LA SOLITUDINE DELLE OSSA

LA PIOGGIA

La pioggia batteva imperterrita contro i finestrini del bus.

Occhi curiosi guardavano oltre un vetro gocciolante. Laura ricordava bene quel paesaggio così selvaggio e severo: faggi e conifere si inerpicavano feroci fin sopra la montagna, un tappeto verde così fitto da rischiare di perdercisi, ma quanto le era mancato quel crepitio di fogliame e ramoscelli sotto la suola delle scarpe, le fronde degli alberi smossi dal vento, l’odore della terra umida e del muschio, la pioggia.

-Già, che benvenuto!-, pensò infilandosi gli auricolari nelle orecchie e accendendo l’mp3: una giornata di sole sarebbe stata più che gradita per il suo ritorno. Staccare la spina per due settimane dagli isterismi dei suoi colleghi le avrebbe fatto bene.

Una piccola spia rossa le si accese fra le dita: l’mp3 era scarico. Stizzita riavvolse le cuffie e lo gettò in borsa.

La voce alla radio stava dando informazioni sulle condizioni meteo quando iniziò a sfarfallare fino a diventare rumore bianco, poi silenzi: avevano imboccato una galleria. Poche luci arancioni appese al soffitto ne illuminavano le viscere rendendola simile ad un enorme tunnel degli orrori color zucca.

L’unico suono che riprese all’uscita fu quello della pioggia. Un lampo squarciò il cielo mentre il mezzo imboccava un’uscita autostradale. Cercò di leggere il cartello indicante il nome della città ma tutto ciò che ne restava era un ammaccato rettangolo rugginoso su cui le ultime lettere leggibili erano “SA”.

Spostando lo sguardo oltre il finestrino notò dei grandi alberi di limoni cresciuti lungo la strada come erba fra le betonelle di un giardino. L’acqua ne scuoteva i rami mostrando i dorati frutti.

Il bus iniziò a rallentare fino a fermarsi: accanto ad una panchina di legno se ne stava una donna anziana con un grande borsone. Il conducente scese per aiutare la vecchietta a caricarlo nel portabagagli poi salirono entrambi a bordo del veicolo che ripartì subito. La donna si muoveva goffa e lenta lungo lo stretto corridoio costeggiato da sedili in una terribile fantasia damascata.

-Posso sedermi, signorina? -, chiese sorridendo a Laura mentre le guance le si contorcevano in una ragnatela di rughe. La ragazza si guardò attorno. -Allora? -, fece la vecchietta.

-Si…prego, prego!-, imbarazzata si spostò in grembo la borsa che aveva poggiato sul sedile accanto. Laura non riusciva a smettere di guardarla come ipnotizzata: capelli grigi come cenere erano raccolti in una treccia portata a corona sulla testa, due grandi occhi annacquati di uno spento celeste si stagliavano su di un viso rovinato dal tempo e il suo fragile corpo era avvolto in un soprabito nero di lana lungo fin sotto le ginocchia che non sembrava essersi bagnato nonostante la pioggia novembrina. Aveva addosso un profumo piacevole, come di torta appena sfornata, e sedeva composta stringendo con le nodose nocche una piccola borsa nera. Si voltò verso Laura e accennò un sorriso: la ragazza arrossì sentendosi colpevole per averla squadrata.

-Sto andando a trovare una persona…-, disse l’anziana, -Tu torni al tuo paese? -, chiese facendosi più vicina con il volto.

 I suoi occhi ora erano più grandi e vividi, tanto da sembrare un limpido cielo primaverile.

La ragazza biascicò un timido -Si.- mentre si sentiva diventare pesante. La nonnina le accarezzò il viso, -Sicura di voler tornare? -, continuò con una nota cupa nella voce. Laura guardava la vecchia signora:i suoi occhi si erano persi oltre quegli oblò aperti sull’infinito.

Una zaffata di rancido raggiunse il suo naso con violenza facendole riprendere il controllo: l’odore zuccherino che aveva sentito appena l’anziana le si era seduta accanto era mutato in qualcosa di disgustoso.

