Scintille

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Mattia? Si dirigerà verso l’incendio (57%)

Sangue rovente

Scendo le scale di corsa, in pochi secondi sono in strada. Il prete è ancora sul marciapiede, mi sta aspettando. In mano stringe il suo solito rosario di legno. Ignoro la sua espressione affranta e mi volto nella direzione dell’incendio. In silenzio, mi soffermo a guardare la colonna di fumo ergersi tra i palazzi.

Solo ora mi accorgo che è vicina, troppo vicina.

Il prete mi posa una mano sulla spalla.

“Non è colpa tua” dice comprensivo.

Lo scanso bruscamente.

Perché non riesci a rivolgermi la parola?” domanda dispiaciuto.

Non parlo con i fantasmi

“Le scintille” dice voltandosi verso l’incendio.

Non può essere

“Quando le ho viste arrivare sono corso qui da te.”

Mi sono addormentato solo per un attimo

Il prete sospira.

Non sono riuscite a entrarmi negli occhi

“Perché non vuoi accettarle?”

Mi hanno a malapena scaldato le lacrime

“Loro sono qui per difenderti.”

Gli lancio un’occhiata di disapprovazione e m’incammino verso la colonna di fumo.

Il prete mi segue.

“Non è colpa tua” ripete.

Man mano che mi avvicino, la temperatura diventa sempre più calda.

Quando svolto l’angolo, i sinistri bagliori dell’incendio mi illuminano il volto. Alzo la testa e guardo con orrore le fiamme che divampano nell’appartamento all’ultimo piano.

“Non è possibile” sussurro con un filo di voce.

Forse sono ancora in tempo

Mi lancio verso il palazzo, ma dopo pochi passi le gambe si rifiutano di rispondere ai comandi.

Il prete mi si avvicina.

“Lasciale entrare” dice a bassa voce.

Mi volto lentamente verso di lui, lo guardo in faccia.

“Loro sono la tua salvezza” sussurra.

I suoi spessi occhiali da vista riflettono il fuoco dell’incendio. Sulle sue lenti, orrendi demoni fiammeggianti si muovono convulsamente in una macabra danza. Le mie gambe iniziano a tremare, sento che sto per cedere. Afferro le sue mani, mio malgrado sono costretto ad affidarmi al suo sostegno.

Guidato dal prete, mi accascio lentamente a terra. Terrorizzato, non posso fare altro che guardare lo spaventoso spettacolo riflesso sui suoi occhiali aumentare d’intensità.

Le scintille stanno per arrivare, lo sento.

Ho paura, vorrei fuggire.

Ma non posso.

Loro non te lo permettono.

Mai.

Le fiamme cremisi riflesse nelle lenti del prete diventano sempre più grandi, fino a trasformarsi in un’unica grande palla di fuoco. Improvvisamente, l’enorme sfera fiammeggiante si contrae e assume lo scuro colore del sangue venoso. Osservo inerme il globo sanguigno emettere una serie di disgustose pulsazioni. Le palpitazioni diventano sempre più intense finché l’ennesimo battito fa esplodere la massa di sangue in uno spruzzo di

Scintille

Come schegge di ferro attratte da un magnete, le scintille iniziano a muoversi verso i miei occhi.

Lentamente, mi penetrano le cornee. Il loro calore è tale da far evaporare in pochi secondi l’umor vitreo che riempie i bulbi oculari.

Il dolore è atroce, vorrei urlare.

Ma non posso.

Le scintille non te lo permettono.

Mai.

Strisciando nel vuoto degli occhi, raggiungono la retina e ne divorano lentamente la superficie, fino a scoprire il nervo ottico. Muovendosi come processionarie, si arrampicano lungo le fibre nervose che portano al cervello. Raggiunto il centro della scatola cranica si ricongiungono tra loro, coagulando in una sferica massa di sangue incandescente.

La mia testa adesso è solamente un palloncino pieno di sangue bollente.

Il dolore è indescrivibile, vorrei morire.

Ma non posso.

Le scintille non te lo permettono.

Mai.

Il rovente globo di sangue inizia a crescere, fino a riempire completamente l’interno del cranio. Poi, con lenta violenza continua a premere contro le pareti ossee sottoponendole a una pressione estrema. Quando la calotta cranica si spezza, il sangue rovente defluisce lentamente portando via con sé il dolore e buona parte della coscienza.

