Allegro. Ma non troppo.

La nota mancata

A volte le giornate peggiori cominciano nel migliore dei modi.

La vetrata della sala grande era inondata dal riflesso lucente della neve e ogni cosa, dentro la stanza, brillava come se i fiocchi fossero caduti anche lì, soffici e vellutati. La coda nera del pianoforte sfumava con discrezione i colori abbaglianti del mattino appena nato, bilanciandoli con la sua eleganza. Nell’aria dondolava un aroma leggero di legno bruciato, ma nel camino non c’era che qualche piccolo ciocco: al padrone di casa non piaceva il caldo eccessivo, lo sapevano tutti.

Seduto sulla panchetta, Finn appoggiò le mani sopra le ginocchia e seguì con lo sguardo le curve morbide che imbiancavano il giardino. L’idea di uscire a ruzzolarsi in mezzo a tutto quel candore non era affatto sconveniente. Sorrise, pregustando il tuffo nella neve, mentre le dita tornarono a muoversi libere tra i chiaroscuri della tastiera.

Le note ripresero a correre, prima le une accanto alle altre, poi spingendosi a vicenda, scivolando lontano per tornare infine ad abbracciarsi.

A un tratto avvenne qualcosa d’inaspettato. Una nota appena nata inciampò in modo disastroso e, non trovando l’appiglio buono per restare in piedi, vibrò incerta nell’aria prima di cadere nel vuoto. Le dita di Finn non riuscirono a trattenerla e si arrestarono di fronte alla sua scomparsa.

Nella sala ci fu un lungo istante di silenzio. Il musicista restò in ascolto, alla ricerca di ciò che l’aveva distratto.

Era stato un urlo. Un urlo angosciato e pieno di dolore. Gli era entrato nei timpani all’improvviso, sovrapponendosi alla melodia che aveva in testa, fino a spegnerla.

Dal corridoio giunsero il rumore di passi affrettati e il borbottio inconfondibile di Agatha, la governante più scorbutica e arcigna che avesse mai messo piede dentro quella casa. Altri passi si avvicinarono per poi fermarsi e la voce spaesata di Jane domandò qualcosa che Finn non riuscì a capire. Agatha rispose avrà combinato uno dei suoi pasticci e riprese a camminare frettolosa, seguita dalla giovane cameriera.

Finn scattò in piedi e si avvicinò alla porta: il tempo d’abbassare la maniglia e l’aria fu subito satura di un urlo simile al primo, meno prolungato nell’estensione, ma carico dello stesso terrore.

Il pianista si mise a correre, seguendo le voci che si alternavano e confondevano in un crescendo di parole concitate. Scese la rampa di scale che lo separava dalla cucina ed entrò nella sala da pranzo con un balzo. La prima cosa che incrociò fu la faccia slavata e sconvolta della cuoca, Felicità, inginocchiata sul pavimento lucidato a dovere, con le labbra piegate in una smorfia nauseata e le guance umide di pianto.

Agatha e Jane, accovacciate di fronte a lei, si voltarono a guardare il padrone di casa: l’una spazientita, l’altra incredula.

– Che succede? – chiese Finn, fissando il curioso trio.

La governante si sollevò e lisciò il grembiule e la gonna sgualciti. Aveva una sessantina d’anni portati male. Le spalle strette, la vita asciutta, il viso smunto e i capelli raccolti in una crocchia grigia che rendeva ancora più severa la sua figura.

– Felicità le spiegherà ogni cosa – rispose la donna.

Finn cercò gli occhi della cuoca ma lei chiuse le palpebre e cominciò a singhiozzare.

Jane le sussurrò qualcosa, poi guardò l’uomo, restando in silenzio. Con lui non aveva scambiato che poche parole il giorno dell’assunzione, meno di settantadue ore prima. Gli era sembrato un tipo cordiale, ma in quel momento era troppo confusa per rivolgergli la parola. Doveva essere vicino ai quaranta ed era innamorato del pianoforte e delle stanze fredde. Tanto era elegante la sua musica, tanto era disordinato il suo aspetto. Capelli fuori taglio, barba mal rasata, maglione sformato e pantaloni scoloriti, piedi scalzi. Un disastro, pensò la cameriera, per essere il proprietario di questa villa piena di arazzi e cristalli da strofinare.

– Volete dirmi che succede? – domandò di nuovo Finn, guardandosi attorno, alla ricerca di qualcosa fuori posto.

– Felicità, non vuoi raccontare nulla al signor Finn? – chiese la governante. E nel pronunciare quelle parole, guardò con sufficienza la cuoca che, senza riuscire a sollevare la testa, aumentò il ritmo del pianto.

– Agatha, per favore… puoi darmi tu una spiegazione? – sospirò Finn.

– Si tratta di un piccolo inconveniente, signore.

– Di che genere?

– Venga a dare un’occhiata.

Finn la seguì fino alla porta vetrata che si apriva sul retro del giardino.

Per capire, gli bastò uno sguardo.

Henry, il maggiordomo, era steso sopra la neve con gli occhi spalancati sul cielo: aveva un’espressione rassegnata, quasi sorridente e le braccia aperte come se aspettasse un abbraccio. Il suo petto, nascosto dietro una elegante camicia inzuppata di sangue, era squarciato da un coltello dal manico d’argento.

