Ti amo tanto. Ti amerò sempre. Tanti auguri.

Nove Anni

Cara Sonny,

perdonami. Avrei voluto rimanere con te ancora molti anni e vederti crescere.

Se avrai difficoltà nel leggere queste parole, fatti aiutare da mamma: sono sicuro che lei ti aiuterà sempre quando avrai bisogno di una mano. Ma tu sei bravissima a leggere, dopotutto sei figlia mia.

So che ora sei molto triste, ti capisco. Col tempo capirai che semplicemente certe cose non si possono evitare: accadono e basta. L’unica cosa che possiamo fare noi è scegliere se affrontare le difficoltà della vita piangendo o sorridendo. Per questo ho deciso di scriverti dieci lettere. Vorrei aiutarti nel tuo cammino come avrei fatto se fossi stato lì con te.

Hai sempre avuto un bellissimo sorriso e non lascerò che la mia morte te lo porti via.

Ho lasciato le altre nove lettere alla mamma e lei te ne darà una ad ogni compleanno.

So che pensi che non è giusto quello che è successo. In effetti non lo è. Nessuno dovrebbe perdere il proprio padre a nove anni. Ma tu sei sempre stata una bambina forte. Ricordi quando per imparare ad andare in bicicletta continuavi a cadere? Tornavi in casa sempre sporca e sanguinante, ma non ti sei mai arresa. Ricordo il giorno in cui imparasti ad andare da sola. Ero dietro di te e ti tenevo dritta la bici, poi ti mollai e tu non te ne accorgesti. Quel giorno pedalasti perfettamente per almeno cinquanta metri prima di capire che ti avevo lasciato andare da sola. Ti osservavo allontanarti. Tu eri felice, e io ero orgoglioso della mia bambina.

Non lasciare che le cose brutte ti rovinino la vita. Ricorda che con te c’è la mamma e ci sono i nonni. Tutti loro ti vogliono un mondo di bene. Tutti ti vogliono bene. Hai sempre avuto il dono di far andare d’accordo le persone. Ti ho mai detto che io e il nonno non andavamo d’accordo prima della tua nascita? Un giorno ti racconterò questa storia.

Ora devo andare: ho altre nove lettere da scrivere.

Così tanto da dire e così poco tempo per farlo…

Spero che ti piaccia il regalo che ti ho preso. Ti sono sempre piaciuti i peluches… Hai idea di quanto sia stato difficile trovarne uno a forma di ornitorinco? Certo che hai dei gusti davvero strani in fatto di animali. Scommetto che sotto questo punto di vista hai preso da mamma.

Ti ho fatto anche altri regali, ma per quelli dovrai aspettare.

So che volevi venire a trovarmi in ospedale, ma sono stato io a dire alla mamma di non farti venire qui. Un giorno capirai il perché.

Non essere arrabbiata con la mamma, non è stata una scelta sua. Le ti ama tantissimo. Anche lei è triste per la mia morte, quindi cerca di starle vicino. Ah dimenticavo: saluta anche la nonna e quel brutto scimmione di tuo nonno!

Due baci alle donne della mia vita: uno a te e uno alla mamma. Daglielo tu da parte mia. Dalle un bacio di quelli che scaldano il cuore, e consolala se la vedi piangere. So già che in questi giorni piangerà quasi sempre. Ma ricorda: voglio vedervi sorridere. Avete entrambe un sorriso meraviglioso. Sorridete per me.

Ti amo tanto. Ti amerò sempre. Tanti auguri.

Con affetto.

 

 

Papà

Un padre morto lascia dieci lettere a sua figlia. Nella prossima lettera:

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251 Commenti

  1. Buonasera. Qualche giorno di ferie mi offre il privilegio di poter leggere i racconti che non ho più potuto seguire.
    Che peccato aver dovuto interrompere la tua storia.
    Ma eccomi qui. Se scrivessi che la tua storia mi è piaciuta non darei il giusto peso a quello che ho provato, leggendola. E allora scriverò che la tua storia mi è piaciuta molto e che tanto piacere è legato al modo in cui hai saputo raccontarla. I temi che hai trattato sono diventati più maturi e profondi con il passare delle lettere e questo è stato il modo migliore per riconoscere i segni del tempo che passa (rendendoci più consapevoli) e che ci porta ad avere accesso ai dettagli più delicati della vita (ripenso ai problemi di alcol del nonno, ma anche al tentativo di farla finita del padre).
    Mi hai fatta commuovere e nello stesso tempo hai chiuso la storia con leggerezza. Bruciare le lettere, che fatica… ma è stato un bel modo per sottolineare l’importanza di andare avanti. In fondo non sono gli oggetti a mantenere in vita un affetto, ma ciò che abbiamo vissuto con una persona e che resterà dentro di noi come parte integrante della nostra vita.
    Grazie Christian.
    (Ps: comunque il capitolo n.8 è stato per me il più commovente. Basta farmi piangere!).
    🙂
    A presto.

    • Ciao Athelas,
      sono contento che tu sia tornata per leggere il resto della storia 🙂
      Da questo tuo commento vedo che hai saputo cogliere appieno tutto quello che ho cercato di trasmette ai lettori, questo mi fa molto piacere.
      Penso di aver toccato temi che, in un modo o nell’altro, sono vicini a tutti noi.
      Grazie per la lettura e per i complimenti, la tua opinione è sempre molto gradita 🙂
      Spero di tornare a leggerti presto
      Un bacione! 😀

  2. Ciao, eccoci al finale 🙂
    Ho apprezzato moltissimo il fatto che quest’ultima lettera fosse di Sonny/Sunny – non me l’aspettavo – e sono stata felice di sentire finalmente la sua voce. Mi sono stupita di quante cose possa fare: trovare tempo per uno sport impegnativo e anche per il violino e lo studio non è semplice, e non in molti riuscirebbero. Ha per me avuto un po’ il sapore di un elenco che riprendeva tutto quello che suo padre le aveva detto di fare. Però hai così mostrato che le lettere le sono rimaste dentro, che sono davvero servite e che le persone amate non ci lasciano mai. E il bruciare le lettere è sulla stessa linea.
    Quindi, a racconto concluso, ti ringrazio per questa storia che hai voluto condividere con noi 🙂 Anche se il rosa probabilmente non è il mio genere, hai saputo farmi arrivare fino alla fine, e questo ultimo capitolo secondo me riempie di significato l’intero racconto.

    A presto, spero!

    • Ciao Chiara,
      sono contento che abbiate apprezzato il fatto che l’ultima lettera è di Sonny. Volevo farvi avere un riscontro di tutte le lettere precedenti.
      Per quanto riguarda lo studiare, fare sport e imparare uno strumento ti assicuro che volendo si può fare. Ho avuto una compagna che praticava addirittura tre sport contemporaneamente! Boh, probabilmente faceva colazione bevendo benzina.
      Sul fatto che questo capitolo sembra più che altro un elenco ti do pienamente ragione. Il problema è che ho dovuto tagliare molte cose per rientrare nel limite delle cinquemila battute. La prima stesura del capitolo prevedeva un personaggio più complesso e introspettivo.
      Grazie a voi che mi avete letto. Avevo paura di non riuscire a scrivere un rosa, e al tempo stesso volevo scrivere qualcosa di diverso dalle storie già viste qui su The Incipit 🙂 Dai vostri commenti capisco che avete apprezzato. e ne sono contento 😀
      Grazie ancora, a presto! 🙂

    • Ciao Smarty,
      il tuo nick mi fa pensare agli smarties e mi viene sempre fame.
      In molto non sono stati d’accordo col voler bruciare le lettere alla fine… Altri, molti meno a dire il vero, hanno apprezzato. Ma io sono uno scrittore perfido 😀
      Batti il cinque hahaha. *SCIAFF*
      Ciao, a presto! 🙂

  3. Mi è piaciuto tantissimo il finale ed ho pensato che una persona a cui tengo tantissimo, gradirà molto il racconto che ho letto tutto nei dieci episodi.

    Forse solo una cosina mi ha lasciato perplesso: dare un ultimo bacio alla mamma, quasi come stesse morendo anche lei.

    Ma a parte questa piccola delucidazione è davvero ricco di dettagli, raccontati con dovuta minuzia.

    E l’ultima lettera, quella della figlia che racconta di come ha ascoltato il padre mi fa come pensare che non è il padre a non aver abbandonato la figlia ma come se la figlia non avesse mai permesso di abbandonare il padre. Non so se mi spiego …

    Grazie mille delle splendide emozioni. Un bacio. 🙂

      • Ciao Carlo,
        consigliare il mio racconto a una persona? Waow, mi fa molto piacere! 😀
        “Darò un ultimo bacio alla mamma”, era da intendersi come “darò un ultimo bacio da parte tua” per rafforzare il concetto che ora il padre può farsi da parte e lasciare Sonny libera di crescere da sola 🙂
        Il discorso sull’abbandono invece: la cosa è reciproca. La famiglia non abbandona il padre nel senso che lo ricorderanno sempre. Più di una volta ho scritto la frase “so che gli mancherò”. Il padre invece non abbandona la figlia al suo destino da orfana, lasciandogli 9 lettere 🙂
        Grazie per tutti i complimenti, sono contento che ti sia piaciuto questo racconto 🙂
        Ciao, a presto! 🙂

  4. Gran bel finale,
    Anche perché tutt’e quelle lettere del padre cominciavano a diventare abbastanza pesanti e complicate da gestire.
    Davvero bello, mi è particolarmente piaciuto il passaggio sulle lettere che bruciano.
    Condivido qualcuno dei dubbi di Maria: praticamente Sony ripercorre tutte le raccomandazioni delle lettere del padre per dire avevi ragione è andata proprio così. Ma in fondo è un rosa, sono i buoni sentimenti che trionfano.
    Un esperimento riuscito ^^

    • Befy 😀
      lieto che ti sia piaciuto il passaggio sulle lettere che bruciano 🙂 visto i commenti al capitolo precedente ho preferito ribadire il senso di tale gesto.
      Come spiegato a Maria, ho dovuto stringere parecchi il capitolo per farcelo stare nei limiti di the incipit 🙂 Avrei voluto scrivere molte, molte più cose.
      “esperimento riuscito”, fa davvero piacere sentirselo dire perché questo, per me, è stato a tutti gli effetti un esperimento 🙂
      Grazie di tutto, a presto! 😀

  5. Ciao Christian
    Mi è piaciuta l’idea di chiudere il racconto con una lettera della figlia anziché del padre. Inoltre, come emerge dai commenti, il tuo racconto ha fornito parecchi spunti di riflessione.
    Tuttavia, e adesso mi odierai a morte per tutto il resto dei miei giorni, la lettera della figlia, contiene quasi un elenco, piuttosto esauriente e un po’ spassionato, di risposte alle aspettative del padre. Nessun gesto di disubbidienza (per esempio, avrebbe potuto non essere d’accordo di bruciare le lettere), nessun accenno a qualche conflitto tra il dire e il fare, tra il volere/desiderio del padre e il suo. Sarebbe stato normale in una ragazza adolescente, tanto più che lei, per sua stessa ammissione, dice “detesto dover dare esattamente le risposte che vogliono sentirsi dire i professori”.
    Curioso l’Addio finale, anziché “Ciao papà”, forse voleva dire che, da quel momento in poi, si sentiva finalmente libera di andare oltre il testamento spirituale del padre.
    a rileggerti

    • Ciao Maria,
      in realtà hai ragione: la lettera conclusiva è praticamente un resoconto delle precedenti. Mi sarebbe piaciuto sviluppare molto, molto meglio il personaggio della figlia con tutti i pro e i contro della morte prematura del padre seguita dalle lettere. La prima stesura del capitolo prevedeva molte più sfaccettature, ma il conteggio dei caratteri è stato un pugno allo stomaco. Ho dovuto tagliare buona parte dello scritto per stare nel limite prestabilito e ti assicuro che dover eliminare certe frasi è stato davvero molto difficile. Avrei voluto scrivere molte più cose, soprattutto cose veritiere e non solo “rose e fiori”.
      L’Addio finale è voluto, invece. Come dici tu, ora Sonny è slegata dal testamento spirituale del padre e potrà percorrere la sua strada senza le sue direttive.
      Cara Maria, mi piace molto la tua capacità di Lettrice. Sei in grado di andare molto a fondo nella lettura (non mi riferisco solo a questo tuo ultimo commento) e sei molto sincera e spontanea nel dare un giudizio. Sei il tipo di lettore che fa fare progressi. Grazie mille. Ti odio un po’, ma grazie mille! 😀
      Ovviamente scherzo :*
      Ci risentiremo presto 🙂 Ciao, un bacione! 🙂

    • Sir Fue,
      lieto che ti sia piaciuto il finale.
      Mi rileggerete presto (spero), ma prima devo recuperare un bel po’ di racconti in arretrato.Ammetto che per concentrarmi sulla scrittura ho tralasciato parecchio i miei lettori 🙁
      In ogni caso ci rivedremo presto! 🙂
      Ciao e grazie! 🙂

  6. Un finale molto molto bello. Un vero colpo di teatro chiudere la storia con la voce di Sunny.
    A posteriori, la scelta perfetta, che mi ha sorpreso.
    Complimenti, hai scritto una storia delicata e toccante, molto equilibrata e ricca di sensibilità.
    Per quanto mi riguarda, una sfida vinta.
    Bravo, alla prossima!

