Quante domande, perché sia amore?

Dove eravamo rimasti?

Quale tra i finali possibili sarà il più adeguato? Riflettete, cos’è che ha condotto fin qui i due protagonisti? La tenacia nel corteggiamento? (57%)

L’amore non è forse l’eccezione?

“Quanti giorni sono passati da quando lo abbiamo fatto al lago? Una decina? Di più? Lei che tra un po’ risveglia i pesci da tanto le piaceva e poi non trova un attimo per ripetere un simile capolavoro? Fingeva? Ma dai, è possibile che mentano due occhi pieni di luce? E allora perché continua a sfuggirmi? Non sono stato abbastanza carino, anche dopo, con mille attenzioni e dolci parole? Sai, Fede, che di solito sparisco prima che si complichino le cose? E sai che sto rimbalzando tutte le ventenni che mi fanno il filo al bar, in palestra e persino all’Iper sotto casa? Possibile che il compleanno del tuo amichetto gay fosse più allettante di un intero weekend di coccole in mia compagnia? Che poi, siamo sicuri che, preso dall’euforia, non l’abbia baciata ancora come una madre? Vedi un po’ che Fede mi ha detto una palla per farmi stare tranquillo? Quello Stefano non sarà come minimo bisex? Cioè, può essere gay uno che la saluta così e le manda duecento messaggi al giorno? Credono forse che non l’abbia notato? E la sua amica Susy? Si doveva per forza mollare col tipo proprio la sera in cui dovevamo cenare al giapponese? Potrei mai andare d’accordo, io, con i suoi amici? E lei, con Walter il crucco o quel coglione di Piero?”

«Qualcosa non va col suo caffè, oggi?»

«Eh?»

«Lo sta rigirando da un quarto d’ora o sbaglio?»

“A proposito, perché poi mi faccio del male con ‘sta ciofega?” «Carlo, mi trova strano?»

«Un tantino assente?»

“Ho pure l’aria da ebete?” «Lei, Carlo, è sposato?»

«Vede quella fotografia? Non era bellissima, la mia Marina?»

“Figura di merda?” «E l’ha amata da subito?»

«Sa che ricordo ancora il vestito azzurro che portava quando l’ho vista per la prima volta?»

«Colpo di fulmine anche per lei?»

«Ha quell’aria a causa della Federica?»

«Sa che è partita, per lavoro, e non la vedrò per un paio di settimane?» “Proprio a Barcellona, tra l’altro, dovevano spedirla? E quell’Enrique a cui l’hanno affiancata? Iglesias?”

«Beh, ma non avete una vita per stare insieme?»

«Ah, lei dice che stiamo insieme?»

«Sa che da qui si vede il portone dove vi salutate appassionatamente?»

“Fai lo spiritoso?” «Ma può essere amore, se non lo si dice?»

«Un gesto non vale più di mille parole?»

«Al giorno d’oggi, forse più un selfie di coppia in qualche esotica località di mare?»

«Non andrete in vacanza assieme?»

«E chi lo sa?» “Non vorrà davvero mantenere fede all’impegno con le amiche e fuggire a Ibiza lasciandomi a rosicare con le mie voglie?”

«Perché non lo chiede direttamente a Federica?»

“Cosa? Se esistono spagnoli dai capelli d’oro?”

***

“Sono stata stronza a non dire a Ugo che Enrique Maria Sánchez Pérez è un cinquantenne basso, grasso e stempiato? Ma quanto mi piace che fa il geloso? Gli dovrei dire del tedesco che ci ha provato in discoteca? Ma perché, ci ho fatto forse qualcosa? Ed è il mio fidanzato, Ugo? Solo perché è stato incredibile quella volta al lago e non è fuggito come mi aspettavo? Sono io, quella sfuggente? Ma che ci faccio qui? Tra sangria, nottate danzanti e turisti calienti, sopravvivrò un’altra settimana senza vederlo? E ‘sto progetto con gli spagnoli? Andrà mai in porto la collaborazione, dopo la fiacca presentazione di oggi? Dove avevo la testa? A te, Ugo? E cosa penseranno i colleghi, che non li ho seguiti sulla Rambla? Per fare cosa, poi, tutta sola? Perché non ho un bicchiere di sangria, in questo momento? Perché questo bisogno di piangere?”  

