Ma questa è un’altra storia

Dove eravamo rimasti?

Conflitto internonne in atto, quindi ora: Affronta il problema mamma-suocera ma dicutendone "serenamente" con Marco (41%)

Di mamma ce n’è una sola, ognuno la sua

Guardalo: lancia occhiate disperate in ogni dove, cercando l’ispirazione nei quadri al muro o nel boccale di Moby Dick. Gli venisse almeno l’idea di pulirlo, non si vede quasi più il pesce.

Sento il cigolio frenetico delle rotelle che si affannano nella sua testa alla ricerca di una scusa plausibile. Che non troverà. Qualche goccia di sudore gli imperla la fronte, forse dovuta al calore prodotto dalle suddette rotelle.

E lo sguardo contrito da Droopy, immancabile, la sua ultima freccia, l’arma del disarmato.

«Scusami, Mimì, non volevo. Parlavo con mamma al telefono, l’altro giorno, mi è scappato. Sai com’è. »

«No, non so, cioè, ti parlava dell’operazione all’anca di zia e tu hai detto “ah, a proposito, anche noi siamo stati in ospedale ultimamente, Milena è incinta”. O allora dell’ultimo birdie di tuo padre al golf e ti è sorto spontaneo “a proposito di mazze e di buche, Milena è incinta”?»

«Amore, non è il caso di diventare volgare»

«Non ci provare nemmeno, Amore, non cambierai argomento. Non capisco come tu abbia potuto, avevamo deciso di aspettare, di annunciarlo insieme ai nostri genitori. E invece tu hai spifferato a mammina che si è precipitata a sbruffoneggiare con la mia. E ora io mi faccio trattare da figlia ingrata e senza cuore»

«È stato più forte di me: era così triste, diceva che tutte le sue amiche hanno già dei nipotini e lei no, che sta invecchiando e vorrebbe la gioia di un frugoletto da viziare. Volevo tirarle su il morale»

«E ci hai creduto! Tua madre, che da più di quarto di secolo ha sempre quarantadue anni, che vive dall’estetista e crede che il collagene sia la più grande invenzione dopo la ruota, quella donna parla di invecchiare e non capisci che recita? Marco, cazzo, tua madre è un’attrice nata, adora fare l’eroina da tragedia greca.

Il danno è fatto, i miei sono offesi, avviliti e inviperiti. Non ci resta che profonderci in umili scuse, lusinghe, inviti a pranzo, visite a sorpresa, smancerie e moine. Sperando rientrare nelle loro grazie»

«Rientrare, con tua madre ok, ma nelle grazie di tuo padre, da quasi sei anni che viviamo insieme, non ho mai potuto non dico entrarci ma nemmeno avvicinarmi. Non mi può vedere, se ora sa che ti ho messa incinta, poi, figurati!»

«Non devi prenderlo come un fatto personale. Sono la sua unica figlia femmina, la sua bimba, non ha mai sopportato nessuno dei miei ragazzi, non sei tu»

«Non è un fatto personale? Quando ci hai presentato ha sibilato ”un consulente patrimoniale, un esperto in ladrocinio e truffa che aiuta i ricchi a aumentare le proprie rendite e schivare le tasse. Rimpiango quasi il fumatore d’erba con cui uscivi al liceo”. E non ha nemmeno finto di dirlo piano perché non sentissi»

«È fatto così, la pensione non cancella quasi mezzo secolo di FIOM. Sono i professionisti dell’economia che detesta, non te. E poi ormai che ti conosce bene le cose sono migliorate»

«Tuo fratello è trader alla City e non mi sembra che lo abbia rinnegato, anzi, ne va piuttosto fiero. E adesso che mi conosce bene mi apprezza talmente che mi chiama Bernard Marcoff, o Marcio Finanziere»

«È il suo senso dell’umorismo, lo ammetto, non proprio fine. Quanto a Luciano, è il suo primogenito, gli perdonerebbe anche se fosse un serial killer, sai come sono i genitori.»

«Appunto. Sai com’è mia madre, non posso nasconderle un segreto.»

E merda, ha ragione, inutile prendersela con lui, è un uomo, figlio unico per giunta: è incapace di opporsi o anche solo di emanciparsi realmente da mamma.

A questo proposito, Girino mio, se sei maschio, sappi che approfitterò pienamente e smisuratamente di questo privilegio. Sarai succube della mia influenza e del mio divorante affetto materno fino alla fine dei tuoi giorni. La tua futura compagna, o compagno, sono scevra da pregiudizi io, non come mia suocera, non avrà nessuno scampo; sarò la persona più importante della tua vita. Sì, figlio mio, mamma sarà sempre là, saremo sempre insieme, indissolubili, uniti nella carne e nel sangue, perché io sola ti porto nel mio grembo, io…

Aiuto, cosa sto dicendo, Girino, piccolo, perdonami, certo che no, che tu sia maschio o femmina, ti lascerò crescere e vivere felice, autonomo, senza influenzare le tue scelte, né importi le mie idee o i miei rimpianti, sarò la madre ideale, quella che ti darà le radici a cui tornare ma anche le ali per volare, sarò l’arco delle tue frecce, e… Oddio, non so se è colpa degli ormoni, dello stress, di tutte queste storie di madri, padri e suoceri, ma sto sbroccando.

Insomma, Girino, non so che madre sarò, cercherò di fare del mio meglio, questo te lo prometto. Spero che tu non recepisca tutti i miei pensieri o finisce che ti barrichi lì dentro per non uscire mai a conoscere sta pazza.

«Milena? Non dici più niente. Amore, sei ancora arrabbiata?»

«No, Marco, scusa, ero distratta. Hai ragione, dovevo sapere che non puoi nascondere nulla a tua madre»

«Non volevo ferire Mirella, sai che le voglio bene, e mi dispiace di averti messo nei guai con lei. Di mamme ce n’è una sola»

Per fortuna.

Il tempo passa, bisogna cominciare a prepararsi al cambiamento in arrivo. Nel prossimo episodio:

  • Convivere e adattarsi a un corpo che si trasforma e "non ti appartiene più interamente" (36%)
    36
  • Lavori in corso per trasformare l'appartamentino di coppia in "perfetto focolare domestico per l'arrivo della cicogna" (43%)
    43
  • Spedizione compere: tonnellate di "stretto necessario" da acquistare (21%)
    21
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

153 Commenti

  1. Rieccomi, befana. Ho votato “a cena in numerosa compagnia” perché non mi ha convinto la parte in cui spera che il divano in futuro sarà il giaciglio si amici sbronzi.
    Ma quali amici? Ma quali sbronze? 😀
    FINITO TUTTO!
    A parte le battute, un bel capitolo, simpatico e scorrevole.
    Ciao, ti auguro ottime giornate.

