Una precaria eternità

Dove eravamo rimasti?

Come accoglierà la vecchietta la nuova badante? Bene, la stravagante Elena le sta molto simpatica. (50%)

Quella luce negli occhi

“Non mi sono mai fatto schifo come oggi” sussurrò Piero senza alzare gli occhi, non appena furono in macchina. “Mi vergogno, Annalisa. Mi vergogno di te che reciti ‘sta farsa, senza un minimo di rispetto per qualche poveretta che davvero è costretta a stare sul marciapiede per sopravvivere, e non viene dal Brlucistan, da?

Annalisa abbassò gli occhi a sua volta: “In effetti.” biascicò cercando di allungarsi la gonna sulle cosce.

“E mi vergogno di me, che mi sono prestato a questa pagliacciata, passando pure per puttaniere davanti agli amici dei miei genitori. Se lo viene a sapere mia madre, che spendo con le prostitute i soldi che mi presta… Dio, che figura di merda.”

Annalisa lo accarezzò timidamente sui capelli: “Essù amò. Lo sai perché lo facciamo, per salvarci la vita. E guarda, lo faccio anche per Elena, per vendicare le ingiustizie che ha dovuto patire.”

Piero alzò lentamente gli occhi e restò a fissarla a bocca aperta. “Elena non esiste.” disse alla fine, vacuo.

“In effetti.” ripetè Annalisa sistemandosi i capelli ossigenati e osservandosi imbarazzata nello specchietto. “Ma neppure tu vai per davvero a puttane con i soldi di tua madre, se questo può farti sentire meglio.”  

“Adesso però  andiamo in albergo, che dobbiamo riposarci e prepararci all’incontro con la vecchia, domattina.” aggiunse dopo qualche istante, e il tono deciso della voce lasciava intendere che, bando alle ciance, business is business.

Piero mise in moto, e non disse più una parola per tutta la sera.

 

La mattina dopo, alle 8,30, la nipote di destra li introduceva nell’appartamento della nonna. Con il numero minimo necessario di parole mostrò la casa, diede istruzioni sommarie sulle abitudini e sulle condizioni di salute, prese gli ultimi accordi su orari e medicine da somministrare poi,  con evidente nervosismo, accompagnò Elena nella camera di nonna Caterina, seduta sul letto in attesa. La donna era piccolissima, magrissima, tutta rughe come ogni verace vecchietta dell’era pre-lifting. Appena vide Elena  le brillarono pericolosamente gli occhi, e quella luce lì non prometteva nulla di buono.

“Nonna, questa è la signorina Elena Kostantinova, la tua nuova badante.” disse la nipote con un tono untuoso che si manifestava per la prima volta, innescato evidentemente  dall’idea della cospicua eredità incarnata nella nonna novantaseienne.

“Signorina…ma certo.” rise la nonna squadrando allegramente Elena.

La nipote di destra, come se si aspettasse guai a breve, preferì troncare lì la conversazione. Raccolse dalla poltrona la giacca chiara di lino, la borsetta griffata di un sobrio color champagne e si congedò in tutta fretta, augurando buona giornata alla nonna e buon lavoro a Elena. Di Piero, che era rimasto inchiodato dall’ansia sul divano in sala, cercando di trovare il modo di far finire al più presto quella indecorosa mascherata, si dimenticò addirittura.

Rimasta sola con Elena, gli occhi della nonna incrementarono il loro inquietante luccichio. “Da dove arrivi, tesoro?” chiese senza smettere di sogghignare. Elena, imbarazzata come se si rendesse finalmente conto di quello che stava combinando, rispose balbettando: “Da Br-br-lucistan. Lontano, molto lontano.”

Nonna Caterina rise: “Ho due lauree tesoro, e non ho mai sentito nominare il Berlucistan prima d’ora. Dove si trova, esattamente?”

Elena, bianca di terrore, fece un gesto vago con la mano e riuscì solo a dire: “Ne l’Est.”

La nonna capì che non era il caso di insistere, per il momento. Era fin troppo evidente che quella pseudo-badante non era ciò che pretendeva di essere, ma il suo arrivo era comunque la cosa più curiosa e divertente che le fosse capitata da anni, e voleva godersela per bene. “Sai cucinare?” chiese allora cambiando tono.

Elena tirò un sospiro di sollievo: “Da, io molto brava cuoca, dì me cosa piace e io faccio.”

