Mors Tua Vita Mea

Corro

Corro. Sento il cuore che esplode nel petto. Non posso fermarmi. Le gambe stanno per cedermi. Continuo a correre solo con la forza della disperazione. Sento i polmoni in fiamme e la gola arsa. Il sangue che pulsa nella testa.

Porto le braccia davanti al viso per proteggermi dai rami degli alberi. Sento gli arbusti graffiarmi le gambe. Non mi concedo un attimo di riposo. Non posso.

Continuando a correre cerco di guardare dietro le mie spalle. Non li vedo, ma li sento. Le loro urla sempre più vicine a me. Devo scappare.

No faccio in tempo a voltare la testa: il piede urta contro una radice sporgente e cado a terra. Nel cadere sbatto il gomito contro una roccia. Controllo la ferita. Sanguina, ma non è grave.

Mi rialzo il più in fretta possibile. Barcollo prima di trovare stabilità sulle gambe. Il mio corpo supplica riposo, urla di fermarmi. Non voglio. La morte sarebbe preferibile al finire nelle loro mani. Ho visto cosa fanno a chi viene catturato dopo la fuga. Morirei mille volte piuttosto che fare quella fine.

Sento le loro urla ancora più forti, ancora più vicine. Non potrò scappare per sempre.

Le gocce di sudore mi finiscono negli occhi. Bruciano.

Non ho mai corso tanto in vita mia. Manca poco al fiume. Basterà attraversare il ponte e tagliare le funi per impedirgli di seguirmi.

Percorro l’ultimo tratto di strada sapendo di trovare la salvezza al limitare del bosco.

Il respiro affannato, i giramenti di testa.

Vedo la luce diventare più intensa e gli alberi farsi più radi. Ecco il fiume. Un corso d’acqua rinchiuso tra due pareti rocciose alte almeno dieci braccia. Le recenti piogge devono averlo gonfiato. Sento l’ira dell’acqua che si abbatte contro le rocce.

Sorrido, pesando che manchi poco alla salvezza. Ma appena arrivo al ponte scopro l’amara verità. Hanno tagliato le corde per impedirci di scappare. Non ci sono altre vie di fuga, non dentro l’ansa del fiume.

Mi lascio cadere in ginocchio, senza forze. Le loro voci sempre più vicine. Passo gli ultimi momenti della mia vita all’ombra di un albero indifferente al mio dolore. A lui non importa. Lui non teme niente, perché ha profonde radici. Profonde radici…

Mi rialzo in piedi e scatto verso il bordo del precipizio. Forse non è del tutto finita.

Mi sporgo con la testa per controllare. Eccole li: le radici dell’albero hanno scavato nel terreno fino a sbucare fuori dalla parete. Ma sporgono di poco, solo qualche spanna.

L’istinto mi dice di non farlo. Scivolerei sicuramente e cadrei in acqua. Mi guardo attorno, in cerca di altre vie di fuga. Niente. Dietro di me li vedo tra gli alberi, tra poco mi raggiungeranno. Non ho scelta.

Mi allungo il più possibile per cercare di afferrare la radice più vicina. Non ci arrivo. Provo di sporgermi ancora un po’, manca pochissimo. Il terreno sotto di me è scivoloso e cede. Cado verso l’acqua, cerco di afferrare la ridice ma è troppo corta e ricoperta di muschio. Mi sfugge un urlo, ma con l’altra mano riesco ad afferrare una radice più in basso. Scivola, ma stringo più forte che posso finché non sento la presa salda. Con la mano libera cerco disperatamente un appiglio, qualcosa a cui assicurarmi. Niente. Le unghie raschiano pezzi di terra e roccia fino a sanguinare.

Sotto di me infuria il fiume. Il boato della corrente è assordante, ma non mi impedisce di sentire le loro voci.

Devo fare silenzio. Cerco calmarmi rallentando il respiro. Hanno smesso di urlare. Mi stanno cercando.

La mano sudata scivola. La radice sembra volersi liberare dalla mia morsa. Non posso permettermi di lasciare proprio ora. Sotto di me il vuoto. Un senso di vertigini mi colpisce.Cerco di sollevare il braccio libero per assicurarmi a un’altra radice.

Proprio in quel momento sento qualcosa camminare sulla mano. Con la coda dell’occhio vedo un mille piedi che corre sulla mia pelle. Scende sul polso e si ferma. Mi studia con le antenne, muovendole qua e là.

Cerco di non farmi prendere dal panico e lotto contro la voglia di scacciarlo via. Il millepiedi riprende la sua discesa. Percorre tutto il braccio e si infila nella tunica. Sento le sue innumerevoli zampe a contatto con la mia schiena sudata. Stringo i denti nella speranza che tutto questo finisca in fretta. Sulla mia mano appaiono altri due millepiedi. Devo aver afferrato la radice vicino alla loro tana. Uno scende lungo la schiena, l’altro si avvicina al mio collo. Sento le antenne che mi sfiorano, toccano il mio orecchio, strisciano.

