La difesa è sempre legittima

Dove eravamo rimasti?

Oh-oh. C'è qualcuno alla porta. E' l'inquilino del piano di sotto, scocciato dai rumori. (64%)

Proposte indecenti.

Chi poteva essere? Chiunque. E Gerardo fu a tanto così dall’avere un infarto. Ciro, dall’altro lato, aveva vinto il risentimento sedimentato dentro se stesso; quel campanello gli provocò un sussulto di gioia e di ilarità, pari solo a quello che ebbe nel tagliare le gomme a quel ricchione del prof. Esposito. Ma la vecchia volpe, scaltra e col colpo già in canna, gli fece capire che non era il caso di rilasciare, come una bomba, il suo grido di contentezza fra quelle quattro mura; Ciro fu costretto, come incantato dalle mani di un prestigiatore, a coprirsi col telo del divano, l’unica cosa a portata di mano oltre al polveroso tappeto persiano. Era come se il calore stesse bruciando tutto l’ossigeno rimasto lì sotto e che la mancanza d’aria fosse il vero motivo per il quale gli era impossibile gridare aiuto.

Gerardo accese la tv e si stropicciò gli occhi con le nocche inumidite dalla saliva: un vecchio trucco da caserma. Bloccò la porta con la catenella e aprì uno spiraglio, tenendo la metà destra nascosta.

< Assafà! Finalmente! Ma che ci vuole ad aprire?

Signora Assunta! Buongiorno..

Buonasera, volete dire! Sono quasi le sei! Si può sapere che state facendo? Vi eravate addormentato?

Io.. sì, veramente, stavo dormendo. Pensavo fossero i soliti Testimoni di Geova che..

Ah, per questo avete levato la coperta dal divano.

Sì. Ma perchè?

Avete fatto bene: quella cosa si azzecca addosso e prude di una maniera incredibile, quando fa caldo.

Eh, sì, lo so.

E la televisione? I quadri? Che è tutto ‘sto burdello?

No, signò, veramente sto facendo qualche lavoretto di pulizia, prima che tornano i ragazzi. Quelli, fra il lavoro e i bambini, non hanno mai tempo..

Avete fatto bene! Benissimo! Io ce lo dico sempre a quei due, che la casa è come una persona, come un figlio, che se ne devono occupare come se fosse uno della famiglia! Meno male che ci state voi.

Eh, sì.

Io prima mi sono spaventata: ho sentito delle botte tremende – pensavo ci fossero i ladri, stavo per chiamare qualcuno.

No, no, ma quando mai, quali ladri: ero io che pulivo.

E quei rumori fortissimi? E’ scoppiato qualcosa?

Ehm.. sì, veramente, sono le lampadine.

Com’è, le lampadine?

Stavo provando le lampadine di Natale e alcune sono saltate. Quelle so’ cinesi..

E perché stavate provando le lampadine di Natale con sto caldo?

Signò, che ne so, le avevano lasciate in mezzo…poi a me piacciono.

Vi piacciono le luci di Natale.

Eh. Perché, non si può?

Lo sapete che piacciono pure a me? A me st’estate un po’ mi annoia, non succede mai niente.

Infatti…

Ma sentite,  mò che vi siete svegliato, perché non mi fate entrare? Vi metto a fare il caffè, vi aiuto col divano…>

Gerardo sgranò gli occhi come di ritorno da un lungo sonno. Notò una luce maliziosa negli occhi della sig.ra Assunta, forse persino troppo lusinghiera. Guardò alle sue spalle e vide Ciro da sotto il mantello leopardato strabuzzare e sbuffare per il troppo caldo, mimando con le labbra dei “vattenne!” furiosi. Liquidò l’ospite con una frase mozzata a metà dall’incedere dell’acciaio delle mandate, aspettando diversi minuti prima di abbassare il cannone e fare segno al ragazzo. Dopodichè, come fosse stato indifeso per tutto il tempo, si buscò dei cuscini volanti, una scarpa e diverse manciate di pietruzze raccattate alla meno peggio dal sudatissimo Ciro, di ritorno da un’immersione atipica. Quando il ragazzo si fu calmato, Gerardo andò in bagno a sciacquarsi la faccia e, con mezza sorpresa, gli portò un panno di cotone inumidito, che Ciro si passò prima intorno al collo e poi si legò in fronte a mo’ di bandana.