  2. Ciao Profana,
    ho sinceramente respirato le emozioni (ansie, eccitazioni etc) che hai descritto.
    Non so se sia più un “humor” vero e proprio questo (sempre che lo sia mai stato), ma una specie di diario (?) di una persona molto autoironica e comunicativa.
    Dal punto di vista tecnico mi sembra ineccepibile, almeno dal mio punto di vista profano, anche perché la forma è colloquiale “informale” e diretta.
    La minaccia de Il quarto stato sulla parete è fantastico.

    • Non lo so, era humour nel senso che ogni capitolo è scritto col sorriso, sicuramente non è una successione ininterrotta di gags esilaranti, dubito che saprei farle. Avrei dovuto creare il sottogenere “cronaca semiseria”.
      L’idea de “Il quarto stato” mi ha fatto ridere, avevo pensato anche alla “Libertà guida il popolo”, ma il primo faceva più internazionale socialista dei lavoratori; pensa che bella stanzetta per un neonato: se poi diventa lo stesso fashion blogger è che era destino.
      Ciao Fue, grazie degli apprezzamenti

  3. A spasso con un’amica.

    Nonostante io sia come Marco, so perfettamente che Milena aveva perfettamente ragione.

    Questo capitolo mi ha fatto sorridere, soprattutto quando Milena minaccia del padre 😀

    Ciao 🙂
    PS: se i tuoi figli crescono buoni, come mamma sei stata un successo, indipendentemente da tutto il resto (come diceva mia nonna a mai mamma 🙂 ).

    • In una coppia/squadra/team ce ne vuole sempre uno che ha fretta e uno che serba la calma 🙂
      Per i figli, te lo dirò tra 10/15 anni quando saranno adulti ^^ ma non vorrei contraddire tua nonna, però ho conosciuto pessime persone che avevano avuto genitori come si deve e persone come si deve anche se erano state cresciute da pessimi genitori. Non diamo tutte tutte le responsabilità alle mamme/papà, se no sai che peso? 😉

  4. Anche se ormai è passato parecchio tempo e probabilmente starai per pubblicare il prossimo capitolo (scusami), voto lo stesso. Convivere e adattarsi a un corpo che si trasforma e “non ti appartiene più interamente”. Non so perché; anche le altre opzioni sicuramente hanno il potenziale per qualcosa di divertente, ma questa mi sembrava più profonda. O forse è solo quella che mi piacerebbe leggere 🙂

    Qui su THe iNCIPIT ci scambiamo commenti e impressioni, ma non sempre ci ricordiamo che dall’altra parte ci sono persone vere e complete. Ogni cosa che scriviamo, almeno in minima parte, riflette una nostra esperienza – senza la quale forse non sapremmo come mettere una parola dopo l’altra in modo efficace; in particolare, leggere questo racconto mi pare un po’ come venire a sbirciare nella tua vita, in una parte emozionante e segreta della tua vita.
    E sono qui a sorridere al “girino” e a chiedermi “Chissà come deve essere bello avere Marezia come mamma!” 😀

    • Mi hai fatto arrossire! 😉
      In realtà di “biografico” c’è solo l’abitudine di parlare da sola, ma a molteplici voci, nella mia testa ( mi capita anche di litigare con me stessa, ma non dirlo a nessuno) e di non aver vissuto le gravidanze come un “periodo meraviglioso in cui la donna non è mai stata così bella e radiosa, gli uccellini fischiettano, le cicale cantano e tu sei tanto felice”; diciamo che ci sono parecchi punti che la Natura potrebbe migliorare riguardo quei 9 mesi. Ma in realtà il risultato è così incredibilmente meraviglioso che qualunque siano le difficoltà e le contrarietà per arrivarci, il gioco varrà sempre la candela.
      Quanto sia bello avermi per mamma non so, credo di rispettare pochi dei criteri di “mamma ideale “che riportano i sempre più numerosi manuali, blog, libri, club eccetera sull’argomento.
      Secondo i miei due mostri sono ancora la miglior mamma del mondo, ma la grande arriva alle soglie dell’adolescenza e il piccolo non è molto più piccolo, quindi mi sa che questa ammirazione incondizionata sta per finire! ^^
      Basta che sappiano sempre che abbiamo fatto del nostro meglio e che continueremo.
      Ma guarda te, che mi hai anche fatto filosofeggiare 🙂
      Ciao, Chiara, e non scusarti: leggi se e quando vuoi, non c’è mica prescrizione medica

  5. Ciao Befana,
    Mi piacerebbe leggere dei lavori domestici. Sai che spasso?!
    Ogni volta che lo chiami girino mi fai morire, però è una cosa carina 🙂 Dai, pensavo peggio, alla fine! Il confronto si è placato grazie alla grande saggezza della nostra protagonista.
    Spassosissimi i punti di vista dei rispettivi genitori nei loro confronti 🙂

    Al prossimo capitolo, buona giornata 🙂

  6. Lavori in corso…
    Sapere di non essere stata l’unica a parlare per nove mesi (moltiplicati per 2) con la mia pancia, mi conforta. Tutti quei pensieri che gironzolano per la testa di Milena li ha fatti ogni mamma, crescere un figlio è il compito più complicato che si possa avere e, purtroppo, non è possibile sapere in anteprima che “mamma” saremo.
    Sempre incisiva, brava.

  7. Rieccomi, befana. Ho votato per il corpo che cambia, con gli sbalzi ormonali di Milena fa una combinazione esplosiva. Insomma, alla fine un pareggio, anzi, direi che lui ne è uscito alla grande. Ma non sarà stata troppo buona. Veramente divertente, strepitoso leggere le sue considerazioni irritate mescolate a riflessioni del tutto speculari all’atteggiamento della suocera. Per il ciclo: siamo tutti uguali!
    Complimenti, ti auguro una buona giornata.