    • Hey Jaw,
      avevo una mezza idea di far chiudere la storia a Sunny già da qualche settimana. Mi sono reso conto che, visto anche la morale delle lettere precedenti, questo passaggio di testimone sarebbe stato l’ideale.
      Come hai detto tu: “sfida vinta”. Mi fa piacere il fatto che tu lo pensi perché per me è stata davvero una sfida. Non avevo mai scritto un rosa 🙂
      Grazie mille per la presenza e gli incoraggiamenti.
      Alla prossima! 😀

  7. Ho gli occhi lucidi, e non mi era mai successo per un libro…Mi è venuto un vuoto allo stomaco quando ho letto l’inizio, ma poi tutto è stato chiaro e quest’ultima lettera ha riempito di significato moltissime cose.
    Se anche questa fosse stata scritta dal padre non avremmo mai potuto sapere come sono andate le cose per la figlia e il resto della famiglia, l’ho realizzato solo leggendo il capitolo…
    Mi hai lasciato davvero senza parole, un finale perfetto, colmo di speranza.
    Davvero complimenti per ogni singola lettera, ogni singola frase piena di vita.
    È una storia splendida, grazie di averla condivisa con noi.
    Ciao Christian

    • Ciao Naomi,
      non avevi mai pianto per un libro? Ora mi vengono i sensi di colpa 🙂
      Scherzi a parte, sono contento che ti sia piaciuto 🙂 Non è stato facile per me scrivere questo racconto, ma vedo che a molti è piaciuto e mi state dando molta soddisfazione. Grazie mille! 😀
      Ciao Naomi, a presto 🙂

  8. Ciao Christian,
    scusa per il ritardo con cui scrivo, ho anche perso un capitolo (l’ottavo), ora recuperato insieme al nono.
    Bellissime parole quelle che spronano a trovare una ragione per vivere: “i momenti brutti non sono la vita” è una frase che mi ha colpito. Mi sono chiesta come ha fatto poi il padre a superare il suo momento brutto, però, perché non viene detto…
    Mi è piaciuto molto anche l’arricchimento della storia sull’incontro con la madre…ora ho capito perché lei lo aveva rintronato di chiacchere!!!
    Molto bello davvero il particolare che lei vuole sempre pagare tutti perché lui abbia sempre un debito da restituirle.
    Ho trovato invece ridondante quello della bicicletta…
    La richiesta circa la distruzione delle lettere non so…forse se io fossi la figlia non rispetterei queste ultime volontà: un genitore in carne e ossa può ripetere molte volte i propri insegnamenti, ma uno morto? E’ solo l’inchiostro che serba gelosamente le parole di vita che vengono da lui 😉
    Per la conclusione…amore per la figlia è la premessa a base delle lettere, e speranza per il futuro l’ho trovata anche nell’ottavo capitolo (che parla in generale di speranza e dell’andare avanti). Facciamo dolcezza dell’addio, allora?
    Buona serata!

    • Ciao Cinzia,
      non chiedere scusa per il ritardo… Io sono il re dei ritardatari! 😀
      Per il rispondere alla tua domanda: “come ha fatto poi il padre a superare il suo momento brutto”, è stata la madre di Sonny a fargli trovare la forza di andare avanti.
      “Diventammo presto complici. Non mi lasciò scampo. Mi innamorai. Ritrovai un motivo per alzarmi dal letto la mattina. La mamma ha davvero fatto molto per me.”
      Tu hai trovato ridondante la metafora della bici, altri non l’anno colto. E’ davvero difficile mettere d’accordo tutti (soprattutto con un racconto del genere). Ma sono contento del risultato comunque 🙂
      In tanti mi avete detto che la richiesta della distruzione delle lettere è stata eccessiva…
      La dolcezza dell’addio è un opzione che mi piace davvero, speravo segretamente che vincesse
      Ciao, grazie per la lettura, a presto! 🙂

  9. Voto speranza per il futuro, più che altro perché devo ancora conoscere un addio ‘dolce’ 🙂
    Toccante e con immagini/concetti efficaci e non banali.
    Ti segnalo questo periodo che mi ha convinto poco: “Capisci? Io ero a un passo dal farlo, e lei inizia a urlarmi contro. Mi spaventai parecchio.”
    Soprattutto per la prima frase, non mi piace molto il presente che segue l’imperfetto.
    Dettagli.
    Bravo.
    Oh, leggo adesso le osservazioni degli altri lettori sul “bruciare le lettere”. Ah, be’, la richiesta non mi scandalizza e ne spieghi bene il valore simbolico, la metafora della bici è perfetta. Però… questo non l’avrei scritto se non avessi letto le tue risposte sull’argomento ed è solo una sensazione da lettore… però osservo che in questo, come in altri capitoli, la cosa che più mi è sembrata lontana dal mio modo di intendere il ruolo di genitore è questo insistere del padre sul valore delle proprie “lezioni di vita”. Anche qui lo ripeti:
    Metti in pratica quello che ti ho insegnato, e vivi la tua vita.
    Ricorda quello che ti ho insegnato, e io sarò sempre lì con te.
    La forma della seconda è particolarmente ambigua, perché lascia quasi intendere una sorta di ricatto psicologico, altrimenti perché c’è la congiunzione?
    Insomma, il papà le dice: fai come ti dico, in tal caso mi avrai accanto.
    Senza la “e” sarebbe stata molto diversa, ma tu la “e” ce l’hai messa, rimarcando, ai miei occhi di lettore tra tanti, il carattere accentratore del genitore. Bada, qui ti scrivo l’impressione che ho avuto leggendo questi nove capitoli, non pretendo certo di aver interpretato correttamente i pensieri del genitore.
    In definitiva, ero partito con ‘sto pistolotto per cercare di concludere che non vedevo coerente con la psicologia del tuo personaggio, che mi appare molto accentratore ed egocentrico, chiedere di cancellare le proprie lettere. Però, a pensarci bene, forse è assolutamente coerente. È per questo che la richiesta, in definitiva, mi appare arrogante e antipatica.
    Perché ti scrivo un parere assolutamente inutile e parziale?
    Me lo sto chiedendo. Forse per evidenziare che qualunque gesto può essere male interpretato, dall’interlocutore o dal lettore. Spetta all’autore cercare di essere rigorosamente coerente e chiaro. Più probabilmente, però, il movente di questo lingo commento va ricercato nel mio arrogante egocentrismo 😀

    Ciao a presto

    • Ciao Jaw,
      innanzitutto grazie per il “commentone”. Procederò un passo alla volta per risponderti (la mia debole mente rischia di perdere il filo logico).
      Incominci spiegando che hai votato la speranza per il futuro. Dici che non hai mai visto un addio “dolce”. E se ti dicessi invece che l’addio dolce per il mio finale è stato pesantemente ispirato dal finale del tuo Bastione di Sabbia? La morte dell’heian mi ha lasciato un ricordo triste e dolce allo stesso tempo. Un finale agrodolce, appunto. Il rapporto Tanita-Liam mi ha ispirato molto per la scrittura di questo racconto, dico sul serio.
      Il problema del periodo con l’imperfetto seguito dal presente… Hai perfettamente ragione. Meno male che ci sei tu a farmi notare i miei orrori grammaticali, te ne sono sinceramente grato.
      Mi rendo conto, dopo le vostre osservazioni, che avrei dovuto esplicitare meglio la metafora della bici come giustificazione della distruzione delle lettere. In fondo distruggere l’eredità di un padre non dev’essere facile e va argomentata in modo molto forte.
      [Ricorda quello che ti ho insegnato, e io sarò sempre lì con te.
      La forma della seconda è particolarmente ambigua, perché lascia quasi intendere una sorta di ricatto ]
      Vero… Non ci avevo pensato. Sei davvero attentissimo ai dettagli tu, complimenti. Mi piacerebbe avere un fiuto come il tuo, ma devo affilarlo ancora un bel po’ facendo molta pratica. Ne approfitto per farti i complimenti perché ho notato che sei in grado di applicare il medesimo fiuto ai tuoi scritti, riuscendo a costruire racconti ben studiati per trama, periodo, grammatica, retorica e personaggi.
      Hai definito il mio personaggio “accentratore ed egocentrico”, vero, ma era una cosa voluta. Volevo un po’ alla volta spostare l’attenzione dal lutto, alla tristezza di una vita orribile, all’amore ritrovato per la nuova famiglia fino alla speranza per il futuro della ragazza. Da un punto di vista più pratico, il nostro padre non avrebbe potuto scrivere a una ragazza “sconosciuta e idealizzata” (come l’ha giustamente definita Maria Alguares) dopo 10 anni. Ho incominciato raccontando aneddoti su di lei, poi aneddoti sul passato del padre.
      Ho notato che, soprattutto i lettori che hanno figli, hanno spesso messo in discussione le scelte “educative” che ho fatto compiere a questo padre. Sinceramente, se avessi un figlio al quale lasciare delle lettere, avrei scritto le stesse cose (tralasciando episodi di alcolismo e tentato suicidio che fortunatamente non mi hanno riguardato così direttamente). Il punto è che è davvero molto facile essere in disaccordo su certi argomenti, come l’educazione dei figli. Vi assicuro che le vostre osservazioni sono comunque state apprezzate e sono state per me fonte di riflessione.
      Soprattutto per questo racconto ho notato moltissima discordanza tra i lettori. Forse perché ho toccato corde emotive? Forse perché ho trattato temi delicati?
      Opinioni soggettive e non; sono davvero contento dei vostri commenti perché mi rendo conto che a prescindere dalla vostra approvazione, sono riuscito a trasmettere qualcosa di forte. Si, me la tiro. Scherzi a parte, non ho mai avuto un feedback simile…
      Concludo dicendo che mi hanno hackerato un sito che ho fatto in WordPress. Ti ho pensato molto nelle vesti di Moneta, mannaggia.
      Grazie davvero di cuore per le osservazioni sempre sincere e sempre costruttive.
      Sperando di ricevere un giorno il dono della sintesi (questo commento è più lungo del primo capitolo), ti auguro una buona serata e spero di sentirci presto.
      Grazie ancora, ciao 😀

      • Grazie a te per la bella risposta, chiara e molto circostanziata.
        Ho voluto un po’ “stuzzicarti” e tu hai ribattuto punto su punto.
        Se in qualche modo ti ho “ispirato”, anche in microscopica parte, per ciò che scrivi, non posso che esserne onorato.
        Ciao, a presto

  10. Ciao! Mi è piaciuta molto l’idea della storia, molto profonda e commovente. Se posso dire una cosa però credo che sia troppo tragica , cioè , io capisco che si tratti di un padre che sta morendo e tutto quanto, però credo che certi argomenti si debbano affrontare con un po’ più di leggerezza . Anche perché ( intuizione mia , la storia è la tua) pernso che il padre non avrebbe voluto intristire la figlia così tanto : prima la depressione, poi si vuole suicidare , … Comunque complimenti, ho letto la tua storia volentieri 😊😊😊

    • Ciao Smarty,
      sono contento che ti sia piaciuta la mia idea, anche se ammetto che non brilla certo per originalità 🙂
      Non sei la prima a dire che ho trattato temi eccessivamente tristi in queste lettere. La mia idea era di trattare argomenti infelici e delicati, ma al tempo stesso facendo trasparire l’amore del padre per la figlia: “nonostante io abbia sofferto molto ti voglio un mondo di bene”. Forse ho esagerato col carico di tristezza 🙂
      Grazie per la lettura, sono davvero contento che ti sia piaciuta 🙂
      Ciao, a presto! 🙂

    • Buona sera Danio,
      mi hanno già chiesto come mai ho fatto distruggere le lettere, forse avrei dovuto argomentare meglio… Riporto la risposta data ad altri lettori (perdonami il copia-incolla).
      Ho scelto di far bruciare le lettere perché penso che, dopo certe disgrazie, bisogna trovare la forza e il coraggio di andare avanti senza guardarsi indietro. Non bisogna dimenticare, ma non si deve nemmeno rimanere ancorati a un brutto passato. Ho cercato di anticipare il concetto con la metafora della bici. “Guarda avanti, non ti accorgerai della mia assenza e andrai benissimo”.