<Eh, oilloc, abbiamo fatto il piccolo Sandokan…

Di Sàndokàn ce ne sta solo uno, o’ zì.

E vabbuò, come ti devo chiamare, allora?

Bomboletta.

Ma che nome è? Non te lo sapevi scegliere un poco meglio?

I soprannomi non si scelgono, o’ zì.

E smettila di chiamarmi così.

Come così?

O’ zì. E non mi dare del tu!

Se mi dici come ti chiami, io poi ti dico il mio.

Lascia sta’, è meglio se ti chiamo bomboletta…>

**

Canale 5 trasmetteva Il Segreto. Benchè fosse una replica, Gerardo prestò una notevole attenzione a quello che stava succedendo, poiché con gli anni, anche se faceva fatica ad ammetterlo persino ad Annibale, che di lui sapeva tutto, stava iniziando a dimenticare il fatto e il non fatto. Ciro dormiva impassibile, spalle al termosifone, appoggiando la testa sul braccio costretto, che teneva sul petto. Il TG5 delle 20.00 aprì con l’ennesimo servizio sui migranti; più di 8000 persone salvate dalle acque e portate sul suolo italiano. Gerardo fece per commentare, ma l’insulto gli morì fra i denti quando, alla luce calante del tardo pomeriggio, notò i lineamenti femminei di Ciro: i capelli neri suggellavano le palpebre chiuse ed il naso era piccolo e rotondeggiante. Si incantò per un attimo, grattandosi la gamba pelosa e sudata, e continuò ad ascoltare il TG, lanciando qualche occhiata di tanto in tanto. Quello che non immaginava è che Ciro non dormiva, ma meditava vendetta, nascosto dietro quell’alone santo di crudele innocenza.

Nel prossimo episodio, lo preferite

  • A piacere: quello che c'è nel frigo + mezzo supplì sfragnato. (50%)
    50
  • Raffinato: salmone affumicato, rucola, formaggio di capra e gamberetti; (33%)
    33
  • Semplice: wurstel, sottiletta e maionese; (17%)
    17
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141 Commenti

  1. Questo a mio avviso è il capitolo migliore, m’è piaciuto davvero tanto. Ho trovato anche delle chicche letterarie tipo “cercavano di non far trasparire la totale incompiutezza dei loro pensieri”. Una frase da manuale che descrive alla perfezione personaggi e situazione. I dialoghi, anche grazie al dialetto, sono esilaranti. Quanto alla richiesta della sigaretta, mi ha fatto venire in mente lo stacchetto pubblicitario di Massimo Lopez, dove era invece una telefonata ad allungare la vita. Altra chicca letteraria, la troviamo più avanti: “aggrappato a un sottile respiro”. Finale perfetto per un racconto fuori dagli schemi. Non riesco ad immaginare il finale, na so già che mi dispiacerà salutare i personaggi. Prenditi tutto il tempo necessario e… comincia a pensare al prossimo. Bravissimo 🙂

  2. Non sono una copiona, giuro, ma pure io ho premuto Play. Mi sono divertita parecchio allo scambio di battute, alcune delle quali, forse complice il dialetto, le ho trovate irresistibili. Però, verso l’ultima parte, ho trovato un forte messaggio sociale che mi ha fatto riflettere. Mi riferisco a: siamo una generazione che combatte contro se stessa” e alla risposta: “siamo noi quello che avete costruito”.
    I più grandi comici, erano anche drammatici quando era necessario, trovo che in questo capitolo tu abbia saputo dosare queste due qualità. Bravo. A rileggerti 🙂

    • Ti ringrazio. In effetti, ho cercato di dare dei momenti di sfogo a questi due personaggi a tratti molto diversi fra loro, cercando però di inserire alcuni elementi classici (un coro, dei punti di vista esterni, un riferimento politico). È stato un fuori programma divertente, ma che non è ancora finito. Non so bene cosa aspettarmi dal finale….

  3. Premere play, ormai bisogna sapere quello che succede, punto.
    Bello questo capitolo.
    Vedo che hai infilato anche un po’ di Fight Club 🙂 e italianizzato l’azione breaking bad.

    Dato che di tanto in tanto mi piace rompere le scatole:
    …un sorriso. Gerardo, su un pezzo di legno…
    Io avrei staccato con un a capo.

