Storia di una vita vissuta a metà

30-04-2016

Caro diario (cara mamma),

Oggi sono passati dieci anni. Dieci anni da quando la mia infanzia è finita. Dieci anni dalla rottura della mia famiglia. Dieci interminabili anni passati a piangere la tua morte. Sì, mamma è già passato così tanto tempo. Per me, che ho ancora solo diciassette anni, è assurdo che ho passato la maggior parte della mia vita senza di te perché tu ci sei sempre stata: in ogni mia scelta, in ogni mio gesto, in ogni mia lacrima. Non mi hai mai abbandonata davvero.

Papà non è tornato a casa e Davide è stato tutto il giorno a studiare. Nessuno è andato alla tua tomba, nessuno ti ha portato un fiore. Senza di te non siamo più stati una famiglia. Io e Davide siamo praticamente due orfani. Papà non c’è mai, siamo noi due che ci occupiamo della casa e la tua mancanza si vede in ogni angolo. Manchi ancora a tutti come il primo giorno, ma ci siamo abituati a non farlo vedere.

Oggi a scuola è stato un giorno orribile. Abbiamo avuto un impossibile compito di italiano, ma credo che mi sia andato bene, tutto sommato sono pur sempre tua figlia. Celeste e Zaira hanno provato a tirarmi su di morale, ma è stato impossibile. Domani è il primo maggio e andremo tutti in campagna. Ho organizzato una specie di festa, spero vada tutto bene. Margherita e Carola non vanno molto d’accordo con i miei compagni di classe, ma siamo amiche da quando sono nata quindi non potrei mai non invitarle. Poi verranno anche dei compagni di classe di Margherita: i nostri amici di bevute! Non c’è niente di meglio di ubriacarsi con loro, finiamo sempre in situazioni surreali e domani non farà eccezione. Lo so, non ti fa piacere sapere che la tua piccola Gemma vada in giro ad ubriacarsi, ma sono giovane e con lo spirito ribelle di papà. Dovevi pensarci due volte prima di sposarlo, dovevi pensare ai risultati che il vostro incrocio avrebbe dato. Davide ti assomiglia ogni giorno di più, ma tutti i suoi atteggiamenti e le sue inclinazioni sono uguali a quelle di papà. Io, invece, sono la copia esatta di papà, ma penso esattamente come te, o almeno così mi dice lo zio, però lo spirito ribelle di papà ha contagiato anche me. Spero ti piaccia la persona che sono diventata, spero che potrai essere fiera di me… Quanto mi manchi mamma.

Sai mamma mi sono allontanata da Alice, non ci parliamo più da un mese, ma oggi vorrei solo averla accanto a me anche se non sarebbe giusto nei suoi confronti. Lei farebbe di tutto per risanare la nostra amicizia, però io non posso. Sono sempre stata la sua subordinata, sempre tre passi dietro di lei, l’ombra a cui nessuno fa mai caso. Io non voglio più essere un ombra: voglio brillare, ma non potrò mai con lei accanto. Celeste dice che il mio è un pensiero egoistico, che mi sto comportando da stronza con lei, ma continuare questa amicizia è deleterio per entrambe solo che lei non se ne accorge.

Con quanta confusione butto i miei pensieri sulla carta? La tristezza e la disperazione mi fanno perdere il filo del discorso.

 Comunque per Celeste sono una persona volubile e scostante, ma mi vuole bene lo stesso. per lei sono solo io a vedere dei problemi con Alice solo perché ora preferisco stare con Margherita… ma Margherita c’è sempre stata in ogni momento triste e in ogni momento felice lei era al mio fianco ed io al suo. E’ stata al mio fianco quando te ne sei andata ed aveva solo otto anni. Con Alice ci conoscevamo poco e Carola ha dimostrato la sua vigliaccheria non rimanendo al mio fianco. Ora non siamo più amiche. Continuiamo a vederci, ma la nostra è un’amicizia vuota. Mentre non so cosa fare con Alice. Non so come parlarle. Non so come affrontarla. Non so più chi è. Lei non verrà domani alla festa, non l’ho invitata.

Parliamo di altro: continuare a parlare di Alice mi farà piangere ancora di più di quanto non stia già facendo.

Nella mia vita potrebbe entrare un ragazzo. La mia mente lo ha accolto, ma il mio cuore fa fatica a dimenticare Samuele. Per ora parliamo e basta, ma sappiamo entrambi che l’intenzione è un altra. Credo ti piacerebbe: è un tipo semplice ama l’arte e i libri, proprio come me, e suona pure il pianoforte, ma finché non mi libererò dei fantasmi del mio passato non potrò fare posto per lui. Immagino tu ti stia chiedendo il suo nome, ti accontento subito si chiama Graziano, è un collega di università del cugino di Margherita ed è due anni più grande di me. Spero venga domani. 

Forse sarebbe il caso di salutarti per oggi. La notte sta scendendo su questa parte di terra ed ho ancora tante lacrime da piangere in solitudine prima che il sole sorga di nuovo.

Buonanotte

Dalla tua cara Gemma

Chi verrà alla festa del primo maggio?

  • Samuele (0%)
    0
  • Graziano (75%)
    75
  • Alice (25%)
    25
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10 Commenti

  1. Ciao Giger
    Con un ritardo di sei mesi sono arrivata al tuo racconto.
    Ho letto i quattro capitoli e sono del parere che quello che hai scritto fino adesso meriterebbe avere più lettori. Il testo è scorrevole e descrivi molto bene lo stato d’animo ed i conflitti/contraddizioni della giovane protagonista. Gemma ha subito una grave e precoce perdita e deve affrontare, giorno per giorno, la complicata elaborazione del lutto. Manifesta il desiderio di disfarsi di vecchi modi di pensare, di sentire e di agire quando scrive che vuole “Una luce indipendente e forte, così forte da oscurare le stelle in cielo, qualcosa che posso trovare solo percorrendo la mia strada”. Tuttavia, si definisce “una sfigata, spirito ribelle” perché, in fondo, non ha una grande consapevolezza del proprio valore e del suo diritto alla felicità.

    PS Alcuni refusi qua e là ci sono ma non inficiano la lettura (si sa che un autore non è un buon revisore del proprio racconto 🙂 ). Da parecchio che non pubblichi, che tu abbia deciso di non scrivere più?

  2. “L’ombra a cui nessuno fa mai caso”, bellissima metafora che nasconde una profonda riflessione. L’idea dello stile narrativo sottoforma di diario mi piace molto 😉 voto Graziano per vedere Gemma sorridere; l’ex loro introdurrei più avanti per ricreare un conflitto che in un rosa deve necessariamente esserci 🙂
    Seguo volentieri.

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