Edera e Betulla

Vita di villaggio

C’era, non c’era,

in un reame molto lontano, un’artista così talentuosa da divenire famosa ben oltre i confini dello stesso. Era capace di ricreare, con un sottile tocco di pennello, la morbidezza delle nuvole cangianti e l’oro dei gioielli delle dame, tanto che ogni corte si contendeva i suoi servigi, ed ogni uomo la sua mano. L’artista non era bella, ma aveva un paio d’occhi neri talmente espressivi che a volte non le serviva nemmeno aprir bocca per esprimere le proprie idee, che le si leggevano, chiarissime, sul viso. Tra i suoi pretendenti ce n’era uno particolarmente insistente, un vedovo di molto più vecchio di lei, che aveva già due figli. Tanto disse e tanto fece, che alla fine la convinse a sposarlo, e la famiglia si trasferì nel villaggio di Qua, da cui egli proveniva. Qua era un paesello molto piccolo, arroccato su una collinetta che guardava un’immensa vallata, e nonostante la bellezza del paesaggio la affascinasse, l’artista non poteva non rimpiangere la vita di prima, piena di libri, musica e amici. C’erano solo una piazzetta, occupata dal mercato, due o tre bottegucce e una grande osteria in cui suoi marito passava le giornate a gozzovigliare coi suoi amici, mentre lei era costretta ad occuparsi dei suoi figli e della casa. A nessuno serviva un’artista, laggiù, anzi, a stento sapevano cosa fosse. Sebbene questa situazione la intristisse molto, quando si accorse di aspettare un bambino si fece forza e si disse che, una volta portata a termine la gravidanza, sarebbe fuggita via assieme a suo figlio. Il marito aveva concesso al nascituro solo uno sgabuzzino, rifiutandosi categoricamente di cedergli una delle stanze dei suoi preziosi figlioli, ma lei la decorò in modo così meraviglioso da renderla la più bella non solo di tutta la casa, ma del villaggio intero. Su una parete aveva dipinto una spiaggia dalla sabbia candida, che si fondeva con la spuma delle onde di un mare azzurro e turchese, e tale era l’illusione prospettica che sembrava di potercisi tuffare. Sul soffitto aveva creato un piccolo cielo blu oltremare, con stelle d’oro e d’argento, mentre le assi del pavimento si erano tramutate in un prato verdeggiante punteggiato di papaveri e margherite. La donna trascorse in quella stanza fatata tutto il suo tempo libero, sognando di meravigliose avventure e luoghi lontani, finché, una notte di tempesta, diede alla luce una bambina, alla quale volle dare il nome di Edera. Disgraziatamente la madre morì poco dopo averla data alle luce, e la piccola si trovò così a crescere con il patrigno e i due fratellastri. Il patrigno, che aveva desiderato ardentemente un altro figlio maschio, la trattò con disprezzo fin dal suo primo giorno di vita, mentre i fratellastri erano in qualche modo incuriositi da quella strana creatura, così piccola, rosea e rugosa da sembrare un porcellino, ma si trattava di una curiosità quasi scientifica, priva di empatia. Così la piccola crebbe nell’indifferenza, costretta fin dalla più tenera età a badare a se stessa e alla casa. Trascorreva le sue giornate tra pasti da preparare e commissioni da sbrigare e stoviglie da lavare, ma la sera, quando finalmente poteva chiudersi nella sua stanzetta, tirava fuori da una botola segreta nascosta sotto al letto i libri che sua madre vi aveva lasciato e si immergeva nella lettura, fingendo di trovarsi in un paese lontano, sulla riva del mare. Divenne una ragazza piccola e goffa, ma aveva gli stessi occhi ardenti della madre, che incutevano una sorta di timore reverenziale in chi la guardava. Dei due fratelli, il minore era quello che le era più affezionato e, nonostante le imponesse di fare il suo bucato e di rassettare la sua stanza proprio come faceva il maggiore, le riportava sempre un pensiero dai suoi viaggi, soprattutto libri, se riusciva a trovarne, e quando leggere non le bastò più, trovava sempre il modo di procurarle carta e inchiostro affinché lei potesse scrivere le sue storie. Doveva scrivere di nascosto, perché il suo patrigno disapprovava quei passatempi, e se la trovava  con un libro o una penna tra le mani lanciava tutto in aria e la puniva rinchiudendola nella sua stanza . Una sera d’autunno, in cui la tempesta infuriava fuori dalla casa ed il vento, lanciando ululati da lupo, sembrava voler trascinare via l’intero villaggio, al maggiore dei fratellastri venne improvvisamente voglia di zuppa di cavolo, che non c’era in dispensa, così ordinò ad Edera di uscire fuori a coglierne un paio dall’orto.

