Rebel 2315

Un mondo distrutto

Mi chiamo Malia Kornilov e sono il capo dei ribelli a Baku. Baku é una cittadina ricostruita sulle macerie della vecchia Mosca. La guerra nucleare ha fatto molti danni qui in Russia. Anche se non la si chiama più così, ma io ho avuto la possibilità di studiare. Sono rimasti pochi libri. Si dice che un tempo il mondo ne fosse quasi sommerso. Ma questa é una cosa che noi possiamo solo immaginare. Baku é in mano agli imperiali, noi siamo solo due migliaia di persone e viviamo in un cunicolo sotto la montagna. Nevica sempre qui, di continuo. La neve mi piace. Il gelo che punge sulla mia pelle mi fa sentire così … VIVA. Ma sto divagando … Accidenti, sono proprio una frana a scrivere. Non so mettere due parole in fila. Suppongo che migliorerò. Non sono mai stata brava, nemmeno quando andavo a scuola. Il maestro mi picchiava sempre … ma ora Liuba mi ha regalato questo diario e io mi sento in dovere di scriverlo. Liuba é il mio braccio destro, nonché mia sorella minore. Lei sì che ci sa fare con le parole. Per questo é l’addetta alle trattative diplomatiche. Insomma, qui a Baku é un disastro. La gente muore di fame per le strade. Io li ho visti. Vanno in giro a chiedere l’elemosina, si accalcano davanti al Palazzo Reale e vengono respinti. Inoltre l’esposizione troppo prolungata al Sole verde li distrugge: la pelle si brucia ed iniziano a cascare i pezzi. Impazziscono dopo poco tempo. Per questo ogni volta che dobbiamo andare in missione indossiamo tute speciali. Ah, la luna non esiste più. Molti di noi non sanno nemmeno che sia mai esistita. Noi Ribelli cerchiamo di dare una mano, comunque. Cerchiamo di portare al sicuro donne e bambini e facciamo quel che possiamo. Reclutiamo uomini perlopiù, ma ci sono anche delle giovani donne, come me. Io sono il capo perché sono quella che ha investito di più in questo progetto. In questa “follia” come l’hanno chiamata i miei. Dopotutto, ero l’unica ad avere i mezzi. La mia famiglia é benestante. Vive a Palazzo. In quest’epoca é davvero una fortuna. Ma io mi sono dissociata. Per molto, moltissimo tempo, ci siamo tutti comportati da mostri con le persone comuni. Mi vergogno di quello che ho fatto e non sono pronta a parlarne. Basti dire che io e i miei non abbiamo più avuto contatti e mia sorella é venuta con me. Ho sentito che non siamo gli unici. Ho sentito che insurrezioni stanno sorgendo anche a Berla, a Colosso, a Torre Alta, a Madre e in tutte le grandi capitali. In realtà ormai non sono più grandi come un tempo. Quelle che gli antichi chiamavano “metropoli” adesso sono equiparabili a cittadelle fortificate. Ho trovato dei libri, una volta, con delle immagini bellissime: grandi palazzi fatti di marmo troneggiavano in cima a colline ricoperte di verde. Era un libro di architettura, credo. Forse di storia dell’arte. Mi piacciono i libri con le foto degli “Anni Felici”. Così li chiamiamo noi del 2315. Anche se l’Anziano mi ha insegnato che non erano messi meglio di noi. Apparte per il Sole, le radiazioni e il resto. Era comunque la stessa storia: le persone più abbienti riducevano alla fame le altre ed é andato avanti così per millenni. Non so cosa mi faccia sperare di poter cambiare le cose. Magari sono solo pazza. Ma ora non posso farmi prendere da questi dubbi. Sono un capo e devo comportarmi come tale … E questo attentato … questo attentato é troppo importante. Non é il Palazzo Reale, per quello non siamo ancora pronti. Ma da questo attentato dipende l’andazzo che prenderà il nostro movimento. I ribelli attivi sono davvero pochi. Nemmeno mia sorella si azzarda a collaborare nelle azioni di guerriglia urbana. Dice che sono troppo pericolose e ha ragione. Sono felice che lei pensi questo e resti qui al sicuro. Vorrebbe che restassi qui anche io, ma io sono il capo, e devo dare l’esempio. Assalteremo il centro del sistema operativo di Baku. Ogni città ha un centro operativo. É l’unico modo per comunicare. Ovviamente lo usano i sovrani per comunicare tra loro. Solo che é ipercontrollato. Se riusciamo ad impadronirci della torretta delle comunicazioni, potremo entrare in contatto con gli altri ribelli. Se il movimento diventa internazionale, saremo più forti. E finalmente potremo capire davvero com’é messo il mondo. Non penso sia messo male come dicono. Non é possibile che siamo rimasti in 5 milioni. Dove sono finiti gli altri 6 miliardi e mezzo?

Come si svoglerà l'attentato?

