a qualcuno dei commenti qua sotto (anche perché hai la fortuna di avere tra i tuoi lettori autori di primissimo livello come Jaw e Napo e bene fai ad approfittarne, anche perché hanno ragione praticamente su tutto).
    Andando alla storia devo dire che mi ha molto incuriosito e mi ha preso parecchio.
    Di solito non amo molto questo modo di scrivere, un po’ troppo raccontato… quelli bravi ti diranno che è sempre meglio mostrare che raccontare… ed è quasi sempre vero, però… ecco nel tuo caso diciamo che non ci sta così male. Lo stile che hai scelto è da storia dell’orrore intorno al fuoco, di quelle che ci si racconta in campeggio o al campo degli scout… Nonostante le incertezze sei riuscita a creare la giusta tensione e bada bene non è un una cosa facile, ma tutt’altro. Lavora sul resto e vedrai che ne verrà fuori un’ottima storia. Ciao.
    Ti aspetto da me (sempre se ti piacciono i gialli si intende, io sono appena tornato con una storia nuova di zecca).

    • Ciao Lou, piacere di leggerti.
      Sono davvero orgogliosa di annoverarti tra Chi come te , per un motivo e l’altro, ha deciso di seguire questa storia.
      Jaw, Napo e molti altri hanno contribuito ad insegnarmi moltissime cose e grazie ai preziosi consigli, sono riuscita a migliorare il racconto.
      Sarei onorata se anche tu correggessi eventuali errori.
      Sappi che prendo molto seriamente le critiche costruttive perché è solo attraverso quelle che riesco a crescere.
      Il genere giallo mi incuriosisce, quindi sarò lieta di passare a leggere il tuo racconto.
      Grazie ancora, a presto.
      Ilaria_S

  22. Ciao Ilaria,
    Io dico Lizzie.
    Sicuramente si nota una maggiore attenzione nella stesura. Il capitolo risulta più scorrevole e mi piace molto l’idea del l’incubo che si traduce in realtà.
    Solo un Appunto piccolo, piccolo: “cercai l’interruttore della lampadina” io avrei evitato di aggiungere la lampadina. Mi limito a questo, anche perché io spesso faccio i tuoi stessi errori?. Non vorrei fare la parte del corvo che giudica il merlo!
    Aspetto il prossimo.

    • Ahahahah ciao Keziarica!
      Che piacere rileggerti ?
      Grazie anche a te per imbeccare la sottoscritta ad individuare gli errori, che si annidano ovunque ?
      Sono sempre troppo minuziosa nel descrivere le situazioni…dovrei smetterla e lasciare che il lettore utilizzi la propria immaginazione…. Un prezioso consiglio che mi fu regalato qualche tempo fa dalle persone che mi seguono e che bonariamente mi “bacchettano” ?
      Dopotutto è proprio quello di cui ho bisogno.
      Lo ritengo un percorso molto positivo che sto facendo grazie a voi tutti.
      A presto,
      Ilaria_S.

  23. Concordo con JAW,
    quando narri in prima persona devi attenerti a quello che il personaggio vede, sente e pensa. Altrimenti è difficile empatizzare con la protagonista. Prova a rileggerlo sforzandoti di immaginare che non l’abbia scritto tu e vedi che effetto ti fa.
    Io voto per Darja.

    • Ciao FueGod
      Grazie ai vostri consigli, il romanzo sta sicuramente migliorando. Il problema a volte, è che non riesco a trovare gli errori … Quindi leggo e rileggo ma senza riuscire ad individuare le imprecisioni ?
      Proverò a fare come mi hai consigliato.
      Grazie mille, a presto!
      Ilaria_S.

  24. Scelgo Lizzie, ma dubito che la scelta sia determinante per il seguito 😉
    Ciao, Ilaria,
    A me anche questo capitolo sembra più scorrevole dei primi due. Vero, ci sono tempi verbali da sistemare. Non entro nel merito dei problemi con la consecutio, ma ti dico come faccio io quando la costruzione di un periodo mi mette troppi dubbi, di qualunque genere siano tali dubbi: riformulo il periodo. Non mi piace la complicatezza delle frasi, a meno che non decida esplicitamente di voler fare una costruzione astrusa e complicata (e credimi, ho fatto anche questo, in almeno una occasione).
    Questa frase non è espressa abbastanza chiaramente:
    “Ma fu davvero troppo rapido e non feci in tempo a comprendere e tantomeno a memorizzare che lo strano fatto passò quasi inosservato, ma non a livello inconscio.”
    Il successivo
    “Spensi la luce e chiusi la porta, incurante di due occhi nel buio che scrutavano ogni mio movimento”
    mi stride un po’, perché introduce un’ambiguità.
    Insomma, non è un narratore onnisciente che parla, è sempre lei, per cui io lettore devo presumere che a distanza di tempo, nel momento in cui racconta, abbia “elaborato” quel dettaglio inconscio. Ma allora Amelia, nel momento in cui accade, non è “incurante”, è “inconsapevole”.
    Certo è un dettaglio e certo, come al solito mi dilungo troppo, ma mi sembrava utile farti riflettere su questo tipo di considerazioni.
    Ciao, a presto

    • Jaw ben tornato!
      Posso chiederti un piccolo favore?
      Potresti solo per questa volta, rielaborare tu la frase che non sono riuscita ad esprimere bene? Anche a me non piace e ora che me l’hai fatto notare, mi infastidisce ancora di più.
      Come lo avresti scritto, tu?
      Praticamente volevo far presente che Lizzie aveva subíto una visione subliminale….ma non sono riuscita a spiegarmi bene ???
      Ti ringrazio fin da ora e se vorrai aiutarmi, te ne sarò grata!
      A presto!
      P.s : dilungarti? Con me puoi scrivere anche un romanzo, se questo può aiutarmi a migliorare!
      Grazie infinite!
      Ilaria_S.