– E questo lo chiami … un piccolo inconveniente?

– Nulla di cui preoccuparsi, signore.

E adesso?

  • Facciamo un passo indietro e conosciamo Henry. (56%)
    56
  • Guardiamoci attorno e cerchiamo di capire qualcosa! (22%)
    22
  • Chiamiamo la polizia, subito! (22%)
    22
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172 Commenti

  1. Ciao Foglia di Re. Intanto copertina bellissima e meritatissima: complimenti.
    Ti ho beccata a metà strada. Sei sempre più brava, niente da dire. Un giallo dai toni ironici e surreali, impreziosito da una scrittura agile, da descrizioni efficaci e a tratti poetiche e da personaggi caratterizzati alla perfezione.
    Per non dire dell’atmosfera alla Cluedo (te lo ricordi il gioco da tavolo della Parker? Ci fecero pure un film con Tim Curry e Christopher Lloyd).
    Per me accetterà l’invito di Agatha.
    P. S. Io sono tornato con una storia, se ti va ti aspetto

  2. Ciao athelas,
    Un altro bellissimo capitolo con le solite descrizioni milto ben riuscite… colgo l’occasione per farti i complimenti per la copertina 👏🏻
    Ho votato accetterà l’invito di Agatha… vedremo cosa ne salterà fuori.
    A presto e buona giornata

  3. Ciao Athelas,
    vedo che l’opzione che ho scelto (scuse+stanza di Henry) è in netto svantaggio… pazienza 😉
    Altro capitolo davvero ben scritto, per me hai la capacità di rendere vivide le immagine, come se mi si stesse proiettando un film davanti agli occhi 😉
    Volevo chiederti…in che epoca si svolge il racconto? Avevo già avuto l’impressione che non fosse contemporaneo, ma sarei curiosa di saperlo.
    Una buona notte!

    • Ciao Alessandra 🙂 ma non devi scusarti (intanto vedo che le scelte sono cambiate) 😉
      Grazie per la copertina… come ho scritto più sotto, è stata una grande sorpresa. Non so se la merito, di certo altri la meritano anche più di me 🙂
      Il tuo commento è generosissimo e io ti ringrazio tanto.
      Buon fine settimana!

  4. Ciao Athelas, capitolo coinvolgente e convincente. Non ho ancora capito se Rogers sia molto bravo o molto sbruffone come detective, insomma, tonto o finto tonto. Per il prossimo capitolo vedrei molto bene un dialogo con Agatha.
    Complimenti anche a te per la copertina, davvero meritata!

  5. Ciao,
    Per ora non ho notato nessuna delle cento cose che dici di fare storte…😉. Tra l’altro l’idea di far morire il maggiordomo, impedendo così ai lettori di tirare banali conclusioni su chi possa essere l’assassino, é geniale!
    Io vorrei assistere ad una chiacchierata con Aghata.
    Alla prossima!

  6. Io voglio vederlo a tu per tu con Agatha.
    Spero che fosse nei tuoi piani e di non averti influenzato: sei stata molto più indulgente con l’ispettore questa volta 😉
    Gran bel capitolo, ancora: nelle tue personalissime atmosfere non dimentichi mai di metterci tutti i crismi dei classici, anche la tenda smossa e l’osservatore/trice misterioso nascosto alla finestra.
    Vorrei saper suonare il piano

    • Anch’io vorrei saper suonare il piano. E il violino. E l’arpa.

      Ciao Befana! Avevo intenzione di dare maggior spessore professionale all’ispettore, tranquilla, però il tuo commento mi ha sicuramente indirizzata 😉
      I crismi dei classici 😉 grazie! Le tue parole sono sempre speciali.
      Buon fine settimana!

  7. A me l’ispettore sta simpatico invece. Insomma, è cicciottello e ha i baffi (non ricordo, li ha? spero di sì 🙂 ) e comunque è giusto che si comporti freddamente davanti a dei potenziali assassini. Ripetendo le parole di Napo qua sotto, si percepisce meno ironia, anzi, inizia a prendere piede una nota malinconica.
    A parte:
    – Il suo maggiordomo è morto a causa di una profonda ferita al torace–
    – Lo vedo–
    😀
    Però va bene un po’ di tristezza. D’altra parte ci sta ancora un cadavere nella neve.
    Facciamo avere all’ispettore un piccolo incidente.
    Ciao Athelas,

    a presto

  8. Rieccomi, Athelas. Incerto, alla fine ho votato per il piccolo incidente, ma solo perché mi pare che uno così non si voglia far dire da nessuno cosa fare.
    Dunque l’ispettore sembra essere più sveglio di quanto appariva, o voleva apparire, all’inizio. Mi rimane un po’ antipatico, ma apprezzo sempre l’intelligenza. In fondo anche Doctor House è odiato da tutti ma ci sa fare 😀
    Capitolo scritto benissimo e avvincente, mi piacciono tantissimo i dialoghi, li trovo molto realistici e costruiti magnificamente.
    E mi piace l’ironia che permea ogni parola, naturalmente 😀
    Ciao, tanti sogni d’oro anche a te.

