LA SOLITUDINE DELLE OSSA

Dove eravamo rimasti?

Chi ha chiamato Laura? UN CARO AMICO (47%)

LUCE E OMBRA

Francesco le parlava spostandosi di tanto in tanto i folti ricci via dagli occhi.

Col tempo i suoi tratti si erano fatti più severi e spigolosi. Ora non le appariva più come il ribelle sognatore che era stato, ma per ciò che era: uno spento ragazzotto di provincia, incastrato in un matrimonio infelice e precoce, che non avendo trovato di meglio per sostentare la sua famiglia aveva trovato rifugio come impiegato nel vivaio del padre.

Laura lo aveva richiamato dopo aver ingollato affamata dei cannelloni, lui non aveva perso tempo a chiederle di prendere un caffè. Gli avrebbe dato dello sfacciato, ormai aveva una sua famiglia, ma l’idea di rivederlo l’aveva fatta sentita frivola ed allo stesso tempo appagata: il pensiero che lui l’avesse cercata appena aveva rimesso piede a Coreto aveva fatto scattare qualcosa in lei. Era persino andato a prenderla con la sua auto, insistendo sul fatto che se fosse andata a piedi ed avesse ricominciato a piovere si sarebbe bagnata.

Ed eccoli: stesso bar, stesso tavolino in veranda.

-Come ci si sente? Voglio dire: è passato tanto.-, le chiese giocando con la bustina dello zucchero.

-Spaesata. Tutto sembra uguale ed invece è totalmente diverso: anche tu!-, disse pizzicandogli una ciocca di capelli che tornò immediatamente su come una molla.

-Tu invece sei sempre uguale! Riuscirai mai ad essere seria mentre ti parlo?-, disse sorridendo spostandole la mano sul tavolo mentre si guardava attorno.

-Non sono io quella sposata.-, si rigirò la sigaretta fra le dita.

-Non sono io quello che è andato via.-, disse prendendo una sigaretta dal pacchetto sul tavolo.

-Non sei felice?-, chiese porgendogli l’accendino.

-Tuo padre come sta? Lo vedo spesso in giro. Sembra che se la stia cavando bene.-,  disse lui spostando il suo sguardo verso la piazza, cercando di ovviare il discorso precedente.

-Già. Michele è riuscito da solo in ciò che per anni non siamo riusciti a fare insieme.-, disse spostando lo sguardo nella sua stessa direzione.

-Ora gli sarà più difficile seguirlo con quello che è successo. Sarà felice che tu sia quì.-, disse Francesco mentre una donnina minuta e dall’andatura claudicante attraversava la strada.

-Cioè?-, chiese Laura continuando a seguire con gli occhi la sagoma della nonnina: l’aveva vista in sogno.

Francesco tirò via un giornale da uno dei tavoli vicini e glielo mise davanti. Il titolo diceva:

SI CONTINUA A CERCARE MARIA D’ ANNA.

– Comunque ora devo tornare a lavoro.  Ti serve un passaggio?-, chiese alzandosi in piedi.

-No, tranquillo! Faccio una passeggiata.-, disse impacciata.

-Almeno prendi il mio ombrello. A domani! -, le baciò dolcemente la guancia.

-A domani?-, chiese dubbiosa.

-Michele mi aveva chiamato per tirare via le radici del limone e piantarne uno nuovo. -, le disse mentre si avviava verso l’auto.

-Ah, bene! Allora, a domani!-, rispose frettolosamente agitando le mani: l’anziana donna aveva imboccato un vicoletto. Aspettò impaziente che Francesco rimontasse sulla Polo e non appena svoltò l’angolo si diresse verso il vicolo.

La donna era reale ed a pochi passi da lei quando, improvvisamente,  il cellulare trillò e, nel tentativo di chiudere la telefonata, le cadde rovinosamente sulla strada umida.

L’ anziana si voltò indispettita: -Non vi stancate proprio mai!-

Laura, pallida e tremante, la vide avvicinarsi.

