REVOLVER AGATA

“Qualche cosa si era rotta nel motore”

La tempesta di sabbia crepitava sulla carlinga accartocciata. Insisteva su un’elica malconcia: le tre pale, cigolando, ruotavano di pochi gradi, si fermavano e ripartivano alla raffica successiva.
La donna distolse lo sguardo da quel movimento ipnotico.
Non provava dolore, ma il fatto di essere schiacciata dalle spalle in giù da un intrico di ferraglia che solo pochi minuti prima era stato un velivolo, e la tormenta che le mulinava intorno, non deponevano a favore della possibilità di essere a casa per cena.
Sentiva la sabbia calda ammassarsi a ricoprirle il collo e la testa.
Sospirò: «Eh, cara mia, pare proprio che la tua storia finisca qui!». Parlare da sola riusciva sempre a farla sentire meno sola.
«Prima che ti trovino, avrai fatto la fine della patata arrosto sotto la cenere».
Provò l’impulso di grattarsi la nuca insabbiata e le scappò una risatina nel constatare di non esserne in grado.
«Che tortura, morire morendo dal prurito!».
Le si rizzarono i capelli per un brivido che le percorse…
«La schiena? Magari! Il collo. E basta».
Più in basso non sentiva nulla.
Accanto a lei, irraggiungibili, vide i suoi occhiali, già sepolti per metà da una mini duna di granelli quasi impalpabili.

Qualcosa colpì la montatura facendola tintinnare. Un secondo dopo la tempesta si acquietò.
Cos’era stato?
I
l vetro della lente ingrandiva una sfera scura e irregolare. Un sasso? No, sembrava
«Una tsantsa del Rio delle Amazzoni?».
«Pardon, Madame?», replicò la sfera.
Parecchi secondi di silenzio furono colmati dallo stridio della tempesta che riprendeva vigore.
«A dir poco incredibile!», commentò infine la donna. «Voglio dire, da una tsantsa brasiliana mi aspetterei parole in shuar. O al limite in portoghese. Invece… francese!».
Un peduncolo, al polo nord dell’oggetto, vibrò come un’ugola appesa al contrario: «Shuar? Mai sentito. Il francese lo conosco molto bene, ma me la cavo anche con il portoghese. E l’italiano».
«Vedo, complimenti!».
L’oggetto rotolò più vicino, lei vide che le ombre che aveva scambiato per i fori di occhi e bocca erano più simili a balani: tronchi di cono cavi, come vulcani.
«Mi perdoni, cos’è una tsantsa?».
A ogni parola, i vulcani soffiavano sabbia.

«Oh, è una testolina bollita e rinsecchita. Più o meno come sarà la mia zucca quando, tra migliaia di anni, la troveranno gli archeologi. Tanto, del resto del corpo è rimasto poco».
«Mi spiace».
«Cose che capitano, non è il caso di rattristarsi. Ho avuto una vita lunga, e non lascio nessuno oltre una gatta scorbutica».
Declamò al cielo una poesia estemporanea:
«Oh, Rosa!
Pulciosa!
Ti mancherò?
Boh!
».
Tornò alla prosa: «A proposito, fingendo che tu esista davvero, come devo chiamarti?».
«Il mio nome è Besìs Sandùdz».
«Agata, piacere. Come mai da queste parti, Besìs? Ti hanno condannato ai servizi sociali e ti tocca assistere una vecchia moribonda?».
«No, Madame. Potremmo dire che lo schianto del suo aereo mi ha risvegliato da un lungo sonno».
La donna tossì: «Dolente di averti disturbato!».
«Tutt’altro. Quando, tempo fa, sono precipitato, mi sono conficcato in profondità e lì sono rimasto. Come vede, niente zampe né artigli per scavare».
«Mi correggo, allora: felice di averti aiutato».
Agata agitò la testa per scostare la sabbia calda dalle orecchie: «Ma non illuderti troppo. Tra poco tu, io e l’aereo saremo sommersi per sempre».
Besìs rotolò fino a sfiorarle il naso: 
«Non è detto, Madame».
Il mondo di Agata cominciava a perdere luce e colore. Faceva sempre più fatica a parlare:
«In che senso?».
«Sono una stella cadente. Caduta».
La donna chiuse gli occhi, ma nonostante il respiro affannato non rinunciò a ridere:
«Ma certo! Quindi devi realizzare un mio desiderio!».
«No».
«No?».
«Non mi ha visto cadere, Madame, spiacente».
«Toh, guarda! E io che già pensavo di chiederti di sollevare questo pesantissimo ultraleggero!».
«Una volta che tocco il suolo, non posso realizzare i sogni», ribadì Besìs. «L’interazione gravito/dimensionale mi inibisce il traslatore. E poiché si tratta di reindirizzare il flusso di ebius spaziotemporale, convogliato dai miei crateri, fino a intersecare una realtà parallela…».
«Bla bla bla! Basta, Einstein, non mi interessa! Se non puoi fare nulla, fa nulla. Fammi compagnia, mi basta».
«Va bene. Vorrei solo farle sapere che posso fare il contrario», specificò Besìs.
«Ossia?».
«Qui non posso rendere reale un sogno, ma posso far sì che la realtà diventi sogno».
«Mi prendi in giro?».
«Non mi permetterei».
«A che mi servirebbe? Mi vedi, sto già delirando, parlo con un sasso del deserto! Ho pochi minuti di vita davanti e tu mi proponi di dormire?».
«No. Le propongo di risvegliarsi da questo spiacevole sogno».
«Questo non è affatto un sogno», obiettò Agata.
«Non ancora, ma può diventarlo».
La donna guardò Besìs con aria di sfida: «Be’, che aspetti allora?».
«Se vuole, procedo subito».
«Subito, sì, prima che…».