Poi lo vide: quel viso rugoso aveva lasciato posto a quello di una giovane donna. Ciocche di capelli nere le coprivano le spalle e il trucco le rigava le guance colando in piccoli rivoli neri. La mano callosa e calda ora era liscia e fredda e si era spostata sul suo collo affondandole le unghia nella carne. Il dolore le esplose nella testa come un fuoco d’ artificio mentre il fetore continuava a crescere così come il viso della sua aguzzina continuava a mutare. Laura volse lo sguardo altrove cercando aiuto nello sparuto gruppo di passeggeri del bus ma le si gelò il sangue quando si accorse che il tempo, al di fuori del suo sedile, sembrava essersi fermato: gli altri, congelati in pose plastiche da manichini, erano stati tagliati fuori da quell’orribile teatrino.

Ed ora solo un sottile lamento proveniva dal sedile accanto al suo: la stretta sulla sua gola si stava allentando. Chiuse gli occhi tremante di paura, mentre la consapevolezza di non avere scampo le attanagliava la mente, e li riaprì davanti a lei: in quello stesso istante le labbra nere e screpolate da cui spuntavano pochi denti marci quasi sfiorarono le sue sussurrando qualcosa di incomprensibile per poi dissolversi come fumo leggero.

Laura spalancò gli occhi emettendo un rantolio. Aveva il cuore a mille: era stato solo un brutto sogno.

SCEGLI IL TITOLO DEL PROSSIMO CAPITOLO (E QUINDI ANCHE CIO' CHE ACCADRA')

  • SOLITUDINE (42%)
    42
  • AUTOSTOP (8%)
    8
  • FRATELLI (50%)
    50
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

131 Commenti

  1. Ciao,
    sono appena approdata al tuo raconto, e ho letto tutti i capitoli di seguito. brava, bellissima ambientazione, belli i dialoghi e ben delineati i personaggi,
    Noto che non scrivi da un po’. Spero di poter leggere la continuazione di questo racconto.
    A presto e ancora complimenti!

  2. Buonasera NorahEmme, in questi giorni mi sono letta Kitsune e l’ho trovato molto curioso, così ho cominciato a seguire questa tua seconda storia. Trovo che tu abbia fatto un salto di qualità, se posso permettermi di scriverlo. La tua narrazione è molto più sciolta e mi piace il modo in cui riesci ad alternare i momenti terrificanti e quelli più tranquilli 🙂
    Buona scrittura!

  3. Ciao Norah.
    La tua storia unisce il mistero del giallo con l’ansia di nervosismo provocata da un buon
    racconto di paura.
    Sei proprio brava, non sempre le unioni di genere finiscono bene: spesso lo scrittore divaga troppo da una parte, mentre dovrebbe approfondire altre questioni, solo l’esperienza riesce a portare qualcosa di buono.
    Dici di essere una segretaria, perciò hai a che fare quotidianamente con le parole e frasi di tutti i generi e campi.
    Il tuo racconto mi ricorda lievemente Insomnia di Stephen King, e il tuo stile e il suo non sono poi così differenti.
    Però, dato che non manca molto alla conclusione della storia, ti consiglio di mettere più suspense tra una riga e l’altra, devi incuriosire ma spaventare, coinvolgere il lettore ma anche incutergli terrore.
    Comunque hai ancora quattro capitoli per farlo, per ciò non ti metto fretta.
    Se hai voglia di passare a leggere il mio racconto mi farebbe piacere.
    Ti seguo.

  4. TORNEREMO AL MONDO ONIRICO…
    Sta virando nel giallo questo horror, mi piace 😉 il capitolo mi è piaciuto, soprattutto la parte conclusiva con lo scambio di battute tra le due donne, molto realistico grazie al dialetto dell’anziana. Condivido, però, il commento di Paul, avresti potuto creare più suspense nell’introdurre il personaggio, giocare sul dubbio che fosse reale.
    Ciao Nora, a presto.

