L’ancora

Dove eravamo rimasti?

Riprendiamo da: Un ricordo. (59%)

La banchina

Ho avuto il mio primo attacco di panico il nove agosto del 2008. Ricordo molto bene quel pomeriggio.

Mio padre ha sempre pensato che essere un buon genitore si riducesse al rispetto della disciplina. Disciplina fondata sui propri bigotti e insensati canoni.

Credo di essere stata indisciplinata quel pomeriggio.

Lavavo i piatti ascoltando della musica e canticchiando. Dissi a mia sorella di venire in cucina e aiutarmi a riordinare con un tono di voce un po’ troppo alto per i suoi gusti.

Erano mesi che ce l’aveva con me. Avevo avuto l’ardire di uscire di casa per incontrare per la prima volta un ragazzo. All’infantile età di sedici anni, in un luogo poco rispettabile come la piazza principale del mio paese. Si potrebbe pensare che chiamare la propria figlia con dolci appellativi come “puttana” e trascinarla per i capelli fino a cacciarle la faccia nel cesso fosse una punizione abbastanza severa. O, se non questo, lo sarebbe di certo stata sputarle in faccia mentre con una mano la schiaffeggi e con l’altra le stringi la gola. Ma tutto ciò evidentemente non fu abbastanza per lui.

Quel pomeriggio mia madre era a lavoro e noi tre eravamo soli in casa. Bastarono poche, piccole obiezioni a “Non rispondere a tuo padre”. e “A cosa serve la musica quando lavi i piatti?” a scatenare la sua furia.

Mi prese per la gola con entrambe le mani e cominciò a stringere. Ma io non volevo essere più la sua vittima e cominciai a urlargli in faccia. Non ricordo cosa gli dissi di preciso ma ricordo gli schiaffi che ricevetti mentre urlavo e le urla di mia sorella minore che osservava, sgomenta, la scena.

Posai gli occhi su di lei e capii che tutto quello era troppo. Che non sarei più riuscita a sopportarlo. Il panico crebbe velocemente e a dismisura dentro di me.

I battiti del mio cuore divennero veloci. Facevo fatica a respirare.

Proprio come adesso.

Le mie mani cominciarono a tremare, incontrollabili, e le gambe a farsi molli.

Proprio come adesso.

La testa cominciò a girare e il campo visivo a riempirsi di tanti puntini bianchi.

Ora però le stelline bianche spiccano maggiormente poiché ciò che vedo è solo nero. Vedo tutto nero. E le mie mani sono fredde e intorpidite. E non riesco a muovere le braccia o le gambe. Nè tantomeno ad aprire gli occhi. E quando finalmente ci riesco tutto è immerso in una fitta coltre di nebbia bianca.

C’è una cosa, una sola cosa che acuisce ancora di più il mio panico: la consapevolezza di essere viva.

*

La Louisa entra puntuale nel porticciolo anche quella mattina. Per quanto Felipe si sforzi di tenere lo sguardo dritto di fronte a sé, i suoi occhi sono inevitabilmente attratti verso la scogliera.

Sono passate due settimane da quando ha soccorso la ragazza e ogni volta che passa dinanzi a quel luogo non riesce a fare a meno di assicurarsi che lei non sia di nuovo lì. Ma non c’è nessun corpo in acqua. Non oggi.

Felipe distoglie lo sguardo e, con i pensieri rivolti altrove osserva, come ogni mattina, lo spettacolo prodotto dal mix letale di Louis, alcool e mare.

Non appena la Louisa tocca la banchina, Louis crolla, sbronzo marcio, sulla sua sedia di plastica grigia e si addormenta. Non un attimo prima, né quello dopo. Certo è che mai, per nessuna ragione, Louis sbaglia un attracco. E mai resta sveglio abbastanza per assicurarsi che lui completi l’ormeggio.

Felipe si è sempre domandato come sia possibile dormire su quella sedia. È una sedia da giardino che, probabilmente, un tempo era stata bianca. Per sbaglio una volta, una delle prime volte che è uscito in mare con Louis, ci si è seduto sopra e ha quasi temuto che potesse collassare sotto il suo peso. A giudicare dall’espressione di piacere stampata sulla faccia rinsecchita di Louis, però, si potrebbe pensare che quella sia una poltrona morbida e soffice e, invece, non è altro che una vecchia sedia consunta. Trovata chissà dove. Finita lì per caso.