*

Quando riprendo i sensi sono seduto sul bordo del marciapiede. Intorno a me c’è un viavai di persone, vigili del fuoco e forze dell’ordine.

Il prete è sparito, al suo posto c’è un paramedico.

“Tutto bene?” mi domanda preoccupato.

No che non sto bene

Mi è appena esplosa la testa

Guardo l’attico ancora in fiamme.

“Teresa” sussurro flebilmente.

Lentamente mi alzo in piedi e mi guardo intorno.

Un pianto disperato attira la mia attenzione, un bimbo di pochi anni piange abbracciato a una bambina poco più grande di lui.

I loro volti sono stranamente familiari.

Li conosco, li ho già visti

Dentro una cornice d’argento, in una camera da letto.

Istintivamente mi muovo verso di loro, ma prima che riesca a muovermi sento una voce urlarmi contro:

“Eccolo!”

Mi volto, un uomo mi sta indicando. Accanto a lui, due carabinieri mi guardano interdetti.

“È lui il porco che si scopa mia moglie! È stato lui a darle fuoco!”

Uno dei due militari lo blocca, l’altro inizia a camminare nella mia direzione. Mentre si avvicina guardo i suoi distintivi. Non ho mai imparato a distinguere il grado dei militari. Immagino si tratti di un maresciallo o qualcosa del genere.

“Lei è il signor Mattia Rossi?”

Annuisco in silenzio.

“Dovrebbe seguirci in caserma, se non le dispiace.”

Il prossimo capitolo sarà ambientato:

  • A casa di Betta la ninfomane (50%)
    50
  • In un bar insieme a Gionata (quello del napalm nel primo capitolo) (30%)
    30
  • In chiesa, dentro un confessionale (20%)
    20
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67 Commenti

  1. Ciao, ho votato per il prete. Figura misteriosa in quest’atmosfera confusa e inquietante.
    Ho letto i 3 capitoli di fila, sono molto belli e catturano il lettore seppur confondendolo. Mi piacciono le ripetizioni e, in generale il tuo modo di scrivere (anche io ho usato molto la tecnica dei pensieri incoerenti e improvvisi nei miei horror). Belle le immagini evocate, mi hanno colpito soprattutto gli occhiali spessi del prete che riflettono le fiamme, mi è sembrato di vederli come in un film, o come se fossi lì.
    Complimenti, al prossimo!

    • Buongiorno Athelas,
      certo che sei in tempo (tra l’altro sembra che tu abbia ribaltato il risultato). Dato che le due scelte sono molto vicine, farò un mix a questo punto.
      Anche io avevo votato l’ecclesiastico nel racconto di Danio. Però non credo sia lo stesso prete 🙂
      Ciao,

      a presto

  2. Ciao fue
    sono contenta per come hai affrontato il capitolo. Tuttavia…poco brivido…
    Mi piacerebbe che lui avesse un flashback, gradisco di gran lunga le introspezioni alle conversazioni (però è una cosa del tutto personale) anche se noto stia vincendo un’alternativa che mi intriga: il prete appunto.
    Vai così…e il prossimo capitolo me lo aspetto terrificante!
    A presto

    • Ciao Asami,
      meno male che non sono decaduto nell’horror erotico come temevi 🙂
      Sì, anche io preferisco le introspezioni. Speravo nel flashback, però alla fine magari riesco a inventarmi qualcosa di interessante tramite il prete. Spero.
      Grazie per esser passata,

      a presto

  3. Voglio parlare con il prete.
    Questo capitolo mi è piaciuto meno, ma siccome sembra essere solo il mio caso, la luna opinione conta anche meno del solito 🙂
    Ho trovato un po’ pesante il dialogo che struttura l’intero capitolo per servire da spiegazione e da presentazione del protagonista nonché per puntare il dito contro il possible colpevole.
    Insomma, è la mia impressione, fanne quello che vuoi, anche il brodo. 🙂
    Ciao Fue