    • Ah ah, io ci provo, ma non è detto che ti convinca o semplicemente che ti piaccia.
      Proverò a elaborare quello che, mi sembra di capire, hai voluto comunicare.
      Cambierei questo periodo:
      Accesi la luce e un brivido mi percorse la schiena perché nello stesso istante in cui la lampadina si illuminò, vidi chiaramente un’ombra dileguarsi proprio di fronte ai miei occhi.
      Ma fu davvero troppo rapido e non feci in tempo a comprendere e tantomeno a memorizzare che lo strano fatto passò quasi inosservato, ma non a livello inconscio.

      Mi affrettai a recuperare la legna. Non volevo rimanere lì un attimo di più. C’era qualcosa che mi dava inquietudine perché mi sentivo osservata.
      “Che stupida” pensai.
      Spensi la luce e chiusi la porta, incurante di due occhi nel buio che scrutavano ogni mio movimento.
      —-
      Quando accesi la luce, fu come se il buio esitasse un istante a svanire, lasciandosi uno strascico, un’ombra che si dissolse in un istante, lasciandomi il dubbio che non fosse dovuto a nient’altro che al mio battito di ciglia. Ciononostante, una vaga inquietudine si concretizzò con un brivido gelido lungo la schiena.
      La sensazione di essere osservata divenne altrettanto tangibile quanto i ciocchi di legna che raccolsi freneticamente. Corsi fuori, chiusi la porta dietro di me spingendola con la spalla e mi ci appoggiai affannata.
      “Che stupida”, mi dissi, ma non riuscii a convincermi.

      Boh, vedi tu

      Ciao, a presto

      • ecco vedi: lasciandosi… lasciandomi… istante… ripetuti! Non va bene e me ne accorgo solo rileggendo

        Quando accesi la luce, fu come se il buio esitasse a svanire. Uno strascico d’ombra si attardò per dissolversi l’istante successivo, lasciandomi il dubbio che non fosse dovuto a nient’altro che al mio battito di ciglia. Ciononostante, una vaga inquietudine si concretizzò con un brivido gelido lungo la schiena.
        La sensazione di essere osservata divenne altrettanto tangibile quanto i ciocchi di legna che raccolsi freneticamente. Corsi fuori, chiusi la porta dietro di me spingendola con la spalla e mi ci appoggiai affannata.
        “Che stupida”, mi dissi, ma non riuscii a convincermi.

        Se trovi altre ripetizioni così fammelo sapere

  25. Stai attenta ai tempi verbali: la consecutio temporum l’hai sbagliata più di una volta. Devi porre attenzione anche alla costruzione delle frasi, per renderle più efficaci (per esempio, ‘mi svegliai di soprassalto’ andava alla fine della frase, non all’inizio).
    La trama c’è, ma devi curare la forma.
    Darja

  26. Ciao Ilaria!
    Ho recuperato le puntate precedenti e mi sono messo in pari con il tuo horror. E qui in effetti l’orrore si è visto (molto bene). Qualche incertezza c’è, ma è normale. Come ti hanno detto già anche altri evita le frasi scontate e i termini altisonanti o ripetitivi. La descrizione splatter era molto efficace, brava! Per la povera Amelia direi… Manicomio!

    • Ciao Muppetz, piacere di ritrovarti.
      Grazie per i consigli e per i suggerimenti che seguo sempre con molta attenzione.
      Sono contenta per averti trasmesso l’immagine splatter e anche quella horror.
      Ti aspetto per il prossimo capitolo?
      A presto,
      Ilaria_S.

  27. “Una forza sconosciuta mi obbligò ad insinuarmi all’interno della cornetta e a scorrere lungo cavi e fili elettrici…”
    Mi piace un sacco questo “teletrasporto” verso la cruda realtà… intense le descrizioni, soprattutto i frantumi del lunotto posteriore sparsi sull’orsacchiotto che sembrano diamanti sporchi.
    Il sacco mortuario poi… l’immagine della ragazza sdraiata sul cadavere scricchiolante è degno dell’Inimitabile Quentin 😀

    • Ciao Vivi Gollo
      Grazie per i tuoi complimenti, fanno tanto piacere, credimi.
      Sono contenta che ti siano piaciute le descrizioni, è sempre molto difficile far capire al lettore l’immagine che hai in testa…. Ma tu l’hai colta in pieno e quindi posso ritenermi pienamente soddisfatta.
      Grazie per seguire la storia.
      A presto
      Ilaria_S.