Si udì il gracidio sputacchiante di una moka: un pennacchio di gas sbuffò da un cratere, poi tutto sfumò.
Nel buio, una voce dall’accento francese sussurrò: «Vedrai, piccola Agata, ci divertiremo!».

Eccomi di nuovo qua. Un po' in ritardo, ma con rinnovato impegno e dedizione. Su quale mezzo di trasporto ambientiamo il prossimo capitolo?

  • Che domande! Su un aereo, ovviamente. Dentro, però, non sotto! (13%)
    13
  • Boh, si chiama Agata, me ne ricordo una che aveva a che fare con l'Orient Express. Su un treno! (44%)
    44
  • È Agosto, aria di vacanze. Ci starebbe bene una nave da crociera. (44%)
    44
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61 Commenti

    • Buongiorno, Gabriele. Eh Eh… la scelta tra le tre opzioni mi pone davanti a un bivio non privo di insidie e la caratterizzazione, così come l’ho fatta, ha almeno una criticità che spero non mi faccia deragliare.
      Grazie mille per il commento e i complimenti, ci vediamo presto.

  1. Davvero fantastico! Ti dico solo che sei riuscito a farmi immaginare un filmato al rallentatore del volo degli oggetti e delle pietanze che si scontrano nell’aria e si mischiano allegramente! Alla prossima!

    • Scisami, Dhalya, forse non ho esposto in modo sufficientemente chiaro ciò che intendevo.
      Con cinquemila caratteri a disposizione, si devono fare scelte, a volte dolorose. È normale privilegiare il “plot”, il dipanarsi della trama, piuttosto che excursus che nulla aggiungono alla comprensione del racconto.
      In questo senso il “volo delle pietanze” può essere considerato superfluo, ma nella Terra dei Racconti di Erri Porta Lui è il Dio Assoluto, e ha deciso che quel periodo fosse fondamentale. Nelle varie revisioni del capitolo, ho rimosso molte cose, ne ho aggiunto altre, ma quell’immagine è rimasta pressoché invariata dalla prima stesura.
      Perché a me piace molto, e ritengo che abbia una funzione importante nel definire il tenore e lo stile di questo racconto. Piace anche a te, questo mi rende felice ed è in tutta evidenza una cosa che ci accomuna. Magari, proseguendo io nella scrittura e tu nella lettura della storia, troveremo altre cose su cui andiamo d’accordo.
      Hai visto mai? 😉

    • Buonasera, befana. Grazie di cuore, è il commento più “wow” che abbia mai ricevuto, mi onora, mi spiazza. E mi spaventa, perché voglio dare il giusto valore a due paroline che opportunamente usi: “al momento”. Ecco, ti prometto questo: farò il possibile perché questa storia sia il più “wow”, possibile, sperando che tu possa ripetere “al momento wow” in ogni commento, fino al decimo capitolo.
      Grazie di nuovo, ci vediamo presto!