Cerco di combattere il disgusto e provo ad afferrare un’altra radice. Il mio braccio ne raggiunge una che sembra sufficientemente robusta. Riesco a rilassare i muscoli sentendomi un po’ più al sicuro.

Forse ho qualche speranza di salvezza.

Ma osservando in alto vedo la luce del sole oscurata dalla sagoma di uno di loro.

Cado nel terrore più totale mentre lo vedo allungare una mano verso di me per afferrarmi.

In certi momenti non pensi, agisci e basta. L’istinto ti urla comandi che non puoi ignorare.

Lo guardo negli occhi mentre lascio che le mie mani si aprano e precipito verso il fiume.

Interessante, ma in che epoca siamo?

  • 800 circa: l’Inghilterra è invasa dai vichinghi (25%)
    25
  • XVI secolo: l‘era dei conquistadores (25%)
    25
  • XVII secolo: durante la Caccia alle Streghe (50%)
    50
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88 Commenti

  1. Ciao Christian, ho letto tutti i capitoli d’un fiato e mi è piaciuto moltissimo il modo in cui riesci a rendere la tensione: ad ogni momento un colpo di scena. Le descrizioni e le scene di azione (cioè praticamente tutte) sono molto vivide e realistiche. Seguo la storia molto volentieri, mi dispiace essere arrivata al sesto capitolo, ma meglio tardi che mai 😉

  2. Ciao Christian.
    Un capitolo molto avventuroso e colmo di tensione.
    Avvincente.
    Ti voglio far notare solo qualche cosuccia:
    Terrore e terrore – Annusare e annusa: due paroline che secondo me sono state messe in maniera troppo ravvicinata, tutto qui😀

    Spero che lei ritorni indietro ad aiutare Tomas ma visto il titolo del tuo libro, probabilmente se ne andrà 😂
    Ciao
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      sono contento che ti sia piaciuto il capitolo.
      Purtroppo le ripetizioni sono una condanna per me… Scrivendo, e a volte anche revisionando, non mi rendo conto di aver usato lo stesso termine più volte a distanza di troppe poche righe.
      L’interpretazione che hai dato al titolo del racconto è davvero egoista, hahaha. Ti assicuro che non ho intenzione di far morire Tomàs… per ora.
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  3. Ciao Christian. Un altro buon capitolo. Ormai sei una conferma. C’è giusto qualche piccolo refuso. Ho notato che hai fatto ricorso per ben due volte al verbo rugliare. Ammetto di essere rimasto inizialmente perplesso. Perché il ruglio lo associavo a un tipo di vocalizzo diverso (un borbottio basso e minaccioso che fanno anche i cani). In realtà, grazie a te, ho imparato che il ruglio è proprio il verso dell’orso, o meglio qualsiasi tipo di vocalizzo emetta l’orso. Non si smette mai di imparare. Ciao. Ah, per me arrivano i ribelli.

    • Ciao Lou,
      grazie mille per il complimento, molto sentito 🙂
      Per quanto riguarda i refusi, non farti problemi a farmeli notare, anzi, sarebbe davvero molto apprezzato 🙂
      Il discorsi “verso dell’orso” è stato abbastanza delicato. La canzone “e il coccodrillo come fa?”, potrebbe essere tranquillamente sostituita con “e l’orso come fa?”.
      Ho optato per “rugliare”, mi sembrava il termine più corretto 🙂 Nella prima stesura ammetto di essere caduto nella tentazione di usare “ruggire”, ma ho preferito evitare il termine in fine 😉
      Ciao, a presto e grazie per la lettura 🙂

  4. Ciao
    Capitoli davvero interessanti colmi di suspense, una corsa contro il tempo ma dopo tutto questo trambusto, occorre un po’ di tregua. Scelgo l’uccisione dell’orso e auguro un po’ di riposo alla rossa.
    Ciao!
    Ilaria

  5. Bravo. Sempre molto attento a dosare azione e descrizione. Per restare in linea col ritmo che hai voluto imprimere al racconto, direi che a questo punto riusciranno a fuggire ma si separeranno. Un’ultima cosa: personalmente alla storia che il solo modo per salvarsi dall’attacco di un orso sia fingersi morti non ci ho mai creduto. E tu?