    • Penso che sia (uno dei) grandi problemi dell’uomo/donna di oggi (nell’opulento occidente in ogni caso): voler essere sempre superefficienti, performanti, all’altezza.
      Per una cosa “enorme” come fare un figlio Milena vorrebbe essere perfetta, in ogni caso meglio di genitori e suoceri, ma mica ci sta il manuale (in realtà ce ne sono tanti, ma la loro efficacia è da dimostrare) e al tempo stesso teme di essere un disastro.
      Le ci vorrebbe una buona dose di keep cool et be mom!
      O magari le ci vogliono i tuoi cristalli acceleratori di tempo, cosi partorisce subito e poi sarà troppo stanca e occupata per mettersi in ansia. ^^
      Ciao

  8. Convivere e adattarsi a un corpo che si trasforma e “non ti appartiene più interamente”

    Temo che lo sbroccamento abbia lasciato dei segni 🙂 Hai reso molto bene l’idea di come possa essere un unico figlio maschio nei confronti della mamma, e nella realtà se ne vedono molti!
    Complimenti e al prossimo 😉

  9. Almeno stavolta invece di un fiume di elucubrazioni mentali ci hai regalato un dialogo fitto fitto e ben orchestrato. Ovviamente da purista della scrittura ti devo contestare l’eccessivo ricorso al corsivo. A differenza del grassetto e del sottolineato, il corsivo si può usare in un “testo letterario” per le parole straniere (incluso il latino) e, in alcuni casi, per distinguere il dialogo dal pensiero: Milena dice una cosa ma ne pensa un’altra. Qui invece sei caduta nel classico errore dell’autore che vuole imporre al lettore l’accentuazione di alcune parole del dialogo di uno o più personaggi. Classico errore di egoismo/egocentrismo autorale: voler togliere al lettore il piacere dell’interpretazione. Proust diceva che ogni lettore, quando legge, legge se stesso; altri affermano che un autore deve chiarire solo poco più del cinquanta percento della storia e lasciare il resto all’interpretazione del lettore. Tu ci vuoi costringere a dare ai dialoghi la tua “curvatura”. Il corsivo al limite andava bene per birdie, ma non si capisce perché non lo hai usato per trader. E poi, già che ci sono, in un testo non si scrive ok ma okay. Lo dico per il tuo futuro da scrittrice.
    Quanto all’opzione andiamo per priorità: iniziamo dall’appartamento perché richiede più tempo. Le spese, anche per scaramanzia, le faremo più in là. Quanto all’ipotesi di altre cinquemila battute sul corpo che si trasforma, mi vengono i brividi solo all’idea.

    • Ciao Roberto
      (immagino che Napo stia per napoletano, ma a me viene in mente ogni volta Napo Orso Capo, capolavoro di Hanna & Barbera: pensare di dialogare col plantigrado capellone mi fa effetto).
      Il “trader” l’ho dimenticato, doveva essere in corsivo anche lui; per l’ok, è dovuto temo al fatto che leggo e parlo prevalentemente in francese, e ok non è più una sigla, è una parola, avevo dimenticato che in italiano la forma corretta è okay. Mea culpa.
      Sapevo benissimo di abusare del corsivo, di solito lo limito a anglicismi e parole usate in modo improprio, ma non ho saputo trattenermi. Penso sia un’ammissione di insicurezza: con questo io narrante che limita fortemente la possibilità di descrivere atti e atteggiamenti di Milena, ho usato il corsivo per sottolineare l’ironia, la collera, la presa in giro, per paura che non fossero abbastanza chiari. Grossa insicurezza. Mea culpa bis.
      Per le opzioni ok, ma: a metà gravidanza se tutto va bene la scaramanzia la si molla un po’; e, ti rassicuro, dovesse vincere l’opzione corporale, pensavo più al cambiamento di prospettive, abitudini, esigenze e atteggiamenti degli altri dovuti al cambiamento fisico che strettamente ai problemi del corpo. Anche se in un periodo in cui si deve sopportare che il proprio corpo sia toccato, misurato, manipolato, punto, rigirato, dall’interno come dall’esterno, di tanto in tanto il corpo tornerà a galla.
      Ma dubito di poter mai scrivere 5000 battute sul corpo: Pennac gli ha dedicato un magnifico intero romanzo, non mi permetterei mai di scimmiottare il Professeur Pennacchioni ^^
      Ciao

    • Fantastico, Maria, tu e Fue avete commentato velocissimi e in contemporanea, lui mi scrive che è il capitolo che preferisce, per te è il meno brillante, così sono sicura che i “miei” lettori non hanno gusti omogenei e stereotipati. ^^
      Non so perché, mi sono immaginata il suocero sindacalista e il genero che lavora in banca, tanto per facilitarne l’intesa 🙂
      Ciao

  10. Affrontiamo il problema… A mio parere il capitolo migliore finora, ottimo l’accostamento tra le nausee e il lavoro di lei, sfruttando l’ossessione contemporanea per la cucina, che poi non cucina nessuno.

  11. ‘Perché tuo padre,Vogliamo parlarne di tuo padre ?’
    Semplicemente, non potevo non scegliere questo !

    Ciao Befana !
    L’ansia della tua protagonista mi fa quasi dimenticare la mia XD
    Dopo una settimana di studio leggere questo capitolo è stato davvero un balsamo per lo spirito, mi ha molto divertita 🙂
    Il ristorante nippofrency mi aveva quasi messo appetito, poi ho letto dell’odore di pesce crudo misto a burro fritto eeee… anche no ! 😀

    Alla prossima !

    • Se ho rasserenato una studentessa, io che mi sento ancora un’anima da studente, 18 (ahimè) anni dopo la laurea 😉
      Ti confesso che le gastronomie francese e giapponese piacciono molto entrambe anche a me, ma l’idea di mescolarne le ricette mi lascia dubitativa ^^
      Temo che ormai i giochi siano fatti, in favore della serena conversazione tra innamorati, ma non si sa mai.
      A presto

  12. Oibò, befana, sei già al terzo!
    Molto divertente in secondo, ma ho apprezzato di più questo.
    La mia impressione è che lo stile sia un po’ cambiato dall’incipit a questo terzo capitolo, dove rivedo molto vivo lo stile che ti caratterizza (non dirò mai, neppure sotto tortura, che lo riconoscerei se tu usassi un altro nick, ma diciamo che le tue situazioni e atmosfere hanno un sapore molto marcato). Ecco, mi sembra che nel primo fossi un po’ più legata, quasi in ansia da prestazione per il nuovo genere scelto 😀
    Va là, che stai andando benissimo!
    Ciao a presto, e scusa se negli utlimi tempi sto perdendo qualche colpo.