Come reagisce Edera all'assurda richiesta del fratellastro ?

  • Affronta la tempesta, rischiando una polmonite, per quel cavolo di cavolo (86%)
    86
  • Si rifiuta e corre a chiudersi nella sua stanza per sfuggire alla sua collera (14%)
    14
  • Si ribella e lo stende con un magistrale gancio destro (0%)
    0
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117 Commenti

  1. Ciao Chiara, come va? XD
    Oh, I wish I could understand the whole story by the time I finish it.
    I’m still eager to know the meaning of Your words and I’d love to see some illustrations inspired by it. Well, since You’ve made a precious work, I’ll say: Brava!!!
    Thanks again and big kiss

  2. Ciao Chiara,
    seguendo la scia di altri lettori, mi unisco all’interrogativo su Betulla…Edera sembra vederla diversa ad un certo punto…perchè c’è un qualche sortilegio, o perchè semplicemente la vede con occhi diversi, quelli dell’amore?
    Un colpo di scena che non mi sarei mai aspettata, il tuo…
    Per il prossimo a me piacevano gli elementi, ma sono poco quotati…mi aggrego alla trasformazione in piante o animali allora…tanto Edera da questo punto di vista è avanti 😉
    Un caro saluto!

  3. Ciao Chiara,
    anche io mi sono leggermente perso nella parte del bacio.
    Cioè, Edera ha le occhiaie persistenti e Betulla arrossisce perché capisce… cosa?
    Che la ragazza voleva baciarla?
    Spiegacelo per favore.
    Probabilmente era ben chiaro nella tua testa quello che succedeva, ma noi poveri lettori siamo rimasti un pochino perplessi 🙂
    A parte ciò, bel capitolo poetico.
    Ho votato che il re trasforma le persone in piante o animali.

    • Ciao Fue,
      grazie per essere passato 🙂
      Si, effettivamente nella mia testa era tutto abbastanza chiaro, ma rileggendolo mi sono resa conto anch’io che il passaggio risulta un po’ troppo ambiguo. Sostanzialmente dovrebbe essere il momento in cui si rendono conto dei sentimenti reciproci e si scambiano un bacio. Lo riscriverò in modo più ordinato, magari non a mezzogiorno con la calura pomeridiana che mi fonde il cervello XD

      Alla prossima ! 🙂

  4. Dapprima avrei voluto votare “trasformare in piante od animali” ma poi ho visto la mandragora e mi sembra più attinente alla fiaba, quindi “esercito di mandragore” 🙂

    Capitolo molto bello; c’è solo un passo che non ho capito: ” Un usignolo intonò la sua melodia e Betulla la prese tra le braccia. Il pettirosso, cinguettando, gli fece da controcanto e un bacio tremolante si poggiò sulle labbra di Edera. ” È Betulla che bacia Edera, giusto?

    ———————-
    In uno di quei pomeriggi, mentre tutto attorno a loro era in fermento, Edera aveva guardato il riflesso di Betulla nel fiume e aveva provato la straniante sensazione di vederla per la prima volta. Si era voltata di scatto, ansiosa, ma nonostante il fatto che la ragazza fosse effettivamente lì, davanti a lei, quell’impressione non la abbandonò.