  5. E’ un peccato sprecare con mezza frase il fatto che la vecchia fosse la stessa del sogno sul pullman (ammesso che si riferisse a quel sogno). Ci avrei giocato di più sopra. Magari l’avrei suggerito mediante la descrizione della donna e soffermandomi su un dettaglio che la accomunasse con la sua versione onirica, senza svelarlo esplicitamente ma lasciando al pubblico la possibilità di arrivarci da solo. Non lascerei da parte il mondo onirico. Ormai deve diventare una parte fondamentale della storia, altrimenti tutto il primo capitolo risulterebbe pressochè inutile 😀

  6. Cuao Norah, bentornata!! Aspettavo da un po un tuo nuovo capitolo, e vedo che questo ha introdotto molte novità. Da questo punto di vista l’ho trovato molto interessante, anche se ad essere sincera, rispetto ai precedenti per me è risultato meno scorrevole. Hsi abbondato un po troppo coi gerundi, ad esempio. ..
    per il prossimo direi che sta tutto sitto i nostri piedi…mi ha incuriosito 🙂
    Buona serata!
    Ps: ho pubblicato un nuovo episodio anch’io e mi farebbe piacere se mi dessi un tuo parere 🙂

  7. A mio parere hai dato troppo spazio al viaggio, a discapito di una più approfondita contestualizzazione della storia principale. Non dai tempo al lettore di abituarsi alla nuova realtà della protagonista (la casa) che già succede qualcosa. Capisco l’esigenza di affrettare gli eventi causa il limite dei 10 capitoli, ma scalettando meglio gli eventi e, soprattutto, minimizzandoli all’essenziale, riusciresti a dare i tempi giusti. Ad esempio, la tensione tra Laura e il padre arriva all’apice troppo presto. Io avrei optato per un crescendo in parallelo al crescendo degli eventi paranormali di cui Laura è vittima. Si vede troppo e troppo presto.

  8. Ciao Norah,
    io ho optato per un ex, anche se forse così mettiamo altra carne al fuoco….
    Sono contenta di aver trovato il tuo racconto tra gli horror (un genere che amo molto) perché è tra i più interessanti che ho letto finora.
    Hai la capacità di tratteggiare ambienti e personaggi con grandi sfumature, attirando ilettore nella storia proprio come se fosse lì. Bellissimo il particolare della ragazza sul soffitto, mi ha ricordato The Grudge ( grande horror!).
    Buon fine settimana!

  9. Io dico un suo ex.
    La ragazza sul soffitto e il fratello che glissa sulla sua domanda fanno sorgere degli interrogativi importanti.
    Bella la scena della voce gorgogliante, mi ha fatto aumentare la voglia di provare a scrivere un horror anche a me. Appena posso inizio a buttare giù qualcosa 🙂
    Adesso però ho anche voglia di cannelloni.
    Forse sono troppo influenzabile 😀

  10. L’incipit è la parte migliore. Descritta molto bene fini nei minimi dettagli, è stato come vedere la scena di un film. La creatura nell’angolo mi ha fatto addirittura più paura della scena nella quale la vediamo distintamente. A volte sono le cose che percepiamo e non vediamo a spaventarci di più. Per la scelta, io credo che si rivolgerà a un ex. C’è sempre un filo sottile che ci lega alle persone cha abbiamo amato. Anche se sono state pessime con noi, hanno fatto comunque parte della nostra vita, ci conoscono, non saranno mai degli estranei. A presto Nora e complimenti per il brano.

  11. Grazie a tutti voi per aver commentato e votato!
    Purtroppo non sono riuscita a rispondervi uno per uno come faccio di solito, ma vi ho letto tutti ed ho apprezzato ogni riga 🙂
    Spero tanto che questo capitolo vi piaccia ed anche che vi terrorizzi un pochino…non troppo altrimenti poi chi mi vota più?! XD
    Faccio un giro fra le vostre storie: a rileggervi tutti!
    PS: esatto Cinzia! I pedalini non sono altro che i fantasmini (calzini) 😀

  12. Ho scelto anch’io la camera, anche se ero tentata dal pronto soccorso che però avrebbe fatto perdere troppo tempo prezioso e tutto sommato non era utile alla storia. Bella l’immagine della tazza di Ines ormai inservibile che pendeva sul lavello. Ho trovato qualcosa di struggente e qualcosa di macabro. Un bel mix. A rileggerti.

