Mors Tua Vita Mea

Dove eravamo rimasti?

E ora? Riusciranno a fuggire ma si separeranno (67%)

Morti

L’orso continua ad avvicinarsi e sembra diventare più grosso man mano che la distanza che ci separa si accorcia.

Sento il panico salire nuovamente in me, quando all’improvviso Tomàs si gira, mi afferra le spalle e mi fissa negli occhi.

«Fidati di me», mi dice con un tono di voce a metà tra un urlo e un sussurro. «Lasciati cadere».

«Cosa?».

«Fingiti morta».

«Cosa!?».

«Ho detto che devi fingerti morta!».

L’animale emette un verso simile a un ruggito.

«Non c’è più tempo». Tomàs mi afferra e mi spinge verso il basso. Tra le sue braccia mi spezzo come un ramo secco. Finisco al suolo, tra il muschio e le foglie marce.

Lui si lascia cadere a fianco a me. Riesco a vederlo negli occhi mentre mi bisbiglia poche parole appena udibili: «Fidati».

Deglutisco, cercando di rallentare il fiato e trattenere il panico. L’orso entra nel mio campo visivo. Lo vedo aggirarsi intorno a noi per studiarci. Si muove descrivendo un ampio semicerchio senza perderci di vista.

Si ferma, si alza sulle zampe posteriori sembrando ancora più grosso. Ruglia squarciando il silenzio della notte. Non riesco a trattenere un urlo di terrore. Comincio a respirare in modo affannato. L’orso percepisce il mio terrore, capisce che non sono morta e si avvicina a me. Tomàs mi afferra una mano. Sento la sua presa ferma e decisa che cerca di infondermi coraggio.

«Non temere».

Vedo i suoi occhi risoluti che fissano i miei.

Deglutisco ancora. La saliva mi gratta la gola. Cerco di controllarmi il più possibile mentre lacrime e sudore mi bagnano il viso.

L’orso è dietro di me. Sento il suo fiato sui vestiti e sulla pelle. Si porta sopra la mia testa e annusa. Si riempie i polmoni del mio odore. Col muso percorre il profilo del mio corpo lasciando al suo passaggio gocce di bava.

A un certo punto si ferma e smette di annusare. Incomincia a urtare la mia schiena con la testa per muovermi.

Lui sa che sono ancora viva e si aspetta una mia reazione. Anche Tomàs lo capisce. Nei suoi occhi ora traspare preoccupazione.

Improvvisamente noto qualcosa brillare tra le foglie. Inclino la testa in modo impercettibile per poter vedere meglio. Non molto distante da Tomàs, seminascosta dalle foglie, l’ascia caduta al cacciatore brilla alla luce della luna.

Il coltello di Tomàs non serve a molto contro un orso, ma quell’ascia potrebbe salvarci la vita.

Alzo leggermente il dito della mano libera per indicargli l’arma alle sue spalle.

I suoi occhi lasciano trapelare uno sguardo interrogativo, allora con un filo di voce gli suggerisco: «l’ascia…».

L’orso comincia a spingermi più forte. Forse mi ha sentita parlare. Con le zampe mi urta la spalla e la schiena. Cerco di rimanere ferma mentre Tomàs, molto lentamente, porta il braccio dietro di sé. Lo vedo cercare il manico dell’ascia con la mano. Le suo dita sfiorano le foglie, il muschio i sassi e le radici. Si soffermano su ogni cosa cercando di capirne la natura, ma è molto lontano dall’arma.

Porto la mano libera all’altezza della sua testa e gli indico nuovamente la direzione giusta. Lui sembra capire, e con decisione porta il braccio verso l’ascia.

L’orso deve aver visto il mio movimento: sento la sua zampa spingere con forza contro le mie spalle, poi quattro coltelli premono contro le scapole. Uno strattone deciso e i suoi artigli mi strappano il vestito e la pelle. Un dolore lancinante mi percorre la schiena e si diffonde nel resto del corpo. Una smorfia di dolore si impossessa del mio viso e non riesco a trattenere un gemito. Sento la mano di Tomàs lasciare la presa e lo vedo allontanarsi da me.

L’orso ruglia furiosamente. Ormai non ha più dubbi sul fatto che io sia ancora viva. Si alza nuovamente sulle zampe posteriori. Prende spazio per attaccare. Gli basterebbe lasciarsi cadere su di me usando tutto il suo peso. Una sola delle sue zampe sarebbe sufficiente per schiacciarmi la testa.

Un colpo deciso all’altezza del collo. L’ascia si conficca in profondità aprendosi la strada tra la pelliccia, i muscoli e la carne.