    • Ciao Lou,
      grazie per il complimento. Scrivendo su The Incipit ho cercato di migliorare il bilanciamento tra descrizione a azione, sono contento che si vedano gli effetti.
      Anche io personalmente non credo molto alla storia del “fingersi morti”. Se dovessi trovarmi nei pressi di un orso penso che fuggirei urlando come una ragazzina, lasciando alle mie spalle solo il quadrupede e la mia dignità in frantumi.
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  6. Ciao Christian 🙂
    Ero lì al calduccio in mezzo ai fantastici ribelli… mi stavo proprio godendo l’atmosfera che avevi creato… già questo Tomas mi piaceva… e poi l’incantesimo si rompe 😉 Niente da fare. Vista la situazione, non ci resta che correre. Spero che in ogni caso il legame tra la protagonista e i ribelli possa in qualche modo resistere agli eventi.
    Sogni d’oro 🙂

    • Ciao Maria,
      i primi due capitoli sono stati molto difficili da scrivere con la scusa che non potevo lasciar trapelare il sesso dello/a protagonista.
      Nel terzo avete tirato il fiato sia voi che io 😀
      Grazie per la lettura, sto facendo molta fatica a trovare il tempo per scrivere e leggere, ma cercherò di ricambiare il favore 🙂
      A presto e grazie! 🙂

  7. Ciao Christian, mi è piaciuto molto questo episodio, soprattutto per il senso di tepore che hai regalato alla protagonista. Dopo i primi rocamboleschi episodi, ci voleva un momento tranquillo per riprendere fiato. Mi piace tanto anche l’immagine dei fuochi e della gente che parla a voce bassa: è rassicurante 🙂
    Ribelli, sicuro.
    A presto!

  8. Ciao Christian. Una volta nel commentare un mio racconto scrivesti che era stato come correre in discesa (ti eri sparato ben nove capitoli di fila quasi un record). Ecco per descriverti le sensazioni che ho provato leggendo il tuo nuovo racconto (specie i primi due episodi) sono costretto a ricorrere alla stesse parole, perché è stato proprio come correre in discesa. Mamma mia, alla fine del secondo ho dovuto rifiatare. Per fortuna che nel terzo un po’ hai rallentato. Ho votato per le presunte streghe.
    Se ti va io ho appena iniziato un nuovo racconto.

  9. …ribelli! I ribelli hanno sempre un loro fascino. Magari sono persone contro la società e (tra le varie cose) si oppongono alla caccia alle streghe. Molto bella la narrazione in questo capitolo, non so perché, ma sembra di leggere un libro “di quelli veri”. Giusto spazio alle descrizioni, impressioni e dialoghi, senza eccedere da nessuna parte. Davvero complimenti! Chissà cosa accadrà ora…

  10. “Ma la disperazione può essere una forza invincibile”.

    Ciao 🙂 ho trascritto la frase che più mi ha colpito. Molto bello l’intero capitolo. Sei riuscito a mantenere alta la tensione e i movimenti di chi viene sbattuto qua e là dalla corrente sono visibili. Bravo!
    Io ho votato per il ragazzo, ma adoro i capelli rossi 😉
    A presto!

  11. Non so perché, ma ho sempre pensato che fosse un maschio, quindi vada per il ragazzo! Complimenti per la descrizione molto avvincente della fuga, sembra veramente di provare le stesse sensazioni soffocanti del/la protagonista e di annaspare per l’ossigeno.
    Bravissimo, al prossimo

  12. La donna dalla capigliatura di fuoco, mi sembra troppo conscia per una bambina.
    Due capitoli interi di inseguimento e caduta nel fiume, molto appassionanti ma non ti porteranno via troppo spazio alla narrazione?
    Mi permetto: “Rimango immobile. Il dolore e il freddo sono paralizzanti”, secondo me “Resto immobile, paralizzato dal dolore o dal freddo” dava più ritmo, come subito dopo “poi sento la necessità dell’aria”, io avrei omesso il poi. “Ho bisogno d’aria” secondo me dà più il senso del l’urgenza, con il poi fa narrazione. Ma è solo la mia impressione ?
    Ciao

    • Ciao Befy,
      due capitoli senza un vero e proprio avanzamento di trama. Lo so, ma per questo racconto non mi interessa creare una trama elaborata, vorrei solo esercitarmi nello scrivere scene adrenaliniche. Cercherò di curare anche la narrazione andando avanti 🙂
      Effettivamente le tue osservazioni sono giuste. Non è stato per niente facile scrivere i primi due racconti senza lasciar trapelare il sesso del protagonista. Penso che dal terzo capitolo in poi cambierò leggermente registro.
      Ciao, a presto! 🙂

  13. Tutto fa pensare che sia una donna dai capelli rossi. D’altra parte all’epoca le donne dai capelli rossi erano le più sospette di stregoneria.
    Temevo che stessi per fare fuori la donna già al secondo episodio. Be’ forse dire temevo è un’esagerazione, perché sarebbe comunque un espediente di scrittura molto interessante. Certo non ti aiuta la narrazione in prima persona, altrimenti dal terzo capitolo dovresti cambiare narratore, ma anche questo si può fare.
    Ci sarà un motivo per il quale hai tirato così a lungo questa scena, o no?