-Voi dei giornali! Trasite, ormai.-, disse in un italiano arrangiato.

Laura cercò di dire qualcosa ma le parole le morirono in gola.

– Se mi dovete fare domande entrate in casa. Lo volete un po’ di dolce?-, provò ancora.

-Veramente…-, farfugliò.

-Siete a dieta? Vi faccio solo il caffè!-, le disse girando la chiave nella serratura di un vecchio portone in legno ed in un attimo si ritrovò in casa della donna.

Non sembrava minaccioso, ma molto sola. La fece accomodare in un salottino con poltrone rivestite in velluto verde e, dopo una breve sparizione oltre la porta del cucinino, tornò sorreggendo un vassoio con due tazzine ed una zuccheriera. Si era tolta il pesante cappotto, sul petto cadente un pendente con tanto di foto della ragazza in lacrime: per la prima volta sorrideva.

-Questa foto gliel’ ha fatta un amico. So che state pensando: amico o cliente? Forse tutti e due. A mia nipote gli volevano bene! Era brava , Mariuzza.-, disse sedendosi goffamente sulla poltrona di fronte a lei.

-Maria D’Anna?-, chiese sbigottita.

-Maria Laura, si. Perché sul giornale non scrivete mai il nome intero? Glielo dovete dire ai colleghi vostri…-, la indicò a mano aperta.

-Giulia!-, improvvisò.

-Io sono Matilde D’Anna. Diteglielo! Ma non siete di qui?-, chiese sospettosa.

-No, mi sono trasferita per lavoro! Allora: cos’è successo?-, doveva sapere.

-Fare la vita non è facile.-, sospirò girando il caffè,- Un padre non lo aveva, mia figlia l’ ha avuta giovane ed è morta pochi anni dopo, così l’hanno affidata a me. Di drogare non si drogava, ma tutto può essere: magari qualche malamente ha pensato di fargli la rapina o se n’è scappata. Si vedeva sempre con lo stesso ultimamente. Forse se l’è presa lui!-.

Finalmente sappiamo qualcosa di più! Ma cosa accadrà nel prossimo capitolo?

  • QUALCUNO VUOLE PARLARCI. (20%)
    20
  • E' GIA' TUTTO SOTTO I NOSTRI PIEDI; (30%)
    30
  • TORNEREMO AL MONDO ONIRICO; (50%)
    50

Voti totali: 10

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127 Commenti

  1. TORNEREMO AL MONDO ONIRICO…
    Sta virando nel giallo questo horror, mi piace 😉 il capitolo mi è piaciuto, soprattutto la parte conclusiva con lo scambio di battute tra le due donne, molto realistico grazie al dialetto dell’anziana. Condivido, però, il commento di Paul, avresti potuto creare più suspense nell’introdurre il personaggio, giocare sul dubbio che fosse reale.
    Ciao Nora, a presto.

  2. E’ un peccato sprecare con mezza frase il fatto che la vecchia fosse la stessa del sogno sul pullman (ammesso che si riferisse a quel sogno). Ci avrei giocato di più sopra. Magari l’avrei suggerito mediante la descrizione della donna e soffermandomi su un dettaglio che la accomunasse con la sua versione onirica, senza svelarlo esplicitamente ma lasciando al pubblico la possibilità di arrivarci da solo. Non lascerei da parte il mondo onirico. Ormai deve diventare una parte fondamentale della storia, altrimenti tutto il primo capitolo risulterebbe pressochè inutile 😀

  3. Cuao Norah, bentornata!! Aspettavo da un po un tuo nuovo capitolo, e vedo che questo ha introdotto molte novità. Da questo punto di vista l’ho trovato molto interessante, anche se ad essere sincera, rispetto ai precedenti per me è risultato meno scorrevole. Hsi abbondato un po troppo coi gerundi, ad esempio. ..
    per il prossimo direi che sta tutto sitto i nostri piedi…mi ha incuriosito 🙂
    Buona serata!
    Ps: ho pubblicato un nuovo episodio anch’io e mi farebbe piacere se mi dessi un tuo parere 🙂