L’animale indietreggia scuotendo la testa lasciando cadere al suolo schizzi di sangue e bava.

Cerco di alzarmi, ma una fitta me lo impedisce. Tomàs è subito sopra di me, mi solleva di peso e mi spinge in direzione della foresta.

«Scappa!», è l’ultima cosa che gli sento urlare prima che torni ad attaccare l’orso.

Corro verso il buio, lasciando alle mie spalle insanguinate le urla di Tomàs e dell’orso.

E ora?

  • Arrivano i ribelli sopravvissuti (63%)
    63
  • La protagonista tornerà indietro per salvare Tomàs, ma... (38%)
    38
  • Riposo e vendetta (0%)
    0

Voti totali: 8

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88 Commenti

  1. Ciao Christian, ho letto tutti i capitoli d’un fiato e mi è piaciuto moltissimo il modo in cui riesci a rendere la tensione: ad ogni momento un colpo di scena. Le descrizioni e le scene di azione (cioè praticamente tutte) sono molto vivide e realistiche. Seguo la storia molto volentieri, mi dispiace essere arrivata al sesto capitolo, ma meglio tardi che mai 😉

  2. Ciao Christian.
    Un capitolo molto avventuroso e colmo di tensione.
    Avvincente.
    Ti voglio far notare solo qualche cosuccia:
    Terrore e terrore – Annusare e annusa: due paroline che secondo me sono state messe in maniera troppo ravvicinata, tutto qui😀

    Spero che lei ritorni indietro ad aiutare Tomas ma visto il titolo del tuo libro, probabilmente se ne andrà 😂
    Ciao
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      sono contento che ti sia piaciuto il capitolo.
      Purtroppo le ripetizioni sono una condanna per me… Scrivendo, e a volte anche revisionando, non mi rendo conto di aver usato lo stesso termine più volte a distanza di troppe poche righe.
      L’interpretazione che hai dato al titolo del racconto è davvero egoista, hahaha. Ti assicuro che non ho intenzione di far morire Tomàs… per ora.
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  3. Ciao Christian. Un altro buon capitolo. Ormai sei una conferma. C’è giusto qualche piccolo refuso. Ho notato che hai fatto ricorso per ben due volte al verbo rugliare. Ammetto di essere rimasto inizialmente perplesso. Perché il ruglio lo associavo a un tipo di vocalizzo diverso (un borbottio basso e minaccioso che fanno anche i cani). In realtà, grazie a te, ho imparato che il ruglio è proprio il verso dell’orso, o meglio qualsiasi tipo di vocalizzo emetta l’orso. Non si smette mai di imparare. Ciao. Ah, per me arrivano i ribelli.

    • Ciao Lou,
      grazie mille per il complimento, molto sentito 🙂
      Per quanto riguarda i refusi, non farti problemi a farmeli notare, anzi, sarebbe davvero molto apprezzato 🙂
      Il discorsi “verso dell’orso” è stato abbastanza delicato. La canzone “e il coccodrillo come fa?”, potrebbe essere tranquillamente sostituita con “e l’orso come fa?”.
      Ho optato per “rugliare”, mi sembrava il termine più corretto 🙂 Nella prima stesura ammetto di essere caduto nella tentazione di usare “ruggire”, ma ho preferito evitare il termine in fine 😉
      Ciao, a presto e grazie per la lettura 🙂

  4. Ciao
    Capitoli davvero interessanti colmi di suspense, una corsa contro il tempo ma dopo tutto questo trambusto, occorre un po’ di tregua. Scelgo l’uccisione dell’orso e auguro un po’ di riposo alla rossa.
    Ciao!
    Ilaria

  5. Bravo. Sempre molto attento a dosare azione e descrizione. Per restare in linea col ritmo che hai voluto imprimere al racconto, direi che a questo punto riusciranno a fuggire ma si separeranno. Un’ultima cosa: personalmente alla storia che il solo modo per salvarsi dall’attacco di un orso sia fingersi morti non ci ho mai creduto. E tu?

