L’azzardo

Dove eravamo rimasti?

penultimo capitolo cosa volete? incredulità (54%)

Condannato

La cella era sporca e umida. Gocce di acqua calcarea cadevano nell’angolo alla sua destra, lente, costanti, come una tortura cinese. Più le sentiva cadere, più con bramosia aspettava la prossima, e via così in un loop che durò per giorni.

Le guardie lo controllavano di tanto in tanto, ma Brian rimaneva fermo in un angolo, immobile come una statua: gli ultimi eventi lo avevano scosso parecchio e non riusciva a dare una spiegazione a tutto l’accaduto.

Philip, Liz, supermercato, sangue, acqua, coltello, polvere, rose, ricci, pugni. Immagini che gli passavano per il cervello, confondendo sogni e realtà; quando Brian chiudeva occhio cadeva in incubi dolorosi e raccapriccianti, frutto di una mente stanca e corrotta dalla follia.

Passò un altro giorno a guardare l’acqua, quando i monotoni passi della guardia lo vennero a svegliare dal torpore mentale. “C’è una visita per te!” gli disse la guardia dalla feritoia aperta.

“Chi è? Il mio avvocato?”

“No, quello arriverà domani. Dice di essere una tua conoscente. Forza alzati!”

Lo prese dal braccio e lo aiutò ad alzarsi, il suo corpo provato dall’assenza di cibo e pulizia protestava ad ogni singolo movimento, ma la guardia lo costrinse a camminare fino ala sala.

Una figura incappucciata lo stava aspettando, cappotto scuro e guanti non facevano capire se fosse una donna o un uomo; vedendo quello strano spettacolo, Brian ripensò ai film polizieschi e gli sembrò di essere un attore pronto a girare una scena.

Finalmente si sedette, la polvere si alzò dal tavolo creando una nuvola che subito si placò. Una guardia starnutì in lontananza.

Scrutò la figura che gli sedeva davanti: immobile e silenziosa. Decise di rompere subito il silenzio, l’ansia iniziava a corrodergli l’anima: “Chi sei?”

Lo strano personaggio soffocò una lieve risata e rispose: “Dovresti conoscere questo profumo…”

I sensi stanchi di Brian si acuirono per un istante e subito alle sue narici arrivarono molecole odorose di arancio ed erba tagliata, un profumo particolare e inconfondibile che fecero piombare Brian nella confusione più totale.

“Liz…?!” nel suo cervello ritornarono le immagini di lei con i polsi recisi, il sangue che la circondava, il raggio di luce che illuminava il suo corpo rigido e freddo nel loro soggiorno, la lunga notte accanto al suo corpo; subito la nausea tornò prepotente ma Brian la trattenne con tutte le sue forze, le guardie non avrebbero dovuto capire nulla.

“Sei sorpreso vero? Dopotutto quella brutta scena in soggiorno ti sarà rimasta impressa nella tua testolina… devo ammetterlo è stata dura scegliere di andarmene via così bruscamente, cercare di interpretare una parte difficile, quella della morta suicida, sì è stato complicato, ma i farmaci di Philip hanno fatto il loro dovere… però la soddisfazione di vederti piangere disperatamente è stata grande! Mi ha ripagato di tutte le sofferenze che mi hai creato, mio caro.” Silenzio.

“Avevi promesso, ricordi? Mi hai detto – Stai tranquilla, ti coprirò io, ti cercherò un posto in cui seppellirla, nessuno saprà nulla – bla, bla, bla… tutte stronzate! Non appena Philip ti ha annebbiato la mente, tu hai raccontato tutto, come una femminuccia! Non potevo più fidarmi di te! Come potevo essere certa che non avresti raccontato mai nulla? Philip diceva che non avresti ricordato, ma chi poteva dirlo con certezza? Ho ucciso anche lui. Voleva scappare, farsi una nuova vita con me… troppo romantico, troppo stupido.

Ora tocca a te sai? Ti ho seguito fino a qui, sembravi uno zombie, accusarti di furto è stata la cosa più semplice. Non appena andrò dalla polizia, per te non ci sarà scampo. Come possono non credere a una donna maltrattata dal marito? Quella povera donna ammazzata, sei stato davvero brutale …” la sua voce ferma e tagliente, quasi maschile, faceva credere a Brian di essere in un sogno, in un altro suo incubo.

