Il protagonista in cerca di una storia

Capitolo 1

E’ una mattinata innevata e, come di consueto, sono diretto alla stazione dei treni. Il binario otto da cui parte il treno per Londra è affollatissimo, così come la mia mente. Salgo nel vagone numero quattro, mi accomodo su una delle poltrone in tessuto blu scuro e mi immergo nei miei pensieri. Di fatto, non mi accorgo di cosa succede attorno a me, né tantomeno sento il pianto incessante del neonato che la madre – seduta sulla poltrona di fronte alla mia – cerca di placare.

Ho la sana abitudine di mettermi le cuffie alle orecchie senza però ascoltare la musica. Strano, vero? Sono sicuro che vi starete domandando perché lo faccio. E’ molto semplice: in questo modo le persone non mi danno a parlare. Pensano che tu non possa sentirle, che la musica è così alta da farti viaggiare su un altro pianeta, che le note musicali ti tengano sveglio e allegro e di buon umore e ti facciano compagnia. Ed è vero, lo noto con i giovani: indossano quelle cuffie enormi, tutte colorate, muovono appena la testa a ritmo di musica – se proprio il sonno non ha la meglio –  e vedo i loro occhi volare lontano, le loro espressioni cambiare a seconda della canzone random che stanno ascoltando… chissà cosa pensano, mi chiedo spesso. Ci ho provato ad accendere la musica, sapete, ma proprio non mi piace la sua compagnia. Sono, forse, pazzo? A tutti piace la musica! Beh, tranne al sottoscritto a quanto pare. Sicuramente non sono il tipo che si spara Ed Sheeran a tutto volume nelle orecchie, soprattutto non alle otto del mattino mentre mi dirigo a lavoro.

Dal finestrino osservo la campagna londinese sfrecciare veloce e mi beo di quel meraviglioso paesaggio a cui non so resistere; potrei tranquillamente andare a lavoro in auto ed impiegare la metà del tempo per arrivare nella capitale, ma perché perdermi – ogni giorno – quello spettacolo naturale? Ecco, una cosa che dovete sapere di me è che amo la natura in ogni sua forma: coltivo un orticello dietro casa – con patate, pomodori, melanzane, limoni e arance! – e ogni settimana arricchisco il giardino con nuove piante o fiori. È il mio piccolo habitat, il mio luogo sicuro, il mio angolo di mondo, il posto in cui mi perdo e in cui passo piacevolmente del tempo.

L’orologio adesso segna le 8.45, il treno arriva alla stazione di King’s Cross in perfetto orario e io, dopo aver abbandonato il veicolo, mi faccio largo tra la folla che si accalca sulla banchina. L’ufficio in cui lavoro è a cinque minuti dalla stazione e dunque, ogni mattina, spendo cinque dei quindici minuti che ho a disposizione ad osservare tutto ciò che mi circonda. Sono un osservatore (badate bene, non un maniaco!). Scruto discretamente la gente, seguo i loro movimenti, cerco di immaginare cosa passa loro per la testa… mi aiuta, a volte, a non pensare al caos che c’è nella mia di testa.

Ogni giorno, incontro sempre la stessa tipologia di persone: donne e uomini ben vestiti, muniti di valigetta ventiquattrore che camminano impettiti e spediti verso l’uscita di King’s Cross; studenti che ridacchiano e parlano di lezioni o di fidanzati o di amici o ancora di videogiochi e maratone di serie tv; persone anziane che siedono semplicemente sulle panchine fuori alla stazione e guardano il passeggio, in effetti come faccio io. I loro sguardi pieni di storia mi fanno venir voglia di sedermi accanto a loro e ascoltare le loro vicende, a volte, ma il tempo limitato che mi è concesso per esaminare l’orizzonte è troppo breve. Così, trascorsi i miei cinque minuti di ricognizione, mi dirigo al palazzo della Price Industries. 

Di cosa si occupa la Price Industries?

  • Manifattura di nuove tecnologie (33%)
    33
  • Meccanica quantistica (17%)
    17
  • Ricerca scientifica e avanzata (50%)
    50
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21 Commenti

  1. È un inizio interessante. L’elemento fantascienza non si è ancora manifestato, ma il terreno sembra pronto per qualche sviluppo interessante. Ora mi aspetto proprio che il nostro protagonista abbia in serbo qualcosa di molto particolare, lavorando in un posto simile (di mio, avrei sperato fosse un dottore di qualche genere, ma pare stia vincendo l’opzione scienziato).
    Ti tengo d’occhio: continua così.

  2. Meccanica quantistica…

    Incipit interessante che caratterizza subito il protagonista. Le cuffiette sono un ottimo espediente per raccontarci la sua visione del mondo.

    Lui è un clone, ma non sa di esserlo.

    Aspetto il continuo.

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