      La dolcezza dell’addio… Un concetto triste e carico di speranza al tempo stesso 🙂
      Grazie per la lettura, mi fa sempre molto piacere 🙂
      Alla prossima 😀

  11. La dolcezza dell’addio.
    Un distacco delicato, che lasci la certezza che l’amore sopravvive nei ricordi, nel tempo vissuto insieme, nel bene che ci si è scambiati.
    Ciao

    P.S. Non conosco i suoi motivi ma chiedere a un’ orfana di distruggere le ultime parole vergate per lei dalla mano del padre mi sembra arduo come sacrificio da compiere ^^

    • Ciao Befy,
      concordo con la tua osservazione sull’utilità di un distacco dolce.
      Per quanto riguarda la scelta di brucare le lettere, ti riporto la risposta che ho dato al commento precedente (scusami, ma per ragioni di tempo farò uno spudorato copia-incolla anche se preferirei dare risposte diverse in base alle vostre domande).

      Ho scelto di far bruciare le lettere perché penso che, dopo certe disgrazie, bisogna trovare la forza e il coraggio di andare avanti senza guardarsi indietro. Non bisogna dimenticare, ma non si deve nemmeno rimanere ancorati a un brutto passato. Ho cercato di anticipare il concetto con la metafora della bici. “Guarda avanti, non ti accorgerai della mia assenza e andrai benissimo”.

      Ciao, a presto! 😀

  12. Buongiorno Christian
    Io ho sempre difficoltà con la stesura del nono capitolo che precede il finale. Non so tu…
    Mi ha sorpeso il fatto che il padre abbia “scelto” (unilateralmente) di dire alla figlia di bruciare le lettere. Che fa? Lancia la pietra e nasconde la manina?
    Un motto dice che finché c’è vita c’è speranza, io penso sia altretanto vero e importante “finché c’è speranza c’è vita”.
    L’amore per la figlia è ridondante, è la premessa per queste lettere.
    Dunque voto speranza 🙂

    • Ciao Maria,
      stavolta ho avuto più difficoltà con la stesura dell’ottavo capitolo. Il penultimo però è sempre molto importante.
      Ho scelto di far bruciare le lettere perché penso che, dopo certe disgrazie, bisogna trovare la forza e il coraggio di andare avanti senza guardarsi indietro. Non bisogna dimenticare, ma non si deve nemmeno rimanere ancorati a un brutto passato. Ho cercato di anticipare il concetto con la metafora della bici. “Guarda avanti, non ti accorgerai della mia assenza e andrai benissimo”.
      Ho proposto l”Amore” con opzione, che effettivamente è il tema principale dell’intero racconto, ma stavolta l’avrei trattato diversamente. E’ difficile spiegarlo senza rischiare di rovinarti la sorpresa per l’ultimo capitolo 🙁
      Grazie per la lettura e per la tua onesta e preziosa opinione. A presto! 😀

  13. Ciao Cheistian, ho letto qualche commento e ci tenevo a dirti che la drammaticità secondo me non è stata così tanto fuori posto. Sono lettere piene di significato, di esperienza, di vita e credo sia normale facciano respirare aria di tristezza, perché questo padre non ha avuto una vita facile.
    Nonostante questo la vita gli ha dato una seconda possibilità, un motivo per andare avanti e l’amore per la sua famiglia è stato più forte del dolore.
    Penso quindi che dietro alla tristezza, alla malinconia, al dolore ci sia molto di più, ma grazie a tutto questo assume un significato più profondo, che è compito del lettore cogliere.
    Questo è solo il mio parere, ci tenevo solo a dirlo…
    Comunque anche questo capitolo mi ha colpito come sempre, non finirai mai di stupirmi… La cosa che mi ha lasciato un po’ perplessa è la richiesta di distruggere le lettere, capisco non rappresentino chi davvero era il padre ma comunque contano molto per la figlia, sono preziosissime e contengono frasi profonde che avranno aiutato questa bimba a crescere e che non vorrà mai dimenticare…
    Sicuramente hai una motivazione giusta per avere inserito questa richiesta comunque, e in parte l’ho colta, solo non mi sembra del tutto giusta…
    Alla prossima, e complimenti davvero per tutto 🙂

    • Ciao Naomi,
      sono davvero contento che tu abbi colto in pieno il senso di quello che ho cercato di comunicare. Io volevo scrivere una storia d’amore non convenzionale (padre-figlia, appunto) basata sul contrasto tra una vita difficile e l’amore incondizionato che un padre può provare per la sua bambina.
      Ho scelto di far distruggere le lettere come raffigurazione simbolica del “voltare pagina”. Non serve crogiolarsi nei ricordi del passato. Meglio concentrarsi sul futuro. Il nostro papà l’ha imparato a sue spese 🙂
      Grazie mille Naomi, sono contento che ti sia piaciuto quello che ho scritto finora 🙂
      Ciao, a presto! 😀

  14. Ciao. Voto per il male minore: un lago di lacrime. Però speravo proprio che dopo questa lettera (che poteva essere su droga o alcool e invece è stata sulla depressione. Temi belli leggeri) il tono si potesse risollevare. È sicuramente necessario parlare di queste tematiche, e una lettera su questo è doverosa; ma direi non più di una. Sonny ha pur sempre una madre, e sarà lei a farle gli altri discorsi che servono.
    Certo, il messaggio finale di queste parole è positivo e speranzoso, ma la tristezza di questa storia è quasi esagerata: tutte a lui! Muore la madre, il padre diventa un alcolizzato, lui deve mollare la scuola (anche se a 11 anni dubito si possa), il migliore amico se ne va, l’istruttore di pugilato muore. Anche solo due di questi avvenimenti avrebbero spezzato un bambino così piccolo :/
    Quindi, per favore, non esageriamo con le lacrime perché credo proprio che Sonny non ne abbia bisogno. Le avrà ben versate tutte, e a 17 anni bisogna anche sorridere un po’ e parlare di temi più allegri (e ugualmente importanti) 😀
    Non dimenticare che queste sono le lettere di un padre a una ragazzina, non le tue per noi e per le nostre, di lacrime. Lo scopo principale non deve essere quello di commuovere i tuoi lettori, credo.

    Anche se tutto questo sembrava una critica, voglio dirti che sto comunque apprezzando questa storia, e che attendo il prossimo capitolo con una certa curiosità per il tema che vorrai trattare 🙂
    A presto!

    • Ciao Chiara,
      non sei la prima a dirmi che avrei dovuto scrivere qualcosa di più allegro… Se più lettori mi fanno la stessa osservazione vuol dire che ho sbagliato qualcosa.
      La tristezza di queste lettere è solo una conseguenza dell’autobiografia del padre. Morte, abbandono di amici, depressione, alcool… Ho avuto a che fare con certe esperienze in modo molto diretto, o comunque ho visto certe situazioni coi miei occhi. Non penso di aver esagerato nell’inventare il background del padre. Sicuramente ho sbagliato nel mettere certe tematiche in queste lettere.
      A 11 anni non si può mollare la scuola, era sottinteso che il padre ha iniziato a lavorare dopo, finite almeno le elementari 🙂
      Sinceramente non miravo a commuovervi. Volevo solo scrivere una storia d’amore, e per farlo ho cercato di puntare su un contrasto: un padre che, nonostante le ingiustizie della vita, riesce ad amare una figlia con tutto se stesso.
      Sicuramente ho sbagliato, me ne rendo conto. Vorrei solo che voi lettori non vi facciate un’idea sbagliata del mio intento. Non era assolutamente mi intenzione scrivere un melodramma. Cercherò di scrivere cose più allegre per gli ultimi due capitoli.
      Non farti problemi a farmi certe osservazioni. I commenti come questo sono proprio quelli che ci permettono di crescere 🙂
      Grazie di tutto, ciao! 😀

      • Ciao Christian e scusa se mi inserisco.
        Ho letto il commento di Chiara, che condivido..
        Per me, quello che è sbagliato è “la prospettiva che hai scelto” per raccontare certi fatti autobiografici del padre – è il modo non tanto il contenuto in sé. L’ha evidenziato bene Chiara quando scrive:
        “Non dimenticare che queste sono le lettere di un padre a una ragazzina, non le tue per noi e per le nostre, di lacrime. Lo scopo principale non deve essere quello di commuovere i tuoi lettori, credo.”
        aggiungo io, neanche di scriverne di cose allegre per accontentarci.
        E’ ora che il padre si chieda, prima di scrvere a sua figlia, se sia giusto il tono usato e come potrà ella – giovane con tutta la vita davanti – reagire a un testamento spirituale pieno di tristezza.

  15. Non ho scelto, perché, scusami ma non si può scegliere tra tre opzioni così.
    Sono d’accodro con Maria che avresti dovuto dare un po’ più di spazio al risollevarsi dopo l’abbattimento totale, per esempio il padre avrebbe potuto dirle cosi aveva fatto scattare il lui la scintilla del ritrovare la voglia di vivere.
    Non so cosa hai previsto tu, io immagino che le ultime due lettere, che saranno le ultime parole che potrà indirizzare alla figlia, dovrebbero essere ispirate al futuro, alla speranza, ai progetti, alla gioia di esistere.
    Curiosa di vedere come le hai immaginate tu queste due ultime missive

  16. Ciao Christian,
    Capitolo toccante e abbastanza duro per la piccola adolescente. Tuttavia certi temi sono indispensabili da affrontare, così come lo è la parola di un padre che non ha nient’altro per far sentire la propria voce.
    Opto per un lago di lacrime. Mare ed oceano temo siano troppo per la ragazzina! 🙂

    Ciao, alla prossima!

    • Buongiorno Danio,
      in molti mi state dicendo che sto toccando temi troppo pesanti per una ragazza così giovane. Penso che certe tematiche ti colpiscono sempre troppo presto. Siamo sempre troppo giovani e innocenti per le ingiustizie della vita.
      Sulle tre opzioni, mi rendo conto che avrei potuto presentarle diversamente, ma per ragioni di tempo e di trama stavolta è andata così.
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  17. Boh, direi un lago di lacrime, vuole salutare la figlia o ha intenzione di deprimerla? 😀
    Il capitolo è sempre molto toccante. Alcune cose non mi hanno convinto del tuto: la reiterazione del ‘perdere tutto’, mi dà l’aria di essere stata scritta in modo più esaustivo per poi venire rimaneggiata per esigenze di spazio. Personalmente l’ho trovato un po’ precipitoso e poco circostanziato: se perdi tutto tocchi il fondo. Se poi ri-perdi tutto, significa che nel frattempo ti sei risollevato, ma questo non lo scrivi quindi l’effetto per chi legge… no, scusa, l’effetto *per me* è:
    “Ho toccato il fondo. Poi ho toccato il fondo. Infine ho toccato il fondo”.
    Molto bella la giustificazione del fatto che non abbia regali.
    Sono così, questi capitoli: filosofia spontanea che arriva drita al cuore.

