Distress

La casa nel prato

Le ruote della Polo arrancavano nel terreno friabile man mano che l’auto si addentrava nel campo. Dopo qualche metro si fermò, ai confini del terreno, dove l’erba alta iniziava a crescere. Le portiere si aprirono, e dalla macchina uscirono sei ragazzi, imbacuccati nei loro capotti pesanti viste le temperature autunnali. Il tramonto illuminava il campo incolto e gli alberi di pino in lontananza con i suoi raggi dorati, ma ciò che più risaltava agli occhi era la baracca di legno poco distante dal luogo dove Davide aveva parcheggiato l’auto, la stessa dove si stavano dirigendo i ragazzi.

La casa. Tante leggende aleggiavano intorno ad essa: i ragazzini del paese la additavano come luogo dove si riunivano i satanisti per celebrare messe nere; i più grandi la chiamavano “la casa stregata” per via degli strani rumori che chi abitava in zona sentiva la notte, ma per lo più era evita perché si diceva che fosse il luogo preferito dalle giovani coppiette di mafiosi per fare sesso. In ogni caso, quella casa faceva paura, ed era per questo motivo che il gruppo di ragazzi si stava recando lì.

Arrivarono alla porta, chiusa, ma bastò un calcio ben assestato di Saverio per sfondarla e permettere a tutti di entrare. Un odore di muffa e legno marcio accolse i giovani, ma non li rallentò dall’entrare. La baracca era costituita da un’unica stanza abbastanza grande, ancora piena di mobili in legno appartenuti al precedente proprietario. Saverio lasciò cadere il borsone a tracolla e si voltò verso gli amici, sfoggiando un sorriso luminoso.

– Beh, eccoci alla casa stregata. Pronti per stasera?
Le urla di gioia di tutti riecheggiarono nella stanza.

– Comunque siete dei pazzi – esclamò Michelangelo, mentre si poggiava su un vecchio divano logoro – come vi è venuto di fare una festa di Halloween qui dentro?

– Perché siamo dei malandrini – rispose Piergiorgio – anch’egli ridendo e aprendo lo zaino che conteneva le bottiglie di vodka e le innumerevoli lattine di birra e Red Bull.

– La vita è una sola – commentò Mary – solo ora puoi fare queste cose Miky.

Il ragazzo arrossì quando si sentì chiamato con il suo nomignolo. Davide era fuori dalla casa, intento a fumare e ad osservare il tramonto. Fu raggiunto da Mary, preoccupata del fatto che non stesse con loro.

– Cerco di capire quando devono venire gli altri. Dovevano essere già qui.

– Sì, ma adesso ci aiuti a sistemare le cose?

All’interno gli altri stavano sistemando un vecchio tavolo rimasto lì, poggiando il cibo e le bevande. Michelangelo stava collegando le casse audio al suo telefono quando sentì dei passi provenire dall’esterno. Giacomo era arrivato, portandosi le altre ragazze.

La festa iniziò poco dopo. Quella piccola stanza divenne per una notte un caldo ritrovo di amici, dove alcool e marijuana circolavano liberi, e il domani non importava a nessuno. Fino al risveglio.

Davide si svegliò dolorante e intontito nel sacco a pelo che lo aveva protetto dal freddo notturno. Soffriva i postumi della sbornia, e si domandò se anche gli altri stessero patendo quanto lui. Cercò di fare una rapida verifica della situazione guardandosi attorno: erano ancora nella casa. Questo era di per sé una buona notizia. Controllò poi se stavano tutti i suoi compagni. Uno, due, tre, cinque, dieci…sì, c’erano tutti, imbacuccati nei sacchi a pelo gentilmente offerti da lui e Giacomo, e in alcune coperte portate da casa. Fece per alzarsi, ma ebbe un momentaneo giramento di testa che si tradusse in una rovinosa caduta sul pavimento di assi marce della casa. Il rumore svegliò chi ancora stava dormendo.

– Che ore sono? – chiese con voce impastata Saverio – impegnato a rigirarsi nel suo sacco a pelo.

– L’ora di ieri a quest’ora. – rispose Michelangelo, dall’altra parte della stanza, beccandosi un calcio da parte di Giacomo per la pessima battuta.