    Ciao Gianluca,

    a presto

  4. Dati i due soggetti propendo per quello che c’è in frigo.
    Non è che alla fine questi due trovano un alleato e una ragione per essere meno arrabbiati con la vita l’uno nell’altro?
    Questo capitolo mi è piaciuto davvero molto.
    Sarà lo straccio bagnato a refrigerio dal sudore che è molto d’attualità? 🙂
    Ciao

  5. L’inquilino, d’altronde mi chiedo perché non sia venuto a bussare prima.
    Questo Gerardo non sta bene: un analista, un amico, due psicofarmaci, al peggio un confessore, ma bisogna dargli una mano prima che esploda davvero.
    Ciao

    P.S. AvaNbracci? Con la N? vabbé che sono le vacanze estive, però.. XD

  6. Visto il filo conduttore del racconto, non succederà più.
    Mi sono un po’ persa anch’io, non ho capito tutto il filo temporale della biografia di Gerardo, né rispetto alla storia principale. E cosa c’entrava la scelta tra le opzioni nell’ultimo capitolo? E non ho capito il riferimento ai rossi e al mostro?! Insomma non ho capito quasi nulla, ma mi aggrappo, e la lettura resta piacevole, ci sono immagini molto suggestive, come quelle della lacrima/sudore/insetto. 🙂
    Piccola nota in rosso: fino a prova contraria supplicare è transitivo. “L’aveva supplicata”, non “le aveva supplicato” .
    Ciao

    P.S. Ma sei sicuro che il genere sia humour?

    • I tuoi commenti mi costringono sempre a rimboccarmi le maniche. Partiamo dalla fine.
      Humor è il genere più vicinona quello che voglio raccontare. Anche se sembra anacronistico, ci sono molti spunti ironici e ne aggiungerò molti altri.
      La nota in rosso la accetto con vergona e guance arrossite.
      Il Mostro, i Rossi e la città di Hama sono riferimenti temporali. Spero di non aver creato confusione mischiandoli tutti insieme.
      Questo trip è nella mente di Gerardo, mentre torna dall’appartamento del nipote. Per mancanza di spazio, non ho inserito asterischi e, per continuità volutamente oscura, ho mantenuto tempi e strutture simili, per dare l’impressione di viaggiare nel passato con Gerardo. Ovviamente il tentativo non è riuscito al meglio.
      Grazie per esserci sempre e non temere: sarò molto più chiaro in futuro.

      • Ma figurati, guance rosse, era perché l’avevono notato. Forse è solo che è molto molto denso, il capitolo, vuoi metterci un sacco di cose, forse troppe.
        Capisco cosa siano i rossi e il mostro con la maiuscola, ma Gerardo ha avuto a che farci nell’ambito del servizio? O è un riferimento più generico alle violenze delle epoche passate. O fu di servizio e Firenze?
        L’ho trovato solo un po’ criptico, ma sono le sue memorie, ci sta.
        Ti saluto e vado ad affrontare il solleone ^^

  7. Visto che a casa mia le armi, anche quelle di servizio, solitamente non entrano, vada per il fatto in casa.
    Non ho capito quale informazione aggiuntiva ci dia l’infanzia da minoranza mussulmana in India del padre, ma fa folklore, colora^^
    Ma questo pezzo viene dopo lo scontro con Gerardo, o prima? Perché se torna subito a svaligiare dopo una paura così, coraggioso ma scemo, il ragazzo.
    Ancora una domanda (non so se si è capito ma il capitolo me ne ha fatte sorgere parecchie): ma il rolex del babbo è vero, o taroccato made in Mergellina? Perché se se ne può permettere uno vero il figliolo farebbe il topo d’appartamento solo per piacere.
    Non per criticare le tue opzioni, ma personalmente non mi piacerebbe aggredire nessuno, ah, sì la Santanché o Salvini magari sì, ma dubito mi si intrufolino mai in casa, XD

    • Aaaaaah, befana, sono contentissimo di questo commento…..
      Il motivo del flashback, perché di questo si tratta (Ciro sta andando chiaramente a rapinare le persone dalla lista e, in un dialogo che ho dovuto escludere, si vede Ciro prendere la. 38) è doppio, narrativo e contenutistico: per dare uno stacco alla vicenda in un punto di akme (scommetto non hai cliccato il link sul titolo) ; per mettere in risalto alcuni aspetti culturali del razzismo all’italiana (lo straniero viene discriminato dal colore della pelle, anche quando è nato e cresciuto in Italia ed è figlio di italiani almeno per metà etc.).
      Ricorda che Ciro è molto giovane e vive in un contesto molto particolare. Ti posso suggerire “La paranza dei bambini” di Saviano per decifrare un po’ meglio la mentalità adolescenziale di ALCUNI, non tutti, GRUPPI.
      Per quanto riguarda Salvini e la Santanchè, ti prego, critica pure!