Il suono di una sirena lo riscuote da quei pensieri e senza esitazioni, Felipe si rimette a lavoro. 

Scaricare il pescato è compito suo. Trasporta cassa dopo cassa a terra nell’insolito caldo torrido di quel mattino e, quando ha finito, gronda di sudore.

Sta riprendendo fiato quando la massiccia sagoma di Hugo si dirige verso di lui. «Ragazzo! È tutta la mattina che ti cerco.»

«Oi, Hugo. Sai che siamo sempre gli ultimi a rientrare.»

«Lo so ma c’è qualcuno che ti cerca. Una ragazza rossiccia, bassina. Chi è? Hey! Aspetta!» Ma Felipe è già andato via. Percorre a passo di marcia la banchina finché non la vede e si blocca. La riconosce all’istante, anche se è molto diversa da come la ricorda.

I capelli sono più chiari. Di un particolare tono di castano ramato. E sembra più bassa, ora che è in piedi. I loro sguardi si incrociano e dopo una leggera esitazione lei si avvia nella sua direzione. A pochi passi da lui si ferma e lo scruta con i suoi grandi occhi marroni. «Sei tu Felipe?»

«Sim.»

Lei lo guarda per un attimo. Poi alza la mano e gli tira uno schiaffo potente e preciso sulla sua guancia sinistra. «Questo è per avermi salvata.»

Nel prossimo episodio:

  • Spietato cinismo. (19%)
    19
  • Sonora risata. (31%)
    31
  • Animata discussione. (50%)
    50
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348 Commenti

  1. Ecco finalmente ho letto (e riletto) tutto il racconto e non posso che aspettare e quindi scegliere di leggere il finale. Ho scelto il sussurro del vento. L’ho scelto perché mi ha fatto immaginare di essere su una barca, lontana, sull’oceano selvaggio. Mi ha fatto sentire il profumo della salsedine. È stata una storia densa e tormentata, la tua scrittura ha assorbito i miei sensi e acceso le mie sensazioni. Brava. Davvero.

  2. Odore di fiori, mi pare che in questo racconto gli aromi siano importanti.
    Dunque Louis non è nient’altro che un naufrago; è morto una volta sommando ai lutti l’odio sordo di un figliastro che ha trovato un modo più efficiente di elaborare il lutto. Un naufrago come Ambar e come lei ha scelto il mare come rinascita. E Felipe? E’ il trait d’union? La forza della speranza?
    Ottimo come sempre.
    Ma ti fai desiderare troppo! 🙂
    Ciao Ciao

    • Felipe è il cuscinetto, Moneta. Senza di lui Louis e Âmbar non durerebbero nemmeno trenta secondi. Sono, sì, anime affini ma fin troppo.
      Non saper azzeccare le tempistiche è sempre stato uno dei miei grandi difetti. Un altro, pensa un po’! Ci provo sul finale, ma non prometto nulla.

  3. Il sussurro del vento… come quello che mi ha trascinato sin dalle prime parole cariche di freddezza, quella di cui era impregnata la conversazione tra padre e figlio per poi condurmi tra lo sciabordio delle onde insieme al dolore di Louis che si è poi trasformato in speranza, quella di una nuova famiglia con Felipe e Ambar.
    Grande Trix.

      • Letto. 😉
        sei andata così in fondo che mi sono persa pure io ! ahahahahaha
        Mah, carissima, che dirti… facciamo che ti ringrazio e basta… stasera sono polemica di mio e tu sei così gentile che non vorrei sfogarmi con te per colpa di altri 😉 Ah, è tornato Napo, se può interessarti… lo trovi tra le storie appena pubblicate… lui vale sempre la pena di leggerlo 😉

        • Se ho detto stupidaggini, ed evidentemente l’ho fatto, hai il mio permesso per darmi dell’imbecille, gentile o no!
          P.S. Napo l’ho già letto da un pezzo. Caso ha voluto che avessi sia il sito che la mail aperta e la notifica non ha fatto in tempo ad arrivare a destinazione che io ero già lì. Seguo in disparte, per adesso, ma seguo, seguo. E chi se lo perde!