  9. Ciao ,
    Scusa il tremendo ritardo…
    il capitolo è come sempre scritto molto bene e i personaggi sono ben caratterizzati. Il racconto entra nel vivo e adesso sono impaziente di scoprire tutti i particolari… intanto ho votato per l’ispettore in giardino che vuole vedere henry perché mi sembra la cosa più logica.
    A presto

  10. La figura dell’ispettore mi ha fatto rammentare Poirot, il simpatico personaggio creato dalla mente eccelsa di Agatha Christie 🙂
    Ho votato perché l’ispettore indaghi e voglia vedere il cadavere, mi sembra la cosa più logica. Certo che sembra proprio di essere in una gabbia di matti! 😉
    Ciao e al prossimo.

    • Ciao Danio! Confermo: siamo in una gabbia di matti 😉
      Vero, l’ispettore ricorda Poirot, ma in versione pazzerella. Befana ha ragione: con lui sono proprio stata cattiva! Anch’io credo che a questo punto l’ispettore dovrà mettere in campo la sua esperienza 🙂
      Grazie per esserci a ogni episodio. Sogni d’oro!

  11. Ciao Athelas,
    mi è piaciuto questo capitolo: è stato scorrevole e piacevole nonostante i tanti personaggi da seguire 😉
    E poi la chiusa mi ha fatto morire: un altro classico, il maggiordomo, che classico in questo caso non può essere, perchè il morto è lui!!!
    Io vorrei vedere l’ispettore in giardino alle prese con Henry…un classico 😉
    Buona serata!

  12. Rieccomi, Athelas. Ho votato per seguire l’ispettore in giardino, è ispettore, che ispezioni!
    Bellissimo capitolo e considerazione finale molto opportuna. La tua caratterizzazione del personaggio dell’ispettore è divertente, originale e ha anche un fatropporidere che non guasta mai. Non ci crederai, ma in questo capitolo mi è parso di cogliere un indizio interessante, chissà se ci ho colto 😀
    Sempre bravissima, complimenti e buon weekend 😉

  13. Ciao Athelas,
    ho recuperato due capitoli in uno 🙂
    La cosa migliore in assoluto è la cuoca strafatta…
    Scherzi a parte, non mi aspettavo risvolti del genere in un racconto che si basa su un omicidio. L’eccentrico ispettore conferma il binomio serio-comico.
    Interessante l’indizio delle fotografie.
    Ci sentiamo presto! 🙂 ciao 😀

    • Ciao 🙂
      Grazie per il tuo commento che mi fa capire che sto sulla buona strana. L’idea era proprio quella di scrivere qualcosa di semi-serio.
      Anche a me piace la cuoca bizzarra 😉 mentre scrivevo pensavo a Funeral Party… non se l’hai visto, ma Felicità si sarebbe trovata a suo agio in quel contesto 😉
      Grazie ancora e buona domenica!

  14. Sempre meglio, davvero un bellissimo capitolo, brava!
    Sarà per l’ironia o perché la memoria lavora in modi strani, ma leggendo mi è venuto in mente “invito a cena con delitto”, film fantastico, non solo per Truman Capote 😉
    A caccia di indizi con Jane e Finn…

    • Grazie Gabriele, come ho già scritto in risposta a un altro commento, questo capitolo l’ho completato con fatica, riscrivendolo più volte fino a trovare la forma che più si avvicinava alle mie intenzioni.
      Invito a cena con delitto, grande 🙂
      Grazie davvero per esserci! Buona domenica 🙂

    • Ciao 🙂
      Pillole fantastiche, direi… ti calmano sbattendoti in un altro pianeta fatto di pantofole accattivanti e visioni strambe!
      Hai ragione, ci sono andata pesante con l’ispettore, potrà mai perdonarmi? Cercherò di rimediare… o forse no… vediamo quale sarà l’opzione vincente 😉
      Grazie e buona domenica!

  15. Di nuovo complimenti, Athelas. L’ispettore è molto divertente e penso sia il caso di seguire lui in giardino (e ho votato di conseguenza. L’ambientazione ricorda molto Agatha Cristhie e forse non è un caso che la tua governante si chiami come lei… Aspetto con grande curiosità il nuovo capitolo.

    • Ciao Muppetz!
      Grazie per la tua lettura e il commento. Sì, non sbagli per la scelta del nome Agatha… e anche Jane ha il suo senso (per Miss Jane Marple) 😉
      L’idea, fin dall’inizio, era quella di scrivere qualcosa d’ironico e che avesse a che fare con alcune caratteristiche dei gialli classici. Per me è importante riuscire a mantenere questo obiettivo, spero di farcela.
      Grazie ancora e buona domenica 🙂

  16. Troppo divertente questo capitolo! Felicità a quanto pare sa qualcosa e ce lo nasconde…secondo me sarebbe interessante un interrogatorio personaggio per personaggio per smascherare un po’ di cose. Per ora vediamo Henry, magari salta fuori qualcosa di nuovo.
    Ancora bravissima, a presto!