    Ciao a presto

    • Ciao Jaw,
      mi piacerebbe riuscire a scrivere lettere che faccino stare bene Sonny e che, al tempo stesso, commuovano voi lettori. Rendere triste la ragazza è ben lontano dai miei intenti.
      Per quanto riguarda la reiterazione del “perdere tutto”, come hai intuito tu era sottinteso che tra un “ho toccato il fondo” e l’altro il padre intanto si fosse rialzato.
      Lo scrivo meglio qualche riga sotto: “Mi sono sempre rialzato, trauma dopo trauma. Sempre in piedi, sempre a testa alta. Ogni volta però, qualcosa mi colpiva”.
      Ho notato che sei molto attento alle ripetizioni (che sono il mio punto debole). Apprezzo le tue osservazioni e cerco sempre di metterle in pratica.
      Per esempio, in questo capitolo ho cercato di limitare al minimo gli aggettivi possessivi 😉
      Grazie per la lettura e grazie per tutti i consigli, sempre stimolanti e davvero molto apprezzati 😀
      Ciao Jaw, a presto! 🙂

  18. Ciao Christian, un altro episodio pieno di significato.
    “Le brutte esperienze fanno parte di noi, ci formano e condizionano il nostro modo di agire, certo. Ma è normale. Arriveranno anche momenti meravigliosi, le gioie, raggiungerai i tuoi traguardi. Quel giorno sarai contenta di non aver mai mollato, di aver sempre tenuto duro. Quelli saranno i veri momenti che non potrai dimenticare.”
    Meravigliosa, questa è la parte che mi ha colpito di più…
    Voto per un oceano di lacrime, controcorrente…

  19. Boh, facciamo un mare.
    Essendo fatalista, mi è venuto un dubbio.
    Sono passati anni da quando il padre ha iniziato a scriverle le lettere dando per scontato che i nonni siano ancora vivi, sebbene anziani (immagino). E se così non fosse? Dovrebbe in qualche modo scrivere in tal senso?
    Magari è un pensiero superfluo, ma è venuto così.
    Ciao Line,

    a presto

  20. Buongiorno Christian
    “Certe volte la felicità arriva in modo improvviso e inaspettato. Una bella giornata di sole, una persona che ti ama o una bambina che urla a squarciagola in ospedale.”
    questa frase – verso la fine del capitolo – sarebbe stata un bel inizio
    di questa lettera, davvero triste per il giorno di compleanno di una ragazzina di sedici anni.
    Questo episodio, seppur scritto bene, mi è piaciuto di meno degli altri. 🙁 🙂
    L’accento è stato messo più sul dolore che sulla speranza di superamento del dolore.
    una piccolezza. “…fece molta fatica a superare la cosa. Certe cose” non suona molto bene.
    al prossimo

      • Come ho cercato di spiegare sopra, non mi è piaciuto il contenuto, perché “L’accento è stato messo più sul dolore che sulla speranza (per me prova di amore) di superamento del dolore”.
        La figlia ha perso il padre in giovanissima età, ma mi chiedo a che titolo sia giusto marcare in continuazione il suo dolore, facendola piangere ad ogni sua lettera , per lo più di compleanno.
        Scusami -però me l’hai chiesto – come figlia, come donna e come madre, non trovo giusto che il padre, pure nella sua sincerità, possa mancare di sensibilità nei confronti della figlia.
        Per il resto… come ho scritto nel commento precedente, il capitolo è ben scritto.

  21. Ti avverto, se lo hai pensato, non ho perso nemmeno un episodio. Ma basta piangere e dirti quanto mi colpisci ogni volta, divento patetica… però stavolta dovevo scriverti, perché hai ricevuto una bellissima e meritatissima copertina. Complimenti! 😉
    Alcool…

  22. Ciao Christian,
    ma come mai la mamma parlava sempre quando lo ha visto la prima volta?!?!?! Lì per lì pensavo che fosse per scoraggiarlo dal buttarsi dal ponte, perchè aveva frainteso la sua posizione 😉
    Per il prossimo direi droga…ricordo che alle medie ci fecero vedere a scuola “Noi ragazzi dello zoo di Berlino”…a me non piacque per niente!!
    Ma solo perchè lo trovai del tutto agli antipodi rispetto al mio mondo…un film molto crudo in effetti, che probabilmente è un ottimo deterrente per chi dovesse avere una qualche tentazione…
    Ciao!

  23. Allora ho letto tutto i 7 episodi e … che dire, devo dire un buon lavoro davvero.

    Emoziona, giusto forse un filino ridondante ma è l’amore di un genitore e quindi ci può anche stare.

    Bravo/a! 🙂

    Mi è piaciuto molto il capitolo dell’amico africano.

    Sinceramente il padre non lo vedo come un tipo che fa uso di alcol o droga. Però la depressione è pesante e voterei per quella 🙂

    Ciao e … un buon lavoro. Complimenti.

    • Ciao Carlo,
      benvenuto tra i miei lettori 🙂
      Per rispondere alla tua domanda sottintesa: sono un maschio 🙂
      Come dici tu, il padre non è un tipo che farebbe uso di alcool o droghe, ma potrebbe aver vissuto certe cose non direttamente. In fondo è capitato un po’ a tutti.
      Grazie per i complimenti e grazie per la lettura, sono contento che ti sia piaciuto 🙂
      Ciao, a presto! 😀

    • Ciao Naomi,
      effettivamente ho cercato di andare un po’ più nel profondo un po’ alla volta 🙂
      Sei la prima che mi dice che le opzioni proposte sono tutte adatte all’età… Forse gli altri preferirebbero preservare “l’innocenza” della bambina il più a lungo possibile 🙂
      Grazie per la lettura, a presto! 😀

  24. Ciao, e complimenti per il tuo nuovo capitolo, si lascia leggere sempre molto volentieri.
    Per il prossimo ero indeciso. La depressione mi sembra un tema davvero forte per una ragazzina, anche se è vero che dicono che gli adolescenti ne soffrano parecchio. Così tra alcool e droghe ho scelto il primo, un’altra piaga di cui si parla molto in questo periodo.
    Ciao e al prossimo 😉

  25. Depressione.
    Toccante e scorrevole, come sempre.
    Nella parte iniziale noto ‘mie lettere’ ripetuto tre volte in poche righe.
    Molti possessivi, ‘miei vinili’, ‘tuoi peluche’, ‘tua madre’.
    Forse alcuni di questi si potrebbero evitare. Anche perché ci sta anche un ‘mamma’, se a dirlo è il padre. Anzi, in questo caso sarebbe ‘Mamma’. Io ti dico semplicemente la mia opinione, ciò che provo io leggendo, quindi non dargli valore assoluto, magari prendilo come uno spunto di riflessione che puoi anche rigettare in toto: il fatto è che in alcuni casi i possessivi hanno una funzione partitiva, discriminatoria: marcano la distanza tra individui (se una cosa è tua non è mia!)
    Le ‘mie lettere’ possono diventare ‘queste lettere’, ‘queste righe’, ‘tua madre’ può essere ‘la Mamma’ o anche ‘lei’, perché no? Perché ripeterlo ogni volta?
    Per esperienza personale, quando parlo con uno dei miei figli mi riferisco alla madre chiamandola ‘tua madre’ in due casi: quando scherzo o quando sono molto, molto arrabbiato. Lo scherzo è proprio dare l’impressione che io non faccia parte dello stesso entourage, me ne tiro fuori, è roba vostra, vedetevela tra voi! 😀
    Oh, funziona allo stesso modo tra me e mia moglie quando ci riferiamo ai figli: ‘tua figlia’ sottintende sempre un prendere le distanze dalla prole 😀
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      come al solito, mi hai fatto un’osservazione davvero interessante. Cercherò di limitare l’uso dei possessivi.
      “Tua figlia” / “Tuo figlio” è un cliché genitoriale. Un grande classico che non passerà mai di moda 😉
      Non farti problemi a farmi questo genere di commenti… Sono in assoluto le osservazioni migliori. Ti confesso che, dopo la pubblicazione di ogni capitolo, attendo il tuo commento. Sono sempre molto stimolanti.
      Per quanto riguarda le ripetizioni dovrò lavorarci un po’… (commenti compresi). Spesso però mi ritrovo senza sinonimi appropriati 🙁
      Grazie mille Jaw, ci sentiamo presto! 🙂
      Ciao 😀

    • Ciao Maria,
      hai proprio ragione nel dire che scrive “a una figlia quasi sconosciuta e idealizzata”, proprio per questo un po’ alla volta ho cercato di spostare l’attenzione dalla figlia al padre. Spero di aver fatto la cosa giusta. Mi darete conferma voi con i prossimi capitoli 🙂
      Ciao, a presto e grazie per la lettura! 🙂

  26. Quando sono arrivata c’era un bel 33-33-33, e ho rotto l’equilibrio votando per la depressione. Anche se avrei preferito continuare su un tono più allegro, probabilmente una lettera con questo argomento è importante – visti soprattutto i molti problemi di quest’uomo quando era ragazzo.
    Il racconto dell’incontro è molto strano (non mi sarei mai messa a parlare del tutto a caso con uno sconosciuto, avrei come minimo avuto bisogno di un motivo per attaccare discorso), ma è anche dolce e mostra il carattere diversamente forte di entrambi i genitori di Sonny 🙂
    Credo che lei possa superare la morte di suo padre, con accanto una madre così e con la consapevolezza di non essere sola.

      • Ciao Chiara,
        anche a me sarebbe piaciuto continuare su un tono più allegro, ma per una questione di trama dovremo spostarci su argomenti delicati.
        Mi rendo conto che l’incontro dei genitori sia molto strano al momento, ma vi chiedo di pazientare. Più avanti capirete il perché 🙂
        “Credo che lei possa superare la morte di suo padre, con accanto una madre così e con la consapevolezza di non essere sola”.
        Mi fa piacere che tu lo pensi perché lo scopo di queste lettere era proprio aiutare la figlia a superare la morte del padre e ad affrontare il resto della vita senza di lui 🙂
        Ciao, a presto e grazie per il complimenti 🙂 la copertina piace anche a me! 😀

  27. Ciao Line,
    sempre emozionante e incredibilmente scorrevole.
    Io opto per depressione.
    Alcol e droghe, ok, temi che alla sua età andrebbero affrontati. Ma forse anche prevenuti evitando i sintomi depressivi sul nascere.
    Almeno dal mio punto di vista.

    a presto

    • Ciao Fue,
      mi fa davvero piacere che tu reputi “scorrevole” la mia scrittura. Per me è davvero importante.
      Sono tutti temi molto delicati quelli che vi ho proposto, ma fanno parte del background del padre (o almeno è quello che ho in mente al momento).
      Ciao, grazie per la lettura 🙂

  28. Ciao Christian,
    visto che la nostra piccola si è addentrata in un’età complessa ho optato per le droghe. Sicuramente la famiglia avrà spiegato alla bambina cosa è bene e cosa non lo è, ma mi piacerebbe sentire il punto di vista del padre e come potrebbe provare ad affrontare un discorso simile.
    Bel capitolo.

    Ciao, alla prossima 🙂

  29. Ciao Christian, questo capitolo mi ha emozionato davvero tanto, era un condensato di vita.
    Il regalo mi ha colpito più di tutti gli altri, e ci ha portato un pochino sul tema dell’innamoramento tra i genitori…per questo ho votato per come si sono conosciuti… sia per una mia curiosità sia perché credo non ci sia bisogno di altro dolore, credo invece che il padre voglia raccontare alla figlia i momenti belli della sua vita più che le difficoltà, perché penso che anche lui come lei ami la vita.
    A presto 🙂

    • Ciao Naomi,
      come hai detto tu, il padre vuole raccontare alla figlia i momenti belli della vita, ma per farlo dovrà passare dalle difficoltà 🙂
      Sono contento che ti sia piaciuto questo capitolo 🙂 volevo fare qualcosa di più emotivo rispetto ai precedenti e a giudicare dai vostri commenti mi sembra di esserci riuscito 🙂
      Ciao, a presto! 🙂

  30. Un bel capitolo anche questo, incoraggiante e sicuramente sempre toccante, per la ragazzina. Per lei deve essere bello poter scoprire di più su suo padre da lui stesso, una volta all’anno 😀
    “Il solo unico sbaglio che si può commettere è non percorrere nessuna strada”. Una frase molto bella e vera 🙂
    “Ricordo anche che mi stringevi il dito”. I bambini appena nati stringono già le dita? Pensavo che lo facessero qualche mese più avanti.

    Il nome Sonny mi aveva fatto pensare che ci si trovasse in un English-speaking country e quindi non capivo il senso del corso serale d’inglese. Sonny allora sta per l’italiano Sonia?
    Molto bello il Sonny/Sunny!

    Leggendo mi sono chiesta perché avessi scritto “bajour”, e poi ho capito che (forse solo) a casa mia si sono sempre chiamate alla francese, queste lampade: abat-jour!

    • Ciao Chiara,
      vedo che state apprezzando la frase “Il solo unico sbaglio che si può commettere è non percorrere nessuna strada”, ne sono contento 🙂
      Ti posso assicurare, per esperienza personale, che i bambini stringono le dita anche con solo poche ore di vita alle spalle… e ho anche qualche foto che testimonia la veridicità delle mie parole.
      All’inizio anche io pensavo di ambientare questo racconto in un “English-speaking country” (solitamente mi piace dare un tocco internazionale ai miei racconti), ma poi ho deciso di mettere in pratica il gioco di parole Sonny-Sunny che mi ronzava in testa già da un po’. Il mio racconto ora è ambientato ufficialmente in Italia! Magari in Toscana… (vedi il commento di JAW).
      Anche io ero indeciso tra bajour e abat-jour. Ho preferito il termine “senza trattino”. L’ho trovato scritto in entrambi i modi a dire il vero.
      Grazie per la lettura e le osservazioni
      A presto, ciao! 😀

  31. Parlerà delle difficoltà della sua vita, così spezzo il plebiscito dei voti 🙂
    Ciao Christian,
    Molto carino l’aneddoto sul nome. Il padre è prodigo di buoni consigli, la lettura a tratti è molto toccante. Ho qualche riserva sull’utilizzo sei passati remoti: mi guardasti, disegnasti, nascesti. Sono assolutamente corretti, ma mi domando se non siano un po’ d’ostacolo all’empatia che queste lettere vorrebbero comunicare. Insomma, nel parlare comune non si utilizza spesso, il passato prossimo impera, e utilizzarlo qui rende (ai miei occhi) la comunicazione meno diretta. A meno che padre e figlia non siano toscani 😀
    Diciamo che è solo un mio dubbio, prendilo per quello che è, un pensiero a voce alta.
    Ciao a presto!