“Gradirei una carbonara, a pranzo. Se provi a rifilarmi un’altra pastina in brodo ti rimando in Belurcistan all’istante, ci siamo capite?”

“Da, nonna, io molto brava a te capire. Tu tranquilla. Carbonara è come già fatta, in tuo piatto.”  

“Tu mi piaci, Elena Komecavolova. Mi piaci.”

Dopo qualche minuto Elena e la vecchia in carrozzina fecero il loro trionfale ingresso in salotto, rivelando con molti sorrisi e ammiccamenti  agli occhi esterrefatti di Piero un’intesa già perfetta.

Elena, padrona della scena, fece le presentazioni e, con decisione, ordinò a Piero di andare a fare la spesa per una sontuosa carbonara: spaghetti, uova, panna, pepe, pancetta e pecorino.

Appena Piero provò ad accennare a eventuali problemi di digestione legati alla terza età, Elena-Annalisa gli troncò le parole in bocca: “Piero, prego, tu va subito. Noi pranza e cena tutti insieme e poi nonna lascia che  te dormire anche qui a sua casa. Nonna è molto brava nonna…” concluse rivolgendosi innamorata e sorridente alla sua assistita.

“E’ un piacere, Elena Komecavolova. Un vero piacere.”

Ora bisognerà convincere la nonna a farsi sequestrare. Dove chiederà di essere portata?

  • A Milano, dove vive il suo primo fidanzato comunista. (50%)
    50
  • A Rimini, perché vuole andare in discoteca (non c’è mai stata, ai suoi tempi i suoi amici comunisti non volevano portarcela). (33%)
    33
  • A Parigi, dove da giovane ha fatto un viaggio con un suo antico amore comunista. (17%)
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53 Commenti

    • Appena avrò un po’ di tempo: per ora tra revisioni di testi in uscita, un romanzo in fase di prima stesura, lavoro e vita non ci sta più nulla :-). Mi piacerebbe molto però cominciare una nuova storia qui su TheIncipit, già mi frullano in testa due tre idee 🙂

  1. Ringrazio tantissimo tutti i lettori e le lettrici che hanno partecipato, anch’io mi sono divertita moltissimo. In effetti la scadenza del 20 luglio mi ha costretto a correre parecchio con gli ultimi episodi, e il limite di 5000 battute a capitolo mi ha costretto a tagliare selvaggiamente. Cosa faranno adesso? Il quadro riusciranno a prenderlo? Eh, ho lasciato il finale aperto perchè ho più che una mezza idea di dare un seguito, tra qualche tempo, alle avventure di questi matti 🙂

  2. Bene, vedo che ho una doppia indicazione: la nonna troverà simpatica Elena-Annalisa, ma nel contempo (è anziana, mica è fessa) si renderà conto che la nuova badante è, per così dire, un po’ strana… Vado a scrivere il seguito. E da oggi, visti i tempi ristretti, devo puntare a un episodio al giorno, per finire entro il 20 luglio. Raccomando ai miei (pochi ma buoni) lettori prontezza di riflessi nel voto 😉

  3. Sono indeciso tra la signorina Rottermaier e la prostituta slava, soprattutto per la variabile di storpiatura linguistica che – se fatta in maniera adeguata e non meramente caricaturale – può introdurre un ulteriore elemento comico in un racconto già divertente.

    (La frase che ruberei: “si allontanò ancheggiando sdegnosamente sugli zoccoli tacco 12 che affondavano con pochissima dignità nella sabbia bollente”).

  4. Grazie a tutti per i commenti, mi pare che prevalga l’opzione finge di starci ma solo per evitare che si metta nei guai. Comunque se ci sono altri pareri fatevi sotto, stasera posto il nuovo episodio 🙂

  5. In realtà non c’è l’opzione che avrei votato, ossia accetta trascinato da lei ma per niente convinto, solo per conformismo e quieto vivere. Senza però un piano.
    Allora ho votato per la 1. 🙂

  6. Sì, cara Fulella, Annalisa è decisamente fuori e ne combinerà di tutti i colori 😉 Aiutatemi solo a capire dove vogliamo andare a parare: il tempo stringe, la fine del contest si avvicina (e ci sto prendendo gusto). Entro domani sera vorrei postare il prossimo episodio 🙂

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