«Perché quel faccino triste? Riesci a pensare qualcosa di veramente brutto davanti al mare?»

«U-Ugo? Ma che ci fai qui?»

«Sorpresa?»

«Ehi, Fede, con questo bacio mi stai dicendo che ho fatto bene a fare ‘sta pazzia?»

«Sai che sognavo tanto che tu spuntassi all’improvviso? Come hai fatto a trovarmi?»

«Non è forse la Barceloneta? Dove altro potevi trovarti?»

«Perché non ammetti che hai chiesto a tuo zio dove alloggiava il suo team in trasferta?»

«Ti sembra una cosa abbastanza romantica da dire, per uno come me?»

«E perché ‘sta pazzia, a una sola settimana dal mio rientro? Non soffrivi l’aereo, tu?»

«Sai che ho volato tutto il tempo con la fantasia, pensando a te?»

«E poi sei corso direttamente qui?»

«Si capisce, che ho corso?»

«Non potevi cambiarti almeno quelle scarpe?»

«Lo trovi buffo che sia tu, ora, quella in infradito?»

«Proprio non ti riesce di conformarti?»

«Mi ameresti, in quel caso?»

«E-Eh?»

«Sai che mi sono innamorato di te dal primo sorriso alla festa aziendale? Che mi sono appostato dei giorni sotto casa tua, prima di consegnarti le rose? Che ho odiato tantissimo il gatto della tua vicina? Che sono strafelice che il tuo amico pianista abbia occhi solo per il violinista? Che ho dubitato di te, qui, ma solo perché sei troppo, troppo bella? E che, sarà il tramonto, ma ho una gran voglia di fare l’amore con te, ora, su questa spiaggia?»

«È questa la tua proposta?»

«Se mi metto in ginocchio, verresti anche in vacanza con me?»

«Salento o Sardegna?»

«Dove vuoi purché sia per tutta la vita?»

«Andiamo a dirlo al mio capo?»

«Sai che non mi hai ancora dato una risposta?»

«A quale domanda?»

«E tu mi ami?»

«Sì.»

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70 Commenti

  1. Ho letto tutto in un sol colpo, e come posso fare a meno di dirti che ho trovato geniale questa tua storia? Lo sai che avrei inizialmente detto che potesse essere pesante, e invece non lo era per niente?

    Avrei voluto scrivere l’intero commento utilizzando solo domande, ma non sono originale e brava come te. Davvero complimenti, mi hai stupita 🙂 E tocco di classe il finale, unico punto con una risposta. Brava brava.

    • Ciao Chiara, grazie. Mi fa piacere che tu abbia apprezzato questo mio racconto – esperimento. Mi sono stupita anche io del risultato, ma spesso arrivano più soddisfazioni da ciò che parte come un gioco. Il finale con l’affermazione l’avevo in mente fin dall’inizio, mentre riguardo alla vicenda avrei potuto concludere in più modi e mi è dispiaciuto un pochino rinunciare a scrivere le altre versioni che avevo in mente, ugualmente valide secondo me. Ma il finale è uno solo e mi fa piacere che tu abbia apprezzato quello scelto dai lettori. Un saluto e a presto.

  2. Ogni tanto fa piacere leggere un lieto fine.
    Non sempre, ogni tanto 🙂
    Un racconto lineare scritto in maniera alternativa.
    Una narrazione che, letta nella sua interezza, avrebbe forse stancato. Però la sua scorrevolezza e il fatto che sia stato scritto in episodi separati ha aiutato il lettore a non sentire la pesantezza degli incessanti dialoghi interrogativi.
    Spero di leggerti ancora,

    a presto

  3. All’inizio un po’ perplessa per l’impostazione del racconto sulle sole domande che svanisce man mano che si sviluppa la storia:-) ho scelto la 3^ opzione per continuare perché il contesto si presta a più binari allegro o misterioso o altro

  4. Ciao Tinarica, che bella l’idea di scrivere un racconto (opzioni comprese) sotto forma di domande! E’ davvero una storia spassosa, peccato sia già all’ottavo capitolo…
    Ho scelto il lago, due persone che amano un mare che non c’è in città potrebbero accontentarsi di un lago? In fondo è di acqua che si tratta, o forse crea suggestioni differenti?