  28. …ci riportò alla triste realtà. Eh, perché invece “l’irrealtà” all’interno della sacca nera da obitorio era così allegra 😀
    Devi dare una smussata ai termini altisonanti (te lo dice uno che si diverte ad usarli) altrimenti potrebbero appesantire ed essere, come nel caso precedente, superflui.
    In ogni caso mi è piaciuta sia la prima parte, splatter, e la seconda. Adoro le case abbandonate. E i manicomi, dov’è internata Amelia.

  29. Ciao Jaw!
    Come stai? Accetto sempre molto volentieri le tue delucidazioni.
    Ho utilizzato il verbo “vedere” di proposito perché è già strano che Lizzie si trovi dentro una sacca mortuaria, quindi mi è sembrato giusto proseguire con una situazione ancora più bizzarra come quella di riuscire a “vedere” nel buio.
    Invece per quanto riguarda il troncare violentemente la scena effettivamente ho avuto troppa fretta e sicuramente andrò a correggere questo passaggio.
    Il tuo esempio del canarino mi ha strappato una risata ? ma rende l’idea.

    Ma grazie per avermi consigliato l’accademia della Crusca!….ma lo sai che non ci avevo mai pensato? Con la punteggiatura non ce la posso fare.

    Lo splatter anche questo è voluto…le scene crude e piene di sangue mi sono sempre piaciute??. Oltre i libri horror (w S.King), amo i film e gli splatter in generale.
    Grazie davvero Jaw, alla prossima.
    Ilaria_S

  30. Le voglio male: è internata in un manicomio 🙂
    Ciao Ilaria.
    Questo capitolo mi è piaciuto molto più degli altri. Cioè, magari un po’ troppo splatter, ma questi sono solo gusti personali 😀
    Un dettaglio, te lo scrivo perché mi ci sono soffermato un po’: La frase “Nel buio totale riuscivo a vedere chiaramente…” forse andava meglio con “percepire” al posto di vedere, altrimenti dovresti spiegare come fai a vedere al buio.
    La cosa che secondo me andava resa in modo più efficace è il salto di scena tra iil racconto dell’incidente e l’appuntamento. È troppo brusco, il coinvolgimento emotivo viene azzerato di botto da “ma oggi finalmente è il nostro compleanno”.
    Passi da dolore e raccapriccio a sollievo e felicità repentinamente. Se qualcuno ti dice qualcosa del tipo “Il mio canarino è morto dentro un frullatore. Ma per fortuna adesso sto per mangiarmi un gelato al pistacchio!* rimani un po’ perplessa? 🙂
    Passando al resto, vedo ancora problemini con le virgole. In due casi almeno le metti tra soggetto e verbo:
    brandelli di pelle ancora attaccati, penzolavano…
    un odore nauseabondo, mi investì…
    Comunque ho visto che poi mi hanno pubblicato (qui sotto) anche il commento originale con i link. Dai un’occhiata a quelllo della Crusca, c’è tutto ciò che vorresti sapere su virgole e punteggiatura. In ogni caso, i periodi mi sembrano meglio strutturati rispetto ai capitoli precedenti.
    Un’altra cosa e tolgo il disturbo: è consigliato usare le di eufoniche solo con l’incontro di vocali uguali.
    Ciao, a presto

  31. Ciao,
    Devo confessarti che ho preferito la prima parte alla seconda. Nella prima racconti particolari intensi (bella la descrizione dell’orsacchiotto), il trovarsi nella sacca per cadaveri con i resti del proprio padre é un’immagine, a dire poco, raccapricciante. Brava, hai creato la giusta atmosfera. Puro terrore!
    Tuttavia, volevo farti notare un piccolo neo: “ragazze fa molto freddo, sbrighiamoci ad entrare” non serve aggiungere che la protagonista é infreddolita. Si capisce dalla frase appena pronunciata. ?
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica!
      È vero! Avrei potuto utilizzare anche rabbrividendo. Sarebbe stato più giusto e più azzeccato. Grazie mille per il consiglio.?

      Alla prossima e grazie ancora per essere passata dalle mie parti.
      A presto

      Ilaria_S

  32. Ciao FueGod!
    Grazie per essere passato a trovarmi.
    Si, ho preso lezione di scrittura grazie ai preziosi consigli di tutti voi. Sto imparando molto da questa esperienza.
    Sono soddisfatta per avervi incuriosito con il viaggio insolito di Lizzie e spero di trovare nuovi spunti per incuriosirvi ancora di più.
    A presto! Ciao
    Ilaria_S

  33. Le voci esperte di Napo e JAW hanno già mostrato le mie perplessità riguardante il capitolo, quindi non dirò nulla al riguardo (grazie al cielo, sono pigro). Anche a me è piaciuta molto il viaggio nella cornetta, non me l’aspettavo e mi ha sorpreso (in positivo).
    Mi domando se anche le altre sorelline condividano gli strani poteri di Lizzie.
    Stavo per scegliere lo scontato cimitero, però forse la dimora di famiglia solleciterà le sinapsi dei ricordi.
    Ciao,

    a presto

  34. Sono totalmente d’accordo con il commento di Jaw. Uno di quelli che dice sempre che bisogna lasciare spazio alla fantasia del lettore sono proprio io.
    Oltre che alla formattazione devi stare attenta anche all’uso delle virgole: “[…] anche se per ovvie ragioni, non avremmo mai voluto” vuole, ad esempio, una virgola prima del per. La punteggiatura è importante per la leggibilità del testo.
    Allenati inoltre a stare nelle battute richieste. Se hai 5000 battute a disposizione, puoi scriverne 5200 e poi tagliare, ma da 7000 a 5000 è difficilissimo tagliare mantenendo la congruenza del testo.
    Uno dei valori aggiunti di TI, spesso non evidente ai più, è proprio imparare a stare nelle battute prefissate.