    • “Molto marcato” è un gentile sinonimo di ‘scrivi sempre le stesse cose come un vecchio babbione acido che brontola sempre sugli stessi soggetti”? 😉
      Il cambio tra i primi due capitoli e il terzo era inevitabile: non potevo fare dieci capitoli di agitazione e inquietudine alla scoperta del” di già” ” e adesso” “‘ma com’è possibile”, doveva pur farsene una ragione.
      Però in realtà rivendico interamente l’incipit: è la trascrizione fedele di come lo avevo immaginato nella mia testa, un susseguirsi di domande, paure, strani interrogativi saltando di palo in frasca. Sai, a volte mi capita di chiedermi quante persone “abitino” nella mia testa, Milena è l’esacerbazione della metafora ^^

      In compenso il secondo capitolo mi ha dato grosse difficoltà e mi lascia ancora perplessa. Penso che ora la storia seguirà il filo di questo terzo, “il mondo visto con gli occhi di Mimi”, insomma
      Ciao

  13. Ciao befana,
    affrontiamo il (futuro) papà…per certe notizie ci vuole sincronismo!!!
    Altro episodio esilarante…devo dire che ho sempre odiato quegli adesivi che sbandieravano al mondo la genitorialità…ora c’è la versione 2.0, ossia adesivi per tutti, cani e gatti compresi. Trovo che quando il numero degli adesivi appiccicati superi il 4, soprattutto se col contributo dei figli, diventi in un certo qual modo ostentazione…perciò storco il naso lo stesso, ahimé!
    A me piace come stai procedendo: si è capito che la ragazza è ansiosa, e il fiume di parole/pensieri ne è una conseguenza…non mi dispiace l’io narrante, anche perchè mi sta simpatica la Kinsella, il cui stile è questo 😉
    Perciò…vai così!
    Buona serata 😉

    • Ciao Cinzia, sì la tirata sugli adesivi era decisamente autobiografica 😉
      In realtà non è tanto la prima persona a darmi problemi ma la narrazione “in diretta”, è difficile rendere naturale che qualcuno descriva la vita vivendola, non so se mi spiego, quindi narrare gli eventi e i gesti dei personaggi intorno a lei diventa complicato, ma a questo serve il sito a “mo’ ci provo” (“sperimentare fa più chic?)
      A presto (a prestissimo, ho letto ieri sera la tua cricca e devo ancora commentarla)

  14. “Girino, stasera uccido tuo padre”, be’ questa frase (davvero simpatica) mi fa pensare che Milena ne parlerà “serenamente” con Marco 😉
    Mi sei piaciuta anche in questo capitolo, è davvero curioso ritrovarsi in ogni parola, pensiero o scena da te descritta… è vero, la nascita di un figlio ti stravolge completamente la vita, tanto da dimenticare chi sei e di fare cose che non ti saresti mai sognata di fare, anche renderti ridicola. Ma c’è un motivo per cui lo fai e quel motivo è “tuo figlio” e, per lui, faresti qualsiasi cosa.
    Brava.

    • D’altronde, serenità e “zenitudine” sono due caratteristiche predominanti del carattere della ragazza ^^
      In effetti, a parte gli adesivi, direi che ho commesso tutti i “peccati” genitoriali messi all’indice da Milena nel capitolo, anzi direi che continuo.
      In fondo, per quanto lo chiamino “mestiere” quello di genitore è solo un’avventura incredibile, per cui non si hanno né le regole né gli strumenti, bisogna inventarseli uno alla volta, provandoci, riaggiustando, sapendo che durerà tutta la vita e anche arrivando al decimo figlio sarebbe diversa ogni volta. E il “peggio” è che non c’è avventura più bella.
      Farsi invadere dall’irrazionalità è il minimo 😉
      Ciao Anna

  15. Ciao Befana,
    affronta l’argomento parlandone “serenamente” con Marco. Voglio vedere quanto siano palesemente ipocrite queste virgolette 🙂
    Capitolo divertentissimo, folle la dissertazione sul “Baby on board”! Ahahaha
    Non ti nego che a volte ci penso davvero pure io quando li vedo appiccicati sul baule delle auto…
    Curioso leggerti in questa nuova veste humor (nuova per me, intendo) dopo Ulisse. Curioso e molto gradevole.

    Buona serata, alla prossima!

    • Direi che è parecchio nuova anche per me,
      non avevo mai tentato di scrivere un racconto che pretendesse essere dichiaratamente comico, ho un tot di idee legate alla gravidanza e a come il mondo e la gente ti cambino intorno in quel periodo, cerco di farne qualcosa, non garantisco. Però al momento mi diverto, sto persino pubblicando più rapidamente del solito ^^
      Ciao, Veners, sei sempre molto gentile

  16. Ciao Befana!
    Grande stile e racconto molto divertente. Ti catapulta nella mente della protagonista, tra i mille pensieri che la affollano. Un caos ordinato, molto scorrevole che rende bene l’idea (immagino) di cosa si provi in quella situazione.
    Mi piace molto questo genere di humor tagliente. Il ritmo martellante del racconto, lo fa procedere un po’ di corsa. Ma credo sia azzeccato in questi primi capitoli in cui Milena stessa sta cercando ancora di trovare un equilibrio.
    Detto questo, il mio voto va a Milena e la mamma.
    Ti seguo. A presto 🙂

  17. Ciao Befana,
    il tuo fiume di parole è realistico e divertente, riesci a rendere benissimo il marasma di idee, sproloqui e voli pindarici che noi donne ci portiamo nella testa 😀 Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo che spero sarà sul padre del girino, sono curiosa di vedere cosa tiri fuori 🙂 A presto

  18. Rieccomi, befana. Ho votato per l’escalation nello scacchiere franco-nipponico (lo so, non c’entra ma è dai tempi di war games che volevo scrivere qualcosa di simile!), quindi recriminazioni sul suocero.
    Riguardo all’adesivo, propendevo per la terza ipotesi, ma tu mi hai suggerito la quarta: stai avvertendo di avere a bordo del materiale potenzialmente pericoloso, causa di lesioni neurologiche e fisiche 😀
    Groppo alla gola per l’odore di ‘i latte cagliato speziato di talco Pampers’, orribile, ma associato a esperienze che mi (ci, se conti anche il neonato 😀 ) hanno fatto crescere e che tanto mi facevano sentire importante 🙂
    Fantastico il ristorante franco-nipponico e le costruzioni grammelot conseguenti.
    Ciao, ti auguro una buona giornata.