          • No, Trix, hai capito male ( ?) , sono arrabbiata ( si scrive con due bì?) con altri… ahahahah e dicevo che ho paura di prendermela con te che ti adoro invece!! ahahhah
            Lo segui in disparte? ummm… e riesci a evitare la sua ombra incombente? eheheheh
            In quanto alla tua analisi…. SIIII!!! hai perfettamente ragione. Arianna è ME. Eve e le altre erano la ME che vorrei essere e non sono. oggi sono io. 😉 peccato che nessuno lo apprezzi… ahahah anche perchè nessuno mi conosce! 😉 vabbè, in fondo è per questo che sono io. Scrivo in incognito…

            • No, mi sono spiegata male, la mia era una battuta male architettata. Non volevo indurti a rispondere bypassando (si scrive con la ypsilon, giuro!) la tua arrabbiatura e per averlo fatto in nome della mia gentilezza ti ringrazio il doppio, anzi, il triplo!
              Io trovo che chi non ci conosce sia capace di osservare tutte le nostre sfaccettature senza limiti, perché chi ci conosce magari le ha sotto gli occhi da sempre e le guarda senza riuscire più a vederle. E io ti apprezzo, per quello che vale!

  4. Felipe sta perdendo, vado matta per i perdenti e lo voto.
    Non so cosa commentare, non ho niente da dire su stile, atmosfera, eccetera, a me piace tutto. Brava. Ah, no, trovato! Eh, eh, hai scritto “Ambar tu..” con solo DUE punti di sospensione! Occhio, eh!! 😀

    Ciao Ciao

    • Io ci provo a scrivere nei tempi ma mi perdo sempre nella messa in opera.
      Mi hai quasi fatta emozionare all’altezza della parola “professionista”. Ma magari!
      Leggo di tutto e non vorrei mai smettere. In generale non amo molto i saggi e leggo tanti romanzi, di ogni genere, di ogni epoca e autore. Eppure studio qualcosa di totalmente differente (ingegneria civile), e mi piace pure. Ho sempre sostenuto che se mi dividessero a metà troverebbero da una parte ingranaggi e dall’altra pagine.
      Consigliami qualche titolo, mi farebbe tanto piacere.

      • Mah, per approfondire un po’ di elementi di scrittura creativa ti consiglio
        Donna Levin, con “Scrivere un romanzo.”
        Una lettura molto preziosa per comprendere nel profondo gli espedienti narrativi da utilizzare quando si scrive una storia.

        Per una lettura che insegna, nel vero senso della parola, poetica, intrigante, avvincente, superiore alla media: leggo assolutamente il romanzo
        Il segreto dei suoi occhi
        di Eduardo Sacheri

        e già che ci sei – ma solo dopo aver letto il romanzo giallo, altrimenti ti rovina la sorpresa – guarda anche il film, hanno trasposto cinematograficamente il romanzo

        Il segreto dei suoi occhi nella versione argentina/spagnola per la regia di Juan José Campanella. ( che per questo ha preso un Oscar a miglior film straniero)

        ( per carità non commettere l’errore di guardare la versione americana con Nicole Kidman, è da arresto… civile e cardiaco)

  5. Ciao,
    Quando – e non mi capita spesso – leggo racconti come questi mi domando chi è che decide che le librerie debbano essere invase da montagne di carta intrise di banalità scritte male quando ci sono persone che hanno qualcosa da raccontare, sanno bene come farlo e nonostante ciò sono lontani da una ribalta simile, a discapito loro e dei tanti lettori che avrebbero se solo venissero giustamente valorizzati.
    Complimenti. Si può percepire, quasi fosse tangibile, quanto ti piace raccontare e certamente lo fai molto bene. Mi piace la storia e soprattutto l’atmosfera, ammiro il modo In cui riesci a rendere in poche parole un’immagine, un’emozione. Finisco qui, non vorrei esaurire i 5000 caratteri, ma sappi che ti stimo.

    • Ciao, Jaw.
      Nella vita reale, dietro Trix intendo, molte persone mi ripetono da anni che ho una grave, grave mancanza verso me stessa, tra le tante: non ho idea di come accettare i complimenti. Rido, nego, faccio finta di nulla, abbasso lo sguardo e arrossisco. Mi è stato fatto notare che nessuna di queste è una reazione adatta, perciò, oggi ti risponderò con un semplice grazie.
      A presto.