    • Ah ah ah
      allora vado a comprare i passatelli.
      Scherzo, troppo caldo per il brodo 🙂
      Ci può stare che non ti sia piaciuto, è molto diverso dal mio solito modo di scrivere. Magari è per quello.
      O forse è proprio il protagonista a essere un pesantone, quindi è colpa sua. Vediamo il prete che tipo sarà. Magari esce fuori che è un simpaticone 🙂
      Cercherò di rendere i dialoghi meno pesanti cercando di non rallegrare troppo l’atmosfera.
      Ciao Bef,

      a presto

  4. Rieccomi, FueGod. Ho scelto la via di mezzo tra sogno e flashback: parlando con il prete 🙂
    Il capitolo mi è piaciuto, il rapporto finale descritto quasi come uno strumento consolatorio, piuttosto che di vero piacere, la differenza che c’è tra un degustatore di buon vino e chi nell’alcool cerca solo l’oblio.
    Molto bello.
    Ti auguro un’ottima giornata

  5. Parlando con il prete…
    Ho recuperato il capitolo precedente e devo dire che leggerli insieme ha reso molto bene l’immagine da “fuori di testa” di Mattia (e della sua amica), il suo delirio tra lucidità e follia mentre ripensa a Teresa che non rivedrà mai più. Agghiacciante la scena del protagonista che vede riflessa nelle lenti del prete l’immagine dell’incendio che divampa e da cui partono le scintille che penetrano nei suoi occhi.
    Complimenti davvero 🙂

  6. Bene, hai trattato il tema dell’incontro con la ninfomane (che non lo è poi tanto, se è in astinenza da due settimane) con molto garbo. Per mia fortuna ancora non vedo granché di horror in questo racconto: mi sembra più un thriller paranormale, a dire il vero, e mi sta benissimo. Ma poi queste etichette contano davvero poco.
    Fossi in te eviterei l’eccessiva iterazione del termine scintille; capisco che è il fulcro della storia e che è l’ossessione del protagonista, ma un po’ stanca a lungo andare.
    Credo che tu ci tenga a tenere sulla scena il prete, perciò lo voto.

    • Beh, un po’ ninfomane lo è sicuramente visto che non riesce a trattenersi nonostante il suo amico sia palesemente provato dalle recenti vicissitudini.
      Hai ragione, le etichette non contano molto. L’ horror in genere è associato a zombie, vampiri e cose simili. Oppure a racconti splatter di killer sanguinari. In effetti thriller paranormale sarebbe stato più calzante. Ma tant’è.
      Per quanto riguarda le scintille, probabilmente dovrei darmi una calmata. Tuttavia temo che sarò costretto a inserirle un altro paio di volte nel racconto. Vedremo.
      Ciao Napo,

      a presto

  7. Sempre più intrigante il tuo racconto. Mi piacciono gli intervalli in corsivo, è come se un narratore onniscente ci fornisse informazioni di prima mano. Hai reso molto bene lo sconcerto di lui che alla fine cede e si lascia andare. Sesso e lacrime liberatorie. Il capitolo termina con una domanda più che legittima: perché il marito era lì durante l’incendio? Per le scelte, mi affido a un feed back, anche se ero tentata dal prete (visto che c’è anche nel mio racconto). A presto!

    • Ciao Hannock,
      sì, gli intervalli in corsivo dovrebbero rispecchiare il pensiero del protagonista che non sempre corrispondono a ciò che dice e a come si comporta.
      In un modo o nell’altro il flashback ci sarà, se non altro per cercare di capire (se sarò in grado di farlo) il motivo della dissociazione mentale del protagonista.
      Grazie,

      a presto

  8. Ciao Fue
    Intrigante questo inizio e alcune descrizioni raccapriccianti.
    L’ immagine del prete fantasma mette la strizza, ma decisamente sembra più un thriller…(ancora) più che un horror.
    L’ immagine di una ninfomane mi infastidisce.
    Non mi piace quando l’horror diventa erotico….
    Tuttavia penso (anzi spero) che, anche se dovesse vincere questa opzione, la descriverai senza farci conoscere troppo a fondo le sue perversioni.
    Io intanto ho scelto Gionata….l’ amico caro che di solito…muore 😉 :p

