Agenzia Governativa per il Controllo dei Capitali Privati

Dove eravamo rimasti?

Chi è venuto a cercare il signor Evans? Colleghi dell'Agenzia (50%)

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Mamma è papà si scambiarono uno sguardo stupefatto. Papà si sciolse dall’abbraccio e fece un passo verso la porta: “C-chi è?” chiese a Mary. La mamma era ancora lì, ferma a bocca aperta.

Manfred, che era ancora seduto a tavola, intravide dietro Mary un signore molto alto vestito da poliziotto che si faceva largo nella stanza; dietro di lui ce n’erano altri, le visiere scure dei loro caschi impedivano di vederne il volto, ma i riflessi delle luci di casa davano loro occhi taglienti.

“Buonasera dottor Evans – disse a papà l’uomo vestito da poliziotto – mi scuso per l’interruzione, spero abbiate già finito di cenare. Le devo chiedere di seguirci al Centro Accertamenti Reati Fiscali.”

“Cosa? Come dice?” disse la mamma rimettendosi a fianco di papà.

“Naturalmente chiedo scusa anche a lei, signora”, ma dal suo tono non si trattava d’una questione di etichetta.

“Capitano, è evidente che ci dev’essere un errore”, cercò di obiettare il signor Evans.

“Nessun errore, le chiedo cortesemente di seguirci al Centro Accertamenti Reati Fiscali”, gli oppose quello lapidariamente.

Calò un pesante silenzio: gli agenti del Corpo Speciale del Dipartimento a contrasto dei reati economici si erano sparpagliati all’interno della sala da pranzo. Manfred osservava affascinato le loro divise; i signori Evans erano impietriti, sul viso della mamma si era formata un’espressione di puro terrore: “Caro, ma cosa significa?” balbettò.

“Niente Milly, non ti preoccupare”, disse il papà cercando di abbracciarla

“Dottor Evans, le ripeto che deve seguirci al Centro Accertamenti. Adesso”, lo fermò il caposquadra non appena lo vide muoversi.

“Lei sta scherzando”, non era una domanda quella del papà, suonava più come un rimprovero. Manfred conosceva bene il tono dei rimproveri del papà e quello era un rimprovero.

Ma il poliziotto non conosceva papà e non capì che quello era un rimprovero: “No, nessuno scherzo, dottor Evans – rispose – ci segua.”

Due degli agenti si avvicinarono al signor Evans separandolo dalla moglie, gli portarono le mani dietro la schiena bloccandogli i polsi con le manette.

“Oscar… Oscar… voi non potete… – ripeteva incredula la signora Evans – Oscar è per il regalo? Hai detto che era una spesa autorizzata, non è vero?”

“Dottor Oscar Evans, lei è in arresto…” aveva iniziato a formulare il capitano della squadra del Corpo Speciale.

“Era autorizzata, vero?” continuava disperata la signora Evans; indietreggiò fino ad urtare la tavola ancora imbandita, il signor Evans rimaneva in silenzio.

“…con l’accusa di infrazione al divieto assoluto di accumulo di capitale, articoli 2 e 3 del Codice per i Reati Economici e relativi comma” concluse il caposquadra; poi si avvicinò alla signora Evans e le mise in mano una busta. Gli altri agenti intanto, scortavano il signor Evans fuori dall’appartamento.

E ora?

  • Nel silezio assoluto di casa Evans, uno speciale della Visione annuncia l'arresto (75%)
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  • Mary annuncia le sue dimissioni (25%)
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  • La signora Evans si sfoga su Mary (0%)
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38 Commenti

  1. Il tutto è ben scritto, lo sai fare davvero bene; ma ho un dubbio sulla trama.
    Riprende temi epoca personaggi e ambienti di Omuncoli ma i due sono inconciliabili: là i bambini, accompagnati dalle balie aliene, compravano uno dopo l’altro i giocattoli alla moda, qui il minimo acquisto futile è passibile d una pena di prigione.
    Mi piace molto la seppur minima vittoria morale di Marie sul finale.
    Ciao