    • Ciao Jaw,
      adoro i lettori che vanno contro corrente! 🙂
      Mi aspettavo la tua osservazione sul passato usato per la narrazione. Concordo con te sul rendere meno fluente la lettura utilizzando il passato remoto. Il fatto è che queste lettere vengono scritte nel presente, da un padre che sa che verranno lette nel futuro, e raccontano aneddoti del passato… Insomma un casino. Ho generalmente usato il passato prossimo per la vita del padre e il passato remoto per gli aneddoti sulla figlia. Manca solo il passato di verdure. Tu-tun-cià!
      Sono contento che, almeno tu, ti sia soffermato a riflettere su questo.
      Grazie mille per la lettura e per l’osservazione, come sempre apprezzatissima 😀
      Ciao, a presto!

  32. Sì, parliamo d’amore, già che sta morendo non facciamogli riempire le lettere sempre di cose tristi.
    Il solo vero sbaglio è non percorrere nessuna strada. Ha davvero dei begli spunti questo papà, che parli di sé a questa figlia che non avrà altro modo per conoscerlo, mi sembra la cosa migliore.

    • Ciao Befy,
      sul non riempire le lettere di cose tristi ti do ragione, ma certi argomenti dovranno essere affrontati prima o poi.Pensavo di proporli più avanti, ma mi era venuta una mezza idea per dare una svolta al racconto.
      Sono contento che ti piacciano gli spunti delle lettere 🙂 si potrebbe dire che sto scrivendo queste lettere per il me stesso del passato in un certo senso…
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  33. Ciao Christian,
    direi che a 15 anni una ragazza comincia a pensare all’amore, e quindi sarà molto incuriosita da come si sono conosciuti i suoi…o almeno di sentire la versone del papà, perché magari quella della mamma la sa già 😉
    Concordo con Danio sull’aspettare anciravun pò per parlare di malattia e problemi della vita, anche se lei starà sicuramente cominciando a farsi delle domande….
    Molto bello il lapsus Sonny/Sunny…la ragazza del sole…
    a presto!!

    • Ciao Cinzia,
      la risposta alla tua osservazione è praticamente la stessa che ho dato a Danio 🙂
      Sono contento che ti sia piaciuto il gioco di parole 😀
      Menomale che ci sei tu a spiegarmi come funziona la complessa mente femminile… Ah, i misteri della vita! 🙂
      Grazie di tutto, a presto! 🙂

    • Ciao Maria,
      come hai intuito tu, volevo rendere le prossime lettere più autobiografiche, senza perdere di vista il tema del racconto , ovvero l’amore che prova il padre per la figlia 🙂
      Con ”tono da film americano” intendevo dire che Sonny ha pronunciato quella frase con solennità impostata 🙂
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  34. Scritto sempre bene, però questa volta mi hai messo in difficoltà con le opzioni 🙂
    Come tutti, mi sarei aspettato un altro regalo, che probabilmente ci sarà, però ci costringi a scegliere e allora ho votato per come ha conosciuto la moglie.
    Della sua malattia credo sia meglio aspettare ancora un paio d’anni, e appena prima delle difficoltà della sua vita. Scusa i suggerimenti, ma io farei così 😉
    Ciao e buona giornata.

    • Salve Danio 🙂
      Tutte osservazioni giuste le tue, ma la verità è che volevo dare una svolta radicale al racconto. Non lo sono ancora sicuro di questa scelta, quindi ho pensato di lasciare potere decisionale a voi lettori 🙂
      Non farti problemi a scrivermi certe cose comunque, preferisco un commento sincero a una falsa adulazione 🙂
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  35. Ciao Christian,
    anche questo capitolo é davvero toccante, sia nella prima parte, riguardo alla voglia di crescere che molti bambini hanno (anche se io non li capisco e ho sempre voluto rimanere bambina 🙂 ), sia nella profonda amicizia del padre, che augura alla figlia.
    Il regalo che le fa é dolcissimo, perché rappresenta tutto questo…
    A presto! 😀

  36. Ciao Christan,
    eccomi, stavolta sono un pò indietro con le letture…
    Altro capitolo molto toccante e pieno di sensibilità. …è proprio vero che i bambini non hanno bisogno di parole per intendersi. ..e poi senza le parole si osserva meglio lo sguardo e l’espressione di chi ci sta davanti, che spiega già tutto 😉

    Le opzioni stavolta non mi hanno convinta molto…cultura a 14 anni? Io avrei detto più “ragazzi”, ma forse quelli lo lasci per dopo : D

    • Ciao Cinzia! 😀
      non parlarmi di letture arretrate che mi viene da piangere…
      Lieto che ti sia piaciuto anche questo capitolo 🙂
      Non è la prima volta che mi dite che la cultura non è un’opzione appropriata… Strano, io invece se avessi un figlio ci terrei particolarmente a trasmettergli l’amore per la cultura ._. Ma forse avete ragione: 14 anni è ancora presto…
      Ciao, alla prossima e grazie per la lettura! 😀

      • No, non fraintendermi, la cultura va insegnata eccome!!!
        Quando ho parlato della Cupola di S. Pietro al mio bimbo di 5 anni e mezzo è voluto andare a Roma a vederla, e si è pure sorbito più di un’ora di coda!!!
        Solo che non lo so: un’intera lettera sulla cultura forse fa troppo “libro di testo” e potrebbe annoiare, forse la cultura è più bello viverla che raccontarla, più di altre cose…E poi le ragazze di 14 anni, mah….mi sa che pensano ad altro, soprattutto oggigiorno 😀
        magari puoi infilare un po’ di cultura in una lettera che parla di altro 🙂

        A presto!!!

  37. Ciao Christian,
    Capitolo molto delicato e profondo.
    Molto bello il senso dell’amicizia profonda rinchiusa nel dono di una palla. Per voler bene a qualcuno non serve nulla di complesso, solo il sincero affetto racchiuso nei piccoli dettagli. Quelli che fanno la differenza.
    Ho optato per la scuola perché avevamo rimandato quando era ancora troppo piccola 🙂

    Ciao, a presto!

  38. Ciao Christian
    Il capitolo scorre bene, anzi benissimo, alcune passaggi sono toccanti.
    Tuttavia… c’è il rischio che, nel prosieguo, il testamento spirituale di questo padre diventi platonico e idealizzato.
    La figlia cresce, gli anni passano, la vita può cambiare… e anche velocemente.
    Entrando nell’adolescenza, le lettere possono suscitare in lei, anziché tenerezza, molta rabbia per la perdita precoce di suo padre, può viverlo come un’ingiustizia. L’elaborazione di un lutto così forte può portare al rifiuto di leggerle, perché riaccendono ricordi, riaprono una ferita, insomma fanno male!
    Gli anni passano pure per la mamma, rimasta vedova giovane, non è da escludere il suo coinvolgimento in altri affetti.
    Avanti con scuola

    PS Non sei mai passato a leggermi: fai discriminazione di “genere – fiaba”? : D

    • Ciao Maria,
      lieto che tu abbia trovato scorrevole il capitolo 🙂
      Le tue osservazioni sulla drammaticità delle lettere sono più che legittime. Il fatto è che vorrei riuscire a scrivere delle lettere che risultino allegre per la figlia e al tempo stesso toccanti per i lettori. Ma mi sono reso conto che non è affatto facile… Come per ogni mio racconto precedente sto sperimentando. Penso che ci saranno dei leggeri cambiamenti nei prossimi capitoli.
      Se non sono ancora passato a leggerti, e credimi ne sono davvero dispiaciuto, è per una semplice questione di tempo. Lavoro a tempo pieno e i fine settimana sono impegnato a causa dei vari carnevali in cui devo suonare. Prima di avventurarmi in nuove letture voglio essere sicuro di riuscire a dedicarvi il tempo che vi meritate e ovviamente voglio dare una certa continuità al mio racconto (ho già saltato 2 pubblicazioni questo mese).
      Ti chiedo di pazientare ancora un po’, ma ti garantisco che leggerò anche te.
      Ciao, a presto! 🙂
      Ah dimenticavo di dirti che non discrimino affatto le fiabe: uno dei miei racconti precedenti è una fiaba! 😀

  39. Scuola e cultura direi di no, ha quattordici anni, cerca di evitare queste cose!
    Fumetti, quindi.
    Un capitolo toccante, l’immagine del pallone che passa di generazione così come gli atteggiamenti di padri e figli è a mio parere molto ben riuscita.

    Ciao a presto

    • Ciao JAW,
      quattordici anni troppo presto per la cultura dici? Io cercherei di instillare l’amore per l’arte proprio in quella fascia d’età, ma non avendo figli non saprei… Preferisco affidarmi alle opinioni dei lettori che hanno figli. Penso che questo racconto vi sia molto vicino.
      Per quanto riguarda l’immagine del pallone, vedo che hai colto in pieno la metafora. Certe cose non sfuggono mai al tuo radar.
      Grazie per la lettura papà-JAW, mi fa sempre piacere 🙂
      Ciao, a presto! 😀

  40. Ciao Line,
    io insisto con i fumetti.
    Ho trovato il ragazzo di colore che gioca a basket un leggero clichè, ma solo perché non sono mai riuscito a criticarti nulla. Una bazzecola sia chiaro, anche perché ho apprezzato davvero tanto la definizione dell’amicizia. Io credo che la qualità vada ricercata in qualsiasi contesto. Ogni attimo consumato nella vita dovrebbe essere impregnato di qualità, anche il più banale. E forse questo messaggio, almeno dal mio punto di vista, è quello più importante che un padre dovrebbe lasciare ai propri figli. Bravo.

    a presto

    • Ciao Fue,
      a dieci anni leggevo Topolino, a quattordici ho incominciato coi manga e le graphic novel. Ci sono varie fasce d’età con differenti tipologie di fumetti. Stavolta ho pensato a dei fumetti più maturi, ci tenevo a precisarlo 🙂
      Anche io ho pensato che il ragazzo di colore che gioca a basket fosse un clichè, ma mi serviva un gioco per far interagire il padre con Jeffrey.
      Concordo sul discorso della qualità. Me ne rendo conto ora che il mio tempo libero si è ridotto notevolmente. Quando sei costretto a dover scegliere come impiegare le poche ore libere che hai in una settimana ti rendi conto di cosa è veramente importante e cosa può essere tralasciato.
      Grazie per la lettura a per i complimenti 🙂 a presto! 🙂

  41. Ok, ok, lo confesso, voto sempre per quella che sono: una mamma quarantenne: Scuola; è l’anno in cui si entra alle superiori, non sarà una scelta che ti indirizza e ti costringe per la vita ma forse è la prima grande scelta nella vita di un bambino che sta per diventare adulto.
    Circondati sempre di persone che sanno ascoltare le tue parole, asciugare le tue lacrime e farti ridere, sempre e comunque: mi sembra davvero il miglior consiglio che si possa dare. E no, hai ragione non importa quanto tempo si passa con una persona ma la qualità di quel tempo. Si può essere così giovani e cosi saggi? 🙂
    All my respect, Mr Line

    • Ciao mamma-Befy 😀
      La scelta delle superiori è stata un trauma per me 🙁 a quattordici anni si è troppo giovani per scegliere quale diploma prendere 🙂
      Giovane e saggio? Sei troppo buona 🙂 Semplicemente mi ritrovo spesso a meditare e, a volte, arrivo a questo genere di conclusioni 🙂
      Grazie per la lettura Miss Befy. A presto! 🙂

  42. Ma no! Ha perso anche il suo migliore amico! Quest’uomo ha avuto veramente un’adolescenza terrificante, va detto eh. Jeffrey nome super americano anche nello spelling (in british “Geoffrey”)! Come mai, vista la provenienza?

    Comunque la storia con Jeffrey mi è piaciuta, e ho apprezzato soprattutto il finale del pallone, che è ancora presente nella vita di Sonny. Magari insegnerà il basket a qualche amica, a qualcuno che sappia “farla ridere nonostante tutto”. Ognuno di noi ha bisogno di una persona così, anche senza la necessità di comunicare a parole. Bravo 🙂
    Voto fumetti, perché mi sembrano adatti al tono della storia e ai 14 anni.