  4. A mio parere hai dato troppo spazio al viaggio, a discapito di una più approfondita contestualizzazione della storia principale. Non dai tempo al lettore di abituarsi alla nuova realtà della protagonista (la casa) che già succede qualcosa. Capisco l’esigenza di affrettare gli eventi causa il limite dei 10 capitoli, ma scalettando meglio gli eventi e, soprattutto, minimizzandoli all’essenziale, riusciresti a dare i tempi giusti. Ad esempio, la tensione tra Laura e il padre arriva all’apice troppo presto. Io avrei optato per un crescendo in parallelo al crescendo degli eventi paranormali di cui Laura è vittima. Si vede troppo e troppo presto.

  5. Ciao Norah,
    io ho optato per un ex, anche se forse così mettiamo altra carne al fuoco….
    Sono contenta di aver trovato il tuo racconto tra gli horror (un genere che amo molto) perché è tra i più interessanti che ho letto finora.
    Hai la capacità di tratteggiare ambienti e personaggi con grandi sfumature, attirando ilettore nella storia proprio come se fosse lì. Bellissimo il particolare della ragazza sul soffitto, mi ha ricordato The Grudge ( grande horror!).
    Buon fine settimana!

  6. Io dico un suo ex.
    La ragazza sul soffitto e il fratello che glissa sulla sua domanda fanno sorgere degli interrogativi importanti.
    Bella la scena della voce gorgogliante, mi ha fatto aumentare la voglia di provare a scrivere un horror anche a me. Appena posso inizio a buttare giù qualcosa 🙂
    Adesso però ho anche voglia di cannelloni.
    Forse sono troppo influenzabile 😀

  7. L’incipit è la parte migliore. Descritta molto bene fini nei minimi dettagli, è stato come vedere la scena di un film. La creatura nell’angolo mi ha fatto addirittura più paura della scena nella quale la vediamo distintamente. A volte sono le cose che percepiamo e non vediamo a spaventarci di più. Per la scelta, io credo che si rivolgerà a un ex. C’è sempre un filo sottile che ci lega alle persone cha abbiamo amato. Anche se sono state pessime con noi, hanno fatto comunque parte della nostra vita, ci conoscono, non saranno mai degli estranei. A presto Nora e complimenti per il brano.

  8. Grazie a tutti voi per aver commentato e votato!
    Purtroppo non sono riuscita a rispondervi uno per uno come faccio di solito, ma vi ho letto tutti ed ho apprezzato ogni riga 🙂
    Spero tanto che questo capitolo vi piaccia ed anche che vi terrorizzi un pochino…non troppo altrimenti poi chi mi vota più?! XD
    Faccio un giro fra le vostre storie: a rileggervi tutti!
    PS: esatto Cinzia! I pedalini non sono altro che i fantasmini (calzini) 😀

  9. Ho scelto anch’io la camera, anche se ero tentata dal pronto soccorso che però avrebbe fatto perdere troppo tempo prezioso e tutto sommato non era utile alla storia. Bella l’immagine della tazza di Ines ormai inservibile che pendeva sul lavello. Ho trovato qualcosa di struggente e qualcosa di macabro. Un bel mix. A rileggerti.

  10. Ciao Norah, è la prima volta che ti leggo e spero di farlo ancora, fino all’ultimo capitolo.
    Apprezzo molto il tuo stile oltre che il lessico che utilizzi, potresti limitare un po’ l’uso degli aggettivi, nonostante ciò trovo che tu sappia sceglierli con cura, le tue descrizioni sono tutt’altro che banali.
    Al momento mi sembra che la situazione sia ancora piuttosto tranquilla, nonostante l’escalation nel confronto verbale con il padre, attendo il capitolo successivo.