  6. Indizio.
    Ciao Trix, sono stata trascinata dall’incipit per tutti e sei gli episodi senza mai fermarmi. La trama è molto intrigante e ben costruita, ma ciò che mi ha presa maggiormente è il tuo stile, il tuo modo silenzioso e delicato di afferrare il lettore e immergerlo nel vissuto dei personaggi, di fargli provare sulla pelle il loro stesso stato d’animo: la rabbia, il dolore, l’angoscia, l’impotenza, la rassegnazione, la paura.
    Sono contenta che tu abbia ripreso a pubblicare, perché penso che i tuoi personaggi abbiano il diritto di continuare a “vivere”, qualunque sia il destino che riserverai loro.
    Complimenti anche per la copertina.

  7. sono finalmente arrivato a scrivere il capitolo 6 anche io ma… ho trovato qualcuno più lento di me? tutto bene spero! attendo con vivo interesse il tuo 7° perché non ho nessuna intenzione di raggiungerti (non parlo di punteggio in quanto tu e Alessandra siete giustamente e meritatamente inarrivabili)
    à bientôt
    gianfranco

    • Caro Gianfranco, Alessandra di per certo non la eguaglieremo mai, neanche con l’intercessione di una qualche divinità maggiore a tua scelta. Ciò che posso dirti con sicurezza è che sono più lenta di te. Per ora.

  8. Ciao trix! Mi scuso per il ritardo, ma il lavoro mi ha impedito di leggere il tuo nuovo capitolo finora. Bellissimo! E soprattutto sono meravigliose le sensazioni che hai trasmesso attraverso la descrizione della casa di Felipe. Complimenti per a copertina! È meravigliosa! Io voto per imprevisto. Al prossimo! 😉

  9. Scrivi bene, rispetto alla media, mi hai ricordato Alessandra per certi versi…
    questa storia mi piace molto e anche la copertina. l’avevo già letta dal telefono ma è impossibile votare da lì, non funziona proprio, non il mio telefono questo sito. comunque ti seguo sei brava e le atmosfere sono bellissime.
    ostacolo

    • Nessuno ha indovinato l’ambientazione del mio racconto ma ci tenevo a dare un carattere a questa città meravigliosa.
      Che coincidenza. Spero di essere riuscita a farti ritornare lì per un attimo durante la lettura.

      • Assolutamente, mi sono trovato improvvisamente trasportato in una di quelle stradine di questa fantastica città.
        E poi colgo l’occasione per farti i miei complimenti per la copertina, sono soddisfazioni 🙂
        E’ molto bella (c’è pure il ponte sullo sfondo) e te la meriti e so che continuerai a meritarla, sei veramente brava a scrivere
        a presto 🙂

  10. indizio…
    mi sembra la scelta più logica x ritrovare Louis che è scomparso…
    brava. trix, bello questo capitolo….in particolare mi è piaciuta la parte in cui Felipe osserva la ragazza e i suoi tratti, restandone affascinato…
    complimenti!!!

  11. …mi spiace inserirmi solo ora, però nel prossimo episodio ci sarebbe stata meglio l’insonnia introspettiva dei personaggi e magari un accenno di tempesta per “testare” la tenuta dello strano equipaggio. Con “imprevedibile armonia” subito, anziché un racconto d’avventura potrebbe trasformarsi in un main stream o peggio in una commedia rosa – comunque proseguo a leggere… e vedremo gli sviluppi

    • I lettori hanno scelto quelle opzioni, io ho scritto di conseguenza. E fino a questo punto non mi sembra ancora una commedia rosa. Forse mi sto sbagliando io.
      La tempesta sta per arrivare, in ogni caso.
      Grazie di essere passato.

  12. Ciao, Trix! Magnifico episodio! E molto bella anche l’aggiunta del collegamento con la descrizione dei Pastel de nata! Io devo ammettere di essere molto indecisa questa volta. Vorrei votare per una nuova casa per Ambar, però vorrei anche sapere ancora di Louis, soprattutto perché ho un brutto presentimento su di lui a causa della tempesta in arrivo di cui ha parlato Felipe. Scelgo per la prima, ma spero di saperne di più anche sulla seconda. A presto! Bravissima! 🙂

  13. In un mondo perfetto cliccando il link sui pastéis de nata si potrebbe direttamente scaricare il dolcetto e gustarlo con la storia, invece resto a sbavare sullo schermo immaginandone il sapore. Mossa sleale prendere i lettori per la gola 🙂 Comunque, voto Louis, voglio capire cosa si cela dietro le sfuriate da vecchio asociale.