      • Ciao Chiara,
        non preoccuparti a farmi questo genere di domande 🙂
        il nome Jeffrey non è stato scelto a caso. Quando andavo alla materna nella mia classe c’era un bambino di origini africane. Non parlava e non capiva l’italiano, però rideva per tutto. Io ero l’unico a giocare con lui. Si chiamava, appunto, Jeffrey 🙂
        Tendo sempre a stringere amicizia coi discriminati e gli emarginati. Se avessi un figlio o una figlia vorrei trasmettergli questo aspetto del mio carattere.
        Sono contento che ti sia piaciuto il capitolo e conto di recuperare la tua storia appena gli impegni lavorativisociomusicali me lo consentiranno 😀
        Ciao Chiara, a presto! 🙂

  43. Ciao 🙂
    Bellissimo episodio: hai scelto di raccontare un’amicizia semplice e significativa. Questo papà ha dato un consiglio prezioso… “Ti auguro di trovare una persona come Jeffrey. Qualcuno che ci sia sempre e che sappia farti ridere nonostante tutto”.
    Bravo Christian 🙂
    A presto!

  44. Ciao Christian 😉
    Un bel capitolo sull’amicizia e contro tutte le discriminazioni, bravo davvero.
    Per il prossimo ho votato scuola. I quattordici anni segnano il passaggio da quella media alla superiore, una cosa non indifferente. Nuovi amici, nuovi professori, e via dicendo.
    Ti aspetto per il prossimo, buona settimana.

  45. Ciao! Approdo alla tua storia al quarto capitolo, e un po’ per caso, ma ne sono felice. L’idea è molto dolce, e un po’ mi ricorda “P.S. I love you” (di cui tanti anni fa ho visto il film); inserisci anche delle parti divertenti e così riesci a non far cadere il tutto nello sdolcinato, per fortuna – per bravura!
    Che vita difficile che ha avuto questo papà: dalla morte della madre, al bullismo, alla morte dell’istruttore. Tutte a lui, e alla fine muore pure. Beh, almeno le sue lettere sono piene di forza e di speranza 🙂
    E povero nonno / scimmione!

    Voto “amicizia”, perché credo che sia una parte fondamentale nella vita di una ragazzina tredicenne, e perché per l’amore mi sembra invece un po’ presto.

    • Ciao Chiara,
      benvenuta tra i miei (pochi ma buoni) lettori! 😀
      Ammetto di aver visto il film di P.S: I Live You qualche anno fa, ma l’idea per questo racconto ha origine diverse 🙂 semplicemente un giorno mi sono chiesto: “e se morissi oggi, cosa direbbe le gente di me? cosa mi lascerei dietro dopo il mio passaggio?”. Da questa domanda ho sviluppato il pensiero “e se a morire non fossi io ma un padre di famiglia? magari con figli piccoli… Cosa farebbe questo padre per loro? In che modo lasciare la nostra presenza genitoriale anche dopo la morte?”. Ed eccoci qui 🙂
      Le parti divertenti le ho inserite per sdrammatizzare 🙂 un po’ perché non volevo scrivere niente di melodrammatico e un po’ perché effettivamente un padre cercherebbe di portare un po’ di allegria con queste lettere 🙂
      Scusa lo spiegone, spero di non essere apparso come un borioso e narcisista sapientone 🙂
      Grazie per la lettura, mi fa piacere che tu abbia apprezzato i primi quattro capitoli 🙂
      Ciao, a presto! 😀

  46. Ciao!
    Bellissimo capitolo. Questo racconto è sempre molto dolce, sei proprio bravo. ^_^
    Ho votato amicizia. 🙂 Per l’amore è ancora presto.
    “Ti scrivo seduto su un letto d’ospedale, ma questo non sono io… La mia vera persona è racchiusa nell’inchiostro di queste lettere, nel loro significato e nella tua interpretazione.” Meravigliosa.
    Alla prossima!

  47. Ciao,
    amicizia decisamente!
    Le amiche del cuore sono importanti per una bambina/ragazzina: ricordando il periodo delle medie mi vengono in mente i pomeriggi che trascorrevo con la mia migliore amica, un po’ studiando, un po’ giocando.
    La tua Sonny sarà timida oppure no? Chi lo sa! Io sono stata molto timida e questo mi ha frenato in molte cose…Per questo, se dovessi scrivere io ad una bimba che sta per affrontare quell’età, le direi di buttarsi, di cogliere ogni bella occasione che la vita le offre, perché le occasioni perse non tornano più, e in futuro potrebbe pentirsene…
    Come sempre bravo Christian 🙂
    A presto!

    ps: io sono mamma, ma sono fuori fascia sia per sesso (ho un bimbo), che per età (molto più piccolo)

    • Ciao Cinzia,
      anche io ricordo con piacere le estati del periodo delle medie, passate a giocare per strada…
      Se potessi tornare indietro direi, proprio come te, al me stesso del passato di buttarsi con più convinzione in tutte le occasioni.
      Davvero un bel commento il tuo, mi hai dato spunti interessanti per il prossimo capitolo 🙂
      Ciao Cinzia, un bacione a te e al tuo bimbo! 😀

  48. Amicizia: tredici anni è l’inizio di quella fase della vita in cui gli amici sono tutto e senza amici non sei niente. Mi sembra importante cercare di spiegarle cosa è un vero amico, come lo si riconosce e come lo si tratta.
    Il capitolo è davvero tenero, di piacevole lettura, ma mi spiace contraddirti (o contraddire il defunto autore delle lettere): mia figlia ha dodici anni esatti oggi e, per quanto adori i nostri due gatti, ne apprezza le coccole, le strusciate, la compagnia, ma senso di responsabilità zero: se non ci penso io a nutrirle ste bestiole non ci pensano certo i bambini, e diciamocelo, anche il loro babbo ha tendenza a preferire il lato carezze! 😉
    A parte gli scherzi, ho davvero apprezzato il capitolo.

    • Ciao Befy,
      come già accennato al buon JAW, l’opinione dei lettori con figli sono particolarmente interessanti per questo racconto. Attendo sempre con una certa impazienza un vostro riscontro.
      Come già accennato al buon JAW (aridaje) l’animale per responsabilizzare la figlia è un’idea suggerita dai miei lettori.
      Sono contento che apprezziate questo racconto. Il rosa è un genere che non sento particolarmente mio… Sto cercando di essere il più spontaneo possibile.
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

    • Ciao Fue,
      sono contento che tu abbia ritenuto il capitolo coerente coi precedenti. In realtà sto andando lentamente a toccare tematiche sempre più pesanti in base all’età della figlia. Non è affatto facile rendere la transizione graduale, perciò grazie davvero 🙂
      Ciao, a presto 😀

  49. Amicizia
    No, no! Clamoroso errore! Mi spiace farlo notare a “papà” buonanima, ma sbaglia totalmente: non esiste animale che possa insegnare il senso di responsabilità ad una bimba di dodici anni! 😀 😀
    Beh, io scherzo, ma il ragionamento che si faceva in casa nostra, prima di andare al canile a prendere il botolo (anzi, la botola!) che ora fa parte della famiglia, era più o meno lo stesso. Risultato: il cane elemosina qualche minuto di svago a me! A me! Poveraccia!
    Episodio toccante, come sempre. La puzza dello scimmione l’ho trovata un po’ eccessiva.

    Ciao a presto

    • Ciao Jaw,
      l’animale per responsabilizzare i figli mi è stato suggerito da più di un lettore 🙂
      Grazie per i complimenti 🙂 Invece, la frecciatina al nonno l’ho inserita per sdrammatizzare… Penso che JAW non apprezzi, ma a Sonny serviva una risata dopo tante lacrime. Cercherò di limitare certe osservazioni per il futuro comunque.
      L’opinione dei lettori che hanno figli, per questo specifico racconto, sono particolarmente interessanti…
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  50. Interessante soprattutto uno spunto di riflessione che mostri in questo episodio, tra i tanti: lei aspetta le sue lettere e grazie ad esse può soddisfare almeno in parte la sua curiosità su un padre che non c’è più, così può conoscerlo e lui risponde alle sue “domande”; ma lui? chi può rispondere a lui? Lui non saprà mai cosa lei sceglierà, cosa lei farà… triste.

    Amicizia

    • Ciao AmoMarta,
      hai colto uno dei punti fondamentali del mio racconto. Dopo la morte del padre, la comunicazione diventa monodirezionale. Così come è triste crescere senza un genitore, è triste per un padre non veder crescere la propria figlia. Penso che, con la dovuta delicatezza, sottolineerò questo aspetto nel resto del racconto.
      Ciao, a presto! 🙂

  51. Un altro capitolo stupendo, mi ha colpito in particolare il ricordo dell’ultimo abbraccio, davvero di una dolcezza infinita…
    Ricordi tristi, ma che fanno sorridere e piangere al tempo stesso…
    Voto per amicizia, penso che negli anni delle medie sia stata una delle cose più importanti, e forse anche una di quelle che é cambiata di più nel mio caso…crescendo si cambia, a volte si hanno delle delusioni, e si riscoprono i veri amici che forse fino a quel momento non avevamo considerato così fondamentali 😉
    A presto 😀

  52. Ehilà, Christian 😉
    Altro bel passaggio, non c’è che dire. Questa volta hai insistito di più sul nonno scimmione, e io ho apprezzato. E come se tu avessi voluto spezzare, con un pizzico d’allegria, il filo di queste lettere struggenti.
    Ho votato per l’amicizia, credo che per l’amore ci sarà tempo, e quando avevo 13 anni non me lo ricordo più 😉
    Al prossimo e….bravo.

    • Buonasera Danio,
      grazie per i complimenti 🙂 Effettivamente ho insistito sul “nonno scimmione” per sdrammatizzare quello che altrimenti sarebbe stato un capitolo troppo melodrammatico. Nemmeno io mi ricordo cosa facevo a 13 anni per passare le giornate… Ecco perché ho chiesto a voi 🙂
      Grazie per la lettura, a presto 🙂

  53. Ciao Christian,
    mi dispiace di essere arrivata solo ora…mi sarebbe piaciuto leggere i capitoli di volta in volta, per assaporare ancora di più la dolcezza che contengono.
    Sono davvero bellissimi, profondi e sentiti, come se fossero davvero lettere scritte da un padre.
    Davvero meravigliosi, complimenti…
    A presto 🙂

  54. Ciao!
    Bellissimo questo capitolo sullo sport! ^_^ Bravo!
    All’inizio volevo votare fumetti. Io adoro i manga, grazie ai quali ho scoperto storie e personaggi meravigliosi (il mio pseudonimo è la prova del mio amore per queste opere 😉 ) … ppperòò, gli animali sono speciali! Da quando la mia cagnolina è entrata a far parte della famiglia, ha portato tantissima gioia e affetto.Così ho votato animali! 🙂
    Alla prossima! 🙂 🙂

  55. “Non lasciare che le cose brutte ti cambino la vita. Non diventare una cattiva persona.” Questa frase potrebbe diventare il motto della mia vita, se solo riuscissi a seguirne il consiglio. Capitolo dopo capitolo, la tua storia mi colpisce direttamente, come se le lettere fossero rivolte a me. Capisco cosa scrive il padre, fino in fondo. Il valore dello sport più sulla mente che sul corpo, la passione, l’impegno e la gioia nel vedere i risultati. Posso dire di sentirmi lusingata?! 😀 Sembra che in ogni capitolo ci sia un riferimento a quello che scrivo e questa cosa è davvero molto carina! Trovi sempre le parole giuste, non si inciampa nella lettura neanche una volta, il tono è quello giusto…sei davvero bravissimo! 🙂 Fumetti!