    L’altra, accorgendosi che la fanciulla la fissava, le chiese, preoccupata, come stesse e, quando Edera le spiegò il motivo delle sue occhiate persistenti, le sue pallide guance si tinsero di scarlatto.
    ———————–
    Quindi la nostra Betulla ha “qualcosa di diverso” quando viene riflessa. Interessante! Cosa sarà? 😉

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,
      grazie 🙂
      Si, è Betulla che bacia Edera. Mi sono resa conto di aver reso questo passaggio un tantino troppo contorto, lo riscriverò rendendolo un po’ più chiaro.
      In realtà la parte del riflesso che le sembrava diverso doveva essere una metafora per indicare l’innamoramento, ma come ho già detto, il passaggio è diventato un tantino troppo ambiguo a quel punto…però mi hai dato un bello spunto per la prossima storia XD

      A presto ! 🙂

  5. L’editto in cui viene bandita la lettura, mi ha ricordato un prezioso libro che ho letto tempo fa del titolo “Farenheit” ambientato in un ipotetico futuro in cui i libri non solo erano vietati, venivano bruciati. Mi piace l’idea che Edera si sia ribellata proprio con carta e penna, anzi, l’ho trovato uno dei migliori finali di TI.
    Ho votato per un esercito di mandragore, è ancora presto per capire come evolveranno le scelte. Brava 🙂

  6. Eccomi Chiara,
    appena ho visto che avevi pubblicato il nuovo episodio sono passata…era tanto ! (e parlo proprio io che con la conclusione della Cricca sono indietrissimo!!!).
    Molto bello fra l’altro questo capitolo, delle descrizioni fantastiche 😉
    Mi è piaciuta molto la conclusione: il padre che non si preoccupa della figlia perchè avrà sentito la primavera 😉
    Io dico che se divieto sia deve essere più deciso..via tutti a corsi di lettura veloce per leggere qualunque cosa in 10 minuti 😉
    A presto!

    • Ciao Cinzia,
      è vero, ho avuto un periodo un po’ incasinato e non ho potuto scrivere molto, purtroppo XD quindi anch’io sono rimasta un bel po’ indietro con il mio racconto.
      Grazie per essere passata 🙂 Eheh ! I guru dei corsi di lettura veloce farebbero davvero affari d’oro, grazie alla nuova legge del re ! XD
      Alla prossima !

  7. Ciao Chiara,
    che magica la tua storia, una fiaba davvero …favolosa 😉
    Ho letto i capitoli tutti insieme e la tue descrizioni hanno saputo trasportarmi nel magico mondo di Edera. Ma Betulla che fine ha fatto, la rivedremo presto?
    Complimenti per le tue descrizioni, in quest’ultimo capitolo mi è piaciuta moltissimo quella dello scrivano (che mi ha ricordato un pò Agrid di Harry Potter) “Tra il rosso de folti capelli a cespuglio spuntava qualche timida striatura grigia, che il Tempo stesso aveva tracciato con reverenziale timore sulla prodigiosa chioma di quel ferino gigante.”…proprio bella!
    Mi è piaciuta molto anche quella del principe: in quel “si persuade che il suo compito nella vita sia quello di imporre agli altri la sua morale superiore.” ho ritrovato una critica velata a molti saccenti odierni 😉
    Detto questo ho optato per la proibizione sulla lettura.
    Un caro saluto!

  8. Informazioni…
    Ciao Chiara, il tuo modo di raccontare ben si adatta ad una fiaba: azzeccate le metafore, come “fuori posto come un ghepardo in osteria”; le descrizioni, in modo particolare quella della trasformazione di Edera in pesciolino.
    L’unica cosa che cambierei è “se stessa” al posto di “lei” nella frase: ” che meravigliò persino lei”.
    A presto 🙂

  9. Ciao Chiara,
    ho ritrovato con piacere la tua storia, e anche in questo capitolo ho apprezzato molto le descrizioni vivide e la fantasia (l’espediente del pesciolino e il ghepardo in osteria, che mi ha fatto proprio ridere!). Per proseguire ho votato per una vecchia conoscenza, l’ideale per chiedere lumi…a proposito, grazie per le soluzioni degli indovinelli 🙂