  11. Ciao Norah,
    questo capitolo mi è piaciuto davvero molto, sia per la scrittura scorrevole, che per quei particolari che hanno arricchito delle scene molto palpitanti (l’asciugamano sbiadito, la tazza della madre, il corpo a marcire. ..un vero colpo nello stomaco quello…) …per il prossimo ho votato vialetto di casa. ..l’opzione più singolare 🙂
    Ciao, Cinzia

    Ps: ma che sono i pedalini? Calzini?

  12. In camera sua…
    Wow, capitolo stupendo: la tensione tra padre e figlia cresce; i ricordi si mescolano alla realtà, sconvolgendola completamente; i rimorsi e i rimpianti si rincorrono in una folle corsa… e tu sai usare molto bene la tecnica dello show don’t tell 😉
    L’unica cosa che modificherei è quel “inciso su” con “inciso sopra”, penso suoni meglio.
    Ciao 🙂

  13. Ciao Norah,
    Bel capitolo esplicativo.
    Ora la situazione dovrebbe essere ben chiara a tutti.
    Io dico nel suo letto, così restiamo nel contesto della casa e dei ricordi maledetti.
    Rallenty non mi piace, avrei scritto rallentatore o cose simili.

    a presto

  14. Ciao a tutti voi che capiterete da queste parti!
    Nello scorso episodio avevano vinto i ricordi ma dato che molti di voi spingevano per il possibile litigio ho provato a non deludere nessuno.
    Buona lettura e, come sempre, fatemi sapere quali sono le vostre impressioni e se il capitolo vi è piaciuto (o anche no)! 😉

  15. Parto questo commento facendoti i miei più sinceri complimenti.

    Il testo è scritto veramente bene, sintassi, grammatica, figure poetiche (vivisezionare il telefono…. è bellissima quella frase)…mi piace veramente molto questa storia, seguo interessato all’evoluzione di questi testo. Per ora tutto è calmo però non voglio perdermi nulla 🙂

    Complimenti ancora

  16. Perdonami l’attesa, ero convinta di aver già commentato la tua storia, invece scorrendo la pagina mi rendo conto che non è così. Probabilmente ne ero convinta perchè l’avevo già letta. Mi riscatto subito: voto per i ricordi. Hanno sempre quel sapore vago di tristezza, e solitamente portano in due strade: armonia, per i bei momenti risvegliati dalla voce, oppure ai litigi, perchè spesso e volentieri i ricordi sono caratterizzati da rancori seppelliti e battaglie lasciate a metà, e sarebbero anche le altre due opzioni messe a disposizione. Quindi mi sento di stare nel mezzo scegliendo i ricordi. Detto questo, mi sono piaciuti moltissimo tutti e tre i capitoli, ed attendo con ansia il seguito 🙂

  17. Ciao Norah,
    io dico ricordi, in questo caso credo che saranno malinconicamente evocativi.
    Altro capitolo dalle descrizioni molto vivide: l’unico appunto che posso farti è l’uso del presente ad un certo punto della narrazione….a me stona sempre un pò il passaggio da un tempo ad un altro, sorry 😉
    Per il resto episodio coinvolgente e…grazie per la lezione di botanica 😉
    Condivido un pò l’osservazione di LittleRedOwl sul fatto che sia comprensibile che il padre abbia voluto abbattere una pianta legata ad un ricordo così doloroso.
    Comunque le dinamiche di questa famiglia sono ancora tutte da scoprire, e quindi…alla prossima!

    • Ciao Cinzia e grazie per essere tornata a trovarmi!
      Sul passaggio da un tempo all’altro devo darti ragione: non ero molto convinta neanche io di questa scelta ma ho voluto tentare. In ogni caso non accadrà più perché, come hai detto tu, stona!
      Questa faccenda dell’albero mi ucciderà, comunque giuro che ha una sua logica 😂

  18. Ciao Nora,
    Anche questo capitolo mi è piaciuto un sacco!
    Ho votato l’opzione “ricordi”, non ti nascondo che l’ho fatto anche nella speranza di saperne di più sulla madre di Laura, ma sono pronta a ogni risvolto che vorrai dare alla storia!
    A presto!