    • Ciao Erika,
      sto notando che la mia storia assume significati e profondità diverse a seconda di chi la legge. Tu sei una lettrice particolarmente sensibile a certe tematiche, vero?
      “Non lasciare che le cose brutte ti cambino la vita. Non diventare una cattiva persona.” Ammetto che questa frase era rivolta soprattutto a me stesso. Sto attraversando un periodo non esattamente felice… Piuttosto che lasciarmi abbattere ho deciso di buttarmi a pesce nel lavoro, nella musica e nella scrittura. Devo dire che stanno arrivando davvero tante soddisfazioni e non ho veramente tempo materiale per deprimermi 😀
      Come dice De André: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. I fiori oppure i funghi… ma con quelli ci fai il risotto quindi va bene lo stesso 😀
      Quindi cara Erika, ti conosco solo tramite The Incipit, ma sono sicuro che sei una persona meravigliosa. Ti piace quello che scrivo per il semplice fatto che sto smuovendo qualcosa che è già dentro di te. Su col morale e, davvero, non lasciare che le cose brutte ti cambino la vita.
      Ciao, un bacione. A presto! 🙂

  56. Ciao Christian,
    ho letto che c’è molto di autobiografico in questo capitolo, e lo trovo molto bello 😉
    Ogni episodio una perla di saggezza che il padre cerca di infondere alla figlia, proprio come farebbe se fosse vivo….
    Mi ha fatto ridere il commento di Befana, perché in effetti anch’io alla morte della madre ho pensato “Pure lei?!? Azz…!”…..qui ci vorrebbe il corno rosso d’emergenza, che è in dotazione al mio protagonista 😉
    A parte gli scherzi sempre molto ricco di sfumature.
    Anche io dico animali: non ne ho mai avuti, ma vedo che il mio bimbo (che è un po’ più piccolo…) stravede per i cani 😉

    Un saluto,
    Cinzia

    • Ciao Cinzia,
      inizialmente non voleva essere autobiografico questo capitolo, ma scrivendo mi sono lasciato prendere la mano e ho preferito assecondare l’ispirazione del momento 🙂
      Come già accennato a Befana, il lutto è un aspetto fondamentale del mio racconto 🙂
      Anche io da bambino volevo un cane 😀 ora ne ho tre e non potrei fare a meno di loro:)
      Ciao, grazie per la lettura. A presto! 🙂

  57. Ciao Christian
    Ben scritto, sensibilità non ti manca.
    Un piccolo appunto sulla prospettiva, per esempio la frase:
    ” Ma sei tu la vera protagonista di questa lettera. Scegli quello che ti piace, innamorati ancora di più e rendilo tuo. La boxe, pallavolo, calcio o danza classica… Scegli tu.”
    avrei preferito che s’interrogasse su una possibile scelta della figlia, in base a quello che sa sulla sua personalità, del tipo.” Mi chiedo cosa sceglierai tu ecc..” . inoltre, boxe, pallavolo e calcio vengono in mente più ai maschietti (almeno statisticamente parlando) o no? A meno che questa figlia voglia imitare “edipicament” il papà 🙂
    ciao
    a presto

    • Ciao Maria,
      interessante la tua osservazione sulla prospettiva, la terrò presente per i prossimi capitoli 🙂
      Io considero la pallavolo tipicamente femminile.. Ho scelto di proposito due sport più maschili e due più femminili apposta per non porre limiti a Sonny 🙂
      Grazie per la lettura, ciao, a presto! 🙂

  58. Lo sport come antidoto alla violenza e al degrado, quanto ne sentiamo parlare anche oggi!
    Ottimo capitolo, come sempre d’altronde. Ho votato per gli animali, e non solo perché ho un cane e tre gatti 🙂 ma anche perché a dodici anni potrebbe essere una buona idea renderla responsabile di una creatura da amare e curare.
    Ciao e al prossimo 🙂

    • Buona sera Danio! 😀
      Lo sport come antidoto alla violenza e al degrado… Sarà anche un cliché, ma mi è capitato di assistere a questo miracolo in prima persona.
      Nel mio caso è stata la musica a insegnarmi il valore della costanza, dell’impegno e della disciplina. E ovviamente la gioia della soddisfazione personale 🙂 Scrivendo questo capitolo in particolare ho messo molto di me… Solo che nel mio caso al posto dello sport si parla di una batteria 😀
      Proprio come hai detto tu, un animale potrebbe rendere più responsabile la nostra Sonny, e ovviamente c’è un non trascurabile fattore “coccole” da prendere in considerazione 😉
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  59. Fotografia, non lo so ma mi è sorta spontanea 🙂
    Piccola parentesi scema: ma scusa, ma sto poveretto, ma solo dei morti, morto lui, gli era morta la mamma, il coach… e che è !!!! Ok, la smetto. e chiudo la parentesi.
    L’idea delle scarpe da compare, e del gelato, è davvero tenerissima e deliziosa.

    • Ciao Befy,
      la fotografia offre davvero tantissimi spunti di riflessione e sarebbe un ottimo pretesto per far avanzare la trama 🙂
      Per quanto riguarda le morti, mi rendo conto che qualche maschietto si sia palpato i suddetti dopo aver letto i primi tre capitoli, ma il lutto è proprio il cardine del mio racconto. Come già accennato nel primo capitolo: “certe cose non si possono evitare”.
      Per il momento non sono previsti altri funerali comunque 😀
      Shopping per le scarpe e il gelato alla fine… Come se il padre fosse ancora vivo e l’avesse accompagnata a fare acuisti 🙂 Sono contento che ti sia piaciuta come trovata 🙂
      Ciao, ci sentiamo sotto al tuo racconto! 😀

  60. Ciao, voto per i fumetti e aspetto il seguito.
    Ho trovato più leggero questo episodio, rispetto ai precedenti. Più leggero nel senso migliore del termine, infatti ho sentito bene il desiderio di questo papà che cerca di dare qualcosa di molto importante alla figlia nonostante l’assenza fisica. Qualcosa che ha a che fare con la voglia di andare avanti e con la forza di non lasciarsi travolgere dalle cose tristi.
    Bravo 🙂
    A presto!

  61. Fotografia,
    Toccante, reso in modo convincente l’intento pedagogico.
    La giustificazione che fai scrivere al ‘papà’, il fatto di aver parlato solo di sé stesso, è un tuo dubbio? Pensi di parlarne troppo, hai paura che risulti uno spettro ingombrante?
    Non so, a mio personalissimo parere ci sta tutto: in fondo la bambina, anzi, la ormai ragazzina avrà un sacco di curiosità sul padre, qualunque informazione su di lui sarà molto ben accetta.
    Ciao a presto

    • Ciao Jaw,
      come al solito mi fai osservazioni giustissime e hai già capito dove voglio andare a parare.
      Come mai il focus si sta lentamente spostando sul padre? Per tanti motivi. Il primo è che effettivamente il padre vuole rispondere alla naturale curiosità della figlia raccontando il suo passato. Il secondo è che il padre non ha avuto una vita facile e vuole raccontare i suoi errori per fare in modo che la figlia non li commetta a sua volta. Il terzo motivo è che, semplicemente, tutto questo è funzionale alla trama.
      Ho giustificato questa cosa in modo esplicito perché il lettore potrebbe aspettarsi un contenuto diverso 🙂
      Sono contento che questa deriva ti piaccia.
      Grazie per la lettura e il commento interessante come al solito. Dai molta soddisfazione come lettore, sai? 😀
      Ciao, a presto! 🙂

  62. Da praticante di Thai Boxe voto per lo sport! Un’altra cosa che a volte mi aiuta a stare meglio. Molto toccante anche questo capitolo con la scena della nascita della bambina e i battibecchi affettuosi col suocero! 🙂 Sai veramente scioglierci con le parole…esattamente come sapevi farci paura in Ninna Nightmare! Bravissimo!

  63. Vorrei restare sulla creatività e scelgo la pittura. Certo un vero peccato che non abbia vinto la lettura di un libro, ma chissà magari glielo suggerirai comunque, prima o poi… siamo lettori noi, no? 😉
    Fa sempre piuttosto male leggerti. Questo è un bene. Significa che la tua idea arriva al cuore.

  64. Ciao Christian!
    Un po’ in ritardo, ma eccomi qui!
    Molto bello questo capitolo sulla musica e bellissima “Stand by me”.
    So che sto per dire qualcosa di molto nerd, ma pensando a quella canzone mi è venuto in mente Final Fantasy XV (soprattutto il finale TT^TT), così ho finito il capitolo in un mare di lacrime (No, vabbé, non proprio un mare, facciamo un laghetto).
    Bravissimo! Voto “sport”.
    Alla prossima! 😉

  65. Accantoniamo le arti, per la scuola c’è tempo: scelgo sport.
    Ciao Christian,

    Ed eccoci al secondo. Molto toccante, sentimenti resi bene. Un dettaglio: mentre l’amore per la bimba è al presente, per la madre scrivi “l’ho amata per questo”. Immagino che intendessi che è stato questo aspetto a farlo innamorare di lei.

    Ciao a presto

  66. Ho scelto lo sport, forse perché essendoci patologicamente negata non sono riuscita ad appassionarci i miei figli. 🙂
    Mi è piaciuto molto il rapporto col nonno, anche se fa un po’ all’antica il padre che aspetta fuori dalla sala parto. Un po’ fifone questo papà? 😉
    Christian, apprezzo molto la stima, ma ti scrivevo solo la mia personalissima opinione nel commento precedente, non pretendevo che la inserissi nel tuo racconto. Sai che mi hai fatto riflettere: dovessi “lasciare” una sola canzone ai miei figli non so proprio quale sceglierei. Sono troppe quelle che hanno lasciato e continuano a lasciare un segno.
    Stai riuscendo a scrivere col pathos senza eccedere con le lacrime, bravo!!!

    • Ciao Befy,
      il padre che aspetta fuori è effettivamente un concetto vecchio, ma mi servava ai fini della narrazione 🙂
      In questo capitolo ho deciso di inserire il tuo commento precedente… A dire il vero non è la prima volta che riporto un commento nel mio racconto. Il buon Jaw ne sa qualcosa.
      Semplicemente quando uno dei miei lettori mi avanza un’osservazione interessante mi piace renderlo partecipe. Consideralo una “gestione democratica della narrazione”.
      Il tuo commento metteva in risalto un’idea diversa dalla mia, mi è sembrato giusto prenderla in considerazione. In più era davvero bello e in un certo senso poetico. L’ho inserito nella lettera con molto piacere, spero non ti dispiaccia.
      Anche ErikaLP ha lasciato un commento interessante al primo capitolo e ho deciso di inserire anche lei.
      Se ti ha dato fastidio in qualche modo dimmelo pure 🙂
      Per quanto riguarda l’eccedere con le lacrime invece, come ho scritto nella prima parte: “Il dolore che provi diminuirà sempre di più, fino a sparire del tutto”. Col proseguire della storia il tono sarà sempre meno melodrammatico 🙂
      Ciao, a presto 😀

      • Hai inventato la democrazia partecipativa applicata alla narrativa. Forse dovresti brevettarla. 🙂
        Figurati se mi dispiace, volevo solo dire che non contavo imporre il mio punto di vista a nessuno.
        Il dolore, penso che il dolore di certe perdite non scompaia mai, si affievolisce, si impara a conviverci, si stempera nella dolcezza e nel riconforto del ricordo ma non penso possa mai scomparire. Ma immagino che il padre del tuo racconto lo spererebbe.
        Ciao

  67. Ciao Christian,
    altro capitolo molto toccante e pieno di poesia, complimenti!
    E poi direi che li meriti doppi, perché non sei genitore però dimostri una grande “sensibilità genitoriale”.
    Io ho votato d’impulso pittura, perché ogni tanto (anzi ogni tantissimo direi, più o meno quando ho del tempo libero per me…) mi diletto a dipingere.
    Saluti,
    Cinzia

    • Ciao Cinzia,
      grazie per i complimenti 😀
      Non sono genitore, ma se avessi un figlio e dovessi scrivergli una lettera scriverei esattamente le stesse cose che ho messo in questo racconto 🙂 Mi sono sempre piaciuti i bambini e penso che assisterli durante l’infanzia sia importantissimo.
      Anche io dipingevo quando ero bambino, e devo dire che mi manca tantissimo 😀
      Un bacione, a presto! 🙂

  68. Ciao! La tua storia é bellissima, mi ha emozionata davvero e da vera amante del genere rosa quale sono la seguirò volentieri! Spero che anche tu possa iniziare a leggere e seguire la mia storia : Luce. Ti aspetto ! 🙂

    • Ciao Lulu,
      grazie per la lettura, sono contento che il primo capitolo ti sia piaciuto 🙂
      Io non sono un grande amante del genere, ma penso che bisogna leggere di tutto prima di mettersi a scrivere 🙂
      Al momento sto seguendo molti racconti e sono in arretrato con un sacco di letture, ma appena mi sarà possibile leggerò anche Luce 🙂
      Ciao, a presto! 😀

  69. Ci vuole coraggio per trattare un tema così delicato, e tu lo hai trattato benissimo. Generalmente non leggo mai rosa (sai che i miei gusti sono MOLTO lontani da questo), ma sapevo che la tua non sarebbe stata una banale storiella d’amore. In vari punti mi hai fatto commuovere sul serio (voglio dire che mi è scesa qualche lacrima). Bravissimo, la tua capacità di adattarti a ogni genere è sorprendente…davvero complimenti. Voto musica, mi ha aiutato a superare momenti molto difficili…spero sia così anche per Sonny! 😉