    • Ciao Erika 🙂
      Sono contenta se il risultato ė stato divertente… in realtà stavolta ho scritto e riscritto il capitolo, modificandolo poi per intero… alla fine ho ottenuto una copia molto diversa dall’originale e più vicina a quella che avevo in testa.
      Dici che Felicità sa qualcosa? Magari le gocce l’hanno illuminata 😉
      Ti abbraccio e ti ringrazio per esserci sempre.
      Buona domenica!

  17. Immagino che ora i personaggi siano tutti presenti, quindi possiamo iniziare la ricerca degli indizi (oltre le foto già citate). Siamo bloccati nella neve, il maggiordomo è stato ucciso (quindi potenzialmente non è il colpevole), La governante ha drogato la cuoca e l’ispettore ha dei sospetti sul padrone di casa. Non ho ben capito se l’attacco narcotico di Agatha a Felicità avesse uno scopo terapeutico, visto lo stato mentale della cuoca, o se ci fosse un secondo fine. Immagino sia presto per scoprirlo.
    In tutto ciò il filo verde è ancora orfano.
    Sebbene sia curioso di seguire l’ispettore, per il momento andrei nella serra per sentire cosa devono dirsi quei due.
    Ciao Athelas,

    a presto.

    • Ciao FueGod 🙂
      Jane ha dato delle “gocce” alla cuoca 😉 nel secondo episodio, Jane si offre per accompagnare Felicità in camera… ho immaginato un ecceso di gocce… da lì gli scompensi della cuoca 🙂
      … ho esagerato? Sembra troppo pazza?
      Spero di accontentarti con la serra 😉
      Grazie! A presto!

  18. Tutto stavolta fa molto Agatha Christie: la riunione a porte chiuse, i collegamenti bloccati dalla neve, l’ispettore che è una specie di Poirot ibridato con Clouseau. Tutto però in salsa Athelas, con quel gusto per l’estrosità dei personaggi.
    Ogni opzione è ugualmente interessante. Un po’ a caso ho scelto Agatha e Jacob.

  19. Rieccomi, Athelas. Voto per il caos, lo trovo sempre molto interessante 🙂
    Non so come commentare, ti giuro. Il capitolo mi sembra perfetto. Complimenti. Forse l’unico passaggio che non mi ha convinto del tutto è dove racconti che Jane ha offerto il the caldo al giardiniere, immagino nel colloquio avuto poco prima. Ecco, quello l’avrei gestito diversamente, ma sono dettagli che noto solo perché il resto è… perfetto!
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend

  20. Hai messo la Polaroid, sono onorato 😉
    A me non ricorda molto Binnibut, ma è indubbio che ci sia un’atmosfera particolare che lega i tuoi racconti, mi domando come sarebbe la tua prosa alle prese con un’atmosfera diversa… non che non mi piaccia questa, anzi, sono solo curioso 🙂
    Qualcuno cercherà di scappare…

    • Ciao 🙂 ho raccolto l’idea della polaroid, il minimo che posso fare per ringraziarti della tua lettura attenta.
      Senza dubbio hai ragione, gira e rigira questa atmosfera ricompare. Quando ho scoperto Theincipit, ormai ė passato un anno, ho scelto di cominciare a scrivere un racconto che fosse un po’ magico e molto diverso da un’altra storia che stavo preparando proprio per alleggerirmi la testa. Non so se questo spazio è diventato il posto in cui sfogo questa vena un po’ magica o se devo fare i conti con un modo di raccontare “magico” che fa parte di me ed esce volentieri allo scoperto.
      Metto in agenda la tua curiosità e ci penso. Magari al prossimo giro ti accontento e mi dici come ti sembra 😉
      Grazie! Buona giornata 🙂

  21. Ciao Athelas,
    adoro la frase “Nell’aria dondolava un aroma leggero di legno bruciato”, la trovo irresistibilmente evocativa. Ho cominciato da poco a seguire i consigli di scrittura creativa presentati su podcast, libri e blog letterari, dove spesso si consiglia di rappresentare una scena con un semplice tocco, e questa tua frase ha fatto esattamente questo, con un’unica pennellata hai dato vita a un quadro.
    Mi piace il tuo stile narrativo, mi piacciono i personaggi e gli odori che popolano le stanze, quasi fossero personaggi anch’essi.
    Io voto per chi scappa e aspetto con ansia il prossimo episodio!

  22. Ciao! Adoro quel pizzico di stranezza onnipresente nei tuoi personaggi. Mi rimanda al profumo di cannella e zenzero e alla casa del signor Binnibut, il tuo primo racconto che ho letto! Voto per la situazione caotica, non ho dubbi sul fatto che ci farai morire dalle risate pur portando avanti il mistero! Bravissima come sempre!

