Scintille

Dove eravamo rimasti?

Il flashback è durato più di quanto mi aspettassi. Lo interrompiamo con: Una rivelazione del prete su Teresa (46%)

Punire i Punitori

Il prete si alza dal divano e si affaccia alla finestra.

“Quando il confine che separa la confusione dalla consapevolezza viene abbattuto, non resta altro che abbracciare il nulla” mormora nella penombra della stanza.

Non posso fare a meno di immaginare le facce dei passanti che alzando lo sguardo verso il mio appartamento vedono un prete che sibila oscuri anatemi.

Speriamo almeno che i vicini non siano in casa.

“Ma scivolare nel buio è l’unico modo per attraversare indenni la paura della verità.”

Eh no, adesso basta

“Cristo Santo! Vieni al dunque e smetti di parlare per enigmi!”

Visibilmente irritato per la mia imprecazione, il prete si avvicina minaccioso. Lo fronteggio guardandolo negli occhi. Dietro la freddezza del suo sguardo scorgo un barlume di incertezza.

“Cosa vuoi da me?” domando cercando di controllare il tono della voce.

Per una frazione di secondo sembra che un moto di tenerezza rilassi il suo volto.

“Non sono qui per te. Sono qui per Teresa.”

Le sue parole mi bloccano il respiro.

“Teresa?” sussurro con un filo di voce.

Annuisce e si volta nuovamente verso la finestra.

“Non è stato un incidente.”

Di nuovo la paralisi mi attanaglia i muscoli della gabbia toracica.

“Come fai a saperlo?”

“È stata lei a invocare il mio aiuto.”

Le sue parole mi colpiscono i timpani con la violenza di un tuono.

“Cosa cazzo stai dicendo?”

Mentre formulo la frase, la mia piccola parte puritana mi suggerisce che forse questo non è il modo più consono per rivolgersi a una figura ecclesiastica. Il resto di me però mi invoglia ad afferrare il suo pallido collo con le mani.

Lui però non ha paura.

Mai.

“La sua vita era diventata un inferno e l’unico appiglio che aveva era un depresso malato di mente.”

“Cosa cazzo stai dicendo” ripeto più flebilmente.

“Non sei riuscito a cogliere i segnali che ti lanciava. E alla fine ha provato a fronteggiare i suoi demoni da sola.”

Scuoto la testa.

“Non capisco.”

Le mie parole coprono solo superficialmente il familiare senso di colpa che inizia a stringermi il cuore. Il prete se ne accorge e sorride tristemente.

“Teresa ha scoperto che il marito era un punitore.”

Inevitabilmente, rivedo i suoi figli in lacrime davanti la casa in fiamme.

Perché non me l’ha detto?

“Per questo l’ha uccisa.”

Il prete mi prende una mano, la bacia. Le sue labbra sono gelide.

Perché non sono riuscito a capirlo?

“Non è colpa tua” sussurra.

“Non è mai stata colpa tua.”

“Cosa dobbiamo fare?”

Il volto del prete si contrae in un sorriso, ma i suoi occhi tradiscono un’oscura follia. Dalla tasca del suo abito estrae un vecchio coltello arrugginito.

“Sai benissimo qual è il nostro compito.”

La mia mano si muove automaticamente verso l’arma che mi sta porgendo.

“Punire i punitori” sentenzio afferrando la lama ossidata.

*

A quest’ora di notte la strada è vuota. Non devo fare altro che stringere il volante e seguire i fari che illuminano l’asfalto. Nello specchietto retrovisore, gli occhi del prete s’incrociano con i miei. Nella tasca della giacca, la punta del coltello mi sfiora il fianco.

All’improvviso il silenzio dell’abitacolo viene rotto dallo squillo del cellulare.

Gionata

“Pronto?”

“Pronto Mattia?”

“Sì?”

“Mi ha chiamato Betta. Mi ha detto di Teresa.”

Non dico nulla, ascolto il suo respiro preoccupato.

“Ma dove sei? Stai guidando?”

“Sì.”

“Mattia, dove stai andando?”

“Da nessuna parte in particolare.”

“Mattia per favore, ovunque tu sia fermati e torna indietro.”

“Perché?”

“Te lo spiego quando torni a casa. Vieni da me, ci facciamo una birra.”

“Ma il piccolo starà dormendo. E poi lo sai che Valentina si innervosisce sempre quando vengo a trovarvi.”

“Fanculo mia moglie, andiamo a farci una birra al pub.”

“Gionata sto bene, davvero.”

“No cazzo, io non attacco finché…”

“Pazienza, attacco io.”

Getto il cellulare sul sedile ed esco dalla superstrada.

“Teresa credeva che il marito avesse un’amante. E che usasse la casa di campagna per i suoi incontri.”

Il prete mi guarda con gli occhi di chi già conosce la storia.

Scuoto la testa.

“Non pensavo che in realtà fosse un…”

La voce mi si spezza in gola, davanti gli occhi iniziano a comparire quei dannati puntini rossi.

Non ora cazzo, non ora

La mano fredda del prete sulla spalla mi aiuta a scacciarli.

“Che fosse un punitore? Non lo sapeva neanche lei, o perlomeno non ne aveva la certezza. E quando l’ha scoperto, lui…”

Accendo l’autoradio e alzo il volume il più possibile.

“Mancano ancora venti chilometri, mettiti comodo e goditi il viaggio.”

Dal retrovisore il prete annuisce sorridendo. Quando sposto lo sguardo verso la parte dello specchietto che riflette la mia bocca, mi sorprendo a ricambiare il suo sorriso.

*

Spengo i fari della macchina mentre imbocco il viale alberato che porta alla villa. Le finestre sono illuminate; lui è in casa.

“Siamo fortunati, è qui.”

Dove volevi che fosse? Il suo attico è andato in fumo

Accosto qualche centinaio di metri prima dell’ingresso e scendo dall’auto. Il coltello arrugginito che stringo tra le mani pulsa al ritmo del cuore mentre mi infilo silenziosamente nel giardino sul retro.

Nel penultimo capitolo Mattia affronterà finalmente il marito di Teresa, il quale:

  • Cercherà di uccidere Mattia (13%)
    13
  • Si proclamerà innocente (27%)
    27
  • Sta distruggendo le prove della sua colpevolezza (60%)
    60
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228 Commenti

  1. Rieccomi, FueGod. Ho un vero talento per pareggiare le opzioni. Scusami, ho votato perché Mattia si consegni alla polizia, ma le opzioni mi piacevano tutte.
    Wow, mi piace questo colpo di scena. O meglio, per me è sicuramente un colpo di scena. Un doppio colpo di scena. Ci hai fregato, eh? Tutti a pensare al prete come la “solita proiezione mentale” e tu ci fai sapere che non solo è vivo e reale, ma è pure il vero colpevole.
    Bello, bel capitolo. Le dissertazioni sui denti mi hanno fatto rabbrividire, forse perché mi capita spesso di sognare qualcosa di simile 😀
    Ciao, buona serata!

  2. Continuo a non capire Teresa (mi è chiaro il racconto, non comprendo le decisioni della donna, esagerata), ma a parte ciò il tuo racconto riesce sempre a essere raccapricciante quanto si addice al genere. Secondo me Mattia è fondamentalmente un buono, con grosse turbe e ora che ha più chiaro il passato si arrende alla polizia e fa lui il capro espiatorio. Mentre il prete, il vero malvagio, secondo me in una storia come questa deve trionfare e farla franca. Anche perché mica sono sicura che sia una persona reale, viva… Forse è solo un fantasma del passato. .. mah.. Alla fine, allora!

  3. Ciao FueGod!
    Ormai manca poco eh!
    Ho votato per fare in modo che il prete non ne esca vivo…
    Sono molto curiosa di sapere come andrà a finire.
    Due cose non ho approvato:
    “Lo squittio” del maiale
    Io avrei utilizzato ” come un animale’ e non “come un maiale”.
    E “porca miseria”. In un horror non si può essere così contenuti …. Qualche parolaccia è lecita 😁

    Ciao! Alla prossima 😊
    Ilaria_S

    • Ahahaha hai ragione, maledetta sia la mia parte puritana 🙂
      Eh, in realtà è proprio il termine squittire che non è effettivamente confacente alla narrazione.
      Ciao Ilas, manca poco. Troppo poco, spero di essere esaustivo in qualche modo nel finale :s

  4. Confesso che non ho capito più di tanto quest’ultimo episodio, tant’è che credo che tu lo abbia confezionato ad hoc per sviarci prima dell’epilogo. Mi ero fatto delle idee che ora hai di fatto smontato totalmente. Per me il prete tutto poteva essere – un’allucinazione, un fantasma – tranne che un essere vivente. Come tale, mantenendo una mia linea di pensiero, Mattia si consegna alla polizia e il prete… svanisce.

    • Caro Napo, bentrovato.
      Non nego che lo scopo era quello fin dall’inizio, confondere tutti.
      Come dicevo a Bef, Mattia non ci sta granché con la testa. È depresso, paranoico e probabilmente schizofrenico. Il racconto è narrato dal suo punto di vista, il che dovrebbe in qualche modo rendere un po’ pazzo anche il lettore. Cosa molto difficile e improbabile, ma siamo qui per sperimentare. Se avessi avuto un po’ più di spazio forse sarebbe stato meglio. Dovrò sfruttare al massimo le mie capacità di sintesi nell’ultimo capitolo. Speriamo bene. Però la votazione finale sarà fondamentale per concludere la storia in tre modi completamente diversi tra loro.