    • Intanto, grazie per aver capito che il “di tuo padre ne vogliamo parlare” non si riferiva a Marco, ma al suocero, non sembra così chiaro per tutti^^
      La tua nostalgia per il latte cagliato mi ha ricordato lo scambio di punti di vista con un amico una decina di anni fa, quando avevamo entrambi il primo figlio in fasce: lui decantava il profumo di talco della pelle del suo bimbo la mattina al momento del risveglio. Per me l’odore di quello stesso momento della giornata era il meno poetico sentore del pannolino di mia figlia intriso della pipì di una intera notte. Punti di vista, anzi di olfatto 😉
      Quanto all’improbabile ristorante di cui sopra, pensavo di aver esagerato con la caricatura e poche ore dopo sono incappata in un articolo che parlava di un ristorante di sushi che miscela influenze asiatiche, brasiliane e mediterranee…no comment!
      Ti ringrazio per aver associato, immeritatamente, il termine grammelot al mio delirio 😉

  19. ———————
    Se è solo per invitare alla prudenza, sottintenderebbe che di norma tendiamo a voler tamponare la macchina che ci sta davanti ma ci asteniamo se ha un piccino a bordo?
    ———————
    Sicuramente questa 😛 😀

    I vari colleghi hanno dato l’esatto quadro che avviene in un ufficio, secondo me, a parte quel poveraccio che non dorme da quasi un anno: a) tra poco darà completamente di matto; b) deve far controllare il figlio 😛

    >Girino, stasera uccido tuo padre.
    E questo fa capire cosa succede quando tu non vuoi dare le notizie: c’è qualcun’altro che le darà, facendoti arrabbiare 😛

    Detto tutto questo, voto Milena e la mamma 🙂

    Ciao 🙂

    • In realtà più che della propria gravidanza sta facendo un ritratto non proprio generoso dei personaggi secondari e effetti collaterali della gravidanza stessa.
      Diciamo che la ragazza sta “caricaturando” fin dal principio, ma in fondo quando si parla e si riflette tra sé e sé si può essere un po’ frettolosi e grossolani, quanto al rischio di cui parli, cerco di non eccedere troppo nello stereotipo “pesante”, nella macchietta, ma come si dice provare non è riuscire ^^
      Ciao Maria, mi sa che Mimì e mamma sarà

  20. Leggendo la prima parte mi è venuto in mente un fumetto di zerocalcare in cui un bambino esteticamente poco gradevole viene osannato dai genitori come bellissimo e la risposta è: uh, è così…coibentato. 😀
    …ma in fondo anche lei fa parte della famiglia 😀 i bei rapporti tra consuoceri 😀
    Affronterà il problema mamma-suocera ma discutendone “serenamente” con Marco.
    Non vorrei essere nei panni di Marco.

  21. “Milena e la mamma”, forse perché mi incuriosisce il rapporto tra le due. Ma non deve essere per forza nei cinque minuti successivi 😉

    Una carrellata veramente divertente di diversi ‘tipi’ di genitori. Non ho una mia esperienza personale a cui fare riferimento, ma essendo una ragazza credo di poter comunque immaginare, almeno parzialmente, la situazione.
    Se hai facebook, prova a dare un’occhiata a The Pozzolis Family, dove Alice Mangione racconta di gravidanze e di mammitudine, con tutti i (simpatici…) commenti della gente sulle donne incinte. Magari ti dà altre idee! (Non che tu ne abbia bisogno, ma puoi farti due ulteriori risate sull’argomento).

    • Ho dato una rapida curiosata ma non troppo, ho paura di farmi influenzare. Ho già in programma di visitare un po’ di forum “io, mamma” per leggere altre esperienze che quelle che ho vissuto in prima persona e attraverso amici parenti e affini.
      Per il momento Milena è preoccupata di una novità sconosciuta e enorme, vede solo i lati negativi, sicuramente esagera un po’, o forse neanche tanto 🙂
      Ciao

  22. Ah, mi sa che la mia opzione è stata scelta pochissimo: amici!
    Ciao Befana, capitolo esilarante 🙂 Ho riso un sacco soprattutto quando marito e moglie parlando a telefono e lui parte con la lista degli animali! Ahahahah 🙂
    Per non parlare dell’incontro non del tutto poetico con l’uomo che apprezzava la Milf!

    Ciao, alla prossima 🙂

    • Tanto prima o poi il racconto incapperà per forza negli amici: nel bene o nel male sono sempre molto presenti in una gravidanza, ognuno con il suo imprescindibile consiglio 🙂
      Temo di aver influenzato il voto per i colleghi con il fatto che lei sta andando al lavoro, avrei dovuto chiarire che il prossimo episodio non sarà il seguito cronologico immediato di questo, altrimenti arriviamo alla fine che non ha ancora nemmeno messo su la pancia 😉
      Ciao ciao

  23. Ciao Befana,
    anche il mio fidanzato ha voluto prendere un pesce rosso per poi abbandonarlo alle mie (opinabili) cure, mi sono rivista nella tua protagonista XD
    A ‘Gran pezzo di madre’ sono morta !

    Voto per i parenti e resto in attesa del prossimo episodio.
    A presto !

  24. Ciao befana,
    “No, figurati: mi aspettano nove mesi di sconvolgimenti fisici e emozionali, una creatura sconosciuta crescerà dentro di me fino al giorno in cui deciderà di uscirne. E sapere da dove passerà non rende la prospettiva più gradevole.”
    Questo è il paragrafo che preferisco, per il ritmo e il modo nel quale arrivi alla punch-line.

    Voto per i colleghi.

    P.s.
    Con la scelta di una commedia al posto di un racconto comico e l’uso della prima persona al presente, ti sei complicata non poco la vita 😉

    • Grazie, quel passaggio piaceva anche a me.
      Sei molto generoso a definirlo “commedia” sto pasticcio, non avevo riflettuto abbastanza, la 1° persona mi sembrava perfetta per il test, la presa di coscienza, l’ansia. Non avevo calcolato che rendesse così difficile proseguire, ma ormai è andato così vedremo cosa ne viene fuori.
      Per piacere mio, ho cominciato a riscriverla con un narratore esterno: molto più naturale alla scrittura e fluido alla lettura. Lo saprò per il futuro ^^
      Ciao

  25. Rieccomi, befana. Ho votato per i colleghi, sta andando al lavoro, no?
    Ma no, perché ” lurido cafone”? Ognuno si esprime come può, se avesse studiato magari le si sarebbe rivolto con qualcosa del tipo: “Oh, graziosa Madama, noto che potrebbe avere problemi a liberarsi del suo delizioso abbigliamento che tanto fa per esaltare le sue conturbanti femminee curve. Se fosse necessario, la aiuterei volentieri!”. 😀
    Eh, è sempre un problema di comunicazione, tra uomini e donne.
    Capitolo molto divertente, ridendo mi fai riflettere su quanto l’impazienza di noi futuri padri possa essere vista con un po’ di fastidio dalle future madri.
    Ciao, ti auguro un buon weekend.