    • Grazie Erika! Come ho scritto più sotto, mi fa piacere aver risvegliato il ricordo di Binnibut. Spero di non fare troppo caos con il caos 😉 ogni volta è una sfida raccontare l’episodio e poi leggere i vostri commenti. Spesso non so davvero cosa aspettarmi, quindi quando leggo commenti come il tuo trovo la fiducia per portare avanti la storia. Grazie! Buonanotte 🙂

  23. Anche se questo è un giallo in piena regola, c’è sempre nei tuoi racconti qualcosa che mi ricorda (in positivo, ovviamente) il magico mondo del signor Binnibut. Questa vena d’incoerenza nell’operato dei personaggi mi affascina. Le chicche di follia connotano i tuoi (tanti) personaggi, magistralmente caratterizzati.
    Le foto – opzione fortunatamente vincente – ci precipitano nel baratro profondo del mistero, perciò all’inizio dicevo che questo sì che è un giallo in piena regola.
    E che caos sia

  24. la situazione diventerà molto caotica: non volevo far scappare né inguaiare nessuno 🙂
    Strane foto, ne saprà qualcosa il giardiniere, che era amico del morto?
    Sempre così suggestive le tue atmosfere, un puro piacere.
    Ciao
    P.S. Ma forse Jane prima di arrivare qui dormiva nello stesso parco del Paco di Binnibut? 😉

  25. Il caos ha le sue regole, vorrei vedere una situazione caotica.
    Questo viaggio all’interno della villa, tra le stanze, le patate e i funghi, gli odori, l’eucalipto, le mattonelle strofinate ma non di recente, mi ha emozionata. Sei bravissima a condurci dove vuoi tu e a mostrarci luoghi e sensazioni. Non mi piacciono altrettanto le battute, le trovo lunghe, le renderei più snelle a scapito di una narrazione che dire efficace è dire poco. Le fotografie dimostrano che come giallista hai le idee chiarissime, mi hai molto incuriosita. L’atteggiamento dell’uomo è misurato e coerente. L’invito a mangiar gelato di lampone nella neve è una bella chicca per la chiusa. Complimenti. La neve regola spesso le location che usi, come mai, posso chiederlo?

    • Buonasera 🙂 grazie per il tuo commento e per le tue osservazioni. Ti sono davvero grata per avermi fatto notare certi dettagli.
      A proposito della neve… giusta domanda. Cercare una risposta mi ha fatto pensare un bel po’. Non sono una grande appassionata di neve in realtà… però la neve in qualche modo “pulisce” il mondo, lo rende soffice, rallenta il tempo, le azioni… e lascia nell’aria un buon profumo 😉 Trovo fantastici questi poteri, forse per questo faccio comparire spesso la neve nei racconti. E poi ha qualcosa di magico. Nessun posto è lo stesso, una volta che s’imbianca 🙂
      Che ne dici?
      Grazie ancora, sogni d’oro!

  26. Ok.
    Per la povera Jane mangiare un gelato al lampone con il suo datore di lavoro, accanto a un cadavere e sotto la neve forse potrebbe non rappresentare la soluzione ideale.
    Tuttavia personalmente, non vedo cosa ci sia di sbagliato in tutto ciò 😀
    Per quanto riguarda le foto:

    C’erano quattro sassi bianchi messi l’uno accanto all’altro.
    Il pomello arrugginito di un cassetto.
    Il pendolo del corridoio del primo piano puntato sulle dodici.
    Il cancello dell’entrata secondaria della villa.

    Cosa voleva dirci il povero Henry?
    Perché solamente Jacob è sinceramente dispiaciuto della morte del maggiordomo?
    Qualcuno finirà di cuocere la carne?
    Troppe domande aperte per aumentare ancora il caos ed è presto per accusare qualcuno.
    Quindi non rimane che qualcuno tenti di scappare.
    Scherzo, ho scelto quest’opzione perché implicitamente include le altre due 😀
    Sto pensando quale possa essere la colonna sonora più adatta a questo racconto.
    M’è venuta spontanea questa: https://www.youtube.com/watch?v=jVmqvSLKWiY
    Però non calza alla perfezione. Devo trovare qualcos’altro.
    Ciao Athelas,

    a presto

    • Ciao FueGod 🙂
      Ho letto il tuo commento mentre attraversavo la strada a piedi… pensa a quelli fermi al semaforo che mi hanno vista ridere da sola… bei momenti!
      Meditavo sulla povera Jane con le lacrime agli occhi… dici che l’ho messa in una brutta situazione? No, dai… io mi sono immaginata un gelato lontano dal morto… però se scrivi che non ci vedi nulla di sbagliato, mi rincuori.
      Ehi, ma che forte! Hai cercato la colonna sonora adatta! Grazie! Bellissima! Che soddisfazione!

      Troppe domande aperte, vero, c’è già un bel po’ di confusione…. e poi, cavoli, pure lo stufato in sospeso. Come ho già scritto in un commento precedente, anch’io vorrei che qualcuno tentasse la fuga… ma credo che non sarà questa l’opzione vincente.

      FueGod, grazie per questo super commento, mi ha fatto tanto piacere. Quando ho visto la lunghezza del messaggio temevo un mega rimprovero… invece è andata bene 😉
      Grazie ancora.
      Sogni d’oro 🙂

  27. Ciao Athelas, ho trovato molto bello questo capitolo, e condivido quello che dice Maria (ho sbirciato sotto) sulla tua bravura nel creare certe atmosfere. L’alone di mistero è palpabile, e mi ha ricordato per un attimo The others, anche per ambientazione storica, diciamo così 🙂
    Molto poetico il gelato al lampone col cielo che fiocca 🙂
    Diciamo che poi la situazione si fa caotica?
    un caro saluto 🙂