    • Ciao Befana e scusa l’attesa, grazie perché sollevi una critica molto utile al mio lavoro.
      Le idee mi vengono un po’ alla volta, quindi sì, sicuramente andando a lavorare sui racconti ci sarà da limare per renderli più coerenti fra loro (ho scritto, prima di conoscere TheIncipit, un primo racconto con questo stesso scenario e ora vorrei scriverne un quarto che chiuda il ciclo, vediamo se ce la faccio).
      In realtà nella mia mente le cose andrebbero così: gli acquisti sono regolati da permessi, quindi tutto passa sempre attraverso l’Agenzia. Ci sono acquisti concessi e acquisti negati. Nel pacchetto che il signor Evans porta a casa non sappiamo cosa c’è, non sappiamo come se l’è procurato… e soprattutto non sappiamo quanto ha rubato prima di quell’acquisto.
      Il prossimo racconto però, sarà qualcosa di completamente differente, quindi ci tornerò sopra fra qualche mese. Grazie ancora!

  2. Ciao,

    Ah ah, quindi Mary è una collaboratrice. Ben gli sta, imparano ad essere arroganti.
    Simpatico, anche se ti confesso che ad una prima lettura non avevo collegato l’arresto alla possibile delatrice, ed è piuttosto strano, visto che l’avevo pure supposto in anticipo.

    Ciao a presto

  3. Io dico che Mary annuncia le dimissioni e penso che non sia estranea al trappolone che ha inguaiato il signor Evans.
    Solo una cosa non mi è chiara: se ‘gli acquisti erano proibiti’ per quale motivo esistono ancora i centri commerciali?
    Ciao, aspetto il finale

    • Ecco l’ultima puntata! Il sondaggio alla fine della nona puntata non è andato come volevi tu, ma ho inserito un aggancio all’interno della storia: lo sguardo fra Mary e Manfred può voler dire molte cose. Spero ti piaccia!
      Riguardo agli “acquisti proibiti”, non sono proibiti in generale, sono proibiti se non autorizzati dall’Agenzia, quindi i centri commerciali servono per chi ha l’autorizzazione. Grazie di aver sollevato il dubbio però, è una cosa che devo raddrizzare in altre storie (vedi ad esempio il mio precedente “Omuncoli” qui su TheIncipit) che si svolgono nello stesso scenario.

  4. Avrei detto che i più avessero votato per l’aneddoto. E invece, ad occhio, mi pare di essere l’unico. Un po’ un peccato: poteva essere più rivelatore che tante altre cose. Però suppongo che l’aumento vada altrettanto bene, specialmente se può essere l’occasione per generare un po’ di conflitto.
    Come per Omuncoli, un’altra storia sulla vena del fantascientifico-quotidiano (passatemi il termine). E devo dire che apprezzo.

  5. Ciao,

    Interessante storia, originale e coinvolgente. Nell’atmosfera generale mi ha ricordato certa fantascienza ‘classica’ degli anni ’60, ma i fatti da cui prende spunto sono purtroppo molto attuali. Aspetto il seguito e nel frattempo voto per l’aumento. La marcata vena razzista di papà e mamma Evans non aspetta altro per esplodere.

  6. Ciao! Mi piacerebbe avere una descrizione di questi profughi alieni e della famiglia, perchè ancora non ho capito chi è l’alieno e chi il terrestre! Ed ho il forte dubbio che il terrestre sia Mary… 😀
    Ammetto che io sto con Manfred e preferisco i puffi (che penso sia da dove hai tratto spunto) ai telegiornali noiosi! 🙂 seguo per capire che mai succederà, e voto per il notiziario, anche se sono in minoranza, ma chissà!

    • Ciao e grazie, intanto!
      Gli alieni (e quindi anche questa Mary) sono proprio alieni immigrati sulla terra (magari trovo un punto in cui spiegarlo; l’avevo inserito nell’altro racconto che ho scritto, “Omuncoli”, che ha lo stesso scenario, ma qua effettivamente ancora non l’aveva scritto).
      I puffi sono l’ispirazione, perché mi serviva una comunità tipo la loro, un po’ “comunista” ma non troppo.
      Grazie ancora della lettura e del commento, ora vado a leggere la nuova puntata dei tuoi “detti”!

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