  19. Concordo con Littleredowl per quanto riguarda la pianta di limoni. Cresce così velocemente? Il padre ha fatto bene a tagliarla? È un ricordo positivo o negativo per la nostra protagonista? Proprio per questo ho votato ricordi.
    Ciao NE,

    a presto

  20. Parola d’ordine… armonia! Il litigio, date le premesse, mi pare troppo scontato, i ricordi rallentano troppo il ritmo, almeno in questo stadio…
    Francamente la scelta del padre di abbattere l’albero a cui la moglie si è impiccata non mi pare proprio così folle. Voglio dire, mi pare comunque un simbolo sgradevole, qualcosa che difficilmente si potrebbe coltivare con amore. Non sono sicura che l’attaccamento che la nostra protagonista sembra provare per quella pianta non sia vagamente morboso…
    Sono curiosa di capire qualcosa di più delle logiche di questa famiglia.
    Ps. con che velocità cresce una pianta di limoni?

    • Il limone in questo caso a lei ricorda un momento felice in famiglia, mentre il padre, sopraffatto dall’alcol, lo demonizza: sono semplicemente diversi punti di vista. Proprio come identificare un bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno!
      Comunque un albero di limone cresce 20 cm all’anno ed arriva a misurare anche 7 metri d’altezza (poi dipende dal tipo di limone: il mio quattrostagioni non arriva neanche a un metro e venti, ma è una sua caratteristica), solitamente vengono venduti già alti intorno al metro e mezzo per essere piantati in giardino. Se lo hanno piantato quando aveva cinque anni, ed in questo racconto la protagonista ne ha approssimativamente 28, quanto sarà alto il limone? Corso di giardinaggio gratuito!

  21. Ciao, direi a casa… Mi sembra il posto più naturale verso cui dirigersi.
    Non sono ben riuscita a raffigurarmi il posto in cui si svolge la storia, anche se le descrizioni sono indubbiamente ben fatte… Forse perché io stessa vivo in un paesino e mi viene automatico fare i confronti con la mia realtà e quella raccontata da te.
    L’ horror non è il mio genere prediletto, ma una storia ben scritta invoglia certamente alla lettura… Passerò ancora da queste parti! Alla prossima!

    • Ciao gufetto rosso, grazie per aver votato e commentato!
      Comunque il paesino ancora non lo abbiamo visto nei capitoli, stazione dei bus a parte, ma se ti sei persa fra le mie parole proverò a fare chiarezza: la storia si svolge in autobus per il primo capitolo, mentre per il secondo vediamo come scenario l’autogrill, di nuovo il bus ed infine si arriva alla stazione del paese. Mi dispiace se lo hai trovato confuso!
      Coreto ovviamente non esiste ma nei prossimi capitoli lo renderò il più vero possibile e vivendo in un piccolo paese anch’io credo di avere non pochi spunti per farlo 😄
      Alla prossima cara!

  22. Ciao Norah,
    mi fa piacere leggere un horror, mi piacciono gli horror, e trovo interessante il tuo titolo 🙂
    Ho apprezzato le tue descrizioni molto vivide e sono curiosa di sapere cosa ci riserverai…intanto dico casa..cosa c’è di meglio con un tempo da lupo, dopo un lungo viaggio e un incubo a occhi aperti?? A presto!!!