  5. Il prete non uscirà vivo.
    Forse è perché per me fin dall’inizio il prete era solo una proiezione della mente di Mattia e ora sono spiazzata dal fatto che sia reale e sia il vero colpevole (o allora è Gianni cresciuto, boh?) ma l’ho letto due volte e ho comunque fatto fatica a capire tutto. Ho perso il filo, mi sembra tutto così poco evidente: come sapeva che il marito fosse un “punitore”, come sapeva che Teresa si era suicidata e lei come faceva a sapere che il marito sarebbe venuta a sorprenderla e a aprire il gas prima del suo arrivo?
    Non mi ero nemmeno resa conto che fossimo già al 9. À meno di uccidere tutti, non immagino come concluderai il tutto.
    Smetto con le mie perplessità, se me ne verranno altre ti romperò ulteriormente in MP 😅

    P.S. Squittire non mi sembra adatto a rendere l’idea di un maiale che urla di dolore: è una cosa violenta, un urlo straziante, davvero più simile all’ umano che allo squittio di un topo.

    • Sono all’ultimo capitolo, e come dicevo a Keziarica qua sotto, speravo di averne un altro a disposizione per far quadrare il cerchio, sempre che di cerchio si tratti, vista la perenne confusione mentale del protagonista. In effetti Mattia è psichiatrico, ed essendo la vicenda narrata dal suo punto di vista non sarà facile chiarire il tutto.
      Gianni cresciuto? Beh, molto probabile visto che da grande voleva fare il prete.
      Il prete sapeva dei foschi intrallazzi del marito di Teresa perché… spero di farlo capire nel finale.
      Mattia sapeva che si era suicidata perché… idem come sopra.
      Lei sapeva che lui sarebbe tornato in quanto…
      Squittire l’ho cancellato e riscritto più volte, doveva essere un urlo però più soft. Avrei dovuto usare un’altra metafora. Ma tant’è.

  6. Ciao Fue,
    il prete non uscirà vivo da casa!!
    io credevo si trattasse di un fantasma o della coscienza inquieta di Mattia, che lo perseguitava per l’omicidio del Punitore. Ma lo accusa di quell’omicidio…O magari è Gianni… Scusa, sto facendo confusione. attendo ultimo capitolo!
    un piccolissimo appunto: io avrei omesso il particolare del dentista, allenta la tensione.

    • Ehi K,
      l’opzione fantasma o proiezione mentale è sempre andata per la maggiore ma…
      Magari è Gianni, forse…
      Il dentista doveva far capire lo stato perennemente dissociato del povero Mattia, mai presente del tutto nella situazione che sta vivendo, anche quando è drammatica come quella attuale. Però ai fini narrativi effettivamente spezza la tensione, hai ragione (oltre che i molari).
      Manca un capitolo, se ne avessi avuto un altro a disposizione sarei stato più tranquillo. Speriamo bene :/

  7. Rieccomi, FueGod. Do un voto di mera testimonianza, perché mi parrebbe il più consono alla situazione: cerca di uccidere Mattia.
    Ho letto la frase iniziale del prete diverse volte. Bella, ho detto la prima volta. L’ho riletta e mi sono imposto di capire perché mi sembrava bella e profonda… oh, dopo un po’ mi sono arreso! Però è bella e suggestiva. 😀
    Un bel capitolo, che mi fa pensare che una spessa e buia cortina stia calando…
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

    • Ah ah Erri, tu mi segui dai tempi di Sarcasmo Intermittente quindi sai bene quanto mi piaccia infilare frasi a effetto un po’ ovunque. Ti pare che avendo un prete a disposizone, non l’avrei sfruttato per tale scopo?
      Il significato?
      Il confine tra consapevolezza e confusione: cos’è?
      Medita su questo e capirai come abbracciare il nulla 😀
      Grazie mille, rinnovo i miei complimenti per la tua copertina.

      A presto

  8. Ciao FueGod,
    ho apprezzato molto anche questo capitolo, scritto davvero bene e molto coinvolgente.
    Nella prima parte traspare la tua ironia davvero sottile…mi piace una cifra (come si dice da me)!!!!
    Ok, il prete è decisamente un’allucinazione, e secondo me il marito di Teresa si proclamerà innocente…è un classico 😉
    Buona notte!

    • Ciao Artelisa,
      sono contento che la mia ironia ti piaccia una cifra 😀
      Il prete è un’allucinazione? Per alcuni sì, per altri no. Come farò ad accontertarvi tutti? 😀
      Ci sono, farò l’egoista e deciderò io 😀 Oppure la metto ai voti 😀
      Riuscirò a essere originale? Speriamo.
      Grazie mille,

      a presto

    • Ciao Gili, sei molto gentile.
      Sono pigro perché potrei usare il tempo libero per scrivere di più, ma non lo faccio.
      Tu invece, vedo che scrivi parecchio, almeno qui sul sito.
      Brava, continua così e non smettere mai di mettere nero su bianco tutto quello che ti viene in mente 🙂

    • Ciao Ale,
      eggià con l’arrivo dell’autunno e del freddino, una copertina è sempre gradita.
      Ok, m’è scappata.
      Tra l’altro emana anche un senso di calore con tutte quelle scintille infuocate.
      Sì, m’è scappata anche questa.

  9. Bravo FueGod!
    Peccato non avere il camino in casa… sarebbe il giusto compagno di lettura per questo racconto pieno di fuoco.
    Il capitolo mi è tremendamente piaciuto e lo stato mentale di Mattia mi è entrato nello stomaco. Angosciante la chiamata interrotta con Gionata.
    Io immagino che il marito di Teresa sia colpevole, sarà che sono entrata nel delirio del protagonista 😉
    Complimenti per la copertina!
    Ci avviciamo già al finale?!? Possibile?
    A presto!

    “Le mie parole coprono solo superficialmente il familiare senso di colpa che inizia a stringermi il cuore”.
    (Bellissima immagine)
    🙂

    • Athelas,
      se sei entrata nel delirio del protagonista non posso che esserne felice.
      Beh, più o meno 😀 😀 dipende dal punto di vista 😀
      Siamo già arrivati al finale in effetti.
      Sarà per la narrazione in prima persona, ma sto provando del sincero affetto per il povero protagonista. Spero che non finisca troppo male 😀
      Ah, i bei deliri del Venerdì pomeriggio 😀
      Grazie dei complimenti,

      a presto!

  10. Ciao fue
    a me piace pensare che Mattia sia caduto in una trappola di inganni fin dalla sua giovane età che l’ha segnato per tutta la vita. Il prete in ogni caso ha un ruolo determinante nella morte di Teresa…ma lo avrà anche per le scintille? ;p
    Penso che il marito sia innocente.
    Complimenti, anche per la copertina

    • Ciao Asami e grazie.
      L’importanza del prete nella morte di Teresa sarà decisa negli ultimi due capitoli, tutto è ancora in bilico da questo punto di vista. Su una cosa però potresti aver ragione, Mattia è stato segnato sin dalla più giovane età e si trova in questa situazione per quel motivo…
      Spero di rivederti anche negli ultimi episodi,

      a presto

  11. Anche se la tesi di Befana non fa una piega, ho votato per la distruzione delle prove. Dopotutto, nei racconti con l’io narrante, non è detto che ciò che vede o crede di vedere il narratore sia necessariamente la verità.
    Ecco questo è un horror che mi sta bene: basato sulla tensione emotiva e non su immagini splatter. Continua così.

  12. Concordo con Befana: innocente. Il vero pazzo per me è il prete e il povero Mattia, di conseguenza, ne è una pedina con dei traumi mentali. Inoltre non capisco perché il marito avrebbe dovuto uccidere la moglie solo perché fa il punitore. Sicuramente il prete ha un suo disegno in testa e usa Mattia per uccidere uno innocente. Ci vedo questo ma ovviamente la scrittura spetta a te. A presto.

    • Il marito potrebbe aver ucciso la moglie (se l’ha fatto) magari in seguito a una lite. Potrebbe aver scoperto che la moglie aveva un amante ad esempio. O potrebbe aver capito che il marito era un depravato e voleva denunciarlo. Oppure entrambe le cose.
      O magari è innocente e il prete è un assassino e basta.
      Vediamo se ne i capitoli finali emergeranno dettagli più importanti 😀
      Ciao T e grazie.

  13. Si proclamerà innocente: l’orrore è tutto nella testa di Mattia.
    Sai che comincia ricordarmi il protagonista del tuo primo racconto qui (non è una cellula ma le scintille la sua scusa, ma…)
    Seguiamo Mattia nel suo delirio, un bell’horror psicologico con tutti i crismi (con un prete poi i crismi ci sono per forza!).
    Ciao
    Non conoscevo questa versione di “Sono io la morte, signora e padrona…” ma adoro quella canzone, da sempre, anche in questa versione non mi dispiace.

    • Hai ragione, sono molto simili. Potrebbe trattarsi quasi della stessa persona, se non fosse che uno preferiva starsene sul divano a bere birra in compagnia della visione del fratello pazzo, mentre l’altro segue un prete delirante armato di un coltello arrugginito. O è una visione anche il prete? O è lui la visione e il prete il protagonista? O è Betta travestita da prete? O è un maniikino 😀 ?
      Le ultime rivelazioni stanno mettendo in dubbio le mie già precarie capacità di giudizio 😀
      La versione della ballata in fa diesis minore, è eseguita da un gruppo death metal di alcuni miei cari amici, era un “omaggio” a loro dedicato 😀
      Ciao Bef (?),

      a presto

  14. Ciao FueGod,
    io propendo per la distruzione delle prove. I vigliacchi cercano sempre di nascondere le proprie colpe. Lo so che Mattia è malato e questo lo caccerà in guai ancora più grandi, ma vorrei vedere il punitore punito…
    Bravo, rendi bene l’idea della follia che si prende gioco del folle e gli fa fare cose assurde, seppur dettate da una certa logica.
    alla prossima, ci siamo quasi. 🙂

  15. Rieccomi, FueGod. Ho votato per le fotografie, mi pare un’interessante liaison con il flashback. Capitolo bello. Bello l’inizio, i pensieri e le sensazioni del bimbo scioccato, le immagini; la citazione del cartoon divulgativo che per qualche motivo ha un fascino magnetico sui bambini è ottima perché restituisce il bambino alla sua dimensione, ingenua e curiosa. Bello e orribile il resto del capitolo, raccontato benissimo e molto coinvolgente. Complimenti!
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend

    • Buonasera Erri,
      molto gentile come sempre 😀
      Ti ringrazio per l’attenta analisi del capitolo 😀
      Le foto ci sarebbero state bene, ma forse il ritorno al presente sarà bruscamente mediato dal prete.
      Buon fine Domenica

  16. Ciao FueGod,
    al punitore la giusta punizione…si … sono un po’ troppo cruda ma la sua è stata una fine che si meritava. Mi dispiace solo per i ragazzi che credevano di farla franca…
    Mah! Chissà ora dove mi porterai, io ho scelto le foto sul pavimento. Speriamo che abbiano resistito all’incendio.
    Ciao, alla prossima!
    Ilaria_S.