    • Ciao Napo,
      bentornato, grazie per la visita.
      È vero, la punteggiatura è di basilare importanza, devo molto migliorare su vari aspetti ma soprattutto su questo.
      L’esercizio dei 5000 caratteri mi è servito da lezione, soprattutto stanotte, come scritto a Jaw, stavo veramente dando di matto, cercando di accorciare il racconto!
      La prossima volta cercherò anche di essere meno pignola nelle descrizioni, lasciando giustamente un po’ più di fantasia al lettore.
      Grazie ancora, a presto
      Ilaria_

  35. (Mi hanno messo il commento in moderazione 🙁 , te lo riscrivo omettendo i link. Peccato, erano interessanti):
    Nella vecchia dimora di famiglia, il cimitero è allettante ma forse troppo classico 
    Ciao, Ilaria!
    A metà capitolo hai concluso la pura descrizione introduttiva e hai mostrato una scena ben delimitata nel tempo. Mi sembra opportuno, continuerei così. A mio parere c’è un po’ di ridondanza descrittiva, ad esempio in passaggi come questo:
    – “L’espressione inorridita e profondamente turbata…”.
    “… di puro terrore e viscerale preoccupazione”.
    Si tratta di scegliere. Togliere qualcosa, cercando incisività ed efficacia.
    Te lo scrivo perché altri lo hanno scritto a me: al lettore piace riempire i “vuoti” con la propria immaginazione, quindi non preoccuparti di raccontare nel minimo dettaglio, lascia che anche chi legge ci metta del suo, in fondo è uno degli aspetti affascinanti della lettura.
    Trovare un equilibrio tra scrivere troppo e scrivere troppo poco è, almeno per quanto mi riguarda, una delle cose più difficili e non sono in grado di darti alcuna regola generale, solo di buon senso: limita il proliferare di aggettivi… specialmente quelli esagerati.
    Bella l’introduzione a un’ambientazione paranormale, laddove ti aspetteresti solo una bimba che ascolta la pessima notizia al telefono.
    Noto certamente più cura nella punteggiatura, ma cercherei di formattare diversamente i dialoghi:
    “probabilmente sarà vostro padre che ci avvisa che arriverà come al solito un po’ più tardi,scommettiamo?”, “Uffa Emily ma io ho fame!” cominciò a lagnarsi mia sorella Darja…
    Perché non andare a capo, almeno quando c’è il cambio di soggetto?
    … “probabilmente sarà vostro padre che ci avvisa che arriverà come al solito un po’ più tardi,scommettiamo?”.
    “Uffa Emily ma io ho fame!” cominciò a lagnarsi mia sorella Darja.
    ”Rimedieremo, ora però cercate di stare zitte, pronto?“.
    Guadagneresti in leggibilità.
    Ciao, a presto

    • Ciao carissimo Jaw,
      tu non ci crederai ma ieri notte, sono stata fino quasi alle due a scrivere, quando mi sono accorta di aver utilizzato più di 7000 caratteri mi stavo per mettere a piangere quindi ho iniziato a tagliare e a cucire…. guarda…. alla fine l’ho dovuto striminzire andando anche ad eliminare gli spazi dopo le punteggiature e le virgole. I dialoghi ti assicuro che erano così come me li hai proposti tu ma ieri, sconvolta dal sonno non ce l’ho più fatta e l’ho buttato sulla piattaforma così come lo hai letto. Mi è tanto dispiaciuto credimi.
      Devo abituarmi ancora a tutto questo.
      Ti ringrazio comunque per continuare a seguirmi e a consigliarmi 🙂
      Ciao alla prossima
      Ilaria_S.