Lo shock dovuto alle parole della moglie, peraltro viva davanti ai suoi occhi, lo fece rimanere immobile per tutta la durata dell’incontro; era andato tutto secondo i piani di lei, tutto contro di lui. Era il tragico prezzo da pagare per la sua vita strana e dissoluta che aveva coinvolto anche una persona bella e pura come Elisabeth.

“È stato anche facile ingaggiare quei finti ladri, che ti avrebbero dovuto spaventare! Ah ah ah! La rosa sapevo che ti avrebbe fatto impazzire, la tua mente è facilmente suggestionabile specialmente dopo una partita a poker. Sono soddisfatta di quello che ho fatto. Te lo meriti. Ora non mi resta che lasciarti qui, a farti godere i tuoi ultimi giorni di pace, più in la ti aspetta qualche doloretto…” gli toccò la mano per l’ultima volta, ma Brian la ritrasse immediatamente. La donna si alzò, solo un rumore di sedia accompagnò quel movimento lento, nell’atmosfera surreale della sala della prigione.

Brian alzò lo sguardo: era rimasto in silenzio per tutto il tempo. Deglutì. Prima che la moglie si girasse, disse solo una parola: “ Vaffanculo.”

Lei gli sorrise, si scoprì il volto, la follia brillava negli occhi: “Buona fortuna.”

Cosa volete come finale?

  • suggerite voi (18%)
    18
  • sogno (36%)
    36
  • realtà (45%)
    45

Voti totali: 11

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

319 Commenti

  1. “Quella giornata era iniziata male e finita peggio: al lavoro licenziato e al bar persi mille dollari.” Qui devi tagliare la prima frase. “Un brivido… avere la loro dose.” qui si vede che il Narratore vuole fare sapere al lettore che quel luogo è pericoloso. Dato che il narratore è onnisciente, potevi anche dirlo esplicitamente, come hai già informato che i due uomini a inizio capitolo erano “in bilico tra coma e realtà”, oppure dopo quando informa che sono passati 10 minuti da quando lo hanno stordito. La descrizione degli uomini di colore è statica (e anche un po’ banale).

    “da un po’ di tempo lo credeva pazzo e lui dal canto suo vedeva il mondo con più lucidità.” l’equazione pazzia=lucidità è degna dei ghostwriters Perugina. Comunque perlomeno bisognerebbe descrivere il processo che porta dalla pazzia alla lucidità (o viceversa), non basta che te lo dica tua moglie.

    etc, etc…

  2. Ciao Daniela, come va? Ho recuperato la tua storia. Grande horror, anche se le sfumature noir sono piuttosto marcate. E questo mi piace, eccome se mi piace. Ho votato per incredulità. Non mi piace aggiungere nuovi personaggi quando si hanno poche battute a disposizione. Spero che non piaccia anche agli lettori. Alla prossima.

  3. Ciao Dadan,
    per fortuna hai pubblicato, proprio giorni fa l’ho fatto io, ma ora che si è aperta la sessione di esami non so quando potrò più leggere o scrivere e finchè posso meglio approfittare ahahaha.
    Episodio bello anche questo, come del resto gli altri, l’ho sentito leggermente meno intenso, ma del resto ci apprestiamo verso il finale, un attimo di ripresa ci vuole, continua ad essere una delle mie storie preferite…brava!
    Vecchio personaggio.
    A presto =)

    • É strano come le emozioni arrivino diversamente ai vari lettori o allo scrittore stesso. Questo capitolo x me é stato frutto di una vera e propria ispirazione ed ero emozionata nello scriverlo. Boh sono sensazioni 🙂 in bocca a lupo per gli esami ce ne servirà tanta di fortuna 🙂

  4. Incredulità.
    Sono convinta che tu in questo periodo sia un po’ oberata perchè noto più imperfezioni nella tua scrittura… errori di distrazione per lo più. Al di là di questo, il plot procede come deve, restituisce l’intrigo grazie ai conflitti ben dati fin dal primo episodio. 😉

  5. Voto per la pace, la scelta che mi sembra più insolita (e infatti è la meno votata…)
    Scusa, Daniela, se non sono passato prima, ma finalmente ho recuperato gli ultimi due episodi. La storia è sempre interessante e ben scritta! Spero di riuscire a essere più costante con i prossimi episodi! 😉
    A presto!