  13. Ciao Norah, è la prima volta che ti leggo e spero di farlo ancora, fino all’ultimo capitolo.
    Apprezzo molto il tuo stile oltre che il lessico che utilizzi, potresti limitare un po’ l’uso degli aggettivi, nonostante ciò trovo che tu sappia sceglierli con cura, le tue descrizioni sono tutt’altro che banali.
    Al momento mi sembra che la situazione sia ancora piuttosto tranquilla, nonostante l’escalation nel confronto verbale con il padre, attendo il capitolo successivo.

  14. Ciao Norah,
    questo capitolo mi è piaciuto davvero molto, sia per la scrittura scorrevole, che per quei particolari che hanno arricchito delle scene molto palpitanti (l’asciugamano sbiadito, la tazza della madre, il corpo a marcire. ..un vero colpo nello stomaco quello…) …per il prossimo ho votato vialetto di casa. ..l’opzione più singolare 🙂
    Ciao, Cinzia

    Ps: ma che sono i pedalini? Calzini?

  15. In camera sua…
    Wow, capitolo stupendo: la tensione tra padre e figlia cresce; i ricordi si mescolano alla realtà, sconvolgendola completamente; i rimorsi e i rimpianti si rincorrono in una folle corsa… e tu sai usare molto bene la tecnica dello show don’t tell 😉
    L’unica cosa che modificherei è quel “inciso su” con “inciso sopra”, penso suoni meglio.
    Ciao 🙂

  16. Ciao Norah,
    Bel capitolo esplicativo.
    Ora la situazione dovrebbe essere ben chiara a tutti.
    Io dico nel suo letto, così restiamo nel contesto della casa e dei ricordi maledetti.
    Rallenty non mi piace, avrei scritto rallentatore o cose simili.

    a presto

  17. Ciao a tutti voi che capiterete da queste parti!
    Nello scorso episodio avevano vinto i ricordi ma dato che molti di voi spingevano per il possibile litigio ho provato a non deludere nessuno.
    Buona lettura e, come sempre, fatemi sapere quali sono le vostre impressioni e se il capitolo vi è piaciuto (o anche no)! 😉

  18. Parto questo commento facendoti i miei più sinceri complimenti.

    Il testo è scritto veramente bene, sintassi, grammatica, figure poetiche (vivisezionare il telefono…. è bellissima quella frase)…mi piace veramente molto questa storia, seguo interessato all’evoluzione di questi testo. Per ora tutto è calmo però non voglio perdermi nulla 🙂

    Complimenti ancora

  19. Perdonami l’attesa, ero convinta di aver già commentato la tua storia, invece scorrendo la pagina mi rendo conto che non è così. Probabilmente ne ero convinta perchè l’avevo già letta. Mi riscatto subito: voto per i ricordi. Hanno sempre quel sapore vago di tristezza, e solitamente portano in due strade: armonia, per i bei momenti risvegliati dalla voce, oppure ai litigi, perchè spesso e volentieri i ricordi sono caratterizzati da rancori seppelliti e battaglie lasciate a metà, e sarebbero anche le altre due opzioni messe a disposizione. Quindi mi sento di stare nel mezzo scegliendo i ricordi. Detto questo, mi sono piaciuti moltissimo tutti e tre i capitoli, ed attendo con ansia il seguito 🙂

  20. Ciao Norah,
    io dico ricordi, in questo caso credo che saranno malinconicamente evocativi.
    Altro capitolo dalle descrizioni molto vivide: l’unico appunto che posso farti è l’uso del presente ad un certo punto della narrazione….a me stona sempre un pò il passaggio da un tempo ad un altro, sorry 😉
    Per il resto episodio coinvolgente e…grazie per la lezione di botanica 😉
    Condivido un pò l’osservazione di LittleRedOwl sul fatto che sia comprensibile che il padre abbia voluto abbattere una pianta legata ad un ricordo così doloroso.
    Comunque le dinamiche di questa famiglia sono ancora tutte da scoprire, e quindi…alla prossima!

    • Ciao Cinzia e grazie per essere tornata a trovarmi!
      Sul passaggio da un tempo all’altro devo darti ragione: non ero molto convinta neanche io di questa scelta ma ho voluto tentare. In ogni caso non accadrà più perché, come hai detto tu, stona!
      Questa faccenda dell’albero mi ucciderà, comunque giuro che ha una sua logica ?