    • Gli odori erano il focus dell’episodio, sono felice che sia trasparito il mio intento.

      Provo a dare sempre il massimo ma scrivere di sentimenti così intensi mi coinvolge molto in prima persona. Forse questo pregiudica un po’ la scrittura ma io sono così. Prendere o lasciare
      Ti ringrazio per aver preso. Per ora!

  14. Voto nuova casa per Ambar. Anche se mi piacerebbe che fine fa Louis. Soprattutto perché, dopo quello che mi è sembrato un flashback, mi chiedo quali segreti terribili nasconda.

    Ciao 🙂
    PS: parto Lunedì e tornerò il 26 a notte, quindi mi sa che ci rileggeremo al ritorno dalle vacanze ^_^

  15. Premesso che comunque mi piacerebbe sapere di più su entrambi (personaggi molto belli nel loro carattere e descrizione più che altro), facciamo magari una capatina in una grotta di un tesoro forse ? o di un veliero ? Oggi ho visto linea blu. Ed ho visto posti in Italia fantastici. 🙂

    • Quasi non ti avevo riconosciuto con questa nuova foto, Valerio.
      E mi dispiace deluderti ma non ci sarà una caccia al tesoro in questo racconto. I protagonisti stanno solo cercando loro stessi. Saranno capaci di ritrovarsi?
      È questa la vera domanda.

  16. Seguo, mi piace come scrivi. Hai chiuso bene il secondo episodio. Ho trovato un po’ banale (e anche tu) la metafora sulla quiete prima della tempesta. “«Come potrei dimenticarlo quando il tuo sangue è rimasto attaccato alla suola delle mie scarpe per giorni?»” bella trovata. “Ad ogni tiro il puntino arancione si illumina tanto vicino ai suoi baffi che quasi temo prendano fuoco” mi piace.

    Ho scelto giro turistico del luogo. Naturalmente quel luogo è Cuba negli anni ’80.

    E tu l’ hai mai avuto un attacco di panico?

    • Sicuramente il mio racconto precedente era più esplicito. In questo bisogna scavare un po’ per afferrare tutto.
      Però se ti manca l’eros dovrò impegnarmi di più con l’avventura! Torna presto a scrivere, Linda.

  17. Qualcosa in più su Louis… please 😉
    Tu riesci a farmi vedere il mare, la linea d’orizzonte, le stelle quando è notte, sei molto abile, è sempre un piacere salire sulla nave con te. Però non condivido la scelta del cambio di PV, generalmente si cambia solo su scena, non su visione. Voglio dire che se scrivi in terza limitata, puoi per ogni scena essere nella mente di un personaggio, ma saltare dalla terza in prima persona è un po’ poco ortodosso… vabbè, bando alle ciance, gettiamo le reti e restiamo con Louis… in questo spettacolare viaggio d’oltremare.

    • L’intenzione era quella di ricorrere alla prima persona solo per capire meglio drammi e comportamenti di Âmbar. Per ascoltarli di prima mano da lei e non filtrati dall’occhio osservatore e attento di Felipe. In realtà è lui il vero narratore di questa storia.
      Qualcosa di più su Louis. Ci sarà da divertirsi.

  18. “C’è un momento, prima della tempesta, in cui il mare fa silenzio. Un attimo, un solo attimo in cui tutto si ferma, nel quale l’acqua inspiegabilmente si placa e l’aria diventa pesante, satura di energia” vale tutta la puntata, la riassume, la racchiude e la svela. Complimenti vivissimi. Ho votato per l’armonia.

  19. Il mio voto ha mandato in pareggio non due ma ben tre opzioni 😀
    Bella la parte in cui parli della tempesta e del mare mentre la lite è bellissima ma ho apprezzato un po’ meno il personaggio di Felipe. Si lascia scivolare addosso tutto, si perde un po’ tra le due forti personalità di Louis e della ragazza. Quando ci dirai il suo nome, a proposito? 🙂

  20. Insonnia.
    Hai dato alla ragazza e a Louis lo stesso tenore emotivo. Dovresti diversificarli. Tuttavia quando parli della “quiete” prima della tempesta, del silenzio del mare, ti dimostri abile osservatrice. Per scrivere bene si deve essere anche ottimi osservatori. Tu lo sei, non c’è dubbio. Devi solo approfondire le caratterizzazioni dei personaggi. Brava.