    • Ciao Erika,
      grazie per esserci anche questa volta 🙂
      Il rosa non è il mio genere.. Non ne ho letti molti e non ne ho mai scritti. Volevo provare anche questo, però non ho voluto parlare dell’amore che lega due amanti..
      Mi dispiace di averti fatto piangere 🙁 forse ho esagerato 🙂
      La musica ti ha aiutato a superare momenti difficili? Già: i Rammstein fanno miracoli u.u scherzo 🙂
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  70. Rosa dopo l’horror? Che stranezza 😉
    Ammetto che non è il mio genere, ma visto il tuo modo di scrivere ho voluto darti un’occasione. è presto per dire se mi piace o meno poichè si vede che è proprio un’introduzione. Commenterò meglio nel prossimo.
    Alla prossima 😉

    • Ciao Werwolf,
      Non è stato un caso il fatto che abbia scelto di scrivere un rosa proprio dopo l’horror 🙂
      La sequenza cronologica è stata favola, horror, rosa… È stata una cosa voluta 🙂
      Anche io non sono un tipo da rosa.. Però ho voluto provare 🙂 speriamo vi piaccia 🙂
      Ciao, grazie per la lettura 🙂 a presto! 😀

  71. Ciao Christian,
    Dopo Ninna Nightmare ti ritrovo con un genere del tutto differente e ammetto che ce ne vuole di abilità per districarsi così tra generi differenti.
    Idea davvero molto bella questa delle dieci lettere, mi piace. Sebbene non possa fare paragoni sul ritmo, ti confesso che ho ritrovato in queste righe una similitudine con la storia appena conclusa, ed è una cosa che solitamente non apprezzo e che invece mi piace molto come resa da te: frasi brevi, ben calibrate, dritte al punto. Probabilmente non riesco ad esprimere al meglio il concetto; comunque è un complimento!
    Musica, perché confido sempre in lei quando immagino ricordi, futuro, vita, tutto!
    Bravo, alla prossima!

    • Ciao Veners,
      dopo un horror non potevo scrivere altro se non un rosa, no? 😀
      Come hai detto tu, ”frasi brevi, ben calibrate, dritte al punto”. Questa prima lettera era indirizzata a una bambina giovanissima e ancora emotivamente scossa.. Serviva uno stile molto semplice e facile da capire. Col proseguo della storia noterai un cambio di registro e di contenuti 🙂
      Grazie per la lettura e per i complimenti 🙂 ci sentiamo presto! 😀

  72. Ciao Christian,
    volevo da tempo leggere Ninna nightmare ma vedo che hai già concluso, accidenti!
    Comunque penso che lo leggerò ugualmente, magari con più calma, visto che sono un’amante del genere horror (e ho qualcosa anch’io nel cassetto).
    Ti ritrovo in una storia rosa, e ho visto che hai sperimentato anche altri generi…complimenti!!!
    Vorrei fare altrettanto anch’io, visto che un vero scrittore dovrebbe, secondo me, come un vero cantante o un vero attore, sapersi cimentare in campi diversi.
    Per quanto riguarda questa storia mi è piaciuto molto l’incipit: molto delicato e toccante…non so se sei padre ma credo che un genitore parlerebbe proprio così al proprio figlio.
    La scena del padre che lascia andare la figlia da sola in bici senza dirle niente l’ho vissuta proprio uguale io con mio padre 😉
    A presto,
    Cinzia

    • Ciao Cinzia,
      benvenuta tra i miei lettori 🙂
      Ninna Nightmare è un racconto davvero strano, e ammetto che non tutti i capitoli mi sono riusciti bene… me se vuoi leggere qualcosa di un po’ diverso dal solito penso che ti piacerà 🙂 ti avviso fin da subito che Ninna Nightmare non è un horror nel senso stretto del termine però.
      Per quanto riguarda lo sperimentare generi diversi devo dire che è davvero bello cambiare continuamente ed è davvero stimolante 🙂
      Tornando al capitolo, ammetto che non sono un gran lettore di rosa e non ne avevo mai scritti prima. Sono decisamente troppo giovane per essere padre, ma se avessi un figlio o una figlia le scriverei esattamente quello che ho messo in questo primo capitolo.
      Proprio come Sonny, anche io tornavo a casa sporco e coperto di sangue le prime volte che provai ad andare in bici. E proprio come Sonny, anche io caddi vittima dell’inganno del padre che ti lascia andare senza dire niente.
      Grazie per la lettura, sono contento che ti sia piaciuto questo capitolo 🙂
      Ciao, a presto! 😀

  73. Libri, me la gioco subito

    E dunque lo stai facendo davvero: affronti il Rosa. Complimenti per il coraggio, io non so se ci riuscirei. Mi piace il progetto che si delinea e mi piace il fatto che sembri un Rosa molto ‘sui generis’.
    Sono molto curioso

    Ciao a presto

    • Ciao Jaw,
      si: affronto il rosa. Però non volevo scrivere niente di banale lui ama lei, lei ama lui, lui ferisce lei, lei si arrabbia con lui, lui chiede perdono e vissero per sempre diabeticamente contenti…
      “sui generis” lo considero un complimento.
      Grazi per la lettura, a presto! 🙂

  74. Ciao Christian, come stai?
    beh, dopo questa lettura chiederti come stai è strano… 😉
    mi ero imposta di non leggere nuove storie, ne sto seguendo molte e io sono seria: seguo davvero, non quando capita e come capita. Sto riscontrando invece che ultimamente qui va di moda passare quando capita e me ne dispiaccio, ai miei tempi The Incipit era presa più sul serio. Tornando a te: ma che mi combini? Mi ero imposta, sì, di smettere, ma qui mi prendi sul vivo… mi prendi sul personale. Per cui ti seguo e mi faccio del male, va bene.
    Libri. Perchè al decimo compleanno le suggerirei una letterua per ragazzi che contenga tutti gli insegnamenti e i messaggi che in quel momento le serviranno e apprezzerà e che non potrò darle io.

    • Buona sera AmoMarta,
      tutto bene qui. Cerco anche io di seguire molte storie, ma è davvero difficile trovare il tempo di stare dietro a tutto.
      Ti prendo sul personale con questo racconto? Caspita, mi dispiace… Spero di non aver accidentalmente toccato una ferita ancora aperta.
      Se dovesse vincere l’opzione dei libri so già quale lettura suggerire alla piccola Sonny: un libro pieno di “insegnamenti e i messaggi che in quel momento le serviranno e apprezzerà e che non potrò darle io”.
      Scusa se ti cito 😉
      Ciao, grazie per la lettura 🙂 a presto! 🙂

    • Ciao Francesco,
      grazie per il complimento, sei troppo gentile 😀
      Tra libri, musica e film personalmente non saprei scegliere… Tuttavia il cinema è l’unione della scrittura e della musica, quindi dovendo scegliere probabilmente avrei optato per il cinema.
      Non preoccuparti per il “commento sbrigativo” 🙂 Mi basta sapere che ti sia piaciuto quello che hai letto. Benvenuto tra i miei lettori 🙂
      Ciao, a presto! 🙂

  75. Ciao.
    Di solito non leggo i rosa, ma ho voluto fare uno strappo alla regola e ora sono contento di averlo fatto.
    Il tuo primo capitolo, oltre che scritto bene, è anche struggente, commovente, bravo davvero. Per il prossimo ho scelto musica, sono certo che ne caverai fuori un altro altrettanto bello.
    seguo 😉

    • Salve Danio,
      nemmeno io sono solito leggere rosa. Questo è il mio primo racconto sentimentale, ma mi piace sperimentare e vorrei provare un po’ tutti i generi.
      Benvenuto tra i miei lettori 🙂 ricambierò il favore della lettura appena mi sarà possibile. Purtroppo riesco a trovare a malapena il tempo per scrivere…
      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

  76. Ciao Chri,
    accidenti, ti attacchi a una roba rischiosa: difficile non eccedere nel melodrammatico e cercare di restare originali. I messaggi, lettere, video indirizzati, postumi, da padri, madri, mariti, fidanzati riempiono già tante pagine della narrativa e del cinema contemporanei. Ma hai tutta la mia fiducia! 🙂
    La scelta mi lasciava perplessa: lo sai, sono attempata e mi sono immaginata dover scrivere una lettera di questo tipo indirizzata a mia figlia, nel prossimo capitolo sarà per i suoi dieci anni. Non credo che parlerei né di musica né di libri né di cinema.
    Quindi ho scelto la musica ma in senso più largo: non le parlerei di canzoni, decida lei cosa le piace ascoltare. La inviterei ad ascoltare la musica, delle piccole cose: il vento, la pioggia, il mare, la sua risata, la voce delle persone che ama, il silenzio, ha una musica bellissima il silenzio. Sì, la musica di tutti quei momenti presenti che fanno la vita. E la musica dei ricordi.
    Ecco, vedi, mi hai già messo tristezza e sei solo all’inizio 😉
    Alla prossima

    • Ciao Befy,
      dici che mi sono avventurato in un racconto difficile da gestire? Spero di riuscire a creare un racconto accettabile 🙂
      Il tuo commento lo trovo personalmente interessante perché tu dici che se ti trovassi in questa situazione non parleresti di musica, libri o cinema. Io invece, al contrario, parlerei proprio delle passioni che mi hanno accompagnato fin da piccolo e che mi hanno formato nella crescita. Ovviamente non vorrei imporre niente, però cercherei di avvicinare mio/a figlio/a a questi mondi meravigliosi.
      Sicuramente la tua osservazione non verrà dimenticata.
      Se ti ho messo tristezza mi dispiace, ma in fondo è giusto così: volevo suscitare un’emozione che, anche se negativa, fosse tangibile. Proprio alla luce del fatto che questo capitolo ti ha reso triste ti invito a seguire il resto del racconto…
      Grazie per la lettura e il commento, ci sentiamo presto 🙂

  77. Ciao Christian!
    Ok, so già che piangerò molto leggendo questa storia.
    L’incipit è veramente dolce e commovente, e mi piace tanto l’idea delle lettere.
    (Mi ricorda un po’ la trama di un film che ho visto tempo fa, si chiamava PS. I love you – lì era il marito a lasciare delle lettere alla moglie, in modo che lei tornasse a sorridere e fosse felice anche dopo la sua morte.)
    Comunque, benvenuto nel “rosa”, collega! 😀 Sono sicura che scriverai un altro bellissimo racconto!!!
    Ti seguo e voto musica. Mi piacciono molto anche libri e cinema, ma sono temi che terrei per quando sarà più grande.
    Alla prossima! 🙂

    • Ciao Tia,
      spero di non scatenarti crisi di pianto eccessivamente violente 🙂
      Ammetto di aver visto il film P.S.: I love U, ma ti assicuro che l’incipit del mio racconto parte da tutt’altra idea.
      Un giorno mi trovai a pensare: cosa lasciamo dietro di noi dopo la nostra morte? E se morissimo prematuramente?
      Così ho iniziato a sviluppare questa trama. Ho sperimentato diversi generi, con diversi stili e diverse forme. L’unica forma che mi mancava da provare era quella epistolare, così ho deciso di strutturare questo racconto a lettere.
      Non sono un tipo da rosa a dire il vero, quindi mi servirà tutto il vostro aiuto! 😀
      Grazie per la lettura, ci sentiamo presto! 🙂

  78. Ciao Line,
    li stai provando tutti i generi eh?
    Una storia triste questa che sicuramente lascerà un messaggio positivo.
    Non leggo in genere storie di questo tipo, ma credo che stavolta farò un’eccezione.
    Ho votato cinema.

    A presto

    • Ciao Fue,
      si: voglio provare tutti i generi 🙂 non sono un tipo da rosa. Non ne ho mai letti molti e non ne ho mai scritti,ma mi pisce sperimentare. Non volevo scrivere una storia d’amore convenzionale, così ho scelto di scrivere qualcosa di diverso. Spero vi piaccia 🙂
      Appena riuscirò a manipolare lo spazio-tempo giuro che recupererò il tuo nuovo racconto, prometto.
      Ciao, a presto 🙂 Grazie per esserci anche questa volta 🙂

    • Ciao Maria,
      benvenuta tra i miei lettori 🙂
      Grazie, sono contento che ti sia piaciuto questo incipit. Subito l’idea non mi convinceva, ma mettendo qualche appunto su carta e facendo una prima stesura mi sono accorto che forse poteva funzionare. Speriamo 🙂
      Musica, scrittura e cinema sono le cose che adoro di più.
      Grazie per la lettura. Appena potrò ricambierò il favore dato che non ho mai avuto il piacere di leggere qualcosa di tuo 🙂
      Ciao, a presto! 😀

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