  21. La tensione, a volte, è solo il preludio di un furioso litigio. Tra Laura e il padre c’è qualcosa, è chiaro, e l’accenno alla scomparsa della madre è probabilmente il fulcro.
    Altro bel capitolo, vediamo se questa tensione riuscirà a stemperarsi o se invece aumenterà.
    Ciao e a presto 🙂

  22. Ciao Nora,
    Anche questo capitolo mi è piaciuto un sacco!
    Ho votato l’opzione “ricordi”, non ti nascondo che l’ho fatto anche nella speranza di saperne di più sulla madre di Laura, ma sono pronta a ogni risvolto che vorrai dare alla storia!
    A presto!

  23. Concordo con Littleredowl per quanto riguarda la pianta di limoni. Cresce così velocemente? Il padre ha fatto bene a tagliarla? È un ricordo positivo o negativo per la nostra protagonista? Proprio per questo ho votato ricordi.
    Ciao NE,

    a presto

  24. Parola d’ordine… armonia! Il litigio, date le premesse, mi pare troppo scontato, i ricordi rallentano troppo il ritmo, almeno in questo stadio…
    Francamente la scelta del padre di abbattere l’albero a cui la moglie si è impiccata non mi pare proprio così folle. Voglio dire, mi pare comunque un simbolo sgradevole, qualcosa che difficilmente si potrebbe coltivare con amore. Non sono sicura che l’attaccamento che la nostra protagonista sembra provare per quella pianta non sia vagamente morboso…
    Sono curiosa di capire qualcosa di più delle logiche di questa famiglia.
    Ps. con che velocità cresce una pianta di limoni?

    • Il limone in questo caso a lei ricorda un momento felice in famiglia, mentre il padre, sopraffatto dall’alcol, lo demonizza: sono semplicemente diversi punti di vista. Proprio come identificare un bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno!
      Comunque un albero di limone cresce 20 cm all’anno ed arriva a misurare anche 7 metri d’altezza (poi dipende dal tipo di limone: il mio quattrostagioni non arriva neanche a un metro e venti, ma è una sua caratteristica), solitamente vengono venduti già alti intorno al metro e mezzo per essere piantati in giardino. Se lo hanno piantato quando aveva cinque anni, ed in questo racconto la protagonista ne ha approssimativamente 28, quanto sarà alto il limone? Corso di giardinaggio gratuito!

  25. Ciao, direi a casa… Mi sembra il posto più naturale verso cui dirigersi.
    Non sono ben riuscita a raffigurarmi il posto in cui si svolge la storia, anche se le descrizioni sono indubbiamente ben fatte… Forse perché io stessa vivo in un paesino e mi viene automatico fare i confronti con la mia realtà e quella raccontata da te.
    L’ horror non è il mio genere prediletto, ma una storia ben scritta invoglia certamente alla lettura… Passerò ancora da queste parti! Alla prossima!

    • Ciao gufetto rosso, grazie per aver votato e commentato!
      Comunque il paesino ancora non lo abbiamo visto nei capitoli, stazione dei bus a parte, ma se ti sei persa fra le mie parole proverò a fare chiarezza: la storia si svolge in autobus per il primo capitolo, mentre per il secondo vediamo come scenario l’autogrill, di nuovo il bus ed infine si arriva alla stazione del paese. Mi dispiace se lo hai trovato confuso!
      Coreto ovviamente non esiste ma nei prossimi capitoli lo renderò il più vero possibile e vivendo in un piccolo paese anch’io credo di avere non pochi spunti per farlo ?
      Alla prossima cara!

  26. Ciao Norah,
    mi fa piacere leggere un horror, mi piacciono gli horror, e trovo interessante il tuo titolo 🙂
    Ho apprezzato le tue descrizioni molto vivide e sono curiosa di sapere cosa ci riserverai…intanto dico casa..cosa c’è di meglio con un tempo da lupo, dopo un lungo viaggio e un incubo a occhi aperti?? A presto!!!