    • Ahah, che servizievole gentiluomo, penso che non si fosse tanto offesa della formula poco forbita quanto del fatto che sottintendesse che si vedeva che i pantaloni la stringevano eccessivamente (tipo mortadella nel suo budello^^).
      Sai, quando gli uomini si lamentano perché le loro compagnie, incinte, sono intrattabili e difficili da sopportare, penso sia solo una redistribuzione equa dei fastidi e delle contrarietà (non hai gli inconvenienti fisici, ti scoccio io!)
      Ehi, ragazzi, Sì sta andando al lavoro, ma anche se prevale l’opzione colleghi ci sarà un saltello temporale se no invece di ripercorrere una gravidanza sto racconto ne ripercorre solo i primi 3 giorni 😉
      Ciao

  26. Ciao!
    Perdonami se arrivo a storia già iniziata, ma sono qui e non me ne vado. Anche perché è un periodo che tutti intorno a me parlano di bambini (tanto da raggiungere il mio inconscio e farmi sognare di essere incinta), e se ora tu scrivi questo racconto divertentissimo non posso non leggerlo! 🙂 Non potrò immedesimarmi del tutto con la protagonista, ma il tuo umorismo e la prima persona mi permetteranno di arrivarci vicino.
    Voto colleghi non per un annuncio ma come incontro.

    A presto!

    • Ciao Chiara,
      Non sono molto sicura di come evolverà la storia, volevo provare a scrivere “comico”, mi è venuta in mente quest’idea e poi: esperimento totale, quasi un salto nel buio ^^
      Tutti parlano di bambini intorno a te? Vedrai tra 10/15 anni quando avranno colonizzato tutta la tua vita: parli di loro, pensi a loro, organizzi la tua vita in base a loro, le amiche parlano dei loro figli, persino tua madre ti chiama per avere notizie… dei bambini;-)
      Hai perfettamente ragione, non pensavo all’annuncio nemmeno io, non subito
      Ciao Chiara (e cerca di fare sogni meno stressanti hihi)

  27. Ciao Befana,
    altro episodio esilarante, secondo me hai fatto bene a buttarti in questo genere 😉
    Mi sono davvero divertita in più punti, dall’arca di Noè ai pantaloni formato sottovuoto alle investigazioni del tenente Colombo. Avanti così!!!
    Ho optato per i parenti…il primo a cui l’ho detto è stato mio fratello… 😉
    Buona serata!!!
    ps: lo sapevi che adesso non c’è più il 118? Nuovo mero unico 112, l’ho scoperto proprio oggi e ci tenevo a dirtelo, nel caso la tua protagonista avesse bisogno!!! ah ah ah!!!

  28. Colleghi…
    “Mi sento già MILF”, in questa espressione hai condensato tutto l’universo femminile contemporaneo, non che oggi tutte le mamme aspirino a quello, ma sicuramente mettono in primissimo piano il loro aspetto e se qualcuno le guarda… bé, tanto meglio!
    Mi sembri a tuo agio in questo contesto (la prima persona, intendo) e mi piace quello che ne stai tirando fuori 😉
    Brava.
    Alla prossima.

    • Mah, in realtà questa prima persona al presente mi sta creando grosse difficoltà, trovo che il risultato sia molto spezzettato, sto riflettendo a come rendere il racconto più fluido ma per ora non trovo^^
      La cosa delle MILF nelle mie intenzioni Milena la pensa in senso ironico, ricordo che la tirò fuori una mia amica un paio di anni fa mentre ci fotografavamo al matrimonio di un’altra amica storica: “vé che gruppetto di milf!”; mi faceva ridere, è quello che ci si dice ogni tanto per tirarsi su, è la versione moderna e un po’ trash del “non siamo ancora da buttare” 😉
      Ciao Anna, a presto

  29. -quella era la tua ex- 😀
    «Una signora alla fermata dell’autobus, mi ha fatto gli auguri»
    😀 😀
    Scusa se ti scrivo solo citazioni ed emoticons, ma era troppo divertente.
    I dialoghi sono imbevuti della giusta ironia, forse andrebbe ponderato anche nel tuo caso una sceneggiatura per uno spettacolo teatrale 😀
    Ciao profana,

    a presto

    • Su “quella era la tua ex” ho esitato, non volevo eccedere, ma mi sembrava servire a completare il ritratto di Milena, come l’indecisione sui pantaloni, suscettibile e un po’ bipolare sui bordi, la ragazza ^^
      Secondo me in sceneggiatura sarebbe più facile, perché ancora non sono riuscita a dargli forma scorrevole. Dialoghi più didascalie di un copione sarebbe forse una forma più adatta. Questo maledetto io errante, ma che idea ho avuto!
      Ciao e per citare Milena, “grazie anche a lei” 🙂

  30. Ah adesso l’ho capito… questo è un chick-lit! Non dire di no, ne ha tutte le caratteristiche (non mi dire che ne eri inconsapevole). Ecco perché non mi trovavo a mio agio come lettore. Vabbè, diciamo che ora ti leggo sotto un’altra luce: Marezia la sperimentatrice (non fosse altro per la perigliosa scrittura in prima persona).
    Voto anch’io per l’opzione più prevedibile, come impone il genere.

    • Confesso la mia crassa ignoranza: ho dovuto cercare su wikipedia cos’è quella roba -lit!
      Ammetto di avere apprezzato la lettura di Bridget Jones (1 e 2) ai suoi tempi e di essere cresciuta in compagnia (anche se non regolare) degli episodi di “S. and the city”, temo che la mia frequentazione del genere si fermi lì.
      Sicuramente siamo in tema, ma dipende fondamentalmente dall’idea di base: “oddio, sono incinta” è un problema che difficilmente un uomo vive dal di dentro (forse in futuro).
      Quanto alla sperimentazione: se centellinare frasi o commenti ironici non è un problema, tentare di comporre un racconto coerente divertente e non troppo noioso mi sembra sempre più impervio.E la perigliosità della prima persona è sicuramente lo scoglio principale: non so come ne verrò fuori, non posso fare tutto il racconto solo saltellando di pala in frasca tra i suoi pensieri, come raccontare la realtà intorno solo attraverso la sua voce, in diretta, è il mio dilemma più pressante.
      Ma anche gli esperimenti non riusciti sono utili e formatori 🙂
      Ciao

  31. Visto che sta andando al lavoro direi colleghi. La nostra protagonista è ansiosa, tesa e la prima cosa che farà sarà quella di confidarsi con un collega, pardon, una collega,
    magari già madre, così potrà chiederle consigli. La reazione di Marco è stata un po freddina, nonostante poi abbia cercato di recuperare, però lo capisco, sono maschio anch’io 😉
    Ciao e al prossimo.