    • Grazie Artelisa 🙂
      The others! Sono una fifona cronica e per mesi, dopo aver visto quel film, mi sono addormentata pensando alla frase della governante… “… la tubercolosi ci ha uccisi, più di mezzo secolo fa…”. Che paura!!!
      Grazie mille per le tue parole, a presto 😉

    • Grazie Red! Buonasera!
      Mi sembrava importante caratterizzare ciascun personaggio, quindi sono contenta se Jane ora ti appare interessante.
      Scrivi bene: le foto non sono scatti casuali: sono troppo inconsuete per essere state fatte “a caso”. Vedremo cosa ne uscirà.
      Grazie per esserci.
      A presto 🙂

  28. Rimane sempre un’atmosfera ovattata in quella villa, quasi surreale. Agatha che non si trova, la cuoca che dorme come se nulla fosse successo, il signor Finn a frugare nei cassetti del morto…mi piace 🙂
    Ho votato che qualcuno cercherà di fuggire, resta da stabilire chi. Ciao e al prossimo 🙂

    • Grazie Danio, hai ragione! Questi personaggi sono piuttosto “scombinati” 😉 Reazioni surreali… chi sparisce, chi dorme, chi sbircia nei cassetti 😀
      Sono contenta per quello che hai notato a proposito dell’atmosfera che si respira nella villa. Volevo scrivere qualcosa che risultasse un po’ “stonato” e quindi mi ha fatto piacere leggere il tuo parere. Grazie infinite 🙂
      Sogni d’oro!

  29. Ciao Athelas,
    carine le opzioni per il prossimo capitolo…io ho scelto le foto in tavola, mi incuriosivano 😉
    Povero Henry, ora che ce lo hai fatto conoscere meglio mi dispiace ancora di più per la sua morte ;-(
    Comunque le vasche in ceramica coi piedi di leone sono davvero carine!
    Alla prossima!
    ps; se non te l’avessi detto, anche questo capitolo mi è piaciuto molto!

  30. Ciao Athelas,
    che bello essere tornato a leggerti.
    Hai uno stile che ha una presa strana su di me… Avevo definito il tuo racconto precedente “soul”, che per me significa molto.
    Pur cambiando genere, mi sento di ripetere il “complimento”.
    Finalmente un giallo in cui non vale il cliché del “l’assassino è il maggiordomo”. Hahaha.
    Molto bello il modo in cui stai facendo procedere la storia dando indizi pratici, caratteriali e sociali. Spero che continuerai su questo stile.
    Agatha è davvero antipatica.
    Ciao, a presto! 🙂

    • Ciao Christian, benvenuto.
      Grazie per il tuo commento.
      Racconto “soul”. Ricordo. Non so come spiegarti quanto sia bello sentirselo dire.
      Hai visto? Al primo capitolo ho fatto fuori il maggiordomo. Pensando a un racconto che sorridesse un po’ del genere giallo, non potevo scegliere una vittima migliore.
      Un bacio a tutti i maggiordomi del mondo!
      Buon fine settimana, a presto 🙂

  31. Mi è piaciuto anche questo capitolo. Trovo che la storia fin ora sia molto ben scritta rendi molto bene le emozioni dei personaggi e i loro pensieri. Per esempio l’ostilità di Aghata nei confronti di Enry. Devo dire che la storia mi intriga moltissimo voto per l’uomo vedlstito di blu, perché credo che sia un elemento che aumenterà la suspence.
    Complimenti e al prossimo capitolo..

  32. L’atmosfera mi piace sempre di più, ci sai fare col giallo e ne sono davvero felice 🙂
    La scena del bagno di Henry mi ha affascinato, mi ha fatto pensare a una persona che ha tutto sotto controllo tranne la governante, ostica e scorbutica.
    Ho votato per Finn e i quattro, voglio proprio vedere dove ci porterai. Un caro saluto e a presto 🙂

    • Ciao Danio! Il tuo complimento a proposito del genere giallo mi procura una grande soddisfazione… da te, che sei un esperto, non potevo aspettarmi parole migliori 🙂 grazie infinite!
      Sono contenta che la sequenza relativa al bagno mattutino ti sia piaciuta: l’idea era proprio quella di mostrare un Henry preciso, metodico e abituato ad avere il controllo.
      Un saluto a te 😉 a presto!

    • Grazie Red 🙂
      Finn e i quattro… vediamo se sarà l’opzione vincente 😉
      La governante è una bella tipina davvero. Mi sono ispirata a una persona che conosco molto bene… esagerando i toni, naturalmemte, portandoli all’estremo… (senti come mi giustifico per sentirmi meno in colpa?).
      A presto!!!

  33. Rieccomi… no, scusa, buonasera, Athelas. Ho votato Finn e i quattro.
    Non mi arrivano le notifiche per le risposte ai miei commenti, quindi ogni tanto faccio un giro per vedere chi mi ha risposto. Capito qui, e non trovo alcuna tua risposta 🙁
    Guardo meglio, e ne scopro la ragione: non ho lasciato alcun commento 😀 , o forse un altro 🙁
    Lo faccio ora. Una storia molto divertente, diversa dal solito giallo. E scritta benissimo, veramente. Mi piace! Vedo che anche tu hai una Agata, anzi, Agatha, ma non so se la tua mi sta molto simpatica.
    Ad ogni modo, complimenti. Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

    • Grazie millissime Erri! Benvenuto! I tuoi commenti sono simpatici quanto le tue storie 🙂
      Hai visto? Anche qui gira una Agatha….la mia con l’h….ed ė decisamente antipatica, a differenza della tua 😉
      Grazie Erri, ottima settimana a te e… visto che ti piace… buona scrittura!