  10. Anche io penso che busseranno alla porta per chiedere delle informazioni. Interessanti gli enigmi precedenti. Bella l’idea di inserirli. Dall’Edipo Re in poi li adoro.
    Mi piacerebbe che mi dessi la tua opinione sul racconto che sto scrivendo. Se ti va passa a trovarmi. 🙂
    Ci vediamo al tuo prossimo capitolo. 🙂

  11. Ciao Chiara, è un capitolo davvero splendido, ho apprezzato moltissimo la delicatezza fiabesca e la tua fantasia nel descrivere le emozioni e le sensazioni… Soprattutto nella scena della trasformazione in pesce, è stata molto vivida.
    Complimenti, davvero bravissima.😊
    Voto per una vecchia conoscenza…
    A presto, buona domenica! 😃

  12. Il bianco e la pesca (mi ha confuso l’insidia) li ho sbagliati. Vabbè 4 su 6 sono un risultato soddisfacente 🙂
    Una fiaba dai risvolti punk 🙂
    Belle le descrizioni del villaggio, mi sono piaciute molto.
    A mio modesto parere, credo che tu stia migliorando capitolo dopo capitolo.

  13. Marea, ma solo perché grazie a te ho finalmente scoperto che les “poissons d’argent” hanno un nome scientifico 😉 e anche per la pallida amante che comanda le maree, certo.
    Non ho capito una mezza cicca, ma bellissimi i tuoi indovinelli, complimenti!
    Per tutto il resto, bellissimo, come sempre e sempre più fiabesco.
    Ciao

    • Ciao Befana !
      Grazie mille 🙂 è la prima volta che scrivo seriamente indovinelli, e temo che questi siano un po’ troppo astrusi XD Ecco qualche indizio : Per il primo pensa a qualcosa di non materiale, per il secondo a una creatura, per il terzo concentrati sulla terza parola, per il quarto sull’ultima frase.

      Alla prossima !

  14. Ciao Chiara….ma ci hai svelato solo la soluzione degli ultimi due indovinelli!!!!
    Mi pare di averne indovinato uno degli altri, che era amore (almeno credo!), per il resto…buio completo!
    Comunque molto carino il capitolo 😉
    Mi piacciono i personaggi singolari ed enigmatici come Betulla 🙂
    A presto!

    • Ciao Naomi !
      Gazie 🙂 si, gli indovinelli li ho inventati io, infatti temo che siano fin troppo astrusi XD
      Vi lascio degli indizi : Per il primo pensa a qualcosa di non materiale, per il secondo a una creatura, per il terzo concentrati sulla terza parola, per il quarto sull’ultima frase.

      A presto !

  15. Ciao Chiara,
    bel capitolo, e complimenti per la capacità evocativa delle tue descrizioni, veramente molto affascinanti!
    Come affascinante è il personaggio di Betulla….ero indecisa fra domande impertinenti e indovinelli. Alla fine ho optato per questi ultimi, ma solo per la curiosità di vedere cosa inventerai 😉
    Buona serata!

  16. Davvero delizioso, mi sembrava di essere tornata bambina ad ascoltare le fiabe prima di dormire!
    Ero indecisa tra gli indovinelli e le domande impertinenti, ma visto come hai descritto Betulla, ho optato per l’impertinenza.
    Ho notato che usi “maggiore” e “minore” per i dialoghi: se vuoi usare le virgolette (oltre che essere più estetiche, risparmi un paio di caratteri), puoi ottenerle con una combinazione di tasti. Su windows normalmente è: Alt+0171 per « e Alt+0187 per ».
    Se non funziona, cerca su google: trovi le “scorciatoie da tastiera” per ogni simbolo.
    Sempre più bella la tua fiaba, Chiara
    Ciao

    • Ciao Befana,

      che bel complimento 😀
      grazie mille per il consiglio, effettivamente quando ho riportato il capitolo sul pc sono rimasta tipo un minuto a fissare la tastiera per capire cosa usare e alla fine, ancora fusa per le settimane di studio ‘matto e disperatissimo’, ho optato per il segno più somigliante XD

    • Ciao Red,

      grazie 🙂
      Per ora gli indovinelli non sono in vantaggio, ma piacciono tanto anche a me XD
      Ho tagliato un po’, tralasciando la descrizione dell’incontro e dell’inizio del viaggio, per cercare di alleggerire un pochino la narrazione, spero di essere riuscita nel mio intento.