    • Ciao Ilaria, ben trovata.
      Le foto ci saranno alla fine di questo lungo flashback, quindi sì, resisteranno 🙂 sempre che resistano alle votazioni 😀
      Il punitore ha avuto quello che meritava. Per quanto riguarda i ragazzi… potrebbero tranquillamente averla fatta franca visto che l’unico testimone era in fiamme…
      Grazie,

      a presto

  17. Ciao FueGod,
    direi che questo è uno dei capitoli più crudi. La narrazione è intensa, il ritmo giusto. Non lascia un momento di tregua e quasi mi mette più ansia il sorriso di Gianni, che il sangue sul corpo di Mattia. Il punitore è stato punito, ma la punizione ricadrà sulle vite dei due ragazzini, pesando come un macigno sui loro piccoli cuori. Le scintille annebbiano la vista, spesse si dice “ci vedo rosso”, qualcuno dice che davvero, durante un atto violento, l’aggressore vede rosso. Chissà quanti le vedono le scintille in giro per il mondo…
    Io ho scelto la lettera, perché c’è sempre posto per un colpo di scena.
    A presto.

    • Ciao K,
      grazie delle varie considerazioni, tutte molto pertinenti e ricche di significato.
      Hai ragione riguardo le scintille, fanno paura al protagonista perché rappresentano qualcosa che non può essere controllata, che sfugge alla comprensione più superficiale. In più sono la conseguenza di un trauma. Mi rendo conto che ho creato un personaggio piuttosto complicato, anche per i miei standard 🙂

  18. Ciao FueGod, sei stato così bravo che sei riuscito a dare bellezza anche ai dettagli più raccapriccianti.
    Non so se Mattia fosse mentalmente disturbato da bambino, io ho letto la sua reazione come un gesto di rabbia (la punizione al punitore) e poi come un tentativo di cancellare ogni colpa (l’incendio). Immagino che un ragazzino in fase pre-adolescenziale potrebbe avere l’intuizione di cancellare le prove di un omicidio.
    Forse nel commento al capitolo precedente ho scritto che a volte un atto violento genera paralisi in chi lo subisce… ma a volte la violenza genera altra violenza e in questo caso abbiamo visto questo genere di risposta.
    Hai scritto benissimo l’episodio e mi sembra riduttivo questo “benissimo”. Quello che ho sentito è un canale diretto con il vissuto di Mattia e Gianni… e solo se hai in mano i personaggi e la loro storia puoi permetterti di trasmettere emozioni così piene.
    Molto coinvolgente la parte sulle scintille… ecco come sono comparse. Pelle d’oca.
    Ora vorrei una rivelazione su Teresa per riallacciarmi alle fasi iniziali della storia.
    A presto.
    Buona serata 😉

    • Grazie Athelas, che bel commento 🙂
      Non so che dire, davvero.
      Pensa che ho diviso a blocchi questi capitoli (flashback/forward) per esigenze tecniche, altrimenti non sarei mai riuscito a rientrarci con i capitoli (ma proprio mai 😀 ). Però sembra che sia uscito fuori qualcosa di buono, quindi posso ritenermi soddisfatto. Certo, ho dovuto traumatizzare a vita dei bambini, sgozzare un depravato e dar fuoco a un prete, però almeno sono riuscito a trasmettere delle emozioni piene 😀 😀
      Replico i ringraziamenti, e t’aspetto per un altro gelato al lampone 😉

  19. Ciao FueGod,
    bello questo episodio, davvero coinvolgente e palpitante…gli intramezzi mi piacciono molto..sì insomma, i salti di scena e prospettiva.
    Bello tosto il passato di Mattia, non c’è da stupirsi delle allucinazioni presenti.
    Io ho optato per sapere di Teresa.
    Buona serata!

    • Ciao Artelisa,
      grazie mille.
      Il povero Mattia (adulto) ondeggia in una realtà che non potrà mai capire pienamente, che va dalle allucinazioni alle problematiche sociali. Se dici che potrebbe essere coerente col trauma che ha subito da piccolo, allora vuol dire che ho fatto un buon lavoro, grazie 😀
      Oddio, letta in questo modo suona un po’ inquietante :O 😀 😀
      Vabbè, hai capito 😀

  20. Ma sì, dai, facciamo rivelare il prete.
    Il capitolo mi è piaciuto tantissimo: l’escalation, l’incomprensione, l’idea di analizzare il trauma attraverso la lezione di scienza sul libro. Davvero molto bello.
    Solo non ho capito da dove gli è uscito il coltello, forse era nei capitoli precedenti e me lo sono scordata io?

    • Bef,
      il coltello compare per la prima volta, non ti sei scordata nulla.
      Purtroppo non avevo abbastanza caratteri per inserirlo al capitolo precedente (mai avrei rinunciato al bambolotto insanguinato 😀 ). Diciamo che era un altro degli oggetti scenici usati per il macabro servizio fotografico del punitore. Magari è comparso verso la metà del settimo capitolo.
      Grazie mille per i complimenti 😀
      Che il prete torni in scena allora 🙂

  21. Mi piace questa frammentazione del testo: invoglia a leggere tutto d’un fiato, genera pathos.
    Hai ancora tre capitoli, non vedo perché recrimini sulla lunghezza del flashback.
    Decisamente sono per le foto sul pavimento, le altre due opzioni mi ricordano troppo la stampa scandalistica

    • Ciao Napo, innanzitutto grazie del commento positivo.
      Per quanto riguarda la mia recriminazione, diciamo che in testa avevo un percorso un po’ diverso. Non che non sia soddisfatto del flashback, anzi, probabilmente è meglio così. Però la seconda metà della storia prenderà una piega leggermente diversa da quella che avevo immaginato. Anche questo forse è meglio, sarò costretto a usare un po’ di più la testa 😀
      Dici che le foto non ricordano la stampa scandalistica invece 😀 ?

  22. Una rivelazione del prete su Teresa…
    Il capitolo è scritto benissimo come sempre, ma trovo poco credibile che due bambini anziché scappare davanti al corpo senza vita del punitore lo cospargono di benzina e gli diano fuoco. Questo è un comportamento che Mattia avrebbe potuto avere da adulto, indotto dal trauma dell’infanzia. A meno che tu abbia voluto rendere Mattia un soggetto psicolabile già da piccolo, ma in tal caso avresti dovuto descriverlo diversamente.

    • Ciao Anna,
      sì, credo di aver calcato la mano.
      Mi sono lasciato influenzare da uno studio che ho letto anni fa, probabilmente.
      Questo qua:
      http://www.clicmedicina.it/pagine-n-37/01194-giovani-piromani.htm
      Meno male che l’ho classificato horror, così ci sta il beneficio del dubbio 🙂
      Scherzi a parte, mi sono reso conto troppo tardi che l’opzione tanica e camera da letto non erano troppo confacenti alla narrazione. Mi sono arrangiato come meglio potevo, tant’è che ho anche sforato col flashback.
      Spero di farcela a finire in maniera decente 😀
      Grazie mille della considerazione,

      a presto

    • Ciao Zeta,
      si beh, diciamo che le teste stavano iniziando a imputridire visto l’odoraccio che sentiva Mattia. Forse per quello le ha chiuse in una busta, dentro un sacco in una valigia 😀
      Che devo dirti, tutti si aspettavano una cosa alla Sleepers o cose simili, però come hai sottolineato tu, è un horror, così ho cercato un minimo di originalità “orrorifica”.
      Col tuo voto Mattia è tornato leggerissimamente in testa. A questo punto salvo imprevisti, andrò in questa direzione.
      A presto

  23. Trrrremendamente disgustoso, ripugnante…sono rimasta inorridita e “intrappolata su quel letto”! Capitolo così vivido ed espressivo che ho percepito l’ansia nell’attesa di sapere quello che sarebbe accaduto.
    Mi aspetto una reazione violenta dal punitore, visto che secondo me Mattia somatizza e Gianni non mi sembra il tipo che si ribelli…

    • …disgustoso, ripugnante… wow che bel commento 😀
      Beh, se lo avessi letto in un altro contesto narrativo, forse non sarei così felice di leggere una cosa del genere 😀
      Io credo che tutte e tre le opzioni abbiano senso in questo capitolo. Ognuno infatti avrebbe le sue motivazioni per reagire male. Forse è per questo che le scelte sono pressoché in parità… se continua così, probabilmente ci sarà un escalation di violenza non indifferente!
      Ciao Asami, grazie di trovare sempre il tempo di leggermi 😀

      a presto

  24. Di Gianni, Mattia mi pare di aver capito che ha tutto interiorizzato in una grossa sindrome traumatica che lo accompagnerà nella vita adulta.
    La “gattara” che è in me ti detesta per questo capitolo, ma è molto espressivo; e questo scout “punitore” è a un livello di perversione terrificante.
    Quando arriva il fuoco?