– Sono le nove e un quarto. – rispose da parte sua Mary, ormai in piedi, vicina al thermos di caffè.

Bene o male tutti si stavano alzando. Solamente Grazia era ancora nel sacco a pelo poggiato sul divano.

– Svegliati dormigliona – fece Mary, avvicinandosi alla ragazza. La scosse, cercando di svegliarla. Il sacco a pelo si aprì, e da esso cadde la testa della ragazza. Mary urlò. Tutti si voltarono per capire cosa stesse succedendo, e fu questione di attimi che realizzarono che la testa di Grazia era per terra.

Michelangelo ebbe un conato di vomito. Doveva uscire da lì. Scansando i ragazzi si avvicinò alla porta, e provò ad aprirla, senza risultato.

– O mio Dio, la porta è chiusa!

Il panico s’impadronì dei ragazzi. Saverio si avvicinò di corsa, e stringendo il pomello cominciò a scuoterlo, tentando di forzarla. Tirò calci e spallate, ma fu tutto inutile: la porta era sbarrata.

Mary aveva iniziato a piangere e respirare affannosamente. – Cosa diavolo sta succedendo?

– Ragazzi – disse Elena con un filo di voce – da dove è uscito quello?

Tutti voltarono lo sguardo verso il tavolo. C’era qualcosa lì. Qualcosa che nessuno di loro aveva mai visto fino alla sera prima.

Qual'è l'oggetto sul tavolo che non era presente fino alla sera prima?

  • Un post it sui cui è scritto l'indirizzo di un sito internet (32%)
    32
  • Una videocassetta senza alcun segno di riconoscimento (9%)
    9
  • Un foglio di carta su cui è scritto il regolamento di un gioco (59%)
    59
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101 Commenti

  1. Yaniv, buongiorno
    Sono indeciso se mi piaccia o no.
    Scusa la franchezza ma siamo qui per questo, o no?
    E’ un tema usato ed abusato, c’è poco di innovativo nel testo che hai scritto e inoltre scorre via in maniera troppo semplificata, elementare.
    La trama in definitiva non è male, dovresti, a mio avviso, dare più corpo ai personaggi, più spessore narrativo e rendere la trama in maniera più completa, svilupparla meglio, non passare da una frase all’altra esaurendo tutto nello spazio di poche frasi.
    A presto
    pienne

    • Ciao Pienne.
      Grazie per essere passato. Concordo che il tema in fondo è abusato, ma con pochi caratteri a disposizione è difficile espandere i personaggi. Oltretutto in realtà una delle mie pecche è proprio la caratterizzazione. Proverò a seguire il tuo consiglio.
      Alla prossima.

  2. Ciao Yaniv,
    a dire il vero: avevo cominciato a leggere il tuo racconto tempo fa, poi mi sono resa conto che era stato interrotto da anni e l’ho abbandonato. MI è capitato con altri racconti, ed è un vero peccato.
    Sono felice che tu abbia deciso di riprendere in mano il tuo scritto per portarlo a termine.
    Gli horror mi piacciono molto e trovo che il tuo sia ben congegnato, ricorda un po’ Saw e un po’ Cabin Fever rimanendo, a suo modo, originale. Ho notato diversi refusi, alcuni in grado di modificare i tempi verbali, ma immagino sia tutto dettato da una mancata rilettura. Sono passati tre anni, vediamo come riprendi le fila del racconto e cosa ci proponi per il seguito.
    Alla prossima!

    • Ciao keziarica. Scusami per l’interruzione. Come già scritto a Massimo tre anni fa ci fu un brutto periodo. Persi ogni voglia di scrivere. Però sono felice che tu sia ritornata qui. Grazie per la fiducia. Ci vediamo al prossimo capitolo (che è appena uscito).