    • Ciao Lou,
      grazie per il complimento. Scrivendo su The Incipit ho cercato di migliorare il bilanciamento tra descrizione a azione, sono contento che si vedano gli effetti.
      Anche io personalmente non credo molto alla storia del “fingersi morti”. Se dovessi trovarmi nei pressi di un orso penso che fuggirei urlando come una ragazzina, lasciando alle mie spalle solo il quadrupede e la mia dignità in frantumi.
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  6. Ciao Christian 🙂
    Ero lì al calduccio in mezzo ai fantastici ribelli… mi stavo proprio godendo l’atmosfera che avevi creato… già questo Tomas mi piaceva… e poi l’incantesimo si rompe 😉 Niente da fare. Vista la situazione, non ci resta che correre. Spero che in ogni caso il legame tra la protagonista e i ribelli possa in qualche modo resistere agli eventi.
    Sogni d’oro 🙂

    • Ciao Maria,
      i primi due capitoli sono stati molto difficili da scrivere con la scusa che non potevo lasciar trapelare il sesso dello/a protagonista.
      Nel terzo avete tirato il fiato sia voi che io 😀
      Grazie per la lettura, sto facendo molta fatica a trovare il tempo per scrivere e leggere, ma cercherò di ricambiare il favore 🙂
      A presto e grazie! 🙂

  7. Ciao Christian, mi è piaciuto molto questo episodio, soprattutto per il senso di tepore che hai regalato alla protagonista. Dopo i primi rocamboleschi episodi, ci voleva un momento tranquillo per riprendere fiato. Mi piace tanto anche l’immagine dei fuochi e della gente che parla a voce bassa: è rassicurante 🙂
    Ribelli, sicuro.
    A presto!

  8. Ciao Christian. Una volta nel commentare un mio racconto scrivesti che era stato come correre in discesa (ti eri sparato ben nove capitoli di fila quasi un record). Ecco per descriverti le sensazioni che ho provato leggendo il tuo nuovo racconto (specie i primi due episodi) sono costretto a ricorrere alla stesse parole, perché è stato proprio come correre in discesa. Mamma mia, alla fine del secondo ho dovuto rifiatare. Per fortuna che nel terzo un po’ hai rallentato. Ho votato per le presunte streghe.
    Se ti va io ho appena iniziato un nuovo racconto.

  9. …ribelli! I ribelli hanno sempre un loro fascino. Magari sono persone contro la società e (tra le varie cose) si oppongono alla caccia alle streghe. Molto bella la narrazione in questo capitolo, non so perché, ma sembra di leggere un libro “di quelli veri”. Giusto spazio alle descrizioni, impressioni e dialoghi, senza eccedere da nessuna parte. Davvero complimenti! Chissà cosa accadrà ora…

  10. “Ma la disperazione può essere una forza invincibile”.

    Ciao 🙂 ho trascritto la frase che più mi ha colpito. Molto bello l’intero capitolo. Sei riuscito a mantenere alta la tensione e i movimenti di chi viene sbattuto qua e là dalla corrente sono visibili. Bravo!
    Io ho votato per il ragazzo, ma adoro i capelli rossi 😉
    A presto!

  11. Non so perché, ma ho sempre pensato che fosse un maschio, quindi vada per il ragazzo! Complimenti per la descrizione molto avvincente della fuga, sembra veramente di provare le stesse sensazioni soffocanti del/la protagonista e di annaspare per l’ossigeno.
    Bravissimo, al prossimo

  12. La donna dalla capigliatura di fuoco, mi sembra troppo conscia per una bambina.
    Due capitoli interi di inseguimento e caduta nel fiume, molto appassionanti ma non ti porteranno via troppo spazio alla narrazione?
    Mi permetto: “Rimango immobile. Il dolore e il freddo sono paralizzanti”, secondo me “Resto immobile, paralizzato dal dolore o dal freddo” dava più ritmo, come subito dopo “poi sento la necessità dell’aria”, io avrei omesso il poi. “Ho bisogno d’aria” secondo me dà più il senso del l’urgenza, con il poi fa narrazione. Ma è solo la mia impressione ?
    Ciao

    • Ciao Befy,
      due capitoli senza un vero e proprio avanzamento di trama. Lo so, ma per questo racconto non mi interessa creare una trama elaborata, vorrei solo esercitarmi nello scrivere scene adrenaliniche. Cercherò di curare anche la narrazione andando avanti 🙂
      Effettivamente le tue osservazioni sono giuste. Non è stato per niente facile scrivere i primi due racconti senza lasciar trapelare il sesso del protagonista. Penso che dal terzo capitolo in poi cambierò leggermente registro.
      Ciao, a presto! 🙂

  13. Tutto fa pensare che sia una donna dai capelli rossi. D’altra parte all’epoca le donne dai capelli rossi erano le più sospette di stregoneria.
    Temevo che stessi per fare fuori la donna già al secondo episodio. Be’ forse dire temevo è un’esagerazione, perché sarebbe comunque un espediente di scrittura molto interessante. Certo non ti aiuta la narrazione in prima persona, altrimenti dal terzo capitolo dovresti cambiare narratore, ma anche questo si può fare.
    Ci sarà un motivo per il quale hai tirato così a lungo questa scena, o no?