    • Ciao Bef,
      la gattara dovrebbe odiare il punitore, non me 😉
      Io stesso sono un amante dei felini, e forse proprio per questo ho scelto tale “punizione”.
      Al momento i due sono a pari merito, se rimane così dovrò fare un’azione congiunta.
      In ogni caso hai ragione, la sindrome traumatica descritta nei primi capitoli è ovviamente originata da quello che è successo negli ultimi capitoli.
      Il fuoco spero arrivi nel prossimo episodio. Pensavo di arrivarci in questo, ma ho fatto male i calcoli 🙂
      Sempre che arrivi e non ci ripensi all’ultimo 😀

  25. Ciao FueGod,
    questo è bello tosto! Io voto per una reazione da parte di Gianni, perché immagino che non apra gli occhi per via di una sorta di catalessi che prelude ad una crisi, lo immagino estraniarsi da tale pratica che mi pare sia ricorrente nella sua vita per poi ribellarsi all’uccisione dei suoi unici amici, oltre a Mattia, i gatti.
    Immaginavo che il punitore tendesse alla pedofilia, magari anche solo a scopo di lucro. un essere infimo a cui mi piacerebbe veder succedere qualcosa di brutto nei prossimi capitoli.
    Le considerazioni fatte da Mattia bambino sono azzeccate, in poche parole hai descritto la situazione di un ragazzino infelice, con alle spalle una famiglia disastrata che non si occupa di lui.
    Aspetto il prossimo.

    • Ciao K,
      le opzioni Gianni-Mattia procedono di pari passo.
      Se continua così dovrò optare per un’azione congiunta dei due (che andrebbe bene comunque, ma che non avevo considerato).
      Il punitore è un essere infimo, e molto probabilmente avrà la punizione che merita, non ti preoccupare 😉
      Sono contento che tu abbia apprezzato la parte delle considerazioni di Mattia. Era forse l’unico modo per far capire la situazione complessa di Gianni visti i pochissimi caratteri a disposizione.
      Grazie di esser passata da queste parti,

      a presto

  26. Parte seconda.
    Commento bis.

    … perché Gianni apra gli occhi e si ribelli.

    Scusa per il commento interrotto… uno starnuto non previsto mi ha fatto sbatacchiare il polpastrello sul punto sbagliato ed ecco lì un commento inviato a metà 😉

    Ultimissima cosa: bello l’alternarsi tra i pensieri di Mattia e la triste realtà della disavventura che vive con Gianni.
    Tosto questo passaggio. Hai reso molto bene la situazione perversa nella quale sono finiti.
    Complimenti.
    A presto, FueGod!

  27. Ciao FueGod. Brividi.
    I racconti dei bambini puntano sempre all’essenziale e quando l’esperienza da narrare è legata a una violenza subita, l’essenziale diventa dolore. Un dolore difficile da riconoscere, tanto è camuffato dietro l’apparenza di un gioco o di una cosa “da nulla”…
    Teste di gatto? La crudeltà del punitore è una crudeltá malata. Orribile.
    Forse avrei urlato a più non posso. Forse avrei cercato di far male sul serio al punitore. Forse avrei spaccato ogni cosa presente nella stanza. Forse, forse, forse. Ma la violenza può renderti muto e incapaca di reagire. Di fronte all’assurdità di una violenza gratuita si rischia la paralisi.

    Scintille. Fino a questo punto del racconto le ho sentite come presenza legate al fuoco o a qualcosa di “non metabolizzato”… un incubo che ritorna. Ora le percepisco anche come il segno di una rabbia trattenuta e ormai pronta ad esplodere.
    La reazione violenta del punitore è un fatto da prevedere. Però Mattia dice quella frase bellissima a fine capitolo: “… apri gli occhi, ti prego”. E allora vorrei che la reazione violenta fosse proprio la sua. Mattia è un bambino, il punitore è un giovane adulto. Però Mattia può cercare di difendersi. La cosa più bella resta però quel pregare Gianni perchè4

    • Athelas,
      i tuoi lunghi e approfonditi commenti mi lusingano ogni volta 😀
      Hai ragione, la situazione in cui si trovano i due giovanissimi è terribile. Come hai sottolineato, la frase di Mattia avrebbe dovuto rappresentare qualcosa di più profondo, ovvero il bambino “più forte” che chiede aiuto a quello più “debole” (almeno ho cercato di farlo apparire tale).
      Il fatto che tu abbia fatto tale osservazione mi fa capire che forse ci sono riuscito 🙂
      Potenzialmente potrebbero reagire tutti male, ognuno per un motivo diverso. A seconda dell’opzione che vincerà, la storia prenderà una determinata piega, almeno dal punto di vista psicologico. Hai compreso bene anche la natura delle scintille, che arrivano lentamente per poi esplodere all’improvviso.
      Grazie mille per l’accurata analisi del capitolo 🙂
      Ciao,

      a presto

  28. Ciao, FueGod. Ho votato per Mattia.
    Mi è piaciuto molto questo flashback. L’orrore ha sempre radici profonde e le stiamo scoprendo. La perversione del ragazzo mi ha colpito, forse il contrasto tra situazione feroce e ingenuità nel comportamento dei due amici, almeno all’inizio. Bello e molto ben scritto.
    Ciao, ti auguro un buon weekend

    • Erri,
      sì, beh, secondo me le foto del punitore sono destinate ad un altro pubblico, quindi immagino che lo faccia più che altro per soldi. Questo il motivo per il quale ho scelto un aggressore giovane che approfitta dell’ingenuità delle sue vittime. Non ho avuto modo di descriverlo, e ai fini narrativi non ha molta importanza, anzi, il lettore può dare l’interpretazione a lui più congeniale. Per Mattia quello è orrore, tanto basta. Orrore e senso di colpa per essersi trovato in quella situazione. Almeno questo è quelo che volevo rappresentare.
      Grazie mille,

      a presto

  29. Ciao FueGod,
    Caspita, il tuo racconto è molto avvincente, l’ho letto tutto d’un fiato e a parte un piccolissimo errore di battitura all’inizio, il resto fila liscio e lineare. Hai un modo di scrivere interessante. Usi un linguaggio semplice ma nello stesso tempo che lascia il segno. Complimenti.
    Io voto per una reazione violenta da parte del punitore proprio perché, secondo me, Mattia non avrebbe dovuto chiamare Gianni una volta compreso l’orrore che aveva davanti agli occhi.
    Per me è come se avesse “rovinato” le fotografie del punitore….che a questo punto si arrabbia moltissimo.
    Purtroppo ho visto che gli altri hanno votato per le altre reazioni… Spero che qualcuno la pensi come me e che il racconto possa proseguire come vorrei io, ma poco importa dato che saprai sicuramente essere all’altezza della situazione in tutte e tre le scelte.
    A presto.
    Ilaria_S.

    • Ciao Ilaria,
      grazie per il bel commento.
      Una considerazione sensata la tua, tant’è che se avesse vinto il punitore, sarebbe stato quello il motivo della sua rabbia. Attualmente però, sta vincendo Mattia. Tutto sommato la scelta più utile a livello narrativo. Staremo a vedere.

  30. Ciao FueGod,
    ho detto Gianni d’istinto, ma forse non è in linea col suo carattere remissivo…oppure, proprio perchè abituato ad abbassare sempre il capo, sbotterà tutto insieme…chi lo sa?
    Un capitolo in cui hai svelato molto…da pugno nello stomaco…mi ero immaginata qualcosa del genere (anche se non la parte macabra diciamo)…
    Comunque bello nel suo genere, con l’alternanza tra quello che accade nella camera e quello che, credo, è un flash forward (non so se esiste questa espressione) sull’immediatamente dopo.
    A presto 😉

    • Ciao Artelisa,
      è vero, è un flash forward. Spero che esista come espressione perché la uso abitualmente (beh, forse non proprio abitualmente, nel senso che non capita nei discorsi quotidiani ma qualche volta sì. Va bene, hai capito 🙂 )
      Potenzialmente potrebbero avere tutti e tre una reazione violenta (e più o meno giustificata). Meno male che hai immaginato qualcosa del genere, esclusa la parte dei poveri felini, altrimenti mi sarei preoccupato 😀
      Grazie del commento,

      a presto

  31. Gianni, per via dei gatti con cui giocava? Dunque, la scena col punitore mi è chiara e trasmette bene quell’ansia/viscidume da bullizzati che eseguono comandi a caso senza capirne il senso (magari neanche c’è un vero senso al macabro rito dell’odioso punitore). Però, già dal capitolo precedente, mi sto perdendo un po’ laddove scrivi in corsivo: sono flash back o flash forward o ricordi? Mi risulta poco chiaro, anche di chi sia il punto di vista: magari è distrazione mia, ma nel precedente capitolo pensavo fosse Gianni quello con la tanica mentre qui sono entrambi? Ecco, questo punto non mi è chiaro. Per il resto, è scritto bene e lascia intravedere delle problematiche familiari e non che incuriosiscono e iniziano forse a giustificare le turbe del Gianni adulto. Al prossimo, ciao.

  32. Mi sembra che Mattia ne abbia abbastanza per avere una reazione violenta.
    Ti stai addentrando nell’horror e non so giudicare se le immagini che ci proponi sono dei cliché o no, perché io non leggo mai gli horror. Posso dire che l’episodio è scritto bene, niente di più.

    • Ciao Napo, per quanto riguarda i cliché credo che sia difficile scrivere qualcosa che non sia stato già scritto in quest’ambito. Però ok, avevo deciso di scrivere un horror a prescindere dall’originalità dell’idea.
      Sapere che è scritto bene però fa comunque piacere, grazie.