    • Ciao Napo,
      sempre molto interessanti le tue osservazioni. Ad essere sincero ho tirato a lungo questa scena proprio perché, trattandosi di avventura, vorrei concentrarmi sulle “scene d’azione”. Non sto cercando di creare una trama elaborata, ma solo un contesto avvincente. Per il momento mi limito a volare basso, concentrandomi su una cosa alla volta.
      Grazie per la lettura e il commento, a presto! 🙂

    • Ciao Danio,
      in effetti ho fatto molta attenzione a non lasciar trapelare il sesso del protagonista. Non è stato facile, ma ho voluto lasciare a voi questa scelta 🙂
      Un po’ alla volta cercherò di recuperare i racconti del blog, quindi preparati a ricevere presto la mia sgradevole e non richiesta opinione sul tuo racconto. Scherzo 😀
      Allora a prestissimo e grazie per la lettura! 🙂

  14. Che tensione! Non so se fanno più paura gli inseguitori o i millepiedi (per come la vedo io i millepiedi!) bello il finale a sorpresa, chissà cosa accadrà ora. Ho votato per la caccia alle streghe. Forse il protagonista sta nascondendo una strega per qualche motivo o ha informazioni importanti.
    Ancora una volta condividiamo lo stesso genere! 😀
    Complimenti, scritto molto bene come al solito e, come al solito, sai creare la giusta tensione.

    • Ciao Erika 🙂
      hai paura dei millepiedi? Ma come!? Vai in Thailandia a prendere a pugni gli squali e hai paura di un piccolo insettino innocuo? Anche io.
      Grazie per i complimenti, sto cercando di scrivere tenendo a mente tutti i vostri consigli e sto cercando di riprendere lo stile e le tecniche che sono state apprezzate nei racconti precedenti 🙂
      Ciao, a presto! 🙂

    • Ciao Befy,
      si: chiedo a voi 🙂
      nel mio ultimo racconto ammetto che in certi capitoli ho dovuto stringere di parecchio la libertà di scelta dei lettori (tu per prima melo hai fatto notare)… Stavolta voglio darvi tutto il potere decisionale. Infatti, non ho la più pallida idea di cosa scriverò più avanti.
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  15. Bentornato. Un inizio al cardiopalma. Mi piace l’idea di lasciare al lettore la scelta dell’epoca, ma purtroppo per ora ti ho mandato in parità.
    Già che c’eri potevi osare di più, i millepiedi in fondo sono così innocui: vogliamo parlare delle sanguisughe?
    Peccato che nessuno abbia scelto la Caccia alle Streghe, in fondo non sappiamo se la voce narrante è un maschio o una femmina, magari una strega.
    Uffa, mi sono già pentito di avere votato per l’Inghilterra.

    • Buona sera Napo,
      i millepiedi sono innocui, ma suscitano la loro buona dose di schifo comunque. Conosco gente che avrebbe mollato la presa istantaneamente avendo un millepiedi sulla mano…
      Ma non escudo di inserire sanguisughe in questo racconto 😉
      Complimenti per aver notato il fatto che non ho mai specificato il sesso del protagonista, sei sta il primo lettore ad accorgersene (o comunque il primo a dirlo nei commenti).
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  16. Ciao Line,
    bentrovato.
    Non ho potuto fare a meno di pensare al film “Apocalipto”, quando l’indios fugge nella foresta braccato dai guerrieri aztechi (o maia o quelli che erano).
    Però preferisco spostare l’epoca verso l’800.
    Mi piacciono i vichinghi e li preferisco ai conquistadores.
    Ciao,

    a presto

    • Ciao Athelas,
      che bello riaverti tra i miei lettori! 🙂 ho visto che hai iniziato anche tu un nuovo racconto (per il momento ti seguo sulla fiducia, poi recupererò il capitolo il prima possibile).
      Dopo un rosa epistolare volevo svoltare completamente, ed eccoci con un Avventura 🙂
      Grazie per la lettura, ricambierò presto 🙂
      Ciao! 😀

  17. Buonasera Christian,
    non ti dò il benvenuto sulla piattaforma perchè vedo che hai scritto già molte cose, e in generi diversi 😉
    Primo capitolo molto adrenalinico, con un passaggio sui millepiedi che mi ha fatto venire la pelle d’oca e mi ha ricordato “Indiana Jones e il tempio maledetto” 😉
    Per andare avanti ho scelto i conquistadores.
    Buona notte!

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