  2. Ciao Erri,
    io mi sono figurata che il papà burlone, e fotografo, accorra per immortalare il meteorite appena caduto, perciò penserà lui alla sua piccina 😉
    Un capitolo davvero delizioso, soprattutto l’incontro aereo di cibo con conseguenti esperimenti culinari dai risultati di dubbio gusto 😉 😉 😉
    Alla prossima!

    • Buonasera, Artelisa. Ma sai che ciò che ti sei immaginata appariva in una versione che ho dovuto modificare per varie ragioni? Sì, in origine il papà aveva la reflex perché mi “serviva” che la tenesse in mano al momento dell’impatto 😀
      Ti ringrazio di questo commento così simpatico e di quel “delizioso” che mi tengo tutto io, perché sono certo che non si può riferire all’ananas al caffè 😀 😀
      Ciao, ci vediamo presto

  3. Quale bimbo non attacca il naso al finestrino? Io lo facevo e la mia sorellina lo fa tuttora. Questa immagine mi è piaciuta tantissimo e il quadro della famigliola è stato tenero e simpatico. Mi sono immaginata le espressioni della mamma alle parole del padre e non ho potuto far altro che sorridere divertita, sarà che quando ero piccola succedeva più o meno la stessa cosa con i miei genitori. Ho votato per la domanda trabocchetto.
    A presto e buon pomeriggio 🙂

    • Buonasera AUI! Che bella quella frase su te e tua sorella… mi fa sorridere e anche riflettere, perché mi viene da pensare a mia figila che ha smesso di farlo da poco e al piccolino che tuttora lo fa (e se gli dici di smetterla lo fa ancora di più 😀 ),,, mi sa che abbiamo qualche annetto di differenza, eh? 😀
      Ciao, sono stra-contento che il capitolo ti sia piaciuto, ci vediamo presto!

    • Buonasera, Tinarica. Uhm, “racconto matrioska”, dici? Eh eh, chissà che non venga fuori qualcosa di simile 😀
      Ciao, ti ringrazio per il commento e i complimenti e ti auguro una sporta di ottimi giorni, cumulabile col sacco che ti ho augurato qualche giorno fa 😀
      (perdonami, sono scemo, mi diverto anche così)

  4. Anche io ho sempre adorato attaccarmi col naso al finestrino per immergermi nei paesaggi esterni beccandomi i rimproveri per i segni lasciati sui finestrini della macchina!
    A volte lo faccio anche adesso (L’ho detto molle volte che sarò sempre bambina e non mi smentisco mai)😆
    Comunque il capitolo mi è stra-piaciuto, fin dall’inizio con un’immagine che per me rappresenta l’infanzia e la voglia di sognare: un viaggio in treno e un nasino sul finestrino.
    Come sempre i personaggi che hai creato sono fantastici, caratterizzati già dalla prima frase in cui compaiono. Il padre mi sta proprio simpatico, e in realtà anche la madre… però Agata batte tutti!
    Allora per il prossimo scelgo l’opzione che mi ha divertito di più… direi domanda a trabocchetto😜.
    Aspetto il prossimo, buona giornata!

  5. Ciao Erri,
    Wow, capitolo molto strano, Agata si sveglia in un altra vita? Oppure è nell’epoca di quando era piccola?
    Mi è piaciuta la descrizione del vetro che si infrange e questa nota divertente che metti in tutto. 🙂
    I genitori tendono a non credere ai bambini, anche quando le cose più strambe possono diventare reali, quante volte mi è capitato di dire cose ai miei genitori e quelli non mi hanno creduto. Almeno Agata ha un bravo papà con dell’immaginazione e della fiducia nella figlia. 😉
    Questa storia comincia a incuriosirmi sempre di più, non fermarti, l’avventura sta per iniziare! 😀
    Le stelle cadenti sono una cosa magica che ho sempre ammirato, e adesso che scopro che possono davvero esaudire i desideri le adoro ancora di più! 🙂
    Ciao, buona giornata. 🙂