  33. Rivelazioni.
    Questo episodio mi è piaciuto molto. I bambini e i loro discorsi erano vividi, ho sorriso, immaginato… bravo davvero. Comunque… per quanto riguarda la battuta sul prete, divertentissima per altro, io da piccola dicevo che da grande mi sarei fatta suora… ahahahahah

    • Ahahaha, beh allora ti sarai in qualche modo immedesimata nel personaggio 😀
      Come dicevo a Befana, mi sono reso conto che le opzioni che ho messo a disposizione lasciano alquanto a desiderare. In genere le scelte che scrivo sono molto più dirette e chiare. Vabbè, prometto che dal prossimo episodio sarò più deciso 🙂
      Sono contento che tu abbia apprezzato 🙂
      Ciao Ale,

      a presto

  34. Ciao FueGod,
    so che me ne pentirò, ma scelgo le terribili rivelazioni…Mmm, una mezza idea di quello che potrebbero essere ce l’ho, ma preferisco lasciar galoppare la tua, di fantasia.
    Mi è piaciuto il capitolo: luce sul passato, intermezzo con la tanica di benzina che è stata buttata casualmente lì, in attesa di trovare la sua giusta collocazione. E questo è intrigane assai 😉
    Buona notte!

    • Ciao Artelisa,
      volevo dare più spazio alla tanica, però alla fine non sono riuscito a piazzarla nel capitolo. Nel prossimo tornerà sicuramente. Ok, allora libero la fantasia, sperando di non risultare troppo banale 🙂
      Sono contento ti sia piaciuto,

      a presto

  35. Volevo rifiutarmi di scegliere tra quelle tre opzioni improponibili, ma ho ceduto al puro terrore. 🙂
    Certo che li stai usando tutti i classici: le allucinazioni, la n**omane, il prete, ora i bambini emarginati dal gruppo e la colonia estiva, chissà se prima o poi arriverà un clown?
    In attesa di quello che sarà, terribile, agghiacciante o terrifico che sia 🙂

    • Ah ah ah è vero, nella mia testa sono tre opzioni distinte, però da un punto di vista esterno non hanno alcun senso. Quando le ho pubblicate sembravano funzionare, ma dopo un’approfondita analisi oggettiva, mi sono reso conto che non erano molto chiare.
      Ma forse va bene così, ho buttato tutto quello che avevo in dispensa nel calderone, quindi in questo mischione tre ozpioni apprentemente enigmatiche potrebbero aver senso 😀
      Ti confido un segreto: il prete all’inizio doveva essere un clown e un po’ mi sono pentito.
      Ma… siamo ancora al quinto capitolo. Potrebbero trovare spazio anche un pagliaccio, un corvo e una zingara 😀

  36. Sto seriamente pensando che tu sia la mia seconda personalità che vive una seconda vita indipendente e che quindi, di fatto, questo racconto lo stia scrivendo io. Oppure abbiamo solo le stesse influenze. Ad ogni modo, le immagini parlano più di mille rivelazioni. Quindi vacci di immagini agghiaccianti.

    • E se fossi tu la seconda personalità, Paul?
      Ci hai pensato?
      Questo potrebbe creare un paradosso non indifferente.
      Ho controllato la tua bio, dovremmo essere due persone distinte. Il fatto che tu abbia citato fight club, potrebbe però suggerire che abbiamo avuto le stesse influenze.

  37. Ciao FueGod,
    il sorriso inquietante sul volto del punitore mi piace poco, mi fa pensare a Sleepers, e mette i brividi.
    Io voto per le terribili rivelazioni, anche perché ora voglio sapere cosa ha fatto il punitore e perché Gianni ha così tanta paura di lui e di quello che potrebbe dire a don Renzo.

  38. Ciao FueGod, capitolo inquietante. Il cambio di voce del punitore sancisce il passaggio tra il momento di gioco dei due bambini e una situazione diversa… molto diversa, caratterizzata da dettagli che mettono i brividi. Credo che la forza di questo capitolo sia data dalla tua capacità di “non dire”… lasciando a chi legge la possibilità di sospettare e immaginare.
    Il pericolo si avverte nel cambio di voce del punitore, ma anche nelle espressioni che si alternano sul suo viso… la smorfia crudele, il sorriso inquietante.
    Mi è piaciuto molto il filo che unisce il ricordo e il racconto in tempo reale (Gianni che da grande vuole fare il prete/ Mattia che vede IL prete; gli occhiali chiesti in prestito per curiosità o gioco e IL prete che porge gli occhiali a Mattia; la tanica… l’incendio…).
    Magari il filo lo immagino solo io 😉
    Se dovessi riassumere il tuo racconto, direi che è pieno di rosso e di nero.
    Il rosso del fuoco, delle scintille, dei capelli del punitore.
    Il nero del fumo e dei ricordi sepolti.
    Che tensione. Bravo!
    Buonanotte 🙂

    • Ciao Athelas 😀
      Mi sento onorato di aver ricevuto un’analisi così approfondita.
      Che dire, le tue considerazioni hanno perfettamente senso, ci hai colto in pieno.
      Mi è piaciuta molto la cosa del rosso e nero. Sono proprio i colori che avevo in testa quando ho iniziato a scrivere questo racconto. Il fatto che tu li abbia usati per riassumere la storia, allora vuol dire che in qualche modo sono riuscito a evocare qualcosa di quello che stavo scrivendo.
      Grazie mille 😀

      a presto

  39. Fascicoli di “esplorando il corpo umano”, non voler giocare a pallone… ehi, ma sono io! ahahah 😀
    Mi è piaciuto tutto il capitolo, a partire dal titolo 🙂
    Molto inquietante: “non potrebbe fare come l’anno scorso”, mi ha fatto pensare ad immagini agghiaccianti…

  40. Terribili rivelazioni…
    Il punitore lo avevo immaginato più grande, in stile sleepers, ma questo dà una svolta più originale alla trama e non rende assolutamente meno agghiacciante l conclusione se di violenza si tratta. Hai reso molto bene lo scambio tra i due ragazzini, in particolare il terrore che il punitore facesse la spia. Bravo.

    • Ciao Anna,
      sì, beh ero parecchio indeciso sul personaggio cattivo. Ora vediamo quale delle tre opzioni vincerà (probabilmente le rivelazioni), anche perché sono tre possibili sviluppi abbastanza diversi l’uno dall’altro. Spero di riuscire a sviluppare la storia inmaniera coerente.
      Grazie del commento,

      a presto

  41. Sono tre opzioni interessanti. La tanica e il letto mettono in luce un luogo, una crime location papabile; un occhio infilzato da una lama ( bleà!) è un reperto importante per la scentifica, anche un indizio comportamentale, e per fare un bell’esame del DNA; ma quello che ho votato è il sangue sulla pietra che rappresenta non solo una traccia, non solo una pista DNA ma anche un’avventura, poichè la location in cui la pietra viene rinvenuta presumibilmente è ampia e non definita e porta il lettore in un viaggio più articolato e meno blindato.
    Episodio molto frizzante, mi è piaciuto da morire quando non hai trovato la caffettiera e l’hai definita una maledetta psicopatica ahahahahah

    • Ed ecco che parte la musica di CSI 🙂
      Su una cosa potresti aver ragione, il percorso sarebbe stato meno blindato.
      Forse.
      Eppure la pietra ha avuto troppi pochi voti, quindi teniamo chiusa la porta ancora un po’. O magari apriamo giusto uno spiraglio.
      Ciao Ale, vado a farmi un caffè.

      a presto

  42. Ciao FueGod,
    ho letto e apprezzato. Che diavolo ha fatto Mattia nel suo passato? Voglio sapere di più e voto per la pietra insanguinata perché mi piace l’idea di doverla trovare nel bosco. MI ha colpito la sfilza di psicofarmaci che il protagonista è costretto ad assumere per stare in questo mondo, fa riflettere su come molte persone riescano ad apparire normali, a vivere una vita che potrebbe apparire normale, pur portando con sé grandi sofferenze. In un horror ci sta tutta questo tormento.
    Aspetto prossimo capitolo. ciao

    • Ciao K,
      lieto che tu abbia apprezzato.
      Una considerazione che fa riflettere la tua. Gli psicofarmaci in effetti compongono una fetta di mercato non indifferente. Ma già quello che passa per la testa delle persone “normali” è comunque difficile da comprendere a pieno 🙂

  43. Rieccomi, FueGod. Ho votato per la pietra insanguinata, e mi sa che sono stato l’unico 😀
    Boh, a me piaceva, più che altro mi pareva calzare meglio all’idea che mi sono fatto finora.
    A proposito, maaa… le medicine… non è che sarebbe ora di prenderle? No? 😀
    Bello e avvincente il dialogo tra i due. O tra i… uno, visto che, per quanto ne sappiamo fino a questo momento, è piuttosto un monologo allucinato.
    Ciao FueGod, ti auguro un buon weekend

    • È complicato Erri,
      lui non prende le sue medicine, non sappiamo chi o cosa sia il prete, e cosa sono queste scintille. Una cosa sola per il momento sembra essere chiara: ci sarà una tanica di benzina e non una pietra insanguinata. Opzione che anche io come te, ritenevo più consona. Chissà se i nostri motivi erano concordi. Magari in seguito lo scopriremo.
      Ciao,

      a presto

  44. Ciao,
    ho letto il tuo racconto, nonostante l’horror sia un genere che tendo a evitare, perchè poi mi sogno le cose la notte. Scrivi bene, davvero. Forse a volte ci sono troppi aggettivi colti che appesantiscono la storia, ma sono sicura che li hai messi per un motivo che non è puramente autocelebrativo.
    I continui a capo rendono sincopata la fruizione. Se è intenzionale tutto ok, ma mi permetto di farti sapere che lo trovo pesante.
    Per il flashback vince la tanica di benzina. Non c’è storia.
    Comunque mi è venuta un pò di ansia, quindi i personaggi funzionano alla grande.
    MR

    • Ciao MR,
      piacere di vederti anche qui.
      Tu tendi a evitare l’horror e io l’erotico, però alla fine ci siamo dentro 🙂
      Come ho detto prima e più volte, non sono abituato a scrivere in questo modo, ma volevo sperimentare. La sincopatia in questo capitolo era voluta, però hai ragione, è stancante. Per fortuna questo tipo di tensione dovrebbe calare d’ora in poi.
      I termini altisonananti che spesso uso in realtà mi piacciono perché li trovo divertenti (lo so, sono strano). In effetti potrebbero sembrare autocelebrativi. Cercherò di ridurne il carico.
      La tanica di benzina ha stravinto, non credevo sarebbe stata la più gettonata.
      Ciao e grazie dell’utile commento,

      a presto

  45. Ciao FueGod 🙂
    Ho riletto la storia per intero perché avevo bisogno di recuperare alcuni dettagli. Mattia sta diventando proprio un bel personaggio: di capitolo in capitolo approfondisci il suo malessere e semini indizi senza svelarci la causa di tanto dolore.