    • Ciao Napo,
      sempre molto interessanti le tue osservazioni. Ad essere sincero ho tirato a lungo questa scena proprio perché, trattandosi di avventura, vorrei concentrarmi sulle “scene d’azione”. Non sto cercando di creare una trama elaborata, ma solo un contesto avvincente. Per il momento mi limito a volare basso, concentrandomi su una cosa alla volta.
      Grazie per la lettura e il commento, a presto! 🙂

    • Ciao Danio,
      in effetti ho fatto molta attenzione a non lasciar trapelare il sesso del protagonista. Non è stato facile, ma ho voluto lasciare a voi questa scelta 🙂
      Un po’ alla volta cercherò di recuperare i racconti del blog, quindi preparati a ricevere presto la mia sgradevole e non richiesta opinione sul tuo racconto. Scherzo 😀
      Allora a prestissimo e grazie per la lettura! 🙂

  14. Che tensione! Non so se fanno più paura gli inseguitori o i millepiedi (per come la vedo io i millepiedi!) bello il finale a sorpresa, chissà cosa accadrà ora. Ho votato per la caccia alle streghe. Forse il protagonista sta nascondendo una strega per qualche motivo o ha informazioni importanti.
    Ancora una volta condividiamo lo stesso genere! 😀
    Complimenti, scritto molto bene come al solito e, come al solito, sai creare la giusta tensione.

    • Ciao Erika 🙂
      hai paura dei millepiedi? Ma come!? Vai in Thailandia a prendere a pugni gli squali e hai paura di un piccolo insettino innocuo? Anche io.
      Grazie per i complimenti, sto cercando di scrivere tenendo a mente tutti i vostri consigli e sto cercando di riprendere lo stile e le tecniche che sono state apprezzate nei racconti precedenti 🙂
      Ciao, a presto! 🙂

    • Ciao Befy,
      si: chiedo a voi 🙂
      nel mio ultimo racconto ammetto che in certi capitoli ho dovuto stringere di parecchio la libertà di scelta dei lettori (tu per prima melo hai fatto notare)… Stavolta voglio darvi tutto il potere decisionale. Infatti, non ho la più pallida idea di cosa scriverò più avanti.
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  15. Bentornato. Un inizio al cardiopalma. Mi piace l’idea di lasciare al lettore la scelta dell’epoca, ma purtroppo per ora ti ho mandato in parità.
    Già che c’eri potevi osare di più, i millepiedi in fondo sono così innocui: vogliamo parlare delle sanguisughe?
    Peccato che nessuno abbia scelto la Caccia alle Streghe, in fondo non sappiamo se la voce narrante è un maschio o una femmina, magari una strega.
    Uffa, mi sono già pentito di avere votato per l’Inghilterra.

    • Buona sera Napo,
      i millepiedi sono innocui, ma suscitano la loro buona dose di schifo comunque. Conosco gente che avrebbe mollato la presa istantaneamente avendo un millepiedi sulla mano…
      Ma non escudo di inserire sanguisughe in questo racconto 😉
      Complimenti per aver notato il fatto che non ho mai specificato il sesso del protagonista, sei sta il primo lettore ad accorgersene (o comunque il primo a dirlo nei commenti).
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  16. Ciao Line,
    bentrovato.
    Non ho potuto fare a meno di pensare al film “Apocalipto”, quando l’indios fugge nella foresta braccato dai guerrieri aztechi (o maia o quelli che erano).
    Però preferisco spostare l’epoca verso l’800.
    Mi piacciono i vichinghi e li preferisco ai conquistadores.
    Ciao,

    a presto

    • Ciao Athelas,
      che bello riaverti tra i miei lettori! 🙂 ho visto che hai iniziato anche tu un nuovo racconto (per il momento ti seguo sulla fiducia, poi recupererò il capitolo il prima possibile).
      Dopo un rosa epistolare volevo svoltare completamente, ed eccoci con un Avventura 🙂
      Grazie per la lettura, ricambierò presto 🙂
      Ciao! 😀

  17. Buonasera Christian,
    non ti dò il benvenuto sulla piattaforma perchè vedo che hai scritto già molte cose, e in generi diversi 😉
    Primo capitolo molto adrenalinico, con un passaggio sui millepiedi che mi ha fatto venire la pelle d’oca e mi ha ricordato “Indiana Jones e il tempio maledetto” 😉
    Per andare avanti ho scelto i conquistadores.
    Buona notte!

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