    • Buongiorno, Fior! Per rispondere alla tua domanda, forse entrambe le cose: Besìs ha scucito la sciarpa che la vecchia Agata aveva sferruzzato per tutta la vita. È rimasta la lana, con la quale la giovane Agata potrà sferruzzare una sciarpa che magari sarà diversa 😀 Ma la vera domanda è: perché Besìs ha deciso di farla risvegliare bambina?
      Boh! 😀
      Ti ringrazio moltissimo per i tuoi bei complimenti, mi danno un sacco di entusiasmo per continuare!
      Ciao, Fior, ti auguro una montagna di fantastici giorni 🙂

  6. Agata si salva da sola…
    Ciao Erri, uno stile cinematografico il tuo, ricco di metafore originali che trasformano le parole in vere e proprie immagini. Il personaggio della piccola Agata, poi, è ben caratterizzato il che ti fa onore perché non è facile rappresentare un bambino (te lo dice una che ha due figli e, nonostante tutto non ci riesce) quindi complimenti.

    • Buonasera, Anna, benvenuta! Ti ringrazio per i complimenti, mi fanno veramente piacere! Mi sono chiesto più volte se lo stile “cinematografico” non sia una limitazione per la scrittura, al giorno d’oggi, vista la mole immensa di immagini di cui gli altri media ci inondano, ma… non riesco a scrivere diversamente 😀
      Riguardo alla caratterizzazione di Agata, be’, grazie-issime! 😀
      Ho limato e riscritto più volte le poche parole che pronuncia cercando di renderle coerenti con una bimba piccola ma sveglia, se ho reso l’idea ne sono felice!
      Ciao, grazie di nuovo, ci vediamo presto.

  7. Buongiorno Erri,
    di nuovo, come nel racconto precedente, ritrovo l’atmosfera dei film di fantascienza anni ’80. Sarò l’unico? Boh.
    In ogni caso dico che si salva da sola.
    Ho apprezzato i tuoi scritti precedenti, ma questo sembra essere “più meglio” 😀
    Sono contento che ci sia stato un treno al posto della nave da crociera.

    • Buongiorno FueGod! Ma sì, la fantascienza mi piace, anche se per questi racconti preferirei uno stile molto più “cross-genre”. Mi fa piacere che questo nuovo racconto ti piaccia particolarmente, anche se forse significa che ho perso per strada molte delle velleità di scrvere “storie per ragazzi” 😀
      Sul treno: col capitolo quasi pronto, controllavo ogni due minuti che non arrivasse il voto decisivo a ribalare la scelta 😀
      Però un pareggio è un pareggio, e qualche nave da crociera penso che comparirà.
      Ciao, ti ringrazio del commento, ci vediamo presto

    • CIao, Nicholas, buongiorno. Ti ringrazio per il commento e i complimenti!
      Speravo che quella che indichi fosse un’immagine divertente che potesse catturare l’attenzione, per cui, se per te è stato così, mi fa molto piacere.
      Ciao, ci vediamo presto 😉

  8. Uff, ce l’ho fatta.
    Per correttezza, devo sottolineare che ieri pomeriggio (lunedì), l’opzione “nave da crociera” ha pareggiato. Le due opzioni erano del tutto incompatibili, per cui ho scelto quella che ha raccolto per prima più voti, cioè il treno, anche per il particolare trascurabile che ci stavo già lavorando da ore 😀
    Comunque, nei prossimi capitoli terrò conto di questo pareggio.
    Ciao a tutti (scrivere buonanotte è inutile, a quest’ora non credo che siate in molti 😀 )

    • Buonasera, Mimi, benvenuta. Che dirti? Ah, solo questo: grazie, mi fai felice 🙂
      Tutti i lettori sono per me importanti, ma quelli con meno di diciotto anni lo sono un pochino di più, perché quando scrivo penso soprattutto a loro (a voi) 😀
      Sono perciò molto contento che il capitolo ti sia piaciuto e spero che possano piacerti anche i successivi.
      Ciao, ci vediamo presto 😉