    • Ciao Asami,
      non avendo mai scritto un horror (e non avendo mai letto un erotico) ho messo a disposizione le tre scelte più comuni nei racconti dell’orrore; quella più gotica (il confessionale), quella dell’amico caro che muore (o cose del genere) oppure la scelta erotica (anch’essa tipica di molti horror). Per qualche motivo Betta ha avuto il successo maggiore, ma non intendo certo cadere nell’erotismo spicciolo (spero).
      Ciao,

      a presto

  9. Rieccomi, FueGod. Ho votato per il confessionale, la figura del prete rimane affascinante e vorrei saperne qualcosa di più. Penso di essere solo l’ultimo di una lunga schiera di lettori che ti scirve che la descrizione delle scintille è proprio bella. Suggestiva, pittorica.
    Affascinante appunto, complimenti!
    Ciao, buona serata e buoni giorni 😀

  10. Avevo scelto il bar con Gionata, lo immagino come una sorta di alter ego razionale di Mattia. Ma Betta sembra andare per la maggiore, chissà come mai.
    Ma quindi il prete è morto?
    E nonostante psicosi, allucinazioni, depressioni o qualsiasi sia il problema di cui soffre Mattia è un fornicatore indefesso! Cerco di evitare le parole da moderazione, spero esserci riuscita.
    L’escalation di sensazioni è terribile, di un’efficacia palpitante (fa un po’ scema come espressione ma mi sembra rendere), l’atmosfera horror è perfettamente riuscita. E si sente come un’eco delle tante pagine kingiane lette in gioventù. No?

    • Ciao Bef,
      l’eco di S.K. si percepisce?
      Non so, sicuramente sono stato all’epoca un accanito lettore. Però se c’è non è una cosa voluta, almeno non consciamente.
      Il prete morto?
      Così di punto in bianco? Al secondo capitolo?
      Mi pare un po’ precoce. Ma d’altra parte non escludo nulla.
      Sono contento che l’atmosfera sia riuscita, ma forse come dicevo a Napo, sei tu che hai una forte immaginazione 🙂
      Se Mattia sarà un lussurioso, lo scopriremo al termine della votazione 😀
      Ciao Bef, appena posso passo da te.
      Intanto ti auguro buon Ferragosto

      a presto

      • Non intendevo dire che copiavi o inserivi volutamente atmosfere alla King, ma che le tue immagini e atmosfere sembrano create da qualcuno che è “cresciuto” leggendo le fiabe terrificanti dello scrittore del Maine. O allora è la qui presente lettrice che è cresciuta leggendo King e lo vede ovunque. XD

  11. Forte la scena del globo che si trasforma in scintille e penetra negli occhi, sei riuscito a renderla bene, il dettaglio che mi ha colpito di più è stata l’evaporazione dell’umore vitreo, l’ho trovato “fisico”, in diverse accezioni 🙂
    Cedo al fascino della ninfomania…

  12. Scrivi bene, ti seguo con interesse, ma con l’horror – confermo – ho uno strano rapporto. La parte del globo color sangue che, attraverso le scintille, entra nel cranio del protagonista avrà un suo perché, ma a me suona grottesco e mi ha fatto sorridere. Mea culpa, lo ammetto.
    Ho votato per Betta.

    • Napo,
      lieto di rivederti.
      Grottesco? Eh, inizio a pensare che sia una prerogativa degli horror. Dopo anni (parecchi) ho riletto alcuni passaggi di diversi racconti e romanzi che leggevo da giovane. Ammetto che adesso mi fanno sorridere anche quelli di autori piuttosto autorevoli dell’ambito.
      Un po’ come per le fiabe, ci vuole uno sforzo d’immaginazione.
      Credo.
      Grazie e buon Ferragosto.

  13. Ciao Fue, stavolta ho seguito l’istinto e, appena ho letto Betta la ninfomane, ho votato lei!!!!
    Mi fa piacere che qualcuno dua segni di vita sulla piattaforma, ad agosto c’è un mortorio!!
    E il tuo poi è stato un capitolo davvero fenomenale 🙂
    Bellissima la descrizione delle fiamne viste negli occhiali del prete, che finiscono per diventare un grumo di sangue che spacca la scatola cranica. ..complimenti!

    • Ciao Artelisa,
      si vede che siamo tutti in vacanza 🙂
      Hai fatto bene a seguire l’istinto questa volta, anche se magari è stata curiosità più che altro vista la denominazione dell’opzione 😀
      Grazie per il fenomenale 🙂
      Buon Ferragosto,

      a presto

  14. Mi sono sempre piaciuti i periodi brevi e concisi quando sono funzionali alla caratterizzazione del personaggio. E’ un apatico che non lascia spazio alle emozioni, nè proprie nè di chi legge. E da un personaggio così mi aspetto che se un prete, spuntato dal nulla, gli indica una minacciosa colonna di fumo, la prima cosa che fa è quella di cucinarsi un’omelette.