  5. Lo invita subito per la pizza.
    Un po’ il vino, un po’ la solitudine non la lascieranno cerrto aspettare.
    Non so se sia l’abitudine, se ho imparato a riconoscere il tono di voce dei personaggi o se hai usato qualche artificio tu, fatto sta che in questo capitolo non ho mai avuto dubbi su chi stesse parlando. Brava!

    • Grazie, mi fa piacere si riesca a capire. Non lo so neanche io, ma più procedo e più mi viene naturale e sì, forse imparo qualche trucchetto come esplicitare di tanto in tanto il nome dei personaggi o commentare – da narratore – dove si trovano. Allora aspetto di vedere se sarà la pizza la trionfatrice del sondaggio ;). A presto.

    • Posso fare che prendo questa tua domanda come un’affermazione? Sinceramente, grazie per questo commento. Talvolta ho il dubbio che possa intrattenere soltanto me, questo espediente, ma invece leggo che è apprezzato. Io penso che il tutto sia interessante proprio per questo vincolo “stilistico”, ma spero anche che tramite esso passi un po’ di quelle incertezza, “assurdità del quotidiano” e perenne attesa di conferme, tipiche di chi è di fronte ai quesiti d’amore. Continuerò allora, a presto.

    • Grazie per aver scelto. L’amore mette sempre un po’ di affanno, no? 🙂 Sicuramente ci vuole “misura” come in tutte le cose. Penso che la struttura di questo format mi consenta di fare come tanti brevi episodi e, quindi, spero di non stancare. Personalmente, mi sto divertendo.
      Al prossimo, ciao.

    • Grazie Violatis, mi fa piacere che sia stata capace di coinvolgerti con questo mio esperimento e il commento “davvero fighi” è sicuramente uno stimolo per continuare :). Presto scoprirai se la vicenda andrà avanti come desideri o se prenderà una strada diversa ma, mi auguro, non meno interessante. Un saluto.

  6. Due bei capitoli interessanti in cui abbiamo scoperto sicuramente di più sui due, sulle loro personalità….quella Carola com’è stata indiscreta! Quando ho visto che avevi inserito il Bangladino con le rose volevo morire: anche nei romanzi li si trova ora!
    Bello vedere i due così presi ed anche così arrabbiati: voto per una versione stalker di Ugo! Magari questa volte le porterà delle rose degne di nota sotto casa con tanto di scuse….come minimo!😎

    • Ciao, grazie per il tuo parere. Mi fa piacere che sia interessante la modalità scelta per raccontare. Sicuramente sto studiando man mano come rendere la storia in sé più varia possibile e più chiara. Sembra quasi un racconto “radiofonico” mi viene da dire: non do immagini tramite descrizioni, le cose ti “arrivano” e magari spiazzano un po’ :). Ma a me piace anche un pochino disorientare nei miei scritti. Cercherò di raffinare alcune cose nei prossimi capitoli. A presto.

  7. Avevo letto il primo capitolo ed ero curioso di sapere come sarebbe andata avanti un racconto scritto in questo modo.
    Fin’ora risulta scorrevole e comprensibile, però a me piacciono le storie incentrate sui dialoghi, quindi sono di parte.
    I due si salutano in malo modo?

    A presto

    • Ciao, ti ringrazio per il commento. Il vincolo è una sfida stimolante per me, spero possa intrattenere anche i lettori per altri nove capitoli. Come dici, sono proprio le domande il mezzo che permette di approfondire una conoscenza… E arrivare (spero anche qui) a dire grandi cose, parlando in fin dei conti di niente :).

  8. Ciao Tinarica, ho votato per lo spostarsi altrove! Carina come idea il fatto di procedere con un continuo botta e risposta ma nel prossimo capitolo, sperando in un cambio di scenario, mi piacerebbe leggere qualcosa di più oltre alle voci di Ugo e Federica….
    Aspetterò il prossimo capitolo ed intanto ti invito a fare una passeggiata nella mia storia.
    A rileggerci! 😃

    • Ciao NorahEmme, grazie per aver votato, credo che sia l’opzione preferita… La mia sfida personale – forse sono un po’ cocciuta – è quella di riuscire a raccontare una storia con sole domande. Spero di riuscire man mano a intrattenervi nonostante il vincolo autoimposto e sì, sicuramente introdurrò pian piano altre voci e situazioni, altrimenti risulterebbe noioso. Grazie anche per l’invito a leggere la tua storia ;). A presto.