  3. Ho letto 4 capitoli e se andrai avanti leggerò anche il resto.
    La storia è ben scritta, con momenti di tensione etc etc..
    Ma la cosa che mi ha fatto più rabbrividire è che l’hai interrotta 3 anni fa.
    3ANNI?
    Hai lasciato i tuoi lettori di allora a bocca asciutta e la tua storia in frigo per 3 anni.
    Non si lasciano le storie in frigo per 3 anni☹️

    • Ciao Massimo. Sì, purtroppo hai ragione, ma tre anni fa caddi in un bruttissimo periodo di sconforto. Non avevo più alcuno stimolo a scrivere. Aggiungi l’università e altri impegni personali e comprenderai che il racconto era l’ultima cosa a cui pensare. Però no, stavolta le cose le concludo.
      Non mi ero manco accorto che sono passati tre anni.
      Recupererò.
      Sono curioso di sapere quale opzione voterai.
      Grazie per essere passato 🙂

  4. Voglio vedere cosa nascondano, >:)
    P.S. Essendo all’ultimo trimestre nn ho molto tempo per TI, sfortunatamente, cmnq sia siete sempre più bravi di me!!! >:(
    ( sto facendo copia e incolla su P.S. perchè la verità è una è basta e siete in tantini-ini che mi seguono)

  5. Cari autori e lettori,
    nelle ultime ore si sono verificati alcuni problemi tecnici sul sito di THe iNCIPIT, che sono ora stati risolti. Ci scusiamo per il disservizio, ora potete tornare a scrivere, leggere e giocare con i racconti interattivi!

    Yaniv, ora compare correttamente solo UN capitolo 4. Puoi contattarci via email per comunicarci il titolo del capitolo 4, ancora mancante in questa pagina.

    Grazie per la pazienza!

  6. Eccomi qui =)
    Bello stiamo entrando nel vivo! Mi piace tantissimo la dinamica, nessuno può stancarsi a leggere i tuoi capitoli!
    Il foglietto delle regole dei giochi poi fa rabbrividire ..Si sentiva proprio il panico per la prima morte…e la cosa più entusiasmante è che ne moriranno per forza altri, quindi non ho scelto che decidono di giocare,perchè umanamente non lo accetteranno mai i ragazzi, piuttosto si ritrrvano a giocare inconsapevolmente alla fine..quindi diamo inizio ai litigi per la sopravvivenza e vediamo che ne esce fuori =)

  7. O mio dio……BELLISSIMOOOOOOOOO EPISODIOO!!!!!!
    Credo che si siano imbattuti in uno spirito vendicativo ma, nessuno vuole morire e inizieranno a lottare per la sopravvivenza ( la cosa peò mi fa anche pensare a qualche sistema di SAW)
    Continuà così
    P.S. Ma tu sei passato da me? Solo per sapere, tanto ti seguo lo stesso 😉

  8. Troppo bello il secondo episodio, le persone in situazioni come queste perdono la testa.
    Un consiglio( ma credo che l’hai già pensato ) le trappole o anche il materiale marcio può essere sfruttato a tuo vantaggio nel racconto.
    Mancano solo gli animali selvatici.
    Ciao 😉

  9. Citando il sottotitolo della sezione horror di the incipit ti dico: “Se non credi ai fantasmi, agli zombie, al paranormale… vieni a giocare con noi, per sempre.”
    Già, non c’è niente di più macabro di un gioco in cui trasformare le persone in pedine degli scacchi da mandare al macello. Buahahah

    Ps: comunque vorrei farti una critica, se erano al buio e magari lontani dal tavolo penso fosse molto difficile intravedere un foglio o un post-it. Per il resto è tutto tremendamente spaventoso 😉

    • Già :D. Spero che il gioco sia di tuo gradimento. A parte questo, grazie di essere passato di qui 🙂

      Ps: comunque visto che la baracca è fatta di legno pensavo di far filtrare la luce da qualche intercapedine o cose così…prossima volta specificherò. Grazie del consiglio.

  10. decisamente opto per le regole del gioco. Dunque trama coinvolgente e ambientazione perfetta per un classico horror, l’unico appunto : penso ci siano troppi scacchi, cerca di rendere il tutto più fluido.
    Ti aspetto sul mio libro! a presto.

  11. Il sito internet mi tentava moltissimo, però da brava fan di Saw scelgo il gioco 😀 penso sarebbe più coinvolgente rispetto ad un sito web, e potresti gestirtelo tranquillamente per più capitoli senza rischiare di annoiare o arrivare ad un punto morto. Ma sarà il pubblico a decidere 😉

    Comunque sia, a parte qualche svista qui e là, direi che è un ottimo incipit. Fai solo molta attenzione a non cadere nel banale; intanto ti seguo e aspetto con ansia il prossimo capitolo 😀

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