  • L'attentato fallisce (43%)
    43
  • Malia viene catturata e portata al Palazzo Reale e la torretta viene distrutta (43%)
    43
  • Malia riesce a impadronirsi della torretta delle comunicazioni (14%)
    14
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50 Commenti

    • Ciao, scusa se ci metto sempre una vita a rispondere e a postare, ma siamo quasi alla fine ^^”’. Comunque, breve riassunto: Malia e i suoi sono arrivati a Baku, sono riusciti a lanciare un segnale ai ribelli dalla torretta di comunicazione, ma sono stati catturati. Tra i soldati nemici c’è il padre di Malia, che contro ogni aspettativa la libera di nascosto. Tuttavia, Malia durante la fuga viene inseguita. Trova salvezza grazie a un drone misterioso. Riescono a scappare ancora quando i soldati li trovano, ma il drone viene ferito e dal sangue si capisce che potrebbe essere umano. I due si salvano grazie a una pistola che rimpicciolisce, poi sprofondano in un cunicolo degli anni Felici che porta a una base ribelle, dove Malia scopre l’identità del suo aiutante 🙂

  1. Ciao, ti scopro soltanto ora: se dici di avere già esperienza letteraria ti credo, infatti rilevo una padronanza nel linguaggio tale che soltanto pochi altri autori della piattaforma hanno; riesci perfettamente a rendere sia l’atmosfera drammatica senza scendere nel lacrimevole sia a far trasparire lo sfinimento del vecchio attraverso la descrizione fisica. Ti seguo assolutamente, voto affinché il padre rimanga ucciso (perché renderebbe la ragazza consapevole delle proprie responsabilità).

  2. Bel capitolo, brava! Attenta a qualche errore di battitura, una volta confermato l’episodio, non c’è modo di correggere. Ho votato la prima opzione, quella in cui viene ritenuta, a torto, una traditrice dai suoi stessi compagni. Mi piacerebbe vedere in che modo riesca a cavarsela. Alla prossima! 🙂

  3. :”Berla, a Colosso, a Torre Alta, a Madre” non sono male come nomi. “Furtivamente si arrampicano sulle impalcature, agili, svelti” quali impalcature? a quanto ho capito c’è una falla in una specie di cittadella fortificata, da cui la protagonista entrerà coi suoi uomini. “I dieci migliori… vigliacca” quindi sta dando dei vigliacchi a degli uomini a cui ordina lei stessa di restare nelle retrovie? “Klaus… Venera” sono discreti come nomi.

    Ho scelto: “Offrirà a Malia di tornare al Palazzo Reale in cambio di informazioni sui ribelli”

    • Sì, c’è una falla. Il “vigliacca” è riferito al fatto che lei, essendo un capo, non può stare nelle retrovie come vorrebbero i suoi uomini che vogliono proteggerla. Crede che un capo che si comportasse così sarebbe un vigliacco, non i suoi uomini, ma forse sono stata poco chiara. Comunque grazie del commento 🙂

  4. ho appena scritto il nuovo capitolo. Alla fine le opzioni Malia prigioniera e l’attentato fallito risultavano a pari merito, ma ho optato per la seconda. Sono riuscita a risolvere tutti i problemi, continuerò a scrivere con questo account 🙂

  5. Bhe il mondo post-apocalittico ha sempre il suo fascino, poi l’incipit lo hai scritto bene..
    Ho solo due appunti da fare : io personalmente darei più “aria” al testo, è troppo fitto, metterei più punti a capo; inoltre non ho ben capito la fine del racconto, nel senso che se conquistassero la torretta delle comunicazioni poi come farebbero a mettersi in contatto con gli altri ribelli se hai detto che le torrette di comunicazione le possono utilizzare solo i sovrani delle città ?
    Comunque sono solo opinioni personali, l’incipt è tuo, non mi stancherò mai di dire che i miei commenti sono puramente costruttivi e nient’altro…
    Ti rifaccio i complimenti e ti saluto..

    • Le critiche costruttive sono sempre ben accette, il fatto di “far prendere aria” al testo mi é stato utile per scrivere il capitolo successivo. Per quanto riguarda le incertezze nella storia, essendo un diario molte cose vengono sottintese o spiegate in un secondo momento. In ogni caso terrò conto anche di questo nella stesura dei capitoli successivi 🙂

  6. Wow grazie! Non mi aspettavo tanto seguito. Comunque vi comunico che mi cancellerò dal sito per problemi tecnici, ma appena potrò mi iscriverò di nuovo e riposterò questa storia dato che è piaciuta tanto. Grazie mille 🙂

  7. E’ sicuramente un bell’incipit, brava. Forse la storia dei ribelli in un mondo post-apocalittico mi ricorda molto alla lontana Divergent, ma appunto, è giusto un’eco dettata dal genere distopico/fantascientifico.

    Le descrizioni dello scenario sono molto buone, presentano bene la situazione riuscendo comunque ad incuriosire il lettore.

    Ti seguo e aspetto il prossimo capitolo 😉

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