    • Ciao Paul,
      ho letto il tuo commento dopo aver pubblicato il secondo capitolo.
      Che rinco che sono.
      Sembra che tu ci abbia preso in pieno riguardo al protagonista.
      Per il momento almeno 🙂
      Grazie di essere passato

      a presto

  15. Io non leggo gli horror, nemmeno in estate.
    Ho visto che hai un parterre di tutto rispetto, compreso alcuni amici di cui mi fido, e allora mi sono detto: vediamo un po’…
    L’incipit promette bene, Dai, provo a seguirti (ma se cadi nell’horror fine a se stesso, ti lascio).
    Odio le omelette, per me sono un assaggio di horror e quindi, per coerenza, ho votato per l’omelette

    • Ciao Napo, piacere di fare la tua conoscenza.
      Il tuo racconto, già concluso, è stato uno dei primi che ho letto quando ho scoperto questa piattaforma.
      Non ti piacciono gli horror e le omelette, ma hai deciso comunque di leggere un incipit horror in cui poteva potenzialmente comparire un’omelette.
      Dal mio punto di vista questa cosa ha perfettamente senso.
      Che poi in realtà ho smesso di leggere horror da un sacco di tempo, a eccezione dei racconti qui su TI. In ogni caso non dovrei cadere nell’horror fine a se stesso, o perlomeno, non è mia intenzione farlo.
      Lieto se continuerai a seguirmi,

      a presto

  16. Però. Sei incisivo.
    Sei breve.
    Dai carica alle frasi come piace a me.

    E mi piace davvero. Però è vero. Non puoi mescolare il liquido polare (il succo) con quello apolare (la benzina)

    Il napalm è una miscela di sali di acido naftenico e acido palmitico 🙂

    Ti seguo senz’altro. Quanto al prete … bella figura. Ed ho scelto che se ne infischia: un omelette è più importante. Ma non aveva sonno ?

    • Ciao Carlo,
      ti ringrazio molto.
      Inoltre sei il primo che risponde alla domanda di Mattia.
      Io stesso non ho controllato su internet fino al giorno della pubblicazione dell’incipit.
      Poi la curiosità ha avuto la meglio.
      Aveva sonno, ma non può dormire per paura delle scintille.
      Omelette, ottima scelta.

  17. Ciao Fue,
    molto bello quest’incipit, surreale al punto giusto, tanto da creare fin da subito una certa tensione, soprattutto verso la fine, quando compare il prete (ansiaaaaa ! XD) Io, anche se sicuramente sarò in minoranza, decido di seguire il filo del surreale e voto per cucinerà un’omelette, così, molto random.
    Alla prossima ! 🙂

    • Ciao Chiara,
      l’omelette è tristemente in svantaggio, quindi credo che porterà il suo segreto nella tomba delle uova mai cucinate 🙂
      Ero indeciso se inserire un prete o un clown, alla fine ha vinto il leggermente meno scontato prete 🙂
      Grazie del commento positivo,

      a presto

  18. Ciao FueGod, hai scelto uno stile particolare sia per l’incipit che per la sinossi, per non parlare dei contenuti: considerazioni sui solventi acquosi, scintille, preti… dove ci vuoi portare? Inizio a preoccuparmi, e sono un po’ confuso 🙂
    Direi l’odore di Napalm al mattino, quindi si dirige all’incendio…

  19. Ciao FueGod,
    “cucinerà un’omelette” mi ha fatto ridere. Mi sono subito chiesta “col napalm”? 😉
    Perciò poi ho scelto che si dirigerà verso l’incendio (sono già pentita).
    Volevo chiederti se per caso il tizio in tv che sostiene di creare del napalm mescolando benzina e succo d’arancia congelato è MacGyver.
    E’ una serie tv di un pò di tempo fa, in cui il protagonista costruiva ogni sorta di ordigno mortale praticamente con qualunque cosa, anche i ferri da calza di sua nonna e .la dentiera 😉
    Incipit ricco di promesse, scorrevole, che incuriosisce un bel pò (il prete è vero o è una visione?).
    Saluti!
    ps: la sinossi è copiata da qualche autore o è proprio tua? Mi ha colpito!