    • Dici che è fredda? Io volevo dare l’idea di una reazione sobria e serena, da un lato perché è al telefono, in mezzo ai colleghi, dall’altro perché già se lo aspettava. Volevo un contrasto netto tra il panico di lei e l’accettazione sorridente di lui, anche perché lui tutti gli sconvolgimenti psicofisici mica lo sfiorano ^^
      Forse l’ho fatto troppo zen.^^
      Ciao

  32. Aspetta la cena. Orka, mi sembrava di aver “calcolato” che non ti mandavo in pareggio. E invece… scusa!
    Perdonami, ma l’accenno al sacro atto del concepimento non può non farmi pensare alla mitica scena di Amici Miei, in cui la figlia di Tognazzi si scopre incinta.
    “Ma come è successo?”, le chiede il padre.
    “Sparecchiavo e mi ha preso da dietro”.
    “E tu? Non hai fatto nulla, non ti sei ribellata? Perché?”
    “SPARECCHIAVO!”
    😀
    Bentornata, Marezia. Rosa, Horror, Avventura, Humor. Ti mancano solo Giallo e Eros.
    😉

    • Ma perché, la fantascienza non me la vuoi fra provare? 😉
      Gli “Amici miei” li ho visti e rivisti un sacco di volte, ma comincia a datare, questa cosa della figlia non me la ricordo proprio. Dici che mi ha sublinalmente condizionato? in ogni caso penso che Milena fosse consenziente anche se poi magari non entusiasta della realizzazione^^,
      Mi rendo conto che, come sospettavo, cercare di essere divertenti, a maggior ragione scrivendo, è una cosa ardua. Ma ci volevo provare, almeno non avrò il rimpianto di non averlo fatto ^^
      Ciao

  33. Ciao befana,
    “Una sveltina di cinque minuti in piedi da dietro, puntellandomi al tavolo, tra i cadaveri di bottiglie e i resti di torta sacher. È così che lo abbiamo concepito?
    Cosa potrà mai pensare dei suoi genitori. Cominciamo bene.” Ahahah 😀
    Incipit molto divertente, e dissacrante, brava.

    Voto per la telefonata, offre molti spunti comici 😉

    • Ma come dissacrante, io che sono intrisa di romanticismo fin nelle più nascoste fibre del mio animo. 😉
      Sono contenta che ti sia piaciuto perché più scrivo e mi rileggo più nutro dubbi sulla mia capacità a gestire un registro comico. Inserire accenni ironici qua e là in un testo d’altro genere è relativamente semplice, ma la “scrittura buffa” che ardua impresa!
      Grazie, GS, a presto

  34. Ciao befana, ehm… sembra un’offesa.
    Il tuo racconto è uno spasso dall’inizio alla fine, sarà che sono una donna e una mamma ma mi ci sono immedesimata alla grande. Sei geniale, la parte più divertente è stata quella in cui la protagonista ha ricordato la sera del concepimento. Ma ora faccio la seria. Il tuo stile è fluido, scorrevole e piacevole. Tu devi scrivere da molto e si nota. La grammatica è perfetta. Veramente non c’è nulla da aggiungere se non che ti seguirò volentieri. Mi farebbe piacere avere un parere tuo sul mio racconto, anche se di un genere opposto. A presto, un abbraccio.

  35. Rieccomi, befana. Ho votato che aspetta la sera.
    Ah ah, anche tu un racconto con… bambini protagonisti! 😀
    Molto simpatico, hai reso benissimo il panico della futura mamma, il divagare, l’insicurezza di fondo inevitabile, quando si tratta di portare a compimento un’ “opera” così importante. Ha paura, certo. Forse è per questo che i bambini piangono appena nati. Hanno paura anche loro, ci dicono “Ohé, vecchi, siamo sulla stessa barca. Che facciamo? Magari, se stiamo vicini, un po’ di paura ci passa!”.
    Sì, lo so, decisamente stucchevole 😀
    Brava e in bocca al lupo per questa nuova avventura.
    Ciao, ti auguro un buon weekend.

    • Il bambino sarà protagonista del sequel! Ahahah
      Secondo me quei mesi lì sono gravidi (il gioco di parole non è fortuito) di spunti tragicomici, vorreii sottolinearne il lato comico. Ce provo.
      Per controbilanciare il tuo P.O.V. “Stucchevole” sulla nascita eccoti il mio aneddoto biografico: quando me l’hanno messo n grembo, il mio bimbo più piccolo, quando dopo ore infine ero riuscita a convincerlo a nascere, la prima cosa che ha fatto una volta sdraiato pelle contro pelle sulla sua mamma è stato… fare popò. Lì mi sono detta “cominciamo bene!”
      I figli so piezz’ e core 😉

  36. Ciao !
    Il mio primo impulso era quello di votare per la telefonata, però la sorpresa al lavoro mi incuriosiva troppo, anche per i possibili risvolti catastrofici.
    Adoro questo incipit, non vedo l’ora di continuare a leggere questa esilarante full-immersion nella mente ansiosa della protagonista !

  37. Ciao Befana,
    non ho resistito, ho letto te prima di altri che attendono da diversi giorni (ma non dirlo in giro!!!).
    Lo sapevo che ti avrei trovato qui!!!! Lo avevo capito da un paio di accenni che avevi fatto 😉
    Mi è piaciuto un sacco il tuo incipit!!! Il momento più esilarante è stato quello del concepimento, in assoluto.
    A proposito della mia gravidanza io ricordo che le ostetriche al corso pre-parto ci dissero la sibillina frase “la natura è perfetta”…per come la vedo io ci sarebbero margini di miglioramento…ad esempio, perchè il beato pargolo deve svegliarsi di notte ogni 2-3 ore?!?!? Non potrebbe esserci un latte materno così nutritivo da stenderlo per l’intera notte?!?!?
    Comunque sto divagando…ancora complimenti e ti seguo!!!

    • Margini di miglioramento, dici? Io ne ho parecchi in testa, a cominciare dalla durata della gestazione, che trovo eccessivamente lunga e dalla sproporzionalità tra le dimensioni della testa del pargolo e quelle della “rampa di lancio”, e mi fermo qui perché se pensiamo a tutti i “piccoli fastidi” collaterali della gravidanza..;-)
      Secondo me quei 9 mesi sono ricchi di spunti “da ridere” (anche “da piangere” ma ho scelto la prima opzione); non ho mai provato a scrivere tutto un racconto comico, ma avevo voglia di provarci.
      La mente affollata e ansiogena di una tipa non troppo equilibrata non mi è totalmente sconosciuta come soggetto 🙂 vedremo che ne viene fuori.
      Grazie di esserci

  38. A cena. Mia moglie entrambe le volte ha aspettato di dirmelo al mio rientro, la sera, guardandomi negli occhi.
    Non mi aspettavo questa tua incursione nel genere Humor. Ho sempre pensato che sia il genere più ostico: bisogna esserci geneticamente predisposti, ma tu sei sicura di esserlo? Francamente in questo incipit non mi sei sembrata a tuo agio.
    Ti seguo sulla fiducia.