      Alla prossima 🙂

  17. Ciao Chiara,
    mi sono imbattuta nella tua storia perchè ho finito di leggere l’unica fiaba che stavo seguendo, e mi piaceva leggere altre storie del genere.
    Devo dire che i primi tre capitoli mi sono piaciuti molto, la scrittura è piacevole e l’atmosfera è davvero fiabesca, col vecchio che appare e riappare, gli oggetti magici e la sorpresa del padre che ritorna e racconta la storia di come ha conosciuto la madre.
    Sono curiosa a questo punto di andare avanti, e, visto che lui è uno spirito dei boschi, mi pare ovvio che passeranno per la foresta.
    Un saluto,
    Cinzia

  18. È uno spirito dei boschi, diciamo che attraverseranno la foresta.
    Mi piace molto questa apparizione, mi ha fatto pensare ai film d’animazione giapponesi, come quelli di Miyazaki, con eroi nati dall’amore tra un essere umano e uno spirito del mare, della foresta, degli elementi naturali insomma.
    In ogni fiaba l’eroe/eroina deve affrontare un viaggio iniziatico, Edera lo farà in compagnia del suo magico padre.
    Noi la seguiamo 🙂
    Ciao

    • Ciao Befana,

      grazie mille, non mi sento degna di questo paragone XD
      Adoro i film d’animazione di quel tipo, soprattutto quelli del maestro Miyazaki !

      Spero di poter riprendere il nuovo capitolo al più presto, per adesso cause di forza maggiore (esame super tosto in vista) me lo impediscono 🙁

      Alla prossima !

  19. Ciao Chiara, mi sono unito innamorata del tuo modo di scrivere delicato e fatato e di questa fiaba… Mi piace molto anche il personaggio di Edera, che vive le sue avventure attraverso carta e inchiostro. Mi sembra una ragazza molto sensibile, perciò voto per la guarigione del fratello acquisito.
    A presto 😀

  20. Ciao, Chiara. Seppure in ritardo, ti porgo il mio benvenuto su questa piattaforma.
    La tua fiaba, merce rara, sul sito, mi piace. Mi sembra che tu abbia creato perfettamente la giusta atmosfera. La tua scrittura è curata, molto scorrevole, i capitoli mi paiono ben costruiti e fantasiosi.
    Ti avrei scritto della ‘d eufonica’, ma vedo che befana mi ha preceduto 🙂
    Eh, in questo ambiente si bada molto a certe cose: alla d eufonica, agli eccessi di gerundi, e avverbi in mente… 😀
    Col risultato che qualche volta, a mio parere, si antepone la perfezione formale al contenuto; ti capiterà di leggere, qui o in altri lidi, un’inappuntabile capitolo di cinquemila caratteri che narra l’incredibile storia di… un tizio che non fa assolutamente nulla!
    Però anche la forma ha la sua indubbia importanza. Nel primo capitolo ho trovato un po’ pesante un ‘che’ a seguire la virgola:
    “…proprie idee, che le si leggevano, ”
    Forse perché è seguito a brevissimo da una costruzione analoga:
    “…vecchio di lei, che aveva”
    Il primo ‘che’ si potrebbe elidere del tutto senza far perdere nulla alla frase.
    Boh, è una mia opinione, te la scrivo perché mi sono un po’ inceppato nella lettura.
    Allo stesso modo, l’incipit del secondo capitolo mi è parso costituito da periodi un po’ lunghi, magari si potevano spezzettare in più frasi.
    In ogni caso, sono opinioni che ti esprimo giusto per darti spunti di riflessione, spetta a te valutare quanto siano sensati 🙂
    Complimenti per questi due capitoli, aspetto il prossimo.
    Ciao, a presto