  34. Finn deve essere un musicista molto ben pagato se può permettersi tutto questo personale, sta per entrare in scena anche il giardiniere. Ti avevo consigliato di non affollare il racconto di personaggi, infatti già per leggere il secondo episodio ho dovuto rileggere il primo.
    Scritto molto bene, con uno stile molto fluido e leggibile, questo episodio è un po’ meno originale del primo, ma siamo ancora alle fasi iniziali in cui è giocoforza dare corpo ai personaggi e all’ambientazione.
    Voto per le foto.

    • Ha ereditato la villa… immagino che i prozii gli abbiano lasciato un bel gruzzolo 🙂
      Ciao Napo, non pensare che io non segua i tuoi consigli, ma al giardiniere non potevo proprio rinunciare. E poi così si allarga la lista dei possibili colpevoli (ammesso che il colpevole sia interno alla villa). O sbaglio tutto?
      Tanto personale e un solo padrone di casa… dici che il signor Finn voglia sfoltire i dipendenti? No dai, Henry era ormai un amico…
      Vero vero…epidodio legato al bisogno di dare una cornice ai personaggi… a presto Napo! Grazie 🙂

  35. -E cosa penserà Teddy Banks? 😀
    Fantastico lo scambio di battute iniziale, lo adoro.
    Cosa avrà scoperto il povero Henry? Oppure cosa avrà fatto? Sarà solo una povera vittima o un carnefice che ha avuto la sua punizione?
    E quel filo verde?
    Forse delle foto in tavola amplieranno la visione su quest’increscioso contrattempo che ha impedito al falegname di svolgere il proprio dovere.
    Ciao Athelas, a presto 🙂

    • Ciao 🙂
      Grazie FueGod, speravo che il dialogo iniziale risultasse ironico 😉
      Già, il buon Teddy Banks dovrà passare in un’altra occasione! Chissà quante parolacce avrà borbottato la rigidissima Agatha mentre si allontanava da Finn! Speriamo che la neve non abbia fatto danni in soffitta, altrimenti chi la sente quella! Potresti procurarti chiodi, martello e non so che altro e farci un salto tu… ma attenzione a non mettere in disordine e vietato sporcare!
      E poi…giusto: Henry vittima o carnefice punito? Io ho un’idea 😉
      Vedremo se ci saranno foto al prossimo giro, a presto! Buona serata e grazie ancora.

    • Grazie 🙂
      Ciao Alessandra, l’incipit è nato così… da un momento scoraggiante… ma sai che questi momenti o ti deprimono o ti rivitalizzano… ho cercato di giocare la carta “Mi butto nella mischia e provo a risollevarmi” 😉
      Un abbraccio e grazie per esserci.
      A presto.

  36. Ciao Athelas,
    Complimenti questo incipit è davvero travolgente. Hai uno stile che sinceramente mi piace moltissimo, rendi reale l’ambiente in cui avviene il racconto in un modo sorprendente grazie alle descrizioni moto vivide.
    Non posso fare a meno di seguire.
    Ho votato per sapere di più riguardo a Henry.
    Buona serata

  37. “Facciamo un passo indietro”, dopo questo inizio in medias res assolutamente avvincente 😀
    Scusami il ritardo: ho visto la notifica qualche giorno fa, felicissima che tu fossi tornata, ma non ho avuto un secondo libero – e anche adesso sono seduta sul bordo della sedia pronta ad andare. Siccome ti meriti molto più di cinque minuti ritagliati così, ti prometto che leggerò i prossimi capitoli con più calma e modo.
    Concordo con Nicholas qui sotto sull’eleganza con cui descrivi il momento in cui si sente l’urlo 🙂 Finn mi piace già.

    Bentornata e buona scrittura, mia cara Foglia di Re! E un abbraccio.

    • Ciao Chiara, ti ringrazio per aver trovato un po’ di tempo per leggere il mio incipit. Mi fa tanto piacere 🙂 Anch’io a volte rincorro le cose da fare e poi mi ritrovo con la tabella di marcia ribaltata 😉
      Grazie per tutto quello che hai scritto. Ho letto di recente la tua storia e aspetto il finale: ci conto!
      A presto! Un abbraccio a te!

  38. Ciao Athelas!
    Ero molto indeciso su cosa votare: sarebbe sembrato molto piú naturale se avessero chiamato la polizia, ma per scoprire il colpevole bisogna conoscere l’ assassinato.
    Hai uno stile molto poetico e descrittivo: molto bello come dalla musica soave passi all’urlo angosciato!
    Se hai voglia passa da me per darmi qualche consiglio mi farebbe davvero piacere!
    Ciao, ti seguo!