    • Buonasera, Dahlya, benvenuta! Sono contento che la storia ti intrighi e mi fa molto piacere la tua “impazienza” 😉
      Mi sento di rassicurarti, sto lavorando al secondo capitolo, speravo di pubblicarlo stanotte ma non so se ci riuscirò 😉
      Ciao, ti auguro una notte intrigante

    • Buonasera, Tinarica, benvenuta!
      Sono contento di averti incuriosito, e non so ancora rispondere alla tua domanda. Del resto, dotte disquisizioni sul confine tra reale e immaginario hanno impegnato da secoli menti più raffinate della mia 😀
      Ciao, grazie di tutto, ci vediamo presto 😉

  9. Non mi piace il tuo nickname, non mi piace il tuo avatar e tutto sommato non mi piace nemmeno questo incipit. Però sono certo di aver capito (con estremo ritardo) chi sei tu, con i tuoi deserti e le tue digressioni fantascientifiche. E allora ti seguo (incuriosito peraltro da questa involuzione da fisico a bimbominkia).

    • Buongiorno, Napo, benvenuto.
      Il mio nick non mi dispiace.
      Il mio avatar mi piace, ma, essendo preso da internet, lo cambierei. Ci ho provato, ma purtroppo non ho ancora trovato di meglio.
      Questo incipit, tutto sommato, mi piace.
      L’ultimo termine che usi è una delle poche parole in “sedicente italiano”‘ mi passerai la forzatura, che non userei neppure sotto tortura. Comunque confido su quel “tutto sommato”, mi dà l’idea che tu non sia stato assalito dalle convulsioni leggendo questi cinquemila caratteri, quindi forse ho qualche speranza 😀
      Se riesci a continuare a leggere oltre il secondo capitolo, magari sarai utile fonte di critiche e consigli, tutto sommato rari da queste parti.

      Ciao, ti auguro un sacco di ottime giornate

  10. Ciao, Erri, e Bentornato!
    Appena ho visto il tuo incipit mi sono precipitato a leggerlo. Ad essere sincero dal titolo non mi aspettavo un granché, ma man mano che le parole scorrevano, la mia mente si è fatta più attenta.
    Un bellissimo inizio, mi è piaciuta molto l’interpretazione e la descrizione di Besìs, molto realistica: solo tu puoi far apparire verosimile una stella “caduta” 😉
    Ho votato su un treno: adoro Agatha Christie e “assassinio sull’Orient Express è il suo libro che più mi piace.
    Ancora Bentornato, Nic

    • Buongiorno Nicholas! Ti ringrazio un sacco per i complimenti, mi fa un piacere immenso leggere le tue parole. Grazie anche per il feedback sul titolo, ci ho rimuginato parecchio e alla fine ne ho scelto uno che, ne ero consapevole, poteva far storcere un po’ il naso. Spero che, nello svolgersi del racconto, diventi più chiaro il perché di questa scelta.
      Ciao, Nic, ci vediamo presto 😉

    • Buona scrittura a te, notturna Athelas. (Mi piace questo saluto, potrei anche prendertelo in prestito 🙂 )
      Benvenuta anche qui, sono felicissimo di averti tra i miei lettori e di averti incuriosito. In realtà sono io che spero di pubblicare un capitolo ogni 7-8 giorni. Finora ci sono più o meno riuscito, ma non è detto che sia così in futuro. E per la tua paura di non mantenere il ritmo, non preoccuparti, non mi cambia molto. Ha molto più valore leggere una storia già conclusa e trovare il tempo di commentarla e per questo ti ringrazio di nuovo. Ciao, buonanotte, buon risveglio, buona colazione eccetera 🙂

  11. Allora.
    Essendo un ammiratore fanatico della famosa scrittrice di cui non ricordo il cognome 😉 non potevo far altro che scegliere l’opzione che la riguarda.
    Oltre a darti il bentornato, devo dire che come tutti i tuoi primi capitoli riesci a incuriosire i lettori in maniera davvero incredibile, lo considero un notevole pregio.
    Ora non resta che attendere il secondo, sono già qua che aspetto, a presto 😉

    • Buonasera, Danio. Grazie per i molti complimenti, le tue parole sono per me un riscontro importantissimo. Per quanto riguarda Agata e il treno: spero proprio di non aver evocato aspettative sbagliate, è un’associazione che intendevo legare solo all’opzione, insomma, la mia vecchietta non ha mai avuto niente a che vedere con la Signora del Giallo 🙂
      Grazie ancora, ciao, ci vediamo presto.