  6. Ciao,
    Dadan, una parola: fantastico. Devo essere sincero, mi hai sorpreso, specialmente il capitolo 5, l’ho trovato molto intenso, è quello che ho preferito. Mi è proprio piaciuto tanto, e l’ironia della sorte è che questo genere è quello che spesso evito, ed è già la seconda volta che proprio in questa categoria mi imbatto in una storia che mi prende quasi a livello “viscerale”, ovviamente ti seguo, hai mantenuto alto il livello, anzi lo hai alzato, complimenti. Volevo solo farti notare una cosa, l’unico piccolissimo difetto è stata un’espressione che hai usato: “alla meno peggio”, per descrivere il modo in cui si era vestito il protagonista, non so, mi è sembrata una caduta di stile, ma in fondo per mantenere un livello una cosa scappa.
    Comunque ripeto, complimenti sentiti, però per ritornare al discorso di ieri ora “pretendo” che tu passi da me ahahahah, seriamente dico comunque, ora ci tengo al tuo giudizio, ma te lo dico non per racimolare punti od altro, puoi anche solo leggere e poi commentare via mail, oppure lasciare un commento senza votare, anzi se vuoi leggiti la mia prima storia già finita, tanto oramai è conclusa, mi piacerebbe ricevere consigli.
    Che dire, ancora brava e brava, non vedo l’ora che esca il seguito.
    Una città lontana ovviamente.
    A presto =)

  7. Ciao,
    subito mi ha attirato la descrizione di te, anche io faccio lo stesso.
    Allora, mi sono fermato al capitolo 3 perchè domani sarà una giornata impegnativa, ovviamente domani ti terminerò fino al 6, per ora procede direi molto bene, ho trovato giusto una imprecisione :
    “Bene, cominciamo. Si sdrai lì sopra, starà più comodo. Posso darle del tu? Bene, ora chiudi gli occhi, respira lentamente e profondamente, rilassa i muscoli… ecco, ora immagina un calendario, di qualsiasi forma, veda i giorni, i numeri e i mesi… ora, inizi a tornare indietro nel tempo sfogliandone le pagine.”
    Qui si vede chiaramente che prima chiede di dare del “tu”, glielo dà “chiudi…respira..immagina” ma poi riprende col “lei” infatti “veda…inizi” quindi non capisco se è voluto oppure no, se è una tattica per l’ipnosi, per confondere il paziente oppure no, io stesso nella mia nuova storia ho volutamente fatto passare una persona dal rivolgere del “lei” al “tu” anche solo per un breve attimo, ma era voluto per dare maggior incisività, pathos, nel tuo caso onestamente non mi sembra, ma posso sbagliarmi, d’altro canto per ora è l’unico difetto che ho trovato, mi piace la caratterizzazione di lui, quindi non posso che complimentarmi.
    Non ti piacciono i “passa da me”, come biasimarti, anche a me non piacciono, in particolar modo elemosinare lettori, tuttavia per gli autori che più mi attirano talvolta sono costretto ad abbassarmi a chiederlo, ci tengo al loro giudizio. Per quanto ti riguarda devo ancora conoscerti, quindi ovviamente l’invito è aperto, ma non assolutamente vincolante.
    Domani ti finisco
    A presto =)

    • ciao, fa piacere ricevere commenti costruttivi o almeno discorsivi che danno la possibilità di interagire. molti commenti sono solo legati al voto, invece mi piace poter discutere con i lettori.
      ti ringrazio per le parole e per il tempo che hai “perso” per leggermi, per quanto riguarda l’imprecisione potrei dirti che era voluta per creare confusione.. in realtà è stato un errore dovuto al fatto che ho modificato il pezzo senza accorgermi che ne avevo lasciato ancora una parte come prima.
      ti ringrazio per tutto appena ho tempo ti leggo! 😉 a presto
      ps: sbloccami dal pareggio ti prego ahahah ciao

  8. Mi è piaciuto molto leggere questi quattro capitoli, sono dinamici e la trama attira sempre di più…
    Non mi è molto piaciuto il “melma” nel primo capitolo, ma a parte questo tutta la storia nel complesso mi piace molto.
    Aspetto il prossimo.

  9. Tornerei a Brian e l’uomo.
    Ma Elisabeth ama o no il marito? Perché alla fine scrivi in attesa dell’adorato marito, ma dal dialogo con Philip sembra che lo detesti. Forse era ironico?
    Resa molto bene la scena in cui Brian cerca di depistare lo sconosciuto 🙂

  10. MMMMMMM, un vero giallo, altro che horror! qui tutti potrebbero essere i ‘cattivi’ tutti coinvolti. La mogliettina mi sa che tanto povera e indifesa non è… e questo psichiatra cosa sa veramente? siamo ad un punto della storia ancora molto ingarbugliato e per questo intrigante. Io direi di continuare dritti nella linea temporale: facciamolo svegliare e vediamo che succede ora che il ricordo di questo presunto omicidio è stato rimosso. Vorrei vedere anche se Elisabeth contatterà lo psichiatra una volta che sarà sola,lontana dalle orecchie indiscrete del marito… che questi due nascondano qualcosa?

  11. Impossibile non votare per Philip e Elisabeth da soli. Adesso che è emerso questo particolare, ne voglio sapere di più! 🙂 Certo che Philip per risvegliare Brian poteva indicargli il mare. Un giardino … dopo che nell’immagine ha visto una ragazza con una rosa tra i capelli, gli orecchini a forma di rosa. Mi sa mi sa che rischierà di fregarsi da solo. Scusa, sono partita con la fantasia. 🙂

    • Ahahah no comunque io a questo particolare non ci avevo pensato! Ma nell’ipnosi regressiva l’immagine di un giardino tranquillo viene fatta per far rilassare il paziente e farlo sentire a suo agio. Non ho mai letto di far vedere il mare 😉 comunque ottima osservazione danica!;)

  12. Un bell’episodio dai risvolti inquietanti!! Sarà un’azzardo ma secondo me non è un brutto sogno… perché altrimenti il terapista avrebbe dovuto fingere di non conoscere la moglie di Brian? Attenta solo che quando dici “Posso darle del tu?” poi, in realtà, capita che tu te lo perda per strada, dando del voi 😉

  13. Phil ed Elis soli. Devono parlare di ciò che Brian ha confessato.

    Però ti dico che avrei anche voluto suggerire io. Solo che se comincio a suggerire ti scrivo un romanzo qui, su due piedi, per quanto mi ha ispirato questa tua storia! quindi meglio di no… ahahahah

    la scelta dell’ipnosi regressiva è fa-vo-lo-sa!!!! sei una grande. e guarda che di solito io sono rompiballe, non credere io sia una che regala complimenti. Però cavolo, Dadan, è un’ideona. Puoi ribaltare le sorti della storia, manipolare la sua mente con ricordi che affiorano quando è cosciente senza che riesca a distinguere se sono riminescenze o invenzioni e scherzi della mente. Puoi farlo credere pazzo ma pazzo non è. puoi fare un milione di cose con quest’idea. Bravissima.

    • Non sai quanto i tuoi commenti mi riempiono di orgoglio e li aspetti con ansia per capire come sono andata … Grazie Alessandra. L’idea dell’ipnosi mi era già balenata ma oggi cercando ho trovato la regressiva e mi sembrava perfetta e… Beh hai intuito cosa vorrei fare 🙂 mannaggia! Ahah no a parte tutto ci ho messo un bel po’ per partorire questo capitolo, avevo paura di fare un passo falso mi sembra di essere un elefante in una cristalliera! Meno male che ci sei tu che mi infondi un po’ di sicurezza va!
      Possibile che non ci sia nulla da ridire su questo capitolo? Possibile che non cambieresti nulla? Altri mi hanno un po’ bacchettato precedentemente.

      • Dadan, sarò sincera con te – come di solito cerco di essere – dato che me lo chiedi.
        Ho appurato che
        ci sono tre categorie di autori.

        quelli che non sanno costruire la trama e scrivono dimenticando dettagli, lasciando aperte situazioni che poi non chiudono, creando personaggi senza spina dorsale, poco credibili, e storie tutto sommato in bilico tra il banale e l’inutile.

        ci sono poi quelli che non hanno ben chiara la grammatica, la sintassi, non revisionano a dovere e fanno un sacco di errori di testo e tutto sommato hanno idee passabili ma alla fine anche queste sono pressoché inutili ai fini editoriali.

        infine ci sono quelli che hanno ottime idee di plot. sanno costruire una storia, danno caratterizzazione ai personaggi, li rendono credibili, e inoltre lavorano su strati di narrazione inserendo – volontariamente o meno – sottotesto e metafore con cui costruire lezioni di vita e spunti inediti.
        Neanche quest’ultima categoria è immune ai refusi, all’imprecisione verbale e sintattica – per quella servirebbe un occhio esterno, il famigerato editor/revisore. Tuttavia questa terza categoria è quella che mi da speranza che esistano ancora buone menti che, con un po’ di allenamento, diventeranno ottimi storyteller.

        Penso che tu faccia potenzialmente parte di questa terza categoria, per cui sì, se la domanda è “se ci sono rimproveri da fare al tuo testo”, la risposta è sì, ci sono refusi a vario titolo nel tuo testo; ma no, non te li ho fatti notare per il semplice fatto che la terza categoria scarseggia e quando mi capita di leggerla, ne sono talmente lieta che me ne frego di giocare a fare l’editor.
        (premesso che anch’io – a torto o a ragione – mi colloco nella terza categoria, e non sono immune alle idiozie narrative e ai refusi, quindi il mio non è chissà quale pulpito), però quel poco di esperienza mi porta ad aver maturato questa convinzione.
        Spero di esserti stata utile nel chiarimento. 🙂

  14. Ciao dadan!
    Magari ti farà piacere sapere che hai un altro lettore a cui piacciono molto questi due capitoli, e seguirà con piacere quelli che scriverai, a cui piace lo stile, e come hai introdotto i personaggi…
    Ho cominciato a scrivere e a interessarmi seriamente all’horror – o noir nel tuo caso. E il tuo stile mi dà un sacco di spunti, perché decisamente diverso dal mio modo di scrivere l’horror. Come ho avuto modo di accertare dalle tue precedenti storie e da alcuni commenti qui sotto, c’è una vena “romantica” che, be’, rende lo stile particolare e interessante.
    Seguo 😀 E voto per il punto di vista di Philip.
    A presto

    • Ciao Nicola mi fa davvero piacere sapere che nonostante non sia perfetto il racconto ti colpisca e ti piaccia. Mi sono buttata e speriamo che atterri su qualcosa di morbido altrimenti sono guai! Mi piacerebbe sapere come lo intendi tu in noir perché io ne ho letti pochi e mi sono fatta una mia idea. A presto!

      • Credo ci stia discutendo il mondo sulla definizione di noir.
        Io in un noir ci vedo un crimine, che va investigato (magari anche in modo non convenzionale) e a cui va cercata una soluzione che veicoli un messaggio di fondo, magari una paura, o un’ossessione, o un comportamento, o un fenomeno sociale legato alla vittima o al colpevole. Ci vedo tensione e paura, che non siano legati all’azione violenta in sé, ma all’attesa di scoprire o di sventare il malfattore. Ci vedo un’ambientazione che metta tensione da sé, e una narrativa con una vena umoristica, quasi esilarante nel caso. Non lo so. Ho pochi casi cui ispirarmi. Per questo voglio approfondire.

          • io ci vedo dei personaggi “maledetti” non solo perchè hanno commesso un omicidio o fatto qualcosa ma vittime di loro stessi, di ciò che hanno vissuto, schiavi delle loro malattie psicologiche, ossessioni, rimpianti, incubi, psicologia, mistero, azione, tensione… mischiati in situazioni diverse creando tante sfumature. vittima e carnefice… un libro mi ha formato in questo senso ed è “i diabolici” è breve ma ti apre la mente a idee diverse. ti consiglio di leggerlo. 🙂

  15. Due opzioni in parità….Daniela mi dovrai ricordare spesso che devo passare a leggere l’horror mi sta sulle scatolette….. Anche se il tuo non è horror, appena vedo sto sfondo rosso mi stomaco da sola.
    Ho votato il punto di vista di Philip….
    Il capitolo è andato molto bene, i personaggi si sono delineati molto bene. Indovina quale parte non mi è piaciuta ? Indovina ?
    Te lo dico io, il sogno con il mostro che vuole colpirlo….

  16. Indubbiamente io leggerei volentieri il punto di vista di Philip.
    Chiunque lui sia, è indicato da Elisabeth come l’uomo che può aiutare suo marito. Un occhio attento, e soprattutto “esterno” mi darà del protagonista – Brian – molte più informazioni, indizi. E potrebbe anche portarmi fuori strada se colto da pregiudizio. In difinitiva… preferirei stare fuori dalla testa di Brian e da quella di Elisabeth per un po’, per infittire la tela di ragno.

  17. Ciao. Bellissimo episodio. Mi è piaciuto molto. C’è suspense dall’inizio alla fine. Brava. 😀 Ho scelto dal punto di vista di Brian. Mi piacerebbe vedere cosa ne pensa lui di tutta questa situazione. Purtroppo però sono in minoranza.

  18. Elisabeth mi sembra una donna colma di segreti. Sarà solo una mia impressione ma son curioso di sentirla parlare ancora un bel po’. Mi è piaciuto in particolare il passo del’incubo. Quella parte è, secondo me, il tratto psicologico che si sposa perfettamente con la trama, brava 😉

  19. Questo racconto è l’esempio perfetto di come la classificazione di The Incipit sia davvero troppo restrittiva. Io lo definirei un noir, o se vogliamo, thriller psicologico. Sono d’accordo con te nel non chiamarlo horror, troppo vago e ambiguo come termine. Comunque, se di esperimento si trattava, possiamo dire che l’esperimento parte bene. Suspence, intrigo e quella voglia matta di sapere che succede dopo: chi ben comincia è a metà dell’opera, anche se siamo al primo capitolo 😉 Brava!

    • Grazie moneagiu c’era bisogno di precisarlo perché altrimenti rischiavo di deludere le aspettative dei lettori o peggio sembrare fuori tema 🙂 speriamo continui bene perché il primo é semplice il resto é più difficile 🙂

  20. Il giorno dopo.
    Complimenti dadan: un incipit molto accattivante! Fai presagire molte cose, ma senza spiegarle crei una bella suspence e molta curiosità! Mi chiedo chi abbia lasciato la rosa e che significato abbia. E perché lui ne conosce il significato e la moglie, no? Attendo il secondo episodio! Ti seguo! 🙂

  21. Dal rosa al noir il salto non è agevole. Sei stata coraggiosa, Daniela.
    L’incipit incuriosisce, voglio vedere dove ci porti, a partire dal giorno dopo.

    p.s. ma come ti è venuta la frase sul vecchio bue? 😀

  22. Incipit elegante, stile scorrevole, ordinato ( non ci somigliamo!) guarda un pò ti seguo contenta.
    Storia che penso lascerà un messaggio e questo per me è fondamentale. Il tuo stile è pulito, semplice, chiaro. Mi piacciono gli elementi inseriti, il gioco, la dea bendata che volta la schiena, la rosa sul petto e la fuga perché sa che deve morire….
    Ora ti voglio da me i cani hanno bisogno di una carezzina e di due croccantini. Whooff whooff

  23. Ciao Daniela, finalmente ti cimenti con un genere che amo 🙂
    Non posso che seguirti!

    Io vorrei andare piano piano, siamo all’inizio. Se non si può avere il flashback per capire qualcosa, tipo perché la moglie lo considera pazzo, allora vada per la notte stessa…

    Bell’incipit

  24. Direi tre giorni dopo, così sapremo la reazione della moglie (in base ai passi successivi di Brian) e a cosa ha portato la rosa vermiglia. Tutto molto noir, mi è sembrato di vedere la presentazione di un telefilm criminale – attenta solo ai tempi verbali.
    Sono contenta di leggerti Daniela, ti seguo ovviamente 😉

  25. Il giorno dopo.
    Accidenti, chi se lo aspettava dalla romantica Dadan… complesso, ansiolitico, uomo che già mi interessa nel suo essere ex pugile, giocatore e alcolizzato incallito, hai già delineato il suo fatal flaw, e intravedo le ragioni del suo ghost. Posso dunque immaginare il plot. Brava. Bene. Ho fatto bene a seguire a scatola chiusa, la sorpresa che ho trovato aprendola è stata ottima.

  26. Ma dài! Ma ti ho letto nel pensiero? Proprio oggi che mi sono dedicata a te, tu inizi un racconto? E posso finalmente leggerlo dall’inizio! A volte la vita è proprio strana, o sono io che ho un sesto senso sviluppato… intanto ti SEGUO sulla fiducia, e ora vado a leggere l’episodio per votarlo. Che cosa strana… sono impressionata… poco fa non me lo hai detto, eh, che stavi sul punto di pubblicare! wow… vado e torno.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Usando i nostri servizi dai acconsenti all'uso dei cookie Più informazioni | Chiudi