  39. Wow…esordio col botto!
    Il maggiordomo solitamente è sempre considerato il colpevole, mentre questa volta lo ritroviamo cadavere, ottima trovata. Mi è piaciuto molto come hai delineato i personaggi della governante e del padrone di casa, lasciando a margine la cuoca e la cameriera, ottimo 🙂
    Inutile dire che seguo, buona domenica 🙂

  40. Io chiamerei la polizia! Alla faccia del piccolo inconveniente 😉
    Ciao Athelas, ma che belle descrizioni che sai fare, complimenti! Sia degli ambienti che dei personaggi. Come abili pennellate, che, con pochi tratti, già lascino intravedere il dipinto che verrà fuori 😉
    I gialli non sono la mia passione, ma, su questa piattaforma, sto incontrando tanti autori interessanti proprio in questo genere 😉
    Ciao e buona domenica!

  41. Un racconto giallo di Athelas… che sorpresa! Seguo con interesse. L’incipit è un ottimo mix di giallo classico e di trovate originali. Sappiamo già che l’assassino non è il maggiordomo (che invece è il morto…), ma cerchiamo di sapere qualcosa di più sul suo conto e magari su Agatha, che ci lascia sconcertati per il modo in cui minimizza l’evento.
    Se mi posso permettere di darti un consiglio: non affollare il plot di personaggi, in un racconto a puntate è difficile tenerli a mente tutti.

  42. Ciao Athelas, bentornata!
    Davvero intrigante questo inizio e sorprendente, non mi sarei aspettato il morto, ne tantomeno una reazione di quel tipo da parte della governante 🙂
    Davvero belle le descrizioni, una su tutte: “Le note ripresero a correre, prima le une accanto alle altre, poi spingendosi a vicenda, scivolando lontano per tornare infine ad abbracciarsi. “
    Chiamiamo la polizia, dopotutto c’è un morto in giardino…

    • Ciao Gabriele 🙂 grazie!
      Dopotutto c’ė un morto in giardino, vero! Vedremo se potrò accontentarti, chiamando i rinforzi 😉
      La governante sembra avere un caratterino… a fine capitolo la spara proprio grossa!
      Sono felice che la descrizione ti sia piaciuta. L’ho riscritta diverse volte prima di azzeccare la versione ufficiale.
      A presto 🙂

  43. Un piccolissimo inconveniente direi 🙂
    Molto felice, non vedevo l’ora di rileggerti.
    Ottimo incipit, dalle note che corrono felici, alla descrizione del padrone di casa disordinato, fino alla scoperta del maggiordomo assassinato.
    Inutile dire che ti seguo fino… all’ultima nota 😉
    Ho votato il passo indietro, vorrei capirci qualcosa subito se possibile 🙂
    Ciao Athelas,

    a presto

    • Grazie scintillante FueGod, spero di non deluderti 🙂
      Eh sì, sono partita con un piccolissimo inconveniente, una cosetta da niente 😉 Sono contenta se mi segui: ritrovare vecchie “conoscenze” sulla propria strada fa sempre bene all’umore e incoraggia a continuare il cammino.
      A presto!

  44. Guardiamoci attorno.
    Che bell’incipit, Athelas: sembra di essere catapultato in una storia di Jane Austen ma col morto sul finale!
    Sembra che la governante ritenga responsabile la cuoca: ha ammazzato il maggiordomo per aver assaggiato il pranzo direttamente nella pentola?
    La cameriera è fresca d’assunzione: la precedente è finita come il maggiordomo?
    Youpo! Mi mancavano tanto i tuoi racconti

    • Ciao Befy! Che bello ritrovarti qui 🙂
      Allora, allora… mi hai fatto proprio ridere con le supposizioni intorno alla morte del maggiordomo! In effetti potrebbe essere tutta colpa della cuoca!!! Lui assaggia la zuppa e dice bleahhhh…. lei si inferocisce e trac, lo fa secco! Che bei momenti!
      Grazie 🙂 anch’io, nel periodo di assenza, ho sentito la mancanza di tutto questo.

  45. Buongiorno! L’estate è il momento dei gialli, anche se questo è di ambientazione invernale. Mi piacciano le storie che partono “in media res”, ma proprio per questo ci vogliono i flash back per addentrarsi e capire un po’ più di cose. Voto per fare un passo indietro e conoscere Henry.

  46. Ciao! Non potevo mancare in questa nuova storia. Seguivo prima ancora di cominciare a leggere…ormai vado sulla fiducia! Mi è piaciuto molto l’inizio del capitolo, come sempre sei abilissima nel “dipingere” immagini ed emozioni. La scena successiva, poi, è scritta molto bene, mi sembrava di vederla davanti agli occhi come in un film e, per finire, l’ironia finale mi ha conquistata (mi riporta leggermente al mio precedente racconto, che nostalgia…)
    Brava e voto per il passato di Henry, penso sia meglio conoscere i personaggi da subito.
    Ciao ciao!

    • Erika 🙂 grazie per la fiducia, farò del mio meglio per non deludere le aspettative.
      Vero vero sull’ironia finale 😉 sono contenta se ti riporta a qualcosa di personale.
      Volevo chiudere l’episodio con una frase un po’ assurda (visto il contesto) e ho affidato il compito alla governante bacchettona, quindi se l’effetto ė stato ironico mi fa parecchio piacere 😉
      Grazie infinite.

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