  12. Ciao Erri,
    Ben tornato!
    Incipit interessante, a dire il vero mi è sembrato un po’ vago, ma sono sicura che nei prossimi capitoli sarà più chiaro.
    Stelle cadenti eh? Fantastico! Proprio in questo periodo, dove l’Italia è attraversata da centinaia di Perseidi.
    Capitolo scritto benissimo, inquietante, ma divertente, continua così, non vedo l’ora di leggere la continuazione.
    Scrivere dal cellulare è difficile, quindi non dirò altro, ma sappi che le tue parole nutrono la curiosità che nasce nel mio cuore.
    Ciao Erri, buona giornata! 🙂

    • Ciao, Fior! Grazie per il bentornato, grazie per i complimenti e per quell’ultima frase che scaldano il mio, di cuore 🙂
      È vero, è tempo di stelle cadenti, non so quanto mi abbia inconsciamente influenzato, magari quando ho pensato “Vorrei trovare un’idea per una nuova storia” stava cadendo una Perseide 😀
      Il capitolo è vago, alcuni passaggi sono un po’ bruschi… così sarà più facile, per Agata, credere che è stato un sogno.
      Ciao, ci vediamo presto 😉

  13. Welcome back Erri.
    Il tuo stile ormai si è consolidato, chissà se sarei in grado di riconoscerti anche sotto falso nome?
    Sul treno, sia perché mi piacciono i treni, sia per quella cosa della scrittrice famosa.
    Sabbia e considerazioni quantistiche sono la tua comfort zone a quanto pare 🙂

    • Buonasera, FueGod. Ah ah, la sabbia è troppa, lo ammetto.
      Però nel precedente l’avete scelta voi 😀
      Al contrario, era per me necessario che questo incipit si svolgesse nel deserto, più che altro per una questione di genesi dell’idea. Il perché potrebbe diventare chiaro nei prossimi capitoli, o forse rimarrà per sempre sottotraccia, dipenderà anche dalle vostre scelte.
      Forse hai ancora più ragione riguardo alle “considerazioni quantistiche”, almeno nel senso che mi piace sottointendere un substrato di razionalità anche a situazioni “magiche al di là di ogni ragionevole dubbio”. In questo sarei un pessimo scrittore fantasy, penso.
      Grazie di esserci, FueGod, ci vediamo presto 😉

  14. Eh, ma se mi parli di quell’ Agata e dell’Orient Express, mi prendi per i sentimenti.
    Ciao, sig. Porta, ben tornato, hai recuperato i comandi del tablet?
    Delizioso inizio: ti sei affezionato ai deserti.
    Ho particolarmente apprezzato la poesia (mi ricordava vagamente la canzone “gatto rognoso, bel gattone..” di Phoebe in Friends) e lo sproloquio della stella caduta: posso fare il contrario. Geniale. chi non vorrebbe godere di un potere così una volta ogni tanto?

    • Buonasera, befana.
      Rucuperato il tablet? Mica tanto :-D, ma l’ADSL casalinga e l’abbondanza di “ordinateurs”, portatili e non, fanno la differenza 😀
      Sapevo che qualcuno mi avrebbe fatto notare l’ostinata presenza di sabbia. Potrei rispondere che mi hanno ispirato il mare, la Notte di San Lorenzo… ma non sarebbe vero.
      La “poesia” nasce come una frase detta da Agata, mi hanno fatto sorridere le rime baciate non cercate (capirai!) e l’ho solo formattata di conseguenza 😀
      Sono molto contento che trovi delizioso questo inizio e ti ringrazio di cuore per i tanti, graditissimi, complimenti.
      Ciao, ci vediamo presto.

  15. Bentornato Erri!
    le tue storie hanno una leggerezza che mi affascina, intendo in senso positivo eh! Come dire semplice, ma non semplicistico 🙂
    Un incipit originale, ironico, fantastica l’idea di una stella caduta che trasforma la realtà in sogno, non vedo l’ora di divertirmi.
    Il treno, quell’Agata è stata una delle mie letture estive, anni fa.