  36. Nella vecchia dimora di famiglia, il cimitero è allettante ma forse troppo classico 🙂
    Ciao, Ilaria!
    A metà capitolo hai concluso la pura descrizione introduttiva e hai mostrato una scena ben delimitata nel tempo. Mi sembra opportuno, continuerei così. A mio parere c’è un po’ di ridondanza descrittiva, ad esempio in passaggi come questo:
    – “L’espressione inorridita e profondamente turbata…”.
    “… di puro terrore e viscerale preoccupazione”.
    Si tratta di scegliere. Togliere qualcosa, cercando incisività ed efficacia.
    Te lo scrivo perché altri lo hanno scritto a me: al lettore piace riempire i “vuoti” con la propria immaginazione, quindi non preoccuparti di raccontare nel minimo dettaglio, lascia che anche chi legge ci metta del suo, in fondo è uno degli aspetti affascinanti della lettura.
    Trovare un equilibrio tra scrivere troppo e scrivere troppo poco è, almeno per quanto mi riguarda, una delle cose più difficili e non sono in grado di darti alcuna regola generale, solo di buon senso: limita il proliferare di aggettivi… specialmente quelli esagerati (questa è una citazione di questo interessante articolo: http://www.ildialogodimonza.it/ernest-hemingway-la-scrittura-come-un-iceberg/ , dagli un occhio, se hai tempo).
    Bella l’introduzione a un’ambientazione paranormale, laddove ti aspetteresti solo una bimba che ascolta la pessima notizia al telefono.
    Noto certamente più cura nella punteggiatura (a proposito, ho trovato questa pagina interessante: http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/punteggiatura ), ma cercherei di formattare diversamente i dialoghi:
    “probabilmente sarà vostro padre che ci avvisa che arriverà come al solito un po’ più tardi,scommettiamo?”, “Uffa Emily ma io ho fame!” cominciò a lagnarsi mia sorella Darja…
    Perché non andare a capo, almeno quando c’è il cambio di soggetto?
    … “probabilmente sarà vostro padre che ci avvisa che arriverà come al solito un po’ più tardi,scommettiamo?”.
    “Uffa Emily ma io ho fame!” cominciò a lagnarsi mia sorella Darja.
    ”Rimedieremo, ora però cercate di stare zitte, pronto?“.

    Guadagneresti in leggibilità.

    Ciao, a presto

  37. Ciao Ilaria,
    ti dico cosa mi è piaciuto e cosa no:
    mi è piaciuta la descrizione del poliziotto nell’auto mentre, tra il gracchiare della radio e lo scroscio di pioggia, comunica qualcosa all’altro capo del telefono.
    non mi è piaciuto il dilungarsi di frasi che avrebbero potuto essere più snelle, per lasciare posto ad altro, visti i caratteri a disposizione. Tipo:
    Emily,l’ultima babysitter che lavorò per la nostra famiglia,era come suo solito stravaccata sopra una delle poltrone in pelle nera che arredavano il soggiorno.
    Adagiata sopra di essa in una posizione scomposta, le sue gambe penzolavano pigramente da sopra il bracciolo, ondeggiando lentamente su e giù.
    Sarebbe bastato parlare della babysitter, e con un paio di parole dipingerne i tratti. avresti guadagnato un bel po’ di caratteri da usare in altre descrizioni.
    L’idea è buona, e molti degli spunti sono buoni. Il problema, a volte, sta nella fretta di pubblicare. Mi capita spesso di pubblicare un episodio e poi, nel rileggerlo, accorgermi di aver tralasciato qualcosa, di aver omesso qualcos’altro o di aver strutturato male una frase. Qui non si può tornare a correggere, e credo sia anche un bene, perciò meglio una letta in più che in meno.
    detto ciò, continuo a seguire la storia e mi aspetto di ritrovare le sorelle nella vecchia casa… Negli horror psicologici le case hanno sempre un ruolo importante.
    A presto.

    • ciao Keziarica
      felice di poterti nuovamente leggere.
      Sapessi come ho tagliato e cucito questa storia!!!! Alla fine avevo scritto più di 7000 caratteri e per fortuna sono andata a tagliare proprio alcune descrizioni riguardanti la babysitter, che sinceramente doveva essere soltanto una parentesi nel racconto.
      Effettivamente, il fatto che non può più correggere a volte mi risulta alienante….ma ormai il gioco è fatto e non ci posso fare più nulla. 🙁
      Grazie per i consigli, sempre preziosi.
      Vediamo ora dove andranno a finire le piccole sorelle.
      A presto,
      Ilaria_S

  38. Ciao Ilaria, giungo adesso che hai già scritto il secondo capitolo!
    Ho una cosa da chiederti riguardo il primo.
    Le gemelle hanno quattro anni quando muore la madre, tuttavia, anche se la protagonista ricorda il passato, leggo: “passammo anni magnifici… finchè un giorno”.
    Questa frase mi lascia intendere che la ragazza del presente ricorda il periodo antecedente la morte della madre, (a causa del “finchè”) ovvero i primi quattro anni di vita di quand’era bambina, il che è leggermente difficile considerata la giovane età 🙂 forse sarebbe stato meglio usare un “nonostante” invece del “finchè”.
    Hai sistemato bene la situazione nel secondo, facendole crescere di cinque anni!
    Concordo con il commento di JAW su alcuni passaggi; riguardo la bussola del tempo credo anche io che utilizzare un paio di verbi in più (ad esempio “volevamo creare”) avrebbe aiutato la comprensione della frase al lettore!
    La parte finale del capitolo mi piace molto di più, mi sembra come se nella prima parte eri un po’ addormentata, poi hai preso il caffè e ti sei risvegliata 🙂
    Ciò dimostra che le capacità ci sono, magari devi un po’ affinarle e svezzarle, ma sei sulla buona strada!
    Ciao!
    Ah, voto per farle andare dagli zii 🙂