    • Mi piace focalizzare alcuni dettagli. Non so quanto io sia abile a renderli, di sicuro non abbastanza.
      Louis e la ragazza sono molto simili ma diversi nel profondo. Sarà presto chiara la differenza tra loro. Spero.

  21. Oooh bella questa parte soprattutto

    “C’è un momento, prima della tempesta, in cui il mare fa silenzio. Un attimo, un solo attimo in cui tutto si ferma, nel quale l’acqua inspiegabilmente si placa e l’aria diventa pesante, satura di energia. Poi d’improvviso un tuono, una folata di vento, le onde e una goccia. E la violenza si abbatte sul mondo come se quella parentesi di calma non fosse mai esistita.”

    Poi il crescendo della misoginia se così possiamo chiamarla di Louis è qualcosa di letteralmente epico! 🙂

    Brava! 🙂

    C’è un momento prima della tempesta in cui il mare è in silenzio!

    Ed infatti proprio per questo voglio passare dalla metafora ad una tempesta vera e propria! 🙂 Au revour! 🙂

  22. Ciao. 🙂 Decisamente io dico spietato cinismo. Devo dire che ho visto solo adesso questa storia e mi son piaciuti entrambi gli episodi. La trama è interessante e poi trovo molto affascinate il tuo modo di raccontare. Sai creare l’attesa al lettore. Complimenti!! Ti seguo. 🙂

  23. Consiglio tecnico:
    evita il centrato, è affascinante se usato con moderazione ma ora i miei occhi piangono ogni volta che cambio riga haha.

    Mi piace il fatto che i periodi sono molto brevi e ben staccati, mi ricorda molto il primo racconto che ho scritto qui su TheIncipit (e che ho già concluso ovviamente).
    Vai forte nelle scene di movimento e sei riuscito bene ad adattare il tuo stile a questo tuo punto forte.

  24. La sonora risata sarebbe l’opzione più inaspettata secondo me. Buona la caratterizzazione di Louis, gli aneddoti su di lui risultano molto interessanti e divertenti, danno alla storia quel tocco di leggerezza in più che manca visti i temi scottanti che tratti in ogni capitolo. Dovresti però, cercare di non iniziare le frasi con “ma”, una volta va bene ma l’hai fatto molte volte in questo capitolo. Prestaci più attenzione perché la tua scrittura è molto buona. Al prossimo capitolo 😀

  25. Continui con la tua descrizione che amo. Che scena brutta quella del padre. Anche e posso garantire che delle volte le parole fanno più male delle botte.

    Dettagli!

    Ad ogni modo congratulazioni! 🙂 Brava! Ho scelto l’animata discussione perché mi pare la scelta più probabile! 🙂

    • Napo, felice di averti qui. Genere più tranquillo.
      Sì.
      Forse.
      La formattazione è dettata solo dal pessimo gusto personale. Non mi sognerei mai di scrivere un poema. Spero non disturbi troppo ai fini della storia.

    • Bicchio, devo ringraziarti doppiamente per essere passato.
      Poco tempo fa ho letto l’incipit di una storia già cominciata. Poi, nel caos della metropolitana ho completamente dimenticato titolo e autore. Adesso l’ho ritrovata e vado subito a recuperare ciò che mi sono persa.
      Grazie.

  26. Ben particolareggiato! Questa è quel che definisco una storia bella e che quindi si fa raccontare senza apparire una enciclopedia! 🙂 Ti seguo senz’altro! Bello cacchio! 🙂

    Complimenti! 🙂 La descrizione della stanchezza della persona all’inizio, che suppongo essere la stessa donna dopo, è splendida come anche il dopo! Descritto la barca e la comitiva, poco ma bene! 🙂 Ripeto ti seguo! 🙂

    • Ciao Valerio, appena passata a leggere il tuo incipit, cacchio!
      Mi fa piacere che tu abbia apprezzato, ma hai ragione. Non sapevo che titolo dare e l’ho buttato lì. Azzurro del mare, azzurro del cielo, azzurro come Louisa, azzurro come (non posso ancora dirlo).
      Grazie per l’apprezzamento, mi ha fatto molto piacere.

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