    “… avevo la certezza di non essere indispensabile ai suoi occhi”…
    “Quelli come noi non sono capaci di amare,si illudono solo di saperlo fare”.
    “… la luce alle mie spalle proietta sul pavimento un’ombra che non riesco a riconoscere”.
    Mattia è un paziente psichiatrico. Eppure nelle sue frasi e nei suoi pensieri c’è il profumo della consapevolezza. Mi piace.
    Ai “matti” bisogna dare ragione. Non lo so. Spesso i “matti” hanno semplicemente ragione.
    😉
    A presto.

    • Ehilà Athelas,
      sono contento che tu stia apprezzando Mattia.
      Dato che hai letto da poco il mio primo racconto, immagino che avrai trovato qualche analogia. È vero, è uno psichiatrico con una parziale consapevolezza. Spero più avanti di riuscire a far quadrare il cerchio, però come ho detto prima questo forse non è lo stile a me più congeniale. In genere, facendo una stima approssimativa, quello che scrivo è al 50% ironico. Il restante è un misto di malinconia e psichedelia. Togliendo l’ironia rimane un vuoto non indifferente che dovrei cercare di riempire in qualche modo.
      Ma vabbè, in qualche modo spero di farcela.
      Ciao e a presto 🙂

      • Secondo me sei già riuscito a colmarlo. Se togli il 50% di ironia, resti comunque tu, magari in una versione che ti fa sentire “strano” o “diverso”… ma sempre FueGod rimani 🙂
        Poi hai ragione, di certo ognuno si riconosce in uno stile piuttosto che in un altro. (Ogni tanto mi rileggo i dialoghi di Sarcasmo intermitente 🙂 come scordarli?). Io per esempio sto cercando di sporcare un po’ il mio modo di scrivere. Non saprei come spiegarlo… cerco di buttarlo nel fango per renderlo un po più vissuto (non tanto da questi parti, in realtà, per ora).

        Mattia ė vicino al personaggio del primo racconto, sí. Però qui i contorni della malattia sono più sottili per via del contesto quasi onirico… dove la realtà e l’incubo si danno la mano. Nell’altro caso invece la malattia era più, come dire, visibile (anche se piombava nel racconto come un riuscito colpo di scena).
        Buona continuazione!

  46. Beh,visto che le scintille sono il fulcro della storia, ho optato per la tanica di benzina 😉
    E chi era che chiede gli occhiali a Mattia?
    FueGod, devo ancora capire bene dove mi trovo quando leggo il tuo racconto, anche se mi piace molto farlo…un sogno, un’allucinazione, la visione di un medium?!?!?!
    “Le mie preghiere sono cadute nel baratro dell’indifferenza e la quiete dei confessionali mi ha stordito con il vuoto del silenzio.”
    Bella questa!
    A presto!

    • Ciao Artelisa,
      dove ci troviamo?
      Bella domanda. Vorrei risponderti, ma a questo punto è presto anche per me.
      Eh sì, la frase del prete doveva evocare un qualcosa di gotico e austero.
      Fortunatamente tutti i personaggi del racconto sono dei potenziali psicopatici, quindi possono dire un po’ quello che gli pare 😀

  47. Ma perché non lo può maledire sto passato?
    Non ripeterò quello già detto da due più autorevoli commentatori quiggiù sul ritmo sincopato che un po’ rischia di stroppiare (ma sono d’accordo: cerca di spezzarlo un po’); ho solo un’osservazione che magari è scema ma la rivendico: “Rinvierebbe solamente l’inevitabile”, l’allitterazione di rinvierebbe l’inevitabile mi suona strana, sembra accentuare il ritmo da cantilena, come se il protagonista, con tutte le angosce che c’ha, giocasse a cercare figure di stile.
    Fa ancora caldo per i passatelli ma non cambia: puoi sempre farci il brodo con le mie osservazioni ::-)
    Naturalmente la tanica di benzina

    • Ah ah ah
      non lo può maledire e basta! 😀
      “Rinvierebbe solamente l’inevitabile” l’ho scritto per te; sapevo che l’avresti riletto un paio di volte. Il nostro protagonista è probabilmente uno psicopatico, o comunque un paziente psichiatrico certificato (viste le medicine che prende). Ci può stare che cantileni in continuazione. Però per il ritmo avete pienamente ragione, devo darmi una calmata 🙂
      Come dicevo più sotto, non è un tipo di scrittura che mi viene naturale. Però siamo qui per migliorare e sperimentare, mica possiamo sempre stare nella comfort zone (anche se è così accogliente…)
      Ciao Bef,

      a presto

  48. Farmacia rifornita, non c’è che dire 🙂
    Mi piace come stai gestendo il disturbo del protagonista, anche attraverso lo stile della scrittura, però avrei accorpato alcuni paragrafi, per non dare un ritmo unico al capitolo.
    Sono indeciso tra l’occhio e la tanica, entrambe pertinenti… vada per la tanica.

    • Ciao Zeta,
      è vero, come ho detto sotto a Napo, questo capitolo mi ha messo l’ansia.
      Però adesso i momenti di tensione dovrebbero calare, quindi magari riuscirò a dare più respiro alla narrazione.
      Vediamo un po’ cosa accadrà in seguito.
      Grazie del commento,

      a presto

  49. Mi piaceva l’idea del bosco ma voto occhio poiché mi sembra possa avere più a che fare con le scintille… Ora che ci penso pure la tanica. Va beh, occhio. Mi piace il prete, me lo immagino come Ed Harris (il Christof di The Truman Show) cioè abbastanza affascinante non so perché, per gli occhiali :D. A presto.

  50. Che opzioni truci, entriamo nell’horror splatter?
    Il ritmo va bene, con frasi brevi inframmezzate da dialoghi e/o pensieri molto sintetici: crea un’atmosfera ansiogena, molto aderente al genere. Però, fossi in te, non utilizzerei lo stesso stile sincopato nel prossimo flashback, rischierebbe di diventare monotono, cantilenante. Dacci una pausa un po’ più rilassante, per quanto il tema lo consente, con una prosa più ariosa.
    Ora devo decidere quale opzione m’inquieta di meno.
    Vabbè, voterò per la tanica di benzina e la camera da letto, sperando (inutilmente) che sia solo un modo sbrigativo per rinnovare l’arredo.

    • Ah ah ah
      è un horror, fattene una ragione 🙂
      Sono d’accordo con te, questo capitolo ha fatto venire l’ansia anche a me. Sono abituato a scrivere in un altro modo, questo non è proprio il mio stile.
      Credo.
      Però vabbè, lo scopo è sperimentare. Forse se nella narrazione non avessi utillizzato la prima persona presente sarebbe stato diverso.
      Ma tant’è.
      Ok Napo, grazie del commento costruttivo,

      a presto

  51. Ciao, ho recuperato il tuo racconto e mi sta incuriosendo. Anche il rapporto con Teresa e la ninfomane, mi piace: onesto, senza amore, a suo modo essenziale. Come mi piace la sorta di “poesia” ripetitiva che riguarda le scintille. Ero indecisa sul flashback ma poi ho votato per il prete. Ci sta, IL prete. Magari entrambe le cose alla fine. A presto, seguo la storia.

  52. Ciao,
    direi che un flashback potrebbe fare un po’ di luce sulla condizione complicata di Mattia.
    Accidenti, queste scintille sono terribili. Sono curiosa di sapere chi è il prete e perché Mattia non vuole avere a che fare con lui.
    attendo nuovo, buon lavoro!

  53. Ciao FueGod,
    Sentirsi unici distrugge l’anima? Perché? Oddio, a me sembra così bello apparire unico agli occhi di un’altra persona, o anche solo a sé stessi. Cogliere le innumerevoli sfumature del proprio animo, anche le peggiori…perché, in fondo in fondo, noi lo sappiamo benissimo quali sono i nostri difetti 😉
    Comunque non divaghiamo. Bel capitolo, mi piace lo stile con cui stai portando avanti il racconto…realtà e animo del protagonista che si scambiano continuamente il testimone…
    Bel colpo di scena poi…
    Io voglio parlare col prete, mi incuriosisce troppo…il flashback è più “banale”, lo puoi sempre fare più avanti.
    Ciao!