    • Ciao Cinzia e grazie per il voto, ma soprattutto grazie per aver commentato! Leggere le vostre idee e opinioni è motivante, sapere che il mio stile colpisce per le descrizioni lo è ancora di più?
      L’opzione della casa momentaneamente vince su tutte, quindi non ti resta che attendere il prossimo capitolo per sapere se ci saranno altre apparizioni della nostra “amica”!
      A presto?

  27. Dopo un simile viaggio, credo che Laura voglia solo andare a casa. Molto realistico il “rapporto” tra i due fratelli, punzecchiature a non finire ma un grande amore. Michele ha nominato la mamma parlando della macchina; c’è ancora? è morta? esiste anche un padre? E allora conosciamola questa famiglia.
    Ciao e a presto 🙂

  28. Bellissimo anche questo secondo capitolo. Descrivi in modo molto chiaro, mi piace molto il tuo stile. Sicuramente li dobbiamo conoscere meglio, però per me potrebbero passare dall’ufficio di Michele. Magari, mentre lui sale in ufficio, lei potrebbe rivedere la dolce ma terribile nonnetta dell’autobus 😉

  29. Rieccomi, NorahEmme. Ho votato per i fratelli, vorrei che rimanesse sull’autobus quindi niente autostop e la solitudine mi fa paura 😀 😀
    Proprio un bell’incipit: immagini vivide, rese molto bene, non hai aspettato una riga per entrare nel cuore dell’horror 😀
    Mi è piaciuto soprattutto il fatto che all’inizio hai descritto una situazione molto comune (almeno per i pendolari): la pioggia sui finestrini, la tappezzeria damascata (eh, sì, la conosco bene!), così che mi sono sentito in un ambiente familiare. A questo punto, l’orrore!
    Bello!
    Ciao, ti auguro un sacco di ottimi giorni

    • Ciao Erri, è davvero un piacere accoglierti fra i lettori del mio umile racconto!
      Ti ringrazio per aver votato, per il complimento e per aver apprezzato le descrizioni di questo primo “orrido” capitolo: facendo anche io parte del clan dei pendolari, non potevo fare a meno di descrivere la noiosa routine del viaggio e la lieve nostalgia che si ha per casa 😀
      Spero davvero di poterti sorprendere anche con il prossimo capitolo!
      A presto ed auguro un sacco di ottimi giorni anche a te! 😀

    • Ciao Danio,
      dopo aver letto la tua storia mi sento onorata di questo commento!
      Grazie per aver votato e soprattutto mi fa davvero piacere leggere la tua opinione su un personaggio che spero di caratterizzare al meglio: per ora non posso sbilanciarmi nè fare troppe promesse ma spero di non deluderti! 😉
      Alla prossima 😀

    • Ciao Basilissa,
      grazie per aver votato e grazie le belle parole! Leggere commenti come il tuo mi rende davvero felice anche se credo di avere ancora tanto da imparare: molte cose le ho capite solo grazie a questo sito, alle persone meravigliose e piene di fantasia che lo popolano, alle storie altrui e, soprattutto, alle critiche e penso di poter dare ancora di più col tempo!
      Tornando alla storia, di scheletri ne vedremo non pochi…fuori e dentro gli armadi! Spero di non deluderti…
      Alla prossima! 😀

    • Ciao Befana (spero non risulti come un’offesa XD)!
      Grazie per aver votato, comunque capisco che possa essere un inizio un po’ movimentato ma è solo il primo capitolo di una storia e non di un’antologia…
      Momentaneamente due opzioni sono alla pari quindi aspetterò ancora un po’ prima di scrivere il secondo capitolo 😀

  30. Che bell’incipit da horror classico (la vecchia sdentata con l’alito fetido è deliziosa).
    A questo punto i fratelli sono l’opzione obbligata.
    La scelta dell’mp3 è dovuta al fatto che il racconto è ambientato intorno al 2010? 🙂
    ciao,

    a presto

  31. Impazzisco sempre per il tuo stile descrittivo, gli odori, i suoni, i colori, prendono tutti forma concreta nella mia mente. Mi incuriosisce la storia, perché laura sta facendo ritorno al suo paese? La signora anziana è stata davvero un brutto sogno? Ho votato fratelli.
    Spero di leggere subito un altro capitolo, a presto!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Usando i nostri servizi dai acconsenti all'uso dei cookie maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi