Le strade del destino

Dove eravamo rimasti?

Proseguiamo... Facciamo incontrare i personaggi (50%)

L’incontro

Sintonizzo la radio. Canticchio “Back in Black” degli AC/DC. Alzo il volume al massimo. Cruel è abituato. Si è messo comodo sul sedile posteriore, con il muso appoggiato sulle zampine. Quando Laura me l’ha regalato per tenermi compagnia, non credevo che si potesse amare così un animale. È diventato parte integrante di me. Lascio l’auto in doppia fila con le quattro frecce. Noto subito un cartello con il mio nome. <<Aspettami qui Cruel!>>. A reggerlo è una donna minuta e molto elegante. Indossa un vestito a tubino color crema e delle scarpe nere con un tacco stratosferico. Perché mai una donna si deve mettere quei tacchi per viaggiare? Non riesco a rispondere alla domanda; lei abbassa il foglio e incontro i suoi occhi color cioccolata. Ha un caschetto che le lascia scoperto tutto il collo e che ricade leggermente più lungo sugli zigomi. Corruga le sopracciglia e mi studia.

È più alto di quanto mi aspettassi. Le spalle sono larghe, il bacino è stretto e le gambe sono lunghe. É vestito con un jeans comodo stracciato in qualche punto; gli ricade sul bacino lasciando scoperto l’elastico delle mutande. Perché non usa una cintura? Ha una maglia nera di maglina. È sbottonata sul collo, lascia intravedere il girocollo bianco di quella di cotone che porta sotto. Sventola una mano in aria in segno di saluto. Alzo la mia per ricambiarlo, mentre con l’altra accartoccio il foglio. Porta i capelli biondo scuro spettinati. La barba leggermente incolta gli da un aria trasandata. Perché non se la delinea? Quando mi raggiunge devo alzare la testa per guardarlo in faccia. Non vedo i suoi occhi che sono coperti da Ray ban scure con lente specchiata. Mi sorride allegramente mettendo in bella mostra i denti bianchi. <<E quindi sei tu l’amica di mia sorella.>>

<< E tu devi essere Thomas>> stringo la mano che mi offre. Ha la presa sicura. Dopo i vari convenevoli, abbassa gli occhi corrucciati sul mio trolley. <<C’è qualcosa che non va?>>

<<Hai davvero un bagaglio enorme, spero solo che entri nella mia auto>> si abbassa per afferrarlo ma non glielo permetto. <<Non c’è bisogno, ci penso io>>

<<Okay, come vuoi.>> Mi fa strada. Lo seguo con difficoltà. Ogni passo suo sono cinque dei miei. I tacchi alti e il tubino stretto non mi aiutano per niente. Noto distrattamente una macchina bianca parcheggiata in malo modo. <<Chi è quel villano che ha parcheggiato in seconda fila>> penso a voce alta senza rendermene conto. <<Io>>

<<Scusa?>>

<<La macchina è mia>>

Perfetto, davvero bene. Studio l’auto… chiamarla così è un onore, sembra piuttosto un bidone.

<<Scusami, ma…>> i miei occhi vanno da lui al rottame <<Non usiamo mica quella per viaggiare, vero?>>

<<Ha fatto la storia quest’auto, bellezza!>> da una pacca orgoglioso sul tettuccio. Dio no, non posso proprio salire su quella cosa. Non c’è mai fine al peggio<<Non ne dubito>> mormoro ironica. <<Potremmo noleggiarne una, tutto a spese mie>> per dimostrarlo cerco nella borsa il bancomat. Poi ricordo, l’ho perso, ecco perché mi trovo in questa situazione. <<Non so se Sarah te l’ha detto…>> inizio in imbarazzo.

<<So già tutto. Non c’è bisogno di noleggiare una macchina, andiamo con la mia. Ci fermeremo solo più spesso>> detto ciò apre il bagagliaio e lo studia perplesso. Tira fuori un borsone vecchio lanciandolo sul marciapiedi. Afferra il mio trolley cercercando di incastrarlo in modo che il bagagliaio si chiudi. <<Non ci vanno tutte e due, il mio lo metto dietro>>. I miei occhi seguono le sue parole. Guardo il sedile posteriore. Ma cos’è quello, un peluche? Quando si muove lancio un urlo, balzo all’ indietro inciampando sulla cinghia del borsone. Perdo l’equilibrio e prima che me ne renda conto mi ritrovo con il sedere a terra e le gambe in aria sulla borsa. Guardo Thomas in cerca di aiuto, sono incastrata.

È piegato in due dalle risate. Sento la rabbia colorarmi le guance. Do un calcio alla sacca vecchia. Mi rimetto in piedi dopo vari tentativi. <<Grazie per l’aiuto>> ringhio mentre mi spolvero il vestito e controllo che non si sia rovinato. Mi è costato una fortuna. <<Scusami, ma è stata una scena troppo divertente!>>

<<Lieta di averti intrattenuto.>>

<<Scusa. Ti sei fatta male?>>finge gentilezza. Si vede lontano un miglio che si sta trattenendo dal ridere di nuovo. Non so se essere più arrabbiata o imbarazzata. <<Non ha più importanza>> Sbuffo spazientita <<Cos’è quel coso?>> indico l’animale che mi osserva dal vetro con la lingua da fuori. Lui segue il mio dito divertito. <<Cruel? Lo so, sembra un topo, ma è un cane!>> ride di nuovo.

Cruel? Come si fa a chiamare un cane Crudele? Mi guarda con le orecchie dritte mentre la coda arricciata si muove come un ventaglio. Assomiglia a una volpe.

come proseguiamo?...

  • Melanie contro Cruel (16%)
    16
  • primo pit- stop (60%)
    60
  • primi minuti di viaggio (24%)
    24

Voti totali: 25

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95 Commenti

  1. ciao Miryam,
    non so perchè ma mi sa di autobiografico… 🙂
    Personaggi interessanti ma di Tom sappiamo ancora poco…
    Attendo con ansia i prossimi episodi.
    Ciao

    PS: daresti una sbirciata al mio incipit?
    Nico

  2. Ho messo i primi minuti di viaggio per vedere subito come si “collauda” questa coppia. 😀
    Bella l’attenzione per i dettagli nei vestiti dei due protagonisti: impossibili non immaginarseli davanti agli occhi come una fotografia in HD.
    Li ho presi subito in simpatia. Vediamo come continua.
    A presto 😉

  3. Primo pit-stop.

    Continuo ad apprezzare la tua leggera ironia, sei brava in questo. Non ho però gradito il cambio brusco di punto di vista. Lui ha osservato lei sui suoi tacchi e nel suo completino e poi è lei che osserva lui nel suo fascino trasandato. Non serviva cambiare punto di vista per “visualizzarli” entrambi, però. Ci sono tecniche che ti consentono di vedere tutto e tutti senza mai cambiare PV… però mi piace il modo che hai di raccontare, anche Cruel è un bel personaggio. 🙂

    • Ciao Alessandra, innanzitutto grazie per aver letto e commentato. Come ho detto in precedenza, il cambio di PV è un arma a doppio taglio, non a tutti piace. Ho iniziato il racconto con i cambi di PV e lo continuerò su questo stile. L’effetto brusco del cambio era studiato. Volevo continuare il pensiero dell’uno con l’altro. Hai presente il modo di dire: ‘ farsi la radiografia a vicenda’? di solito capita quando si studia una persona che si vede per la prima volta, o un avversario per scoprire i punti deboli – non è questo il caso, per il momento almeno… Credo che la prima impressione sia importante, per questo l’ho usata come congiunzione tra i due PV. Vero è, che nella versione integrale l’avevo preparata meglio, ma con il taglia e incolla spesso si deve rinunciare a tante righe. Inizialmente avevo pensato di usare Melanie per la descrizioni di entrambi- considerando che è un racconto svolto in prima persona, dove l’azione avviene nel momento in cui si parla- ma non mi piaceva l’effetto.Per quanto riguarda le tecniche che intendi per visualizzarli entrambi, mi piacerebbe avere un esempio, se hai un po’ di tempo. Mi farebbe molto piacere un tuo editing, ho voglia di imparare, e sono pronta a usare nuove tecniche.
      Ti ringrazio per i tuoi consigli. Li apprezzo molto. più dei complimenti, è così che si impara davvero 🙂

      • Ciao, Miryam.
        Sintetizzare qui le tecniche che potresti usare è arduo. Non è il luogo adatto.
        Tu scrivi in prima persona, significa che non dovresti mai cambiare punto di vista nella stessa scena. La terza persona ci permette di farlo, la prima no. Ma – in entrambi i casi – è un errore cambiare il PV nell’ambito della stessa scena. Il PV può cambiare ma solo a scena conclusa e sulla successiva. Se ti trovi a voler descrivere due personaggi stando nella mente di uno solo, piuttosto che cambiarlo, puoi giocare. Ti faccio un esempio:
        “Troppo minuta ed elegante da farla sembrare un guaio. Sì, sarà una snob. Una rompiballe. Con quel vestito a tubino color crema e quelle scarpe assassine. Certo, sì, assassine. Perchè, con un tacco appuntito come quello, una non dovrebbe viaggiare e nemmeno presentarsi a un appuntamento al buio… Persino il suo caschetto simmetrico su quegli occhi nocciola che mi squadrano, può sembrare inquietante: mi sta studiando. Di certo è questo che sta pensando Thomas, di me. Uno con quei jeans strappati, si vede persino l’elastico delle mutande… uno così, cosa vuoi che pensi di me?” ….. e poi continui con la descrizione e via dicendo.
        In questo modo ci hai descritto te stessa per quello che appari ai suoi occhi, ma senza cambiare il punto di vista. Un trucchetto, in altre parole che – lo so – non garantisce adesso che lui lo abbia pensato veramente, ma più avanti potresti confermarlo con sue battute o azioni. Inoltre è uno dei pochissimi escamotage che hai a disposizione avendo scelto la narrazione in prima persona. Diverso e più elestico sarebbe stato se avessi scritto in terza. Ma va bene così. Questa era una delle possibilità, spero di esserti stata utile, qui non posso fare di più.
        Sempre brava, comunque. Queste sono solo tecniche, le idee sono ciò che conta. E tu le hai. 🙂

  4. Premesso che io odio i cambi di punto di vista e che quello del secondo capoverso è traumatico, questa storia continua comunque a piacermi. Ha una freschezza e una naturalezza nei dialoghi che, a mio avviso, sono il punto di forza del racconto. A proposito, trovo odiosi anche quei segnacci <> al posto dei classici caporali « ».
    Confessa: ci stai spacciando un Rosa per un’Avventura on the road.
    Se Melanie – come credo – è una virginiana doc, primi minuti di viaggio saranno traumatici per Thomas, ma dove il carattere spocchioso e precisino della ipercritica signorina può esprimersi al meglio è nel dettare le regole per la gestione di Cruel.

      • “Fake” nasce proprio da questa considerazione: una volta scopro io di avere ripetuto cose che hai gia scritto tu, la volta successiva tocca a te. Ormai questa storia va avanti da un pezzo. Se si convincono che siamo la stessa persona, con due nick e avatar diversi, non possiamo biasimarli, visto che è un dubbio… che viene anche a me.

    • Per i PV leggi su, ho scritto al tuo fake 😀
      per i caporali hai perfettamente ragione, ti confido un segreto…momento di imbarazzo…non li so fare! Ops… sgamata!
      Per quanto riguarda il genere, sono stata molto indecisa su dove collocarlo. Il genere che preferivo era ‘commedia’ ma qui c’è humor, e non mi sembra la stessa cosa. Poi che ci possa essere un risvolto rosa, perché no, o perché si. Questo dipende da chi gioca con me. Non do nulla per scontato, dato che non so nemmeno io cosa voglio. So solo che volevo scrivere qualcosa di leggero e poco impegnativo. qui non troverete vite difficile e traumatiche che si intrecciano con altre messe ancora peggio. Mi piacerebbe trasmettere futilità e leggerezza in una serie di disavventure.
      Per quanto riguarda Melanie, sono d’accordo con te in tutta la linea.
      Grazie per aver commentato. lo apprezzo molto.

  5. Ho letto tutto d’un fiato i primi due capitoli, e poi è improvvisamente comparso il terzo! Quindi mi sono riservata il diritto di andare avanti nella lettura e di votare! Sinceramente, non posso che tifare per Thomas (Melanie non mi va particolarmente a genio in questo momento!)e forse è per questo che ho votato per l’opzione “Melanie contro Thomas”, anche se anche le altre due opzioni erano interessanti! Inutile dire che seguo la storia, perchè questo contrasto tra due opposti mi intriga molto! Alla prossima!

  6. Ciao, sono una scema che si è dimenticata di aggiungerti alle storie seguite dopo aver votato il primo capitolo. Ho subito rimediato.
    Come immaginavo la storia sta proseguendo nel verso giusto (cioè il verso che piace a me ahaha). Ora i due devono incontrarsi, non vedo l’ora di scoprire cosa succederà. 😀
    Aspetto con curiosità il tuo prossimo capitolo! A presto 😉

  7. Hai un bello stile, limpido e veloce. E la storia mi fa sorridere, dato che sono un appassionato del mondo scandinavo e il vulcano dal nome impronunciabile che erutta è ormai conosciuto in tutto il mondo.
    Mi permetto di darti un consiglio: il primo capitolo non ha niente che non vada, tranne che è il primo capitolo. Per esperienza ti dico che se inizi una storia con un personaggio che parla di sé presentandosi, a livello editoriale la storia la scartano, più che altro perché al giorno d’oggi il lettore vuole essere subito al centro dell’azione. Quindi il consiglio è semplice: inizia in medias res. Ma è solo un mio consiglio di lettore, prendilo con le pinze 😀

  8. Mi hai costretto a cercarti, (finora) sconosciuta amica di Twitter. Piacevole sorpresa: ho letto i primi due episodi e mi sono piaciuti (anche se detesto i cambi di punto di vista). Peraltro Melanie, per alcuni aspetti, mi somiglia molto: sarà anche lei del segno della Vergine, ne ha tutte le caratteristiche.
    Pur senza speranze, ho votato per tornare indietro e capire cosa è successo a Melanie. Diamine, un po’ d’ordine!

  9. Ho votato per farli incontrare, ma la maggioranza la pensa diversamente. Bellissimo episodio. La battuta sugli ormoni pre-matrimoniali mi ha fatto morire dal ridere. Non posso fare a meno di immaginare un viaggio fatto di fulmini e saette tra lui e Melanie. 🙂

  10. Myriam, mi piaci un sacco caspiterina…Sei sempre allegra, bene eri proprio la lettura che ci voleva questa notte. Ora però mi dispiace che non sei mai venuta a commentare io pensavo che non mi leggessi proprio…Molti io ci vado leggo, leggo, qualche volta manco rispondono ai commenti e poi non passano mai… E’ brutto quando non sai chi è a giocare la storia. Woff woff woff…voglio essere Cruel e farti la pipi sulla ruota della macchina…bacio.

  11. Conosciamo un altro personaggio.

    Inutile dire che trovo interessante l’idea, anche se spero non verrà stigmatizzata troppo l’immagine di questa maniaca del controllo. Ci vorrebbe più ordine a mio avviso in questo mondo, anche se ovviamente ogni esagerazione sarebbe da evitare. In media stat virtus. 🙂

  12. Ho riso mentre ti leggevo mi hai ricordato una persona che conosco!
    Waooow una control freak….Che bello!!!

    Interessantissimo. Pare molto realistico. Guardando i telegiornali mi ero immaginata cosa avessero provato quelle persone durante l’eruzione del vulcano bloccate nel regno unito….
    Voglio che la fai sfogare, falla sfogare….
    Poi vieni a leggermi….Ho una sorpresina, sto a capitolo cinque e penso che tu puoi capirmi, le corsie degli ospedali hanno qualcosa in comune con la mia storia. Ah, non ti mettere a pubblicare come una pazza due capitoli a settimana che poi non riusciamo a seguirti vai piano…Bacio

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