    • Ciao Artelisa,
      Evidentemente il nostro protagonista non la pensa così. Per lui probabilmente sentirsi unico rappresenta un peso e forse, non è a conoscenza neanche lui delle sfumature del suo animo.
      Prete e flashback continuano ad avanzare di pari passo, vediamo cosa riesco a inventarmi 🙂
      Grazie,

      a presto

  54. Ciao, ho votato per il prete. Figura misteriosa in quest’atmosfera confusa e inquietante.
    Ho letto i 3 capitoli di fila, sono molto belli e catturano il lettore seppur confondendolo. Mi piacciono le ripetizioni e, in generale il tuo modo di scrivere (anche io ho usato molto la tecnica dei pensieri incoerenti e improvvisi nei miei horror). Belle le immagini evocate, mi hanno colpito soprattutto gli occhiali spessi del prete che riflettono le fiamme, mi è sembrato di vederli come in un film, o come se fossi lì.
    Complimenti, al prossimo!

    • Ciao Erika,
      avevo giustappunto letto il secondo episodio de l’arte delle otto armi qualche giorno fa, ma mi sono scordato di commentare. Talvolta lo faccio, sono un po’ distratto (capita anche il contrario, cioè che commento senza votare).
      Ti ringrazio molto del commento positivo,

      a presto

    • Buongiorno Athelas,
      certo che sei in tempo (tra l’altro sembra che tu abbia ribaltato il risultato). Dato che le due scelte sono molto vicine, farò un mix a questo punto.
      Anche io avevo votato l’ecclesiastico nel racconto di Danio. Però non credo sia lo stesso prete 🙂
      Ciao,

      a presto

  55. Ciao fue
    sono contenta per come hai affrontato il capitolo. Tuttavia…poco brivido…
    Mi piacerebbe che lui avesse un flashback, gradisco di gran lunga le introspezioni alle conversazioni (però è una cosa del tutto personale) anche se noto stia vincendo un’alternativa che mi intriga: il prete appunto.
    Vai così…e il prossimo capitolo me lo aspetto terrificante!
    A presto

    • Ciao Asami,
      meno male che non sono decaduto nell’horror erotico come temevi 🙂
      Sì, anche io preferisco le introspezioni. Speravo nel flashback, però alla fine magari riesco a inventarmi qualcosa di interessante tramite il prete. Spero.
      Grazie per esser passata,

      a presto

  56. Voglio parlare con il prete.
    Questo capitolo mi è piaciuto meno, ma siccome sembra essere solo il mio caso, la luna opinione conta anche meno del solito 🙂
    Ho trovato un po’ pesante il dialogo che struttura l’intero capitolo per servire da spiegazione e da presentazione del protagonista nonché per puntare il dito contro il possible colpevole.
    Insomma, è la mia impressione, fanne quello che vuoi, anche il brodo. 🙂
    Ciao Fue

    • Ah ah ah
      allora vado a comprare i passatelli.
      Scherzo, troppo caldo per il brodo 🙂
      Ci può stare che non ti sia piaciuto, è molto diverso dal mio solito modo di scrivere. Magari è per quello.
      O forse è proprio il protagonista a essere un pesantone, quindi è colpa sua. Vediamo il prete che tipo sarà. Magari esce fuori che è un simpaticone 🙂
      Cercherò di rendere i dialoghi meno pesanti cercando di non rallegrare troppo l’atmosfera.
      Ciao Bef,

      a presto

  57. Rieccomi, FueGod. Ho scelto la via di mezzo tra sogno e flashback: parlando con il prete 🙂
    Il capitolo mi è piaciuto, il rapporto finale descritto quasi come uno strumento consolatorio, piuttosto che di vero piacere, la differenza che c’è tra un degustatore di buon vino e chi nell’alcool cerca solo l’oblio.
    Molto bello.
    Ti auguro un’ottima giornata

  58. Parlando con il prete…
    Ho recuperato il capitolo precedente e devo dire che leggerli insieme ha reso molto bene l’immagine da “fuori di testa” di Mattia (e della sua amica), il suo delirio tra lucidità e follia mentre ripensa a Teresa che non rivedrà mai più. Agghiacciante la scena del protagonista che vede riflessa nelle lenti del prete l’immagine dell’incendio che divampa e da cui partono le scintille che penetrano nei suoi occhi.
    Complimenti davvero 🙂

  59. Bene, hai trattato il tema dell’incontro con la ninfomane (che non lo è poi tanto, se è in astinenza da due settimane) con molto garbo. Per mia fortuna ancora non vedo granché di horror in questo racconto: mi sembra più un thriller paranormale, a dire il vero, e mi sta benissimo. Ma poi queste etichette contano davvero poco.
    Fossi in te eviterei l’eccessiva iterazione del termine scintille; capisco che è il fulcro della storia e che è l’ossessione del protagonista, ma un po’ stanca a lungo andare.
    Credo che tu ci tenga a tenere sulla scena il prete, perciò lo voto.

    • Beh, un po’ ninfomane lo è sicuramente visto che non riesce a trattenersi nonostante il suo amico sia palesemente provato dalle recenti vicissitudini.
      Hai ragione, le etichette non contano molto. L’ horror in genere è associato a zombie, vampiri e cose simili. Oppure a racconti splatter di killer sanguinari. In effetti thriller paranormale sarebbe stato più calzante. Ma tant’è.
      Per quanto riguarda le scintille, probabilmente dovrei darmi una calmata. Tuttavia temo che sarò costretto a inserirle un altro paio di volte nel racconto. Vedremo.
      Ciao Napo,

      a presto

  60. Sempre più intrigante il tuo racconto. Mi piacciono gli intervalli in corsivo, è come se un narratore onniscente ci fornisse informazioni di prima mano. Hai reso molto bene lo sconcerto di lui che alla fine cede e si lascia andare. Sesso e lacrime liberatorie. Il capitolo termina con una domanda più che legittima: perché il marito era lì durante l’incendio? Per le scelte, mi affido a un feed back, anche se ero tentata dal prete (visto che c’è anche nel mio racconto). A presto!

    • Ciao Hannock,
      sì, gli intervalli in corsivo dovrebbero rispecchiare il pensiero del protagonista che non sempre corrispondono a ciò che dice e a come si comporta.
      In un modo o nell’altro il flashback ci sarà, se non altro per cercare di capire (se sarò in grado di farlo) il motivo della dissociazione mentale del protagonista.
      Grazie,

      a presto

  61. Ciao Fue
    Intrigante questo inizio e alcune descrizioni raccapriccianti.
    L’ immagine del prete fantasma mette la strizza, ma decisamente sembra più un thriller…(ancora) più che un horror.
    L’ immagine di una ninfomane mi infastidisce.
    Non mi piace quando l’horror diventa erotico….
    Tuttavia penso (anzi spero) che, anche se dovesse vincere questa opzione, la descriverai senza farci conoscere troppo a fondo le sue perversioni.
    Io intanto ho scelto Gionata….l’ amico caro che di solito…muore 😉 :p

    • Ciao Asami,
      non avendo mai scritto un horror (e non avendo mai letto un erotico) ho messo a disposizione le tre scelte più comuni nei racconti dell’orrore; quella più gotica (il confessionale), quella dell’amico caro che muore (o cose del genere) oppure la scelta erotica (anch’essa tipica di molti horror). Per qualche motivo Betta ha avuto il successo maggiore, ma non intendo certo cadere nell’erotismo spicciolo (spero).
      Ciao,

      a presto

  62. Rieccomi, FueGod. Ho votato per il confessionale, la figura del prete rimane affascinante e vorrei saperne qualcosa di più. Penso di essere solo l’ultimo di una lunga schiera di lettori che ti scirve che la descrizione delle scintille è proprio bella. Suggestiva, pittorica.
    Affascinante appunto, complimenti!
    Ciao, buona serata e buoni giorni 😀

  63. Avevo scelto il bar con Gionata, lo immagino come una sorta di alter ego razionale di Mattia. Ma Betta sembra andare per la maggiore, chissà come mai.
    Ma quindi il prete è morto?
    E nonostante psicosi, allucinazioni, depressioni o qualsiasi sia il problema di cui soffre Mattia è un fornicatore indefesso! Cerco di evitare le parole da moderazione, spero esserci riuscita.
    L’escalation di sensazioni è terribile, di un’efficacia palpitante (fa un po’ scema come espressione ma mi sembra rendere), l’atmosfera horror è perfettamente riuscita. E si sente come un’eco delle tante pagine kingiane lette in gioventù. No?

    • Ciao Bef,
      l’eco di S.K. si percepisce?
      Non so, sicuramente sono stato all’epoca un accanito lettore. Però se c’è non è una cosa voluta, almeno non consciamente.
      Il prete morto?
      Così di punto in bianco? Al secondo capitolo?
      Mi pare un po’ precoce. Ma d’altra parte non escludo nulla.
      Sono contento che l’atmosfera sia riuscita, ma forse come dicevo a Napo, sei tu che hai una forte immaginazione 🙂
      Se Mattia sarà un lussurioso, lo scopriremo al termine della votazione 😀
      Ciao Bef, appena posso passo da te.
      Intanto ti auguro buon Ferragosto

      a presto

      • Non intendevo dire che copiavi o inserivi volutamente atmosfere alla King, ma che le tue immagini e atmosfere sembrano create da qualcuno che è “cresciuto” leggendo le fiabe terrificanti dello scrittore del Maine. O allora è la qui presente lettrice che è cresciuta leggendo King e lo vede ovunque. XD

  64. Forte la scena del globo che si trasforma in scintille e penetra negli occhi, sei riuscito a renderla bene, il dettaglio che mi ha colpito di più è stata l’evaporazione dell’umore vitreo, l’ho trovato “fisico”, in diverse accezioni 🙂
    Cedo al fascino della ninfomania…

  65. Scrivi bene, ti seguo con interesse, ma con l’horror – confermo – ho uno strano rapporto. La parte del globo color sangue che, attraverso le scintille, entra nel cranio del protagonista avrà un suo perché, ma a me suona grottesco e mi ha fatto sorridere. Mea culpa, lo ammetto.
    Ho votato per Betta.