    • Geneticamente non so, di sicuro nella vita ho parecchi difetti ma generalmente mi si riconosce un buon senso dell’humour.
      Avevo voglia di scrivere qualcosa di allegro e mi è venuta questa idea qua.
      Non a mio agio non saprei: ho elaborato l’incipit in testa un paio di giorni e quando mi sono seduta a scriverlo è uscito di getto in un paio d’ore, forse un po’ meno. Ho ritoccato mille dettagli ma resta comunque molto simile all’idea che ne avevo. A me non dispiace, il punto è sempre: quello che fa ridere me fa ridere gli altri? Questo non lo so. Ho un sacco di spunti che trovo divertenti, in testa, proviamo a vedere che ne esce.
      Ciao

      P.S. Prima ancora di cominciare a scriverlo, quando l’ho immaginato nella mia testa, mi sono detta “questo incipit non piacerà a Napo”. 🙂

  39. A cena…
    Ciao Marezia, incipit davvero esilarante, brava! Non ci crederai, ma i miei figli, quando impartisco loro qualche ordine del tipo: “filate in bagno a lavarvi i denti”, rispondono: “subito, signora mamma!”, giusto per prendermi in giro ed io scoppio a ridere insieme a loro.
    A presto 🙂

    • Bé, i miei figli invece rispondono “eh?!” (in francese è “quoi?!” ma il succo non cambia) col labbro inferiore tirato verso il basso, o “aspetta”, forse varei dovuto davvero imporre loro il Signora Madre fin da piccoli ahah.
      Le 3 opzioni sembrano avere tutte successo, chissà quando e come sarà informato il futuro papà ^^
      Ciao, Anna, ancora benritrovata

    • In effetti volevo provare a scrivere qualcosa che non fosse malinconico, tentiamo.
      Sei sempre saggia, ma credo si sia notato che inconscio subconscio e ragione dialogano in continuo nella testa di questa fanciulla, e forse non sono nemmeno soli^^
      Sembra che le scuole di pensiero tra le tre opzioni abbiano tutte un seguito, al limite lo informerà 3 volte ^^
      Ciao

    • O il/la “Gossip blogger”! credo che queste e altre domande se le faranno a due tra un po’.
      Dici che lui ne esce male? Ma, no, era saturo di tequila, ha avuto un impeto di passione ma che gli ha bruciato le ultime energie. Può capitare a tutti, non fa di lui un cattivo umano. ^^
      Cercherò di darne un buon ritratto prossimamente, ma siccome è lei che racconta, non prometto nulla 😉

  40. Gli telefona, il modo peggiore per dirlo. Capitolo ben scritto, forse un tantino prolisso o poco scorrevole in alcuni passaggi; i pensieri della protagonista sono quelli che abbiamo avuto un po’ tutti al primo figlio, la capisco.

    • in effetti volevo rendere l’idea di afflusso incoerente e subitaneo di pensieri, paure e ansie, dici che ho ecceduto? Quanto al prolisso, temo scopriremo che la ragazza è agitata, ansiogena e logorroica, ma le donne incinte sono sempre perfette. Oh no? ^^
      Ciao e grazie di essere passato

      P.S. Proprio tutti no, dai alcuni dei suoi dubbi a me non sono mai venuti. Credo.

    • Ciao Fue,
      a me non sembrava di averci insinuato spunti di drammaticità (tranne l’inizio con le dita spruzzate, ma è un dramma di breve durata^^), anche se certo non posso giurare per il mio inconscio.
      Sono comunque propensa a pensare che la sfumatura drammatica venga dalla tua lettura (forse è legato alla tua personale versione della fobia dei nani)^^.
      Tu dici che un’ansiosa agitata e un po’ bipolare come questa Milena potrà aspettare fino a sera? Chissà, in fondo, se ha rifatto il test per giorni e giorni per essere ben sicura, qualche ora in più che sarà mai!

  41. Virata in storie in humor. Questa proprio non me la sarei mai aspettata! Vediamo come va avanti, infono un bambino è una cosa importante.
    Milena è leggermente ansiosa, su di giri e siccome certe cose non si dicono al telefono, perchè non si vede la faccia dell’altro, punto per sorpresa in pausa pranzo!!!
    Anche se le sorprese in questo campo finiscono quasi sempre male!!! 🙂
    Ben tornata…ho preso posizione andiamo, facci sognare!!! 🙂
    Alla prossima.

    P.s.: Signora Madre mi ha fatto sbellicare….

    • In effetti non so nemmeno se so scrivere in tono umoristico, ma ultimamente sia qui che altrove ho scritto solo roba triste, allora quando mi è venuta l’idea che una gravidanza è perfetta per essere raccontata in 10 capitoli, e di spunti comici ne offre parecchi, ho deciso di provarci.
      Anche a me la pausa pranzo pareva la prima scelta, vedremo.
      Ciao e grazie.

      Risposta al P.S. Vero? Ho anche pensato di imporre ai miei figli di apostrofarmi solo in quel modo, ma mi sa che ormai sono già troppo grandi, avrei dovuto pensarci prima 😉

  42. Carissima Befana,
    ben tornata con una nuova storia 🙂
    “Madama Milena” è da signora di un certo livello, ed è molto artistico e poetico anche il concepimento! Ahahahah 🙂
    Incipit divertente, vediamo fin dove ci porterai… Sono curiosissimo!

    Per me gli fa una sorpresa a lavoro in pausa pranzo.

    Alla prossima, buona serata 😉

    • Eh, bé, in fondo la leggenda che siamo tutti stati concepiti in romanticissime serate di luna piena, tra cene a lume di candela, dichiarazioni di amore eterno e lunghe notti di congiunzione di anime, sentimenti e corpi profumati è attendibile quasi come quella che ci faceva trovare i bimbi sotto i cavoli 😉
      L’idea di questa “avventura tragicomica in nove mesi” mi ha fatto ridere, non so se e come riesco a metterla per iscritto e se farà ridere anche gli altri, ci provo.
      Grazie, Veners, è sempre un piacere

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Usando i nostri servizi dai acconsenti all'uso dei cookie Più informazioni | Chiudi