    • Ciao Cinzia e grazie per il voto, ma soprattutto grazie per aver commentato! Leggere le vostre idee e opinioni è motivante, sapere che il mio stile colpisce per le descrizioni lo è ancora di più😃
      L’opzione della casa momentaneamente vince su tutte, quindi non ti resta che attendere il prossimo capitolo per sapere se ci saranno altre apparizioni della nostra “amica”!
      A presto😄

  23. Dopo un simile viaggio, credo che Laura voglia solo andare a casa. Molto realistico il “rapporto” tra i due fratelli, punzecchiature a non finire ma un grande amore. Michele ha nominato la mamma parlando della macchina; c’è ancora? è morta? esiste anche un padre? E allora conosciamola questa famiglia.
    Ciao e a presto 🙂

  24. Bellissimo anche questo secondo capitolo. Descrivi in modo molto chiaro, mi piace molto il tuo stile. Sicuramente li dobbiamo conoscere meglio, però per me potrebbero passare dall’ufficio di Michele. Magari, mentre lui sale in ufficio, lei potrebbe rivedere la dolce ma terribile nonnetta dell’autobus 😉

  25. Rieccomi, NorahEmme. Ho votato per i fratelli, vorrei che rimanesse sull’autobus quindi niente autostop e la solitudine mi fa paura 😀 😀
    Proprio un bell’incipit: immagini vivide, rese molto bene, non hai aspettato una riga per entrare nel cuore dell’horror 😀
    Mi è piaciuto soprattutto il fatto che all’inizio hai descritto una situazione molto comune (almeno per i pendolari): la pioggia sui finestrini, la tappezzeria damascata (eh, sì, la conosco bene!), così che mi sono sentito in un ambiente familiare. A questo punto, l’orrore!
    Bello!
    Ciao, ti auguro un sacco di ottimi giorni

    • Ciao Erri, è davvero un piacere accoglierti fra i lettori del mio umile racconto!
      Ti ringrazio per aver votato, per il complimento e per aver apprezzato le descrizioni di questo primo “orrido” capitolo: facendo anche io parte del clan dei pendolari, non potevo fare a meno di descrivere la noiosa routine del viaggio e la lieve nostalgia che si ha per casa 😀
      Spero davvero di poterti sorprendere anche con il prossimo capitolo!
      A presto ed auguro un sacco di ottimi giorni anche a te! 😀

    • Ciao Danio,
      dopo aver letto la tua storia mi sento onorata di questo commento!
      Grazie per aver votato e soprattutto mi fa davvero piacere leggere la tua opinione su un personaggio che spero di caratterizzare al meglio: per ora non posso sbilanciarmi nè fare troppe promesse ma spero di non deluderti! 😉
      Alla prossima 😀

    • Ciao Basilissa,
      grazie per aver votato e grazie le belle parole! Leggere commenti come il tuo mi rende davvero felice anche se credo di avere ancora tanto da imparare: molte cose le ho capite solo grazie a questo sito, alle persone meravigliose e piene di fantasia che lo popolano, alle storie altrui e, soprattutto, alle critiche e penso di poter dare ancora di più col tempo!
      Tornando alla storia, di scheletri ne vedremo non pochi…fuori e dentro gli armadi! Spero di non deluderti…
      Alla prossima! 😀

    • Ciao Befana (spero non risulti come un’offesa XD)!
      Grazie per aver votato, comunque capisco che possa essere un inizio un po’ movimentato ma è solo il primo capitolo di una storia e non di un’antologia…
      Momentaneamente due opzioni sono alla pari quindi aspetterò ancora un po’ prima di scrivere il secondo capitolo 😀

  26. Che bell’incipit da horror classico (la vecchia sdentata con l’alito fetido è deliziosa).
    A questo punto i fratelli sono l’opzione obbligata.
    La scelta dell’mp3 è dovuta al fatto che il racconto è ambientato intorno al 2010? 🙂
    ciao,

    a presto

  27. Impazzisco sempre per il tuo stile descrittivo, gli odori, i suoni, i colori, prendono tutti forma concreta nella mia mente. Mi incuriosisce la storia, perché laura sta facendo ritorno al suo paese? La signora anziana è stata davvero un brutto sogno? Ho votato fratelli.
    Spero di leggere subito un altro capitolo, a presto!