    • Napo,
      lieto di rivederti.
      Grottesco? Eh, inizio a pensare che sia una prerogativa degli horror. Dopo anni (parecchi) ho riletto alcuni passaggi di diversi racconti e romanzi che leggevo da giovane. Ammetto che adesso mi fanno sorridere anche quelli di autori piuttosto autorevoli dell’ambito.
      Un po’ come per le fiabe, ci vuole uno sforzo d’immaginazione.
      Credo.
      Grazie e buon Ferragosto.

  66. Ciao Fue, stavolta ho seguito l’istinto e, appena ho letto Betta la ninfomane, ho votato lei!!!!
    Mi fa piacere che qualcuno dua segni di vita sulla piattaforma, ad agosto c’è un mortorio!!
    E il tuo poi è stato un capitolo davvero fenomenale 🙂
    Bellissima la descrizione delle fiamne viste negli occhiali del prete, che finiscono per diventare un grumo di sangue che spacca la scatola cranica. ..complimenti!

    • Ciao Artelisa,
      si vede che siamo tutti in vacanza 🙂
      Hai fatto bene a seguire l’istinto questa volta, anche se magari è stata curiosità più che altro vista la denominazione dell’opzione 😀
      Grazie per il fenomenale 🙂
      Buon Ferragosto,

      a presto

  67. Mi sono sempre piaciuti i periodi brevi e concisi quando sono funzionali alla caratterizzazione del personaggio. E’ un apatico che non lascia spazio alle emozioni, nè proprie nè di chi legge. E da un personaggio così mi aspetto che se un prete, spuntato dal nulla, gli indica una minacciosa colonna di fumo, la prima cosa che fa è quella di cucinarsi un’omelette.

    • Ciao Paul,
      ho letto il tuo commento dopo aver pubblicato il secondo capitolo.
      Che rinco che sono.
      Sembra che tu ci abbia preso in pieno riguardo al protagonista.
      Per il momento almeno 🙂
      Grazie di essere passato

      a presto

  68. Io non leggo gli horror, nemmeno in estate.
    Ho visto che hai un parterre di tutto rispetto, compreso alcuni amici di cui mi fido, e allora mi sono detto: vediamo un po’…
    L’incipit promette bene, Dai, provo a seguirti (ma se cadi nell’horror fine a se stesso, ti lascio).
    Odio le omelette, per me sono un assaggio di horror e quindi, per coerenza, ho votato per l’omelette

    • Ciao Napo, piacere di fare la tua conoscenza.
      Il tuo racconto, già concluso, è stato uno dei primi che ho letto quando ho scoperto questa piattaforma.
      Non ti piacciono gli horror e le omelette, ma hai deciso comunque di leggere un incipit horror in cui poteva potenzialmente comparire un’omelette.
      Dal mio punto di vista questa cosa ha perfettamente senso.
      Che poi in realtà ho smesso di leggere horror da un sacco di tempo, a eccezione dei racconti qui su TI. In ogni caso non dovrei cadere nell’horror fine a se stesso, o perlomeno, non è mia intenzione farlo.
      Lieto se continuerai a seguirmi,

      a presto

  69. Però. Sei incisivo.
    Sei breve.
    Dai carica alle frasi come piace a me.

    E mi piace davvero. Però è vero. Non puoi mescolare il liquido polare (il succo) con quello apolare (la benzina)

    Il napalm è una miscela di sali di acido naftenico e acido palmitico 🙂

    Ti seguo senz’altro. Quanto al prete … bella figura. Ed ho scelto che se ne infischia: un omelette è più importante. Ma non aveva sonno ?

    • Ciao Carlo,
      ti ringrazio molto.
      Inoltre sei il primo che risponde alla domanda di Mattia.
      Io stesso non ho controllato su internet fino al giorno della pubblicazione dell’incipit.
      Poi la curiosità ha avuto la meglio.
      Aveva sonno, ma non può dormire per paura delle scintille.
      Omelette, ottima scelta.

  70. Ciao Fue,
    molto bello quest’incipit, surreale al punto giusto, tanto da creare fin da subito una certa tensione, soprattutto verso la fine, quando compare il prete (ansiaaaaa ! XD) Io, anche se sicuramente sarò in minoranza, decido di seguire il filo del surreale e voto per cucinerà un’omelette, così, molto random.
    Alla prossima ! 🙂

    • Ciao Chiara,
      l’omelette è tristemente in svantaggio, quindi credo che porterà il suo segreto nella tomba delle uova mai cucinate 🙂
      Ero indeciso se inserire un prete o un clown, alla fine ha vinto il leggermente meno scontato prete 🙂
      Grazie del commento positivo,

      a presto

  71. Ciao FueGod, hai scelto uno stile particolare sia per l’incipit che per la sinossi, per non parlare dei contenuti: considerazioni sui solventi acquosi, scintille, preti… dove ci vuoi portare? Inizio a preoccuparmi, e sono un po’ confuso 🙂
    Direi l’odore di Napalm al mattino, quindi si dirige all’incendio…

  72. Ciao FueGod,
    “cucinerà un’omelette” mi ha fatto ridere. Mi sono subito chiesta “col napalm”? 😉
    Perciò poi ho scelto che si dirigerà verso l’incendio (sono già pentita).
    Volevo chiederti se per caso il tizio in tv che sostiene di creare del napalm mescolando benzina e succo d’arancia congelato è MacGyver.
    E’ una serie tv di un pò di tempo fa, in cui il protagonista costruiva ogni sorta di ordigno mortale praticamente con qualunque cosa, anche i ferri da calza di sua nonna e .la dentiera 😉
    Incipit ricco di promesse, scorrevole, che incuriosisce un bel pò (il prete è vero o è una visione?).
    Saluti!
    ps: la sinossi è copiata da qualche autore o è proprio tua? Mi ha colpito!

    • Come ho detto poc’anzi a Befana, il significato di quell’omelette è probabilmente perso per sempre 😀
      Conosco benissimo McGyver (tra l’altro ho appena scoperto che stanno facendo un remake della serie), però la citazione è tratta da fight club.
      La sinossi è mia, volevo provare a scrivere una specie di poesia. Sono lieto che ti abbia colpito (in positivo, spero) 🙂

  73. Stavo per cliccare sull’omelette: te lo meriteresti solo per aver messo un’opzione così! Vada per l’incendio.
    Dalla citazione di Apocalypse Now al dubbio amletico sul solvente acquoso congelato, alla telefonata all’amico… sì sì lo so cerco su google: un tripudio.
    E il prete, che non può mai mancare in un horror che si rispetti (ho appena riflettuto che ne ho scritti diversi e non c’era mai un prete, mannaggia!)
    In questa estate rovente non mancavano più che le tue scintille, FueG!

    • L’omelette avrebbe avuto un senso, ma dato che probabilmente non sarà l’opzione vincente allora non saprete mai il suo significato.
      Grazie per il tripudio 😀
      In verità avevo pensato a un clown perché tutti noi in fondo soffriamo di coulrofobia.
      Però dai, ancor più scontato del prete 🙂
      Ho deciso di scrivere un horror perché questa è la stagione giusta; in Estate da giovane leggevo sempre Stephen King e la sera guardavo gli horror che trasmettevano in seconda serata.
      Come potevo non essere ispirato?

      • Mi sa che le nostre tardoinfanzia-adolescenza hanno molto in comune. L’estate in cui lessi Pet Sematary ebbi strizza del buio per settimane. E ricordo una vacanza in montagna in cui un amico (oggi padre di famiglia) inventava romanzi similkingiani che avevano tutti come punto comune la morte atroce (ma sempre diversa) del fratellino dell’amica con cui bazzicavamo….per dirti che sì, l’estate è proprio la stagione “da paura”! 🙂

  74. Dunque, per prima cosa ho letto il genere: horror. Bene. Mi sono messa comoda pensando a un assassino o morti viventi o demoni e invece mi pare di capire che ci troviamo davanti a un disturbo di percezione o di personalità. Forve preveggenza. Perché alla fine quelle scintille si “materializzano” in un incendio. Mi sembrava ovvio scegliere proprio questa opzione. Andiamo a vedere che succede, anche perché di incendi in questo periodo ce ne sono più o meno ovunque nella nostra penisola. Non si può dire che il tuo racconto non sia attuale. Giusta supsence. Bravo.

    • Ciao Hannock,
      per qualche motivo mi è arrivata solo ora la notifica del tuo commento.
      Boh.
      In ogni caso sì, la situazione attuale ha sicuramente influenzato il tema del racconto che, come hai ipotizzato tu, potrebbe essere incentrato su un disagio psicologico o roba del genere. Andando avanti lo decideremo insieme.
      A proposito, ho pubblicato ieri il secondo capitolo.
      Ciao, ci vediamo dalle tue parti a breve.

  75. Si dirigerà verso l’incendio…
    L’incipit lo trovo molto avvincente, con un protagonista che mostra sin da subito un aspetto insolito (le scintille che forse hanno un legame con l’incendio). Anche la figura del prete risulta piuttosto enigmatica: è reale o si tratta di un’allucinazione?
    Molte realistico lo scambio di battute tra il protagonista e il suo amico.

    • Ciao Anna,
      il tuo commento mi fa molto piacere.
      Sono contento che tu abbia trovato i dialoghi realistici, sono quelli che dovrebbero far distinguere il delirio dalla realtà.
      Almeno quello è il piano.
      Grazie di essere passata da queste parti,

      a presto

    • Veners,
      hai ragione stavolta è diverso, credo.
      Ho letto parecchi horror e visto moltissimi film del genere.
      Volevo provare a scriverne uno, anche se come al solito non so bene dove porterà.
      Grazie al cielo ci siete voi che mi indirizzate nella direzione giusta.
      Spero 🙂

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