    • Come ho detto poc’anzi a Befana, il significato di quell’omelette è probabilmente perso per sempre 😀
      Conosco benissimo McGyver (tra l’altro ho appena scoperto che stanno facendo un remake della serie), però la citazione è tratta da fight club.
      La sinossi è mia, volevo provare a scrivere una specie di poesia. Sono lieto che ti abbia colpito (in positivo, spero) 🙂

  20. Stavo per cliccare sull’omelette: te lo meriteresti solo per aver messo un’opzione così! Vada per l’incendio.
    Dalla citazione di Apocalypse Now al dubbio amletico sul solvente acquoso congelato, alla telefonata all’amico… sì sì lo so cerco su google: un tripudio.
    E il prete, che non può mai mancare in un horror che si rispetti (ho appena riflettuto che ne ho scritti diversi e non c’era mai un prete, mannaggia!)
    In questa estate rovente non mancavano più che le tue scintille, FueG!

    • L’omelette avrebbe avuto un senso, ma dato che probabilmente non sarà l’opzione vincente allora non saprete mai il suo significato.
      Grazie per il tripudio 😀
      In verità avevo pensato a un clown perché tutti noi in fondo soffriamo di coulrofobia.
      Però dai, ancor più scontato del prete 🙂
      Ho deciso di scrivere un horror perché questa è la stagione giusta; in Estate da giovane leggevo sempre Stephen King e la sera guardavo gli horror che trasmettevano in seconda serata.
      Come potevo non essere ispirato?

      • Mi sa che le nostre tardoinfanzia-adolescenza hanno molto in comune. L’estate in cui lessi Pet Sematary ebbi strizza del buio per settimane. E ricordo una vacanza in montagna in cui un amico (oggi padre di famiglia) inventava romanzi similkingiani che avevano tutti come punto comune la morte atroce (ma sempre diversa) del fratellino dell’amica con cui bazzicavamo….per dirti che sì, l’estate è proprio la stagione “da paura”! 🙂

  21. Dunque, per prima cosa ho letto il genere: horror. Bene. Mi sono messa comoda pensando a un assassino o morti viventi o demoni e invece mi pare di capire che ci troviamo davanti a un disturbo di percezione o di personalità. Forve preveggenza. Perché alla fine quelle scintille si “materializzano” in un incendio. Mi sembrava ovvio scegliere proprio questa opzione. Andiamo a vedere che succede, anche perché di incendi in questo periodo ce ne sono più o meno ovunque nella nostra penisola. Non si può dire che il tuo racconto non sia attuale. Giusta supsence. Bravo.

    • Ciao Hannock,
      per qualche motivo mi è arrivata solo ora la notifica del tuo commento.
      Boh.
      In ogni caso sì, la situazione attuale ha sicuramente influenzato il tema del racconto che, come hai ipotizzato tu, potrebbe essere incentrato su un disagio psicologico o roba del genere. Andando avanti lo decideremo insieme.
      A proposito, ho pubblicato ieri il secondo capitolo.
      Ciao, ci vediamo dalle tue parti a breve.

  22. Si dirigerà verso l’incendio…
    L’incipit lo trovo molto avvincente, con un protagonista che mostra sin da subito un aspetto insolito (le scintille che forse hanno un legame con l’incendio). Anche la figura del prete risulta piuttosto enigmatica: è reale o si tratta di un’allucinazione?
    Molte realistico lo scambio di battute tra il protagonista e il suo amico.

    • Ciao Anna,
      il tuo commento mi fa molto piacere.
      Sono contento che tu abbia trovato i dialoghi realistici, sono quelli che dovrebbero far distinguere il delirio dalla realtà.
      Almeno quello è il piano.
      Grazie di essere passata da queste parti,

      a presto

    • Veners,
      hai ragione stavolta è diverso, credo.
      Ho letto parecchi horror e visto moltissimi film del genere.
      Volevo provare a scriverne uno, anche se come al solito non so bene dove porterà.
      Grazie al cielo ci siete voi che mi indirizzate nella direzione giusta.
      Spero 🙂