    • Buonasera, Gabriele! Ah, quello che scrivi è una meta agognata, per me: riuscire a interessare pur rimanendo semplici. Terreno scivolosissimo, però, spero di reggermi in piedi 😀
      Grazie per i tanti complimenti, mi rendi felice. Spero di riuscire a divertirti.
      Non pensavo a quell’Agata, quando ho scritto l’incipit, ma il parallelo è stato uno dei motivi che mi hanno fatto scegliere le opzioni “mezzo di trasporto”.
      Ciao, ti auguro un sacco di ottimi giorni.

  16. Ciao Erri,
    Ben ritrovato. Ero ansiosa di rileggere una tua storia!
    L’incipit mi è piaciuto molto, mi stupisco ogni volta delle tue idee… i personaggi mi piacciono e questa idea della stella caduta mi intriga tantissimo. Del capitolo ho apprezzato molto i termini e gli aggettivi che usi, perché sono sempre i più adatti alla situazione, quindi ti faccio i miei complimenti.
    Ho votato per la nave da crociera…
    A presto e buona giornata

  17. Erriiii!!!
    Posso dirlo? Mi sei mancato 😉
    Mi chiedevo che fine avessi fatto, anche se, dato il periodo, posso immaginarlo.
    Mi sembra di capire che questa nuova avventura si allontanerà un pò dalla narrativa per ragazzi…o forse sbaglio?
    Comunque complimenti come sempre, sai regalare delle perle di fantasia e ironia tu che ti invidio da morire.
    Per il prossimo capitolo dico aereo 😉
    a presto!

    • Cinziaaa! Ciao, che piacere mi fa il tuo commento!
      In effetti pensavo di tornare molto prima, nella pia illusione che le due settimane di vacanze al mare mi permettessero di scrivere con più calma. Sono partito “al mare” con un incipit quasi terminato, mi sono detto “Faccio un po’ di editing e pubblico”. Poi, complici i problemi di connessione (esiste una vacanza in cui non ci siano problemi di connettività?) e un bambino iperattivo, non sono riuscito a dedicarmici come volevo e quando l’ho ripreso seriamente in mano ho capito che… non funzionava, non mi piaceva, era da cestinare! Così ho ricominciato da capo, ma nel frattempo ero tornato dalle ferie. Per quanto riguarda lo stile: in realtà vorrei tenerlo molto simile alle storie precedenti, più a Ombretta che a Carlotta. Ma ancora non ho le idee del tutto chiare. Il prossimo capitolo servirà a scegliere una direzione precisa.
      Tantissime grazie! Quante? Diciamo almeno sei chili e mezzo 😀
      Ciao, Cinzia, ci vediamo presto.

  18. Ciao Erri,
    mi fa piacere leggere una tua nuova storia…si perché, anche se arrivata da poco qui, mi sono deducata a volte anche alla lettura di storie già concluse..la tua avventura tra i ghiaccioli è stata una di quelle, e mi ha conquistato per lo stile personale e l’enorme fantasia e ironia, che apprezzo moltissimo 🙂
    Qui mi sembra che la che protagonista sia adulta. . Già dalle prine battute la storiami ha conquistata (ancora ironia, che bello!), perciò ti seguo volentieri 🙂
    Io direi aereo, per quanto la nave vacanziera mi ispirasse…a presti!

    • Buonasera, Artelisa. Benvenuta!
      Mi fa veramente molto piacere sapere che hai letto la mia prima storia: le storie già concluse spariscono dai riflettori e hai sempre il dubbio che vadano nel dimenticatoio, perse nel buio del web 😀
      Ti ringrazio tantissimo per i complimenti, spero che questa nuova ‘avventura’ non ti deluda!
      Ciao, ci vediamo presto 😉

  19. Ciao Erri, bentornato!!
    Aspettavo curiosissima la tua storia ed eccola qui, fantasiosa come sempre. Ma come ti vengono queste idee??
    Agata mi sta già simpatica solo per il fatto che parla e ride da sola come me!😂
    Due personaggi divertenti e unici come tutti quelli di tua invenzione, direi che è un inizio davvero accattivante.
    Voto per la crociera, e che l’avventura abbia inizio! 😊
    Buona domenica!😀