  21. Da eroina buona delle fiabe che si rispetti sacrifica i desideri per salvare il fratello^^
    Il capitolo mi è piaciuto molto, lo trovo anche meglio del primo, sia per la fantasia e la vivacità dei contenuti che per la scorrevolezza nella lettura.
    Siamo in pieno mondo fiabesco, un puro piacere

  22. Ciao Chiara
    molto carino l’episodio, hai fantasia…
    coerentemente con il carattere della fanciulla, ho votato che “sacrifica (non si sa come)” i tre desideri per salvare il frattello.
    Siamo solo al secondo capitolo, ne abbiamo ancora otto per farla pensare un po’ a se stessa 🙂
    la frase “Una volta che, sporca di fango fino alle ginocchia, ebbe raggiunto il piccolo orto dietro casa, scoprì che i cavoli e tutti gli altri ortaggi che aveva coltivato con fatica durante l’anno erano stati distrutti dalla grandine e dal vento.”
    mi sembra che scorra meglio così:”Sporca di fango fino alle ginocchia raggiunse il piccolo orto dietro casa. Scoprì che i cavoli e tutti gli altri ortaggi, che aveva coltivato con fatica durante l’anno, erano stati distrutti dalla grandine e dal vento”
    al prossimo

    PS hai sbirciato la mia storia? se credi…

  23. Eh, data la determinazione di Edera nel cercare crucifere e leguminose per i fratellastri, mi pare ovvio che desidera salvarlo. A meno che non sia diventata malvagia, magari vendendo l’anima vecchio che magari era uno stregone cattivo etc etc.
    Non ha importanza, visto che ho votato guarigione.
    La leggibilità secondo me è notevolmente migliorata.
    Brava 🙂

    • Ciao,
      grazie, sono contenta che ti sia piaciuta !
      Spesso, quando scrivo, mi concentro su ambienti e situazioni a me molto vicini, quindi anche se non sempre le vicende narrate sono personali, possono dare l’impressione di esserlo. In questo caso la cosa più personale che ho inserito nella storia è il concetto dell’arte, intesa nel senso più ampio del termine ( come ho scritto a Maria, ho frequentato l’Accademia d’arte) che diventa un mezzo per evadere da una realtà chiusa, come può essere quella della vita in un piccolo paesino ( come quello in cui vivo).

  24. Ciao Chiara e piacere di conoscerti.
    Stavo per scriverti delle cose, ma vedo che Befana mi ha anticipato su tutto 😀 e di più.
    Meglio, così passa lei per antipatica 😉
    Comunque nel complesso questo incipit fiabesco piace molto anche a me. Ti seguirò.

    a presto

  25. Affronta la tempesta per il cavolo di cavolo.
    La tua storia è molto carina, ma le tre opzioni lasciano a desiderare 😉
    Mi permetto solo un paio di osservazioni: Vai a capo, dividi i paragrafi, le scene, rende sempre la lettura più facile e più piacevole.
    Perché patrigno? La madre aveva tradito il marito? Se no, anche s e orribile e cattivo, quello è suo padre, non un patrigno. 🙂
    Questa sembrerà un po’ pedante, ma te lo diranno in tutti i club, gruppi, corsi e siti di scrittura, in italiano la d eufonica si mette solo tra una preposizione e la parola successiva quando comincia con la stessa vocale: ed era, ad andare, ed ecco… se no restano e, a, o.
    Spero di esserti risultata utile e non antipatica, il tuo incipit è molto fiabesco, mi piace ^^
    Ciao

    • Ciao,
      grazie mille per i tuoi consigli, li ho trovati utilissimi !!! Altro che antipatica, ci mancherebbe ! 🙂
      Esatto, nella mia mente la madre aveva tradito il marito, ma effettivamente rileggendo ancora una volta il tutto mi sono resa conto che nella narrazione non era affatto chiaro :/
      Cercherò di migliorare e prestare più attenzione a questi aspetti.
      Per il resto, sono contenta che il mio incipit ti piaccia 🙂