    • Ciao Luca!
      Ebbene sì, approdando qui su The incipit, sono ad “Un nuovo inizio”, proprio come cita il titolo del tuo racconto.
      Jaw mi ha dato consigli preziosi, come tutti del resto, e questo mi ha portato a “revisionare” il mio romanzo e credimi, è migliorato notevolmente.
      Rispondo subito al tuo quesito sul tempo e i ricordi che svaniscono, specialmente quelli in tenera età. Ti faccio un esempio. Pure io non ricordo esattamente cosa facevo fino all’età di quattro anni, ma se mi metto a sfogliare l’album fotografico di famiglia, posso rendermi conto della felicità che potevo recepire ma che ora come ora non ricordo. È una sensazione, un dato di fatto e non necessariamente devo per forza ricordare cosa facevo o non facevo a due anni. Sono solo percezioni di un tempo che non c’è più, di un’età felice piena di gioia e serenità, di emozioni che proprio perché sono positive, non sono state rimosse. Quindi è per questo che ho utilizzato “passammo anni magnifici”, proprio perché Lizzie ha comunque la consapevolezza di essere stata davvero felice assieme alla sua famiglia, specialmente quando c’era in vita sua madre. Spero di essere stata esaustiva ???.
      Grazie dei consigli, li apprezzo sempre e molto volentieri.
      Alla prossima!
      Ilaria_S.

      • Grazie mille per la risposta e il chiarimento 🙂 in effetti detta così ci può stare appieno 😛 come dicevo prima dall’altra parte (nella risposta al tuo commento sul mio racconto), a volte il limite dei 5000 caratteri ci obbliga un po’ a fare scelte che possono influenzare o meno certi passaggi, per fortuna ci sono i commenti in cui poter chiarire i dubbi 🙂
        Grazie a te, a presto!

  39. Voto per l’opzione che mi pare più realistica: gli zii… anche perché un uomo che vive in una casa come la descrivi avrà eredi scalpitanti 😀
    Ciao, ilaria.
    CIò che mi ha convinto a commentare è stata soprattutto la tua biografia, con l’esplicita “richiesta” di critiche costruttive.
    Proverò a dire qualcosa che non ti hanno già detto, o forse ti dirò le stesse cose degli altri commentatori ma usando parole diverse 😀
    In primo luogo: è indubbio che in entrambi i due capitoli racconti molto e mostri poco, ed è indubbio che la regola dello “show don’t tell” sia fondamentale (mai pensato alla tristezza di riferirsi a una regola di scrittura usando parole straniere? 😀 ). Però in un racconto così breve ci può stare, perché hai evidentemente deciso di pennellare velocemente l’ambientazione nei primi capitoli, per sviluppare il resto in modo “più show e meno tell”. Ciò che invece mi ha disturbato di più è la punteggiatura, in particolare le virgole.
    Ti faccio un paio di esempi:
    … finché un giorno, decidemmo…
    Nostro padre, ricordo…
    In quest’ultimo caso, sarebbe bastato riformulare al contrario: “ricordo che nostro padre”.
    Quello che ho notato di più però è questo:
    “… per nasconderci al suo interno, una bussola del tempo”.
    Io ho letto così [tra parentesi ciò che ho capito]:
    per nasconderci al suo interno [le gemelle si nascondono dentro il fosso]
    una bussola del tempo [OK, chiamano questo strano gioco “bussola del tempo”… no, aspetta, questo non ha senso, torna indietro e rileggi]
    Insomma, per me che non sono nella testa di chi scrive le pause nella lettura sono importanti, arrivano a farmi travisare il significato della frase.
    (Tra l’altro, penso che ti riferisca alla cosiddetta “capsula del tempo”).
    Insomma, curerei di più questo aspetto,
    Altre osservazioni? Un’altra già fatta: guadagni in leggibilità se formatti i dialogi con qualche a capo in più.
    A mio parere, poi, potresti provare a scrivere periodi un po’ più brevi.
    Esempi di periodi a mio parere lunghi:
    “Quando fu pronta,..”
    “Armate di penne profumate…”
    “Mi avvinghiai al suo collo…”
    Leggendo frasi così lunghe, il lettore (o almeno io) tende a farlo d’un fiato e a non prendersi il giusto tempo per assimilare le informazioni. Ma questo può anche essere trascurabile. Un motivo forse più valido è che i periodi brevi sono in genere più facili da gestire per chi scrive.
    Ciao, spero di esserti stato utile o almeno di non averti irritata.
    A presto

    • Ciao Jaw,
      Sei il primo che mi fa notare i miei grandi difetti e di questo: TI RINGRAZIO!
      GRAZIE perché tu mi hai fatto notare le mie imperfezioni, ed è qui che io comincio ad imparare a scrivere.
      Ho riguardato lo scritto, è vero. Aldilà della struttura iniziale che vuole descrivere molto e intuire poco, quelle dannate punteggiature e i tempi troppo lunghi sono davvero uno strazio per la sottoscritta. Dovrei fare qualche esercizio di scrittura non saprei, perché è una cosa che mi perseguita e non riesco proprio a togliere questo stramaledetto vizio.
      Poi un’altra cosa: effettivamente volevo scrivere “Capsula del tempo” ma boh, ho scritto bussola e non mi ricordo neanche il perché, questo è proprio un errore di distrazione bello e buono.
      Caspita! Ora dovrò rivedere praticamente tutto???
      Sei stato davvero gentile e apprezzo profondamente i tuoi suggerimenti perché vuol dire che hai letto “veramente” il mio racconto, l’hai letto attentamente e hai impegnato il tuo tempo prezioso per me.
      Spero che continuerai a seguirmi perché ho bisogno davvero di una guida e di tutte le dritte necessarie per crescere e migliorare.
      Sto imparando molte cose utili da quando su the incipit e sono davvero contenta.
      A presto!!!!
      Ilaria_S.