  8. Io difenderò sempre le barriere contro l’eccesso colposo.
    Non so esattamente in Italia, in Francia la difesa deve essere immediata giustificata e proporzionale all’ offesa. Insomma, il commerciante che insegue il ladro che scappa per sparargli nella schiena “perché sono due volte che mi rubano in casa” non esercita una legittima difesa! Tanto per non tirare in ballo le attualità. 😉
    Questo capitolo mi è piaciuto di più, forse perché è più lineare, più “narrativo”.
    Ciao

  9. Non è cambiato niente, anzi… Gerardo non si trova in una posizione migliore del “mariuolo”: quella non è casa sua e ha ammanettato un minore con le manette che avrebbe dovuto restituire insieme alla pistola, quando è andato in pensione.
    Accedendo ai link che hai indicato credo di aver scaricato qualcosa che non avrei dovuto… sono legittimata a chiederti un risarcimento? 🙂

  10. La nazionalità del ladro non è casuale…vero?
    Comunque non è cambiato nulla per quel che ne so. Notte o giorno, se hai la sfortuna-fortuna di sparare a un ladro che ti minaccia, andrai sempre incontro a delle grane.
    Qualcuno ha detto che la difesa deve essere proporzionata all’offesa, quindi se uno ti assale con un bastone dovresti averne uno sempre sotto il letto. Ma se il malvivente ha una pistola, e tu no…e mò?
    Ottimo episodio, hai reso bene il concetto, a presto.

  11. Non è cambiato praticamente niente. In Italia non cambia mai niente, tutt’al più si fa finta di cambiare un dettaglio.
    Mi chiedo se hai scelto un mariuolo mulatto per accondiscendenza ai rigurgiti razzisti di fin troppi italiani o, all’opposto, per darcene una lettura opposta.

  12. Ciao Gianluca,
    secondo me fai benissimo a parlarne, anche se questo non esclude un approfondimento psicologico dei personaggi, ad esempio trovo che il protagonista sia già ben caratterizzato, anche se siamo solo all’inizio della storia.
    Mi è piaciuta molto la scelta di iniziare in media res, ha catturato immediatamente la mia attenzione!
    Seguirò la storia con grande interesse.

    Alla prossima !

  13. Un instant book su un tema ostico, che può dividere. Per stare sul tema dovresti scrivere gli episodi a ranghi serrati.
    Non c’è che dire: hai attirato la mia attenzione con questo tema. Voglio vedere come te la cavi. Dal tono meridionalista del primo episodio, prevedo che scontenterai i giustizieri leghisti (e a me sta bene).
    È la prima volta che leggo qualcosa di tuo e, se sto commentando, vuol dire che non ho lasciato l’incipit a metà, cosa che faccio spesso con i racconti esordienti. Ti seguo, poi si vedrà.
    Vai con la satira (ma non da Bagaglino, per carità).

  14. Allora …. non sono un marketer ma ne so!

    Devo ammettere che hai colto sull’attenzione e buon pro per te.

    Il racconto è leggibile ma come hai dato come opzione e ti consiglio concentrati ora sui personaggi e la loro storia. Non necessariamente interiore, anzi, te lo sconsiglio perché è interessante sulle prime e noiosa sulle rimanenti. A parte questo, se vuoi parlare comunque del tema, nessuno te lo vieta, neppure io 🙂

    Ti seguo. Ciao. 🙂

  15. Fai bene a parlarne… anche perché, più che il politico, è il giudice a stabilire fino a che punto sia “legittima” la difesa (vedi i casi di cronaca in cui un commerciante finisce in carcere al posto del rapinatore che lo ha derubato, perché ha “osato” difendersi e ci è scappato il morto).
    Bentornato Gianluca, ti seguo volentieri in questa nuova avventura.
    A presto.

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