  40. Buongiorno Ilaria,
    vedo che hai ricevuto già dei consigli da autori più autorevoli 😀 del sottoscritto, quindi dirò solamente che ho votato per l’orfanotrofio. Separarle a mio avviso significherebbe spezzettare il racconto e temo che questo comporterebbe una frammentazione forse non troppo adatta in questo contesto (5000 caratteri e dieci episodi).
    D’altra parte magari tu avevi qualcos’altro in mente e potrei sbagliarmi.
    Vediamo dove ci porterai,
    a presto.

    • Ciao FueGod,
      Per me solo per il semplice fatto che ci troviamo tutti qui con la stessa passione per la scrittura e la lettura, ci rende chi più chi meno, persone meritevoli in grado di mettersi in gioco, giudicare intelligentemente, costruire praticamente insieme una storia.
      Quindi i suggerimenti sono ben accetti da chiunque abbia intenzione di farmeli. Sentiti libero di dirmi tutto ciò che ritieni necessario per fare in modo che io migliori, d’altronde sono qui apposta!
      Le scelte sono davvero impari e non so proprio dove e come saranno i prossimi capitoli…. A questo giro sono nelle vostre mani.
      Grazie per la tua presenza, alla prossima.
      Ilaria_S.

    • Ciao Keziarica,
      Grazie per esserti accorta del cambio di struttura del racconto. Purtroppo con l’incipit che ho scritto, se tale poteva definirsi, non sono riuscita a trasmettere quello che avrei voluto ma non mi sono arresa e ho letteralmente cercato di migliorare il racconto, aggiungendo e togliendo scene.
      Grazie mille per essere passata, alla prossima.
      Le scelte fatte finora sono davvero tutte diverse ???
      Vediamo dove andrà quella più gettonata.
      Ciao!
      Ilaria_S

  41. Sono d’accordo con Napo, mio compagno d’avventura nel racconto che sto scrivendo. Cerca nei prossimi capitoli di caratterizzare le protagoniste e l’ambientazione attraverso i gesti e i dettagli. Usa i dialoghi per spezzare un testo che, nel primo capitolo, appare come un muro di parole (ma vedo che lo hai già migliorato nel secondo). Ho votato per farle dividere 🙂

    • Ciao Diegozucca,
      piacere di leggerti.
      Rileggendo il mio racconto e altri scritti in precedenza a questo, effettivamente mi rendo conto che tendo sempre ad iniziare con una sorta di “descrizione”, come se fossi io a guardare un palcoscenico, come se sentissi il sincero bisogno di esporre uno scenario al lettore. Probabilmente compio un errore, in quanto è proprio in questo contesto, che dovrebbe entrare in gioco l’immaginazione.
      Proverò a migliorare in questo e in altro. Grazie anche a te per i consigli, sempre costruttivi per me.
      A presto,
      Ilaria_S.

  42. Tutte finiscono in un orfanotrofio.
    Come vedi sono ancora qui. Dico subito che questo secondo capitolo, con un respiro più ampio, mi piace di più.
    Qualche virgola fuori posto (ci avrebbe messo a dormire e dopo, rimboccato le coperte) e una formattazione che puoi migliorare isolando i dialoghi del testo con un semplice a capo. Nel complesso però stai andando nel verso giusto.
    A presto.

    • Ciao Napo, piacere di rileggerti?
      Sono felice che tu abbia apprezzato i miei sforzi per migliorare il proseguimento del racconto.
      Quella dannata virgola, giuro che non sapevo dove piazzarla, ci ho pure pensato su ma non ci sono riuscita e alla fine l’ho messa dove non sarebbe dovuta andare ?
      Grazie per il consiglio sull’isolamento dei dialoghi, ne farò tesoro, ora vediamo dove andranno le piccole gemelline.
      A presto.
      Ilaria_S.

  43. Ti dico subito perché sono venuto a leggere il tuo primo episodio: ho notato i tuoi commenti un po’ tosti e mi sono chiesto se era una strategia di marketing. Ti sei fatta notare.
    Commenti come se fossi una scrittrice consumata, ma il tuo primo capitolo è invece un resoconto che tradisce il primo comandamento della scrittura creativa: show, don’t tell.
    A questo punto sono curioso di leggere il seguito. Il voto sembra scontato, considerato il genere da te scelto, ma la tv negli USA può essere più horror del bosco.

    • Ciao Napo… Beccata alla grande…
      Ebbene in qualche modo ci si deve far notare… da novellina quale sono, mi tocca sgomitare per cercare un po’ di attenzione anche se, da divoratrice di libri, posso permettermi anche di far notare errori, gli stessi che purtroppo e spesso, non riesco a rilevare nei miei racconti.
      È un bell’esercizio che permette di migliorarmi, ogni giorno infatti mi piace il confronto anche se spesso mi spaventa ma è un rischio che devo assolutamente correre se voglio cercare di capire dove voglio arrivare.
      Ti ringrazio per essere passato di qua.
      Spero di annoverarti anche in futuro, tra chi per un motivo o l’altro, ha deciso di leggere questo breve racconto ma soprattutto, spero di non deluderti.
      Grazie ancora, alla prossima.
      Ilaria_S.

  44. Ciao Ilaria,
    incuriosito dal tuo commento sono passato da queste parti e trovato questo tuo mini incipit.
    Per qualche motivo la faccenda delle gemelle e della fecondazione in vitro mi ha ricordato la serie di Netflix Orphan Black che ovviamente non c’entra nulla con la tua storia 🙂 Così come è ovvio che vadano nel bosco.

    • Ciao FueGod, piacere di ritrovarti dalle mie parti.
      Grazie per essere passato!
      Ebbene il mio incipit è davvero striminzito perché essendo la prima volta, non avevo ben capito che avevo ben 5000 caratteri a disposizione…. Ora lo so e ovviamente al secondo capitolo rimedieró!
      Quella serie TV non l’ho mai vista ma mi hai incuriosito…penso che andrò a darci un’occhiata.
      Sembra che il bosco sia il più gettonato. Staremo a vedere.
      Grazie ancora per la visita. A presto.
      Ilaria_S.

  45. Ciao Ilaria, è vero che l’incipit è un po’ cortino, ma sembra che tante persone (me incluso) ti abbiano subito letto, quindi poco male. Ci racconterai di più nei prossimi capitoli. Anche per me le gemelline vanno nel bosco a cercar guai.
    E se ti piace il fantasy vieni a leggere la mia storia (iniziata pochi giorni fa). A presto!

  46. Si, effettivamente avresti potuto sfruttare i 5000 caratteri messi a disposizione, tuttavia l’incipit è carino e prelude a qualcosa di interessante, mi piacciono le grandi case, nascondono sempre qualche mistero.
    Io, da amante del mistero, scelgo il bosco.

    • Grazie Keziarica per aver letto il mio incipit.
      Questa è la prima volta per me e devo capire il funzionamento della piattaforma.
      Avevo già in mente il proseguimento ma ovviamente se i lettori ne prediligono un altro ovviamente mi adatterò!!?
      Scusa se ne approfitto per chiederti una cosa: quando leggo uno de vostri racconti e vedo che siete già al quinto capitolo, ovviamente posso scegliere tra le 3 ipotesi solamente nell’ultimo….. Perché se è già arrivato fin lì è inutile dare la mia opinione su quelli precedenti…oppure …. È possibile farla comunque? Grazie per la delucidazione.
      A presto
      Ilaria_S

    • Grazie ErikaLp per avermi dedicato del tempo e per aver scelto il tuo proseguimento del racconto.
      Purtroppo sono ancora una novellina in questa piattaforma e devo, come dire… allenarmi 🙂
      Sicuramente la prossima volta, sfrutterò i miei 5000 caratteri a disposizione come da tuo consiglio.
      Grazie ancora, a presto!
      Ilaria_S

  47. Incipit breve, avresti potuto sfruttare di più i 5000 caratteri a disposizione. Non che io abbia fatto di meglio, nel mio ultimo fantasy.

    Il “infondati” che hai usato all’inizio non c’entra niente con ciò che immagino tu volessi dire, poiché significa appunto “senza fondamento/basi”. Per caso volevi scrivere “dopo svariati ed INFRUTTUOSI tentativi” o qualcosa del genere?

    Comunque sia, dato che la babysitter sembra fregarsene delle bambine, ho votato per mandare queste ultime nel bosco. Per caso incontreranno il fantasma della madre morta? Oppure la loro madre surrogata che è impazzita, se non lo era già prima?

    • Ciao Drago
      Ti ringrazio per avermi dedicato qualche minuto.
      Per me è la prima volta su questa piattaforma e devo capirne ancora il funzionamento.
      Il racconto sarebbe molto più lungo e in realtà è finito, posso dunque metterlo già per esteso?
      Grazie per i consigli, appena possibile correggerò quanto mi hai fatto notare. Effettivamente è più lineare e giusta la tua descrizione, la condivido.
      Grazie ancora.
      Ilaria

      • Il bello (ed il brutto) di questo sito è che la trama può cambiare in qualsiasi momento e modo.
        Bello perché, anche come autore/autrice, non sai come potrebbe continuare la storia; brutto perché, se hai già una trama più o meno definita dall’inizio alla fine, nella tua mente, i lettori potrebbero obbligarti ad uscire dai binari che ti eri prefissato/a.
        Inoltre noi autori non possiamo modificare i testi già pubblicati. Puoi però chiedere agli amministratori del sito se possono farlo loro per te.

        Più lungo in che senso? Oltre i 10 episodi imposti dal sito oppure entro questi 10 capitoli?

        • Drago, grazie davvero per le dritte che mi stai generosamente offrendo ?.
          Il racconto non è eccessivamente lungo, proprio perché è nato come “racconto breve”, quindi credo che rientri tranquillamente nei 10 capitoli…. ovviamente se sfrutterò in futuro i 5000 caratteri!!!
          Farò tesoro di quanto mi hai scritto.
          Grazie ancora
          Ilaria_S.

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